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venerdì 3 aprile 2026

gomìtolo 5 ~ marzo 2026


all'inizio questa cosa dell'essere millennial mi sembrava una figata, invece ogni volta che leggo un articolo che parla della nostra generazione (di quanto è disperata e sfigata, insomma) mi dico ah ma allora non è solo una sensazione mia. e un po' mi deprimo. ad esempio, ho scoperto che quella delusione - o nostalgia, come dicono lə romanticə - per il futuro che immaginavamo e che invece non è arrivato (e non arriverà mai) è una roba generazionale, che interessa tuttə. beh, non è solo una sensazione mia, non è nemmeno una sensazione, è un disastro politico, culturale ed economico clamoroso. e l'unica cosa che facciamo sono gli articoli che ne parlano (no ok, grazie sociologə che ne parlate, non è manco compito vostro risolvere la cosa. il problema è che vi leggiamo noi dalle nostre camerette ancora tardoadolescenziali e non chi dovrebbe fare qualcosa).
come si fa a vivere bene con il peso del crollo della civiltà-per-come-la-conoscevamo sulle spalle? la fine di tutto non sarà una cosa veloce e spettacolare ma un lento, inesorabile declino e la cosa peggiore è che è già cominciato e non sappiamo dove stanno i freni.

insomma, sto bene? no. vado avanti lo stesso? sì. che altro fare?
e nel frattempo leggo e guardo cose. e quando torno a casa coccolo le mie gatte e cerco di non pensare a tutto quello che.

tra le cose notevoli di marzo:


ho approfittato degli sconti panini per recuperare un paio di volumi delle storie francesi di topolino, mickey's craziest adventures di lewis trondheim e nicolas keramidas e una misteriosa melodia - come topolino incontra minnie di bernard cosey, che mi sono piaciuti molto (e che non avevo preso prima perché i prezzi sono già spropositati con gli sconti, figuriamoci senza).
il primo è uno scherzo riuscito così bene che quasi ci sono cascata: trondheim e keramidas raccontano di aver trovato dei vecchi numeri di una collana uscita solo in america e mai più ristampata, mickey's quest, e di aver recuperato le tavole di una storia a puntate, incompleta ma comunque leggibile, che vede protagonisti topolino e paperino in una serie di situazioni assurde - tra giungle e mondi sommersi, civiltà antiche e viaggi nello spazio - all'inseguimento di gambadilegno e i bassotti che hanno derubato il deposito.
ovviamente non è mai esistita nessuna mickey's quest e altrettanto ovviamente mickey's craziest adventure è tutta farina del sacco dei due autori, ma l'espediente funziona benissimo e il risultato è una storia assolutamente folle, resa ancora più assurda dalle pagine "mancanti".
abituata al topolino italiano, il cambio di tono mi ha divertita parecchio, soprattutto nel personaggio di topolino, che è molto diverso dalla versione perfettina a cui siamo abituatə.

una misteriosa melodia di cosey, invece, ha un tono molto meno surreale. la storia è ambientata nel 1927 - e riprende lo stile dei corti disney di quell'epoca - e vede protagonista topolino come sceneggiatore di cortometraggi per dog il cane (sì, è pluto ma non si chiama ancora pluto... almeno non all'inizio della storia) in piena crisi creativa: le sue sono storie buffe e a lieto fine, ma la casa di produzione per cui lavora vuole pathos e tragedia. topolino decide quindi di fare un viaggio per documentarsi ma viene coinvolto da pippo in una serie di eventi che intrecciano tra loro un misterioso manoscritto di shakespeare e una ancora più misteriosa melodia, composta da una misteriosissima viaggiatrice che incontra su un treno durante un black-out.
una storia molto carina ma decisamente meno sperimentale ed eccentrica della prima, che comunque si fa leggere con molto piacere.

ho un altro albo di quella collana che mi aspetta, ma ve ne parlo nel prossimo gomìtolo.


dopo aver letto il bellissimo medea di rita petruccioli (di cui ho parlato sul blog audace) non potevo non rileggere medea - voci di christa wolf, uno dei libri che ho letto, riletto e amato negli anni (c'è anche un vecchio post qui sul blog, che non ho il coraggio di rileggere, ma se vi va...).
la storia la conosciamo - se non la conoscete cercate il libro e leggetelo, fidatevi - ma due parole su quello che amo di questo romanzo volevo scriverle. la prima cosa: la costante, crescente tensione, l'attesa, la consapevolezza che non potrà esserci salvezza. christa wolf ci trascina in fondo a un pozzo insieme a medea, dal momento in cui scopre il segreto di corinto fino a quando svela la verità su quello di colchide. leggere questo libro è vivere un'esperienza non soltanto emotiva ma anche fisica: il senso di catastrofe imminente e la consapevolezza di un orrore tanto empio da dover essere tenuto nascosto - la città ha fondamenta sopra un misfatto - pesa materialmente sullə personaggə tanto quanto sullə lettorə. e poi, ovviamente, amo i riferimenti alla cultura mediterranea più arcaica: la medea euripidea è di epoca classica, certo, ma il mito a cui si riferisce - e che wolf riprende anche da altre fonti - è ancora precedente. nella medea di wolf il tema è, da un lato, quello del confronto tra vecchi e nuovi sistemi di pensiero, mescolati insieme nell'ipocrisia di un progresso che è solo di facciata, ma è anche e soprattutto il disequilibrio di potere tra femminile e maschile. nel fumetto di petruccioli, che dall'opera di wolf prende a piene mani, la riflessione si amplia ulteriormente, seguendo la prospettiva transfemminista, e include non soltanto la questione di genere, ma anche quelle legate agli atteggiamenti suprematisti e xenofobi. due opere bellissime che usano linguaggi differenti e che vi straconsiglio di leggere.


mi è venuto difficilissimo scrivere un commento su questo libro, che da un certo punto di vista mi è piaciuto e dall'altro mi ha lasciata un po' insoddisfatta. widad tamimi - che l'ha presentato a bologna qualche settimana fa, durante un incontro molto interessante ed emotivamente intenso - non la conoscevo, ma mi sono innamorata del suo modo pacato di fare e di parlare praticamente dopo averla ascoltata per soli cinque minuti.
dal fiume al mare, che racconta la sua storia e quella della sua famiglia, mezza ebrea e mezza palestinese, l'ho letto con la riconoscenza che si offre a chi ci dona un pezzetto della sua memoria, della sua storia, delle sue origini.
eppure, leggendo, mi sono sentita come se mancasse qualcosa.

la sincerità e la delicatezza di questo racconto familiare mi ha commossa, soprattutto mi ha commossa la sensazione di spaesamento che dà il trovarsi a metà, specie quando le due metà sono metà "in guerra" da quasi un secolo, e la stabilità che l'autrice trova nelle sue radici così difficili.
attraverso il racconto della sua storia e della memoria delle generazioni che l'hanno preceduta, widad tamimi ci permette di scorgere la realtà della quotidianità palestinese e le sue premesse storiche. una quotidianità fatta di sopportazione e resistenza all'ampio ventaglio delle prepotenze, vessazioni e violenze che israele compie ogni giorno, in nome di una legge che si è cucito addosso per garantirsi il privilegio di poter schiacciare e tormentare un intero popolo con la connivenza di mezzo mondo.
non abbiamo visto altro in questi due anni e mezzo, se non la sproporzione tra le azioni dellə occupantə e dellə occupatə, e non abbiamo visto altro se non la difesa dell'indifendibile, che pure non riesce a trovare un minimo di argine di decenza neppure ora che israele ha votato e approvato una legge per uccidere "legalmente" lə palestinesə, uno dei momenti più bassi che la dignità umana ha raggiunto dalla seconda guerra mondiale a oggi.

però in dal fiume al mare, se pure la critica a israele è costante per tutto il tempo, non esplode mai, non si concretizza mai in una presa di posizione netta e, anzi, più volte l'autrice cerca una spiegazione, una ragione, quasi una giustificazione ad azioni che difficilmente si riescono a immaginare come comprensibili, figuriamoci giustificabili.
capisco il desiderio di pacificazione così come capisco la necessità di razionalizzare l'incomprensibile e trovare un senso a decenni di oppressione e violenza, ma capisco molto meno l'idea di bilanciare forzatamente la soluzione come se si partisse da uno status quo in cui le due parti in causa siano, in un qualsiasi modo, in condizione di parità.
eppure, non c'è alcuna parità e non c'è, quindi, nessuna soluzione che possa andare in direzione di "due popoli due stati". non dopo il genocidio - di genocidio parla la corte di giustizia internazionale, non è un'opinione politica di una fazione, quindi smettiamola di cavillare su questa parola, come se fosse una questione di semantica o di ideologia o, peggio ancora, di appartenenza politica - tutt'ora in corso, non dopo la distruzione delle città, delle infrastrutture, delle risorse, non dopo la sistematica devastazione dei territori, non dopo la negazione delle cure, dell'acqua, del cibo, non dopo le torture, non dopo i rapimenti, non dopo la deliberata uccisione di giornalistə, medicə, operatorə sanitarə, non dopo i bombardamenti sulle tendopoli, non dopo lə bambinə mortə di freddo e fame, non dopo tutto quello che è stato e continua a essere.
non dopo che uno dei due "stati" continua a esistere non solo su una base ideologica criminale, ma attraverso una giurisprudenza che legittima l'apartheid, l'occupazione, la violenza di uno dei due popoli sull'altro.

questo è quello che mi ha fatto arrabbiare, questa critica presente e puntuale sì, ma sfumata e fin troppo pacata.
che non è una pretesa di vendetta - sentimento forse poco nobile ma legittimo, che riconosco appartenermi ma che non chiedo a nessunə di condividere - ma di giustizia. e giustizia non può essere un banale "riconosciamo i traumi di tuttə" perché non ci si può più nascondere dietro i fatti e i traumi, giustamente riconosciuti dal mondo intero, di mezzo secolo fa a cui hanno fatto seguito decenni di orrore. non si può più usare il passato per giustificare il presente e non si può più pensare il futuro ignorando le terrificanti ingiustizie che mezzo mondo (il mezzo mondo più forte e potente) ha continuato a tollerare per il proprio tornaconto, sia politico, sia economico, sia morale.

non credo che in medio stat virtus, non credo che basti non essere partecipi di un progetto criminale per definizione, non credo che quello tra israele e palestina sia un "conflitto" (che conflitto è uno che vede quadcopter da una parte e pietre lanciate a mano dall'altra?) e quindi non credo che si possa risolvere come tale. credo nell'essere partigianə, cioè nello scegliersi - consapevolmente e coerentemente con i propri principi - una parte, che non vuol dire santificarla e negarne le contraddizioni, ma prima difenderla e dopo, solo dopo che se ne garantisce sicurezza e stabilità, agire dall'interno per ripararne le storture. curarla, insomma, ma prima di tutto salvarla.
non credo che si possa ripulire il sionismo dalla sua parte peggiore perché non c'è nulla di "migliore" in un'ideologia nata e sviluppata su idee suprematiste e razziste che si è concretizzata attraverso l'occupazione delle terre, la militarizzazione, il sopruso e la violenza legalizzati. non posso accettare l'dea che un intero popolo usi il trauma di tre/quattro generazioni fa per giustificare l'orrore a cui si è addestrato e di cui fa fieramente mostra davanti al mondo intero.
possiamo immaginare di cercare il "buono" nel nazismo o nel fascismo? ovviamente no. e ovviamente no, non possiamo tollerare uno stato sionista e aspettarci che riconosca il diritto di autodeterminazione di un popolo che vuole semplicemente e dichiaratamente cacciare dalla propria terra e sterminare.
la soluzione non potrà essere altro che la fine dell'occupazione, il riconoscimento del popolo palestinese e del suo diritto all'autodeterminazione e lo smantellamento sistematico dell'apartheid sionista. tutto il resto, anche quando in buona fede, non porterà mai alla fine di questo scempio disumano.

ecco cosa mi ha lasciato l'amaro in bocca per tutto il tempo e per giorni e giorni dopo aver finito questo libro. questo cercare di stare in equilibrio, questo non dire apertamente, questo voler guardare da una parte e dall'altra ignorando lo squilibrio. forse un bambino israeliano e un bambino palestinese chiamo "il mio paese" lo stesso pezzetto di cartina geografica, ma la storia che sottende alle due frasi è tanto diversa, la storia di quei due bambini è tanto diversa, il futuro che aspetta quei due bambini è tanto diverso che un'immagine così non sortisce l'effetto che immagino tamimi voleva ottenere. anzi.
non è stato il destino a far sì che lo stato israeliano venisse fondato sulla terra di palestina, sono state precise strategie politiche che hanno le loro radici in europa e che pure fanno comodo agli stati uniti, ovvero alla metà (e anche meno) più potente del pianeta.
romanticizzare l'occupazione, parlare di destino, descriverla attraverso immagini poetiche di ingenuità infantile è, come minimo, insopportabile.

la rabbia e la delusione che ho sperimentato leggendo si sono trasformate quasi in senso di colpa scrivendo - e cancellando e riscrivendo e ancora e ancora - queste righe.
mi sono chiesta più e più volte se non ho semplicemente travisato tutto, se non ho colto abbastanza bene il senso di questa storia, se forse era meglio non scrivere nulla su questo libro. forse è così. eppure, come si fa a non dire niente?
probabilmente, anzi sicuramente, non dovrei criticare il lavoro di una persona molto più competente di me, la cui storia personale e familiare affonda le radici direttamente nella terra e nei corpi che hanno vissuto gli eventi peggiori del secolo scorso e di questo, che ha visto con i suoi occhi quello che io ho solo letto sui libri e visto attraverso lo schermo di un cellulare, che lavora con lə rifugiatə di guerra.
ma se pure non so entrare nel merito di questioni puramente giuridiche e storiche - perché non sono una giurista né una storica - né tanto meno personali, penso di potermi permettere la critica in quanto persona che, nel corso della sua vita e con i mezzi che ha avuto e che ha cercato, si è fatta delle idee sulla storia e sull'attualità della situazione palestinese.
e da questa prospettiva posso immaginare che, nella migliore delle ipotesi, il problema di questo testo non è nei contenuti ma nella forma. ma si può rischiare di essere ambiguə in questo contesto? anche qui, credo fortemente di no.
il rischio è quello di appiattire settant'anni e più di storia in un "ognunə ha i suoi torti e le sue ragioni" che fa comodo, certo, ma che non fa altro che alleggerire i crimini insopportabili di israele e continuare a negare giustizia al popolo palestinese.


passiamo a parlare di cose più leggere - si fa per dire...
ho trovato questa serie un po' in ritardo ma mi è piaciuta parecchio, quindi se non la conoscete sono qui per consigliarvi di vederla, nel caso in cui quel from the creator of breaking bad non vi bastasse già.
plur1bus immagina l'apocalisse - o almeno la fine dell'umanità per come la conosciamo - in un modo completamente nuovo (o almeno, per me nuovo, ma se conoscete qualcosa di simile lasciatemi un commento): un virus dallo spazio infetta quasi l'intera popolazione umana che da quel momento in poi diventa mentalmente interconnessa, un po' come le reti neurali degli sciami di insetti o delle colonie di formiche. e questa fusione in un unico, immenso noi rende tuttə felici e pacifici.
quasi l'intera popolazione umana, dicevo, perché tredici individui sono completamente immuni al virus e rimangono tagliatə fuori. tra loro c'è carol sturka, autrice di stucchevoli romance che odia e che però le hanno garantito negli anni una vita molto agiata e una schiera di fan (soprattutto signore di mezz'età innamorate del fregnone protagonista delle sue storie). se già da prima del contagio carol non era esattamente una personcina felice e affabile, dopo le cose peggiorano drammaticamente. sia perché il contagio non avviene senza danni collaterali (non aggiungo altro), sia perché dopo si ritrova non soltanto tagliata fuori dal nuovo ordine delle cose, ma deve anche imparare a gestire il dilemma morale circa il modo di affrontare quello che sta succedendo.
distrutta ogni possibili idea di individualità, non soltanto gli esseri umani pensano e agiscono come una sola entità, non soltanto non esistono guerre e il sistema capitalistico è crollato in un nanosecondo, ma questi "nuovi" esseri umani sono felici. totalmente, assolutamente ed estremamente felici e l'unica cosa che desiderano è rendere felici anche le persone che non sono state contagiate.
e dunque? che fare? cercare un modo di riportare le cose al vecchio ordine prima che sia davvero troppo tardi o abbracciare l'idea di un'umanità nuova, finalmente libera da guerre e ingiustizie?

ora, io non ve la so raccontare bene come fa vince gilligan perché nonostante ci sia un gigantesco tema etico da affrontare, plur1bus è tutto fuorché noiosa o pesante. un po' lenta a volte (nel senso che non ci sono esplosioni e risse ogni dieci minuti, eh) ma estremamente coinvolgente.
è uscita solo la prima stagione e le possibilità che si aprono al momento in cui è arrivata la storia sono infinite, e io non vedo l'ora di scoprire come andrà avanti...


mentre ero giù sono andata con la mia signora madre al cinema a vedere il bene comune, il nuovo film di e con rocco papaleo (per cui ho una cotta clamorosa) e vanessa scalera (altra cotta), film bellissimo e forse passato un po' - ingiustamente - in sordina, almeno nella mia bolla (perché qualsiasi roba anglofona buttata su netflix la vedo millemila volte ovunque e invece film come questo sembrano non esistere? visto che ho ragione quando dico che i social sono un posto orribile?).
la storia ruota tutta attorno a sei personaggə - una guida turistica, suo nipote, un'attrice non proprio di successo e quattro detenute - e alle loro storie, al loro incontrarsi fortuito, ai legami che si creano tra loro, un po' per caso e un po' perché è facile riconoscersi nellə altrə quando si ha il coraggio di farsi conoscere davvero per quello che si è, e a una gita alla ricerca del pino loricato, albero resistente e tenace che cresce nella nuda roccia.

a parte la bellezza indicibile dei paesaggi (l'appennino tra la basilicata e la calabria) e della musica (sto malamente in fissa con questa canzone stupenda di livia ferri da giorni e giorni), a parte la bravura dellə attorə che hanno restituito personaggə complessə, sincerə e difficilmente dimenticabili, ho apprezzato tantissimo il messaggio "politico" del film.
l'attenzione alle storie di vita di ciascunə dellə protagonistə, storie di fragilità e di resistenza che raccontano quanto sia facile sbagliare (e di quanto possono essere complessi e difficili i background di chi commette reati "minori". qui c'è di tutto, dalla violenza domestica alla fatica che fa chi vuole vivere della propria arte e della propria passione, situazioni da cui è difficile uscire senza perdere tutto e da cui è facile finire nei guai) e quanto sia necessario avere intorno una comunità che sappia dare una mano a rimediare, a trovare nuove strade e a riprendere in mano il proprio futuro.
abbiamo svuotato di senso il termine compassione ormai da così tanto che non sappiamo più capire cosa significa davvero, ma quel soffrire insieme, nel senso di accogliere su di sé parte del dolore, della paura, della fragilità dell'altrə, è l'unico modo per andare avanti, anche quando andare avanti sembra impossibile e terrificante.

senza nessuna retorica, il messaggio è che il carcere inteso come sistema di punizione non serve a nulla, se non a incattivire ancora di più chi ci finisce dentro, a togliere ogni più piccola possibilità di avere una vita dignitosa, giusta, bella. magari per la prima volta. e che le alternative ci sono e devono esserci, sempre e sempre di più.
andate al cinema e poi magari andate anche a curiosare sul sito dell'associazione antigone, che si occupa di diritti e garanzie per le persone che vivono all'interno delle carceri.


e poi ho finito - un po' in ritardo in alcuni casi - tre serie a cui sono molto affezionata: il reboot di ranma ½, che non ha bisogno di presentazioni, e che nonostante sia pieno di gag catalogabili ormai come politicamente scorretto, a me continua a far ridere come faceva vent'anni fa. ma arriverà la terza stagione, come arriverà la terza stagione di frieren: beyond journey's end, così mi consolo della fine di questa seconda, che è durata decisamente troppo poco e che è sempre di una bellezza indicibile.
a proposito, di frieren avevo parlato qui, insieme ad altre serie che mi piacciono tantissimo (se vi va di darci un'occhiata, il post è un po' datato ma condivido ancora le scelte che avevo fatto prima di scriverlo).
e poi è finita - e a quanto pare è finita davvero, senza possibilità di ritorno - imma tataranni, serie per cui vale il discorso che facevo poco più su: non è che abbiamo un bias per cui le serie e i film italiani li cataloghiamo sempre un po' come prodotti di serie b, di cui non parliamo sui social perché ci sentiamo sempre un po' troppo provinciali a farlo?
se la pensate così credo che sia arrivato il momento di mettere i pregiudizi da parte e guardare quella che credo sia una delle produzioni rai migliori degli ultimi anni, con un cast pazzesco (vanessa scalera e barbara ronchi strepitose!), un'ambientazione molto bella (se qualcuno vuole venire con me a matera prossimamente...) e un'ottima sceneggiatura degli episodi.

dal canto mio, mi sento un po' triste a pensare che non ci saranno nuove stagioni di imma tataranni, mi farà sempre venire in mente le serate-sul-divano-con-le-gatte a casa (anche se non ho visto tutte le puntate a casa, sul divano e con le gatte). e quando si chiude qualcosa che per me si ricollega a casa mi sembra di sentire tutta quella distanza - di spazio e di tempo e di abitudini - ancora di più.


quindi facciamo che metto qui una foto dei miei amori. e dell'impossibilità di usufruire del divano (ma va bene così ) così sembra tutto meno lontano.

venerdì 20 marzo 2026

pk - l'esperimento abominio

le cose iniziano, le cose finiscono. tutto quello che c'è nel mezzo, rimane.


io non volevo essere polemica su questa cosa. davvero, non volevo.
quest'anno è il trentennale di pkna, uno dei fumetti più importanti per me, uno tra quelli che hanno fatto nascere il mio amore per i fumetti e per le storie in generale. pkna mi fa sempre l'effetto madeleine proustiana, mi riporta alla mia prima adolescenza, ai pomeriggi passati nella cucina in casa di mia nonna, a quella persona che ero e che non posso essere più, a una delle versioni di me che mi mancano di più.
penso che sia così un po' per tuttə quellə della mia generazione perché pkna non ha soltanto rivoluzionato il fumetto disney, ma ha stravolto l'approccio che moltə di noi - quellə che magari leggevano soprattutto e quasi esclusivamente disney da sempre - avevamo al fumetto e alle storie in generale.
pkna ci ha insegnato che anche un papero sfigato può farci raccontare storie complesse e profonde, e che quello che ci stringeva lo stomaco e faceva venire i lucciconi agli occhi non era facile tradurlo in parole. era un papero in un universo di animali antroporfizzati e creature aliene, eppure ci ha fatto esplorare tanta di quell'umanità che ancora oggi, dopo trent'anni, ripensare a certi episodi ci fa venire la pelle d'oca (sì, xadhoom, certo che penso a te. sempre).

immaginatevi quindi quanto ero felice di sapere che stavano per uscire nuove storie. pensavo che sarebbe andata meglio degli esperimenti più recenti, che mi avevano lasciato un'impressione un po' tiepida e sembravano (coff) pensati giusto per tirare fuori qualche cartonato a prezzi improbabili.
insomma, almeno con la storia pubblicata su topolino è andata male.
meno un all'alba, lo spillato, invece, non ho ancora potuto leggerlo perché - chi l'avrebbe mai detto? - panini ogni volta "sembra che" stampi di proposito poche copie per fare il gioco dei reseller e dellə collezionistə, e non per lə lettorə.

ma, dicevamo, l'esperimento abominio su topolino sì, ed è stata un po' una delusione, soprattutto nella seconda parte: in breve - perché a livello di trama non c'è molto su cui dilungarsi, è chiaramente un'introduzione a un nuovo ciclo focalizzato sulla famiglia ducklair (personalmente, uno dei filoni che io amo di meno, essendo sempre stata una grande fan del razziatore, degli evroniani e, ovviamente!, di xadhoom) e in quanto introduzione a un nuovo ciclo di storie che rimandano a quelle di trent'anni fa, da un lato strizza l'occhio allə vecchiə lettorə, dall'altro cerca di spiegare abbastanza anche allə nuovə così che possano ambientarsi in questo universo - spoiler! che ci dovremmo fare di questa sequenza infinita di pk che fa la morale a ducklair e di un everett che risolve tutto il suo essere un personaggio estremamente complesso e ambiguo in un "ah, ok, adesso che me lo dici tu sarò buono"?

e tutto questo mi porta al vero tema che sta al centro di ogni mia paura e delusione (e che va molto oltre pk), e cioè che sempre di più i prodotti-che-dovrebbero-essere-culturali si stanno trasformando in pappette già masticate e rivomitate, idee omogeneizzate in comode monoporzioni, robe semplici e lineari, schemini attraverso cui è impossibile confondersi, avere dubbi, vacillare e dover rimanere un momento a pensare, a riflettere.

everett ducklair era la mente geniale che non riusciva a controllare il potenziale distruttivo delle sue intenzioni, tormentato da una vita lunghissima e da una storia personale - e da un rapporto con le sue figlie - estremamente complicati. combatteva con la parte più oscura del suo ingegno e ragionava pensando alle sue creazioni calate in un mondo che andava molto oltre al suo orizzonte. un mondo, anzi un universo, complesso, in cui anche le migliori intenzioni e motivazioni di un individuə potevano significare dolore, perdita e disperazione per moltə altrə.

tutto questo, in questa nuova storia, non solo non si vede e non si sente, ma sembra volontariamente rimosso: non più everett e pk calati nel vasto universo e chiamati a mantenerlo in un equilibrio tanto delicato quanto necessario a tutte le creature che lo abitano, ma everett e pk su un palcoscenico vuoto, che si rimirano l'ombelico e riflettono su un'etica autoreferenziale e indifferente a tutto il resto.

oh, poi può anche essere semplicemente che la mia memoria ha magnificato pkna (la prima serie, sì, perché le altre, per quanto belline, non erano di certo all'altezza), ma non più di tanto. qui, di tutto quello che mi piaceva di pk, c'ho trovato poco.
insomma, poteva andare meglio.

in realtà mi sto odiando in questo momento perché mi sento il tipo di persona che ho sempre detestato e schifato: la vecchia che si lamenta dei reboot e dei sequel perché quello di prima era meglio. è probabile che la cosa migliore che c'era prima era una mia versione meno rompipalle, ma c'è anche qualcosa che mi è piaciuta moltissimo in l'esperimento abominio e che ha mitigato un po' la mia delusione, facendomi tornare davvero indietro a quel tempo in cui le storie erano bellissime e indimenticabili (come è possibile che ricordo cose che ho letto quando andavo in terza media e ho quasi dimenticato l'inizio di questo episodio, che ho letto circa una settimana fa? *domanda retorica*), e cioè i disegni di lorenzo pastrovicchio, che è sempre stato il mio disegnatore preferito per le storie del papero mascherato, quello che più ha costruito l'epicità e la grandiosità dell'immaginario pikappico e che meglio ha reso l'alterità di questa dimensione rispetto a tutto il resto della produzione disney.

le cose iniziano, le cose finiscono e tutto quello che c'è nel mezzo rimane, ma di questa storia, temo, rimarrà davvero poco, se non la sensazione che un anniversario così importante avrebbe richiesto un po' di coraggio in più (o uno sceneggiatore diverso. con tutto il rispetto, ma non è la prima volta che resto delusa da una storia di artibani).
spero che meno uno all'alba sia riuscito a fare di più. se lo trovo (in fumetteria, con buona pace dei furbini di ebay) ne riparliamo qui.

venerdì 28 aprile 2017

cinque titoli da non perdere a napoli comicon!

per la serie meglio tardi che mai, ecco una velocissima lista di cose che se siete al comicon di napoli dovreste recuperare assolutamente! e visto che devo recuperarli anche io, che al comicon non ci vado, per questo mese questo post fa un po' le veci della rubrica wishlist.

in primo luogo assolutamente il nuovo romanzo a fumetti di nicolas de crécy (autore de il celestiale bibendum e la repubblica del catch), sempre edito da eris edizioni: diario di un fantasma, a metà tra il racconto autobiografico e una raccolta di riflessioni sulla ricerca artistica dell'autore.


al comicon esce anche in anteprima il nuovo lavoro di simone prisco, che dopo vita e irene, torna - sempre grazie a douglas edizioni - con immortali, un fumetto che si promette più maturo e duro dei precedenti e che già dalle anteprime sembra assolutamente meraviglioso! se volete saperne qualcosa in più, ne ha parlato una banda di cefali qui.


dell'artbook dedicato a gimkhana - colors of lust - di ornella savarese ve ne avevo parlato qui, ma vi rinfresco la memoria perché in questi giorni lo trovate disponibile in anteprima (al comicon, certo).


poi passate dallo stand di shockdom perché continua la pubblicazione dei fumetti del collettivo mammaiuto (su claccalegge vi ho parlato di un ragazzo parte per un viaggio ferisce qualcuno non torna più a casa), questa volta con mooned!


dulcis in fundo i fortunelli che si trovano al comicon potranno leggere in anteprima il secondo episodio de il marchio di moldrock. il primo episodio invece lo trovate su topolino 3205 del 26 aprile (è ancora in edicola, quindi, se non riuscite ad andare a napoli, consolatevi così!)


e adesso aspettiamo i nuovi annunci, incrociando le dita e sperando in un sacco di belle novità!

domenica 11 dicembre 2016

cronaca di un ritorno

fino a ora non sono riuscita a fare un solo post decente su pikappa. non è facile per me.
pikappa è una delle serie che amo più in assoluto, sono secoli che vorrei scriverci sopra qualcosa ma so di non essere in grado di concepire qualcosa di esaustivo e che renda giustizia a tutti i sentimenti che mi legano al papero mascherato. in fondo con pk ci sono cresciuta e me lo ricordo ancora come fu difficile non piangere in classe mentre leggevo di nascosto la fine della trilogia di xadhoom (andavo alle medie e da allora poche cose mi hanno segnato come quella storia lì).

da qualche tempo su topolino pikappa è tornato, senza uno ma con il buon vecchio extransformer. la gioia è stata immensa fin dal primo annuncio, ma c'è qualcosa in queste nuove storie che mi fa rimpiangere ancora il vecchio pkna.
sarà che sono io più vecchia - e di parecchio - sarà che adesso pikappa sta su topolino e li i toni non possono superare quei limiti invalicabili dati dall'essere rivolto a un pubblico di giovanissimi, però per quanto pkne sia un bellissimo prodotto, non è riuscito a colmare il vuoto lasciato da pkna (frittole non lo consideriamo nemmeno, mentre pk² è una roba carina che sta, nella mia personalissima scala di gradimento, tra pkna e pkne).

espressione massima di questo sì-bello-però è stata l'ultima storia, conclusa questo mercoledì su topolino (per l'esattezza è stata pubblicata sui numeri 3181, 3183, 3184 e 3185), cronaca di un ritorno, di alessandro sisti e claudio sciarrone, due tra i miei preferiti del pk team.
la prima cosa da dire è che a ritornare è xadhoom, la terribile vendicatrice xerbiana, il mio personaggio preferito in assoluto di tutte le vecchie serie. quella xadhoom che per anni (quanti? diciassette?) ero sicura che non avrei mai più rivisto, quella xadhoom che si era trasformata in una nova per eliminare dall'universo evron e vendicare la fine di xerba.
questo avrebbe dovuto farmi la donna più felice del mondo, cosa c'è di più bello del tuo personaggio preferito che ritorna? ma un po' mi spaventava il come sarebbe tornata: insomma, era diventata una nova! era esplosa trasformandosi in un ammasso spaventoso di energia! come diamine avrebbe dovuto fare a tornare? per fortuna, sisti ha risolto tutto alla perfezione.

*attenzione! ci sono un sacco di spoiler sulla trama, quindi, se aspettate il cartonato, saltate tutto!*


andando con calma: un terribile gelo sta tormentando paperopoli e la terra più in generale e pikappa vuole trovare il modo di capire cosa sta succedendo al sole, vicino al quale è riuscito a individuare qualcosa di strano. proprio vicino alla nostra stella incontra un gruppo di evroniani.
ma non erano stati spazzati via da xadhoom? ebbene, la cosa viene giustificata in modo abbastanza coerente e credibile: gli evroniani, un po' come le api, quando la popolazione cresce troppo, fanno nascere un nuovo imperatore e si dividono, pronti a colonizzare un altro pezzetto di universo.
(momento ansia: quante colonie evroniane ci sono in realtà in giro per il cosmo?)
questi evroniani non conoscono pikappa né la storia che li lega a lui, per cui per il nostro eroe piumato non è difficile farsi credere loro alleato e farsi rivelare quale è la minaccia che li perseguita e contro cui devono combattere: la condivisione en'tomek, una misteriosa razza aliena semi-robotica che si procura l'energia prosciugando soli e intere civiltà. e che custodisce xadhoom, un mistero per questo gruppo di evroniani, una creatura dormiente che per loro non significa nulla.
pikappa, facendo il doppiogioco tra evroniani e en'tomek, cerca di carpire più informazioni possibili su entrambi e sopratutto sulla sua vecchia amica, l'unica che può salvare la terra dal gelo che stanno portando gli en'tomek e dalla possibile nuova minaccia evroniana.

a questo punto, la domanda è d'obbligo: cosa diamine è successo a xadhoom se non si è distrutta diventando una nova? semplicemente, non è mai stata davvero una nova come aveva fatto credere. si era trasformata in una stella e aveva continuato a controllare la sua energia, per poter essere un sole stabile e sicuro per il suo popolo. ma gli en'tomek, ignari e comunque indifferenti a tutta quella storia, l'avevano letteralmente prosciugata, privandola di ogni energia.
adesso la situazione è drammatica, con pikappa e xadhoom che cercano di sfruttare la tecnologia evroniana per ricaricare di energia la stessa xadhoom e che al contempo devono fingersi alleati degli en'tomek per poter comunque allontanare la minaccia di evron dalla terra. deus ex machina della vicenda è porphioolon, un evroniano che in realtà ha capito tutto dei piani di pikappa ma continua a fingersi lo scemo del villaggio davanti ai suoi compagni semplicemente perché... è buono.
ecco. ora, va bene il ritorno di xadhoom, vanno bene i robottoni prosciuga stelle, ma un evroniano buono e gentile va oltre le mie capacità di immaginazione.
in ogni caso è grazie a lui - leggete la storia per scoprire come - che pikappa e xadhoom riescono a cavarsi fuori dai guai, salvare la terra e sopratutto la pelle.

alla fine, a paperopoli è tornato il sole, gli en'tomek sono stati sconfitti, gli evroniani sono tornati a essere spore (porphioolon, spora anche lui, è stato portato sulla terra da pikappa) e xadhoom è tornata su xerba... e non c'era nessuna bella sorpresa ad aspettarla.

*fine spoiler*

questo capitolo di pkne apre nuovi scenari interessanti per lo sviluppo della serie (già il fatto che ci saranno sviluppi è una buona notizia), ma in ogni caso l'atmosfera, rispetto a pkna, è completamente diversa.
non che sia necessariamente qualcosa di negativo, anzi, il livello delle storie è molto alto (non quanto i bei vecchi tempi... eh lo so, sembro una vecchia rompicoglioni che parla solo di quello che ai miei tempi, ma con pk è così, non posso farci nulla) ma la sensazione di malinconia rimane nonostante tutto.
io continuo sempre a sperare che prima o poi pkne riesca a uscire dalle pagine di topolino, riavere una testata tutta sua, anche semestrale, chissene, dove poter ritrovare lo spirito di una volta.

venerdì 29 aprile 2016

timecrime - parte I

avrei dovuto scrivere un post serio in cui parlo di roba seria, ma niente. non ce la faccio. sono in pieno scazzo esistenziale e non c'ho voglia di fare niente, vorrei svaccarmi sul letto a leggere fumetti per una settimana.
visto che mi era saltato il post serio in cui parlo di roba seria, pensavo di scrivere uno dei soliti commenti randomici a letture randomiche, ma poi mi sono amminchioluta (come direbbe quella meraviglia d'uomo di andrea camilleri) su timecrime e niente, cambio di programma.

dunque, avete letto la prima parte di timecrime su topolino? (prego che da queste parti non passi gente che pensa che ancora topolino? ma è roba da bambini! e questa pensa di poter parlare di fumetti! perché per ora c'ho il vaffanculo facile).
riassuntone per chi non sapesse di che stiamo parlando.
a marzo 2016 si è festeggiato il ventennale di pkna, sono usciti sei episodi della miniserie pk tube (testi di alessandro sisti, disegni di alberto lavoradori e colori di max monteduro) in sei numeri di topolino (da 3146 a 3152, saltando il numero 3151), gioia dei lettori dei tempi che furono (e di quelli che ora stanno scoprendo pkna con la nuova edizione), in cui vengono ripresi personaggi ed episodi della vecchia serie.
per chiudere in bellezza questa sorta di giubileo pikappico, francesco artibani ha scritto il primo, attesissimo e temutissimo (dalle masse isteriche di chi grida al fallimento ancor prima di sapere di cosa diamine si parla) crossover tra pikappa e niente di meno che doubleduck. i disegni sono stati affidati alle matite di paolo mottura e i colori a max monteduro, che insieme hanno creato delle tavole di una bellezza incredibile, e il risultato è quella immane figata (dal mio modestissimo punto di vista) di timecrime.


pk (da non confondersi con paperinik) è sicuramente l'identità di paperino più conosciuta, visto che, come si diceva, sono passati ben vent'anni dalla prima pubblicazione.
il numero 0 di pkna (paperinik news adventures) usciva a marzo del 1996, da quel momento in poi, fino al 2000 con pkna e successivamente con le altre due serie, il pk team ha rivoluzionato completamente lo standard delle storie disney: niente più stivaletti a molla e bassotti da consegnare alla polizia, pikappa diventa un supereroe più adulto, aiutato da un'intelligenza artificiale, dotato di apparecchiature futuristiche, in lotta contro extraterrestri che si nutrono di emozioni, pirati temporali, vendicatori spaziali, droidi... amici - e nemici - provenienti da luoghi e tempi lontanissimi.
un po' sulla scia della rinascita del vecchio mantello, nel 2008 su topolino nasce double duck, che vede paperino nei panni di agente segreto. anche questa volta ci si rifà a un paperino-agente segreto già esistente, il qu-qu-7 della p.i.a., e anche questa volta si crea uno scenario collaterale alla paperopoli che conosciamo, più godibile da un pubblico più adulto di quello a cui solitamente topolino è stato destinato. (o a cui si crede che topolino sia destinato. insomma, non credo di essere l'unica quasitrentenne che legge topolino oggi).
premettendo che, sigh, double duck lo conosco poco e sto ancora aspettando una ristampa monografica, cronologica e completa della serie, passiamo finalmente a timecrime - parte I.
nelle storie di double duck si era già trovato qualche elemento intruso di stampo pikappico e più di un anno fa, in un'intervista (qui) francesco artibani aveva lasciato intendere che prima o poi gli universi di pk e dd si sarebbero finalmente incontrati.
inutile dire che come al solito c'è stato chi ha criticato e peggio ha criticato prima di leggere la storia. la cosa che più mi manca del vecchio pk è la mancanza di facebook. comunque, mentre quelli che io avrei saputo fare di meglio sta ancora a ciancischiare sull'internet (sono pochi in fondo!), io vi direi di non ascoltarli e correre a recuperare topolino perché questa prima parte di timecrime è davvero imperdibile.


*attenzione agli spoiler*
ci ritroviamo, in apertura, a uno scontro diretto tra kay k (partner di double duck) e un misterioso ladro. questo riesce a fuggire sul tetto, dove però incontra lyla che si presenta subito come tempoliziotta e ci lascia capire subito che quello non è un ladro qualsiasi ma un cronocriminale, conosciuto come t32. ovviamente estranea ai fatti, kay k si scontra con lyla, scambiandola per una complice del malvivente, il ladro riesce a fuggire, anche se a mani vuote e kay k riesce a mettere fuori gioco lyla e scopre che è un droide.
mentre lyla è prigioniera dell'agenzia che sta cercando di studiare la sua tecnologia, kay k si rende conto che contemporaneamente è anche in diretta tv, su channel 00. qualche minuto dopo paperino, nei panni di double duck, si renderà conto che lyla non è l'unico "doppione": pikappa è all'interno dello stesso palazzo e sta cercando di portarla via.
la scena in cui double duck e pikappa non capiscono immediatamente di essere lo stesso papero è stata vagamente imbarazzante, ma sono sicura che un motivo ci sarà e che lo scopriremo nel secondo episodio. intanto sappiamo che pk è venuto dal passato per catturare un cronocriminale e che adesso ha bisogno di lyla per tornare indietro nella sua linea temporale. ma dd non ricorda nulla di questa avventura, che per lui dovrebbe essersi svolta nel passato... come è possibile?
in ogni caso, spiegata grossomodo la faccenda a kay k, che ha le sue buone ragioni per non voler coinvolgere tutta l'agenzia, i tre cercano un modo per recuperare lyla.
a complicare le cose, anche t32 sta cercando lyla per poter tornare a viaggiare nel tempo, adesso che la sua cronovela è stata distrutta durante lo scontro con kay k, e per farlo si affida a axel alpha, ex partner di kay k (non conoscendo bene dd è la prima volta che incontro questo personaggio, ma non mi va troppa simpatia). nel frattempo, l'agenzia ha deciso di spostare lyla a belgravia (altro punto in comune tra la serie di pk e quella di dd) e le due squadre iniziano a giocare a carte scoperte...
*fine spoiler*

che dire?
poca roba mi ha scatenato tanto hype e poi mi ha dato tanta soddisfazione quanto questa storia. attendo la seconda parte, ma so già che mi piacerà un sacco.

sabato 27 febbraio 2016

the best of 2016 - paperopoli

non ho mai scritto una recensione un commento su un vattelapesca disney e non so neanche se questo titolo si può inserire o meno nella categoria vattelapesca disney. a proposito, la definizione vattelapesca disney è stata coniata su non ricordo più quale forum (se qualcuno lo sa me lo scriva nei commenti!) e poi ha circolato in giro per indicare tutte le ristampe che andavano sulle collane come disney time, tutto disney, speciale disney eccetera. a me è sempre piaciuta moltissimo e devo ammettere che amo molto la mia collezione casualissima di vattelapesca.
ma sto divagando.
the best of 2016 - paperopoli, oltre ad avere uno dei titoli più sbagliati del secolo, è stato anche uno dei titoli disney-panini meno pubblicizzati in assoluto (io l'ho scoperto per caso, nonostante ogni mese controlli per bene tutte le uscite tramite il sito di panini per non perdermi nulla di quello che potrebbe interessarmi). in realtà raccoglie quelle che vengono definite le migliori storie dell'anno appena passato (ragion per cui il titolo più esatto doveva essere the best of 2015) a eccezione di quelle che sono poi state ristampate nelle due collane topolino limited de luxe edition e disney collection, ovviamente, quindi non ci troverete pk o fantomius o pippo reporter.
scelta molto saggia per quanto facile.

ho preso questa raccolta per due ragioni: la prima è che, come si sarà intuito, ho un debole per i vattelapesca e le varie collane di ristampe delle storie di topolino, la seconda è che avendo comprato pochi numeri del settimanale durante lo scorso anno (lo compro solo quando c'è qualche storia che voglio leggere subito e non voglio aspettare i monografici o altre ristampe), avevo buone possibilità di leggere storie che mi sarei persa altrimenti.
mi è andata di straculo visto che ho beccato solo un paio di doppioni. (certo che potevo informarmi prima, ma ho una pessima memoria per i titoli delle storie)

commentino veloce veloce su tutte le storie presenti nel volume:
paperino e l’idolo acquatico, in cui il nostro eroe, incoraggiato da paperoga, si ritrova ad acquistare - senza volerlo - uno strano oggetto a un'asta, la statuetta di una balena chiusa in una gabbietta per uccelli. si tratta ovviamente dell'idolo acquatico del titolo, che porterà i due cugini fino in messico, dove si troveranno a vivere un'avventura tra oasi sperdute nel deserto e gli immancabili cattivoni di turno.
in zio paperone e il quinto gusto e mezzo la famiglia (allargata) dei paperi andrà - più o meno volentieri - alla ricerca di un'antica e perduta spezia dal sapore leggendario, tutto, ovviamente, per rimpinzare le casse dello zione. altrettanto ovviamente, le cose non andranno come erano state programmate.
agente speciale ciccio in: il peso del dovere vede l'aiutante di nonna papera alle prese con problemi... di peso e di lavoro. storia carina, ma non tra le migliori del volume...
molto più divertente invece zio paperone e la magica fuga della numero uno, disegnata dalla mia adorata silvia ziche, e piena di gag tra magie, incantesimi e gli immancabili guai causati dal duetto paperino&paperoga.
dinamite blà e i baci del cocuzzolo è stata una vera e propria sorpresa per me, che non amo particolarmente le storie del vecchio buzzurro, ma questa ha davvero sciolto il mio cuoricino di panna alla fine. dinamite blà sarà davvero un asociale vecchio burbero, ma sa quanto valgono le vere amicizie. molto carina anche
zio paperone e le frottole da un dollaro, la prima dei doppioni, che però ho riletto volentieri: è una storia che si basa sul quando esprimi un desiderio, stai davvero attento a cosa stai chiedendo.
battista mago della finanza lascia il ruolo di protagonista al mio (e non solo) maggiordomo preferito, che si ritrova involontariamente a mettere nei guai zio paperone.
zio paperone e la sfida da 50 $ è la storia che mi è piaciuta di più. divisa in quattro parti, vede zio paperone messo alla prova da rockerduck: riuscirà a cavarsela per un mese, con soli cinquanta dollari in tasca e senza poter sfruttare nessuna delle sue risorse? paperone ovviamente accetta la sfida e per un intero mese lavora come dipendente in uno squallido ristorante fast-food gestito dal giovane nipote di una vecchia e taccagna (vi ricorda qualcuno) ricca signora. un mese di lavoro non insegnerà a paperone solo quanto i tempi siano cambiati da quando faceva il cercatore d'oro nel klondike, ma sopratutto ad ascoltare e imparare a capire e apprezzare anche le idee degli altri. almeno fino alla prossima bastonata sul cranio del povero paperino!
paperino, paperina e l’escalation virtuale, ovvero l'amor papero ai tempi dei social, il megalitigio dei due eterni fidanzati a colpi di selfie e status su quackbook. la conoscevo già e non ne sentivo più di tanto il bisogno di rileggerla, l'ho trovata un po' troppo inutilmente polemica circa un problema molto molto mooolto più serio di quanto siamo abituati a pensare.
zio paperone, paperino e paperoga in: quello che conta è il finale non ho capito nemmeno che ci fa in un volume che vuole raccogliere il meglio di qualcosa, perché mi è sembrata proprio una storia bruttina. paperoga riesce a fare di meglio!
per finire in bellezza, la vignetta di silvia ziche della serie che aria tira a... paperopoli con protagonista zio paperone e la più tenace (e innamorata) delle papere.

in sintesi: volumino consigliatissimo agli amanti delle storie di topolino che... non comprano topolino ogni settimana! o a quelli con la memoria corta, o con 5,90€ di troppo in tasca.
io incrocio le dita e spero esca una raccolta simile dedicata a topolinia, e meglio ancora, che nel corso degli anni un'iniziativa del genere diventi appuntamento fisso in edicola!

venerdì 30 ottobre 2015

commenti randomici a letture randomiche (8)

lucca c&g è cominciato ieri e facebook mi fa rosicare da più di 24 ore con un sacco di foto che stanno lì a dire vedi cosa ti perdi clacca? eh, vedo... intanto qui ci si consola così:


lamentazioni a parte, quest'anno farò un unico post riassuntivo degli annunci, che troverete, quindi, alla fine della fiera. nel frattempo sulla pagina fb ci saranno link, commenti e tutto il resto...

intanto volevo scrivere due parole sulle ultime letture, cominciando dalla roba più deludente, ovvero ali sulla neve di shin takahashi. lo sapete, io adoro questo autore, saikano è uno dei miei fumetti preferiti in assoluto, ma questo yuki e tsubasa proprio non mi entusiasma. avevo letto il primo volume tempo fa, e ok, carino, ma preferisco altro. di recente ho recuperato anche il secondo e il terzo e bam! la tristezza... cos'è? avevo letto un sacco di critiche sui protagonisti, che sono fondamentalmente un ragazzino smidollato e piagnone e una scema, ma non è quello che mi ha turbata, tanto il fatto che non riesco a seguire la storia, che fino ad adesso è stata incentrata sui poteri esp di tsubasa, che oltre ad essere smidollato e piagnone, è un tentativo abbozzato e mal riuscito di teppista, e sulla convinzione di yuki, sassofonista muta, di essere lei quella dotata di poteri sopranaturali, anche se non ha ancora capito che è tsubasa che le legge nella mente... il tutto è incasinato dalle perenni lagne dei due di cui sopra, frasi sconclusionate che dovrebbero in qualche modo lasciare intendere lo stato di perenne confusione mentale in cui yuki e tsubasa sono perennemente invischiati. ok, la cosa funziona, ma francamente non capisco cosa dovrei trovare di interessante in tutto questo. il tutto è condito da una dose eccessiva di fanservice (si dice ancora fanservice? insomma è pieno di ragazze che passano il tempo a spogliarsi, farsi spogliare e dire fai di me ciò che vuoi) poi migliora? ne vale la pena? perché così è solo una tristezza totale.

carinissimo invece sugar soldier, di cui sono riuscita a prendere i primi tre numeri scambiandoli con una roba che mi vergogno quasi a scrivere che l'avevo acquistata (e infatti non ve lo dico). si è rivelato una bellissima sorpresa, e ho rosicato tanto ripensando che l'avevo snobbato un po' all'uscita perché dalla trama fornita da planet manga sembrava un po' una mezza scemenza.
protagonista della storia è makoto, sorella minore della bellissima e famosissima modella teenager rika (questa roba della modella quindicenne conosciuta da mezza città mi turba ogni volta che la ritrovo in un manga. funziona davvero così in giappone? funziona così anche qui e io non me ne sono mai accorta?), ovviamente da sempre messa in secondo piano rispetto alle grazie della sorella maggiore: makoto non è particolarmente bella (però è carina! tanto carina! è una prerogativa delle protagoniste di shoujo essere carine e avere i complessi? anche questo mi turba), né eccelle in qualche altro campo: è una ragazza normalissima che deve da sempre sopportare il paragone con sua sorella.
quindici anni passati a essere sempre giudicata come quella meno carina, hanno minato la sua autostima in modo drastico, ma adesso makoto è al liceo e come in ogni shoujo che si rispetti, è suo compito innamorarsi di un ragazzo bellissimo e affascinante, meglio ancora se è il più bello e affascinante di tutti.
a questo punto makoto deve scegliere: continuare a piangersi addosso, cercando di trovare tutte le differenze tra lei e la sorella, chiedendo disperatamente al cielo perché non le ha concesso di essere perfetta, oppure dare il meglio di sé e cercare di conquistare il ragazzo dei suoi sogni.
insomma, nonostante sia un manghino pieno zeppo dei soliti triti e ritriti cliché, ho apprezzato tantissimo il carattere di makoto, la sua voglia di migliorarsi senza rinunciare a essere sé stessa, e sopratutto senza mai farsi del male (penso alle diete devastanti, alla chirurgia estetica e a tutte le altre immani cazzate alle quali ricorrono ragazze giovanissime pur di arrivare al loro ideale di pupazzo-scopabile). iriya, ovvero il bellone di turno, è anche lui un bel personaggio, dolce, gentile e premuroso, grazie a dio ci siamo evitati il bello-ma-stronzo che è uno degli stereotipi che più odio nei fumetti/romanzi dedicati a un pubblico femminile.
oltre alla storia dei protagonisti, ovvero makoto e iriya, c'è spazio anche per i personaggi secondari, sopratutto le amiche di makoto, morinaga e shirayuki, che non sono semplici cactus sullo sfondo e dei quali spero venga approfondita la storia più avanti.
insomma, plausibilmente in molti avete già concluso la serie, quindi ne sapete più di me, ma posso dire che fino al terzo volumetto secondo me è un titolo da leggere.

in ultimissimo volevo spendere due parole su topolino 3127, quello che troverete anche a lucca nell'edizione variant e che negli ultimi tempi ha tirato fuori il peggio di internet.
ho letto praticamente qualsiasi cosa su questo volumetto: che si tratta solo di una sporca e bieca operazione commerciale perché costringe i lettori di pk a comprarlo per il prologo di cinque pagine de il raggio nero e perché c'è sio, che è la mmmerda.
ok. andiamo con calma. a parte il prologo e sio, e ci arriviamo anche a questi, c'è una bella storia di casty e faccini, topolino e il rampiro di transvitania, che già da sola avrebbe meritato l'acquisto del volumetto. godibilissima anche la storia successiva, zio paperone e la ghiaia filosofeggiante, un po' meno brillanti forse le storie di wizard of mickey, delle quali però a quanto pare non è fregato niente a nessuno su internet. divertente anche furfanti nelle tenebre, mi sarebbe piaciuta tantissimo disegnata da silvia ziche, era esattamente una storia nelle sue corde.
andiamo adesso al punto dolente. le storie di sio. o meglio: le storie sceneggiate da sio. sono tre storielline brevi - superpippo e il fraintendibile suono vocalico, zio paperone e non mi ricordo più come finiva il titolo e topolino e l'inseguimento a incastro - basate su un humor semplice e non-sense.
ora, a me sio non m'ha mai entusiasmata più di tanto, ovviamente non mi piace il suo stile di disegno, non mi fa sganasciare dalle risate come vorrebbe (dovrebbe?) e non faccio parte della schiera di fan che comprano scottecs in edicola eccetera. sono consapevolissima che ci sono un sacco di autori più bravi di sio che non hanno il successo di sio. e però.
sio ha un pubblico enorme, il suo talento è riconosciuto non solo dai suoi lettori, ma dalla gente che investe su di lui e sul suo lavoro (e sopratutto nel caso di topolino, non mi pare si stia parlando di gente che non ci capisce nulla di fumetto, anzi...), sio ha successo, piace, vende. mi spiace ragazzi, ma volerlo inserire su topolino per far avvicinare altri lettori al settimanale, magari quelli che seguono sio su youtube ma non hanno mai letto topolino, a me pare una buona, ottima mossa imprenditoriale. perché sì, gli editori sono imprenditori.
ero abbastanza scettica delle storie che avrei trovato, ma alla fine le ho lette e mi sono anche divertita. la terza mi ha davvero fatto ridere: merito anche dei disegnatori, questo esordio di sio secondo me è stato davvero promettente, e sono curiosa di vedere cosa altro può fare, con la buona pace di chi continua a sostenere che a parte barks e don rosa non esiste, o non dovrebbe esistere, disney (gente che mi fa un po' pena. che poi è plausibilmente la stessa gente che si diverte tantissimo con le vignette di merda pseudo porno - ebbene sì, ci sono anche con i personaggi disney, è stato uno shock pure per me - o passa il tempo a scrivere paperina-troia e a credere di essere divertente. siete la categoria di persone che mi fanno odiare internet e che mi rovinano l'umore).
solo una cosa non potrei mai e poi mai accettare, ovvero i disegni di sio su topolino. ma non credo succederà mai. se continua a scrivere questo genere di storie, brevi e divertenti, comincerò a ricredermi sul suo conto. (ma scottecs non lo compro)
quanto al prologo de il raggio nero.
sia chiaro: è un prologo, ovvero, una breve scena che introduce la storia principale. sia chiaro anche che se negli ultimi anni avete acquistato topolino solo per pk, per questo numero nessuno vi ha puntato la pistola alla testa e vi ha costretto a comprarlo. nessuno vi ha chiesto di uscire due euro e cinquanta dalla tasca per cinque pagine di prologo. forse non ve ne siete accorti, ma oltre quelle cinque pagine ci sono altre storie, potete leggerle anche se non c'è pk.
per come l'ho visto io, questo prologo è solo un bel regalo ai lettori di topolino, un bel modo di introdurre una storia attesa da mesi.
alla fine di tutto è un numero che vale la pena di comprare, e pace agli haters che continuano a infestare la rete. avete rotto .

due parole velocissime anche sul primo volumetto di rainbow days, uscito da pochissimo per starcomics. carino, ma niente di fondamentale. i protagonisti sono quattro ragazzi liceali, diversissimi tra loro eppure amici: natsuki, un sognatore con il mito dell'amore vero e della ragazza dolce e pura con la quale vivere una storia da shoujo manga, tomoya è il classico don giovanni,capace di essere impegnato con cinque ragazze in contemporanea e col vizio di correre dietro ogni gonnella che gli passa davanti. keiichi è un finto bravo ragazzo che sotto il suo sorrisino nasconde la sua vera natura di sadico. infine tsuyoshi, un appassionato di fumetti, fidanzato con una cosplayer.
dopo un natale disastroso, natsuki conosce anna, una ragazza un po' fredda e poco sociale, e si prende una cotta fulminante, anche se mari, amica di anna e dal pessimo carattere, rende tutto molto difficile.
è una letturina carina, dove i classici stereotipi da shoujo manga, fraintendimenti, baci rubati, primi amori, gruppi di studio, appuntamenti di natale, cioccolata di san valentino (c'è tutto!), vengono reinterpretati guardando la storia dal punto di vista maschile (inutile dire che questi quattro pulcini parlano molto più di sesso di quanto non farebbero delle fanciulle), ma non è un titolo fondamentale, almeno così sembrerebbe da questo primo volumetto.
per dirne una, seiho high school men's è più carino, ma in fondo questo è solo all'inizio, per cui staremo a vedere!

martedì 27 ottobre 2015

shopping list di lucca - ovvero consigli per gli acquisti (secondo me) per chi ci andrà - seconda edizione

l'avevo fatto anche l'anno scorso (qui), e dato che sono mesi che sto in fibrillazione per tutte le meraviglie che ci saranno a lucca (siiigh. nemmeno quest'anno!) volevo rifare la listona dei (miei) consigli per gli acquisti per chi ci andrà (vi odio!)

ps. mancano un paio di cover, ma le inserirò non appena saranno visibili sui siti dei rispettivi editori.


 • disney • 

un saaacco di roba.
già all'etna comics mi avevano praticamente dissanguata allo stand di topolino, ma neanche qui si scherza!

dunque dunque... cominciamo con una attesissima (almeno per me!) ristampa: mickey mouse mystery magazine che verrà ripubblicato in due volumoni cartonati al modico (coff!) costo di 35€ ciascuno... una bella sommetta, c'è poco da dire, ma personalmente sono contenta, è una delle poche serie (tra i vari spillati disney) che mi manca, quindi pazienza per il mega prezzo, oltretutto considerando le dimensioni del volume, il fatto che sarà cartonato eccetera... insomma, ce li vale!

per le limited de luxe edition ci sono due nuovi titoli: pk - gli argini del tempo (il secondo volume dopo potere e potenza), che è un must senza se e senza ma, e topolino e pippo on the road, pubblicata qualche mese fa sul topo, davvero meritevole per chi se la fosse persa.

  

poi, finalmente!, la tanto vociferata pink edition, dedicata immancabilmente a silvia ziche (e marco bosco). manco a dirlo, ho tutte le storie pubblicate in questo volume sparse qua e là tra ristampe varie e topolino, ma non ho intenzione di perdermi un volume di questa serie, ergo sarà mio!
adesso sono davvero curiosa di sapere a quale autore sarà dedicato il prossimo volume...

imperdibile anche il numero di topolino che uscirà in concomitanza con la fiera, il numero 3127 del 28 ottobre, che a lucca - e in fumetteria - sarà presente anche con una variant cover luminescente. ci saranno tre storie scritte da sio (che non mi piace poi tanto a dire il vero, ma sono curiosa di vedere cosa tirerà fuori per l'occasione) disegnate rispettivamente da silvia ziche, corrado mastantuono e stefano intini, una storia del meraviglioso duo casty/faccini e il prologo - di cinque pagine - de il raggio nero, sceneggiato da francesco artibani e disegnato da lorenzo pastrovicchio.

 

 • autoproduzioni • 

assolutamente mio der krampus, l'immancabile volume del gruppo manticora, ormai è l'appuntamento fisso di ogni lucca c&g, ed è uno dei titoli che attendo con più impazienza. se non li conoscete ancora potete leggere le recensioni di sindrome, spine, tenebre, instrumenta e feral children. e ovviamente il consiglio è di recuperare anche questi!

scoperta recente: l'artbook collettivo autoprodotto folksfool, il cui ricavato andrà interamente in beneficenza per la cura e la salvaguardia delle tartarughe marine di lampedusa. ne ho già parlato più dettagliatamente qui.


altra autoproduzione scoperta per caso è ferea, pubblicata da nyesis, nick dietro il quale lavorano due bravissime artiste, sara fabrizi ed elisa l. cross. ferea è una fanzine che contiene racers, il loro fumetto - che ho trovato per caso cazzeggiando su fb e mi è piaciuto tanto - e le loro light novels (delle quali però non so nulla). quest'anno a lucca viene presentato il terzo volume, io ne approfitto (grazie a mel-chan!) per recuperarli tutti e tre!

infine vi consiglio ancora una volta miss hall, di giulia adragna, ne avevo già parlato qui e qui, a lucca troverete entrambi i volumi (e sono belli bellissimi!)

 

 • graphic novel e altre cose interessanti • 

finalmente esce anche un ex è per sempre, il nuovo libro di silvia ziche! durante agosto e settembre aveva pubblicato dei post sul suo blog con qualche notizia e foto dei lavori in corso e non si era sicuri che sarebbe riuscita a finire in tempo per lucca, e invece ce l'ha fatta! siiigh! sapete quanto amo questa donna!

per quello che riguarda bao publishing, la mia lista desideri comprende buona parte del loro catalogo, ma a questo giro mi limiterò a prendere il nuovo libro di flavia biondi (sì, fa parte dei manticori!) la generazione, che aspetto da mesi e mesi! flavia è una delle mie autrici italiane preferite, oltre ai lavori pubblicati con il gruppo manticora, vi suggerisco di recuperare barba di perle (che amo follemente), l'orgoglio di leone e l'importante è finire, tutti e tre editi da renbooks.

inoltre torna lùmina, con un nuovo albo, world of lumina - shani 1, definito sidequel, ovvero un mix tra una side-story e un prequel, un volume di 52 pagine, realizzato da tre ragazzi della scuola del fumetto di palermo e quella di milano (sceneggiatura: maurizio carnago, disegni: paola amormino, colori: lorenzo lanfranconi), su soggetto di linda cavallini e emanuele tenderini, pubblicato da tatai lab e coprodotto da grafimated cartoon, per il costo di 3,50€. sarà disponibile in fiera e successivamente, grazie a manicomix, verrà distribuito anche nel circuito delle fumetterie (sperando ci diano un elenco preciso delle fumetterie... già mi vedo a sclerare con i preordini, mi sa che faccio prima a farmelo spedire!)
la recensione del primo volume di lùmina la trovate qui!


 

per edizioni bd poi ci sarà in anteprima il terzo volumetto di my little pony: friendship is magic, e finalmente direi, visto che il secondo era stato pubblicato a maggio dello scorso anno! qui avevo scritto due parole sul primo numero della serie, presentato a lucca due anni fa.
sapete che io amo follemente mlp, non posso perdermelo per nulla al mondo, anche se plausibilmente aspetterò di trovarlo in libreria o online per acquistarlo...
c'è anche il secondo volume de le microavventure! il tutto con la solita dose di cover variant, queste sono quelle che piacciono a me:


shockdom presenterà a lucca il primo volume di 4'o clock, una trilogia scritta e disegnata da fiore manni (non so se qualcuno ha mai visto camilla store, io ne ho guardicchiato qualche puntata e - sarà perché sono forever young - mi piaceva! tutto questo per dirvi che fiore è la presentatrice...). 4'o clock racconta una storia ambientata nell'inghilterra vittoriana (e per ora con queste ambientazioni pare che ci andiamo a nozze! oltre che i post su miss hall, che vi ho linkato sopra, qui e qui potete leggere qualcosa a proposito di risenfall), che parla di due gemelli dotati di uno straordinario talento musicale e di un misterioso violinista... qui trovate informazioni in più, manco a dirlo a me ispira molto e spero di recuperarlo presto (se non a lucca il prima possibile su ibs, insieme a cotton tales, sempre di shockdom, dietro al quale rosico già da un po'...)

sempre per bd, nella collana psycho pop, esce in real life, un graphic novel che parla di una ragazzina, appassionata di videogiochi, che si ritrova a scoprire e a confrontarsi con le realtà politiche ed economiche che stanno dietro ai videogiochi stessi. ma parla anche d'amicizia, d'avventura... e poi ha dei disegni che mi piacciono tantissimo. non so quando sarà disponibile in libreria, ma se fossi in voi, darei un'occhiata allo stand...


poooi il secondo volume di hadez per denti blu. trovate qui e qui le recensioni della vecchia edizione autoprodotta (ma ovviamente vi consiglio di recuperare l'edizione nuova!)

ne approfitterò pure per recuperare bandierine, tutta una storia di resistenze, uscito ad aprile. una delle autrici è lorenza de luca, che fa parte del sopracitato gruppo manticora, ed è da mesi che vorrei leggerlo!


e per la serie torniamo adolescenti, ricordatevi la nuova edizione di monster allergy edita da tunué (di cui ho parlato qui!). io - che ovviamente ho i primi ventinove albetti - comprerò solo il 30° episodio, quello finale e ovviamente inedito, che uscirà in libreria intorno a natale, ma che sarà disponibile in anteprima a lucca! in più ci sarà il volumetto aspettando monster allergy, che è già uscito da qualche tempo, libretto "introduttivo" alla serie, con la prefazione del direttore editoriale di tunué, una ministoria inedita che funzionerà come una specie di prologo alla storia che già conosciamo e la geografia dei luoghi in cui si svolgono le vicende di zick ed elena. vi ricordo che costa soltanto un euro e verrà stampato in edizione regular e tre variant. se per caso avete la serie vecchia e la memoria corta, sappiate che le tre copertine variant sono presenti tra quelle dei vecchi spillati!


in ultimo, visto  magari lo sapete già, ma renbooks ha aperto (dal 12 ottobre) i preordini per alcuni titoli di prossima pubblicazione, tra i quali - che sono quelli che vorrei prendere io, che mi ispirano tanto - karmapolis, che troverete in anteprima a lucca, e up all night, del quale vi ho anticipato qualche cosa qui.
acquistandoli entro la data di conclusione della fiera, verranno spediti a novembre senza spese di spedizione. qui tutte le informazioni più dettagliate e l'elenco completo dei titoli che potete preordinare.



e... questo è tutto. il che mi fa venire i brividi perché è davvero tantissima roba, dovrò praticamente vendermi un rene per poter acquistare tutto (e credo che difficilmente riuscirò a recuperare tutto prima di natale) ma sono davvero esaltatissima, non vedo l'ora di mettere le mani su tutte queste cose!

per quello che riguarda le conferenze sulle novità del 2016, spero in nuovi annunci interessanti, sinceramente non vedo l'ora e so già che passerò i giorni della fiera e disintegrare il tasto f5 sui vari siti in cui verranno pubblicate le news.
le mie speranze si focalizzano sull'omnia di don rosa di cui tanto si è parlato sui social negli ultimi mesi, nuovi titoli per la serie definitive collection della disney, magari un paio di titoli manga interessanti (i miei sogni son sempre quelli: la yoshida, la shimizu e quiet country café, senza parlare della ripresa di tutta la roba jpop/gp sospesa, santa paletta, vorrei poter finire lindbergh! e vedere gli altri numeri de il mondo di ran e nina stardust e e e) pubblicati da case editrici degne di questo nome, i soliti immancabili shoujo smielosi (maki usami? dai, avete pubblicato praticamente quasi tutto di lei! mancano pochissimi volumetti! senza parlare del nuovo manga di io sakisaka... e un sacco di altra bella roba) e magari mezzo catalogo soleil (venusdea e collection métamorphose nella loro quasi totalità).

e voi? sapete già cosa acquistare? la mia lista vi ha dato degli spunti? sperate in qualche annuncio in particolare?