lunedì 14 giugno 2021

scirocco

voglio che tu sappia che non sono scappata. sono venuta qui a cercarmi.
stare qui mi ha ricordato chi ero, chi voglio essere fino alla fine.

non lasciatevi trarre in inganno dalla copertina, scirocco non è un fumetto sulla danza e a dirla tutta, la ragazza che balla tra i canali di venezia non è la vera protagonista della storia.

quella ragazza si chiama mia, ha diciassette anni e nonostante sia così giovane ha già le idee chiare sul suo futuro: diventerà una ballerina di danza classica.
suo padre, gianni, è un uomo solo, un papà che per amore di sua figlia ha messo in pausa la propria vita, si è lasciato trasportare in una rassicurante routine senza imprevisti che divide tra il suo bar - scirocco, appunto - e le attenzioni che riserva a mia. non rischia nessuna delusione ma non fa altro che collezionare giorni tutti uguali, senza nessuna emozione che possa smuoverlo dalla sua rassegnata serenità.
la nonna di mia, elsa, è il vero motore della storia: ex scultrice senza peli sulla lingua, ha preso la sua vita e l'ha mangiata morsi, non si è mai risparmiata su nulla né si è fatta frenare dalle paure: da ragazzina ha lasciato le montagne della sicilia per seguire il suo amore, l'uomo che le aveva promesso che l'avrebbe fatta vivere su quel mare che da casa sua poteva vedere solo dalla finestra, è cresciuta e invecchiata a venezia ma un pezzo del suo cuore l'ha lasciato tra le madonie.
e il giorno in cui il suo peggior nemico, la malattia che le ha tolto la capacità di scolpire e le ha fatto scoprire cosa vuol dire rinunciare a se stessi per non perdere tutto, torna inaspettatamente, elsa lascia un biglietto a gianni e mia e torna indietro, alla sua casa, alle sue montagne, alla sua giovinezza, a quello che era e che in fondo ha continuato ad essere per tutta la vita.


credo che il vero protagonista di questa storia sia la scelta, quel momento in cui prendiamo consapevolezza delle possibili forme che potrà avere il nostro futuro e con infinito coraggio le scartiamo tutte tranne una.
facciamo fuori tutti i potenziali e se invece... e cerchiamo di capire come quella forma riuscirà a plasmarci, alla fine di tutto, e come plasmerà tutti quelli che ci circondano.

la scelta di elsa può sembrare coraggiosa, io credo semplicemente che sia una scelta dettata dall'amore verso la vita, la scelta che solo chi non ha nulla da rimpiangere e che ha solo da guardare davanti riesce a fare.
la sua caparbietà, la sua capacità di vivere intensamente ogni attimo, con passione e senza paura spingono mia a continuare a testa bassa verso la strada che ha deciso di percorrere e a sua volta questa determinazione contagia gianni, finalmente capace di correre un rischio, per una buona volta, e poi ancora enrico, l'amico di mia e di gianni, emblema delle generazioni che cercano di scorgere il loro futuro attraverso la nebbia dell'incertezza e della precarietà, una nebbia che avvelena i sogni e riduce tutto a mera convenienza.


c'è tanto in scirocco, c'è che giulio macaione riesce a prendere una famiglia qualsiasi e mettere in scena la vita intera: l'amore, il futuro, le passioni, la gioia, la paura, il dolore, la perdita, la malinconia, la lontananza.
lo stile dei disegni non è cambiato molto dai lavori precedenti, il tratto è immediatamente riconoscibile, solo sembra ancora più sicuro, come se tenere la matita in mano e chiederle di trasformare i pensieri in segni sulla carta fosse ancora più facile.
i paesaggi, gli scorci delle città e dei paesi, diventano sempre più belli, libro dopo libro.
come in stella di mare e basilicò, ci sono pochi colori in scirocco: la luce azzurra dell'alba all'inizio, quella bionda del sole in pieno giorno, i toni violacei degli ultimi raggi che accompagnano il tramonto prima della notte. alla parte della storia ambientata in sicilia tocca il colore più luminoso e alcune delle pagine più felici e non so se sia voluto, ma mi è sembrato l'ennesimo omaggio - dopo la bellissima cefalù di stella di mare - all'isola.

seguo giulio dai tempi di ofelia, ho letto tutte le sue storie fino ad adesso e ogni volta è una sorpresa. scirocco è forse il suo libro più maturo, più profondo, che riesce ad affrontare temi difficili e sa dare voce a tre diverse generazioni senza che nessuna pecchi di credibilità.

venerdì 4 giugno 2021

commenti randomici a letture randomiche (78)

torna la non-rubrica meno attesa del web, i miei commenti su cose lette ultimamente, qualche riga in più di quelle che scriverei su instagram ma che comunque messe qui mi fanno sembrare tutto meno perso nella marea di contenuti usa e getta (sì, lo so, per ora sono monotona con questa storia, che poi a me piacciono pure i bookstagrammer e compagnia, però il blog è il blog, o forse sono solo io che sono vecchia e nostalgica e non riesco ad evolvermi e a lasciarmi indietro le vecchie abitudini)

un altro mondo

questo libro l'ho scoperto per caso, ho letto un post di non-ricordo-chi (vedi che poi alla fine i social sono belli e utili?) che ne diceva un gran bene e si lamentava del fatto che fosse difficile da trovare.
quando sento di un libro bello ma difficile da trovare il mio cervello non fa in tempo a elaborare l'informazione che sto già a cercarlo su qualche sito di vendita libri usati e simili.
il punto non è questo comunque, il punto è che questo libro meriterebbe in effetti una ristampa perché anche se non è la lettura imperdibile per antonomasia, è comunque un romanzo che si fa leggere con molto piacere (anche se, per pietà, nel caso di una ristampa fatelo con una copertina decente perché questa è una delle peggiori che ho mai visto dopo quelle degli harmony).

mi tolgo subito un sassolino: la forma del diario, attraverso cui è narrata la vicenda, è la cosa che mi è piaciuta meno, anche se dà la possibilità alla protagonista di scrivere emozioni, pensieri, riflessioni eccetera.
un altro mondo è un romanzo di formazione con delle sfumature di fantasy che quasi non influiscono sulla realtà ma che sono determinanti per la vicenda di mori, voce narrante e protagonista della storia.
l'evento più importante della storia di mori però accade prima che inizi il diario e scopriamo dettagli su quanto successo solo poco alla volta, espediente narrativo molto interessante che rende ancora più appassionante la lettura e fa sopportare meglio alcuni passaggi davvero lenti.
tutto quello che viene narrato è quindi il modo in cui mori cresce e si adatta alla nuova vita che inizia proprio in quel momento passato di cui inizialmente non sappiamo nulla: fuggita dalla madre - che lei stessa definisce una strega e alla quale dà colpa della tragedia che l'ha colpita - viene iscritta dal padre e soprattutto dalle tre sorelle di lui in un collegio femminile nel quale fa difficoltà ad ambientarsi, anche per via di una menomazione fisica che la costringe a camminare con un bastone.
senza delle vere amiche e con una famiglia disastrata, mori trova conforto nei libri: divora una quantità spaventosa di romanzi, principalmente di fantascienza e fantasy (armatevi di block notes durante la lettura per segnarvi titoli e autori da scoprire o approfondire, a mori piace moltissimo parlare delle sue letture), scopre il meraviglioso mondo delle biblioteche e dei gruppi di lettura, dove conosce finalmente qualcuno a cui legarsi, la sua karras (sì, devo leggere vonnegut assolutamente).
ma mori crede anche nella magia, anzi sa che esiste: conosce le fate, sa fare incantesimi, sa che sua madre sa usarla e in modo malvagio. l'elemento magico è sottile ma fondamentale nella vita di mori, che è pure cosciente del fatto che per quasi tutti gli altri non sia così.
in certi momenti questo tema è un po' ambiguo e il fatto che la struttura sia quella del diario aumenta questa sensazione: la magia esiste davvero? o mori è semplicemente condizionata da un trauma troppo difficile da sopportare per una ragazzina della sua età e usa la magia come spiegazione per le cose che non sa spiegarsi altrimenti (ad esempio, è convinta che il gruppo di lettura sia nato grazie a un suo incantesimo, ma non potrebbe semplicemente essere un modo per rimproverarsi di non riuscire a stringere dei rapporti di amicizia, di piacere agli altri senza l'aiuto di forze sovrannaturali?)

il finale è un po' affrettato e mi è dispiaciuto moltissimo perché quello che succede in realtà è un evento importantissimo e sarebbe stato molto meglio riuscire a dargli il giusto spazio nella narrazione, ma ciò non toglie che il romanzo di jo walton resta un bel racconto di formazione, non perfetto ma emozionante: mori riesce a superare un'enorme tragedia, a riprendere in mano la sua vita, a curare le sue passioni e a formare l'adulta che sarà. le ultime righe, bellissime, mi hanno quasi fatto piangere come una fontana.

non è facile trovarlo in giro, ma se vi capita chiudete un occhio sulla copertina e dategli una possibilità.


mickey e l'oceano perduto

mickey e l'oceano scomparso è il primo volume di questa collana in cui panini stamperà storie disney del mercato francese, qualche altro titolo era già apparso per giunti negli scorsi anni (io voglio tantissimo recuperarli, mi sembrano molto interessanti, anche più di questo) ma adesso pare ci sarà una certa continuità editoriale... ma sempre di panini si parla, quindi chi lo sa.

questo non è malissimo come esordio di una nuova collana, una storia che non si allontana troppo dai canoni disney ma che riesce abbastanza bene a innovare i personaggi, adattandoli perfettamente al contesto della narrazione, un contesto un po' steampunk un po' quasi da fantasy grazie al lavoro incredibile di silvio camboni che ha curato i disegni e ai colori di gaspard yvan e jessica bodart (l'aspetto visivo è il vero punto di forza del volume, davvero spettacolare).
la trama, sceneggiata da denis-pierre filippi, è il punto più debole soprattutto perché risente moltissimo del numero risicato di pagine a disposizione per cui alcuni colpi di scena e eventi davvero fondamentali vengono risolti in modo frettoloso e poco convincente.

resta insomma una buona lettura, non siamo ai livelli delle storie di casty ma è comunque una spanna sopra molte storie di topolino (che poi io non lo leggo da anni quindi non so, ma negli ultimi tempi mi aveva stancato abbastanza...), confido molto nelle prossime uscite!

the poetry of ran

un bel cofanetto con due volumi di grande formato, bei disegni un po' wannabeberserk, un po' di fan service e tutta la fuffa fantasy che potete immaginare.
the poetry of ran è una miniserie perfetta per gli amanti del genere, la storia di tolue, una cantastorie che aspira a restare nella memoria del suo paese e di un guerriero, ran, che fin dall'infanzia si è caricato dell'onere di sconfiggere i karma, mostri terrificanti che seminano morte e terrore nei vari regni.
sconfiggere un karma però non da solo onore e riconoscenza, ma costringe chi li uccide ad assorbire tutta la loro impurità e attirare su di sé il disprezzo della gente.
fin dal loro primo incontro tolue decide di seguire ran, questo strano guerriero tanto abile in combattimento quanto incapace di relazionarsi normalmente con gli altri e nel corso del viaggio scopre la storia dei figli dell'impurità, e del loro maestro, un tempo un valoroso guerriero, ora a sua volta trasformato in un terrificante mostro...

di certo non è un capolavoro ma è breve, veloce, pieno d'azione e senza troppe pretese: una lettura leggera e piacevole per gli amanti del genere mostri&spadeimprobabili.