mercoledì 21 ottobre 2020

mao ~ vol.1

 una volta io sono morta.

gioia, gaudio e tripudio! è tornata rumiko takahashi!
il primo volume della sua nuova serie, mao (che è arrivato al sesto volumetto in giappone, quindi almeno per un po' possiamo evitarci lunghe attese tra un numero e l'altro), mi fa tornare in mente - cosa che rinne non era riuscito a fare - i tempi e sopratutto l'emozione dei primi volumetti di inuyasha.
per certi aspetti le due storie sono simili: nanoka, una studentessa dell'era moderna, attraversa fortuitamente un passaggio che la porta indietro all'era taisho, ma in un mondo in cui, oltre agli esseri umani, esistono creature sovrannaturali.
una di queste è mao, un onmyoji che da quasi un millennio è alla ricerca di un potentissimo spirito che lo ha maledetto e che forse è in qualche modo collegato anche a nanoka.

tornata nel suo mondo, nanoka si rende conto di avere dei poteri sovrumani, proprio lei che è sempre stata debole e scarsissima negli sport. oltretutto, nonostante la cosa le sia ancora incomprensibile, mao le ha detto che in realtà lei è un'ayakashi, e le somiglianze tra loro e i loro poteri sono molte più di quelle che nanoka si sarebbe immaginata. qualcosa, durante l'incidente che ha subito da bambina e nel quale sono morti i suoi genitori, sembra averla legata per sempre a questa dimensione.
in che modo e soprattutto perché è ancora da scoprire.


ragazza umana, ragazzo (almeno nell'aspetto) con poteri sovrannaturali, l'aiutante piccolo e buffo, creature da folklore tradizionale più o meno maligne, il cattivo di turno da sconfiggere, il passaggio in un epoca diversa, la scoperta della protagonista di avere un passato oscuro che la rende speciale: i tratti in comune con le opere precedenti della takahashi ci sono tutti, anche l'atmosfera e il ritmo serratissimo della narrazione riporta ai primi episodi di inuyasha eppure, nonostante il senso rassicurante di essere nella solita comfort zone a cui la takahashi ci ha abituato, mao sembra promettere qualcosa di diverso. e forse possiamo incrociare le dita e sperare di trovarci davanti a qualche sorpresa nei prossimi numeri.
i toni cambiano, distaccandosi tantissimo da rinne e in parte anche da inuyasha, si fanno più seri e compassati, l'aspetto horrorifico è più cupo e maturo, mancano i siparietti comici e gli screzi tra i protagonisti (dio ti ringrazio) che sono stati fino a ora uno degli elementi chiave delle opere della takahashi.

lo stile dei disegni è riconoscibilissimo e non è molto diverso, persino il character design dei personaggi non varia molto (i capelli di mao ricordano in modo imbarazzante quelli di inuyasha, e nanoka ricorda un po' akane) ma tutto sembra vagamente più armonioso ed elegante rispetto al tratto di qualche anno fa, probabilmente anche per adattarsi al tono più maturo dell'opera.
i due protagonisti sono ben caratterizzati già da subito e la storia potrebbe svilupparsi in modo interessante, senza che il senso di già visto diventi troppo pesante e resti invece come una sorta di marchio di fabbrica.

come tutte le opere della principessa dei manga, non c'è nulla di troppo sorprendente, ma credo che ai fan piaccia proprio questo (o almeno, a me!): ritrovarsi in situazioni già familiari, con personaggi che si ha già la sensazione di conoscere e lasciarsi condurre attraverso gli eventi, senza chiedere nulla di più di qualche piacevole ora di svago in compagnia di storie che - ripetitive quanto volete - funzionano.

leggiucchiando su siti vari ho visto che è stata presentata come una storia romantica tra due ragazzi appartenenti a mondi diversi, ma di romanticismo in questo numero nemmeno l'ombra. speriamo di evitarci l'abusatissimo cliché della coppia che non dichiara i propri sentimenti fino alla fine, forse il peggiore tra i leitmotiv della takahashi.

mercoledì 7 ottobre 2020

la terra, il cielo, i corvi

ci sono un italiano, un russo e un tedesco. non si conoscono, non si piacciono, non si capiscono. d'accordo: il tedesco sa qualche parola di italiano e l'italiano qualcosa di russo. ma non si vogliono capire, questo è il punto. e sono costretti a passare del tempo fianco a fianco. una compagnia de mal tra' insema, proprio. 
sembra l'inizio di una barzelletta, no?
peccato che non fa ridere per niente.


teresa radice e stefano turconi sono tra quegli autori che fin dal momento in cui viene annunciato che stanno lavorando a un nuovo libro scatenano grandissime aspettative, aspettative che fino ad adesso sono sempre state soddisfatte.
spoiler: anche questa volta.
c’è da dire che nel marzo del 1943 i monasteri delle isole solovetskij, sul mar bianco, non erano già più un gulag, ma una base militare. rinchiudevano però alcuni prigionieri di guerra, scelti tra i più giovani e in forze da diversi campi sparsi per il paese. portati lì per scavar fossati e costruire baracche e fortificazioni. e uno di questi ero io.
inizia così questo nuovo racconto - dopo il porto proibito, non stancarti di andare, tosca dei boschi e le ragazze del pillar - aprendosi su un tramonto gelido in una distesa desolata di neve, costellata di qualche albero e di un grosso campo militare, circondato da mura e torri di avvistamento.
era già da qualche mese che sul loro account instagram (la casa senza nord, che è spesso pieno di belle anteprime) avevamo avuto modo di dare un'occhiata a questi paesaggi, così diversi da quelli caldi e colorati dei loro ultimi lavori, ma i disegni di stefano turconi (e i colori!) riescono a stupire tantissimo ogni volta che si apre un loro nuovo libro.


tra i prigionieri della base ci sono due uomini intenzionati a darsi alla fuga: werner volker, fuchs (volpe, più per i capelli rossi che per la furbizia) per gli amici, qualora ne avesse qualcuno, un tedesco grande grosso e rude, e antonio limonta, un giovane fante italiano che decide subito di approfittare della fuga di fuchs, sicuro che, se proprio deve attraversare la steppa gelida, è meglio farlo con una compagnia, seppur pessima, che da solo. ed è merito di limonta se a loro si aggiunge ivàn pavlovič mostovskij, vanja per far prima, una guardia russa che si evita una pallottola di fuchs solo grazie all'intervento - un po' per buon cuore, un po' per interesse - dell'italiano.

e so che fame e rabbia, se si è soli, portano alla disperazione.
ma, se condivisi, sono carburante che incendia il mondo.

il testo mescola russo, tedesco e italiano senza nessuna traduzione a margine o altro: alcuni baloon sono praticamente incomprensibili (a meno che voi non parliate tedesco o russo, ovvio) e per quanto fastidioso possa sembrare all'inizio (in realtà i dialoghi sono strutturati in modo da rendere abbastanza comprensibile tutto), l'effetto rende perfettamente la situazione: tre uomini che si ritrovano insieme di controvoglia e hanno davvero pochissima voglia di perdersi in chiacchiere, quello che conta è portare a casa la pelle. e poi, in realtà, sarebbero nemici: vanja potrebbe salvarsi dall'accusa di tradimento solo se consegna i due prigionieri, ma anche lui vorrebbe solo tornare a casa, dal padre morente e dalla fidanzata. limonta torna col pensiero ogni volta che può alla sua terra e al suo passato e fuchs... fuchs parla poco ma la realtà della guerra ha chiaramente sgretolato ogni sua certezza, lasciandogli dentro solo macerie.


quarta protagonista, silenziosa, invisibile ma costantemente presente è la guerra: il conflitto che li ha strappati dalla loro terra, dalle famiglie, dagli amici, dagli amori e li ha messi su fronti diversi, la stessa guerra che fa rischiare la vita ai contadini che nonostante il pericolo li accolgono e li sfamano, quella che fa sospirare di paura e speranza chi aspetta il ritorno di qualcuno, quella che ha deciso che loro tre siano prima nemici e poi compagni, che si ritrovino - sperduti in mezzo al nulla - un po' a guardarsi le spalle uno dall'altro, un po' a proteggersi. quella guerra che li porterà a svelare aspetti di sé che forse non avrebbero mai immaginato di avere, o che semplicemente non volevano ammettere.

non me ne è mai fregato granché di convincere altri a pensarla come me... ma adesso vorrei davvero alleggerirgli il carico, dirgli che la salvezza, a parer mio, non è essere fedeli alle forme, ma imparare a liberarsene.
dirgli che mescolarsi è la vera rivoluzione.

la terra, il cielo, i corvi è una storia diversa sotto tanti aspetti dalle precedenti di radice-turconi, credo sopratutto per il rapporto lettore/personaggi, che questa volta si instaura più lentamente: sentiamo i pensieri di limonta ma non quelli degli altri due, anzi, di loro non capiamo neppure le parole. e anche l'unico di cui possiamo cogliere i pensieri racconta solo quello che vuole raccontare, decide lui cosa svelarci, come e quando. è una storia che invece di andare avanti sembra spuntare da sotto una coltre di neve che si scioglie, lasciandosi intravedere a tratti, lasciandosi intuire un pezzo alla volta, mostrandosi interamente solo alla fine.
una storia che chiede pazienza e fiducia, che ti conduce, proprio come succede ai tre protagonisti, lungo un sentiero che non sai dove porta.

e se non c'erano confini per aria, perché dovevano essercene in terra? se l'aria era libera, doveva esserlo anche la terra.
e dovevo esserlo anche io.
libero di scegliere cosa fare della mia vita, come spenderla. senza muri, reti, frontiere decise da altri.



una storia bellissima raccontata e disegnata in modo magistrale, come sempre.
e come sempre una storia che si apre a tantissime riflessioni: alla guerra che rende gli uomini crudeli, alla crudeltà che lascia spazio alla fratellanza, alla fratellanza che trasformarsi in eroismo, all'eroismo semplice dei piccoli gesti di gentilezza, ai piccoli gesti di gentilezza che rivoltano l'esistenza come un calzino e sono capaci di ritrovare la vita persino lì dove sembrava non essercene più.

giovedì 1 ottobre 2020

intervista a re-belle edizioni

se seguite l'account instagram di re-belle box la notizia non è più una novità già da un paio di settimane, ma da gennaio in libreria e fumetteria inizieremo a trovare i primi titoli di una nuova casa editrice e per festeggiare l'evento e cercare di scoprirne un po' di più, ho invitato rebelle edizioni a fare due chiacchiere.
buona lettura!


ciao ragazze, grazie per aver accettato questa chiacchierata e benvenuti su claccalegge!
► Ciao Claudia e ciao a tutti. Grazie a te per averci invitati! Sono Annamaria, uno dei fondatori di Re-Belle Box e Re-Belle Edizioni.
a beneficio di chi non vi conosce ancora: re-belle è un progetto che nasce come qualcosa di diverso eppure abbastanza vicino al mondo dell’editoria, non storie ma box tematiche che contengono gadget realizzati da creative, makers e illustratrici. nelle box spesso, insieme a oggetti delle tipologie più svariate, ci sono stati dei libri: romanzi, libri di illustrazioni, manuali eccetera. adesso avete annunciato la creazione di una casa editrice tutta vostra, da cosa nasce questa idea?
► L’idea di mettere su una casa editrice tutta nostra ci girava in testa da sempre, da molto prima di Re-Belle Box. Io vengo proprio dal mondo editoriale, lavoro da più di 10 anni come art director per diversi editori italiani, e nel team Re-Belle abbiamo tutti una smisurata passione per la lettura e l’illustrazione. 
Far nascere una casa editrice “vera”, che crede e investe negli autori e nelle storie che intende pubblicare, però, non è facile. Il nostro sembrava un sogno destinato a restare in un cassetto. Poi è arrivata Re-Belle Box: nato un po’ per gioco, grazie a tanta passione, impegno e lavoro ci è improvvisamente esploso tra le mani e ci ha portati anche a Lucca 2019 con un evento legato al nostro primo piccolo progetto editoriale, insieme a Loputyn (Jessica Cioffi). L’evento ha riscosso grandissimo successo ed è lì che abbiamo cominciato a pensarci seriamente! Abbiamo lavorato un anno intero dietro le quinte per cercare di iniziare le cose nel modo migliore possibile, ed ora siamo qui :)
loputyn a lucca 2019

re-belle è un progetto tutto al femminile, come si legge sul vostro sito creato dalle donne per le donne, anche la casa editrice seguirà questa linea? non temete che in qualche modo i vostri titoli possano essere etichettati come roba da femmine e quindi – sappiamo quanto certi stereotipi siano duri a morire – meno validi?

► Mi fa molto piacere che tu mi abbia fatto questa domanda, perché è una riflessione che abbiamo affrontato anche noi e su cui abbiamo ragionato a lungo. 
Abbiamo scelto di lasciare traccia di Rebelle nel nome e nel logo perché se siamo arrivati fino a qui lo dobbiamo non solo al nostro impegno, ma anche e soprattutto alla community fatta prevalentemente di donne che ci ha supportato.
Re-Belle è un progetto tutto al femminile, ma la casa editrice non seguirà questa linea specifica. Le scelte saranno dettate dalla passione e la voglia di condividere i fumetti e le storie che più ci piacciono con più persone possibili. Il modo di proporre i titoli sarà improntato sull’onestà verso il lettore, cercheremo di raccontare quasi tutto ciò che succede dietro le quinte, tramite i social, a chi speriamo vorrà credere nei nostri progetti.
abbiamo visto sulla pagina instagram del di re-belle edizioni che sono stati firmati i primi contratti e che presto annuncerete i primi titoli. ci anticipate qualcosa?
► Abbiamo annunciato il nostro primo titolo “Le Figlie di Ys” di M.T. Anderson e Jo Rioux: un bellissimo fantasy dai toni dark. La rivisitazione di una famosa leggenda bretone, due sorelle, una città da proteggere, magia, misteri e le incredibili tavole di Jo sono gli ingredienti di questo piccolo gioiello uscito in America per 01 First Seconds e in Francia. Saremo noi a portarlo qui in Italia a Gennaio, ma abbiamo in cantiere altre meraviglie per il 2021.
cover italiana de le figlie di ys, primo titolo di rebelle edizioni

il vostro progetto è nato ed è cresciuto sul web e i social hanno avuto un ruolo molto importante, soprattutto instagram. ma instagram e i social in generale sono un’ottima vetrina anche per gli autori di webcomic oltre che per gli illustratori.
c’è qualche titolo che potrebbe essere pubblicato da voi o qualche disegnatore/disegnatrice con cui vi piacerebbe iniziare una collaborazione?
► Due delle autrici con cui stiamo collaborando le abbiamo proprio “scovate” tramite instagram ;)
i libri di re-belle saranno opere di autori esordienti create apposta per la casa editrice, o pensate anche di portare in italia titoli già pubblicati all’estero?
► Tra le prossime pubblicazioni ci sarà un altro titolo già pubblicato all’estero e due opere create da autori e autrici italiane apposta per noi e con noi. Ti anticipo un nome a cui teniamo molto: Brian Freschi, che sta lavorando ad una storia bellissima e davvero sorprendente. Per chi la sta scrivendo, però, non possiamo ancora svelarlo. :P
brian freschi, che conosciamo molto bene per le sue collaborazioni
con
manticora autoproduzioni e bao publishing, ritratto da ilaria urbinati

uscendo per un momento dai panni dell’editore, quali sono i vostri libri/fumetti/autori/illustratori preferiti?

► Io spazio davvero in tutti i generi: dai comics americani, alle graphic italiane, passando per i manga giapponesi. 
Tra i miei autori preferiti ci sono il duo Barbucci/Canepa.
i vostri titoli saranno in vendita solo con le box o verranno distribuiti nelle librerie?
► Non saranno inseriti nelle box: si potranno acquistare sul nostro sito, in libreria e fumetteria.
parte del ricavato della vendita delle box va a sostegno di associazioni che tutelano i diritti delle donne (qui tutti i progetti sostenuti fino a ora): sarà così anche per i libri? e ci sarà spazio per le storie di donne che hanno combattuto per i loro diritti o per libri che tratteranno queste tematiche (magari anche destinati a un pubblico più giovane)?
► Al momento non è previsto, dipende da come andranno le prime pubblicazioni. Produrre un libro è davvero un investimento enorme e il mercato editoriale molto difficile, soprattutto per un editore appena nato. Ci sarà, però, sicuramente spazio per storie di donne e tematiche più importanti.
quest’anno molte fiere di fumetto sono saltate o sono state spostate (come un po’ tutte le manifestazioni culturali, purtroppo), c’è comunque la possibilità di incontrarvi da qualche parte?
► Inizialmente, avevamo programmato di “debuttare” proprio a Lucca Comics di quest’anno. Speriamo di riuscire ad organizzare comunque degli eventi in libreria per far incontrare lettori e autori.
grazie mille per tutto quello che ci avete raccontato e imboccallupo per il vostro progetto!
► Grazie a te e a chi ha letto fino a qui: evviva il lupo! :D

un paio di tavole originali de le figlie di ys in anteprima

contatti:

lunedì 28 settembre 2020

cinque anni

abbiamo cinque anni.
cinque anni prima che quella dannata bomba venga completata. cinque anni prima che la testino. cinque anni prima che lilith veda finalmente esaudito il suo desiderio... fermare il tapis roulant dell'umanità e scendere.
[...]
non è giusto.
ma la vita non promette giustizia.
e nemmeno un domani.


in echo annie trotter aveva inconsapevolmente trovato il modo di costruire una bomba così potente da distruggere l'intero universo e julie martin, con l'aiuto della detective ivy raven, era riuscita a renderla inoffensiva.
in strangers in paradise XXV lilith - uno dei personaggi di rachel rising - aveva trovato il modo di riportare il progetto alla luce per riuscire a fare l'unica cosa che le è sempre stato impossibile: morire.
e portare con lei tutta l'odiatissima stirpe di eva.
katchoo, forse la più amata delle protagoniste di strangers in paradise, aveva cercato - coinvolta da tambi baker - di sventare la minaccia ma alla fine l'unico risultato ottenuto era stato quello di riuscire a ritagliarsi un angolo sicuro per lei, francine e le loro figlie per evitare il momento peggiore, non quello dell'esplosione - quello non sarebbe stato evitabile - ma quello in cui la notizia si sarebbe diffusa scatenando il panico in tutto il pianeta.
e con il panico, tutta l'imprevedibile e rabbiosa follia di chi sa di non avere più tempo.

cinque anni riunisce tutte le ragazze delle opere di moore, katchoo, francine, tambi e casey (strangers in paradise), rachel, zoe e lilith (rachel rising), julie e ivy (echo), sam (motor girl) per cercare di fermare l'apocalisse, continuando il racconto là dove si era fermato in strangers in paradise XXV, che era stato, più che un semplice sequel, lo snodo fondamentale in cui tutte le storie scritte da moore fino a ora si incontravano e si connettevano tra loro e una sorta di preludio alla conclusione di tutto.


in cinque anni la bomba phi verrà costruita e testata. nonostante alcuni scienziati e l'esercito pensino di poterla controllare, non c'è alcun modo di farlo: non serve lanciare la bomba contro qualcuno, basta provare a capire come funziona per distruggere tutto. ma proprio tutto.
va sempre allo stesso modo: dai all'umanità una scoperta straordinaria e la userà nel modo più stupido e dannoso possibile, è questo il principio base che rende cinque anni - nonostante i suoi toni fantascientifici e a tratti sovrannaturali - tremendamente plausibile e realistico.
questo e i personaggi di moore: che si tratti di ragazzine assassine immortali, macchine da guerra o mamme goffe e affettuose, le ragazze delle sue opere sembrano sempre qualcosa di più che personaggi creati dal nulla, sembrano persone reali che hanno vissuto storie reali e che abbiano affidato a moore il compito di raccontarle a tutti gli altri.

dalla russia all'america le ragazze di moore saranno impegnate in un unico obiettivo: convincere gli scienziati (con eserciti e governi lo sa anche un pollo che è solo fiato sprecato) a non produrre e non testare la bomba.


come ci ha già abituati in tutte le sue opere precedenti, moore condisce quello che può definirsi un thriller a tutti gli effetti di elementi sovrannaturali, romantici, comici, tragici e malinconici, cosa naturale visti i personaggi: nessuno è una macchietta unidimensionale, nemmeno quella statua di marmo e acciaio di tambi baker o quella pazza sfrenata di zoe ed è qui che sta la forza maggiore di cinque anni e di tutte le altre storie, non tanto nella trama, intesa come mera successione degli eventi, che in fondo può riassumersi in poche righe, ma nel modo in cui i personaggi si muovono, pensano, reagiscono ai vari contesti, si relazionano tra loro, ognuno in modo coerente col proprio carattere, ognuno capace di essere molto più che qualcosa di inventato.
continuo a ripetere la stessa cosa da sempre ma ne sono sempre più convinta: non è tanto quello che racconti ma come lo racconti a fare di un libro un buon libro.

non so se cinque anni metterà definitivamente fine (no, non è un finale aperto, tranquilli) alla storia di katchoo, francine e tutte le altre, se moore creerà dei personaggi nuovi, se dopo riproporrà altri crossover o chissà cosa, ma so che potrebbero continuare a raccontarci le loro storie all'infinito e che non saranno mai noiose o "inutili". il mondo che moore ha creato può ancora essere esplorato in tantissime direzioni e io non vedo l'ora di leggere la prossima storia.

(se non avete ancora letto nulla di moore penitenziagite e cominciate a recuperare tutto, se volete informazioni in più su claccalegge ho scritto due robe su strangers in paradise, sip kids, rachel rising, motor girl e strangers in paradise - 25 anni dopo)