venerdì 25 maggio 2018

lök zine ~ presentazione campagna di crowdfunding

la rivista lök zine arriva alla sua decima pubblicazione e festeggia con un cambio di dimensioni e il lancio di una campagna di crowdfunding, aperta già dall'otto maggio (quindi sbrigatevi a leggere il post e andate subito su kickstarter!)


dal comunicato stampa:
Abbiamo scelto questo tema ["dimensioni"] perchè racchiude svariati significati legati alla logica e alla fantasia.
La dimensione rappresenta i gradi di libertà che un punto ha di muoversi all’interno dello spazio, questi vengono definiti tramite misure che ne indicano forma e grandezza.
Si parla quindi di grande, piccolo, stretto, largo, ma anche le dimensioni in senso più ampio! Si potrà infatti viaggiare in dimensioni parallele, tramite i più canonici elementi della fantascienza, ma non solo.
Speriamo che le sole due dimensioni del foglio vi trasportino in un mondo dove poter immaginare, sentire e vivere un’esperienza indimenticabile. 
“(…)i segni sono invece delle forme appoggiate sul fondo, senza problemi di ambiguità percettiva, dove il valore è dato dall’energia, dal colore materico, dalle dimensioni, dai collegamenti, dagli spazi vuoti.”
B.Munari

questo decimo volume della rivista sarà un brossurato di 120 pagine a colori che vedono le firme di matteo farinella, lucia manfredi, chema peral, la came, francesca protopapa, margherita morotti, lucia calfapietra, davor gromilovic, lois, salvatore giommarresi e la cover di gloria pizzilli.

io ho incontrato alcune delle ragazze di lök zine lo scorso anno all'arf e non vedo l'ora di ritrovarle anche quest'anno, la loro rivista è fichissima, quindi fossi in voi io il crowdfunding non me lo perderei... guardare - le anteprime - per credere!




sito ufficiale: www.lokzine.com
pagina facebook: www.facebook.com/LokZine
crowdfinding: www.kickstarter.com

giovedì 24 maggio 2018

stelle o sparo ~ review party

cosmo sa aggiustare le cose. a me viene bene farle a pezzi.

forse l'ho già detto, ma io odio tantissimo la domanda di cosa parla questo libro? perché se dovessi rispondere a proposito di stelle o sparo dovrei dirvi che parla di due amiche che vanno in vacanza su un'isola e incontrano gente strana.
e non avete idea di quanto possa essere limitativo tutto questo.
ecco perché non parlo quasi mai di fumetti ma sto sempre qui a scriverne: ci sto ore e ore a cercare di mettere insieme tutti i pezzi, a cercare di restituire un po' di quello che un libro dà a me e questo libro qui mi ha dato così tante emozioni che il mio stomaco è diventato come la faccia di un bambino se gli fate bere il succo di limone (a parte tutto è divertente, dovreste provare), perché in realtà è vero che parla di due amiche che vanno in vacanza su un'isola e incontrano gente strana, però c'è anche quella cosa strana che è la vita, quella roba che succede e che mette insieme pezzi, storie e persone e crea dei mostri bellissimi, degli attimi in cui tutto il ma che cazzo di senso ha? inizia ad avere un po' di senso, o almeno a diventare bello, a prendere quella parte che di solito ci sta dentro tutta raggrinzita e rigida e a dargli una bella sprimacciata.


insomma, stella e ed sono amiche dai tempi del liceo, i bruttissimi tempi del liceo, quelli che nasci solo, muori solo e nel mezzo cazzi tuoi, quei tempi in cui se ti va bene trovi qualcuno che ti considera più di un ramo secco da tagliare e buttare nel fuoco e con cui in qualche modo costruisci qualcosa, quel qualcosa che chiami amicizia e che a volte ti salva dall'adolescenza.
a volte ti salva anche dalla post-adolescenza, dal cibo spazzatura e dalla tv accesa di notte che ti illude che stai dormendo e invece no, non è vero, e questa volta - quella di stella e ed - è una volta così: un paio di biglietti d'aereo e una piccola isola in cui andare insieme a passare qualche giorno.
la gente va a "ritrovare se stessa" nei posti più assurdi. tipo l'india, il tibet. posti enormi. cioè secondo me se ti cerchi in un posto piccolo magari ti trovi.
o magari trovi altro. tipo le spiagge bellissime, il mare, le conchiglie, una bandiera dei pirati e poi le storie, le persone, tutto quello che hanno dentro e che sembra non aspetti altro che un bicchiere di rum e la giusta (?) compagnia per venire fuori. e tutto quanto insieme, in pochi giorni, sembra insegnare più cose di quanto potessi mai immaginare di imparare.
sulla strada di stella e ed si incontra un uomo a cui mancano due dita, una cameriera-studentessa dal comportamento irreprensibile (o quasi), un tizio che vive dentro una caverna allagata in cui se un accendino cade, amen, niente sigarette, delle meduse luminose  un vecchio strano che fa della spazzatura un tesoro e un bambino, cosmo, che vive come un fantasma al contrario, che ha paura del buio e che sa mettere a posto i pezzi delle cose che rompono gli altri.
e queste persone, questi posti, queste storie, in qualche modo si ricollegano una all'altra, legate da un filo sottile ed è un po' come se stella fosse una nuova arianna che, seguendolo, riesce a tirarsi fuori dal labirinto e a tirare fuori anche qualcun altro, chissà.


nova è al suo esordio come fumettista, ed è nata nel 1984. questo vuol dire che posso prendermela comoda altri due anni prima di arrendermi all'idea che non saprò mai scrivere una storia potente almeno un quarto di questa. la mia ansia e il mio amore per la procrastinazione ringraziano di questi dettagli biografici.
oltre ad aver scritto questa storia - che secondo me è bellissima, anche se bellissima non è proprio un giudizio autorevole e professionale, ma sticazzi - nova fa dei disegni che mi ricordano un sacco quelli di moyoco anno (tipo happy mania) solo meno manga e più punk (qualsiasi cosa sia un disegno punk), a volte un po' approssimativi, altre volte straordinari.
lei dice di voler rimanere alla storia come l'eurospin del fumetto italiano, però se va avanti così rischia di trasformarsi in eataly, naturasì o qualche altra roba dove trovare roba bio, km0, salutista e pure buona. io l'ho avvisata.


di nova e di stelle o sparo oggi ne parliamo in tanti, stiamo tutti nella locandina ma siccome i link non cliccabili non servono a niente, ve li riscrivo qui:
a clacca piace leggere 

mercoledì 23 maggio 2018

arf! festival 2018!

ci siamo quasi, dopodomani inizia la quarta edizione di arf! festival e io sarò lì per tutti e tre giorni a dilapidare soldi, stalkerare autori, fare foto e - spero! - incontrarvi.
qui trovate il dettaglio del programma e qui tutte le informazioni sulle mostre, io intanto ne approfitto del comunicato stampa per darvi qualche informazione in più sul festival:

Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.
Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.
Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l'inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che - nell’anno del trentennale della sua scomparsa - celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).
Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy e Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018; lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».
Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)».
 
Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 6 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.
Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l'area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA - Rome University of Fine Arts. Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti. 
E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti.  Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci, Mirka Andolfo, Alessandro Bilotta, Davide De Cubellis, Ale Giorgini, Emiliano Mammucari e Michele Masiero.
Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d'autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi...
Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.
Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.
ARF! è promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo, con il sostegno della Regione Lazio, con il patrocinio delle Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.

e ovviamente ci siamo anche io e carla di tararabundidee! e per festeggiare un disegnetto (però scemo e brutto) l'ho fatto anche io!


seguite la pagina facebook del blog e il mio account instagram perché spero di riuscire a inondarvi di fotografie!
i contatti, come sempre, li trovate qui, mentre per qualsiasi informazione sul festival potete contattare gli organizzatori tramite facebook, twitter, e-mail e al numero 060608.

martedì 22 maggio 2018

freedom hospital

se lasciassi il paese, avrei la sensazione di tradire la rivoluzione.
è per questo che ho creato il freedom hospital.


nel marzo del 2011 iniziano in siria le manifestazioni della popolazione contro bashar al-assad, succeduto al padre che aveva iniziato a governare il paese nel 2000.
il regime di assad iniziò a reprimere da subito con forza le manifestazioni, dando il via a quel conflitto che continua tutt'oggi e che vede in campo numerosi schieramenti politici in contrasto tra loro.
la storia di yasmine e del suo freedom hospital inizia circa un anno dopo l'inizio del conflitto: è la primavera del 2012 e le vittime sono già più di quarantamila.
c'è chi ammazza e chi ricuce, chi taglia gole e chi costruisce diritti, chi bombarda e chi apre un ospedale, chi odia e chi si innamora, chi vende armi e chi diserta per non sparare, c'è persino chi viene qui apposta, lasciando una casa sicura, per dare una mano con un bisturi o una telecamera.
cecilia strada firma la prefazione alla storia di hamid sulaiman e con le sue parole non coglie soltanto l'atmosfera di freedom hospital ma quella di tutte le guerre del mondo, del dolore, dell'orrore sconfinato che portano con sé, ma anche di quella che chiama la meravigliosa varietà dell'essere umano. fuori e dentro al freedom hospiral, l'ospedale clandestino aperto da yasmine, si muovono i personaggi della storia, un microcosmo variegato di tipi umani che riproduce in piccola scala il complesso scacchiere politico/religioso siriano: yasmine è una giovane siriana che ha studiato fuori dal suo paese, non è un medico ma ha comunque deciso di aprire l'ospedale per aiutare le vittime della guerra, indipendentemente dal loro schieramento. insieme a lei conosciamo fin da subito sophie, vissuta per lo più in francia ma di origine siriana. dopo l'inizio della rivoluzione contro assad, in siria è stato permesso di rimanere e di lavorare solo ai giornalisti pro-regime. lei è una giornalista clandestina, intenzionata a portare fuori dal confine siriano quello che sta succedendo.
gli altri, tra pazienti e medici, sono tutte figure il cui passato, in qualche modo è collegato alla guerra: c'è chi intende fermare il regime con la lotta armata, chi è stato arrestato e torturato perché sospettato di essere contro assad, chi ha disertato l'esercito per non dover sparare contro i civili inermi e chi ha semplicemente deciso di rimanere in qualità di medico per aiutare yasmine.
tra loro c'è un ragazzo che ha perso la memoria e non ricorda nulla del suo passato, un personaggio enigmatico e forse pericoloso che yasmine però non si rifiuta di aiutare, nonostante il pericolo che si possa correre ad avere una potenziale spia all'interno dell'ospedale.


seguendo il corso delle stagioni, hamid sulaiman racconta le vicende dei personaggi del freedom hospital, le loro paure, ossessioni, speranze, i loro amori e i loro conflitti, spesso riflesso delle vicende che coinvolgono tutto il paese, e lo fa con un segno grafico netto, un bianco/nero assoluto che non lascia spazio a grigi intermedi: le scene sono avvolte in una luce accecante o in un buio profondo, i dettagli spariscono - e in certi casi, nelle scene più cruente ad esempio, è un bene per noi lettori - è tutto si riduce all'essenziale, fino ad alcune pagine, mute, assordanti, in cui le macchie di colore raccontano quello che non è possibile dire.


hamid sulaiman non prende parte per nessuna delle fazioni in campo se non per quella che auspica la fine della guerra: sottolinea l'assurdità della guerra attraverso i discorsi - per noi occidentali forse ancora più scioccanti - sul martirio, sull'odio ad esempio tra sunniti e sciiti che si trascina avanti da più di un secolo e che non ha, in fondo, nessuna ragione di essere, e poi il coinvolgimento - da ambo le parti - di bambini e ragazzi giovanissimi, usati come mero simbolo propagandistico, la religione sempre presente, assoluta, usata come fossero i fili che i burattinai usano per far muovere le loro marionette, le droghe assunte dai soldati per riuscire a commettere atrocità impensabili senza esitazione.
lo sguardo di sulaiman è uno sguardo triste e disincantato su un popolo che massacra i suoi stessi fratelli, i suoi figli, in nome di qualcosa che ormai è difficile persino da definire: chi combatte in nome di un dio più giusto e legittimo di un altro, chi in nome della propria stirpe, più giusta e legittima di un'altra, chi per o contro un leader. pochissimi rimangono in siria, al centro dell'inferno, per il solo motivo per cui valga la pena: la volontà di costruire, finalmente, la pace.
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