mercoledì 18 luglio 2018

maschi da evitare

"ma quand'è che ti sistemi?"

la verità è che noi ce la mettiamo tutta, questo ce lo si deve riconoscere, ma...
davide calì e veronica "veci" carratello ci propongono una divertente carrellata di maschi da cui fuggire a gambe levate una volta identificati, una sorta di guida fondamentale per vivere sole e felici, almeno fino a che non ci si imbatta in un qualche esemplare per cui valga la pena.
passando dal palestrato al nerd, dal maniaco dell'igiene al ciclista e al mammone, questo libro offre un tour divertente ma sotto sotto drammaticamente realista delle fissazioni e manie che affliggono il mondo maschile, sempre così pronto a criticare l'altra metà del cielo da non rendersi conto di quanto sia in gravissima difficoltà.

ogni esemplare di maschio da evitare viene presentato in poche pagine in cui scene esaustive da documentario naturalistico vengono accompagnate da didascalie che non lasciano spazio a dubbi e ripensamenti: se state uscendo con uno dei maschi da evitare, beh, è decisamente arrivato il momento di cominciare a evitarlo e provare a cercarne qualcuno meno assurdo prima che vi rovini la vita.
ma state attente! il maschio da evitare si nasconde spesso dietro il meno sospettabile degli elementi! che dire di quello che fa il carino con le vostre amiche e non si lamenta mai di andare a fare shopping? o di quell'altro bellissimo, ricco, affascinante e incredibilmente bravo a letto? sembrerebbero rientrare nella categoria maschio da sposare e invece...


maschi da evitare è una guida semiseria ai casini sentimentali in cui - più o meno - qualsiasi donna si è imbattuta da quando è iniziata la sua vita da adulta, un modo per estremizzare e ridicolizzare alcuni maschi-tipo che plausibilmente ci siamo trovate a conoscere e in qualche modo anche la nostra perenne, insoddisfatta ricerca dell'uomo perfetto, senza mai però perdere il tono scherzoso e ironico: mancano i maschi da evitare sul serio, dal verme infido al geloso iperpossessivo fino al violento, ma non è certo questa la sede adatta a discorsi più seri: tra le pagine di questa guida infatti si ride e basta, ed è il perfetto accompagnamento a un aperitivo con le amiche, rigorosamente senza maschi tra i piedi, ricordandosi poi che in qualche modo dobbiamo accettare che questi strani esseri penici siano davvero davvero strani e che comunque...
nessuno è perfetto!

lunedì 16 luglio 2018

book blog tour "uma del mondo di sotto" III tappa ~ intervista all'autrice

sembrano semplici i desideri, niente più che un piccolo pensiero... "vorrei".
invece...
sono del tutto imprevedibili.

chi di noi non ha mai approfittato di una stella cadente o delle candeline sulla torta di compleanno o di una monetina lanciata in una fondata per esprimere un desiderio?
sognare che ci succeda qualcosa di bello, di ottenere quello che vogliamo, è la cosa più naturale del mondo, vorrei è forse il pensiero più comune e frequente.
succede così anche per uma, una bambina norvegese che vive nell'epoca vichinga insieme alla sua pecorella sukkerspinn e ai suoi genitori adottivi. e ovviamente, quello che più desidera al mondo, è di ritrovare la sua famiglia.
così, quando scopre l'esistenza di un pozzo magico che fa avverare i desideri, uma prova immediatamente a chiedere di poter riabbracciare i suoi genitori.
certamente desiderare è la cosa più naturale e spontanea, ma non sempre i nostri desideri possono avverarsi, bisogna in qualche modo farsene una ragione e andare avanti per la propria strada.
uma invece di arrendersi all'inevitabile non ne vuole proprio sapere: è così che salta dentro il pozzo e scopre il mondo di sotto, sconvolgendo per secoli l'equilibrio di quel regno e dei suoi abitanti.

passa il tempo, scorrono gli anni, il mondo cambia a velocità folle e tutto si trasforma. tutto tranne la rabbia dei ragazzini che desiderano quello che non hanno.
secoli dopo l'avventura di uma, quando non rimane quasi più nulla del suo villaggio, un altro ragazzo - killian - si ritrova ad abitare, dopo un inatteso trasferimento, proprio nello stesso luogo in cui ha vissuto uma. non è affatto felice del trasloco, di aver abbandonato i suoi amici e la sua vita, e sopratutto non è felice della separazione dei suoi genitori.
sembrerebbe che nulla possa legare un adolescente ribelle e arrabbiato del XXI secolo e una bambina vissuta in epoca vichinga, eppure un incontro fortuito non sarà soltanto causa del più sconvolgente colpo di fulmine toccato a killian, ma lo catapulterà in una realtà a metà tra fiaba e incubo.


marta baroni, al suo secondo libro con bao publishing (il primo - al sole come i gatti - è una bellissima guida sentimentale dei quartieri di roma, una topografia dell'infanzia e dell'adolescenza che prende spunto da un incontro casuale su un treno) crea con uma del mondo di sotto un mix tra fantasy, teen drama e romanzo di formazione, con uno stile grafico semplice ma attento ai dettagli, ricco di riferimenti pop e di mostriciattoli kawaii.

scendiamo nel mondo di sotto in compagnia di marta, per scoprire qualcosa in più sulla vicenda di uma e killian e, dopo l'intervista, troverete tutti i dettagli per partecipare al giveaway!


ciao marta e benvenuta su claccalegge!
uma del mondo di sotto è il tuo secondo libro, assai diverso dal primo (al sole come i gatti, edito sempre da bao nel 2015): ci racconti com'è nato?
Rispetto al mio primo libro, che ho scritto più di getto, Uma del mondo di sotto ha avuto una gestazione molto più lunga. Così lunga che l’idea iniziale - quella di un mondo magico nel fondo di un pozzo - arriva proprio da “Al sole come i gatti”! C’era una scena che alla fine ho scartato, in cui volevo raccontare di questo pozzo che tutt’oggi si trova nella mia vecchia scuola. Era l’ossessione di tutti noi bambini, lo chiamavamo “Il pozzo dei desideri”. Volevo moltissimo scrivere una storia young adult, così ho tenuto da parte quest’idea e da lì è nato tutto. È vero che sono due libri molto diversi anche se, senza volerlo, c’è il tema del ricordo e della memoria che li accomuna. Ad oggi sono abbastanza sicura che non tornerò più a fare libri come “Al sole come i gatti”, ma l’autobiografia a fumetti è stato un passo necessario e catartico per me. Devo moltissimo al mio primo libro. Credo che se non avessi scritto quello, oggi non ci sarebbe Uma del mondo di sotto né nient’altro!
uma è una protagonista un po' fuori dagli schemi, lontana da quelle mary sue perfette, buone, che non sbagliano mai un colpo. ci parli di lei?
Da bambina adoravo i cattivi dei film e dei fumetti e mi sono resa conto che è una cosa abbastanza comune a quell’età. Una volta durante un laboratorio un bambino ha chiesto “Ma perché nessuno racconta mai le storie dal punto di vista dei cattivi?” Aveva ragione. È stato divertentissimo. Uma è una protagonista/antagonista. È una bambina che da quando è caduta nel pozzo è diventata immortale. Può esaudire tutti i desideri che vuole. È il personaggio più dispettoso, antipatico e spregevole che sono riuscita a immaginare. E, scopriamo presto, anche il più solo e disperato. Partendo da lei, ho deciso che volevo ribaltare tutti gli archetipi anche per gli altri personaggi principali. Killian non è veramente un eroe e Haper, la ragazza di cui è innamorato, non ha proprio bisogno di essere salvata come sembrerebbe.
il fumetto è stato classificato per un sacco di tempo come roba per bambini, spesso in modo quasi denigratorio, poi ha cominciato a rivolgersi agli adolescenti e agli adulti. negli ultimi tempi si sta tornando a un pubblico di bambini e preadolescenti, proprio come per uma del mondo di sotto. cosa cambia quando scrivi la tua storia sapendo che arriverà tra le mani di ragazzi così giovani?
Io divoro letteralmente tutte le serie tv, i libri e i film per ragazzi. Quindi in un certo senso mi viene facile calarmi in quelle atmosfere, sono quelle che sento più nelle mie corde. Ricordo perfettamente com’era essere un adolescente, quella parte della mia vita è chiarissima nella mia testa, come si vede anche in “Al sole come i gatti”. Ho cercato semplicemente di fare questo, ricordare. La cosa veramente difficile è pensare che la storia deve arrivare a un 13enne, così come a un 17enne. Il target YA comprende una fascia molto vasta e diversa: 12-18. E poi anche i riferimenti culturali sono cambiati. Quello che amavo io da adolescente, loro nemmeno lo conoscono. E viceversa, almeno in parte. In questo senso voglio e devo studiare ancora tantissimo!
nel tuo libro c'è un filone fiabesco che è quello di uma, bambina orfana che sogna di rivedere la sua famiglia e si ritrova in un regno fatato popolato di creature buffe e strane, e uno più adulto e attuale, quello di killian, un adolescente incasinato tra primo amore, litigi familiari e un trasloco in un nuovo paese. un mix letale tra i drammi infantili e quelli che accompagnano l'inizio del diventare adulti: come si combinano due mondi così vicini ma anche così diversi?
Mettere in comunicazione questi due mondi è stato tra i passaggi più belli e delicati della lavorazione. Non volevo rinunciare a nessuno dei due, volevo un mix tra “La storia Infinita” e “Skins”. Qualcosa che mi rappresentasse totalmente. A livello visivo è stato semplice, a livello di scrittura è stata più dura. La chiave è stata concentrarmi sul grande tema del libro, il desiderio. Uma e Killian si incontrano “fisicamente” poco nel libro, ma hanno tutto in comune. Lo stesso desiderio, lo stesso percorso da fare. Sono una lo specchio dell’altro, anche se hanno un’età e un background totalmente diversi. Mi piaceva anche l’idea che così diversi tipi di lettori potevano immedesimarsi. Chi in una bambina, chi in un adolescente.
una cosa che ho apprezzato tantissimo è che nonostante il pubblico di riferimento sia giovane, non hai censurato nulla nella tua storia: ad esempio ci sono ragazzini che fumano e dicono parolacce, e sopratutto manca la classica retorica moraleggiante delle storie educative (ugh!) propriamente dette. secondo te sono i ragazzini di oggi a essere diversi o siamo noi adulti che riusciamo a capirli un po' di più?
Sono diversissimi. Come noi eravamo diversi e i nostri genitori erano diversi, ecc. Non so se si sentono capiti più o meno di quanto ci sentivamo (non)capiti noi. Forse credo che sia pure un po’ un diritto dell’adolescente, non sentirsi capito. Come Killian, con il suo broncio e le sue sigarette fumate male. Deve sbagliare, deve dubitare di tutto, deve essere arrabbiato. Non ha bisogno di una morale, solo di fare esperienza.
da al sole come i gatti a uma del mondo di sotto è molto cambiato anche il tuo stile di disegno. hai degli autori o delle opere in particolare a cui ti ispiri?
Divoro di tutto. Arrivo dai manga, soprattutto shojo. Ancora oggi quando mi capita di rileggere i vecchi fumetti di Ai Yazawa mi rendo conto che tantissimo del mio immaginario parte da lì. E ovviamente, da bambina cresciuta negli anni ’90, tantissimi cartoni giapponesi e i cartoni su Disney Channel. Adoravo “Ricreazione”! Tra gli intramontabili c’è ovviamente Brian Lee O'Malley, in particolare con Scott Pilgrim. Una storia che mi fa dire: “Quanto avrei voluto scriverla io”. Tra gli innamoramenti dell’ultimo anno invece c’è Liz Suburbia, con il suo “Sacred Heart”. Adoro il mondo di Natalie Andrewson, tutte le serie di Cartoon Network e i film di Miyazaki. “The End of The Fucking World” su Netfix mi è piaciuta davvero tanto. Un romanzo bellissimo che ho letto ultimamente è “Parlarne tra amici” di Sally Rooney. La mia rivista di moda preferita era “Fruits”. Potrei andare avanti all’infinito, quindi ecco il mio tumblr dove metto le cose che mi piacciono.
uma del mondo di sotto è una storia molto "cinematografica" (passami il termine), è facile immaginarselo come un film (a me ha fatto pensare molto a quelli dello studio ghibli, nonostante l'ambientazione sia completamente differente). hai mai pensato di sperimentare nel campo dell'animazione?
L’idea mi ha sempre attirato e da poco mi è capitato di lavorare a una serie animata. Si chiama “Verrà Un Giorno” e mi sono occupata dei clean-up e dei colori. È stata un’esperienza divertentissima e devastante. Non so ancora come andrà avanti il progetto e al momento più di tutto voglio fare fumetti, però mai direi mai.
tu sei un'autrice completa, scrivi e disegni le tue storie, ma se ti ritrovassi costretta a dover scegliere di fare solo una delle due cose, a quale non rinunceresti?
OH MIO DIO. 
il tuo primo libro è una sorta di guida sentimentale-popolare di roma, il secondo un fantasy e una storia di formazione... sai già cosa ci aspetta nel tuo prossimo lavoro? 
Al momento ho un po’ di idee in testa ma niente di definito, ma lavorare a Uma del mondo di sotto è stata la conferma che aspettavo. Voglio continuare a fare fumetti per ragazzi. 
ti ringrazio per essere stata in nostra compagnia e ti faccio un mega imboccallupo per i tuoi prossimi lavori! a presto!


book blog & vlog tour e giveaway
5 tappe, dal 11 al 20 luglio 2018!
saranno estratti 3 vincitori o vincitrici tra i partecipanti e ognuno/a di loro vincerà:

  • 1 copia di uma del mondo di sotto
  • 1 set di stickers creati dall'autrice

per partecipare e poter vincere bisogna:

  • mettere mi piace alla pagina facebook bao publishing
  • diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti
  • commentare tutte le tappe del blog tour
  • compilare il form con i dati (per il giveaway)
  • condividere il blog tour sui social

c'è tempo per partecipare al giveaway dall' 11 al 22 luglio 2018, poi verranno estratti i tre vincitori.


domenica 15 luglio 2018

cosa c'è nella mia wishlist - parte IX

è da più di un anno che non scrivo nulla sui titoli che vorrei leggere e questo periodo così, di gran casino e stress e stanchezza e tutto il resto, è il momento ideale per scrivere un post cazzeggione e poco impegnativo per fare due chiacchiere sui millemila desiderata che vado appuntando un po' dappertutto nella speranza che babbo natale esista davvero e si innamori di me.


tralasciando la roba già pubblicata, che prima o poi recupererò (è davvero impossibile stare dietro a tutto!!!), volevo parlare di un po' di titoli annunciati, alcuni spaventosamente a sorpresa.

tipo il poema del vento e degli alberi, una di quelle cose che fino a qualche mese fa sembrava totalmente impensabile di poterlo vedere in italiano. l'ha annunciato j-pop, che lo pubblicherà in un'edizione fichissima e svuotaportafogli in dieci volumi (o in cofanetto, se riuscite a tirar fuori 100€ tutti in un colpo). il meglio del meglio del dramma e dello struggimento amoroso,  il capostipite dei boy's love, roba da farvi piangere e attorcigliare le budella almeno tre volte per pagina.
lo voglio leggere da secoli e sto già disinfettando il bisturi per asportare un rene da rivendere al mercato nero.

j-pop ha anche annunciato una collaborazione con hazard per la pubblicazione di inediti di tezuka e la riedizione di alcune opere già pubblicate in italia, magari è la volta buona che recupero quelle serie che voglio da millenni tipo black jack, kimba, buddha e la fenice. per questi ovviamente non ci sono ancora annunci, sono solo le mie speranze.
credo che un rene non basterà però.

a proposito di riedizioni, se ne è parlato più o meno ovunque e avevo condiviso la notizia anche sulla pagina facebook del blog, dovrebbe arrivare presto l'annuncio di una nuova edizione di full metal alchemist, uno di quei manga che voglio recuperare dai tempi in cui la mia età cominciava con il numero uno. aspettiamo che planet ci dia i dettagli e non ci deluda.
e poi di planet c'è anche tutti tranne te che vorrei recuperare.
sì, in realtà sono già usciti i primi volumetti, ma me li sono persa tutti e penso che lo cercherò usato a conclusione (se vedete qualche annuncio di vendita fatemelo sapere!) che di shoujo carini e tenerelli non se ne ha mai abbastanza.
voi l'avete letto? me lo consigliate?

passando ad altro, bao publishing continua - come sempre - a tirare fuori annunci strepitosi: da il guardiano della diga - che uscirà a inizio settembre - che ho conosciuto con questo video:


fino a tosca dei boschi di teresa radice e stefano turconi e stella di mare di giulio macaione: non c'è bisogno di sapere altro, quando in copertina ci sono questi nomi.


aspetto anche con impazienza che esca finalmente yona la principessa dell'alba, che dopo millemila annunci dovrebbe finalmente arrivare a settembre per star comics, e poi utsubora che uscirà nella collana doku di coconino a partire da questo mese.

da utsubora (esprime perfettamente il mio stato d'animo mentre scrivo questo post e penso al mio conto)

per dynit invece avrei una richiesta: un modo decente di vedere il loro catalogo manga, visto che ultimamente stanno annunciando titoli interessanti (a prezzi a dir poco proibitivi, infatti la selezione è davvero asprissima, penso che al momento proverò a prendere soltanto ristorante paradiso e l'uomo in fuga di natsume ono e sakuran di moyoco anno. mi sarebbe piaciuto tantissimo provare tokyo alien bros, ma quasi sessanta euro per una miniserie manga mi sembra semplicemente un furto, quindi temo che rimanderò a tempi migliori, idem per our summer holiday, che mi sembra il tipico manga che qualsiasi altro editore avrebbe pubblicato a meno di metà del prezzo. piuttosto, qualcuno ha già visto questi volumi? c'è qualcosa che giustifica il costo così elevato?)

sicuramente mi sto dimenticando di tantissime cose che usciranno prossimamente e che vorrei, ma per chiudere questa struggente sequela di lagne, sospiri e desideri, stamattina ho visto l'anteprima di a land called tarot, graphic novel muto che uscirà a settembre per bd edizioni e che con quei dinosauri e quei vestiti strani mi ha subito fatta innamorare.


e voi? avete già segnato in agenda le prossime uscite? o avete appena scoperto qualcosa di nuovo che non vedete l'ora di aggiungere tra i vostri scaffali?

venerdì 6 luglio 2018

vinpeel degli orizzonti

uno ha tutti i suoi attimi, messi in fila uno dietro l'altro, e poi all'improvviso capita di perdere quello successivo. di non trovarlo. di avere un buco nella proprio esistenza. in molti neanche se ne accorgono di averlo perso e tirano dritti all'attimo successivo. ma non sanno che a quel punto non ha più senso andare avanti, perché tutti gli attimi successivi non significano niente senza quel-dannatissimo-attimo. perché in quell'attimo poteva esserci di tutto: un bacio, un sogno, una scoperta, un profumo, un ricordo, un nuovo amico, insomma qualcosa, qualunque cosa, che è nostro, che ci appartiene e che abbiamo il dovere di vivere e di far vivere.

vinpeel è un bambino che vive a dinterbild, è terrorizzato dai cavalieri dell'apocalisse e cerca di tenersi pronto all'inevitabile torturando il povero prete del paese con le continue confessioni dei suoi peccati, lavora alla locanda - anzi locanba - del signor biton dandogli sempre qualche motivo per infuriarsi, ha un padre silenzioso e assente che ascolta le storie nelle conchiglie sulla spiaggia e un solo amico, doan, che lo porta spesso con sé a scrutare le nuvole, in cerca di qualcosa di importante che ha perso.
se vinpeel ha un solo amico però non è certo perché è timido o poco socievole, ma perché è l'unico bambino - oltre doan, certo - di dinterbild.

dinterbild è una cittadina, o forse sarebbe meglio dire un paese, piccolissimo, una manciata di case in mezzo al nulla. letteralmente.
si affaccia sul mare, un mare immenso che non lascia intravedere l'altra riva, e da nessuna parte, fuori dinterbild, c'è qualcosa o qualcuno. non si può prendere un treno o un aereo o una nave ed arrivare a dinterbild, eppure in qualche modo capita che la gente arrivi lì.
nessuno approfondisce mai la questione né risponde alle domande di vinpeel su cosa ci sia oltre la città se non con un vago non c'è niente oltre dinterbild, nessuno tranne un vecchio che tutti considerano pazzo e pericoloso, il signor krisheb, che spesso passeggia sulla spiaggia ad aspettare che il mare gli restituisca la sua gamba di legno, che gli ha rubato tanto tempo fa.
krisheb sa che il mare, prima o poi, restituisce quello che prende, che le cose - e le storie - che si perdono nel mare fanno giri incredibili e poi ritornano, può parlare con doan e conosce il mistero di dinterbild. proprio come vinpeel, sa che esiste un mondo oltre l'orizzonte, esiste l'altrove, e che da quel mondo si scivola dentro dinterbild quando in qualche modo, per qualche motivo, la vita di qualcuno si inceppa, come un orologio guasto: si perde quel-dannatissimo-attimo - come lo chiama doan - che blocca tutto, che fa perdere di vista il sentiero, che ci fa smarrire in un posto che sembra la nostra vita ma in qualche modo non lo è.
e non c'è altro modo, per scoprire il resto del mondo, che riprendere in mano la propria vita lì dove si era messa in pausa, e partire via da dinterbild, per ricominciare a viaggiare, a scoprire, a vivere.
un maiale volante, una bambina che ha tanto da imparare e un vecchio che sa cosa sono i sogni: sono loro i catalizzatori dell'avventura di vinpeel, la scintilla che accende il suo ingegno, il suo desiderio di tornare a vivere pienamente, la sua voglia di nuovi paesaggi e nuovi volti.

vinpeel degli orizzonti è il libro di esordio di peppe millanta, ha già vinto un sacco di premi e riconoscimenti, ma sopratutto ha già trafitto il cuore di un sacco di lettori - compreso il mio - con la sua aria sognante da favola, con le storie bizzarre e quasi comiche dei cittadini di dinterbild e con la fiduciosa tenacia e l'incredibile inventiva di vinpeel, con la sua capacità di farci ridere e commuovere e traboccare di tenerezza e malinconia. non si può non affezionarsi a vinpeel, alle sue strampalate idee e alle sue certezze, al suo desiderio di crescere, andare avanti, vivere pienamente la vita al di là degli orizzonti. vinpeel è una sorta di espressione di quella curiosità e amore per la vita - quella vita che per essere tale non può limitarsi a essere un'accontentata sopravvivenza - che è la parte più bella del nostro essere, sa risvegliare il nostro io-bambino e trascinarci così, coinvolti e appassionati, nella sua storia. è un libro che vorresti non finisse mai, da rileggere fino a consumarne la rilegatura, da piegare un sacco di angoli delle pagine e sottolineare a matita alcune frasi, da prestare a qualcuno, da parlarne insieme la sera, da sperare che prima o poi continui, da tenere sotto al cuscino, uno di quei libri che ti viene voglia di ringraziare chi li ha scritti e chi li ha fatti arrivare a te.
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