lunedì 22 ottobre 2018

anteprima ~ il ventesimo grado

[dal comunicato stampa]

“Mi tiene sveglia la paura di annegare nel liquido che ogni giorno riempie un po' di più la cavità che sento appena sotto lo sterno”
“Ha la forma di una nuca poggiata sul cuscino e di mani. Le tue sul volante, la mia sulla tua coscia a stringere dolcemente sopra al ginocchio”

Il Ventesimo Grado” è il terzo e ultimo volume presente nella “Trilogia dei Veleni” di Manticora Autoproduzioni, chiudendo il cerchio iniziato da “Malerba” di Lorenza de Luca e perseguito da “Abigail – L'incantevole morte della signorina Goldfinch” di Elena Triolo (alias Carote e Cannella). 
In una città piena di anime ma dalla sconfinata solitudine, una ragazza sopporta la routine nel tentativo di divincolarsi da un amore perduto e idealizzato. Ogni luogo è una sfaccettatura del suo rapporto in frantumi e ogni emozione, per quanto distante, un eco di quelle vissute. I minuti, le ore e i giorni scorrono lenti e si insinuano sotto la sua pelle, avvelenandola.
Ma c'è un solo gesto che affonda le radici alla base del suo dolore:
un sasso lanciato sulla superficie di uno specchio d'acqua.
Un sasso che potrebbe rimbalzare in avanti, come affondare inesorabilmente. 
Creato dalla mente di Ilaria Apostoli e con il suo bianco e nero nervoso, sporco e profondo, “Il Ventesimo Grado” è una poesia ad occhi aperti che scava nel dolore e nella perdita di ciascuno di noi. 
Sarà disponibile in anteprima nella Self Area di Lucca Comics & Games 2018 e in seguito disponibile sullo shop online di Manticora dai primi giorni di novembre. 
L'AUTRICE
Dopo qualche anno passato all'Accademia di Belle Arti, decide di dedicarsi alla produzione fumettistica per conto proprio.
È attiva da qualche anno all'interno del collettivo Gravure, per il quale ha lavorato a tre storie brevi. Ha inoltre lavorato con il collettivo La Legione degli Artisti in “Anatomia dell'adolescenza – Omaggi alle opere di Davide Toffolo” e con Manticora, firmando alcune illustrazioni del calendario “Maison LàLà” e una storia all'interno dell'antologia “2053 – Le nuove acque”. 
“Il ventesimo grado” è il suo terzo progetto con la Manticora.
(voi non avete idea di quanto io sia felice ogni volta che arriva l'annuncio di una nuova opera dei manticori!

venerdì 19 ottobre 2018

stella di mare

caruso... questa storia ha più verità.
purtroppo quella che ho potuto dire è la più assurda delle due.

stefano ha 24 anni, ha mollato l'università e non sa cosa fare della sua vita. non lavora, non ha una fidanzata, nessun progetto, sogno, ambizione.
è bloccato in un attimo eterno in cui nulla sembra cambiare, quando in realtà l'unica cosa che cambia è il tempo che scorre e che trascina con sé tutti gli altri: la gente intorno a stefano vive, giorno dopo giorno, cresce, cambia.
certo, che sia un periodo nero per la nostra generazione è fuor di dubbio, ma c'è altro a bloccare stefano in questo limbo fatto di nulla e di attesa, una ragazza, marina, che conosce fin da quando era bambino, la sua sirena del nord, una creatura misteriosa tanto quanto le mitiche abitanti degli abissi.
marina sembra non esistere per tutto l'anno - niente numeri di telefono, niente contatti social, neppure un indirizzo di posta sulle cartoline che ogni tanto spedisce a stefano - e poi appare all'improvviso, come una sirena tra le onde, per una ventina di giorni a godersi l'estate siciliana e a fare impazzire lui d'amore e di speranza.

mentre il dramma immobile e silenzioso di stefano si consuma tra le pareti della sua camera e la spiaggia dorata della spiaggia di cefalù, un vecchio pescatore, vico, vive le sue giornate tra il molo e il mare. burbero e silenzioso, su di lui tutto il peso di un passato su cui il paese ha ricamato un intreccio complesso di pettegolezzi, voci, stralci di una storia lontana che il tempo non ha saputo cancellare. una storia che parla di un'amicizia tradita e di sirene che rubano gli uomini alle loro donne per trascinarli tra i flutti e non lasciare tornare a galla neppure un corpo da piangere, sirene che anni fa hanno rubato a matilde - la pazza della finestra che spaventa stefano fin da quando era bambino - il suo amato giuseppe, l'amico di vico scomparso in mare in una notte di cui solo l'anziano pescatore conserva il ricordo.


stefano sogna la sua sirena del nord, matilde accoltella le onde e giura vendetta contro i mostri semiumani che le hanno rubato l'amore, vico cerca di catturarne una per mostrare alle malelingue che no, non è stato lui a uccidere il suo amico, che furono le sirene a trascinarlo giù dalla barca e poi nel fondo del mare.

in una cefalù incantevole - solo giulio poteva renderla più bella di quella che è - infiammata dal sole, lambita dalle ombre violacee del tramonto, illuminata dal blu del mare, due anime bloccate in una piega del tempo si incontrano, si riconoscono e in qualche modo si salvano: un ragazzo incapace di vivere il suo futuro, incatenato da una speranza ammaliatrice e ingannevole e un vecchio prigioniero del passato e di un segreto troppo folle da raccontare, più folle persino delle donne pesce che innamorano e uccidono i pescatori.

quello che mi piace da impazzire delle storie di giulio è che lui è un Narratore con la n maiuscola: sa trascinarti nel racconto, riesce a farti entrare nella mente e nel cuore dei suoi personaggi e non importa quanto loro siano diversi da te, quanto il loro vissuto sia differente dal tuo, riesci sempre a entrare in empatia con loro, a sentirli vicini, a vivere le loro vicende come se per qualche momento fossero le tue. con stella di mare, dopo ofelia e basilicò - e le storie brevi i colori del vicino, nel buio fra gli alberi e la fine dell'estate, giulio firma un altro capolavoro della narrativa a fumetti, confermandosi come uno dei migliori autori del panorama contemporaneo italiano.


ne approfitto per ricordare ai lettori palermitani la penultima tappa del tour di presentazioni di stella di mare, oggi alle 18:00 alla feltrinelli!

mercoledì 17 ottobre 2018

commenti randomici a letture randomiche (60) ~ speciale tcbf


ecco il mio bottino-pacchettino da treviso (per il quale ringrazio sempre tantissimo i manticori che sono i miei angeli custodi per le fiere in cui non riesco ad andare ) con i proverbiali pochi (volumi) ma buoni.
treviso per me è per antonomasia la fiera delle autoproduzioni e quindi non potevo che parlarvi di queste (probabilmente se ci fossi andata sarei tornata con molta roba in più, ma spero di poter recuperare alla prossima fiera in cui riuscirò ad andare)

innanzi tutto abigail - l'incantevole morte della signorina goldfinch, il nuovo volumetto di casa manticora, questa volta scritto e disegnato da elena triolo, che è esattamente adorabile e cattivissimo proprio la copertina lascia intendere.
niente è più tristemente affollato del funerale di un giovane. e sappiamo quanto la gente si vanti di conoscere personalmente un artista. quindi niente è più affollato del funerale di un giovane artista.
eccoci qui, al funerale della povera abigail, da qualche tempo figlia adottiva dei signori widspeare. giovanissima e talentuosa, cosa può averla condotta così precocemente alla tomba?
elena triolo ci conduce passo per passo alla scoperta degli ultimi, stravolgenti e frenetici giorni di abigail.
abituata a cantare per strada per qualche spicciolo, viene notata da una coppia di raffinati intenditori, lord arthur e lady mabel, che d'impulso, estasiati dalla sua voce, la adottano.
abigail allieta le loro giornate e l'entusiasmo dei due è palpabile: lui non fa che elogiarla, la chiama il mio cardellino, e si prefigura una sfolgorante carriera, lei la porta in giro per lussuose boutique, a comprare vestiti e deliziosi cappellini adornati di uccellini impagliati per il suo debutto in società.
il successo nei teatri arriva presto, il pubblico l'adora... cosa può andare storto?

in linea con malerba, questo secondo volumetto della trilogia dei veleni è il luogo d'incontro perfetto tra le tematiche a tinte fosche care ai manticori e l'ironia di elena triolo (per me lei è un po' la pénélope bagieu italiana). sono davvero felice di questa collaborazione che è già partita benissimo!

la collana duepunti di mammaiuto si arricchisce di un'altra pubblicazione, di nuovo firmata da lorenzo palloni. come con falene, anche questa volta l'atmosfera si fa subito pesante, fin dalla copertina (se è palloni a firmare un disegno simile, dubito molto che si tratti della storia di un allegro carpentiere) e così rimane per tutte e quattro le storie che compongono il volume.
amore, amicizia, famiglia, devozione: sentieri battuti custoditi da belve feroci.
è proprio sul contrasto tra la tenerezza di questi legami e la crudeltà di cui sono capaci i personaggi delle storie la tematica comune che lega i quattro racconti, che una volta indagano di un matrimonio fallito e di una lettera che si comporta come un inquietante copione teatrale, un'altra si soffermano su un camionista presente sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, o su un parchetto di periferia dove l'arrivo di due gemelli trasforma i ragazzini di un intero quartiere, fino all'ultima - probabilmente la più cruda - storia, che da il titolo alla raccolta, dedicata a una vendetta rimandata, per amore, da troppo tempo.

storie velocissime e intense, capaci di tenere fino all'ultimo il lettore con il fiato sospeso, di cui mi piace sempre tantissimo il mondo in cui il testo accompagna i disegni.

per finire, è finalmente stata stampata fanzaghirò, la fanzine ideata da giopota e dedicata alla stranota eroina degli anni '90 che è stata finanziata in crowdfunding qualche mese fa e i cui proventi sono andati in beneficenza alla casa delle donne di bologna.
il risultato è una bellissima raccolta di storie brevi e illustrazioni che si rifanno alla serie della nostra infanzia, questa eroina femminista ai tempi in cui le bambine ribelli e i fumetti sulle donne che hanno fatto la storia ce li sognavamo e il girl power ce lo insegnavano sailor moon e, appunto, di fantaghirò.
alla copertina e alla bella prefazione di giopota seguono opere di un sacco di artisti, più o meno conosciuti:
giulia sagramola, giorgia marras, michele somala nuke, maurizia rubinofrancesco zito, fabio mancini & marco b. buccinova, pablo cammelloflavia biondi & anna ferrarisilvia rocchi, lois, freddie tanto, vittoria macioci, luisa torchio, salvatore callerami, guido fiato, marco albiero, alice girlanda, greta xella, eleonora antonioni, salvatore giommarresi, cristina portolano, alexiel april, noemi gambini, alessandro coppola, la came, jacopo camagni, santamatita, valentina brancati, loris de marco, irene coletto & raffaele sorrentinolorenza de luca, elisa menini, simone d'arminispugnarita petruccioli, alessandro baronciani.

lunedì 15 ottobre 2018

kaleido

in un tempo passato, quando ancora gli esseri viventi non avevano un nome, viveva un gigante completamente verde. nessuno riusciva a capire le sue vere intenzioni. a volte gentile e delicato, altre infantile e dispettoso, altre ancora manifestava una crudeltà senza limiti.
incompreso dagli uomini, decise di scappare verso luoghi sconosciuti...

insomma no, questa non è una storia di pirati, anche se in effetti i pirati ci sono, con tanto di vascello e bandiera con un bel teschio sopra. e ci sono le balene, i mostri marini, i tesori, le avventure e quindi sembra una storia di pirati ma, fidatevi, non lo è. non esattamente.

a sfogliare velocemente kaleido, opera prima di davide bart. salvemini, è impossibile non associare lo stile di quest'opera a quella di jess jacobs (in italia sempre per eris edizioni con safari honeymoon, e così conoscerai l'universo e gli dei e crawl space), ma è più in profondità che la similitudine tra i due autori acquista spessore e si fa ancora più importante: kaleido è una raccolta di storie, di avventure, certo, ma è anche il racconto quasi mistico di vicende che si perdono nella notte dei tempi, che ripercorrono i passi di una creatura incompresa dagli uomini, che agisce secondo una logica e una morale impossibile da riconoscere, che in un lungo viaggio per il mondo acquisisce conoscenza e saggezza, una creatura dietro cui però si cela una storia ancora più antica, vecchia come il tempo stesso: la storia stessa della coscienza, del pensiero, o - se proprio vi piace giocare con le parole e vi va di andare a disturbare le mitografie più conosciute della nostra civiltà - del lògos.


non ci sono dèi nella storia di salvemini, quindi il termine teogonia sarebbe impreciso, e il mondo che fa da sfondo è già bello e creato, quindi anche cosmogonia è fuori luogo, però la sensazione è comunque quella di trovarsi davanti a scene dal sapore mitologico che mostrano momenti fondamentali per la storia dell'universo e dell'uomo, allo svelamento di un segreto quasi misterico che è alla base del concetto stesso di conoscenza, di ragione e dunque di umanità.

sembrerebbe impossibile rendere tutto questo in un fumetto iperpop, eppure è proprio quello che è kaleido (ed è qui che si fa fortissima la somiglianza con jacobs, una somiglianza che non ha niente a che fare con la mancanza di originalità, anzi), un turbinare di immagini che affascinano e di storie che si rincorrono, di verità che si compongono e scompongono, che passano veloci sotto i nostri occhi, brillano - proprio come i coriandoli dentro un caleidoscopio - per un momento e tornano a cambiare forma in un gioco infinito.

ancora una volta eris scova talenti e pubblica un'opera di esordio stratosferica. dal canto nostro, vale la pena di tenere d'occhio davide bart. salvemini e di aspettare i suoi prossimi lavori.

giovedì 11 ottobre 2018

il marito di mio fratello

insomma... le cose stanno così.
mio fratello, che non sentivo da dieci anni, cioè da quanto andò via di casa e si trasferì all'estero, si è sposato con un uomo. questo straniero enorme. poi è morto.
come mi devo rapportare con lui...?! con questo cognato che vedo oggi per la prima volta...

avevo letto fin da subito un sacco di pareri positivi su il marito di mio fratello e posso dire di essere felicissima di averlo recuperato perché era veramente da tanto che un fumetto non mi emozionava così tanto e in modo così forte.
gengoroh tagame è un artista famosissimo per la comunità lgbt+ internazionale, forse un po' meno al di fuori, solitamente avvezzo ad altre tematiche (è famoso per le sue opere a tematica bdsm) ma penso si possa tranquillamente dire che con questa storia sia riuscito a parlare al cuore di chiunque, indipendentemente dalle sue scelte, dalla sua storia, dai suoi amori e che sia riuscito a farlo con estrema semplicità, profondità e delicatezza.

inizialmente, la storia prende una piega un po' troppo didascalica: appena giunto in giappone dal canada, mike è ospite di yaichi, fratello del suo defunto marito, e della piccola kana.
le prime pagine sono tutte incentrate sui luoghi comuni tipici in un paese non esattamente aperto alla diversità: mike è straniero - e come tale ha dei modi di fare un po' troppo espansivi per i giapponesi - ed è gay - cosa che anche se non è apertamente osteggiata, ed è legalmente consentita, non è nemmeno completamente accettata, tant'è che in giappone non è consentito il matrimonio omosessuale, né sono legalmente riconosciute le famiglie arcobaleno.

nonostante yaichi sapesse benissimo che il fratello amasse gli uomini e nonostante probabilmente non penserebbe a se stesso come un omofobo, l'imbarazzo iniziale è palese.
a stemperare la tensione è kana: piccola e ingenua, non riesce a trovare nessuna stranezza nel fatto che il fratello di suo papà - del quale ignorava persino l'esistenza - fosse sposato ad un uomo, ed è affascinata più dall'aspetto diverso, da straniero, di mike - che è un gigante dagli occhi chiari, barbuto e pieno di peli, decisamente diverso dalla maggior parte dei giapponesi - ed entusiasta della sua presenza, che turbata dal suo essere gay.
un po' alla volta così, proprio grazie all'entusiasmo e alla sfacciata curiosità di kana e al carattere aperto e affettuoso di mike, l'atmosfera si fa molto più distesa. zio e nipote legano moltissimo, andando a colmare i vuoti delle loro vite: una mamma assente da un lato e un marito scomparso dall'altro, e anche yaichi comincia a sentirsi sempre più a suo agio, fino a che, in pochi giorni, per i tre sembrerà di essere da sempre parte della stessa famiglia, capaci di condividere con gioia i momenti più semplici e banali giorno per giorno.

attraverso gli eventi della vita quotidiana, tagame dà uno spaccato di una società ancora troppo chiusa e retrograda rispetto a tutto ciò che non è conforme a un determinato modello (che certo però non è la sola, non so quanto in italia possiamo sentirci migliori) e al contempo racconta il riavvicinarsi di una famiglia - e di yaichi alla memoria del fratello, che riesce finalmente a vedere con occhi diversi e a comprendere più di quanto non abbia mai fatto - travolta dall'affetto e dalla spontaneità del nuovo arrivato, auspicando insieme a tutti noi un mondo più aperto, più accogliente e comprensivo.

per quanto a volte possa sembrare un po' retorico, il marito di mio fratello sa affrontare con delicatezza temi importanti (non solo quello dell'omosessualità ma anche, ad esempio, quello dell'elaborazione del lutto) e sa arrivare davvero a tutti, mostrando quanto è semplice, immediata e ovvia l'accettazione di chiunque ci sembri diverso perché, a saper guardare appena sotto la superficie, è facile scoprirlo molto più simile a noi di quanto non avremmo immaginato.

martedì 9 ottobre 2018

i sopravvissuti

pur non avendone la veste, questo bel libro è dunque un saggio appassionato sul problema del fascismo economico, istituzione totale e prevaricante di cui diventa, in virtù di un sentimento della realtà potentissimo e felice, uno dei dispacci più convincenti e universalmente accessibili fra quelli in circolazione.
(dalla prefazione di daniele luttazzi)


probabilmente non saprei trovare parole migliori per parlare di questo libro cattivissimo e geniale, ma c'è un motivo se daniele luttazzi è daniele luttazzi e io no.
quindi potete farvi bastare quello che ha scritto lui, oppure armarvi di pazienza e continuare a leggere il mio solito delirio sconclusionato e entusiasta, questa volta particolarmente entusiasta (spero un po' meno sconclusionato) perché i sopravvissuti di hurricane mi ha sorpresa e (s)travolta, a tratti sconcertata, mi ha fatto ridere tantissimo, almeno quanto mi ha fatto amareggiare.
perché, per quanto assurde e grottesche siano le situazioni di questi personaggetti - assurdi e grotteschi anche loro - superata la fase di stupore per quello che si sta leggendo, ci vuole veramente poco a rendersi conto che siamo appena a un passo dall'essere dei sopravvissuti anche noi. anzi, forse qualcosa in meno.

le storie di questo volume, tranne alcuni inediti scritti appositamente per l'edizione di eris, sono state pubblicate a puntate su linus (prima del cambio editoriale che, almeno in questo caso, non so quanto sia stato positivo, ne ironizza anche l'autore nella parte finale), quindi funzionano come delle strisce, o meglio, si concludono quasi sempre in una sola tavola, pur mantenendo una forte coerenza che le lega una all'altra.


in una terra arida, grigia e venefica, in una città in cui troneggiano l'iperrisparmio - tempio del consumismo a basso costo -  e le macellerie di stato - soluzione all'imbarazzante problema della disoccupazione, i personaggetti di hurricane vivono, o meglio sopravvivono, giorno per giorno, cercando di tirare avanti la loro esistenza squallida e inconcludente.
c'è tacchino, che cerca di vendere il suo coinquilino omino alle macellerie dello stato per accaparrarsi un buono pasto, il signor varnelli, che per evitarsi una vita miserevole come la sua ha ben pensato di fare il morto, e suo figlio erminio, che nonostante sia poco più di un bimbetto si sente un ottantacinquenne, pieno di acciacchi e risentimenti. ci sono suore facilmente corruttibili, bambini ricchi e spocchiosi e imprenditori senza scrupoli, coyote anti taccheggio, fidanzate rimediabili facilmente su internet (senza alcuna garanzia però), e tutta una fauna di tremende, incattivite creature vittime di un sistema iperconsumista in cui non si è solo schiavi delle merci ma si rischia di diventare merce (sopra un esempio esaustivo e scioccante che illustra al meglio il concetto).


si ride tantissimo e ci si disgusta altrettanto, e poco c'è da dire se non che hurricane ha colto perfettamente nel segno.
in questo periodo poi, questo libro sembra sempre più attuale, se non - consentitemi il termine - pericolosamente profetico: il livello bassissimo del dibattito politico, le promesse da due soldi che giocano tutto sulla miseria che si crogiola in se stessa, le guerre tra poveri fomentate da chi rimane a ridersela dall'alto, la crescente intolleranza (in italia come in europa, ormai sembra che nemmeno l'espatrio sia più garanzia di una vita migliore), il ritornare indietro sui diritti umani e civili, tutto sembra puntare a un ribasso esponenziale della dignità, dell'umanità (per non parlare della cultura), per lasciarci scorgere all'orizzonte un futuro desolante, grigio, squallido.
speriamo di riuscire a uscire da questo pantano prima di trovarci a vendere i nostri vicini di casa precari in cambio di un piatto di lasagne eterne, e di poter continuare a sfogliare questo libro ridendo, sapendo scampato il pericolo di poterci cadere dentro.

venerdì 5 ottobre 2018

papaya salad

sai, avevo la tua età quando ho mangiato per la prima volta la papaya salad.

elisa è una bambina quando arriva con i suoi genitori a bangkok e dopo un breve viaggio in taxi dall'aeroporto giunge con i suoi genitori a casa degli zii dove scopre la papaya salad e la vita straordinaria dello zio sompong.
non c'è momento migliore per chiacchierare, raccontare e ricordare che quello che si passa insieme seduti attorno a un tavolo, condividendo con i propri cari quei piatti che hanno il sapore di tempi lontani. sembra che il cibo stesso racconti le storie e quella di sompong è una storia lunga e affascinante, una storia che gira attorno al mondo e attraversa l'europa nel suo momento più triste.

sono i primi anni venti, sompong è fin da ragazzo un animo gentile ma determinato. studioso e ambizioso, supera presto il disagio di trovarsi lontano dalla sua famiglia, nella grande città dove è stato mandato per studiare e diventare medico, proprio come sogna suo padre.
ma, nella vita, spesso le cose prendono una piega diversa da quella che ci si sarebbe aspettati, e la scelta di sompong, che ha appena scoperto la sua passione per le lingue, è la prima di una lunga serie di sorprese e deviazioni dal percorso prestabilito.
il giovane decide di arruolarsi per poter continuare a studiare le lingue e sopratutto per viaggiare: ama la sua terra, certo, ma chi non vorrebbe poter vedere il mondo? sompong ha il talento e la perseveranza necessari a realizzare il suo sogno, e nel 1939 riesce a farsi assegnare in europa, in germania per l'esattezza.
ma il vecchio continente e un certo adolf hitler hanno in serbo una brutta sorpresa per lui: in europa è scoppiata la guerra e per il giovane tutto cambia.
prima in italia - dove assisterà all'annuncio dell'entrata in guerra del paese - poi in austria e poi ancora prigioniero degli americani, sompong affronta le avversità con la determinazione di chi, nonostante tutto, continua a inseguire il suo sogno.
durante il suo periodo di prigionia insieme ad altri connazionali, conosce lek, figlia dell'ambasciatore e sua futura compagna di vita.


ogni capitolo inizia presentando uno degli ingredienti della papaya salad, un po' come gli eventi e le scelte di sompong sono gli ingredienti della sua vita: le sue passioni, la sua determinazione e sopratutto la sua capacità di non lasciarsi trascinare dagli eventi che sconvolgono mezzo pianeta arrivano a comporre un'esistenza ricca di sfumature diverse, proprio come la papaya salad sa armonizzare tanti sapori differenti tra loro in un piatto che lega generazioni lontane, passato e presente, oriente e occidente, la storia di uno e la storia di molti.

dopo una lunga carriera di illustratrice, elisa macellari scrive il suo primo graphic novel mettendo tra le pagine non solo il suo talento di disegnatrice, ma anche una storia che funziona come un ponte temporale e spaziale, decisa e al contempo delicata proprio come sompong.

e, giocando con il titolo del racconto, il volume si tinge dei colori dell'ingrediente principale dell'insalata di sompong: verde la copertina - buccia, arancione il taglio delle pagine - polpa.
un libro bellissimo da ogni punto di vista dunque, che porta finalmente una delle più talentuose disegnatrici italiane nel mondo delle nuvolette.
e noi già speriamo che torni prestissimo a stupirci e incantarci con una nuova storia.

mercoledì 3 ottobre 2018

il tramonto del sea breeze & intervista a vitt moretta

sapete cosa sarebbe fico? non avere il senso della misura.

chi di noi non ha mai sognato di incontrare il proprio idolo? quell'attore bellissimo oppure quella cantante così brava... anche liam l'ha sempre desiderato e ha sempre partecipato ai concorsi che mettevano in palio proprio la possibilità di incontrare la sua beniamina.
e alla fine, dopo tanti tentativi, è riuscito nell'impresa: ha un invito per un locale nascosto tra la spiaggia e il bosco, il sea breeze, dove tra tanta gente lo aspetta la bellissima velvet, l'attrice per cui stravede.
accompagnato dai suoi amici todd e colby, liam sta per vivere la più assurda delle giornate: cosa c'è di più folle e insensato di un gruppo di gente folle e insensata che decide di scollegare i freni e, per la gioia di colby, perdere il senso della misura?

nella calca della folla i tre si perdono di vista, finendo uno perso nella natura incontaminata con la donna dei suoi sogni (che certo, bella è bella, ma è davvero strana...), un altro ubriaco da far schifo per i troppi sea breeze (sotto trovate la ricetta) a familiarizzare con un tipo non esattamente sobrio che lo tratta come suo figlio e il terzo a fumare e straparlare con un vecchio strampalato che vive in una sorta di discarica.

in un crescendo di distruttiva esaltazione e frenesia - in cui, in qualche modo, finiscono coinvolti anche un gruppo di scout - vitt moretta si prende gioco della società bene e di quella necessità di spingersi sempre oltre, di alzare sempre più il tiro fino a rasentare il grottesco e il ridicolo.
il tramonto del sea breeze (presentato in anteprima al tcbf e disponibile tra qualche giorno in libreria, fumetteria e online) è un esordio divertente e cattivissimo, in cui pagina dopo pagina il paradiso del sea breeze si trasforma sempre di più - letteralmente - in un inferno di fuoco, fiamme e fumi dell'alcool.


e per scoprire qualcosa in più su il tramonto del sea breeze ho fatto due chiacchiere con vitt moretta! buona lettura!

ciao vitt, benvenuta su claccalegge!
ci racconti la genesi de "il tramonto del sea breeze"? che, dato che si tratta del tuo esordio, un po' è come dire "come hai deciso di scrivere un fumetto"?
Grazie a te per avermi invitata!
Il Tramonto del Sea Breeze nasce dall’idea di scrivere una storia avventurosa per i miei personaggi. Pur non avendo particolare esperienza con i racconti, ho deciso che fosse il momento di rompere il ghiaccio, dopo aver aspettato molto tempo. La lunghezza del libro mi spaventava un po’, ma le difficoltà sono state necessarie al divertimento. Nel corso dei mesi, mi sono resa conto che il mio lavoro stava cambiando, e io stessa cambiavo mentre lo facevo. Più disegnavo e continuavo a incastrare i tasselli, più mi meravigliavo di come le variabili e le modalità di raccontare fossero infinite. Il libro è il risultato di un viaggio lunghissimo, alla scoperta di tutto, e ne sono entusiasta.
ci sono state opere o autori che ti hanno ispirato per la creazione della storia e dei personaggi?
Credo che nel sottosuolo ci sia un mix di vecchi fumetti, di cartoni animati e di musica punk. La capsula che racchiude il Tramonto del Sea Breeze descrive una realtà precaria, in cui gli individui si buttano a capofitto in quello che capita, e in cui il tempo scorre veloce.
I libri di Daniel Clowes hanno inciso enormemente sulla mia ricerca, così come le storie degli Hernandez, di Ratigher, di Hanselmann, di Harkham e così via. Molto arriva dal fumetto indipendente americano, ma anche dal mondo reale. 
tu sei sia la sceneggiatrice che la disegnatrice in questo libro, ma se dovessi scegliere solo uno dei due ruoli, a quale non rinunceresti?
Forse troverei difficile disegnare i fumetti scritti da altre persone, perché vivo il tutto come un unico progetto e, oltre al divertimento che provo, mi interessa rafforzare la mia voce.
Per il libro illustrato è diverso, lì mi sentirei più a mio agio nel rinunciare a uno dei due ruoli.
c'è un personaggio de "il tramonto del sea breeze" a cui sei più affezionata?
Ho due nuovi personaggi: la ragazza della copertina del libro e un certo Gunnar. Sono entrambi dei gran simpaticoni.

che strumenti preferisci usare quando disegni?
Le tavole originali sono quasi tutte in formato A4. Disegno a matita su fogli di carta lisci, e poi inchiostro con i pennarelli neri.
quali sono i tuoi prossimi progetti?
Seguiranno dei fumetti brevi, e poi inizierò a scrivere la prossima storia lunga. Ho tante idee che bollono in pentola!
grazie mille per la tua compagnia, a presto!
Grazie di nuovo e a presto! Buona lettura!

lunedì 1 ottobre 2018

yona - la principessa scarlatta ~ vol.1

questo è il regno di koka.
al suo interno si trova il castello hiryu, dove un tempo abitavo.
il re, rimasto vedovo senza che la moglie avesse partorito un principe ereditario, ha cresciuto me, la sua unica, preziosa figlia, con immenso affetto per quindici anni.

per capire le parole di introduzione, pronunciate da yona nelle prime pagine, bisogna fare un salto indietro di pochi giorni, ma tanto basta per rendersi conto di come yona fosse completamente diversa rispetto alla figura ammantata e sicura di sé che incontriamo nelle prime pagine.

figlia unica del re il, cresciuta tra le amorevoli attenzioni del padre e la protezione della sua guardia del corpo hak, yona ha passato i primi quindici anni della sua vita a struggersi per i suoi capelli rossi, preoccuparsi di indossare bei vestiti e sospirare d'amore per il suo bel cugino soo-won, di cui è innamorata fin da quando ha memoria, e che però il padre non vuole permetterle di sposare.
soo-won è stato più che un amico: privata dell'affetto di una madre, morta quando lei era piccolissima, il cugino le è rimasto accanto a consolarla della perdita e a offrirle tutto il suo affetto e la sua dolcezza.
i due sono rimasti separati a lungo, ma adesso che yona sta per compiere sedici anni, soo-won è venuto a trovarla: bello e gentile come sempre, yona è sempre più innamorata di lui.
ma dietro lo sguardo gentile, i modi educati da nobile, le belle parole, soo-won nasconde un tremendo segreto, un mistero che yona non ha mai avuto modo di scoprire, abbagliata dal mondo dorato che il re ha costruito intorno a lei tenendola lontana dalle vicende della sua stessa famiglia.
chi è veramente soo-won? cosa è accaduto tra le famiglie dei due ragazzi? perché il re si rifiuta così categoricamente di permettere a yona di sposare il cugino?

costretta a fuggire e a nascondersi, in compagnia del fido hak, yona sta per cominciare un viaggio non solo attraverso il suo regno, ma alla scoperta della storia della sua famiglia e di sé stessa.


questo primo numero di yona - la principessa scarlatta ci introduce perfettamente in una vicenda appassionante e ricca di colpi di scena (se non temete gli spoiler, tempo fa avevo parlato qui della serie animata), una storia di crescita, d'amore, d'avventura, che sa mostrare la trasformazione di una viziata principessina in una saggia e coraggiosa eroina, capace di prendere in mano il suo destino e di compierlo senza dover più chiedere permessi e consensi a nessuno.

regni fantastici, creature magiche, combattenti ed eroi, un viaggio alla scoperta del mondo, red head (che ci piace sempre tantissimo ), bei ragazzi (ci piace tanto anche questo!) un sacco di avventure e sopratutto tanto girl power!
mi sembra di tornare all'emozione di leggere fushigi yuugi per la prima volta! se vi piacciono i fantasy e le protagoniste toste, non lasciatevi sfuggire questo manga!

venerdì 28 settembre 2018

il flagello di dio ~ un'avventura rocambolesca di attila l'unno

- se ho fatto bene i conti, una volta presa la beauce, il mondo intero sarà vostro.
- che strano... la prospettiva dovrebbe riempirmi di gioia... come quando ho ucciso il mio primo gattino a colpi di martello... e invece no, non sento assolutamente niente...

l'obiettivo di un conquistatore è, per l'appunto, conquistare, e l'obiettivo del più grande conquistatore è fare suo tutto il mondo. ed è quello che succede nel 451 quando attila l'unno conquista l'ultima regione che mancava a completare il suo gigantesco impero, costruito con guerre, saccheggi, torture, uccisioni e stupri.
ma adesso che il suo sogno di gloria si è avverato, il grande (ugh) e potente attila si sente divorato dalla noia, dalla frustrazione e dalla depressione: che barbaro è un barbaro che non ha più nulla da depredare? cos'altro fare se non è rimasto nulla da conquistare? se non c'è più nessuno da uccidere, impalare, stuprare, scorticare? e che senso avrebbe riconquistare quello che si ha già?

amareggiato e ormai privo di uno scopo, attila abbandona i suoi uomini per mettersi alla prova contro il più grande e potente dei nemici: il suo nuovo obiettivo, scopertosi ormai immortale e dunque incapace di porre fine alla sua insopportabilmente noiosa e vuota esistenza, è uccidere dio stesso, quel dio che gli ha concesso la gloria ma che non gli permette di godere dei suoi successi.


certo, forse senza larcenet difficilmente ci saremmo immaginati un attila un po' filosofo, impegnato a interrogarsi sui grandi problemi che attanagliano l'umanità: ho conquistato il mondo ma non ho imparato niente. il più potente uomo sulla terra, circondato dall'armonia di un mondo finalmente libero dalla sua violenza adesso non sa più riconoscersi in una realtà che lo vede incapace di agire. costretto, come punizione alla sua crudeltà, a rimanere per sempre in vita ma eternamente preda della noia e dell'inadeguatezza, ad attila non rimarrà che volgere la sua rabbia nei confronti di dio, del mondo, della vita stessa, di qualsiasi cosa insomma, tranne che verso se stesso e verso la sua coscienza, incapace di comprendere che l'unico colpevole del suo enorme male di vivere non è altri che lui e la sua scelta di votare alla violenza più sfrenata la sua esistenza.

lasciando questa volta il compito di disegnare le tavole a daniel casanave - il cui tratto somiglia moltissimo a quello degli altri volumi della serie, dedicati a freud e van gogh - manu larcenet prosegue con il flagello di dio le sue biografie caustiche e ironiche che continuano a immaginare e reinventare i grandi personaggi della storia per raccontarci il disagio stesso di essere umani, con tutti i nostri sbagli, l'arroganza, la mancanza di giudizio, le nostre piccolezze e miserie.

nonostante le aspettative, con attila si riesce - sopratutto rispetto al secondo volume, quello dedicato a van gogh - a lasciarci sfuggire qualche risata in più, per quanto paradossale possa sembrare: eppure è proprio in quello scivolare nel ridicolo che si concretizza l'inferno in terra per il grande conquistatore che, giunto all'apice del suo successo, crolla inaspettatamente in un baratro di nulla, il nulla che - sembra dire larcenet - aspetta chiunque dedichi tutte le sue energie alla distruzione.

ancora una volta, larcenet prende il bersaglio in pieno: questa serie si conferma ancora una volta un esempio perfetto di comicità, riflessione e intelligenza. chapeau.

mercoledì 26 settembre 2018

harrow county

io non sono come hester. io non mi comporto come lei. e nemmeno morirò come lei.

harrow county è un tranquillo villaggio di provincia, con i suoi contadini e i suoi allevatori, gente per bene che vive la sua vita in modo modesto e tranquillo.
ad harrow county c'è una ragazza che tra poco compirà diciotto anni. è dolce e ingenua come una bambina, si chiama emmy, ha sempre vissuto nella sua fattoria sola con suo padre, svolgendo i suoi compiti senza mai lamentarsi. non ha grandi ambizioni e sa che la sua vita trascorrerà tranquilla come è sempre stato. sa che i boschi intorno a lei nascondono spiriti e creature spaventose, ma c'è solo una cosa che la inquieta: la grande quercia ammuffita che intravede dalla sua finestra. quell'albero le trasmette paura, sembra che quasi le parli che le racconti qualcosa, anche se non sa bene cosa.
quello che emmy non sa ancora è che poco prima della sua nascita a quella quercia venne impiccata  e bruciata hester, una donna le cui arti inizialmente avevano salvato, anzi creato harrow county, ma che con il passare del tempo gli altri abitanti avevano iniziato a temere e odiare.
emmy non lo sa, ma hester è la cosa che più assomiglia a una madre per lei, e il potere della strega è pronto a risvegliarsi adesso che lei sta per diventare adulta.

emmy è allo scuro di tutto e se non avesse trovato il più improbabile degli alleati, adesso il suo paese, i suoi amici, il suo stesso padre!, l'avrebbero linciata proprio come fecero con hester.
ritrovarsi improvvisamente dotata di un potere sconosciuto, scoprirsi figlia di una strega, conoscere la realtà del suo piccolo villaggio, essere odiata, minacciata e quasi uccisa per qualcosa che non sa nemmeno di essere... nonostante tutto questo, emmy sa bene cos'è: una ragazza buona, che non ha mai neppure pensato di fare del male a qualcuno, una ragazza che ama il posto dove è nata e che vuole continuare a viverci come ha sempre fatto. emmy sarà pure una strega, ma è profondamente buona. se hester aveva usato il suo potere per scopi malvagi, emmy non farà nulla del genere, ma vuole continuare ad essere accettata come fino ad adesso è sempre stato.

ecco come comincia - senza fare troppi spoiler - la storia avvincente e agghiacciante di harrow county, serie horror di cullen bunn e tyler crook, una storia che parte da tanti luoghi comuni (la scoperta di poteri sovrannaturali, il legame con un passato sconosciuto, alleati e tradimenti insospettabili) ma che poi inventa un binario tutto suo: non c'è nessun nemico da sconfiggere, nessun cammino irto di prove da affrontare, nessun obiettivo finale. ci sono solo sprazzi di un passato inquietante da riscoprire, come pezzi di un puzzle da collegare e un mondo che si credeva conosciuto e sicuro che è invece pronto a svelare misteri su misteri, una famiglia da conoscere, minacce da sventare.

l'orrore è ovunque, nascosto tra le pieghe del quotidiano, dietro un angolo che fino a un momento
prima avremmo definito conosciuto e familiare. non  c'è il classico e probabilmente abusato scontro tra cristianesimo e paganesimo, anzi, al primo non se ne fa neppure menzione, come se la realtà di harrow county fosse quella di un mondo parallelo in cui nessuno ha mai smesso di credere alle forze della natura, agli spiriti, ai mostri, a tutto quell'incredibile pantheon leggendario che tira harrow county fuori da un'epoca ben precisa, collocandola in uno spazio completamente fantastico in cui ogni cosa è possibile.

fondamentale, nella resa dell'atmosfera, l'uso degli acquerelli: il volto pallido di emmy e le sue guance arrossate, il volto così difficile da associare a quello di una strega, l'umido della carne sfatta e del fango, le sfumature del bosco, della terra, delle foglie, di una materialità della natura che è essa stessa protagonista della storia.

al quarto volume, non si sa ancora dove il destino condurrà emmy e gli abitati di harrow county, ma personalmente non vedo l'ora di continuare a inoltrarmi nella vicenda e scoprire quali altri orrori aspettano questo tranquillo villaggio.

l'edizione italiana di renoir comics raccoglie, oltre agli episodi della storia, anche un interessante apparato a fine di ogni volume fatto di schizzi, disegni preparatori, sceneggiature e note degli autori, perfetti per immergersi ancora di più nella storia e per conoscere tutto il lavoro preparatorio a ogni ciclo narrativo.

lunedì 24 settembre 2018

il guardiano della diga ~ vol. 1

accetto il mio ruolo di muro che allontana la nebbia dalla città.
una città a cui non appartengo.
loro sono dei sopravvissuti e hanno bisogno di me.
anche se l'hanno dimenticato.

alle premiazioni degli oscar del 2015 venne presentato un corto animato dal titolo the dam keeper, firmato da due nomi noti nel mondo dell'animazione, robert kondo e daisuke "dice" tsutsumi, conosciuti sopratutto per il loro far parte della squadra pixar. il corto ebbe notevole successo (in quel periodo lo vedevo praticamente ovunque sui social) e fummo in tanti ad innamorarci di quel dolcissimo maialino protagonista della storia e del suo mondo delicato e fragile.


da qualche giorno è disponibile il primo volume della serie a fumetti (saranno tre volumi in totale) che ha avuto origine proprio da quel corto, il guardiano della diga, edito da bao publishing, scritto e disegnato dagli stessi robert kondo e dice tsutsumi, che riprende la storia di quel maialino, dei suoi amici, della sua città - la valle dell'aurora - e della diga che la protegge dalla misteriosa e pericolosa nebbia nera che viene dall'esterno.

già orfano di madre, il maialino è rimasto completamente solo a prendersi cura della diga da quando suo padre è sparito via nella nebbia, la misteriosa presenza oscura che minaccia costantemente la valle dell'aurora e che ha segnato, più di ogni altra, la vita del nuovo giovane guardiano.
il maialino è in realtà l'eroe silenzioso della valle: nessuno sembra fare caso all'importanza del suo lavoro, eppure tutto dipende proprio dal suo lavoro. l'unica a tenerlo presente è la sua amica volpe, l'unica con cui va d'accordo: il maialino non è affatto popolare a scuola, anzi, spesso viene schernito, isolato, ignorato. volpe invece riesce a essere amica di tutti, anche di hippo, uno dei bulli che non perdono occasione di dare addosso al giovane guardiano.
quella del maialino è una vita triste e solitaria, ossessionata dalla nebbia e dalla paura di impazzire, esattamente come successo a suo padre.


ma adesso sta succedendo qualcosa di strano, le ondate di nebbia - che si comporta proprio come se fosse un oceano - non rispettano più i soliti tempi, passa sempre più tempo tra un'onda e l'altra, e la potenza diventa sempre maggiore. ora si riesce a vedere la desolazione che colpisce tutto ciò che sta fuori dalla diga: alberi morti, terreno spoglio, oscurità, silenzio. è come guardare la morte in faccia: gli abitanti della valle lo sanno, nulla esiste più al di fuori della diga e questo sembra essere il destino della valle dell'aurora quando un'ondata più potente di quanto il maialino potesse immaginare travolge la diga e lascia i tre sperduti in un territorio che non conoscono, lontani da casa, da tutto quello che conoscono e che credevano di conoscere: hanno pochi giorni per ritornare alla valle dell'aurora prima che torni la nebbia.

la storia del fumetto a un certo punto si allontana da quella del corto per prendere una strada completamente diversa, più profonda e oscura.
non è più soltanto la nebbia il nemico da combattere, ma la paura della follia; non è più il non essere accettato dagli altri, ma dimenticarsi la propria stessa essenza; non è più il confine certo e sicuro della valle dell'aurora, ma un mondo più vasto e sconosciuto, pieno di ostacoli e pericoli, pieno di gente mai vista prima, pieno di domande e forse di risposte.


i disegni, i colori, le luci sono quelli che hanno reso così popolare il corto animato: paesaggi bellissimi e personaggi dolci e infantili, con l'aggiunta di un'atmosfera a tratti oscura e inquietante.

probabilmente questo libro è già da mettere nella lista delle migliori pubblicazioni del 2018 quindi non perdetevelo per nulla al mondo!

venerdì 21 settembre 2018

jugband blues

dicono che la sua sorgente si sia consumata ma che sottopelle stia bruciando...
dicono che talvolta, mentre suona, si riescano ancora ad intravedere sprazzi del suo genio più puro. altre volte, invece, sembra sprofondare in un abisso scuro e limaccioso.

se gli anni '60 e '70 sono stati quelli del cambiamento, di una musica nuova, della scoperta dell'lsd e di una nuova concezione di mistica e di esplorazione di sé, allora a incarnare meglio di ogni altro questo cambiamento furono i pink floyd, e se questa associazione ha un motivo di essere si deve all'uomo che nel 1965 li fondò, quasi per caso, sostituendo uno dei componenti di un gruppo musicale di studenti di architettura a londra. da lì in poi, come si suol dire, è storia.

ma jugband blues è un'altra storia, quella di un artista straordinario e della sua lenta e inesorabile discesa verso un abisso fatto di droghe, di follia e di una solitudine ben nascosta dietro il caos di gente che gli orbita intorno.

affascinato fin da bambino dalla musica dei pink floyd, matteo regattin ripercorre la storia di syd barret scansando i luoghi comuni dell'artista geniale e maledetto, viaggiando tra la sua musica e i racconti di chi l'aveva incontrato, percorrendo le strade della sua vita, visitando i posti in cui era vissuto, scrivendo una biografia che ha poco di documentaristico, che non si limita a un elenco di date e nomi di città e testimonianze, ma che spazia in visioni oniriche e lisergiche, figure da favola e mondi impossibili che si sovrappongono alla realtà, proprio - forse - come fu per syd.

la scena d'apertura del racconto sembra un'epifania mistica da epica mitologica: un viaggio fino alle porte dell'alba, una musica che conduce dritto fino a un gigantesco dio pan, la divinità che soprassiede a ogni aspetto della realtà e dell'irrealtà, signore di tutte le cose, personificazione della conoscenza assoluta di tutto ciò che esiste: questo sarà da adesso in poi il ruolo della musica e della vita stessa, una continua tensione verso l'assoluto, l'esplorazione di una dimensione più grande di quella sperimentabile ed esprimibile.
da qui l'ascesa velocissima, il successo della sua musica e del suo personaggio stesso e poi l'altrettanto repentina fine, la follia che si impossessa della sua mente e che lo fa sempre più allontanare dagli altri, dal mondo, chiuso sempre di più in se stesso, in una realtà impenetrabile dall'esterno.


le tavole di simone perazzone sono scure come la penombra del dormiveglia, i disegni oscillano tra il realismo e l'onirico del mondo di syd, dalle vignette piccole, veloci, che affollano una singola pagina, alle splash page che sembrano allungarsi anche oltre i confini del sogno a cui neppure il bianco e nero sa rubare il senso di colori saturi e impossibili.

jugband blues salterà forse più facilmente all'occhio dei fan del gruppo inglese, ma per i meno esperti è un buon modo per scoprire quello che c'è dietro la musica di uno dei gruppi più famosi e amati dello scorso secolo.

mercoledì 19 settembre 2018

cinque fumetti da non perdere a treviso comic book festival

tra le poche gioie di quest'ultima parte dell'anno per me non ci sarà il tcbf, fiera che mi è piaciuta tantissimo l'anno scorso ma questa volta non sono riuscita a organizzarmi in tempo con i biglietti dell'aereo e quindi amen.
ma se riuscite ad andarci ci sono cinque novità che vi consiglio assolutamente di non perdere (cioè, in realtà se andassi lì non penso che prenderei meno di una ventina di titoli, però ho cercato di fare una lista un po' meno compulsiva e più ragionata)

abigail - elena triolo (manticora autoproduzioni)
il secondo capitolo della trilogia dedicata ai veleni, iniziata con malerba, a opera della new entry nel team manticora, elena triolo (già autrice per hop! edizioni, su claccalegge abbiamo parlato de il re delle fate edito da bd edizioni).

tempo da lupi - lorenzo palloni (mammaiuto)
come per il gruppo manticora, con mammaiuto vale un po' la stessa regola: prendiamo tutto a scatola chiusa, tanto di certo non sbagliamo.
il terzo volume della collana due punti (dopo falene e ovetto) vede di nuovo storia e disegni di lorenzo palloni.
non so altro, solo che lo voglio assolutamente.


il tramonto del sea breeze - vittoria moretta (coconino press)
poche cose mi incuriosiscono più degli esordi di nuovi autori italiani, e dalle pochissime anteprime che ho visto di questo titolo so che non vedo l'ora di leggerlo e di parlarvene.
coconino nella presentazione parla di destino, amore e fiamme: che altro ci serve?

rustle - anna ferrari, paolo maini, giovanni guida, caterina ferrante, adriano turtulici (noise press)
anna è una delle mie disegnatrici preferite, paolo ha sceneggiato a sort of fairy tale (qui, qui e qui), non mi serve sapere altro di questo titolo per sapere che non vedo l'ora di leggerlo!

stella di mare - giulio macaione (bao publishing)
anche qui, basta leggere il nome sopra il titolo per lanciare in aria i soldi e scappare con una copia di questo libro.
giulio è bravissimo, scrive storie che sanno incantare, divertire, commuovere e a volte inquietare, disegna in modo meraviglioso e da vita a personaggi che rimangono a lungo nei cuori dei lettori (ofelia ). se a questo sommiamo la bellezza dei paesaggi di cefalù, la luce dorata del mare e il fascino misterioso delle sirene... insomma, cosa volete ancora?

lunedì 17 settembre 2018

commenti randomici a letture randomiche (59)

rieccomi finalmente, sopravvissuta alla fine della sessione estiva che non è finita esattamente come speravo ma meno peggio di quello che temevo.
piano piano sto cercando di riprendere il ritmo di letture e recensioni, quindi se inizialmente andrò un po' a singhiozzo perdonatemi.

finalmente, dopo anni in cui avevo perso ogni speranza, ho letto la conclusione di nina stardust, grazie al cofanetto uscito da pochissimo che raccoglie tutti e quattro i volumi.
il primo volume, quando uscì anni fa, mi aveva lasciata un po'... così.
ma in effetti nina stardust bisogna leggerlo tutto di seguito perché solo alla fine si trova il senso di tutta l'opera, e nonostante all'inizio sembri un po' sconclusionato e cazzeggione - e un po' lo è davvero - sa essere a suo modo molto più interessante di quanto non sembrerebbe.
la storia è in realtà quella di hoshikuzu, un robot abbandonato in mezzo a un mucchio di rifiuti, trovato da una ragazza di nome nina che accetta di prenderlo con sé.
nina è allegra, energica, scanzonata, non ha paura di niente, né di infrangere le regole né di farsi rimproverare per aver disubbidito, nemmeno dell'enorme channa spaziale - un gigantesco pesce volante - che minaccia la città.
decide di diventare la maestra di hoshizuku, scappa con un altro uomo - taihei - il giorno del suo matrimonio, si fa regalare una stella e la trasforma in un'isola capace di rimanere sospesa, una sorta di eden privato dove spende la sua vita con taihei e hoshizuku.
la sua storia si conclude alla fine del primo numero, o almeno così sembra: tutto quello che ha vissuto accanto a hoshizuku è rimasto della sua memoria e fino a che il robot avrà delle batterie per alimentarsi, il suo ricordo non morirà mai.
e questo è l'obiettivo di hoshizuku: riuscire a non spegnersi e a mantenere vivo il ricordo di nina e di tutto quello che le ha insegnato.
ma c'è tanto altro nella sua memoria, informazioni preziose che più di mille anni dopo saranno fondamentali per riuscire a salvare una bambina, la sua famiglia e tutta l'umanità.

nina stardust è un manga surreale, a tratti confusionario, che mischia comicità, fantasy e fantascienza, ma che sa regalare momenti dolci e malinconici, nascondendo nella frenesia degli eventi riflessioni sorprendenti e inaspettate sull'amore e sulla memoria.
consigliatissimo!

altra sorpresa graditissima è stata i sette figli del drago, una raccolta di racconti in cui creature fantastiche come draghi, sirene, lupi mannari e divinità vivono fianco a fianco agli esseri umani.
che si tratti di realtà vicinissime alla nostra o di regni lontani nel passato, la presenza di queste creature influenza la vita degli uomini in modo imprescindibile, cambiando le sorti di una guerra o sconvolgendo la vita di una bambina tanto diligente quanto ansiosa, diventando il pretesto per compiere una vendetta o per meditare sull'importanza della vita e del rispetto per il diverso.
impossibile non pensare alle tante raccolte di storie brevi di rumiko takahashi durante la lettura, a cui questa raccolta deve molto senza perdere però la propria identità e originalità.
nonostante sia classificabile come fantasy, il tono intimo e spesso pacato delle storie lo rende una lettura consigliabile sopratutto a chi preferisce gli slice of life alle frenetiche avventure tipiche del genere fantastico.

lucy - la speranza invece è esattamente il capolavoro che mi aspettavo di leggere, sopratutto per i disegni di livello incredibile di tanino liberatore.

la lucy protagonista della storia è - o almeno potrebbe essere - a.l. 288-1, il famosissimo esemplare di australopithecus afarensis scoperto in etiopia nel 1974, che deve il suo nome alla famosissima lucy in the sky with diamond e che ci riporta indietro di più di tre milioni di anni, ai tempi di quelli che, in qualche modo, furono i nostri primissimi antenati, creature dai corpi animaleschi, forti, selvaggi e dalle menti in cui già si accendono le scintille della curiosità, della compassione, di quella che definiamo - con immensa arroganza - umanità.
così patrick norbert racconta la paura dell'ignoto, le brutali leggi della natura e l'incontro di due esemplari rimasti soli, lontani dai loro rispettivi clan - lei, smarritasi durante un incendio, lui cacciato dopo aver lottato e perso contro il capo branco - diversi tra loro, inizialmente diffidenti e incapaci persino di intendersi, incuriositi e affascinati, pronti a fare fronte comune contro i pericoli della foresta per proteggere se stessi e un cucciolo appena nato, ma sopratutto capaci di superare le barriere della paura e dell'abitudine, di saper inventare un nuovo modo di vivere insieme, di creare un nuovo futuro.
i disegni di tanino liberatore non sono solo incredibile virtuosismo tecnico, ma rendono tanto l'animalesca brutalità dei corpi quanto l'umanissima gamma di espressioni negli sguardi di questi scimmioni che inconsapevolmente stanno contribuendo alla storia della nostra evoluzione, sguardi curiosi, pieni di voglia di conoscere, imparare e capire.
straconsigliato a chiunque voglia leggere una bella storia, imperdibile per gli appassionati di preistoria e per tutti quelli che ogni tanto si perdono a fantasticare e immaginare cosa eravamo prima di perdere una massiccia quantità di pelo.

cambiando ancora completamente genere, continuo a consigliarvi ms. marvel, che siate degli amanti o meno del genere supereroistico, poco importa, perché kamala khan è una di quelle protagoniste che ti rimangono dentro e a ogni volume è un po' come incontrare un'amica e sentirsi raccontare cosa le è successo negli ultimi tempi.
e quando sei un adolescente incasina e ms. marvel, di cose da raccontare ce ne sono parecchie.
come sempre, anche se le vicende sono quelle di un'adolescente un po' nerd che si è scoperta un'inumana capace di cambiare le sue dimensioni e dotata di una forza straordinaria, i temi sono universali, propri del nostro tempo e della nostra generazione: la partecipazione attiva alla vita politica attraverso il voto, il bullismo, le discriminazioni sociali, gli aspetti negativi di internet e del nostro essere sempre connessi, ormai quasi privi di una sfera intima e privata.
e mentre, con una forza d'animo e una saggezza degni di ogni adolescente  che vive di assoluti, ms. marvel riesce ancora una volta a salvare la sua città, il suo amico bruno - in condizioni critiche dopo l'incidente degli ultimi episodi - si è trasferito in wakanda, a un passo da pantera nera, a cercare un modo per riprendere in mano la sua vita e a ricordarmi che dovrei recuperare un bel po' di film dell'universo marvel per cercare di rimanere almeno un po' al passo con le storie.

ultimissimo consiglio è una serie animata, over the garden wall, che magari - come sempre - sono l'ultima ad aver visto, ma ci provo comunque.
composta di soli dieci episodi di circa 12 minuti ciascuno e disponibile su netflix, è una variante molto ben riuscita della classica favola in cui dei bambini si perdono nel bosco e devono superare delle prove per poter ritrovare la strada di casa.
un fantasy pensato per i più piccoli ma apprezzabilissimo anche da un pubblico più adulto che sa leggerne più agevolmente i toni più cupi e i momenti ironici, con dei bei disegni, una bella animazione e una storia che sa regalare più di una sorpresa, mischiando gli elementi tipici delle fiabe - uccellini parlanti, animaletti canterini e mostri inquietanti compresi - a momenti un po' surreali, inquietanti, a volte malinconici a volte completamente assurdi.

guardandolo ho pensato più volte che sarebbe stato un fumetto perfetto e poi ho scoperto che in effetti la versione a fumetti esiste già.
inutile dire che li vorrei tantissimo.