lunedì 18 giugno 2018

commenti randomici a letture randomiche (56) ~ speciale arf! parte II

continuo a parlarvi di autoproduzioni, quest'anno all'arf ho fatto acquisti, come vi raccontavo, sopratutto nell'area self e sopratutto allo stand di mammaiuto, dove ho preso tre titoli nuovi di pacca:


il primo volume della nuova collana duepunti, firmato da lorenzo palloni, falene, una raccolta di quattro storie che si riassume perfettamente nella frase in quarta di copertina:

assassini, scafisti, mostri e fuggitivi: creature della notte fuori dal buio
quattro modi diversi di declinare il concetto stesso di orrore, da quello privato, quotidiano, estenuante, che pericolosamente esplode all'improvviso in uno di quelli che i tg definirebbero folle raptus, a quello lucido, freddo e calcolato, drammaticamente attuale, di uno scafista senza scrupoli.
c'è l'orrore della solitudine, quella immensa che ti fa sentire l'ultimo superstite dell'umanità, e quella forse ancora più grande dell'incomprensione che genera paura e violenza.

storie brevi e senza filtri, dure senza scivolare nella cattiveria, che raccontano con obiettività e senza nessun accenno di didascalismo una non-società fatta di gente chiusa, isolata, egocentrica e violenta.
mi ha lasciata un po' senza parole e un po' con la pelle d'oca, che è un modo per dire che è bellissimo senza sembrare troppo banale.

il secondo acquisto è - per una serie di fortunate coincidenze - anche il secondo volume della collana duepunti (ma tu vedi com'è strano il mondo a volte...), decisamente più allegro e fancazzista del primo: ovetto di francesco guarnaccia, che siccome ormai impazza ovunque, pubblica cose, vince premi eccetera, si è ritrovato a pescare tra le sue storie più vecchie per mettere insieme questo albettino che è incredibilmente carino, divertente e pieno di personaggetti buffi che mi hanno fatto sentire come un'adolescente davanti a un negozio pieno di pupazzi sanrio (sopratutto nella storia che da il titolo alla raccolta).
sono storie più o meno lunghe, alcune sono vignette di una sola pagina, di quelle che ti faresti fotocopiare e attaccheresti sull'armadio, tutte piene di quel mix tra disagio e vitalità squisitamente tipica degli under trenta che a leggerle quando i trenta li hai già superati ti danno una bella botta di vita, di voler cambiare il mondo, di tornare a fare cose assurde e folli, di annoiarsi sempre e nello stesso tempo di vivere tutto con un'intensità esagerata (e magari di farsi prendere dalla malinconia ripensando ai bei tempi andati).
non che ore sei tu...
che ore sono io?
anche questo volume è promosso! aspetto di scoprire i prossimi duepunti, tanto con i mammaiuti si va sempre a colpo sicuro.

infine i tre cani, di samuel daveti e laura camelli, finalmente in cartaceo!
avevo iniziato a seguirlo sul sito di mammaiuto, ma leggere a schermo non è la stessa cosa, anzi, a me non piace proprio e quindi ogni volta che annunciano la pubblicazione di una storia è sempre festa (e sì, arriverà presto anche ross!).
quella de i tre cani è una storia bellissima, una favola sulla falsariga di quelle dei fratelli grimm che leggevo e rileggevo fino allo sfinimento da piccola, ma con in più una visione decisamente più moderna del ruolo della protagonista.
pomeria è la classica contadina buona e ingenua delle favole, vive in una casetta isolata vicina al bosco e ha sposato un idiota cosmico, un incapace che dilapida la sua dote senza riuscire a fare nulla di buono, che la tiene buona con parole d'amore false e viscide.
ma il giorno che pomeria, durante una passeggiata, incontra un uomo misterioso in compagnia di tre cani, qualcosa inizia a cambiare: accettando uno scambio, prende per sé uno dei cani lasciando dei gioielli al loro padrone. è la sua prima scelta autonoma e da questo momento inizierà poco a poco a fare quello che ritiene giusto per sé senza curarsi delle lamentele e delle minacce di suo marito.
- sono venuta a chiederle di riprendersi il suo cane. mio marito vuole indietro gli orecchini.- e lei cosa vuole?
uno alla volta, pomeria prenderà con sé tutti e tre i cani, lascerà la sua casa e suo marito per iniziare un'avventura che fino a poco tempo prima avrebbe immaginato impensabile.
al di là dell'elemento favolistico, i tre cani è una storia di autoconsapevolezza ed emancipazione, un racconto sul coraggio di scoprirsi molto più capaci di quanto nessuno mai ci avrebbe creduti, ed è anche la storia di una donna in grado di scollarsi di dosso tutti gli stereotipi classici della buona moglie devota o dell'eroina che alla fine del viaggio trova la realizzazione nel vero grande amore.
posso dirlo che secondo me è tra i lavori più belli dei mammaiuti? non so se è abbastanza politically correct, comunque a me è piaciuto davvero tanto!

vi ricordo che tutti e tre i libri li trovate nello shop del gruppo, mentre qui il post c'è dedicato alla prima parte degli acquisti dell'arf!

venerdì 15 giugno 2018

il mondo degli insetti

ogni tanto mi viene in mente qualcosa all'improvviso.
mi capita spesso.


leggere il mondo degli insetti di akino kondoh fa sentire un po' come quando entra luce dalla finestra mentre stiamo ancora dormendo, ci arriva sugli occhi, ci sveglia ma non del tutto: il nostro cervello impazzisce dietro ricordi e sogni ma il nostro corpo sembra impigliato tra le lenzuola incapace di seguirlo. entriamo in un mondo con regole nuove, viviamo situazioni strane, assurde, impossibili ma le accettiamo completamente come se non ci fosse nulla di più normale.

è questo quello che questo libro riesce a fare, storia dopo storia: dare vita a piccoli mondi-momento surreali, sfumando e confondendo il confine che c'è tra la realtà e il sogno, tra l'adesso e il ricordo.
le protagoniste, che sono spesso alter-ego dell'autrice, si ritrovano spesso sole in spazi che si trasformano, in luoghi onirici che improvvisamente prendono vita e diventano loro stessi comprimari del racconto, in cui le parole - che nell'edizione italiana sono state lasciate come in originale - costituiscono forme decorative o funzionali, interpretano suoni o movimenti, si trasformano in cornice di una singola vignetta e aiutano a scandire lo spazio e il tempo del racconto.
nel mondo di akino kondoh tagliarsi le unghie diventa un modo per scavare nella propria memoria, aprire un cassetto può essere l'inizio di un viaggio incredibile in una dimensione più ampia del nostro universo, e gli eventi - anche quelli più banali - si rincorrono in un susseguirsi di coincidenze sempre uguali, come se ci fossero regole misteriose e sconosciute a scandire l'esistenza.

visivamente potentissimo e a tratti allucinato, il mondo degli insetti gioca tutto proprio sulle immagini, sui giochi di pattern ripetuti ossessivamente, sugli spazi che si annullano e ricreano senza tener conto delle regole fisiche, e sulla contrapposizione tra la frenesia grafica e la calma dei racconti, di quella voce narrante che sembra sussurrare lentamente tra la fessura quasi invisibile che separa sogno e veglia poche, ammalianti, parole, a volte tenere e malinconiche, a volte inquietanti, che trasformano il quotidiano in un paesaggio quasi metafisico. sono racconti in cui si scivola dentro quasi in stato di ipnosi, la prova che manga non è necessariamente sinonimo di fumetto commerciale e che anzi un tratto quasi classico - come quello di questi racconti - può sposarsi alla perfezione con la sperimentazione narrativa.

fonte: akinokondoh.com

un bel modo di inaugurare la nuova collana dedicata al fumetto di nicchia giapponese, doku, che vede alla direzione alcune vecchie conoscenze (come livio tallini e paolo la marca, oltre al fumettista vincenzo filosa) che sono già garanzia del livello qualitativo che manterrà la collana (già disponibile la fidanzata di minami, mentre io non vedo l'ora che esca utsubora, titolo che vorrei leggere da eoni), e che - a differenza di gekiga - si occuperà di manga d'autore contemporaneo.
piccola nota all'edizione: avevo il timore che la doppia cover potesse essere fragile e rovinarsi già durante la lettura, invece il volume è resistentissimo, oltre che molto elegante. complimenti a coconino per la bella novità, sono curiosissima di conoscere i prossimi titoli!

martedì 12 giugno 2018

macerie prime ~ sei mesi dopo

lì non dovrebbe esserci nessuna casa.
è isolata.
lontana dall'insediamento.
è pericoloso.
stanno sbagliando tutto.

che questo libro sia la seconda parte di una storia, ambientato - e pubblicato - sei mesi dopo la prima parte (di cui, se vi volete rinfrescare la memoria, ho parlato qui), lo sapete già. e se non lo sapevate, ve lo spiega zerocalcare fin dal principio, sta tutto nella seconda di copertina (quella in cui di solito non c'è mai niente). e insomma, si chiama macerie prime - sei mesi dopo, qualcosa vorrà pur dire.

sei mesi fa avevamo lasciato zerocalcare-personaggio e i suoi amici divisi dopo la lite che si era creata a proposito di un bando regionale che, se vinto, avrebbe potuto cambiare le loro vite.
zerocalcare aveva anche perso il suo armadillo, soppiantato dallo strafottente e menefreghista panda, ed era diventato meno paranoico ma decisamente stronzo, secco era in attesa di una sentenza che gli sarebbe potuta costare il posto di lavoro, katja e deprecabile stavano in crisi nera, cinghiale stava per diventare padre e sarah era gonfia di veleno per via di quell'infinita attesa della svolta che le avrebbe permesso di vivere la vita che voleva.
ora, trascorsi questi sei mesi senza contatti, la situazione non sembra poi migliorata di molto, se non che la cinghialotta è nata e il risultato del bando sta per arrivare, insieme alla sentenza di secco.
è in questo momento che il gruppo si riunisce, un gruppo di gente con i nervi tesi, sulla difensiva, imbruttita da tonnellate di cazzi amari e problemi che la vita ti scarica addosso come fossero frigoriferi per strada in piena notte, con assoluto menefreghismo e nessun rimorso, un microcosmo distrutto e sparato in orbita in uno spazio fatto di vuoti insormontabili. sono lì, tesi come corde di violino, pronto a esplodere di gioia, tutti pieni di speranze per questo bando che se lo vinciamo finalmente la vita potrebbe cambiare, finalmente potrei realizzare quel sogno, finalmente smetterei di vivere sempre in un costante e disperato status di precarietà, senza nemmeno avere il coraggio di ipotizzare quello che sarà se va tutto male.
all'appello manca solo giuliacometti, che sembra sparita nel nulla e alla quale, a dirla francamente, nessuno ha il tempo di pensare.

nel frattempo, qualcosa sta succedendo anche in quella dimensione parallela in cui vivono i mostri che creiamo con le nostre azioni e le nostre scelte, un mondo fatto di macerie e paure, di baracche misere, un mondo in cui tutto sembra tornato a una condizione brutale e animalesca in cui l'unica cosa che conta è mettersi al riparo e cercare di superare una giornata alla volta (se vi sembra una roba familiare, tranquilli, non è paranoia, non siete esagerati, è proprio così).
i mostri diventano sempre più forti, fanno male, strappano a qualcuno un pezzo dal petto, uno di quei tanti pezzi di cui, anche se non lo sappiamo, siamo fatti, quelli che si tengono insieme con lo sputo.

zerocalcare mette in scena tutti i suoi cavalli di battaglia, tutto quello che lo ha reso una specie di simbolo della nostra generazione: l'amicizia, lo spirito di sacrificio, l'onestà, l'abnegazione, tutto quel carico di valori presi dai cartoni animati degli anni '80, valori che abbiamo tradito e continuiamo a tradire, facendoci buttare fumo negli occhi, piegandoci a chi ci vuole vedere scannarci tra di noi anziché fare fronte comune e lottare insieme per i diritti di tutti, a chi ci vuole sempre più disperati, sempre più divisi, sempre più incattiviti, rancorosi e rabbiosi.
ed è una rabbia che ci sta tutta in una generazione cresciuta con l'idea che l'impegno e la perseveranza ti avrebbero portato a un futuro felice e che ora si vede trascinata da uno stage sottopagato all'altro, una rabbia che l'unico che ti può spiegare che non serve a meno che nulla è il più improbabile dei maestri, quello che hai sempre definito un cazzone senza speranza e che forse per questo il callo a non avere speranza ce l'ha fatto al punto tale che sa analizzare tutto con freddezza e lucidità, e può insegnarti che forse in fondo, anche se non si può negare che siamo nella merda fino al collo e il livello non fa che alzarsi, forse l'unica cosa che conta è che quella rabbia devi indirizzarla nel verso giusto, devi usarla per andare avanti e non peggiorare le cose.

macerie prime - sei mesi dopo a me ha fatto male come se fossero usciti venti tizi grossi e cattivi dalle pagine e m'avessero preso a calci e pugni.
perché zerocalcare c'ha questa capacità bellissima e tremenda di saper descrivere esattamente quella che è la situazione della nostra generazione, di saperne parlare facendo finta di essere leggero ma andando a beccare esattamente i punti deboli di un sistema che ci ha ridotti a essere quelli che riescono a campare bene se non ci pensano troppo, nella migliore delle ipotesi.
è un libro che sa far ridere, come sempre, che diverte, ma che sopratutto ti lascia un attimo - e anche di più - fermo a ragionare su quello che ci sta succedendo, un libro che mette al centro di tutto il più importante di quei valori che anni e anni di ken il guerriero e i cavalieri dello zodiaco e buona parte della produzione animata di ormai quasi 30 anni fa ci ha insegnato: l'amicizia. quel legame che ti tiene saldo alle persone importanti che fanno della tua vita qualcosa di più di un disperato tentativo di sopravvivenza, quelle persone che sono la tua rete di sicurezza, il tuo porto sicuro, la tua squadra.
lezione numero uno: non si scappa dalle cose feroci
lezione numero due: le cose feroci si possono colpire
lezione numero tre: se puoi abbi cura di chi ti sta vicino
questo è un libro forse più serio e severo dei precedenti, che lascia l'amaro in bocca ma che sa farti accettare che se le cose non sono andate come sognavamo, in fondo è anche normale, può succedere, succede a tanti e quello che conta, a questo punto, è continuare ad andare avanti, ricalcolare il percorso e continuare la strada con accanto quelli a cui vogliamo bene.
e se già zerocalcare un po' ce lo immaginavamo amico nostro, vicino alla nostra realtà, capace di capirci e di parlarci di quello che siamo, adesso forse lo è ancora un po' di più.

giovedì 7 giugno 2018

commenti randomici a letture randomiche (55) ~ speciale arf! parte I

e finalmente riesco a trovare un po' di tempo per mettermi davanti a una tastiera!
da quando sono tornata dall'arf è stato difficile persino organizzarmi per uno shampoo, tra esami e una micetta piccolina che un'amica ha salvato, che ho provato a stallare e che ha fatto impazzire camilla, trasformandola in un demonio peggio del solito (a proposito, la gattina cerca casa, se vi va almeno di aiutarmi a condividere il suo appello, cliccate qui )


e dunque, dicevamo: l'arf!
non sono una grande frequentatrice di fiere e questo è solo il secondo anno in cui riesco ad andarci, ma posso dire con assoluta certezza che amo follemente questa fiera, nonostante il caldo, nonostante lo stato pietoso in cui si riducono i miei piedi ogni volta, nonostante la stanchezza.
i pregi dell'arf sono tanti, ma quello che amo di più in assoluto è il clima da siamo una grande famiglia che si respira, gli spazi non esageratamente grandi, e sopratutto la centralità totale del fumetto, senza tutta quella fuffa - che so che piace tanto ma io personalmente odio - di bancarellame, cosplay, sigle di cartoni animati, giochi da tavolo eccetera.
una fiera di fumetto in cui si parla di fumetto.
sembra banale, ma non lo è affatto.

(se vi va di ascoltare un po' di deliri in merito all'arf, sopratutto circa l'elezione del maschio arFa, qui trovate il podcast della puntata di bande dessinnée su radiosonar.net, a cui ha partecipato - con infinita gioia ed emozione - anche la sottoscritta!)

e poi ogni anno è bello rivedere gli amici che stanno sparsi un po' in giro per l'italia e incontrare faccia a faccia gli autori di cui leggo i fumetti e che stalkero (ebbene sì) sui social 
quest'anno sopratutto un sacco di cuori e amore per carla di tararabundidee, per la sua compagnia, ospitalità, per avermi fatto partecipare alla sua trasmissione, per la pasta senza glutine e per i cerotti che hanno salvato i miei micromignolini   


sono riuscita a moderare il mio impulso dilapidatorio e a limitare gli acquisti ai desiderata sopratutto tra le autoproduzioni, facendo un'eccezione per quei libri che volevo avere autografati e dei quali infatti avevo rimandato l'acquisto.
come dicevo prima, il ritmo di questi giorni è stato folle e frenetico, e sono riuscita a leggere di più a roma che qui a palermo... ma dalla prossima settimana spero di potermi prendere un po' di tempo al giorno da dedicare a fumetti e blog, comincia a mancarmi troppo tutto questo!

intanto ne approfitto per parlarvi delle prime letture, prima tra tutti malerba di lorenza de luca, una delle autrici del gruppo manticora, alle prese con il suo primo monografico.
malerba è un libretto bellissimo, stesso formato del precedente nessuno ci farà entrare, nato da un progetto personale sviluppato in occasione di inktober.
malerba è una sorta di erbario narrativo ma anche - in puro spirito manticora - un prontuario per ogni aspirante avvelenatore (sì però non fatelo) o un libretto di avvertenze per erbivori voraci. una raccolta di storie, miti, leggende e aneddoti su alcune deliziose piantine che possono condurvi a sgradevoli inconvenienti o magari direttamente dentro una bella bara di mogano tirato a lucido, meravigliosamente illustrate da disegni a metà tra pin-up e erbario vero e proprio.
dal suo esordio con l'antologia sindrome, lo stile grafico di lorenza è evoluto tantissimo, acquistando eleganza e naturalezza, sia con le matite che - e questo è un ottimo esempio - con gli inchiostri.
non perdetevelo assolutamente! e no, non avete bisogno di aspettare la prossima fiera per recuperarlo perché lo trovate in vendita anche qui (magari insieme alle immancabili spillette del disagio, che servono sempre)

lettura velocissima e piacevolissima è stata quella del nuovo libro di giacomo bevilacqua (che, insieme a zerocalcare, mi ha fatto ridere fino alle lacrime durante la presentazione di caldaje - che trovate qui), a panda piace... questo nuovo libro qui, una raccolta di vignette a colori dedicata ai dieci anni di panda (queste ricorrenze mi fanno sentire vecchia da morire, io c'ho pure la maglietta di panda, comprata all'epoca dei primi fumettini!) e che, come è stato definito da giacomo durante la presentazione, è un po' un libro da aprire a caso in un momento grigio per ritrovare un attimo di felicità. roba frikkettona ha risposto zerocalcare, ma a me le cose frikkettone piacciono, panda mi piace e mi piace un sacco questo libro qui, che in effetti è bello da tenere a portata di mano e farsi sorprendere di tanto in tanto.
e a proposito di cose che mi piacciono, mi sorprendono e mi fanno felice, giacomo conosceva già claccalegge! niè, sono cose belle assai queste!

poi ho approfittato della presenza dello stand di renbooks non solo per importunare nino (ciao nino! ) ma anche per recuperare finalmente city and gender di julie maroh, autrice del bellissimo il blu è un colore caldo.
è un libretto che rischia di passare inosservato, per il piccolo formato e per la copertina semplicissima, quasi monocroma, ma le sei storie brevi al suo interno colpiscono come una mazzata in piena faccia. in pieno paesaggio urbano, nello spazio che è quello in cui viviamo ogni giorno, julie maroh cattura momenti di comune e quotidiano sessismo, senza esasperare o celare nulla di quello che potremmo osservare in qualsiasi strada di qualsiasi città del nostro tanto civile e moderno mondo.
il diverso atteggiamento della gente nei confronti di un ragazzo o una ragazza, la quotidiana, assillante discriminazione nei confronti dei transessuali, il maschilismo e machismo imperante, l'ipersessualizzazione e oggettificazione dei corpi femminili che tapezzano in manifesti enormi ogni angolo del nostro paesaggio quotidiano, al punto che quasi non li notiamo più.
la città senza nome delle pagine di city and gender è una qualsiasi delle nostre metropoli, è una qualsiasi delle nostre piccole cittadine di provincia ma è sopratutto una qualsiasi delle nostre città mentali: un luogo creato per organizzare dividendo, per ordinare in base a discriminanti, per tenere tutto a suo posto, in contenitori preformati dove poco importa se stai troppo stretto, uno spazio che si rifà a un pensiero e un pensiero che si sviluppa traendo spunto dallo spazio.
pochissime pagine affilate come rasoi per aprire gli occhi su una realtà che ha un bisogno tremendo di buttare a terra ogni muro e barriera e farci sentire tutti, senza distinzioni, semplicemente esseri umani.

continuate a seguire il blog e la pagina perché la prossima settimana spero di riuscire a parlarvi di un sacco di altre cose bellissime!

lunedì 28 maggio 2018

cronache ribelli: l'antologia di cannibali e re ~ presentazione campagna di crowdfunding e intervista

che i social siano spesso e volentieri forieri del peggior livello di degrado della società di oggi è una delle opinioni più usate e abusate degli ultimi anni, ma se girellate bene - o semplicemente se avete fortuna - riuscite a imbattervi in qualcosa di bello, utile, intelligente e prezioso.
è quello che è successo a me qualche tempo fa con - tra le altre - la pagina di cannibali e re - un progetto, per citare gli autori, di rinnovamento della narrazione storica.
una pagina che si insinua tra quelle di gattini teneri, make up artist o aspiranti tali e cagnolini tonti con la forza delle storie che racconta, quelle degli ultimi, dei dimenticati, delle persone piccole che hanno contribuito a fare grande la nostra storia.
gli articoli sono brevi, concisi ed essenziali, densi e pregnanti, spesso emozionanti e coinvolgenti, capaci di restituire il lato più umano a quelle vicende che vengono spesso e volentieri limitate a qualche data e luogo in un manuale di scuola - quando va bene - e sempre importanti per la loro volontà di sottrarre all'oblio le storie di uomini e donne che ci hanno resi quello che siamo, nel bene o nel male.


da qualche tempo, come speravo già da un po' che accadesse, hanno deciso di raccogliere i loro articoli in una antologia cartacea - cronache ribelli - che è possibile finanziare su indiegogo, e tra i mille impegni che questa campagna comporta, sopratutto con le presentazioni del libro in giro per l'italia, sono riusciti a ritagliare un po' di tempo per noi

buona lettura!

salve ragazzi, grazie mille per aver accettato questo invito e benvenuti su claccalegge!
chi c'è dietro la pagina di cannibali e re? e come nasce il vostro progetto?
Grazie mille Clacca per averci proposto questa intervista! Cannibali e Re nasce nella primavera del 2016 dall'incontro di un gruppo di ragazzi con una formazione storica o storico-politologica. Ci muoveva - e ci muove ancora - un interesse verso la storia e soprattutto verso un certo modo di fare e narrare la storia. Ad oggi siamo in tre a gestire la pagina, ma ci rivolgiamo sempre a chi ci legge con una voce unica. Vogliamo che il progetto sia infatti estraneo ad ogni possibile personalizzazione: ecco perché - al netto di rarissime eccezioni - non abbiamo mai firmato post o commenti.
i vostri articoli danno voce a personaggi storici ed eventi spesso considerati di secondo piano sui libri di storia, che a volte vengono appena accennati se non del tutto ignorati.
oltretutto, siamo ormai abituati a intendere l'informazione e la conoscenza come qualcosa di estremamente vasta, facile da ottenere, ma superficiale e veloce, quando addirittura non esatta o volutamente falsa.
qual è il ruolo di un progetto come il vostro in questo panorama?
Il nostro ruolo è - in sintesi - restituire una voce ed una dignità a chi la storia l’ha sempre subita. Per una ragione molto semplice: è la nostra storia. Perché se la maggior parte di noi fosse nata in uno dei periodi storici da noi affrontati non sarebbe stato un capo di stato, un generale o un grande politico ma, al contrario, un fornaio, un operaio, un minatore. Vogliamo parlare della storia della gente, della storia dei molti e non dei pochi. Allo stesso tempo, vogliamo fare in modo che tutti possano essere in grado di appassionarsi alle nostre storie. Sia per il motivo appena specificato, sia per l’utilizzo di un linguaggio semplice ed allo stesso tempo emozionante, distante dalla forma spesso arida utilizzato in ambito editoriale ed accademico. Abbiamo spesso ricevuto messaggi di persone che non si erano mai interessate alla storia - ritenendola noiosa e superflua - che invece seguono la pagina con passione ed entusiasmo. E’ per noi una grande soddisfazione.
parliamo del vostro libro, cronache ribelli: io - e come me tantissimi altri - ci abbiamo sperato a lungo, ma cosa vi ha fatto decidere che era arrivato il momento di mettere nero su bianco quello che finora è stato affidato al web?
Ci abbiamo sempre pensato, a dire il vero, ma i numerosissimi messaggi di sostegno, l’apprezzamento per il nostro lavoro e gli inviti “espliciti” a passare dal social alla carta stampata hanno giocato un ruolo fondamentale. Oltretutto volevamo continuare un percorso che - sì - era nato sulla pagina ma che era necessario far “migrare” altrove al fine di coinvolgere più persone possibili col nostro approccio alla storia ed alla storiografia. Non è stato semplice, ovviamente. Non ci saremmo mai accontentati di pubblicare una raccolta dei nostri migliori post e pubblicare così un libro. Volevamo pubblicare qualcosa che riprendesse i contenuti della pagina ma che spingesse il nostro lavoro ancora oltre dal punto di vista dei contenuti, della grafica e della forma. Ecco come è nato Cronache Ribelli.
gli articoli che saranno presenti nel libro sono quelli che abbiamo letto già online o sono stati riarrangiati per la pubblicazione? e con che criterio sono stati scelti quelli che avete deciso di inserire in questa (speriamo prima di una lunga serie) antologia?
L’Almanacco si compone di circa 100 inediti e circa 150 post pubblicati sulla pagina ma riarrangiati per la pubblicazione. Il criterio si può trovare implicito nel nome dell’Almanacco: Cronache Ribelli. La ribellione intesa come lotta contro ogni tipo di oppressione su base politica, razziale, sessuale. 250 storie dedicate a chi ha lottato per sé e per chi gli stava accanto. Storie di persone che hanno reso il mondo un posto migliore, che non hanno subito in silenzio, che non hanno accettato passivamente la realtà che li circondava.

cosa vi ha fatto decidere di affidare le sorti di questa edizione al crowdfunding e all'autopubblicazione e non a una più "classica" pubblicazione editoriale?
Si tratta sempre di conservare la coerenza dei nostri obiettivi nel momento in cui ci si espone al di fuori del social. Se portiamo avanti una certa visione della storia lo facciamo in antitesi con un mondo editoriale che ha spesso e volentieri svilito la materia e l’ha confinata all’interesse degli addetti ai lavori ed a pochi altri. Un atteggiamento comune a molti dei grandi editori italiani, purtroppo. Nel voler dare il via ad una nostra componente “editoriale”, dunque, non potevamo non affidarci a chi ci ha sempre seguito. Il crowdfunding è la scelta più naturale per chi, come noi, vuole muoversi dal basso, in maniera partecipata e con un piccolo contributo da parte di tutti. 
oltre alle storie, il libro contiene 12 illustrazioni: chi sono gli artisti coinvolti?
le illustrazioni sono state tutte realizzate da Aurora Stano, bravissima illustratrice perugina formatasi all’Accademia delle Belle Arti di Perugia che ha dato vita a 12 storie in maniera coinvolgente ed allo stesso tempo originale. Abbiamo tentato di distribuire bene le illustrazioni per coprire diversi periodi storici, tematiche ed aree geografiche. Non nascondiamo che, alla luce del risultato, pensiamo di aver fatto la scelta giusta e ringraziamo ancora Aurora per l’eccellente lavoro svolto!
facebook non è esattamente noto per essere uno degli ambienti culturalmente più elevati del web, nonostante alcune meritevoli iniziative come le vostre: quanto è difficile gestire una pagina come cannibali e re su un social così poco settorializzato?
Il punto è riuscire a creare una comunità centrata su alcuni valori fondamentali e che riesca a promuovere il dialogo. Per noi non è stato certo facile. Abbiamo sempre preso posizioni nette e questo ha portato a molti attacchi frontali se non ad insulti ed illazioni varie. Non le abbiamo mai tollerate, e dopo un periodo di stabilizzazione abbiamo riscontrato sempre più di rado problemi simili. Il risultato si vede quando, in occasione di post polemici spesso fini a se stessi, sono gli stessi utenti che intervengono e la situazione sfocia di rado in “risse” telematiche. Pensiamo sia il frutto della costanza che abbiamo avuto nel seguire i commenti e le discussioni sotto ogni singolo post.
nei vostri articoli è facile intuire un'ideologia politica e etica, che è molto precisa e non lascia spazio indulgenze e a errori di interpretazione, cosa che può essere apprezzata ma che, sopratutto negli ultimi tempi e sopratutto su canali di comunicazione come facebook, non è sempre ben vista. come vedete questa sorta di "allergia" nei confronti già a partire dal termine stesso "ideologia"?
Lo ripetiamo spesso e non ci stancheremo mai di farlo. La neutralità è quasi inesistente in questo mondo. Nella Storia, possiamo anche rimuovere il quasi. Nella stessa scelta di cosa raccontare e di cosa tralasciare ci si schiera con decisione. Noi, in questo particolare momento storico, sentiamo di doverci schierare. Siamo dalla parte degli ultimi, degli oppressi, di chi ha sempre subito per i più svariati motivi. E’ questa la nostra ideologia. E’ la voglia di far capire, a chi ci legge, e che la risposta a molti problemi del nostro mondo sta nella solidarietà verso è chi nella nostra stessa condizione, anche se in un altro luogo del mondo; che le divisioni non devono e non possono essere fatte su basi di nazionalità e cittadinanza, e che tali divisioni sono invece state sfruttate sempre dai pochi contro i molti. La nostra ideologia non è altro che una lettura dei nostri tempi tramite la storia. 
tornando al libro: avete in programma eventi, presentazioni, letture, incontri? possiamo sperare di incontrarvi in giro per il paese o di potervi seguire in streaming?
dopo l’evento di apertura del 22 aprile a Perugia stiamo portando avanti una serie di presentazioni in Umbria e, a partire dai prossimi giorni, ci sposteremo in diverse regioni italiane. Quindi sì, saremo più che contenti di incontrarvi di persona da Trento a Gela! Ovviamente vi terremo informati sulle pagine. Ma abbiamo già previsto diversi eventi in Lombardia, a Firenze, Bologna e Roma, nelle Marche ed a breve definiremo una serie di eventi al Sud tra Campania, Basilicata, Puglia e Calabria (e Sicilia nei prossimi mesi).
in bocca al lupo per il vostro progetto (ricordo che i lettori possono partecipare al crowdfundig qui) e grazie mille per la vostra compagnia!
Grazie mille di cuore a te per averci ospitato, e come sempre lunga vita al lupo!

venerdì 25 maggio 2018

lök zine ~ presentazione campagna di crowdfunding

la rivista lök zine arriva alla sua decima pubblicazione e festeggia con un cambio di dimensioni e il lancio di una campagna di crowdfunding, aperta già dall'otto maggio (quindi sbrigatevi a leggere il post e andate subito su kickstarter!)


dal comunicato stampa:
Abbiamo scelto questo tema ["dimensioni"] perchè racchiude svariati significati legati alla logica e alla fantasia.
La dimensione rappresenta i gradi di libertà che un punto ha di muoversi all’interno dello spazio, questi vengono definiti tramite misure che ne indicano forma e grandezza.
Si parla quindi di grande, piccolo, stretto, largo, ma anche le dimensioni in senso più ampio! Si potrà infatti viaggiare in dimensioni parallele, tramite i più canonici elementi della fantascienza, ma non solo.
Speriamo che le sole due dimensioni del foglio vi trasportino in un mondo dove poter immaginare, sentire e vivere un’esperienza indimenticabile. 
“(…)i segni sono invece delle forme appoggiate sul fondo, senza problemi di ambiguità percettiva, dove il valore è dato dall’energia, dal colore materico, dalle dimensioni, dai collegamenti, dagli spazi vuoti.”
B.Munari

questo decimo volume della rivista sarà un brossurato di 120 pagine a colori che vedono le firme di matteo farinella, lucia manfredi, chema peral, la came, francesca protopapa, margherita morotti, lucia calfapietra, davor gromilovic, lois, salvatore giommarresi e la cover di gloria pizzilli.

io ho incontrato alcune delle ragazze di lök zine lo scorso anno all'arf e non vedo l'ora di ritrovarle anche quest'anno, la loro rivista è fichissima, quindi fossi in voi io il crowdfunding non me lo perderei... guardare - le anteprime - per credere!




sito ufficiale: www.lokzine.com
pagina facebook: www.facebook.com/LokZine
crowdfinding: www.kickstarter.com

giovedì 24 maggio 2018

stelle o sparo ~ review party

cosmo sa aggiustare le cose. a me viene bene farle a pezzi.

forse l'ho già detto, ma io odio tantissimo la domanda di cosa parla questo libro? perché se dovessi rispondere a proposito di stelle o sparo dovrei dirvi che parla di due amiche che vanno in vacanza su un'isola e incontrano gente strana.
e non avete idea di quanto possa essere limitativo tutto questo.
ecco perché non parlo quasi mai di fumetti ma sto sempre qui a scriverne: ci sto ore e ore a cercare di mettere insieme tutti i pezzi, a cercare di restituire un po' di quello che un libro dà a me e questo libro qui mi ha dato così tante emozioni che il mio stomaco è diventato come la faccia di un bambino se gli fate bere il succo di limone (a parte tutto è divertente, dovreste provare), perché in realtà è vero che parla di due amiche che vanno in vacanza su un'isola e incontrano gente strana, però c'è anche quella cosa strana che è la vita, quella roba che succede e che mette insieme pezzi, storie e persone e crea dei mostri bellissimi, degli attimi in cui tutto il ma che cazzo di senso ha? inizia ad avere un po' di senso, o almeno a diventare bello, a prendere quella parte che di solito ci sta dentro tutta raggrinzita e rigida e a dargli una bella sprimacciata.


insomma, stella e ed sono amiche dai tempi del liceo, i bruttissimi tempi del liceo, quelli che nasci solo, muori solo e nel mezzo cazzi tuoi, quei tempi in cui se ti va bene trovi qualcuno che ti considera più di un ramo secco da tagliare e buttare nel fuoco e con cui in qualche modo costruisci qualcosa, quel qualcosa che chiami amicizia e che a volte ti salva dall'adolescenza.
a volte ti salva anche dalla post-adolescenza, dal cibo spazzatura e dalla tv accesa di notte che ti illude che stai dormendo e invece no, non è vero, e questa volta - quella di stella e ed - è una volta così: un paio di biglietti d'aereo e una piccola isola in cui andare insieme a passare qualche giorno.
la gente va a "ritrovare se stessa" nei posti più assurdi. tipo l'india, il tibet. posti enormi. cioè secondo me se ti cerchi in un posto piccolo magari ti trovi.
o magari trovi altro. tipo le spiagge bellissime, il mare, le conchiglie, una bandiera dei pirati e poi le storie, le persone, tutto quello che hanno dentro e che sembra non aspetti altro che un bicchiere di rum e la giusta (?) compagnia per venire fuori. e tutto quanto insieme, in pochi giorni, sembra insegnare più cose di quanto potessi mai immaginare di imparare.
sulla strada di stella e ed si incontra un uomo a cui mancano due dita, una cameriera-studentessa dal comportamento irreprensibile (o quasi), un tizio che vive dentro una caverna allagata in cui se un accendino cade, amen, niente sigarette, delle meduse luminose  un vecchio strano che fa della spazzatura un tesoro e un bambino, cosmo, che vive come un fantasma al contrario, che ha paura del buio e che sa mettere a posto i pezzi delle cose che rompono gli altri.
e queste persone, questi posti, queste storie, in qualche modo si ricollegano una all'altra, legate da un filo sottile ed è un po' come se stella fosse una nuova arianna che, seguendolo, riesce a tirarsi fuori dal labirinto e a tirare fuori anche qualcun altro, chissà.


nova è al suo esordio come fumettista, ed è nata nel 1984. questo vuol dire che posso prendermela comoda altri due anni prima di arrendermi all'idea che non saprò mai scrivere una storia potente almeno un quarto di questa. la mia ansia e il mio amore per la procrastinazione ringraziano di questi dettagli biografici.
oltre ad aver scritto questa storia - che secondo me è bellissima, anche se bellissima non è proprio un giudizio autorevole e professionale, ma sticazzi - nova fa dei disegni che mi ricordano un sacco quelli di moyoco anno (tipo happy mania) solo meno manga e più punk (qualsiasi cosa sia un disegno punk), a volte un po' approssimativi, altre volte straordinari.
lei dice di voler rimanere alla storia come l'eurospin del fumetto italiano, però se va avanti così rischia di trasformarsi in eataly, naturasì o qualche altra roba dove trovare roba bio, km0, salutista e pure buona. io l'ho avvisata.


di nova e di stelle o sparo oggi ne parliamo in tanti, stiamo tutti nella locandina ma siccome i link non cliccabili non servono a niente, ve li riscrivo qui:
a clacca piace leggere 

mercoledì 23 maggio 2018

arf! festival 2018!

ci siamo quasi, dopodomani inizia la quarta edizione di arf! festival e io sarò lì per tutti e tre giorni a dilapidare soldi, stalkerare autori, fare foto e - spero! - incontrarvi.
qui trovate il dettaglio del programma e qui tutte le informazioni sulle mostre, io intanto ne approfitto del comunicato stampa per darvi qualche informazione in più sul festival:

Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.
Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.
Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l'inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che - nell’anno del trentennale della sua scomparsa - celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).
Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy e Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018; lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».
Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)».
 
Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 6 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.
Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l'area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA - Rome University of Fine Arts. Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti. 
E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti.  Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci, Mirka Andolfo, Alessandro Bilotta, Davide De Cubellis, Ale Giorgini, Emiliano Mammucari e Michele Masiero.
Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d'autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi...
Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.
Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.
ARF! è promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo, con il sostegno della Regione Lazio, con il patrocinio delle Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.

e ovviamente ci siamo anche io e carla di tararabundidee! e per festeggiare un disegnetto (però scemo e brutto) l'ho fatto anche io!


seguite la pagina facebook del blog e il mio account instagram perché spero di riuscire a inondarvi di fotografie!
i contatti, come sempre, li trovate qui, mentre per qualsiasi informazione sul festival potete contattare gli organizzatori tramite facebook, twitter, e-mail e al numero 060608.

martedì 22 maggio 2018

freedom hospital

se lasciassi il paese, avrei la sensazione di tradire la rivoluzione.
è per questo che ho creato il freedom hospital.


nel marzo del 2011 iniziano in siria le manifestazioni della popolazione contro bashar al-assad, succeduto al padre che aveva iniziato a governare il paese nel 2000.
il regime di assad iniziò a reprimere da subito con forza le manifestazioni, dando il via a quel conflitto che continua tutt'oggi e che vede in campo numerosi schieramenti politici in contrasto tra loro.
la storia di yasmine e del suo freedom hospital inizia circa un anno dopo l'inizio del conflitto: è la primavera del 2012 e le vittime sono già più di quarantamila.
c'è chi ammazza e chi ricuce, chi taglia gole e chi costruisce diritti, chi bombarda e chi apre un ospedale, chi odia e chi si innamora, chi vende armi e chi diserta per non sparare, c'è persino chi viene qui apposta, lasciando una casa sicura, per dare una mano con un bisturi o una telecamera.
cecilia strada firma la prefazione alla storia di hamid sulaiman e con le sue parole non coglie soltanto l'atmosfera di freedom hospital ma quella di tutte le guerre del mondo, del dolore, dell'orrore sconfinato che portano con sé, ma anche di quella che chiama la meravigliosa varietà dell'essere umano. fuori e dentro al freedom hospiral, l'ospedale clandestino aperto da yasmine, si muovono i personaggi della storia, un microcosmo variegato di tipi umani che riproduce in piccola scala il complesso scacchiere politico/religioso siriano: yasmine è una giovane siriana che ha studiato fuori dal suo paese, non è un medico ma ha comunque deciso di aprire l'ospedale per aiutare le vittime della guerra, indipendentemente dal loro schieramento. insieme a lei conosciamo fin da subito sophie, vissuta per lo più in francia ma di origine siriana. dopo l'inizio della rivoluzione contro assad, in siria è stato permesso di rimanere e di lavorare solo ai giornalisti pro-regime. lei è una giornalista clandestina, intenzionata a portare fuori dal confine siriano quello che sta succedendo.
gli altri, tra pazienti e medici, sono tutte figure il cui passato, in qualche modo è collegato alla guerra: c'è chi intende fermare il regime con la lotta armata, chi è stato arrestato e torturato perché sospettato di essere contro assad, chi ha disertato l'esercito per non dover sparare contro i civili inermi e chi ha semplicemente deciso di rimanere in qualità di medico per aiutare yasmine.
tra loro c'è un ragazzo che ha perso la memoria e non ricorda nulla del suo passato, un personaggio enigmatico e forse pericoloso che yasmine però non si rifiuta di aiutare, nonostante il pericolo che si possa correre ad avere una potenziale spia all'interno dell'ospedale.


seguendo il corso delle stagioni, hamid sulaiman racconta le vicende dei personaggi del freedom hospital, le loro paure, ossessioni, speranze, i loro amori e i loro conflitti, spesso riflesso delle vicende che coinvolgono tutto il paese, e lo fa con un segno grafico netto, un bianco/nero assoluto che non lascia spazio a grigi intermedi: le scene sono avvolte in una luce accecante o in un buio profondo, i dettagli spariscono - e in certi casi, nelle scene più cruente ad esempio, è un bene per noi lettori - è tutto si riduce all'essenziale, fino ad alcune pagine, mute, assordanti, in cui le macchie di colore raccontano quello che non è possibile dire.


hamid sulaiman non prende parte per nessuna delle fazioni in campo se non per quella che auspica la fine della guerra: sottolinea l'assurdità della guerra attraverso i discorsi - per noi occidentali forse ancora più scioccanti - sul martirio, sull'odio ad esempio tra sunniti e sciiti che si trascina avanti da più di un secolo e che non ha, in fondo, nessuna ragione di essere, e poi il coinvolgimento - da ambo le parti - di bambini e ragazzi giovanissimi, usati come mero simbolo propagandistico, la religione sempre presente, assoluta, usata come fossero i fili che i burattinai usano per far muovere le loro marionette, le droghe assunte dai soldati per riuscire a commettere atrocità impensabili senza esitazione.
lo sguardo di sulaiman è uno sguardo triste e disincantato su un popolo che massacra i suoi stessi fratelli, i suoi figli, in nome di qualcosa che ormai è difficile persino da definire: chi combatte in nome di un dio più giusto e legittimo di un altro, chi in nome della propria stirpe, più giusta e legittima di un'altra, chi per o contro un leader. pochissimi rimangono in siria, al centro dell'inferno, per il solo motivo per cui valga la pena: la volontà di costruire, finalmente, la pace.

venerdì 18 maggio 2018

maria antonietta ~ la gioventù di una regina

maria antonietta è stata l'ultima regina di francia prima della rivoluzione, famosa per il suo carattere che si dice fu capriccioso e frivolo, per il suo totale sostegno alla monarchia fino all'ultimo momento e per il suo - probabilmente falso - mangino brioche.
fuyumi sōryō tralascia la parte della storia più cruenta, quella degli ultimi giorni di maria antonietta e racconta in questo volume soltanto la sua giovinezza, il matrimonio con luigi XVI e i primi mesi insieme allo sposo, la scoperta insomma della reggia di versailles, l'etichetta rigidissima e spesso assurda, gli intrighi e i pettegolezzi che si spandevano all'interno della corte come tela di ragno.


maria antonietta viene data in sposa al delfino di francia all'età di quattordici anni. è poco più di una bambina, una graziosa e preziosa pedina nelle mani dei diplomatici e dei sovrani di due paesi che con lei riuscirono, dopo anni, a trovare un accordo di pace.
certo, i matrimoni combinati, sopratutto tra membri di case reali, stupiscono poco, ma quello di maria antonietta venne celebrato per procura, come un qualsiasi trattato diplomatico, addirittura in assenza dello sposo. dopo un lungo viaggio dall'austria alla francia, antonia d'asburgo si ritrova ad essere maria antonietta delfina di francia e moglie del futuro re luigi senza neppure averlo visto se non nei ritratti.
giovanissima, lontana da casa, dai fratelli, dalla madre e dalle sue dame di compagnia: fuyumi sōryō riesce a cogliere tutto lo sgomento e lo spaesamento di questa bambina che non ha la più pallida idea di cosa la aspetti e che cerca immediatamente, senza cerimonie né imbarazzi, l'aiuto e il conforto nella sua nuova dama, atteggiamento che venne subito bollato come sconveniente e che fu uno dei primi segnali che per maria era giunto il momento di adattarsi ai nuovi costumi della corte di versailles.

nonostante la storia racconti che maria antonietta non ebbe né un matrimonio felice né vita facile a corte dove non venne mai completamente accettata in quanto austriaca, la sōryō ha messo più in luce l'aspetto più umano della sua storia, il suo carattere ancora infantile e ingenuo, l'affetto sincero per luigi (che qui, diversamente da quanto si dice, l'autrice disegna bellissimo, alto e magro, una sorta di rei kashino più giovane e timido), e l'altrettanto sincero tentativo di farsi rispettare e amare per rendere duraturo l'accordo tra i due paesi, e sopratutto la sua lontananza da quel mondo di ipocriti sorrisi di facciata che nascondevano commenti al vetriolo e cattiverie. con quella capacità che la contraddistingue da sempre, a fuyumi sōryō basta uno sguardo, un'espressione del viso per farci intuire come quella bambina solare, dolce e ingenua nasconda dentro di sé il germoglio della regina autoritaria e potente che diventerà qualche anno dopo, come se la corte di versailles non le lasciasse altra scelta, per sopravvivere, che adattare il suo carattere a quello dei nobili.

la figura di maria antonietta viene riscattata in qualche modo dai giudizi che l'accompagnano da circa tre secoli, ad esempio a proposito delle critiche che venivano mosse sul suo sfrenato amore per il lusso e i begli abiti, e, nella breve introduzione in cui compare da adulta, le viene riconosciuta la dolcezza che effettivamente provava per i suoi figli e quella - forse meno storicamente vera - per il marito.


ma la storia di maria antonietta, oltre che essere uno spaccato sulla giovinezza della regina, è sopratutto un modo per raccontare la corte francese di quel periodo, i lussi sfrenati voluti dalla corte per permettere un costante movimento di denaro e la conseguente crescita dell'economia, le lunghe cerimonie, la vita sempre pubblica dei sovrani, che quasi mai erano liberi di trascorrere del tempo da soli (cosa che sicuramente contribuì a rendere un fallimento il loro matrimonio almeno tanto quanto la costrizione di sposarsi in così giovane età), e poi gli intrighi e i pettegolezzi che erano occupazione principale - se non l'unica - delle donne che gravitavano attorno ai reali, a cominciare dalle zie di luigi e dal loro continuo infierire sull'amante del re e probabilmente anche sulla stessa regina.

lo stile di fuyumi sōryō, ne ho già accennato, è non solo potentemente espressivo, capace di delineare nella forma di uno sguardo le profondità psicologiche dei suoi personaggi, ma anche estremamente pulito, elegante, preciso: nulla di meglio per mostrarci al meglio gli ambienti, le architetture e gli incredibili abiti della corte, con una grandissima cura dei dettagli e dell'accuratezza dei riferimenti.


proprio per garantire la massima fedeltà storica del periodo in questione, il progetto è stato realizzato dalla collaborazione della casa editrice giapponese kodansha e della francese glénat, con il supporto dell'établissement public du musée et du domaine national de versailles, che ha fornito la sua supervisione per sopralluoghi, reperimento materiali e ha curato i dettagli di costumi, elementi architettonici e le complesse abitudini di corte rappresentate, cosa che lo rende qualcosa di più di una lettura di intrattenimento: maria antonietta è un breve racconto della vita di corte di una giovane regina, ma sopratutto un frammento di microstoria interessante che ci aiuta a delineare un mondo lontano e complesso, difficilissimo da immaginare nelle sue più piccole e concrete sfaccettature.


una nota merita anche l'edizione di star comics, che oltre a mantenere a colori le prime pagine, come nell'edizione originale, presenta un volume elegantissimo fin dalla copertina che ai colori tenui e acquerellati - che ricordano i ritratti del tempo, sopratutto quelli della regina e delle altre nobildonne della corte - accompagna quei festoni dorati che incorniciano il titolo e richiamano il lusso sontuoso e sovrabbondante del barocco francese.

mercoledì 16 maggio 2018

fanzaghirò ~ presentazione campagna di crowdfunding

sicuramente negli ultimi tempi vi sarete imbattuti su facebook nella pagina dedicata a fanzaghirò, ma se così non fosse... poco male, recuperate adesso!


fanzaghirò è un progetto di giopota e thomas govoni in collaborazione con l’associazione culturale renape di bologna, una fanzine omaggio a fantaghirò, la serie cult anni '90 la cui protagonista fu per l’epoca rivoluzionaria, la nostra prima eroina che invece di aspettare il principe azzurro saltava in groppa a un cavallo e si salvava da sola, quella che ci ha insegnato che essere femmine non significava per forza dover rinunciare alla propria autodeterminazione, una sorta di femminista ante-litteram e inconsapevole, rivalutata oggi, sopratutto da quando netflix ha incluso la serie in catalogo, come modello di quel femminismo 2.0 che la rete sta tanto aiutando a diffondere.

il progetto di fanzaghirò vede le firme di 40 artisti, emergenti e professionisti dal mondo del fumetto e dell’illustrazione italiana:
alessandro baronciani, alessandro coppola, alexiel april, alice girlanda, claudia la nuke, cristina portolano, eleonora antonioni, fabio mancini con marco b bucci, flavia biondi con anna ferrari, francesco zito, freddie tanto, giopota, giorga marras, giulia sagramola, greta xella, guido fiato, jacopo camagni, laura la came, lois, lorenza de luca, loris de marco, luisa torchio, maicol&mirco, marco albiero, maurizia rubino, michele soma, noemi gambini, nova, pablo cammello, raffaele sorrentino, rita petruccioli, salvatore callerami, salvatore giommarresi, santamatita, silvia rocchi, simone d'armini, spugna, valentina brancati, vittoria macioci.

se tutto questo non dovesse bastarvi, sappiate che tutto il ricavato - oltre i costi di produzione - sarà donato alla casa delle donne di bologna, una realtà concreta che tutela donne vittime di violenza.

il crowdfunding, che oltre alla fanzine vi da la possibilità di scegliere tra un sacco di bei perk, è iniziato lunedì 14 maggio e sarà attivo a questo link per un mese.

lunedì 14 maggio 2018

salvezza

siamo qui per salvare le persone, proteggerle, testimoniare la loro sofferenza.


finalmente riesco a parlarvi del titolo più atteso dei primi annunci di feltrinelli comics, il bellissimo e importantissimo lavoro di marco rizzo e lelio bonaccorso, salvezza.
il progetto, come hanno raccontato gli autori alla prima presentazione del libro (che si è svolta a palermo e quindi sono riuscita a partecipare, evento più unico che raro) è nato circa un anno fa, durante l'arf del 2017, e il lavoro di documentazione - avvenuto sull'aquarius di s.o.s. mediterranée - è stato condiviso sui social mentre i due autori erano a bordo della nave e sul minisito dedicato al progetto. ammetto che aver ritrovato mesi dopo nel libro quello che avevo visto in foto o in video è stato parecchio emozionante, ma in ogni caso date un'occhiata alle foto e ai video che sono stati raccolti e che in qualche modo fanno parte del progetto insieme al libro.

Un post condiviso da Marco Rizzo (@marcorizzo) in data:

salvezza è qualcosa a metà tra un diario di bordo e un reportage in senso stretto.
nonostante il taglio giornalistico, i due autori sono fortemente presenti in tutta la narrazione, che comprende anche il momento - ad esempio - del loro imbarco sull'aquarius, le interviste e il lavoro stesso di documentazione, ma sopratutto il lato più umano ed emotivo della loro esperienza, ed è forse questo a fare di questo libro qualcosa di così importante.

quello che succede nei nostri mari ormai lo sappiamo tutti, ne sentiamo notizie quasi ogni giorno e spesso siamo anche costretti a sorbirci i più biechi, stupidi e cattivi dei commenti possibili.
la totale mancanza di empatia, di commozione, di comprensione nei confronti di chi arriva qui in condizioni terribili e dopo viaggi ai limiti dell'immaginazione (ma perché non prendono un aereo come tutti? perché le nostre leggi impediscono di chiedere il diritto di asilo prima di entrare fisicamente nel paese in cui si vuole arrivare, e poiché non esiste la possibilità di salire su un aereo senza documenti, e solitamente quando scappi da un paese lo fai perché non è che puoi andartene tranquillamente come faremmo noi per una vacanza, i documenti per uscire dal confine non te li rilascia nessuno, quindi l'unica soluzione è affidarsi ai trafficanti) è quello che mi ha sempre più turbato in merito alla problematica dell'immigrazione.

marco e lelio sono invece riusciti a raccontare la storia di alcune delle persone che giungono in italia senza pietismi da due soldi ma con enorme empatia e comprensione, hanno raccontato le loro storie con garbo e rispetto, senza spettacolarizzare le sofferenze di questa gente ma anche senza indorarci la pillola, con la sacrosanta idea che sia importante e fondamentale - proprio come dice in un'intervista riportata nel fumetto sofie beau, la cofondatrice di s.o.s. mediterranée - testimoniare quello che succede ai migranti che attraversano il mare in cerca di una nuova e più dignitosa esistenza.
testimoniare quello che succede perché non si possa, come abbiamo fatto il secolo scorso durante quella che fu una delle pagine più orribili della storia recente, dire un domani ma noi non sapevamo nulla. sappiamo benissimo, facciamo solo finta che la cosa non ci importi, che non sia così grave, che non ci coinvolga.
ci rassicuriamo dicendoci uh che bello, sbarca meno gente ma non ci chiediamo nemmeno per un attimo dove sono andate a finire tutte quelle persone che non sono arrivate sulle nostre coste.

alle storie delle persone che salgono sull'aquarius dai barconi recuperati in mare e che lelio e marco intervistano e ritraggono a bordo, storie consegnate dai migranti stessi con la speranza che vengano lette, ascoltate e conosciute, che si sappia cosa accompagna questi viaggiatori e che si faccia in modo che tutto questo possa non ripetersi ancora, si aggiungono quelle dei volontari di s.o.s. mediterranée e di medici senza frontiere, ragazze e ragazzi che permettono materialmente che chi parte in cerca di salvezza riesca effettivamente a trovarla, persone dal cuore immenso che nonostante - o forse proprio perché - abbiano visto e sentito raccontare storie tremende, e nonostante i tentativi di spalare fango su quello che fanno, continuano a salvare vite in mezzo al mare, a volte in missioni che durano più di 24 ore, consapevoli della cosa più importante al di là degli sproloqui della politica e dei tanti idioti che pensano che avere la possibilità di emettere suoni giustifichi certi discorsi aberranti e cioè che la vita, a prescindere da tutto, va preservata, sopratutto adesso che abbiamo modo di sapere cosa succede nei campi di prigionia e in mare, sopratutto adesso che buono è stato trasformato in un insulto, sopratutto adesso che l'europa sembra riscoprirsi sempre più razzista e nazionalista.


salvezza è un libro importante, una testimonianza forte e necessaria, uno di quei libri che - per una volta senza scivolare in vuoti luoghi comuni - andrebbero letti da tutti, portati nelle scuole, fatti conoscere sopratutto a chi si ostina a rotolarsi nell'odio.

durante la presentazione del libro, marco ha riportato alcune critiche al modo di raccontare suo e di lelio, a quel sapesi schierare e non aver nessun tentennamento nel renderlo pubblico, quello che è semplicemente avere delle idee e delle opinioni e che ultimamente da sempre più fastidio a chi pretenderebbe la - credo personalmente sia impossibile - narrazione oggettiva dei fatti, ma ha dato una risposta bellissima che credo debba valere sempre, per chiunque scriva, che si tratti di fumetti, di articoli, di libri: sappiamo che facciamo libri di parte, ma sappiamo che è la parte giusta.
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