Visualizzazione post con etichetta josei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta josei. Mostra tutti i post

mercoledì 10 maggio 2017

commenti randomici a letture randomiche (34)

tre nuove serie iniziate in due giorni.
qualcuno dovrebbe fermarmi!

dopo anni di soli shoujo manga - e qualche seinen - ho finalmente scoperto uno shounen, mi sembra un miracolo! ho letto il primo numero di noragami, lasciandomi convincere dal grande entusiasmo al suo annuncio e da un protagonista abbastanza singolare, oltre che da uno stile grafico abbastanza sulle mie corde (insomma, mancano le tipe con le tette gigantesche, che mi hanno sempre messo un po' di inquietudine), e mi è piaciuto un sacco, non mi lasciavo convincere da un fumetto del genere dai tempi di inuyasha!

protagonista della vicenda è yato, un dio tanto sconosciuto da essere costretto a mettere annunci in giro per strada - e persino nei bagni delle scuole! - per fare proselitismo.
yato offre il suo aiuto contro gli ayakashi - mostri invisibili agli umani ma causa di buona parte dei loro problemi - in cambio di una moneta da cinque yen, sognando di diventare famoso, amato e pieno di fedeli, a chi è così tanto disperato da riuscire a vedere il suo numero di telefono.
il primo episodio, che sembra più un episodio pilota, lo vede intento a risolvere i problemi di una ragazzina bullizzata dai suoi compagni di classe.
inizialmente yato è accompagnato da hanki, una ragazza - evidentemente non umana - che può trasformarsi in una specie di coltello con cui yato combatte gli ayakashi, ma dopo il primo caso hanki, stufa del caratteraccio di yato, decide di licenziarsi.
rimasto senza armi, yato si ritrova ancora più in difficoltà di prima. eppure, nonostante il suo desiderio di compiere gesta gloriose che gli diano fama e successo, accetta di aiutare un bimbo che ha chiesto il suo aiuto per ritrovare il suo gattino. durante questa missione (lo ammetto, è stata la storia del gattino a farmi innamorare completamente di questa serie), conoscerà hiyori, una ragazza che, a causa di un incidente, riesce a separare l'anima dal corpo e, per via di questo suo particolare status tra vita e morte, a vedere di ayakashi. il problema di hiyori però è che non può entrare e uscire dal suo corpo a piacimento, anzi, non riesce proprio a controllarsi, e per questo chiede a yato di aiutarla.
a completare la squadra alla fine di questo primo volume, sarà yukine, lo spirito di un ragazzino che yato prende come sua nuova arma, ma che, plausibilmente a causa della sua giovane età - è un adolescente! un piccolo maleducato adolescente ribelle! - non sembra molto condiscendente con yato.

ho cercato di raccontare il meno possibile della storia, anche se da quello che ho visto sia l'anime che il manga sono molto famosi, ma in ogni caso vorrei evitare il più possibile gli spoiler.
quello che mi ha convinto, oltre a una trama forse non originalissima ma comunque ben architettata e a un ritmo ferratissimo, è stato proprio il protagonista: nonostante sia un dio, seppur sconosciuto e senza mezzi e nonostante passi buona parte del tempo a mostrarsi come un arrogantello desideroso solo di essere adorato da più gente possibile, yato si impegna davvero per risolvere i problemi di chi si rivolge a lui, e si preoccupa sinceramente per gli altri (anche per i gattini! ). sarà che ho un debole io per gli tsundere, ma non mi capita spesso di affezionarmi così tanto a un personaggio fin da subito, quindi datemi immediatamente il secondo volume!
ah, per onor di cronaca, la serie è attualmente sospesa al diciottesimo volume per problemi di salute di una delle due autrici. al momento, considerato che ci vorrà almeno un anno e mezzo per arrivare a leggere il numero diciotto, non mi sembra ci sia troppo da allarmarsi, mi auguro che - quale dei due sia - si riprenda presto.

una delle due serie che invece non avevo preventivato di cominciare e invece poi mi ha fatto cedere una volta viste in edicola è stata i mille colori dell'amore, di ai minase. dopo la noia tremenda di namida usagi, avevo pensato di non cascarci più con lei, e infatti ho saltato con tranquillità dolce primo amore, salvo poi pentirmene dopo aver letto un sacco di commenti positivi in merito.
credo però che avrei dovuto lasciare anche questo al suo posto, perché mi ha già delusa un sacco al primo volumetto.
la trama sembrava promettere bene: due ragazzini si conoscono su un'isola, si innamorano ma si perdono di vista. anni dopo si rincontrano per caso: cosa succederà?
beh, in questo primo volume succede poco e niente, e quel poco fa venire voglia di lanciare tutto per aria e passare a una lettura successiva. in buona sostanza, lui fa finta di non riconoscerla, non si sa ancora per quale motivo, lei invece piagnucola tutto il tempo senza chiedere a lui il motivo di questo assurdo comportamento.
più i soliti cliché del tipo ragazzo che cerca di abbordare la protagonista mentre l'eroe interviene o la protagonista fa amicizia con una ragazza che inizialmente non le ispirava troppa fiducia.
insomma, veramente ma veramente noioso. non so se è colpa dell'inizio un po' troppo lento, colpa mia che sono partita già piena di pregiudizi (ma che l'ho comprato a fare? giuro che non so proprio cosa rispondere), colpa dei disegni che mi sembrano sempre un po' troppo rigidi e ripetitivi... insomma non ho nessuna voglia di sapere come andrà avanti, anzi, la mia copia sta già su bookmooch (se vi interessa, il mio profilo è questo).

la seconda serie che pensavo di skippare invece era honey, un manga che partiva malissimo con una trama pessima: lei si ritrova a dire sì alla proposta di matrimonio di un ragazzo che non conosce e le sembra un delinquente. il problema è che questa non è la trama, ma quello che succede in circa un paio di pagine.
un enorme malinteso dunque, diciamo che a essere pessima non è tanto la trama, quanto il modo in cui il manga è stato presentato. ed è un peccato visto che invece in giappone ha avuto un sacco di successo, aggiudicandosi anche una trasposizione cinematografica prevista per il prossimo anno.
effettivamente nao, la protagonista, si sente davvero rivolgere una proposta di matrimonio da onise, un ragazzo dall'aspetto spaventoso (cioè, il concetto di spaventoso in uno shoujo manga è: tizio carino con i capelli tinti e qualche orecchino. povere giapponesi...), ed effettivamente all'inizio è così spaventata che accetta.
ma ci vuole pochissimo a rendersi conto che in realtà onise è più buono del pane, e che le pessime voci che girano su di lui sono colpa del suo aspetto un po' fuori dall'ordinario.
così, il fidanzamento forzato viene interrotto senza troppi problemi e nao accetta la proposta di onise di rimanere buoni amici, rivelando al ragazzo - che continua a essere innamorato di lei - di provare dei sentimenti per so, il fratello di sua mamma che l'ha cresciuta da quando i suoi genitori sono morti.
ovviamente nao viene immediatamente messa in disparte per via della sua amicizia con un tipo la cui unica colpa è non avere i capelli neri (ma davvero sono così esagerati i giapponesi?), e quando bisognerà formare i gruppi per una gita scolastica, ai due si uniranno yashiro, una ragazza bellissima e apatica come poche cose al mondo, per nulla interessata ad avere degli amici (e quindi in perfetta sintonia con gli esclusi della scuola) e - in modo decisamente meno spontaneo! - misaki, compagno di classe di onise, bellissimo anche lui ma con un carattere veramente pessimo.

i personaggi, anche se un po' stereotipati, sembrano abbastanza interessanti, ma sopratutto onise è adorabile, l'esatto contrario del bello e stronzo che ho sempre odiato. i disegni sono carini e molto espressivi e il fatto di contare solo otto volumetti fa ben sperare, quanto meno si può essere abbastanza sicuri di non doversi sorbire inutili allungamenti di brodaglia.

oltre a iniziare roba nuova, ho continuato quella vecchia, ovviamente. in attesa del settimo volume, ho recuperato il quinto e il sesto di amami lo stesso, che continua a divertirmi un sacco.
visto che sono usciti da un po', non penso sia un problema fare qualche spoiler, anche perché finalmente michiko ha fatto la prima cosa saggia dopo un sacco di cosmiche minchiate e in qualche modo devo pur sfogarmi!

piena di dubbi sul comportamento di mogami, che si fa sempre più insistente circa il matrimonio, decide di farsi aiutare da kurosawa a capire se sta per infilarsi nell'ennesimo guaio.
l'atteggiamento accusatorio del capo sembra non scalfire minimamente mogami ma lascia michiko ancora più insicura di prima, fino a che lei non decide di ridare l'anello a mogami e annullare il fidanzamento.
ovviamente scoprirà solo dopo che il ragazzo aveva tanta premura di sposarsi solo per tranquillizzare i genitori malati e preoccupati di lasciare il figlio da solo, ma in fondo non era giusto arrivare all'altare con un uomo che non amava solo per vivere tranquilla... o invece sì?
mentre i suoi genitori, sconsolati dall'idea che a trent'anni michiko sia ancora zitella, la assillano perché si sposi al più presto o accetti di prendere parte a incontri organizzati, scopriamo qualcosa di più su kurosawa e il suo amore non ricambiato per haruko, che è la promessa sposa di niente poco di meno che suo fratello maggiore, un tizio dall'aria per nulla seria che però si svela essere una persona non solo molto responsabile, ma anche premuroso e gentile verso il fratello minore.

tutto è bene quel che finisce bene, e per i nostri due protagonisti invece finisce tutto malissimo: michiko è di nuovo sola e minacciata di ritrovarsi sposata per forza a un uomo che nemmeno le piace (questo o i genitori le negheranno ogni aiuto economico fino alla fine dei suoi giorni) e kurosawa ha definitivamente detto addio al suo grande amore.
soli e sconsolati, mentre il destino fa incontrare mogami e akira - i due scaricati - in una romantica atmosfera natalizia, michiko si ritrova tanto disperata da fare a kurosawa la più impensabile delle proposte...

mi rendo conto che ormai questo post è un papiro esagerato, ma visto che siamo in ballo, balliamo.
sta finalmente per terminare il fiore millenario, dopo tanta fatica e sacrifici a-ki, adesso in possesso dello stemma completo che la legittima sovrana di a, si ritrova a un passo dalla battaglia decisiva contro do-hi, la donna che le ha distrutto la vita, ucciso la madre e il padre, usurpato il suo regno e che l'ha costretta a passare tanto tempo lontana dal suo paese.
a-ki è determinata e risoluta, ha un esercito e il re di so dalla sua parte, eppure non riesce a tenere da parte i suoi sentimenti per hakusei. da un lato la voglia di stare con lui per sempre, di essere una donna qualunque, di non avere la responsabilità di un intero paese sulle sue spalle e poter decidere liberamente di stare con l'uomo che ha sempre amato, dall'altra la consapevolezza che hakusei è costantemente in pericolo accanto a lei, e che l'unico modo per proteggerlo è allontanarlo.
mi duole ammetterlo perché sono veramente affezionata a questi personaggi e alla storia, ma sta rallentando un po' troppo, ed è un peccato, considerando che manca poco alla fine e nessuno si sarebbe offeso per un volumetto in meno,
i tentennamenti di a-ki durano da troppo tempo e questo continuo rimandare la sua decisione in merito al rapporto con hakusei non fa che tenermi in ansia su quello che sarà il finale, che temo sempre più possa riservarci lacrime a profusione...

lunedì 17 aprile 2017

commenti randomici a letture randomiche (32)

ok, lo so, è pasquetta e state tutti in gita, altro che leggere i miei post.
spero di essere in gita pure io. meno male che si possono programmare i post. almeno quelli!

dunque, anche se non c'è nessuno qui (oh andiamo, recupererete domani casomai), volevo ugualmente scrivere due parole su alcuni degli ultimi acquisti in fumetteria (la solita pila troppo alta di roba che chiede un commento che giace da giorni sulla scrivania mi impone di farlo).

cominciamo da rere hello. l'ho già detto che mi piace un sacco questo manga? tipo ogni volta che ne parlo? siamo a tre volumetti dalla conclusione e tutto sembra andare per il meglio per i nostri piccioncini. ririko, dopo un iniziale momento di impasse, è riuscita a tener testa alla governante di minato, etsuko, e alle sue preoccupazioni, dimostrando di essere in grado di studiare, svolgere il suo lavoro e cucinare per minato, anzi, dimostrandole che preparare il cibo per lui le da gioia.
dopodiché tocca al figlio di una famiglia per la quale i due lavorano dar fastidio con insistenza a ririko, fino a che minato non interviene. insomma, i due insieme sanno fare squadra, sono la coppia più naturale e spontanea che ricordo in un manga (almeno in questo momento!) ma appena provano a fare i fidanzatini al primo appuntamento, ecco che si scatena il panico!
ma in ogni caso, sono entrambi adorabili, la storia prosegue bene e ormai penso sarà difficile riuscire a rovinarla alla fine.
oh beh, lo so. mai dire mai. però...

serie per cui invece nutro decisamente più timori - oh ti prego non diventare un'idiozia senza motivo - è hatsu haru. ok, anche il quarto volumetto è andato giù bene, eppure non so perché man mano andavo avanti nella lettura, più pensavo ecco, tra un po' comincia a scadere. il problema è che più andiamo avanti con la lettura e più ho la sensazione che non succeda in effetti nulla. in realtà i rapporti tra i protagonisti si vanno sviluppando, ma con una lentezza esasperante, e, nel caso di kai e riko, vanno nella direzione sbagliata, passando tra fraintendimenti assurdi, sotto gli sguardi impassibili degli amici che non si decidono ancora ad aiutarli a capire come stanno davvero le cose.
ecco, il mio timore è che diventi una luuunga sequela di oh ma io non avevo mica capito come arrivare a te, una sfilza di volumetti fatti di i due si dicono tre parole, non capiscono nulla di cosa intendono dire e non sanno nemmeno spiegarsi, passano i giorni - e le pagine - successive a farsi pippe mentali assurde, si chiariscono - più o meno - e poi ricominciano da capo.
ecco, mi auguro che non diventi così.
per il momento è ancora una lettura piacevole, e io spero tantissimo di sbagliare le mie previsioni.

invece con amami lo stesso penso di poter andare sul sicuro. mi spiace per shizuki fujisawa, ma qui siamo a un altro livello, e si capisce subito.
per michiko, la più goffa trentenne in circolazione, sembra che finalmente vada tutto bene: ha un fidanzato e un lavoro dignitoso, non deve più dipendere dal suo capo e comincia finalmente a vedere all'orizzonte la possibilità di riuscire a sposarsi. tutto assolutamente perfetto.
ma allora perché continua a interessarsi a kurosawa? perché continua a parlare di lui ad akira? perché è arrivata al punto di attaccare bottone con haruko - la donna di cui kurosawa è innamorato - come se fosse in preda alla gelosia?
noi lo sappiamo benissimo, ma lei ovviamente non ha ancora capito niente.
e tra stupide liti, faccette improbabili e momenti imbarazzanti, la storia prosegue a ritmo sostenuto, senza mai calare e senza farci correre il rischio di annoiarci anche un solo momento.
siamo quasi a metà della serie e michiko continua a incasinare sempre di più la sua posizione, rischiando di sposare un uomo che non si è ancora resa conto di non amare solo per sentirsi tranquilla e normale, e sopratutto rischiando di perdere la persona che sembra essere perfetta per lei.
oltretutto, alla fine del volumetto arriva un nuovo personaggio, kadoma, una nuova collega superseria (e super alta!) che a me ha fatto simpatia fin da subito.
per fortuna mi manca pochissimo per leggere il prossimo volume, anzi, mi aspetta già in fumetteria... mi spiace sapere che questa serie terminerà così presto, ma mi auguro che planet annunci presto la pubblicazione del sequel.

le ultimissime righe le vorrei spendere a un titolo di qualche tempo fa, che io ho recuperato però da poco, the wedding eve, un volume unico che vi consiglio tantissimo.
raccoglie sei storie brevi che, ognuna a suo modo, raccontano l'amore da punti di vista diversi, con molta eleganza (e dopo la nakahara un po' ci vuole!) e un pizzico di nostalgia e amarezza.
un fratello che si prepara al matrimonio di sua sorella, un padre che passa un pomeriggio con la sua bambina dopo tanto tempo, due vecchi fratelli che, dopo anni, ricordano ancora l'amore per la stessa donna, una storia legata a uno strano spaventapasseri in mezzo al grano e all'affetto di due fratelli orfani, uno scrittore fallito che si ritrova a vivere una vicenda decisamente fuori dall'ordinario e infine la breve storia di un gatto che non sa rispondere al telefono.
sono tutte storie molto poetiche, con quel velo di tristezza squisitamente giapponese, disegnate con un tratto elegante, curato e privo di inutili fronzoli.
se, come me, l'avete snobbato quando uscì circa tre anni fa, e se amate gli slice of life, provate a recuperarlo e non ve ne pentirete.

mercoledì 11 gennaio 2017

commenti randomici a letture randomiche (27)

adoro questa non-rubrica perché riesco a sfoltire di parecchio la lista delle cose di cui vorrei parlare sul blog di tanto ogni volta.
a questo giro, volevo spendere qualche parola sugli ultimi manga che ho comprato prima della fine dell'anno, in attesa di tornare in fumetteria a fare incetta di roba nuova!

lo scorso mese mi sono data ai recuperi e oltre a kuragehime - di cui qui non ho mai parlato e al quale dedicherò un megapost non appena la serie sarà conclusa (quando mai lo sarà) - ho preso liselotte 3 e 4. mi spiace pensare che questa serie sia interrotta, mi piace molto, e temo che il prossimo numero, al momento l'ultimo, lascerà in sospeso molte cose.

la vita di liselotte si fa ancora più complicata, visto che per colpa di una strega non troppo amichevole, engetsu si ritrova privo di tutti i ricordi che lo legano a liselotte: il suo atteggiamento cambia, diventa quasi freddo e per nulla gentile, ma per la ragazza engetsu è così importante da sopportare tutto e sperare che, pian piano, tra loro si creerà qualcosa di nuovo e bello da ricordare e che li terrà legati di nuovo come prima.

liselotte, nonostante sembri una calamita di tutte le sfighe possibili e anche di quelle più implausibili, continua a essere sempre ottimista e allegra. ha preso bene il cambiamento di engetsu, si è quasi sacrificata senza battere ciglio per lui e adesso ha deciso di accogliere in casa due streghe, mirte e hilde, che non se la passano troppo bene nella foresta per colpa di altre streghe, più potenti e meno gentili.

nel frattempo si infittisce il mistero legato alla potente strega vertelinde: hilde sa che vertelinde non è
più tra i vivi, eppure sia engetsu che yomi affermano di essere stati creati da lei...
e anche richard, il fratello di liselotte, sembra non essersi ancora rassegnato alla perdita della sorella, benché il colpevole del suo esilio sia proprio lui.

nel frattempo, mentre nella casa di liselotte, nonostante tutto, si continua a vivere in allegria, nel villaggio vicino il nome di vertelinde continua a creare scompigli, e conosciamo nuovi personaggi, come il signor ervin o il famiglio sui, un altro membro della strana famiglia di vertelinde.

continuano i flashback sul passato di liselotte, su enrich e richard, il mistero su engetsu e la sua vera natura, da quando è diventato qualcosa di diverso da un essere umano, si fa sempre più intricato, così come i rapporti tra i personaggi.

non ci resta che aspettare il prossimo volume per sperare di capire qualcosa in più, e poi iniziare a sperare che la takaya concluda al più presto la storia, svelandoci ogni mistero.

nuovi sviluppi anche per i miei due gemelli preferiti, aoi e akane di romantica clock!
il settimo volume è tutto incentrato sulle questioni di cuore e, visto che non posso fare altrimenti, fate attenzione agli spoiler se non l'avete ancora letto.
shin e akane hanno finalmente pronunciato le fatidiche parole e si sono finalmente messi insieme. anche i loro obiettivi sembrano farsi più vicini: shin ha vinto il suo concorso di pasticceria e akane migliora sempre di più a scuola, vedendo farsi più concreta la possibilità di seguire aoi nel nuovo istituto.
lo strano rapporto tra aoi e karin finalmente si sblocca e le paure della ragazza, il suo timore che aoi non sia davvero interessato a stare con lei, svaniscono con un bacio e un po' di rassicurazioni.

insomma, sembra che tutto stia andando per il verso giusto, ma qualcosa non va in akane: prima sviene all'improvviso per strada, facendosi soccorrere da un anziana signora con la quale stringerà amicizia, e nonostante la sua apparente tranquillità, l'episodio si rivela più grave di quanto si potesse immaginare. alla fine dell'ultimo episodio, mentre ancora i lividi della caduta non sono del tutto scomparsi, si ritroverà a perdere sangue dal naso...
cara yoko maki, non ho idea di cosa tu abbia in mente, ma non osare rovinare il lieto fine che mi aspetto da questa serie o verrò a prenderti a schiaffi fino in giappone!

atmosfere molto più allegre e fancazziste nel secondo volume di amami lo stesso, che conferma le buone impressioni del primo:è una serie divertente, quasi comica, che non vuole prendersi sul serio ma solo far svagare e distrarre il lettore, proponendo personaggi tanto assurdi da essere al limite dell'improbabile.

avevamo lasciato michiko davanti a una nuova speranza per il suo futuro: un lavoro, un alloggio e sopratutto la rottura con un non-fidanzato che si approfittava della sua ingenuità per spillarle soldi.
certo, per avere tutto questo deve sopportare il suo ex capo, kurosawa, e la cosa non le va poi più di tanto giù, nonostante lui le abbia praticamente salvato la vita (e la dignità).
man mano che passano i giorni, michiko inizia sempre più a smaltire l'astio che prova per kurosawa, e comincia a prestare attenzione ai lati del suo carattere a cui prima non badava.
complice una chiacchierata con la ex di kurosawa e un cuscino a forma di bistecca, il patatrac è servito! michiko, che nonostante abbia ormai trentanni e sia completamente inesperta in faccende amorose, si è presa una cotta per kurosawa, il suo ex capo e il suo attuale datore di lavoro.
la situazione è già parecchio imbarazzante, ma se ci si aggiunge che a quanto pare kurosawa è a sua volta innamorato di una donna che michiko non conosce, e che si ritrova ancora una volta a intervenire a favore di michiko, per insegnarle a non farsi mettere i piedi in testa al nuovo posto di lavoro che ha trovato... insomma, l'unica cosa che potrebbe salvare un po' la faccia di michiko sarebbe scavarsi una buca e sparire sottoterra. oppure continuare a tenere segreti i suoi sentimenti.
ce la farà? non ne sono sicura, ma ho assolutamente bisogno del terzo numero!

e per concludere, due parole sul diciasettesimo volume di natsume degli spiriti, il primo, fino ad adesso, che, devo ammetterlo, mi ha un po' annoiata.
le storie di questi episodi sono un po' troppo filler, più del solito, la trama principale è completamente bloccata qui e anche i personaggi secondari a cui sono più affezionata (taki e tanuma, ma anche reiko, anche se si tratta di flashback) sono stati messi da parte.
la prima storia è quella più carina, anche se un po' sottotono rispetto al solito. come già successo, natsume si ritrova invischiato in una storia d'amore tra uno yokai e un'umana, che in questo caso però sono molto più tonti di quanto si potrebbe credere.
è un episodio meno malinconico e più scanzonato di quelli che di solito natsume si trova a vivere, carino e piacevole, ma nulla di troppo memorabile.
la seconda è una storia dai toni decisamente più leggeri, in cui natsume, per seguire nyanko-sensei, si ritrova, suo malgrado, a partecipare a una strana festa tra yokai. un intermezzo divertente e piacevole, ma anche qui, nulla di fondamentale, anche se fa piacere rivedere alcuni yokai che non apparivano da un po'.
l'ultimo episodio riguarda invece natori, il suo passato e il momento in cui ha deciso di diventare un esorcista. da giovane è decisamente meno sicuro di sé di quanto non lo sia adesso che ha incontrato natsume. fin da quel periodo i contrasti tra lui e matoba sono più che evidenti, e buona parte della storia si basa proprio su questo e sui diversi modi di intendere il ruolo degli esorcisti. l'idea era buona, ma la storia è un po' troppo lenta e... beh, devo ammettere che mi ha un po' annoiata. spero di rifarmi con il prossimo volume, anche se ci sarà parecchio da aspettare.

lunedì 28 novembre 2016

commenti randomici a letture randomiche (24)

e dunque, eccoci qui con il solito post randomico, per cercare di smaltire un po' più in fretta l'enorme pila di cose di cui voglio parlarvi.
i tre titoli qui sono tra quelli che al momento mi hanno meno convinta, tutti per motivi diversi. non che sia roba che non meriti di essere letta, eh, però forse sarà che mi sono abituata male vista la qualità altissima delle ultime cose che mi sono passate sotto gli occhi, ma per questi qui non me la sento proprio di gridare al miracolo...

iniziamo con pil di mari yamazaki. in realtà l'ho letto secoli fa, ma ho rimandato e rimandato la recensione perché forse mi aspettavo qualcosa di più, ma in ogni caso è stata una lettura un po'... niente di che.
pil racconta la storia di nanami, una ragazza che vive con il nonno, lei è molto responsabile e preoccupata per la situazione economica della famiglia, il nonno invece non perde occasione di scialacquare soldi appena può (a me sta molto più simpatico il nonno, eh), e inevitabilmente tra i due, che pure si vogliono bene, ci sono spesso momenti di tensione.
la vita va avanti tra i primi lavoretti di nanami, le sue prime cotte e relative delusioni e i suoi primi moti di ribellione, che la portano, ad esempio, a rasarsi i capelli a zero, e tra i disastri economici del nonno, troppo buono per non rendersi conto, ad esempio, di quando qualcuno vuole approfittare della sua generosità.
è uno slice of life molto carino, un po' autobiografico e molto adolescenziale, e una lettura la consiglierei a tutti se non si trattasse di un volume da sedici ingiustificatissimi euro. sì, certo, l'edizione è bella e molto curata, grande formato eccetera. ma questo tipo di edizione, per un fumetto del genere, che non eccelle nemmeno a livello grafico, è assolutamente sprecata. insomma, fosse stato stampato in formato da edicola per cinque euro vi avrei consigliato di recuperarlo assolutamente, al massimo scroccatelo o cercatelo usato se proprio ci tenete a leggerlo, ma di certo non è un capolavoro imperdibile.
peccato però, mi aspettavo molto di più da questa storia e sopratutto da un'autrice di cui ho sempre letto un sacco di apprezzamenti.

seconda piccola delusione è stata sentinelle d'inverno, di brian k. vaughan e steve skroce. anche qui però do la colpa alle mie aspettative, perché, considerando il genere, il fumetto è esattamente quello che dovrebbe essere. il problema è che quando si parla di distopia, sono sempre più interessata a conoscere e capire la psicologia dei personaggi che vivono in quella particolare situazione, che non all'azione nuda e cruda.
sentinelle d'inverno mi ha ricordato uno di quei film d'azione americani in cui ci sono un sacco di effetti speciali, esplosioni, eroi forti e coraggiosi e storie familiari tragiche. visto così, funziona benissimo, ma se vi aspettate qualcosa in più non la troverete.
circa cent'anni avanti nel futuro, il canada è stato invaso dagli stati uniti d'america. la popolazione è stata brutalmente decimata, i prigionieri sono chiusi in dei campi e l'odio tra le due nazioni è, necessariamente, fortissimo.
attraverso la storia di amber possiamo farci un'idea sulla situazione politica e sociale del nord america: dal primo attacco nel canada, in cui i genitori di amber perdono la vita davanti agli occhi sconvolti della bambina e di suo fratello maggiore, andando avanti nel tempo: la paura di essere catturati perché canadesi, le fughe, la necessità di vivere nascosti e sopratutto l'importanza delle risorse idriche - il vero motivo della guerra - e le inevitabili squadre ribelli, un po' arrangiate, molto motivate e determinate a compiere qualsiasi atto possa rallentare l'avanzata nemica.
amber si ritrova a fare amicizia proprio con una di queste squadre e da questo momento in poi, la narrazione accelera brutalmente: da un lato gli scontri tra ribelli canadesi e soldati americani, dall'altro la brutalità tecnologicamente raffinatissima degli interrogatori ai danni dei prigionieri ribelli. il tutto accompagnato da alcuni flashback che raccontano la storia di amber e di suo fratello, tutto quello che ha spinto una bambina a crescere come una spietata combattente.
la storia è avvincente, per quanto sia un po' prevedibile il finale, ma ho sentito parecchio la mancanza di un vero approfondimento sulle storie dei personaggi, principali e secondari, costretti a narrare la loro vita in poche frasi, condensando intere esistenze in sentenze un po' troppo costruite.
plausibilmente, con qualche pagina in più e con un ritmo meno serrato, mi sarebbe piaciuto di più, ma credo proprio che per gli amanti dell'azione nuda e pura - con tanto di crani che esplodono, robottoni e armi laser - questo sia un titolo imperdibile.

quello che forse mi ha fatto rosicare di più è stato grimorio.
spiego subito il motivo, perché vorrei evitare fraintendimenti: il volume è graficamente a dir poco eccellente. assolutamente bellissimo, curatissimo, una sorpresa pagina dopo pagina.
gli artisti che hanno lavorato alla realizzazione di questo progetto hanno un talento incredibile, sono talmente bravi che è praticamente impossibile esprimere una qualche preferenza tra uno e l'altro, quindi il problema non è assolutamente relativo all'aspetto puramente artistico del volume, quanto della sua struttura e dell'editing della sceneggiatura di alcune storie, in cui si sente particolarmente la mancanza dell'intervento di qualcuno di maggiore esperienza.
in primo luogo, manca un po' di ordine nella sequenza delle storie. spesso si perde un momento di troppo a capire che si è passati da una all'altra, ed è difficile capire chi ha scritto cosa. sarebbero bastate delle pagine iniziali con titolo e crediti per risolvere il problema, per quanto questo avesse potuto portare a un aumento del numero delle pagine e di conseguenza a un amento del prezzo, cosa che, almeno personalmente, mi sarebbe importata abbastanza poco.
sulla questione delle sceneggiature, in effetti alcune storie, e parlo sempre a titolo personale, sono risultate un po' debolucce in quanto a trama, sia per i finali spesso troppo aperti, sia per l'effettiva narrazione degli eventi, che in alcuni casi è un po' oscura e fraintendibile.
quello che insomma mi ha fatto rosicare è stato quel tot in meno, dovuto alla mancata esperienza editoriale probabilmente, che ha fatto perdere a grimorio la possibilità di essere un capolavoro e l'ha costretto ad accontentarsi del titolo di buon volume.
in ogni caso, considerando che si tratta della prima volta, siamo molto vicini alla possibilità di dar vita a qualcosa di veramente memorabile, e sono sicura che le curatrici del volume abbiano già fatto tesoro di queste piccole mancanze e sapranno in seguito regalarci qualcosa di veramente superlativo.

lunedì 11 aprile 2016

addio, stregone

eccomi qui. non sono morta, non sono fuggita in australia a coccolare quokka (anche se lo farei volentieri. per i quokka intendo). ho passato gli ultimi giorni a dipingere come un'ossessa fino allo sfinimento, il forno è quasi pieno, la prima fase di lavoro quasi finita, le idee per le prossime cose da fare sono tantissime e io non riesco a star dietro a tutto.
in questi giorni ho passato forse in totale 3 ore davanti al pc, quasi tutte riempite da giochini idioti che riducono il cervello in pappa, qui non sono proprio riuscita a passare, nonostante in realtà sia riuscita a leggere più di quanto sperassi.
il resto del tempo l'ho passato a rodermi il fegato per l'atteggiamento diffusissimo della gente che pensa che, se fai un lavoro tipo designer, grafica, artigiana, artista a qualsiasi livello e titolo, tutti ne sanno più di te o almeno quanto te, tutti sanno fare quello che fai tu, professionalmente non vali un emerito. io non capisco se è solo arroganza, o se davvero pensano che qualsiasi cagata tirino fuori da un pc o da una matita sia effettivamente uguale a quella che una persona, che magari non è michelangelo, ha creato dopo anni e anni di studio e pratica e e e.

sono fuori tema? mica tanto, visto che oggi volevo spendere due parole su addio, stregone, manghino che ho recuperato approfittando della possibilità di uno scambio. si tratta di una miniserie di due volumi uscita qualche tempo fa per planet manga. mi ispirava molto per il fatto che raccontasse la storia dei fratelli van gogh, sapevo di dovermi aspettare qualcosa di molto romanzato e di assolutamente non attinente alla realtà, ma devo ammettere che ha superato ogni mia aspettativa.


il protagonista è theo van gogh, fratello minore del più noto vincent, mercante di arte appassionato del suo lavoro, ciecamente fiducioso nel talento del fratello e nella nuova arte: nella galleria goupil, dove lui lavora, esposero i maggiori pittori impressionisti, anche nel periodo in cui l'arte accademica non vedeva di buon occhio questi artisti ribelli e anticonformisti.
la figura di theo è, almeno in questo e nel rapporto con vincent, molto simile alla realtà. è proprio il pittore invece ad aver subito per mano di hozumi, l'autrice, il cambiamento più drastico.
per non dire assurdo e inaspettato.
siamo abituati a pensare a vincent van gogh come un uomo in continua lotta con il mondo e ancor di più con sé stesso, un'anima turbata e disturbata, un personaggio arrivato all'autolesionismo e al suicidio. era ovvio aspettarsi una figura cupa, solitaria, forse anche un po' negativa.
invece il vincent di addio, stregone è un ragazzo dolce, ingenuo, felice, capace di trovare in ogni dove, persino nei momenti più dolorosi, la bellezza della vita, uno che, secondo le stesse parole di theo, non ha mai provato il sentimento della rabbia.
ve lo assicuro, è uno shock.
la vita di vincent scorre tranquilla, lui dipinge centinaia di quadri, ingenuamente ignaro del suo talento, mentre il fratello theo lo supporta, moralmente ed economicamente: theo crede ciecamente in vincet, crede nel suo talento, un dono divino che vincent ha il dovere di utilizzare per rendere felici gli uomini del presente e del futuro, e per spingere il fratello a non abbandonare la sua strada, arriverà a compiere gesti drammatici e a dir poco pericolosi.
per tutto il tempo (poco a dire il vero, vuoi perché sono solo due volumi, vuoi perché praticamente li ho divorati) si aspetta il momento in cui vincet diventerà il vincent che tutti conosciamo: per tutto il tempo ci si chiede quale trauma, quale evento siano riusciti a trasformare quella sorta di bambinone nel genio visionario di cui abbiamo ammirato milioni di volte le opere.
bene, io non vi svelo il finale, però ve lo dico: è traumatico.

nonostante lo stravolgimento completo e totale di una delle figure più conosciute e amate del mondo dell'arte, non è stato questo nuovo vincent a farmi storcere il naso, assolutamente: ho preso la storia per quella che è, non una biografia, ma un racconto frutto della fantasia di un'autrice che ha scritto una versione tanto assurda quanto godibile. insomma, se cercate la verità su van gogh, non siate ridicoli, andate a studiare un libro (anche più di uno) di storia dell'arte e non aspettatevi nulla da questo titolo (sembro cattiva? no, è che ci sono tanti che si credono esperti di storia giapponese perché hanno letto qualche manga sui samurai, trovo che sia un atteggiamento a dir poco ridicolo, da arrogantelli ignoranti e stupidi).

quello che mi ha davvero infastidita è stata la scelta di rappresentare tutti i personaggi come i classici bishounen da shoujo manga, cosa che li ha resi, almeno a me, falsi oltre ogni limite di sopportazione. 
capisco la necessità di vendere il fumetto a un certo tipo di pubblico, capisco l'abitudine di questo pubblico a vedere sempre e solo un certo stile grafico, capisco che magari molti ragazzi in giappone non abbiamo mai visto le fotografie di alcuni artisti del periodo, ma di certo rappresentarli come androgini con i capelli sparati in aria mi po' mi ha lasciato sconcertata, anche perché si tratta di un josei (manga destinato a donne adulte) e non uno shoujo, shounen o altra roba per un pubblico giovane.
quello che poi mi ha davvero fatta ridere, e intristire allo stesso tempo, è stato lautrec: era un uomo piccolo, sgraziato, diciamo anche brutto: era affetto da una rara malattia ossea, la picnodisostosi (link wikipedia, in cui trovate proprio una foto di lautrec), che gli conferiva le particolari caratteristiche fisiche di cui sopra: proprio il suo aspetto, così fortemente in contrasto con le sue immagini piene di bellezza e di grazia, lasciano cogliere il suo genio, la ricerca del bello nell'arte e nella vita, la volontà di afferrare quello che il destino gli aveva proibito, e al contempo, la totale mancanza di autocompatimento e anzi, una capacità infinità di godere della bellezza e della gioia di essere vivi.
ora, vedere lautrec ritratto come un ragazzino imberbe, carino ma appena un po' più minuto degli altri, mi ha prima fatta ridere, poi irritata: ancora oggi il brutto va nascosto? celato? camuffato? non va bene rappresentare un uomo per quello che era, con tutti i suoi difetti fisici e con tutta la sua immensa bellezza interiore? o forse l'autrice ha ritenuto inutile cercare almeno una foto dei personaggi che ha usato per la sua storia, inventandoseli di sana pianta?
non ho idea, anche se credo che sia più la prima (nel secondo caso la mancanza di serietà sarebbe imperdonabile), e questa cosa mi sconforta. sono stanca di questa stupida concezione del corpo come oggetto da vendere, anche quando è solo un disegno. sono stanca del disprezzo per il non canonico, per il brutto, per il diverso.
henri de toulouse-lautrec sapeva godersi la vita anche se la vita gli aveva tirato un brutto scherzo, oggi ancora, per essere accettati, non abbiamo nemmeno il coraggio di mostrare le vere fattezze di un personaggio storico, neanche il coraggio di disegnare un uomo brutto.
mi spiace per hozumi. l'idea di fondo era buona, persino quella di reinventare la vita di vincent van gogh è stata una buona trovata, ma questa scelta grafica, che è anche ideologica a dirla tutta, è stata infelice oltre ogni limite.

martedì 3 settembre 2013

renbooks annuncia ohana holoholo!

annuncione a sorpresa da renbooks! dopo aoi hana ci stupiscono con un titolo che difficilmente ci si sarebbe aspettato di vedere in italiano, eppure... ohana holoholo è un manga che ho scoperto qualche tempo fa grazie a yue, non ho letto le scans perché sono bastate le immagini trovate in rete a farmi innamorare!
prendo il comunicato ufficiale dal blog di yue, pardon, non riesco a trovarlo da altre parti.
Renbooks è lieta di presentarvi il suo primo Josei: arriva Ohana Hololo di Torino Shino.  Differenziare è il motto che contraddistinguerà le produzioni Renbooks del 2014 e quindi cominciamo annunciando un josei (manga per donne adulte) che i fan di Chica Umino (Un marzo da leoni, Clover) adoreranno. Si tratta di “Ohana Hololo” di Torino Shino meglio conosciuta come Haretan, una delle assistenti più in gamba della maestra Umino. La storia è quella di Maya, una traduttrice, che vive con la assurda Michiru e suo figlio Yuta. Maya e Michiru erano una coppia prima che Michiru sparisse nel nulla cinque anni prima dell’inizio della storia.  Quando le due donne si rincontrano, Michiru è una madre single e Maya decide di tornare a vivere con lei, forse proprio per la presenza del piccolo Yuta. Ma questa volta le condizioni di Maya sono chiare: “Vivremo insieme,  ma solo come coinquiline.”. Insieme alle due donne ed al piccolo Yuta, c’è anche Nico, loro vicino di casa, che sembra sapere molto del passato di Michiru… Come sarà la vita di questa famiglia allargata? Maya sarà un buon genitore per Yuta? E lei e Michiru in quale stadio dei loro sentimenti si trovano?  Cosa ci ha fatto scegliere questo Josei in mezzo ad un mare di titoli sicuramente più facili o commerciali? Innanzitutto, la sfida: è vero che Torino Shino è legata a doppio filo con la maestra Umino, che noi in redazione amiamo, ma è anche vero che si tratta di una quasi esordiente sia in Giappone che in Italia, ed in secondo luogo i temi del fumetto sono a noi cari e molto vicini al nostro tipo di prodotti: non è facile trovare un fumetto nel quale le dinamiche familiari vengano raccontate così bene e con tale maestria come nella storia di questa stramba famiglia allargata. Inoltre, il tema dell’omogenitorialità e dell’amore tra donne rientra in pieno in quel tipo di argomenti che Renbooks vuole trattare e questo fumetto è di sicuro un ottimo spunto di riflessione per chi vuole leggere dei manga profondi e intensi senza annoiarsi o voler gettare all’aria il volumetto.  Stiamo ancora decidendo un sottotitolo italiano, ma possiamo anticiparvi che la serie sarà proposta a cadenza bimestrale alternandosi ad “Aoi Hana”.  Dedicato a chi crede che le famiglie siano tante e di tipo diverso, perché: “Ohana significa famiglia.” 


insomma, sarà ovviamente mio perché a un titolo del genere non si può assolutamente dire di no! provatelo, leggetelo, amatelo e spammatelo dappertutto! 

*edit 4 settembre*

arriva un'ulteriore buona notizia dalla pagina facebook di renbooks!
Ci comunicano che "Ohana Holoholo" finirà con il sesto volume. Si concluderà su Feel Young di ottobre, che per l'occasione gli ha dedicato la cover! Amiamo quando le serie arrivano alla fine e possiamo farvele leggere senza pause!

martedì 4 giugno 2013

arrivare a te 8 e tokyo alice 3

ed ecco qui la seconda parte del post-minestrone! due dei miei manga cuoricinosi preferiti del momento (a pensarci bene sono tanti i miei manga cuoricinosi preferiti del momento... vabbè...)


arrivare a te, anche nel volume 8, mantiene altissimo il suo livello di zuccherosità. tutti i protagonisti sono stati promossi al secondo anno e sawako è di nuovo in classe con tutti i suoi amici e ha anche conosciuto kento, un nuovo compagno che le sta molto vicino e vuole fare amicizia con lei.

oltretutto si ritrova di nuovo a dare lezioni di recupero a tutta la classe, kazehaya compreso, e tutto questo la rende felice. però, tra le attenzioni di kento e il circolo di amici sempre più vasto, le occasioni di rimanere con kazehaya si fanno sempre meno frequenti.
il vero problema è che tutti e due i nostri stupidissimi piccioncini sono convinti di non piacere uno all'altra e così appena fanno un passetto avanti subito ne fanno due indietro aumentando ogni volta la confusione che hanno dentro quelle testoline che chiedono solo una tempesta di pugni.
nonostante tutti abbiano capito tutto, loro due non si arrendono all'evidenza, continuando ad ammazzarsi di seghe mentali e autocommiserazioni varie.
nonostante a volte mi vengano i nervi a me questa serie piace, proprio per i nervi che mi fa venire! sarò una masochista?

cambiando genere e buttandoci su qualcosa di decisamente più frivolo e meno da complessati, vi parlo di uno dei miei best della serie manga cuoricinosi: tokyo alice!
rimane uno spettacolo per gli occhi, tutti quei vestiti e accessori disegnati in modo stupendo, e la storia si fa sempre più coinvolgente. *attenzione agli spoiler!*
è ufficiale: fu si è trovata un fidanzato ricchissimo! lavora nella sua stessa azienda ed è un ricco ereditiere, un uomo che la vizia e la coccola e la riempie di regali. però... uno così è più che altro una specie di papino, un uomo vero dovrebbe provare un altro tipo di pulsioni... insomma, nonostante stiano insieme, il plurimiliardario non ha nessunissimo desiderio per lei, e quando fu gli chiede di andare insieme in albergo lui confessa che non riesce ad andare a letto con una donna. quindi bisogna scegliere: stare con un portafogli sempre pieno ambulante oppure con un uomo vero?
spiacente per i regali, ma fu sceglie la seconda opzione, e la sua storia d'amore (poco d'amore ad essere sinceri) finisce presto.
nel frattempo sayuri ha ormai capito che okuzono la interessa poco e cerca di spingerlo tra le braccia di fu, convinta che lui sia il tipo di uomo più adatto a lei. ma non riesce a prevedere quello che il destino ha in serbo per lei, la mangiatrice di uomini. hiyama, un amico di okuzono che non sembra affatto colpito dal suo fascino e che per questo la conquisterà molto più di quanto lei stessa non vorrebbe ammettere.
e se rio continua a fare la donna di ghiaccio, mizuho si ritrova nei guai per colpa sua, innamorata o quasi del solito idiota, che per questa volta prende le sembianze di izumi, l'infermiere che nonostante si faccia consolare tra le lenzuola di mizuho non riesce a smettere di pensare a rio. mi fa sempre più pena poverina! possibile che scelga solo uomini indegni di questo nome?
quindi alla fin fine abbiamo: una quasi-sposa - sayuri - in forte crisi con se stessa e con l'idea di sposarsi per colpa del primo uomo che sia riuscito a farle perdere il controllo della situazione, una dottoressa che continua a tenere ben separati sesso e sentimenti e a dare il due di picche all'infermiere che, nel frattempo, ha fatto innamorare la sua amica e c'è andato pure a letto. e se tutto questo non bastasse alla fine okuzono si dichiara a fu come un liceale alla sua prima cotta e lei se ne scappa in preda al panico più totale!
datemi presto il quarto volumetto oppure esplodo!

giovedì 30 maggio 2013

usagi drop 1, 2 e 3

meglio tardi che mai si dice, sarà, ma io sono più per il tutto e subito. sarà per questo che la depressione mi sotterrerà presto?
ma tralasciando le mie personalissime considerazioni sulla vita l'universo e tutto quanto.
ho finalmente letto i primi tre numeri di usagi drop. e, benché io detesti gli spoiler, è stato assolutamente impossibile non sapere cosa succeda alla fine della storia. beh, amen. la voglia di leggerlo rimane tutta.

usagi drop è un manga del filone giovane padre con piccola figlia di cui non conosceva l'esistenza fino a poco tempo fa. mi è piaciuto tantissimo my girl e mi ha schifato oltre ogni limite la figlia dell'otaku.
usagi drop mi piace senza farmi venire il magone come my girl. e mi fa ridere e sorridere, cosa che avrebbe voluto fare la figlia dell'otaku senza riuscirci neanche un po'.
i primi tre volumi per me hanno voti altissimi, gli darei un 8,5 o anche 9. così, giusto perché a quanto pare per questo titolo è bello partire dalla fine. ah sì, c'è anche un bell'anime tratto da questa serie, se lo trovate guardatelo, è davvero carino!

daikichi torna alla casa del nonno che non vede da tanto tempo in una mattina d'autunno. ha ricevuto una telefonata che gli comunicava la sua morte, e adesso è andato a incontrare i parenti in occasione del funerale.
così daikichi si ritrova davanti una piccola bambina con un vestitino nero e l'aria triste. e scopre presto che quella bambina è la figlia del nonno e di un'amante di cui non si conosce l'identità.
adesso che il nonno non c'è più la piccola, rin, è solo un peso e uno scandalo di cui nessuno vuole occuparsi. e daikichi, schifato (e ne ha ben ragione!) dall'atteggiamento dei parenti, decide di diventare il suo tutore per non farla finire in un orfanotrofio.
tutto è bene quel che finisce bene.

no, in realtà questo è solo l'inizio, l'incipit della storia della nuova famiglia di rin, della nuova vita di daikichi, della loro nuova esistenza insieme.
daikichi è uno scapolone sulla trentina, non è esattamente il tipo fascinoso e pieno di donne che fanno la fila per lui e non ha mai avuto a che fare con i bambini. vive solo, concentrandosi sul suo lavoro, senza preoccuparsi di nulla che vada oltre domani.
adesso è diventato responsabile di una bambina di sei anni, e scoprirà che non è affatto facile come pensava: comprare i vestiti, portarla in asilo, regolare i suoi ritmi sulla base di quelli di una bimba, ma sopratutto riuscire a farla sorridere di nuovo.
rin ha perso il nonno - che poi era suo padre - non ha mai conosciuto sua madre, è stata rifiutata da quasi tutta la sua famiglia e si è sentita dare dell'illegittima. non è esattamente una situazione confortante per una bambina.
daikichi poco alla volta impara tutto quello che serve per farla sentire a suo agio, e rin si scioglierà pian piano, facendo sparire il musetto imbronciato e facendo emergere la bimba solare ed energica che è in realtà.

altri personaggi si inseriscono presto nella storia, come koki, un compagno di classe di rin, e sua mamma, che sembrerebbe avere un certo fascino su daikichi (ah già, grazie spoileroni, pensavo che potessero finire insieme...) e sopratutto makoto, la vera madre di rin, una giovane mangaka che lavorava come donna delle pulizie a casa del nonno di daikichi.
makoto è uno dei personaggi più strani (e per me impossibili da decifrare) di tutta la storia. ha avuto rin sapendo che il padre non sarebbe vissuto tanto da vederla diventare adulta, la abbandonata e non si è mai fatta riconoscere come madre. tutt'ora non ha molta voglia di incontrare di nuovo rin ed è ossessionata dal lavoro. a volte il femminismo uccide (prima di sparare addosso su questa frase, sedetevi, pensate, calmatevi e vedrete che ho ragione).

questi primi tre volumi coprono quasi un anno, dall'incontro tra daikichi e rin, al primo anniversario della morte del nonno. la storia fino ad adesso è raccontata con leggerezza e precisione, senza scivoloni nel patetismo e nel sentimentalismo spiccio, mostrando le cose per quelle che sono e lasciando i sottintesi esattamente dove devono stare. l'atmosfera è dolce e spontanea, niente miele e niente assurdità.
l'ho detto, mi sta piacendo davvero moltissimo.

domenica 28 aprile 2013

tra i tristissimi annunci del comicon...

tanto per cambiare gli unici annunci decenti (al momento) sono quelli di planet manga. quindi dite ciò che volete, planet avrà tutti i difetti di questo mondo, ma in quanto a scelta di titoli...

innanzi tutto torna ai yazawa! standing ovation!
titolo abbastanza datato, si tratta di marine blue no kaze ni dakarete, in italiano sarà marine blue - accarezzati dal vento marino. serie in quattro volumetti, ovviamente conclusa, piena di mare, sole e batticuori. e poi è la yazawa. inizia da settembre, bimestrale, con l'edizione da edicola. e io sono molto molto molto contenta di questo annuncio!

poi seven shakespeare! a quanto pare i titoli della serie di "manga che non vedremo mai in italia" di yue lung sono tutti molto fortunati, speriamo di non fermarci qui...
intrighi e messe in scena in salsa shakesperiana, promette parecchio bene. il primo volume lo si prova sicuramente. esce a settembre anche questo, edizione da fumetteria, mensile nonostante la serie sia ancora in corso... i soliti misteri di planet manga.

 

a novembre invece si alterneranno last exile - giyoku no fam e last exile - sunadokei no tabibito, che vanno in edicola a prezzi accettabili. sono molto indecisa su questi, ma non ho capito se sono due spin off o se è tutto il leggibile (cosa plausibile, visto che non trovo altro neanche su bakaupdates). attendo informazioni, c'è un sacco di tempo per decidere il da farsi...


e immancabilmente hanno ufficializzato l'annuncio di sakamichi no apollon. edizione da fumetteria a partire da novembre. prezzo altino ma ne vale la pena.


però sbaglio o non tutti gli editori hanno fatto le conferenze? o me le sono perse io?

giovedì 14 febbraio 2013

supplement 5, love button 5 e 6, kuroko's basket 1

lavoro. uomini sbagliati. lavoro. depressione. pensieri che non portano a nulla. lavoro. depressione. uomini sbagliati. lavoro. sentirsi vecchia. lavoro.
ecco, questo è il riassunto che si può fare della vita di fujii. e in qualche modo anche di questo numero cinque. e sinceramente a me sto supplement sta un po' cominciando a rompere.
ok, fu.
sei una donna adulta che lavora. non capisci una ceppa di uomini e hai avuto poche storie. questo non significa che nella vita non c'è altro. lavora, va bene, ma nel frattempo vivi. pulisci un po' quella casa deprimente in cui vivi, vai a fare shopping almeno una volta alla settimana e smettila di pensare solo agli uomini. sopratutto a quelli sbagliati. fidati, il pene non è poi nulla di così raro, puoi anche smettere di farti tante fregnacce in testa per questa storia.
c'hanno altro di molto meglio i maschi, ed è la capacità di farti essere felice. e tu, se continui così, non ne troverai neanche meno di mezzo così.
sinceramente, mi sto annoiando di questa donna depressa che non da una bella svolta alla sua vita. sono cinque numeri che si piange addosso, lavora, si compatisce, va a letto con l'uomo sbagliato, si lascia coinvolgere sentimentalmente senza che ce ne sia motivo, si lagna che casa sua è un casino, guarda con invidia le colleghe più giovani e si sente vecchia a neanche trent'anni. le darei un calcio in culo e poi la spedirei dritta in un manga di toriko chiya.
io spero davvero che non ci siano donne che vivono così eh...

passando a storie più allegre, situazioni che mi piacciono di più, manga meno piagnoni e protagoniste decisamente più carine: ho recuperato love button 5 e 6!


oh ma la carineria! oh ma la tenerezza! oh ma la pucciosità! io adoro questo manga ogni volta di più! koga si sta facendo sempre più dolce con nina, in fondo ormai la prende in giro giusto perché lei è troppo carina a caderci ogni volta con quelle sue facciotte irresistibili. ma in fondo è davvero innamorato di lei. e sono due piccioncini adorabili!
se vi state chiedendo chi è il biondino nella cover del numero 6, si tratta del miglior amico di koga, hayami, scrittore, gattofilo, burbero oltre ogni limite (almeno nei manga della usami!) e a quanto pare con una naturale avversione per nina.
*attenzione spoiler* nulla di troppo emozionante da raccontare se non che la mamma di koga (che conosciamo adesso e che non è affatto male) pare davvero intenzionata a divorziare dal padre e questo potrebbe voler dire che koga deve trasferirsi??? ahhh, datemi presto questo numero sette, subito!

mel-chan dove sei? ho preso kuroko's basket! allora, visto che qui passano per lo più fanciulle, lo dico subito: è un manga pieno di figaccioni. e kuroko è tenero da morire. questo è il primo buon motivo per leggerlo!
io ero molto indecisa su questa serie. ma esce un volumetto ogni due mesi. il che è il secondo buon motivo per leggerlo (almeno per il vostro budget).
i personaggi sono davvero particolari e interessanti, sopratutto i due protagonisti: taiga kagami, il megafigo con i capelli rossi, tipico giocatore di basket alto e muscoloso, personaggio parecchio aggressivo e desideroso di vincere, e senza dubbio uno sopratutto che non passa inosservato! a me piace tantissimo sopratutto per il suo carattere estremamente determinato, ambizioso e per la sua forza di volontà.
kuroko invece è un ragazzino piccolo, minuto, monoespressivo e praticamente invisibile. nel senso che dovunque si trovi, qualsiasi cosa faccia, non si fa mai notare da nessuno.
quello che potrebbe sembrare un difetto diventa il suo pregio migliore e fa di lui un ottimo giocatore di basket  all'interno della squadra. se taiga è quello che più si mette in mostra e che trascina da solo il gioco, kuroko vive e gioca in funzione di tutta la squadra: senza squadra lui non è nulla e la squadra ha bisogno di lui e dei suoi passaggi invisibili per vincere.
è un personaggio davvero fuori dal comune, per quanto io abbia letto pochi - praticamente quasi nessuno, non mi piacciono - manga sportivi e sa rendere interessante persino un manga incentrato sul basket (cosa che normalmente mi farebbe sbadigliare solo all'idea). e questo è il terzo buon motivo per leggerlo.
la cosa bella di questo manga è che non c'è solo la figura del figone di turno che gioca da solo tutta la partita, ma sopratutto l'attenzione al significato vero di gioco di squadra. e qui vi ho dato il quarto buon motivo per leggerlo. il quinto potrebbe essere che promette benissimo, in giappone sta avendo un successo spaventoso, il fandom su internet impazza e... un motivo ci sarà. a me è piaciuto un sacco!
riusciranno taiga e kuroko a sconfiggere tutti i membri della generazione dei miracoli?
che cos'è la generazione dei miracoli?
e leggetevelo, no?

martedì 12 febbraio 2013

davvero 3, il mondo di ran 2, tokyo alice 2 e notizie farlocche (più bonus foto e fuffa)

non è solo che sono metereopatica. odio i giorni di pioggia. sopratutto quando avrei voglia di uscire e andare a farmi un giro. e sopratutto passare dalla fumetteria, dove ho chili di roba arretrata che (spero) mi aspettano.
e invece niente, diluvio universale, freddo, neanche uno spruzzetto di sole.
e se ci aggiungiamo i dolori boia alle spalle dovuti alla piscina (non ve l'ho detto? sto cercando di imparare a nuotare, o almeno di evitare di andare a fondo come un pezzo di piombo. e anche di irrobustirmi un po', che non fa mai male).
completiamo la sensazione di scazzo profondo, noia e disinteresse per le prossime quattordici ore circa (quando si presuppone che me ne andrò a dormire) con la totale depressione che si riesce a ricavare cercando ogni giorno annunci di lavoro e non trovando nulla. ma proprio nulla.
perché vi sto raccontando questo? boh. devo pur sfogarmi in qualche modo (le braccia mi fanno malissimo! ;_; quasi quasi non scrivo più)

in realtà volevo parlarvi di tre cose. tre fumetti, più o meno recenti. e tutti e tre bellissimi e molto molto molto appassionanti. voi li leggete? se la risposta è no fate male. e clacca non approva.

il primo è davvero 3. come sapete da questo numero diventa bimestrale ed è una tristezza infinita per me. perché so che questa scelta è dovuta alle pochissime vendite. e so che questo è dovuto ai soliti pregiudizi: i lettori di manga l'avrebbero letto se l'autore fosse stato giapponese, i lettori di bonellidi l'avrebbero letto se avesse parlato dell'ennesimo ispettore, ladro, cowboy eccetera.
nessuno lo sta considerando per quello che è, e la cosa mi dispiace moltissimo. davvero è un bel fumetto, tutto italiano, fatto bene, con una bella storia, bei personaggi, prezzo abbordabilissimo, copertine accattivanti. eppure. le novità non sono mai troppo bene accolte.

*attenti agli spoiler* già dalla copertina si può immaginare cosa aspettarci. la stessa scena della prima, però con martina disperata e piangente, tutta in blu, senza altri colori, fredda. il blu è il colore della tristezza.
e martina è triste adesso: in una città che non conosce, senza essere ancora riuscita a trovare un lavoro, con i soldi che stanno per finire, natale che si avvicina e che per la prima volta trascorrerà lontana da casa, con una sola amica in una casa di gente che non fa che disprezzarla e trattarla da bambinetta viziata.
sicuramente lo è una bambinetta viziata, ma cosa altro sarebbe potuta diventare? è sempre vissuta avendo tutto già pronto, con altra gente che decideva per lei, come se il suo destino fosse stato scritto in partenza. lei è riuscita a ribellarsi e a fuggire dal bel nido caldo comodo e accogliente nel quale è sempre vissuta. almeno questo riconosciamoglielo.
ha avuto forza da vendere, anche se l'ha fatto con un bel mucchio di soldi presi da suo padre, in ogni caso non sono scelte facili.
e adesso, a diciannove anni, senza nessuno che l'aiuti, martina sprofonda nel blu.
i tentativi di socializzare dentro la casa in cui vive non vanno poi molto bene, a parte selena e rosco, nessuno la tratta meglio di una caccola.
e quel riccardo per il quale si è presa una cotta, si rivela essere ogni giorno che passa sempre più stronzo. ma davvero le piace una persona del genere?
riccardo è un personaggio che mi da il voltastomaco, belloccio e cattivo oltre ogni limite, il tipico ipocrita che si rivela per quello che è dopo che si è portato la sfigata di turno a letto. maleducato, cafone, stupido. può vantarsi di un aspetto notevole, ma per il resto è cacca che cammina.
martina lo incontra mentre sta scaricando una delle tante poveracce di cui sopra e non riesce a resistere: interviene quando i due arrivano alle mani, lo ferma e gli da - giustamente - dello stronzo.
il risultato non è dei migliori, sopratutto perché tutti gli dicono di non immischiarsi.
ragazzi, io non so come funziona a milano, ma qui uno che mette le mani addosso a una ragazza viene pestato dal primo che passa. e anche dal secondo. e non mi pare poi tanto sbagliato. andiamo avanti.
la reazione di riccardo verso martina è della peggiore specie. se già la prendeva per idiota prima, adesso la sua aggressività esplode completamente. quegli stupidi capelli davanti agli occhi non ti fanno vedere bene cosa succede? bene. zac. un bel colpo di forbici a un centimetro dagli occhi, una ciocca di capelli in meno, tagliata via con rabbia e cattiveria. la violenza è anche questo. niente di spettacolare, di esagerato. nulla di cui parlare con i vicini. un taglio fatto con prepotenza ai capelli.
lo shock per martina è parecchio forte. e la capisco bene. io sarei stata peggio. e poi l'avrei come minimo ucciso.
se prima era bruttina, con il nuovo taglio di capelli con minifrangetta martina è pressoché inguardabile.
e se ne aggiunge un'altra alla lunga lista di cose che non vanno.
e adesso selena dice che vuole andare via, a bologna. e tu martina, impara a non appoggiarti a lei, a camminare con le tue gambe. rimani sola in una casa dove tutti ti danno della bambinetta viziata, dove nessuno apprezza quello che fai, dove chiunque ti scarica addosso le sue frustrazioni.
vuoi davvero rimanere lì?

mi spiace enormemente dover aspettare due mesi prima di continuare a leggere questa storia. grazie starcomics, sempre la solita tristezza infinita.

passando ad argomenti più allegri, avete letto il secondo volumetto de il mondo di ran? aki irie è favolosa, con questo manga ci sta regalando una delle migliori letture dell'anno (sì, anche se siamo solo a febbraio, dubito che vedremo facilmente qualcosa che superi questo titolo).
la storia si fa più intrigante e in questo volumetto si corregge più il tiro: un po' meno slice of life, un po' più trama da fantasy *state sempre attenti agli spoiler!*. qualsiasi cosa siano questi insetti che la mamma di ran, la sempre più bella e conturbante shizuka, sembrano davvero pericolosi. uno di questi ha quasi fatto fuori otaro e non si sa come gli andrà a finire (e sopratutto come ha fatto a sopravvivere!).
ran è alle prese con la sua nuova maestra, tamao, dedita più al cibo e all'alcool che all'insegnamento e con una certa vena fetish che crea un po' di turbamento. ma se shizuka ha scelto lei...
il parco dei personaggi aumenta e aumentano anche i momenti da batticuore: conosciamo una vecchia amica di ran e famiglia, sango, anche lei parecchio abile con la magia e a quanto pare innamorata persa del fratello di ran, l'uomo-lupo jin. e poi c'è un compagno di classe di ran, makoto, che sembra proprio avere una cotta per lei e che però pare aver scoperto il segreto delle scarpe di ran! spero non sia un problema, è un bambino adorabile e mi piace molto molto mooolto di più di otaro!

lettura piacevole oltre ogni limite, so che c'è ancora tanto da scoprire sul mondo di ran e non vedo l'ora di farlo! la scena del massaggio della maestra sakura ad esempio è stata meravigliosa, surreale e comica al punto che mi sarei innamorata di questo manga leggendolo se non fossi rimasta folgorata già da prima solo a vedere le copertine.

se ancora non state leggendo ran, vergognatevi, poi pentitevi e andate a recuperarlo. non ve ne pentirete!

e infine arriva il momento che tutte noi assetate di shopping, carinerie e cose belle varie aspettavamo: tokyo alice 2! lo ammetto: adoro questo manga, che oltretutto ha avuto il merito di farmi scoprire, grazie al consiglio di anna, sophie kinsella, per la quale adesso vado completamente pazza ♥.

*attenzione agli spoiler!*
per fu è arrivato il momento di cominciare a farsi le giuste domande su okuzono: non è che sta prendendo una cantonata colossale facendoselo scappare? è bello, la tratta in modo gentile, è ricco, lei si trova tanto bene con lui... l'amore non è questo? stare bene insieme eppure sentirsi impacciati e insicuri accanto a lui quando non si capisce ancora bene cosa fare?
oltretutto anche il nostro uomo di ghiaccio non sembra indifferente a fu! si è persino preso una sbronza colossale per salvarla! (scena divertentissima, devo ammetterlo, le debolezze degli uomini che sembrano tutti d'un pezzo mi fanno sempre ridere un sacco).

e quando fu si accorge che mizuho sta soltanto usando okuzono per passare il tempo, continuando a frequentare altri ragazzi, perché tutta quella rabbia?
ahhh, va bene lo shopping, ma credimi fu, non sarà quella la solita gioia della tua vita ♥

intanto alla povera mizuho le cose non vanno per nulla bene. questa ragazza sembra avere la calamita attira-sfigati. sayuri le ha dato un sacco di consigli prima del suo appuntamento con un ragazzo niente male che sembra parecchio interessato a lei, ma non appena mizuho prova a comportarsi in modo più femminile e "debole" ecco che l'uomo sparisce. ma cosa te ne fai mizuho di un verme di quel tipo? lascia stare!
la lite con sayuri però è inevitabile, e così mizuho chiede a rio (la dottoressa) di ospitarla.
l'incontro con izumi, l'infermiere innamorato di rio (che l'ha beccata a spomiciare con un altro) non è che è voluto dal caso? lui sembra così dolce e protettivo... il ritratto dell'uomo di cui mizuho ha bisogno!

questo manga continua a divertirmi e a piacermi un sacco. finalmente l'amore trattato dal punto di vista di donne più adulte (di poco!) e la loro vita, senza piagnistei o sacrifici incomprensibili per il dio lavoro. insieme a supplement, con il quale forma una perfetta coppia luce-ombra, tokyo alice è un josei allegro, solare, spensierato eppure attento e realistico.
lo adoro ♥

momento dell'autoglorificazione: nel blog di yue, tra i commenti, si parlava dell'acquisto di unico. ebbene, fatemi i complimenti, perché una manibucate come me è riuscita a fare questo:


e ora andiamo con le notizie farlocche. dopo il non-annuncio di sakamichi no apollon, planet manga insinua il dubbio e la speranza nel cuore di molti con questo:


ok, sappiamo che sakamichi lo fanno loro. e l'altro molto probabilmente?
la yoshinaga ce l'hanno già loro con ooku. chihayafuru potrebbe essere anche, è stato annunciato di recente in francia e noi siamo bravi a copiare quello che fanno i francesi, cosa neanche tanto sbagliata.
volendo spararla grossa, anche la yoshida è una loro autrice e anche umimachi diary è stato di recente annunciato oltralpe.
natsume? ma magari, sono anni che lo chiediamo! vorrà dire che posticiperò ancora l'acquisto in inglese.
gli altri non li conosco, ma se sono tutti sullo stesso livello posso dire che qualsiasi cosa arrivi mi va bene.
il fatto che planet per ora stia sparando titoli di questo livello mi fa paura. hanno già pubblicato il pubblicabile della yuki e della yoshizumi? sono rimasti a secco di fuffa? lo spirito santo è andato a trovarli sotto forme di lingue di fuoco?
voi che ne pensate?