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giovedì 28 dicembre 2017

commenti randomici a letture randomiche (49)

dovrei fare uno di quei bei post di fine anno, con il resoconto di questo e i buoni propositi per l'anno nuovo, ma non sono proprio dell'umore, quindi ho pensato che è arrivato finalmente il momento di parlare dei manga presi tempo fa che stazionano sulla mia scrivania e che meritano il loro posticino nelle librerie e ovviamente sul blog.
mi sa che saranno gli ultimi manga del 2017, ho deciso di rimandare i giri in fumetteria per dopo capodanno onde evitare ulteriori distrazioni e provare a studiare con una qualche parvenza di serietà.

ho iniziato una nuova serie! ma a mia discolpa posso dire che ne avevo finita una da poco (vi dirò dopo quale) e che in ogni caso è una serie piccina picciò, già conclusa in giappone con il 5° volumetto, quindi nulla di troppo grave.
sto parlando de il riccio innamorato (per il quale ringrazio star comics, che altrimenti mi toccava recuperarlo a gennaio!), che avevo deciso che avrei preso dalla prima sbirciata alla copertina: i disegni sono assolutamente adorabili, e poi quel riccetto mi ha stesa completamente!
la storia non brilla per originalità (ricorda molto honey, che comunque, come ho detto mille volte, mi sta piacendo assai) ma è godibilissima, sopratutto per me che amo moltissimo questi manga semplici, senza eccessive pretese e molto, molto teneri: kii ha sentito parlare spesso di hozuki come di un tipo manesco, egoista e decisamente poco raccomandabile. però non riesce a non associarlo al suo riccio, sempre pronto a pungere gli altri ma solo per difendersi, nascondendo sotto gli aculei un animo - e un pancino! - tenero e dolce. le ci vuole pochissimo per rendersi conto che hozuki è proprio così, non cattivo, ma semplicemente timido e goffo, incapace di relazionarsi agli altri, con un brutto passato scolastico alle spalle che lo porta a tenersi sempre sulla difensiva.
i due fanno amicizia presto e kii si rende conto che oltre ad essere fondamentalmente buono, hozuki ha un fascino che la strega immediatamente, e le ci vuole veramente pochissimo per innamorarsi di lui. ma hozuki non è solo incapace di mostrarsi per quello che è realmente, ma non sembra molto spigliato in amore, anzi, per la precisione, sembra non riesca proprio a capire la differenza tra l'affetto che prova per i suoi amici e quello che potrebbe sentire per una ragazza.
tra incomprensioni e malintesi, pian piano il rapporto tra kii e hozuki si consolida e attraverso questa nuova amicizia, lui sembra sempre meno restio ad aprirsi con gli altri compagni di scuola, un bene da un certo punto di vista, ma pare proprio che kii non sia la sola ad essersi accorta di lui...
non mi aspetto grandissimi colpi di scena né chissà quale introspezione psicologica nei prossimi volumi, considerando oltretutto che ne rimangono solo quattro prima che la serie si concluda, ma sono abbastanza sicura che andando avanti continuerò ad apprezzare questi toni leggeri e scanzonati.
consigliato a chi ama le storie semplici e dolci.

che poi le storie semplici, dolci e leggere servono sopratutto per riprendersi da quelle pesaaanti. e infatti è finito, in un tripudio di drammaticità e lacrime, il fiore millenario.
ovviamente, spoiler sul finale!
la storia si conclude con un lieto fine a metà, o forse anche meno: a-ki riesce a riprendersi il regno, questo sì, ma a che prezzo? avevo sperato che lei e hakusei potessero vivere insieme per tutti gli anni che gli rimanevano, finalmente felici, ma la kaneyoshi ha voluto fino all'ultimo evitare le soluzioni troppo semplicistiche e irreali, arrivando a far sacrificare hakusei per proteggere a-ki e permettere che potesse compiersi il suo destino.
alla fine, dopo la morte di questa sovrana triste e amatissima dal suo popolo, scopriamo dalle parole di coloro che vengono imputati come i suoi assassini, che nulla, dal giorno in cui hakusei è scomparso, è riuscita a consolarla: impegnata come sempre fino allo stremo per il bene del suo popolo, a-ki non si è mai concessa un solo attimo di serenità, la sua stanza è rimasta vuota e spoglia come quella di un eremita, e probabilmente i fantasmi della sua vita l'hanno accompagnata fino all'ultimo minuto.
in definitiva, una storia drammatica e intensa, forse a volte un po' lenta, ma che ha dato vita a una protagonista indimenticabile. non nascondo che un lieto fine mi avrebbe fatto piacere, ma in effetti sarebbe stato troppo tirato per i capelli.
ancora più sinceramente, sono felice che sia finita, sopratutto che per a-ki siano finiti questi lunghi anni di sofferenza, e mi piace pensare che davvero, come si intuisce dalle ultime pagine, sia riuscita finalmente a ritrovare hakusei e a vivere felice con lui, lontana dai suoi doveri di sovrana e di vendicatrice.

cambiamo di nuovo atmosfera, tornando tra i banchi di scuola. amarsi, lasciarsi è arrivato al terzo volumetto e a me continua a piacere tantissimo anche se non sono ancora entrata in quel fangirl mode che mi prendeva tanto con le precedenti storie della sakisaka.
si direbbe che i ruoli si akari e yuna comincino a invertirsi: la prima, che tanto si diceva in grado di gestire i sentimenti in modo razionale, si ritrova intrappolata in quel misto di frustrazione e gioia che le da il suo nuovissimo amore per inui, sopratutto per via dell'atteggiamento di lui, che sembra immune da qualsiasi malizia e che spesso crea situazioni quasi imbarazzanti, ma che comunque non mostra per akari qualcosa che vada al di là della semplice amicizia.
ben lontana da quella sorta di pace interiore che si era imposta, akari sembra quasi incapace di gestire le sue emozioni, mentre la timida e goffa yuna, dopo essersi dichiarata ed essere stata respinta, è riuscita a mantenere con rio un rapporto di amicizia e confidenza, e pian piano, anche grazie al suo aiuto, sta riuscendo a uscire dal suo guscio di timidezza e imbarazzo, arrivando ad accettare un invito per un gokon e parlare tranquillamente con i ragazzi.
e se mettendosi in ridicolo durante una gara sportiva per far colpo su inui akari pensa di aver toccato il fondo, il colpo di grazia deve ancora arrivare, e arriverà quando meno se lo aspetta, e noi con lei!
le ultime pagine mi hanno lasciata di stucco (questo, dobbiamo ammetterlo, è il pezzo forte di io sakisaka) e non mi aspetto niente di meno che un casino epocale nei prossimi episodi.

anche hatsu haru continua a essere carino, nulla per cui strapparsi i capelli ma comunque una lettura piacevole. nel settimo volume kai e riko stanno finalmente insieme, hanno cominciato a superare la prima fase - quella della goffaggine e dei malintesi - e finalmente sembra che tutto vada a gonfie vele... o quasi.
intanto, per l'ennesimo malinteso, la coppia miki/kiyo sembra sul punto di sfasciarsi, non fosse che almeno loro sono in grado di riuscire a parlare e chiarirsi, e anche le tensioni tra riko e kiyo, amiche da sempre, un po' più lontane negli ultimi tempi, sono riuscite a risolversi.
hatsu haru non tradisce la sua natura di manga corale, dando a tutti i personaggi un po' di spazio per raccontare le loro vicende che non sono mai troppo in secondo piano rispetto a quelle dei protagonisti. certo, forse è un po' lento, ma continua a piacermi nonostante tutto.


dulcis in fundo, children of the whales arriva al secondo volume e ci riporta nel bel mezzo di una battaglia senza precedenti sull'isola di fango.
strani guerrieri vestiti da clown, impietosi come macchine, stanno decimando la popolazione, svelando solo dopo il loro obiettivo, quello di riprendersi lykos, per ordine di suo fratello, lo stesso che prima la aveva abbandonata.
la presenza di lykos sulla balena di fango, chiamata anche falaina, arresta il progetto di distruggere la popolazione che la abita.
ma la realtà che si cela dietro la società felice e utopica che abita falaina è completamente diversa da quello che appare, e adesso che i saggi hanno deciso di distruggere l'isola volante, con tutti coloro che la abitano, hanno anche deciso di svelare il loro passato: discendenti di criminali mandati in esilio, gli abitanti di falaina facevano un tempo parte di quello stesso popolo che ora è giunto per ucciderli.
per non far sterminare senza pietà la popolazione, gli anziani hanno pensato a un suicidio di massa, ma ouni, il ribelle desideroso di conoscere quel mondo esterno che lo ha tradito, e chakuro, archivista innamorato della storia della balena di fango, non hanno nessuna voglia di lasciarsi coinvolgere in questo piano né di cedere senza lottare: intenzionati a liberare il nuovo capovillaggio - rinchiuso in prigione subito dopo la sua nomina perché contrario all'autodistruzione dell'isola - e di salvare falaina e il suo popolo, li attende un destino incerto e lontano dalla tranquilla pace in cui hanno vissuto fino a pochi giorni prima.

mercoledì 10 maggio 2017

commenti randomici a letture randomiche (34)

tre nuove serie iniziate in due giorni.
qualcuno dovrebbe fermarmi!

dopo anni di soli shoujo manga - e qualche seinen - ho finalmente scoperto uno shounen, mi sembra un miracolo! ho letto il primo numero di noragami, lasciandomi convincere dal grande entusiasmo al suo annuncio e da un protagonista abbastanza singolare, oltre che da uno stile grafico abbastanza sulle mie corde (insomma, mancano le tipe con le tette gigantesche, che mi hanno sempre messo un po' di inquietudine), e mi è piaciuto un sacco, non mi lasciavo convincere da un fumetto del genere dai tempi di inuyasha!

protagonista della vicenda è yato, un dio tanto sconosciuto da essere costretto a mettere annunci in giro per strada - e persino nei bagni delle scuole! - per fare proselitismo.
yato offre il suo aiuto contro gli ayakashi - mostri invisibili agli umani ma causa di buona parte dei loro problemi - in cambio di una moneta da cinque yen, sognando di diventare famoso, amato e pieno di fedeli, a chi è così tanto disperato da riuscire a vedere il suo numero di telefono.
il primo episodio, che sembra più un episodio pilota, lo vede intento a risolvere i problemi di una ragazzina bullizzata dai suoi compagni di classe.
inizialmente yato è accompagnato da hanki, una ragazza - evidentemente non umana - che può trasformarsi in una specie di coltello con cui yato combatte gli ayakashi, ma dopo il primo caso hanki, stufa del caratteraccio di yato, decide di licenziarsi.
rimasto senza armi, yato si ritrova ancora più in difficoltà di prima. eppure, nonostante il suo desiderio di compiere gesta gloriose che gli diano fama e successo, accetta di aiutare un bimbo che ha chiesto il suo aiuto per ritrovare il suo gattino. durante questa missione (lo ammetto, è stata la storia del gattino a farmi innamorare completamente di questa serie), conoscerà hiyori, una ragazza che, a causa di un incidente, riesce a separare l'anima dal corpo e, per via di questo suo particolare status tra vita e morte, a vedere di ayakashi. il problema di hiyori però è che non può entrare e uscire dal suo corpo a piacimento, anzi, non riesce proprio a controllarsi, e per questo chiede a yato di aiutarla.
a completare la squadra alla fine di questo primo volume, sarà yukine, lo spirito di un ragazzino che yato prende come sua nuova arma, ma che, plausibilmente a causa della sua giovane età - è un adolescente! un piccolo maleducato adolescente ribelle! - non sembra molto condiscendente con yato.

ho cercato di raccontare il meno possibile della storia, anche se da quello che ho visto sia l'anime che il manga sono molto famosi, ma in ogni caso vorrei evitare il più possibile gli spoiler.
quello che mi ha convinto, oltre a una trama forse non originalissima ma comunque ben architettata e a un ritmo ferratissimo, è stato proprio il protagonista: nonostante sia un dio, seppur sconosciuto e senza mezzi e nonostante passi buona parte del tempo a mostrarsi come un arrogantello desideroso solo di essere adorato da più gente possibile, yato si impegna davvero per risolvere i problemi di chi si rivolge a lui, e si preoccupa sinceramente per gli altri (anche per i gattini! ). sarà che ho un debole io per gli tsundere, ma non mi capita spesso di affezionarmi così tanto a un personaggio fin da subito, quindi datemi immediatamente il secondo volume!
ah, per onor di cronaca, la serie è attualmente sospesa al diciottesimo volume per problemi di salute di una delle due autrici. al momento, considerato che ci vorrà almeno un anno e mezzo per arrivare a leggere il numero diciotto, non mi sembra ci sia troppo da allarmarsi, mi auguro che - quale dei due sia - si riprenda presto.

una delle due serie che invece non avevo preventivato di cominciare e invece poi mi ha fatto cedere una volta viste in edicola è stata i mille colori dell'amore, di ai minase. dopo la noia tremenda di namida usagi, avevo pensato di non cascarci più con lei, e infatti ho saltato con tranquillità dolce primo amore, salvo poi pentirmene dopo aver letto un sacco di commenti positivi in merito.
credo però che avrei dovuto lasciare anche questo al suo posto, perché mi ha già delusa un sacco al primo volumetto.
la trama sembrava promettere bene: due ragazzini si conoscono su un'isola, si innamorano ma si perdono di vista. anni dopo si rincontrano per caso: cosa succederà?
beh, in questo primo volume succede poco e niente, e quel poco fa venire voglia di lanciare tutto per aria e passare a una lettura successiva. in buona sostanza, lui fa finta di non riconoscerla, non si sa ancora per quale motivo, lei invece piagnucola tutto il tempo senza chiedere a lui il motivo di questo assurdo comportamento.
più i soliti cliché del tipo ragazzo che cerca di abbordare la protagonista mentre l'eroe interviene o la protagonista fa amicizia con una ragazza che inizialmente non le ispirava troppa fiducia.
insomma, veramente ma veramente noioso. non so se è colpa dell'inizio un po' troppo lento, colpa mia che sono partita già piena di pregiudizi (ma che l'ho comprato a fare? giuro che non so proprio cosa rispondere), colpa dei disegni che mi sembrano sempre un po' troppo rigidi e ripetitivi... insomma non ho nessuna voglia di sapere come andrà avanti, anzi, la mia copia sta già su bookmooch (se vi interessa, il mio profilo è questo).

la seconda serie che pensavo di skippare invece era honey, un manga che partiva malissimo con una trama pessima: lei si ritrova a dire sì alla proposta di matrimonio di un ragazzo che non conosce e le sembra un delinquente. il problema è che questa non è la trama, ma quello che succede in circa un paio di pagine.
un enorme malinteso dunque, diciamo che a essere pessima non è tanto la trama, quanto il modo in cui il manga è stato presentato. ed è un peccato visto che invece in giappone ha avuto un sacco di successo, aggiudicandosi anche una trasposizione cinematografica prevista per il prossimo anno.
effettivamente nao, la protagonista, si sente davvero rivolgere una proposta di matrimonio da onise, un ragazzo dall'aspetto spaventoso (cioè, il concetto di spaventoso in uno shoujo manga è: tizio carino con i capelli tinti e qualche orecchino. povere giapponesi...), ed effettivamente all'inizio è così spaventata che accetta.
ma ci vuole pochissimo a rendersi conto che in realtà onise è più buono del pane, e che le pessime voci che girano su di lui sono colpa del suo aspetto un po' fuori dall'ordinario.
così, il fidanzamento forzato viene interrotto senza troppi problemi e nao accetta la proposta di onise di rimanere buoni amici, rivelando al ragazzo - che continua a essere innamorato di lei - di provare dei sentimenti per so, il fratello di sua mamma che l'ha cresciuta da quando i suoi genitori sono morti.
ovviamente nao viene immediatamente messa in disparte per via della sua amicizia con un tipo la cui unica colpa è non avere i capelli neri (ma davvero sono così esagerati i giapponesi?), e quando bisognerà formare i gruppi per una gita scolastica, ai due si uniranno yashiro, una ragazza bellissima e apatica come poche cose al mondo, per nulla interessata ad avere degli amici (e quindi in perfetta sintonia con gli esclusi della scuola) e - in modo decisamente meno spontaneo! - misaki, compagno di classe di onise, bellissimo anche lui ma con un carattere veramente pessimo.

i personaggi, anche se un po' stereotipati, sembrano abbastanza interessanti, ma sopratutto onise è adorabile, l'esatto contrario del bello e stronzo che ho sempre odiato. i disegni sono carini e molto espressivi e il fatto di contare solo otto volumetti fa ben sperare, quanto meno si può essere abbastanza sicuri di non doversi sorbire inutili allungamenti di brodaglia.

oltre a iniziare roba nuova, ho continuato quella vecchia, ovviamente. in attesa del settimo volume, ho recuperato il quinto e il sesto di amami lo stesso, che continua a divertirmi un sacco.
visto che sono usciti da un po', non penso sia un problema fare qualche spoiler, anche perché finalmente michiko ha fatto la prima cosa saggia dopo un sacco di cosmiche minchiate e in qualche modo devo pur sfogarmi!

piena di dubbi sul comportamento di mogami, che si fa sempre più insistente circa il matrimonio, decide di farsi aiutare da kurosawa a capire se sta per infilarsi nell'ennesimo guaio.
l'atteggiamento accusatorio del capo sembra non scalfire minimamente mogami ma lascia michiko ancora più insicura di prima, fino a che lei non decide di ridare l'anello a mogami e annullare il fidanzamento.
ovviamente scoprirà solo dopo che il ragazzo aveva tanta premura di sposarsi solo per tranquillizzare i genitori malati e preoccupati di lasciare il figlio da solo, ma in fondo non era giusto arrivare all'altare con un uomo che non amava solo per vivere tranquilla... o invece sì?
mentre i suoi genitori, sconsolati dall'idea che a trent'anni michiko sia ancora zitella, la assillano perché si sposi al più presto o accetti di prendere parte a incontri organizzati, scopriamo qualcosa di più su kurosawa e il suo amore non ricambiato per haruko, che è la promessa sposa di niente poco di meno che suo fratello maggiore, un tizio dall'aria per nulla seria che però si svela essere una persona non solo molto responsabile, ma anche premuroso e gentile verso il fratello minore.

tutto è bene quel che finisce bene, e per i nostri due protagonisti invece finisce tutto malissimo: michiko è di nuovo sola e minacciata di ritrovarsi sposata per forza a un uomo che nemmeno le piace (questo o i genitori le negheranno ogni aiuto economico fino alla fine dei suoi giorni) e kurosawa ha definitivamente detto addio al suo grande amore.
soli e sconsolati, mentre il destino fa incontrare mogami e akira - i due scaricati - in una romantica atmosfera natalizia, michiko si ritrova tanto disperata da fare a kurosawa la più impensabile delle proposte...

mi rendo conto che ormai questo post è un papiro esagerato, ma visto che siamo in ballo, balliamo.
sta finalmente per terminare il fiore millenario, dopo tanta fatica e sacrifici a-ki, adesso in possesso dello stemma completo che la legittima sovrana di a, si ritrova a un passo dalla battaglia decisiva contro do-hi, la donna che le ha distrutto la vita, ucciso la madre e il padre, usurpato il suo regno e che l'ha costretta a passare tanto tempo lontana dal suo paese.
a-ki è determinata e risoluta, ha un esercito e il re di so dalla sua parte, eppure non riesce a tenere da parte i suoi sentimenti per hakusei. da un lato la voglia di stare con lui per sempre, di essere una donna qualunque, di non avere la responsabilità di un intero paese sulle sue spalle e poter decidere liberamente di stare con l'uomo che ha sempre amato, dall'altra la consapevolezza che hakusei è costantemente in pericolo accanto a lei, e che l'unico modo per proteggerlo è allontanarlo.
mi duole ammetterlo perché sono veramente affezionata a questi personaggi e alla storia, ma sta rallentando un po' troppo, ed è un peccato, considerando che manca poco alla fine e nessuno si sarebbe offeso per un volumetto in meno,
i tentennamenti di a-ki durano da troppo tempo e questo continuo rimandare la sua decisione in merito al rapporto con hakusei non fa che tenermi in ansia su quello che sarà il finale, che temo sempre più possa riservarci lacrime a profusione...

mercoledì 9 novembre 2016

commenti randomici a letture randomiche (23)

è tornata la nakahara e finalmente, dopo due titoli un po' sottotono (nanako robin e berry dynamite), ha tirato fuori un primo volume che riporta agli entusiasmi di lovely complex.
amami lo stesso, oltre ad avere uno dei titoli più imbarazzanti della storia, è uno dei migliori numeri uno degli ultimi mesi, un inizio che lascia presagire una serie che non intende prendersi troppo sul serio e promette una buona dose di divertimento e di fangirlistico entusiasmo.

amami lo stesso è il primo josei (ovvero, un manga indirizzato a donne sopra i diciotto/vent'anni) della nakahara e per quanto la protagonista, michiko shibata, sia svampita e un po' stupida come risa di love*com, la situazione è forse ancora peggio, visto che lei ha 29 anni, è stata licenziata, ha un pessimo curriculum e non riesce a trovare un nuovo lavoro. l'unica cosa che riesce a tirarla su di morale è il sorriso del suo speriamo-che-prima-o-poi-lo-diventi-davvero fidanzato, il giovanissimo junta, uno studente universitario più giovane di lei, che, cosa evidente a chiunque ma non ha michiko, la sfrutta per regali, prestiti e pranzi offerti.
siccome si sa, piove sempre sul bagnato, persa l'occasione all'ennesimo colloquio di lavoro, michiko incontra per caso ayumu kurosawa, il suo ex capo durante l'ultimo impiego. un vero demone, a detta di michiko, sempre pronto a rimproverarla e renderle la vita un inferno.
eppure, nonostante michiko non provi nemmeno a nascondere l'antipatia che prova per lui, kurosawa si propone di aiutarla, prova ad aprirle gli occhi su junta e la mette a conoscenza del suo nuovo progetto: riaprire un vecchio locale di famiglia, il girasole, nel quale michiko potrà lavorare fino a che non riuscirà a trovare di meglio.
il lavoro non è certo dei più ambiziosi, visto che la nostra si ritrova a fare da mascotte per strada a distribuire volantini pubblicitari vestita da fiore gigante, e i suoi colleghi, tutti amici di kurosawa, sembrano dei veri delinquenti.
ma in ogni caso è un lavoro, e quando si è al verde non si può essere più di tanto schizzinosi. oltretutto, questa svolta improvvisa, da anche a michiko la possibilità di scoprire qualcosa di più di kurosawa, del suo passato e del suo presente, visto che ha appena lasciato la sua fidanzata...
adesso che ha finalmente capito che junta l'ha sempre sfruttata senza provare nulla per lei e adesso che il suo ex capo comincia a sembrare un po' più umano di quanto sembrasse, la ship è partita alla stragrande e veleggia felice verso il prossimo volume, che io non vedo l'ora di leggere!
lo stile è sempre quello a cui la nakahara ci ha abituati, per fortuna, nonostante il cambio di target, sono rimaste le sue faccine buffissime e il suo tratto pulito e molto personale.
informazione di servizio per chi vorrebbe iniziare la serie ma teme l'ennesimo polpettone infinito: tranquilli, amami lo stesso si è concluso da poco, dovrebbe contare in totale 10 volumi e l'autrice ha iniziato uno spin off (non so quanti volumi saranno né se si occuperà dei personaggi secondari, un po' come lovely complex two)

si va avanti anche con rere hello, che da noi è giunto al settimo volumetto, in giappone si è concluso con l'undicesimo (che ha una copertina bellissima! se non l'avete ancora vista cliccate qui!), e che a me continua a piacere veramente tantissimo.
di certo non si può dire che sia un titolo particolare per l'originalità dei contenuti o per i colpi di scena, anzi, la storia è abbastanza scontata, ma la narrazione procede sempre bene, senza intoppi, senza digressioni noiose e senza lasciare da parte nessuno dei personaggi. insomma, una storia d'amore come tante, ma molto, mooolto ben fatta.
in questo volume, mentre il rapporto con minato si va sempre più consolidando, a ririko rimangono i sensi di colpa per serina, che ha visto infrangersi il sogni di stare con il cugino.
testarda com'è, ririko farà di tutto per farsi accettare e dimostrare che è la ragazza giusta per minato, e nel frattempo, chiarirà con nanami, che continua il suo proposito di vendicarsi di minato.
ma a quanto pare, dopo serina e nanami, sembra che stia per arrivare un altro problema, ancora più grande, e sembra che riguardi la famiglia di minato...
mi sa che a ririko toccherà faticare per mantenere la felicità che sembra aver finalmente raggiunto, ma confido tantissimo nella sua forza d'animo. sono sicura che i prossimi volumi porteranno a un gran bel finale!

e in questi giorni è uscito anche un altro dei miei titoli preferiti tra quelli attualmente in corso, il fiore millenario, che si avvia ormai alla conclusione e che in questo volume, il dodicesimo, ci prepara a quello che sarà uno scontro tanto atteso quanto temuto, quello tra a-ki e l'usurpatrice del trono del regno di a, do-hi.
e ci prepara anche all'epilogo della vicenda sentimentale tra a-ki e il suo fedele hakusei.
la giovane principessa ne ha ormai passate veramente di tutti i colori, e adesso, con il sostegno di tan, ormai re di so, è pronta a riprendersi quello che è suo.
eppure è ovvio che il ruolo di regina le chiederà dei sacrifici: come potrà continuare a tenere accanto a sé quello che agli occhi di tutti è solo uno schiavo di una strana razza, una bizzarria della natura? per una regina è impossibile seguire i propri sentimenti, i matrimoni sono quasi sempre necessari per consolidare alleanze politiche, e a-ki sa che non potrà sottrarsi ai suoi doveri.
ottenere la vendetta su do-hi, che ha umiliato e ucciso sua madre, distrutto suo padre, usurpato il potere e adesso sta tentando di mettere sul trono un figlio inetto che non ambisce nemmeno al ruolo che lei sogna, ha un costo altissimo per a-ki: non solo dovrà rinunciare a essere una ragazza come qualsiasi altra per adempiere al suo ruolo, ma deve continuare a portare addosso il peso della colpa di tutta la sofferenza e la morte che è stata necessaria per portarla qui dove è arrivata.
in queste pagine si sente in modo fortissimo il lacerarsi interiore della giovane principessa: da un lato, il desiderio di vivere in pace, serenamente come una persona qualsiasi, libera di stare accanto all'uomo che ama, dall'altro, la consapevolezza di non potersi permettere di pensare a sé stessa e di dover agire per il bene di tutto il regno.
lo scontro si avvicina e dopo non ci sarà altro che un bivio: la morte davanti ai soldati di do-hi o la riconquista del regno di a, e l'inevitabile perdita di hakusei.
mancano circa tre volumi alla conclusione della storia e io non so se desiderare che finisca o se cercare di ritardare il più possibile il momento che mi sembra tristemente ineluttabile. nel dubbio, continuo a immaginare per a-ki e hakusei un futuro felice, per quanto improbabile, e continuo ad augurarmi che i miei presentimenti per la fine della storia siano sbagliati, perché una parte di me sa, fin dal primo volume, che ci saranno lacrime a fiumi.

venerdì 22 luglio 2016

commenti randomici a letture randomiche (18)

e questa volta tocca ai fumetti! pochi e usciti già da un pezzo. ormai in fumetteria ci vado veramente di rado e prendo poca roba, e la cosa mi deprime da morire! però adoro tutte e quattro le serie di cui vi parlo oggi, quindi, tutto sommato, posso dire di essere contenta... vorrei solo riuscire a mettermi in pari con un po' di altra roba (sopratutto star comics... non lo faccio apposta, ma quei manga non li trovo quasi mai e sto indietro con un sacco di titoli!)
vi avviso che ci sono spoiler, ma ormai credo proprio che questi numeri li avete letti tutti...

nel quarto volume di romantica clock sembra si stia rallentando un po' il ritmo: l'attenzione è tutta focalizzata sui gemelli e sull'assurdo desiderio di akane di dimostrarsi per una volta superiore ad aoi ma in modo onesto, senza sotterfugi di sorta. così ha deciso di entrare alla stessa scuola che ha scelto suo fratello...
volumino carino ma senza grandi rivelazioni, quello che sembrava il nemico giurato di aoi si smoscia subito, per rivelarsi il tipico arrogantello buono dentro.
tanta gioia per l'episodio dedicato a milky ♥

densissimo di eventi invece l'undicesimo volumetto de il fiore millenario, che si avvicina alla conclusione (l'ultimo volume sarà il 14 o il 15, quindi se ancora non avete recuperato questa serie b e l l i s s i m a datevi da fare che non avete più scuse).
tan riesce nella sua rivolta contro il re e si rivela essere, in fin dei conti, qualcosa di meglio dello stupido superbo che aveva cercato di far credere. come ogni rivolta (tranne quelle organizzate ad hoc per rafforzare un potere in modo incostituzionale, ma queste cose succedono nel mondo reale, non nei fumetti), c'è un prezzo da pagare, e questa volta toccherà a ko, fratello maggiore di tan creduto morto e tornato per combattere contro il re, perdere la cosa più preziosa. lacrime e tristezza senza decenza.
a-ki e hakusei finalmente si ritrovano, gioia per chi li shippa tanto quanto me (sono una delle mie coppie preferite, spero che la cosa finisca bene e alla fine possano stare insieme) ma nessuna scena memorabile per il cuore delle fangirl. ma a quanto pare non c'è tempo per le melensaggini, ormai lo scontro con do-hi è imminente e a-ki è più determinata che mai. e io soffro tantissimo ad aspettare e aspettare e aspettare tra un volume e l'altro...

quarto volume anche per marmalade boy little, nel quale la storia di rikka e aoi, dopo un'impennata
fatta di tentativi di baci, dolci fatti a mano e l'immancabile appuntamento di natale, finisce, con lui che la pianta, sicuro che il loro amore non sia vero.
inutile che io esprima pareri su questa cosa, mi sembra così stupida che non ce la faccio neanche a pensarci. saku adesso non ha rivali, il suo amore per rikka è puro e indistruttibile. la poverina è parecchio confusa a proposito dei sentimenti che prova per saku - un amore esclusivamente fraterno, almeno fino a ora - e la consapevolezza dell'amore di lui... alla yoshizumi piacciono le adolescenze travagliate! uh, miki e yuu si sono finalmente sposati! evviva evviva!!! e a fine volumetto c'è anche uno speciale ambientato quando rikka e saku erano piccini e la storia di yuu e miki era cominciata da poco: un extra simpatico e piacevole.
dal prossimo numero mi auguro che tra i due fratelli si chiarisca un po' la situazione perché tutto questo sta mettendo più ansia a me che a rikka!

e l'ultima lettura in ambito manga è stata il quindicesimo volume di natsume degli spiriti, fumetto che continuo ad adorare episodio dopo episodio. è raro trovare qualcosa di tanto poetico, di così capace di portarti in un altro mondo, fatto di boschi e di campagna, una storia che ti immalinconisce e ti fa sperare che la gentilezza, l'amicizia, la lealtà possano esistere ancora.
natsume degli spiriti è il mio attimo di pace, mi rinfranca leggerlo, mi fa stare veramente bene. è uno dei migliori antistress di sempre, dovreste provare!
nella prima storia torna natori, che pare cominci a sospettare che natsume nasconda un segreto, e che si tratti anche di qualcosa di importante.
nella seconda storia un piccolissimo e tenerissimo yokai dall'aspetto simile a un fungo in kimono, cercherà di ottenere a tutti i costi un posto nel corteo di uno spirito di molto superiore a lui, che aveva conosciuto tempo addietro e che, nonostante le palesi differenze, aveva stretto amicizia con lui.
è incredibile come si possa raccontare di impegno, determinazione, lealtà e amicizia senza mai scadere nel banale. yuki midorikawa è davvero una poetessa.
l'ultima storia mi è piaciuta da morire, è concentrata tutta sulla figura della signora toko prima dell'arrivo di natsume e nei primi periodi di convivenza con il ragazzo. la signora toko ha un animo gentile, generoso e discreto, accoglie con gioia quel ragazzino strano, con un passato tanto sfortunato, e accetta le sue stranezze come qualcosa di speciale, senza averne timore.
è la persona perfetta, premurosa e mai impicciona, per natsume. è una figura che mi piace moltissimo e sono stata felice di leggere una storia così bella dedicata a lei.
apprendo con gioia che in patria la serie è arrivata al ventesimo volumetto ed è in corso: per quello che mi riguarda, posso continuare a leggere le avventure di natsume per sempre, non riuscirei a stancarmene mai!

lunedì 5 maggio 2014

il fiore millenario 2, 7shakespeares 4, dal vesuvio con furore, jammin' apollon 6

la lettura del secondo numero de il fiore millenario non ha fatto che crescere l'amore sperimentato a sorpresa con la lettura del primo volume.
*attenzione agli spoiler!*
l'ormai quindicenne principessa a-ki è pronta alla battaglia tra ko, il piccolo paese che ha dato i natali a sua madre e nel quale adesso lei si trova, e il gigantesco do, paese d'origine della principessa rivale che le ha causato l'esilio. stanca che tutti cerchino di imporle un atteggiamento più consono al suo ruolo di principessa, a-ki vuole lottare davvero e vuole farlo al fianco di hakusei.
ma quando si trova davanti a un uomo ferito, quando vede il sangue, quando percepisce la fredda sicurezza con la quale gli uomini si uccidono sul campo di battaglia, per a-ki è un durissimo colpo, è la prova che non può essere anche lei un soldato. o forse no? se venisse messa in pericolo la vita della persona che più ama al mondo? momento di commovente ed emozionante fangirlismo.
nel frattempo un emissario del principe di so a cercare di convincere a-ki ad accettare una proposta di matrimonio al fine di unire i regni di ko e so. neanche a dirlo, un po' per bastiancontrariesimo, un po' per femminismo ante litteram, un po' (molto di più) per via di hakusei, a-ki rifiuta, anche quando scopre che l'emissario del principe e il principe... sono la stessa persona!
nel frattempo, alla notizia della vittoria di ko su do dovuta alla strategia militare sviluppata da a-ki, do-hi diventa sempre più crudele e desiderosa di vendetta. e la relazione tra a-ki e hakusei sembra che sia per cambiare bruscamente direzione! momento di isterico ed urlante fangirlismo.

continua alla grande anche 7shakespeares, che nel quarto volume fa un lunghissimo flashback e ci racconta finalmente dell'infanzia di william e john, figlio di una famiglia disastrata il primo e di borghesi autoritari l'altro, tra amori finiti nel modo sbagliato e le persecuzioni dei protestanti ai danni dei cristiani.
interessantissimo, certo, ma spero che la narrazione riprenda presto il filo da dove si è interrotta al terzo volume, il personaggio di lee è quello che per il momento mi piace e mi interessa di più.







di uscita recentissima invece (il resto della roba langue da un bel po' sulla mia scrivania in attesa che io ve ne parlassi) è il primo volume della nuova collana disney/panini topostorie, numero dedicato alla fascinosissima strega partenopea amelia, dal vesuvio con furore.
a differenza dei soliti vattelapesca di ristampe a cui disney ci ha da secoli abituati, questa nuova collana si propone di ristampare storie edite ma incorniciate in una nuova storia che le collega tra di loro.
esperimento che a me personalmente non è dispiaciuto affatto, per cui vi consiglio caldamente di cercare questo volumetto, è abbastanza corposo, 240 pagine circa, e ha un prezzo più che contenuto (4,00€).
al prossimo volume tocca al trio paperino-topolino-pippo, in edicola dal prossimo mese.

nel sesto volume di jammin' apollon viene raccontata da principio la storia tra jun'ichi e yurika, e sopratutto nell'animo dei tre protagonisti le cose cominciano a farsi sempre più chiare: sentaro sembra si stia rassegnando all'idea di aver perduto per sempre la donna che ama, ricchan invece è sempre più consapevole di aver rifiutato kaoru troppo presto e adesso si sta ricredendo sempre più in fretto e nel frattempo kaoru è incapace di aiutare sentaro se non con la sua solo presenza.
insomma un bel frullato di turbamenti adolescenziali e tardoadolescenziali e di un sacco di problemi nati dal fatto che la gente, molto semplicemente, ogni volta che potrebbe risolvere un problema parlando, sta zitta e incasina sempre di più le cose.
sono curiosa di vedere cosa succederà nel prossimo numero, visto come termina questo.
come sempre, la storia finale è davvero bellissima. la kodama dovrebbe veramente mettersi a fare seriamente solo queste cose!

mercoledì 19 marzo 2014

il fiore millenario 1

quando è stato annunciato non gli avrei dato un centesimo, non mi piaceva affatto la copertina e continua a non piacermi, ma per fortuna superata la barriera dell'orrida illustrazione iniziale, il fiore millenario si è rivelata un'ottima lettura, una vera e propria sorpresa!

*attenzione agli spoiler!*
nel regno di a, nel palazzo reale, vive una principessa piccola e birbante, si chiama a-ki e vive in una piccola area del palazzo insieme alla madre ko-hi, da molto tempo malata. le due sono state quasi dimenticate dal re di a, da quando la sua seconda moglie, do-hi, ha generato un figlio maschio.
a-ki più che una principessa, sembra un'accattona che deve rubare per poter mangiare qualcosa. ed è così che la vede per la prima volta hakusei, uno schiavo sfuggito a do-hi, un ragazzo dagli incredibili capelli color del grano e gli occhi azzurri come il cielo.
a-ki e hakusei diventano subito amici, o per meglio dire, hakusei si autoproclama servo di a-ki e si dona a lei come fiore millenario, riprendendo la vecchia leggenda di un fiore che sboccia ogni mille anni e che può esaudire qualsiasi desiderio. la promessa di hakusei, commosso nel vedere come a-ki si prenda cura della madre inferma, gli fa promettere non solo fedeltà alla nuova padrona, ma la sua eterna amicizia e protezione.
i due ragazzini incontrano uno strano mercante di nome seitetsu, un uomo che comprende subito chi è in realtà a-ki e che decide di aiutarla non solo procurandole le medicine per sua madre, ma insegnando a lei e a hakusei tutto quello che a corte viene loro negato: una completa e assoluta educazione, che spazia dalla capacità di conversare con eleganza a quella di combattere e cacciare. per sei anni i due ragazzi crescono insieme, seguendo le lezioni di seitetsu, continuando la loro difficile vita di principessa reietta lei e di servitore lui, sviluppando un rapporto di amicizia che va oltre il semplice affetto, una complicità che è quasi simbiotica, assoluta e totale.
un giorno durante il quattordicesimo anno di a-ki, viene convocata dal padre, il re, che le annuncia la visita degli ambasciatori dei vicini regni di ko - da cui viene la prima principessa, sua madre - e di do - da cui proviene la seconda, stronzissima, consorte del re, madre del principe. il re ha deciso che alla battuta di caccia organizzata in onore degli ambasciatori, parteciperà anche la figlia.
felice di essere finalmente tenuta in considerazione dal re suo padre, che fino ad adesso l'aveva sempre ignorata completamente, durante la caccia a-ki si impegna al massimo delle sue possibilità e si dimostra la migliore cacciatrice del gruppo, stupendo tutti perché, ufficialmente, lei non ha ricevuto nessuna educazione né addestramento.
quando riceve l'invito a recarsi dal padre, insieme al dono di una zuppa preparata con le carni dei cervi da lei uccisi, a-ki va con entusiasmo e gioia, sicura di trovare il genitore finalmente disposto ad accoglierla e magari di preoccuparsi un po' di sua madre. invece il padre la accusa di aver umiliato il principe e tutto il regno, ridicolizzando la famiglia imperiale davanti ai regni alleati, e la ripudia, dicendole di andare nel regno di ko e di consegnarsi come ostaggio. sconvolta ritorna ai suoi appartamenti e scopre che la madre è morta, avvelenata dalla zuppa che forse era destinata proprio ad a-ki.
adesso ogni cosa è contro di lei: il padre la disconosciuta, la madre è morta, la seconda regina la odia da sempre e adesso non ha più nessuno che la trattenga. l'unica cosa che le rimane da fare è andare al regno di ko e consegnarsi al re, che poi è suo nonno da parte di madre.
anche a ko la vita non è facile: il re è turbato per la morte della figlia e non fa nulla per far sentire la nipote accettata e le donne della corte sono sconcertate dai modi poco eleganti di a-ki e dall'aspetto insolito di hakusei, e a tutto questo si aggiunge il fatto che il regno di a ha appena annullato il suo trattato di pace con ko, che rischia l'assedio da parte di do.
adesso a-ki rischia anche la vita, in quanto prigioniera di guerra, ma si ritrova, incoraggiata da seitetsu - che è apparso a ko come un angelo custode - e da hakusei, a chiedere a suo nonno di dargli la possibilità di combattere per ko, visto che ormai nel regno di a non ha nulla a cui è legata se non la vendetta, che ancora non può permettersi di provare a ottenere. seitetsu e hakusei la spingono a capire il valore della sua vita, che è stata salvata, con il sacrificio ultimo, proprio da sua madre, che sapeva che la zuppa era avvelenata ma si è lasciata uccidere per permettere alla figlia di essere libera e di potersi vendicare ottenendo il posto di regnante che le spetta.
*fine spoiler!*

come si può intuire anche solo scorrendo velocemente il post, questo primo volumetto è indicibilmente denso e pieno di avvenimenti, tutti raccontati in modo coerente, mai frettoloso né noioso. i personaggi sono ben delineati e caratterizzati, sopratutto a-ki, che è una di quelle protagoniste la cui incredibile forza di volontà e il carattere al contempo dolce e gentile te ne fanno innamorare a prima vista, e non puoi fare altro che tifare per lei e voler a tutti i costi seguire le vicende senza staccarti dalle pagine.
hakusei è un personaggio bellissimo, sembra la classica figura del servitore fedele, eppure già da subito riesce ad acquisire uno spessore e un'identità tutta sua. il suo rapporto con a-ki è davvero bellissimo e sincero, perché è basato non sul solito patto d'onore stabilito con vecchi familiari della padrona, ma sulla stima e la fiducia, un rapporto, come dicevo prima, che va molto oltre il servire o l'essere amico. è un'unione tanto profonda che potrebbe anche sembrare falsa, ma l'autrice è riuscita a renderla in modo tanto naturale che le scene in cui i due si abbracciano più che fangirleggiare fanno quasi commuovere.
il tratto è pulito ed elegante nella sua semplicità, eppure devo ammettere che le illustrazioni di questa prima copertina non mi piacciono affatto, mentre trovo molto belle quelle dei numeri futuri. bah, chissà...

di izumi kaneyoshi avevo letto tempo fa anche seiho high school men's, uno shoujo abbastanza atipico eppure carinissimo di cui mi accorgo solo ora di non averne mai parlato. rimedierò.
intanto il consiglio è di recuperare assolutamente questo primo volumetto de il fiore millenario! fidatevi di clacca, è proprio bellissimo!