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domenica 8 ottobre 2017

commenti randomici a letture randomiche (43)

scavando nell'immane casino della mia scrivania, completamente affastellata di cose da leggere, da recensire, quaderni di appunti e un sacco di altra roba, è venuta alla luce una pila di manga di cui avrei dovuto scrivere da circa un mese e di cui mi ero quasi dimenticata.
approfitto quindi di questa domenica di pausa per un recupero randomico e velocissimo che non dovrebbe togliere troppo tempo e spazio alle millemila cose recuperate al tcbf (e ad essere sinceri ho ancora roba presa all'arf che devo recensire... sigh!)

sicuramente conoscete bene la gioia che si prova a concludere una serie, anche quando sappiamo che quei personaggi ci mancheranno dopo. tra i manga di cui vi scrivo oggi ci sono due volumini che concludono le serie, ma di uno possiamo ben sperare nella pubblicazione del sequel, ed ovviamente sto parlando di amami lo stesso, di aya nakahara.
la più goffa e ingenua delle trentenni che possiamo trovare tra le pagine di un fumetto ha finalmente trovato l'amore, i suoi sentimenti per il capo si sono fatti più chiari e - cosa che inizialmente le sembrava più impossibile che imbattersi in un unicorno - lui ricambia in tutto e per tutto.
con che coraggio dirle che noi l'avevamo capito fin dalla prima pagina?
comunque, adesso i due sono i meno stereotipati piccioncini che anni di shoujo manga potevano farci immaginare, ma nonostante tutto, la loro storia sembra destinata ad andare a gonfie vele, e molti dei punti irrisolti del rapporto tra shibata e la sua famiglia vengono alla luce (svelandoci che la goffaggine emotiva può anche essere ereditaria).
cuori a carriolate a parte, come accennavo, la serie - che mi viene da definire come una delle migliori tra quelle (manga) che sto leggendo ultimamente - continua in un sequel attualmente in corso in giappone ma con due soli volumi in attivo, ed è facile immaginare che presto arriverà l'annuncio da planet manga, quindi nonostante la malinconia, possiamo sperare che non sia un addio ma solo un arrivederci.

salutiamo invece i due gemelli di romantica clock e tutti gli altri personaggi con il decimo volumetto della serie, in cui yoko maki dispensa lieto fine per tutti: tutte le coppie che avevamo shippato fin dall'inizio sono finite insieme o hanno consolidato il loro rapporto, ovviamente, e altrettanto ovviamente i problemi di salute di akane si sono risolto al meglio, così che tutti sono riusciti ad iscriversi nella nuova scuola tanto agognata, ma la vera sorpresa è che finalmente si è fatto vivo il padre dei fratelli kajiya è tornato, e invece di prendersi la padellata in faccia che meritava, dopo qualche lacrima è stato riaccolto dalla famiglia a braccia aperte.
sicuramente non troppo brillante - e di certo non divertente come amami lo stesso - in qualche modo però questa serie, che sprizza miele e stelline da tutti i pori, mi è piaciuta parecchio dal primo all'ultimo volume proprio per la sua dolcezza e quell'aria un po' ingenua e infantile che caratterizza tutta la storia. insomma, se non siete troppo allergici alle atmosfere zuccherose, recuperatela perché merita.

c'è poi un'altra serie che sta quasi per concludersi ed è rere hello, arrivata al volumetto numero 10 (l'ultimo, il prossimo, uscirà questo mese) e che infatti si sta preparando per uno di quei calmi e rassicuranti finali tipici del genere.
dopo essere stato costretto a partecipare a un incontro per un matrimonio forzato, minato scopre che la ragazza che doveva incontrare è aoi, la bella giovane di buona - ma decaduta e in miseria - famiglia, nipote di un vecchio amico di famiglia di minato.
ovviamente minato rifiuta di iniziare una relazione con aoi, e tutto potrebbe finire con un bel e vissero tutti felici e contenti (anche aoi, ché non è che se non ti fila il tipo che ti piace a quindici anni non hai più possibilità di essere felice per il resto della tua vita), e invece no, perché dobbiamo per forza renderci infelici e frustrati e nulla più al mondo ci distrugge quanto un amore andato male, così aoi continua con la sua fissazione, fino a quando non scopre che la misteriosa ragazza di minato è la sua amica ririko... e anche lì, invece di fare un passo indietro, continua imperterrita a tentare di rovinare ogni cosa.
e nel frattempo siamo all'inevitabile gita al mare! cliché e cuoricini come se non ci fosse un domani!
ormai manca pochissimo per sapere come finirà, facciamoci coraggio insieme!

lontanissimi dalla conclusione sono invece i prossimi tre titoli.
cominciamo con il grande ritorno di marmalade boy little, di cui ormai si può dire che mi ero dimenticata persino l'esistenza.
la yoshizumi è secondo me la maestra assoluta delle storie d'amore assurde, e qui, i due non-esattamente-fratelli finalmente si sono messi insieme, con tanto di approvazione dei genitori.
ma è la yoshizumi e non possiamo che fare spallucce e goderci la storia, che non prospetta grandi sorprese o colpi di scena. sul finire del volumetto - mentre rikka e saku si trovano a fare una gita improvvisata con yu e miki (i protagonisti del primo marmalade boy, fratellastri anche loro che hanno però coronato il loro sogno d'amore) - rikka incontra un ragazzo dall'apparenza gentile e disponibile. nulla di troppo rilevante se poi non se lo ritrovasse anche a scuola.
mi sa che abbiamo conosciuto il nuovo terzo incomodo...
marmalade boy little sembra solo un'altra versione di marmalade boy, ma io non so resistere proprio al tono da soap opera della yoshizumi, però sappiate che se non sopportate il genere, questo non fa affatto per voi.

altra roba che cola miele fin dal titolo ovviamente è honey di amu meguro, giunto al numero 3 (ma sta per uscire il 4...) che inizialmente non mi ispirava affatto, ma più va avanti più mi coinvolge.
onise, nonostante il suo aspetto poco rassicurante, è riuscito a farsi ricambiare da nao e anche se continua a non essere troppo popolare tra gli altri compagni, può dire di essere felice accanto alla sua ragazza.
presto però un suo compagno di classe, futami, il classico ragazzo bello e simpatico, inizia ad interessarsi a lui, a voler a ogni costo fare amicizia. sembra una bella cosa, ma manco a dirlo presto l'atteggiamento di futami cambia radicalmente, sopratutto nei confronti di nao.
ma in fondo, che shoujo sarebbe senza il tizio che si mette in mezzo dichiarando che porterà via a ogni costo la protagonista dal suo fidanzato?
grazie al cielo ci risparmiamo il quindicenne borioso che cerca di fare l'uomo forte, anzi onise è talmente tanto confuso che per amore di nao potrebbe combinare la peggiore delle scemenze...
niente, adoro questi due ragazzini nonostante siano dei tonti e mi sento sempre più in colpa per aver snobbato questo titolo all'inizio!

per finire, terzo volume di tsubaki-cho lonely planet (di cui credo di aver visto in edicola il quarto volume, ma non sono sicurissima, aggiornatemi se è già uscito!).
so che a molte non sta piacendo perché somiglia tanto a una stella cadente in pieno  giorno, però a me non da troppo fastidio che la storia sia simile... insomma, dopo aver letto shoujo per quindici anni credo di non poter sperare in chissà quali opere originali e innovative, quindi almeno preferisco leggere qualcosa di simile a titoli che mi sono piaciuti!
se questo manga ha un difetto è che è davvero leeento, ma mi piace il fatto che i fumi, la protagonista, si renda conto dei suoi sentimenti poco per volta.
il modo in cui i personaggi cambiano il loro modo di relazionarsi tra loro è perfettamente plausibile e rende la storia più verosimile e interessante. la trama di per sé e banale e questo volume serve solo a farci capire meglio cosa si agita dentro fumi e a lasciare in ombra - per il momento - i sentimenti degli altri personaggi.
praticamente, la parte più interessante della storia è quella psicologica e mika yamamori è bravissima a svelarci poco per volta quello che sentono e desiderano.
anche questo titolo però mi sento di continuare a consigliarlo solo ai fanatici delle love story.

mercoledì 23 agosto 2017

commenti randomici a letture randomiche (39)

sono tornata un po' prima del previsto, con una confessione e - finalmente - un'illuminazione (e sono anche parecchio più abbronzata di prima).
questa credo sia stata la prima estate della mia vita in cui non ho letto praticamente quasi nulla. ho sempre trascorso i mesi estivi a far fuori un libro dopo l'altro e a macinare fumetti, questa volta invece niente: un po' per il caldo schifoso che ha ucciso i miei neuroni e ha reso fisicamente impossibile tenere un libro in mano, un po' perché ho passato un sacco di tempo fuori casa in compagnia, per cui il tempo di starmene sola a leggere qualcosa è stato praticamente nullo.
ma la verità è un'altra, e mi ha colto come un'illuminazione in piena notte: la mia tbr è arrivata a un punto di saturazione tale che ormai mi fa letteralmente paura, talmente tanta che non ho il coraggio di allungare una mano verso la pila di libri e scegliere qualcosa, entro subito in modalità ohmmioddio non ce la potrò fare mai e poi mai! ho così tante cose da leggere che mi prende il panico alla sola idea di quanto tempo mi ci vorrà per farlo, e ho così tante cose da recensire che mi sento in colpa verso tutti quelli che aspettano un commento (che poi magari sono solo mie stupide paranoie e a voi non ve ne frega meno che niente, però niente, le vocine nella mia testa mi dicono che sono una brutta persona).

ammetto anche che ricominciare dopo una pausa simile con qualcosa di troppo impegnativo è anche controproducente, altro che ansia da prestazione o blocco da foglio bianco, mi ritroverei in un angolino a piangere, quindi ho pensato che la cosa migliore fosse partire con un bel carico di fuffa e con qualche commentino random alle letture più leggere, giusto per riprendere il ritmo e lasciarmi le cose più importanti per quando mi passerà questa sorta di strizza. però tranquilli, basta un po' di venticello fresco e già mi sento più quella di una volta, quindi penso di poter dire che clacca sta per tornare davvero agli antichi splendori.

dicevo, non ho letto moltissimo in questi giorni, anzi, non ho letto quasi nulla e quel poco sono state tutte robe molto leggere (tipo i vari topolino mezzi letti e mezzi no accumulati negli ultimi mesi e un sacco di manga, tra cui molti recuperi), ma in mezzo a queste cose c'è qualche titolo di cui volevo parlarvi assolutamente, quindi tanto vale cominciare così.

allora, che io sono una fan di io sakisaka mi sa che lo sapete. è un'autrice di shoujo manga che di certo non scrive storie che brillano per l'originalità della trama, si tratta sempre di commedie adolescenziali romantiche, ambientate a scuola, piene dei soliti cliché da shoujo manga che ormai conosciamo a memoria, ma è una delle pochissime capaci di coinvolgermi emotivamente al cento per cento, senza mai farmi pensare che uno dei suoi personaggi è stereotipato, che quella tal situazione è stupida o banale o resa in modo troppo artificioso: in poche parole, io sakisaka mi da sempre la sensazione di raccontare di ragazzi reali che vivono situazioni reali e che riescono a renderci partecipi della loro storia così tanto intensamente e totalmente da farci tornare per qualche minuto alla vecchia cara adolescenza, con tutte le sue assurde turbe emozionali che a pensarci bene adesso... ugh!
tutto questo pippone perché è uscito il primo numero della nuova serie di io sakisaka, omoi, omoware, furi, furare, che dai noi è arrivata con il titolo (abbastanza letterale) amarsi, lasciarsi (lo so, è imbarazzante, ma il trucco è prendere il volumino dallo scaffale della fumetteria o dall'espositore dell'edicola e presentarlo per pagare dicendo semplicemente questo, grazie.), titolo che aspettavo con ansia e che avevo provato a leggiucchiare in scan qualche tempo prima, abbandonando quasi subito (odio leggere al pc e non avete idea di quanto odio leggere al pc qualcosa tradotta malissimo) certa che sarebbe arrivato prestissimo in cartaceo. e infatti.
come dicevo prima la storia non brilla per l'eccezionalità delle situazioni o per l'originalità delle soluzioni narrative, anche se qualcosa di particolare ce l'ha rispetto la maggior parte dei manga di questo genere: le protagoniste sono due, due ragazze quasi agli antipodi, che stringono subito amicizia nonostante i loro caratteri tanto diversi. l'autrice specifica subito che entrambe avranno lo stesso peso nella storia e che lei non intende contrapporle per fare paragoni e dare giudizi, e in questo, almeno secondo me, è perfettamente riuscita: non c'è alcuna voglia di parteggiare per una delle due in particolare, non c'è quella simpatica e quella odiosa, sono solo due ragazze diverse con due approcci alla vita diversi. personalmente, le trovo adorabili entrambe.
yuna è una ragazza ingenua, il suo primo amore è il principe di una favola di un libro che ha letto da bambina, pensa che innamorarsi sia come vivere una favola perfetta e che l'incontro con il suo principe sarà voluto dal destino, mentre akari è molto più pragmatica, sa che i sentimenti possono costruirsi e crescere poco a poco, sa nascondere le sue emozioni e appare più fredda di quello che in realtà è. a completare una sorta di quadrato sentimentale ci sono rio, di cui yuna si è innamorata a prima vista, che è anche il fratello acquisito di akari e inui, amico di sempre di yuna, che akari vede come il fidanzato perfetto per l'amica ma che sembra più interessato a lei.
inutile riassumere la trama, quello che conta sono più che altro le dinamiche tra i personaggi che in questo primo volume iniziano a delinearsi in modo parecchio interessante... altrettanto inutile dire che ho adorato questo volumino e che non vedo l'ora di avere il prossimo tra le mani!
ah, la serie è ancora in corso in patria e al momento è arrivata al sesto volumetto (quindi credo che possiamo stare tranquille che non ci saranno interruzioni nella serializzazione almeno per un bel po' di tempo).

mi sono messa finalmente al passo con amami lo stesso, aspetto l'ultimo volume friggendo anche perché negli ultimi episodi la nostra sfigatissima michico sembra finalmente aver capito non solo che il capo le piace, ma che lei piace a lui! non vedo l'ora di gustarmi il meritatissimo lieto fine e di cominciare a pregare che planet annunci al più presto il sequel (lo sanno anche le pietre, ma nel caso in cui ve lo foste perso, sì, esiste un sequel, sì, dovrebbe continuare la storia principale ed al momento è al secondo volume in giappone e no, non è chiaro perché fare un sequel quando si poteva proseguire la serializzazione ma sticazzi, basta che io possa continuare a leggere di shibata - bridget jones - michiko e del suo figo-ma-stronzo capo).

ho anche recuperato la bellezza di tre serie, di cui però me ne è piaciuta solo una.
le due che ho trovato insopportabili sono il filo rosso e secret unrequited love.
lo so che a molti sono piaciute, ma a me hanno fatto venire l'orticaria. il filo rosso si può riassumere in: mi piaci - anche tu - baciamoci - ahh nooo - ahhh sìììì - ma dai non posso, anche se voglio - sì che puoi se vuoi - ti palpo - ahhh nooo - ahhh sììì. ad libitum.
due palle epiche, scene di spomiciamenti ridicole e ancor più ridicole paranoie intrise di becero maschilismo del tipo se sono femmina e ho voglia di fare sesso sono impura e sporca ohhh dio perdonami.  e i disegni sono orrendi.
secret unrequited love parte dal presupposto che i due protagonisti si piacciono fin da piccoli, ma a lui è diagnosticato un male misterioso che gli ha dato la data di scadenza a vent'anni, come una scatoletta di tonno sott'olio. questo autorizza lui a comportarsi come un borderline e lei come la santa vittima martire che in nome dell'ammmore si accolla le peggiori cose. ovviamente, nessuno dei due ha amici o hobby o qualche interesse o desiderio che non riguardi l'accoppiarsi e sposarsi con l'altro.
preghi per tutto il tempo che lui alla fine schiatti perché è uno stronzo odioso e vittimista e lei si trovi qualche altro cazzo di obiettivo nella vita e invece no.
disegni orribili, volgari e completamente sbagliati.
prego il dio dei mercatini che me li faccia vendere il prima possibile, anche se so che questo commento non aiuterà, ma confido nella mia scarsa popolarità.

invece mi è piaciuto tanto ogni nostro venerdì (ho recuperato quasi tutto della tanemura, mi manca solo ion!!!) che, a essere franchi, è sì una mezza vaccata, ma almeno è divertente e sa fare tanta autoironia. 
racconta l'implausibile storia d'amore tra ai, una liceale di sedici anni e il suo cuginetto nekota, undicenne.
potrebbe scadere nello schifo assoluto, invece mantiene toni quasi comici e il rapporto tra i due cresce in modo spontaneo, divertente e naturale, senza smieloserie inutili e con tutte le paturnie del primo - goffo e incasinato - amore.
ci sono anche dei momenti in po' più seri, sopratutto legati alla differenza d'età dei protagonisti e su come questo possa venire accettato o meno dagli altri, ma la tanemura sa risolverli senza troppi drammi e anche senza eccessiva leggerezza.
insomma, paradossalmente, sa parlare di un rapporto così complicato in modo molto più maturo di quanto non ci si aspetterebbe, questo l'ho apprezzato parecchio.
dopo tanti - io li odio profondamente - shoujo incentrati su lei giovanissima che ama lui più grande, adulto e maturo, vedere questi due ragazzini così innamorati e incasinati ci voleva proprio.
certo, non è il titolo che vi consiglierei se non siete degli shoujo maniaci e dei fan della tanemura (per dire, i disegni sono favolosi!), e anche in questo caso, se non amate molto le trame poco usuali, questo titolo non fa per voi.
però se vi va qualcosa di divertente, leggero e che un po' prende in giro anche i cliché del genere, fossi in voi gli darei una possibilità.

un po' di consigli sparsi veloci veloci:
hatsu haru e honey ancora continuano a essere più che piacevoli, gli ultimi volumi usciti - rispettivamente il quinto e il secondo - mi sono piaciuti assai. molto adatti a chi non soffre eccessivamente di diabete letterario, se la roba troppo sdolcinata non fa per voi, lasciate stare.


e poi c'è la disney definitive collection di cui non parlo da un po' ma che sta continuando a tirare fuori un sacco di belle serie, tra cui le mie amatissime storie della baia con moby duck e paper hoog, una delle mie coppie preferite di sempre, di cui sono già usciti due volumi; doubleduck (pre-reboot) che ci voleva come il pane (io mi ero persa tutte le prime storie, e anche se preferisco paperinik, dd non è affatto male), e l'ormai classico c'era una volta in america, che è l'ultimo volume uscito.
l'unico titolo che secondo me potevano evitarsi è star tops, è uscito tempo fa il primo volume e nei prossimi mesi (non ricordo di preciso quando) arriverà il secondo. un po' meh. però io sono un po' fissata con questa collana, quindi amen.


e... beh niente. mi sa che di consigli di roba da recuperare ve ne ho dati abbastanza, mi sembra un ritorno dignitoso, no? tra qualche giorno arriva (spero) qualche post più consistente e una bella notizia perché magari magari riusciamo a beccarci prossimamente (ve lo dico già adesso: no, non vado a lucca, sorry).

mercoledì 10 maggio 2017

commenti randomici a letture randomiche (34)

tre nuove serie iniziate in due giorni.
qualcuno dovrebbe fermarmi!

dopo anni di soli shoujo manga - e qualche seinen - ho finalmente scoperto uno shounen, mi sembra un miracolo! ho letto il primo numero di noragami, lasciandomi convincere dal grande entusiasmo al suo annuncio e da un protagonista abbastanza singolare, oltre che da uno stile grafico abbastanza sulle mie corde (insomma, mancano le tipe con le tette gigantesche, che mi hanno sempre messo un po' di inquietudine), e mi è piaciuto un sacco, non mi lasciavo convincere da un fumetto del genere dai tempi di inuyasha!

protagonista della vicenda è yato, un dio tanto sconosciuto da essere costretto a mettere annunci in giro per strada - e persino nei bagni delle scuole! - per fare proselitismo.
yato offre il suo aiuto contro gli ayakashi - mostri invisibili agli umani ma causa di buona parte dei loro problemi - in cambio di una moneta da cinque yen, sognando di diventare famoso, amato e pieno di fedeli, a chi è così tanto disperato da riuscire a vedere il suo numero di telefono.
il primo episodio, che sembra più un episodio pilota, lo vede intento a risolvere i problemi di una ragazzina bullizzata dai suoi compagni di classe.
inizialmente yato è accompagnato da hanki, una ragazza - evidentemente non umana - che può trasformarsi in una specie di coltello con cui yato combatte gli ayakashi, ma dopo il primo caso hanki, stufa del caratteraccio di yato, decide di licenziarsi.
rimasto senza armi, yato si ritrova ancora più in difficoltà di prima. eppure, nonostante il suo desiderio di compiere gesta gloriose che gli diano fama e successo, accetta di aiutare un bimbo che ha chiesto il suo aiuto per ritrovare il suo gattino. durante questa missione (lo ammetto, è stata la storia del gattino a farmi innamorare completamente di questa serie), conoscerà hiyori, una ragazza che, a causa di un incidente, riesce a separare l'anima dal corpo e, per via di questo suo particolare status tra vita e morte, a vedere di ayakashi. il problema di hiyori però è che non può entrare e uscire dal suo corpo a piacimento, anzi, non riesce proprio a controllarsi, e per questo chiede a yato di aiutarla.
a completare la squadra alla fine di questo primo volume, sarà yukine, lo spirito di un ragazzino che yato prende come sua nuova arma, ma che, plausibilmente a causa della sua giovane età - è un adolescente! un piccolo maleducato adolescente ribelle! - non sembra molto condiscendente con yato.

ho cercato di raccontare il meno possibile della storia, anche se da quello che ho visto sia l'anime che il manga sono molto famosi, ma in ogni caso vorrei evitare il più possibile gli spoiler.
quello che mi ha convinto, oltre a una trama forse non originalissima ma comunque ben architettata e a un ritmo ferratissimo, è stato proprio il protagonista: nonostante sia un dio, seppur sconosciuto e senza mezzi e nonostante passi buona parte del tempo a mostrarsi come un arrogantello desideroso solo di essere adorato da più gente possibile, yato si impegna davvero per risolvere i problemi di chi si rivolge a lui, e si preoccupa sinceramente per gli altri (anche per i gattini! ). sarà che ho un debole io per gli tsundere, ma non mi capita spesso di affezionarmi così tanto a un personaggio fin da subito, quindi datemi immediatamente il secondo volume!
ah, per onor di cronaca, la serie è attualmente sospesa al diciottesimo volume per problemi di salute di una delle due autrici. al momento, considerato che ci vorrà almeno un anno e mezzo per arrivare a leggere il numero diciotto, non mi sembra ci sia troppo da allarmarsi, mi auguro che - quale dei due sia - si riprenda presto.

una delle due serie che invece non avevo preventivato di cominciare e invece poi mi ha fatto cedere una volta viste in edicola è stata i mille colori dell'amore, di ai minase. dopo la noia tremenda di namida usagi, avevo pensato di non cascarci più con lei, e infatti ho saltato con tranquillità dolce primo amore, salvo poi pentirmene dopo aver letto un sacco di commenti positivi in merito.
credo però che avrei dovuto lasciare anche questo al suo posto, perché mi ha già delusa un sacco al primo volumetto.
la trama sembrava promettere bene: due ragazzini si conoscono su un'isola, si innamorano ma si perdono di vista. anni dopo si rincontrano per caso: cosa succederà?
beh, in questo primo volume succede poco e niente, e quel poco fa venire voglia di lanciare tutto per aria e passare a una lettura successiva. in buona sostanza, lui fa finta di non riconoscerla, non si sa ancora per quale motivo, lei invece piagnucola tutto il tempo senza chiedere a lui il motivo di questo assurdo comportamento.
più i soliti cliché del tipo ragazzo che cerca di abbordare la protagonista mentre l'eroe interviene o la protagonista fa amicizia con una ragazza che inizialmente non le ispirava troppa fiducia.
insomma, veramente ma veramente noioso. non so se è colpa dell'inizio un po' troppo lento, colpa mia che sono partita già piena di pregiudizi (ma che l'ho comprato a fare? giuro che non so proprio cosa rispondere), colpa dei disegni che mi sembrano sempre un po' troppo rigidi e ripetitivi... insomma non ho nessuna voglia di sapere come andrà avanti, anzi, la mia copia sta già su bookmooch (se vi interessa, il mio profilo è questo).

la seconda serie che pensavo di skippare invece era honey, un manga che partiva malissimo con una trama pessima: lei si ritrova a dire sì alla proposta di matrimonio di un ragazzo che non conosce e le sembra un delinquente. il problema è che questa non è la trama, ma quello che succede in circa un paio di pagine.
un enorme malinteso dunque, diciamo che a essere pessima non è tanto la trama, quanto il modo in cui il manga è stato presentato. ed è un peccato visto che invece in giappone ha avuto un sacco di successo, aggiudicandosi anche una trasposizione cinematografica prevista per il prossimo anno.
effettivamente nao, la protagonista, si sente davvero rivolgere una proposta di matrimonio da onise, un ragazzo dall'aspetto spaventoso (cioè, il concetto di spaventoso in uno shoujo manga è: tizio carino con i capelli tinti e qualche orecchino. povere giapponesi...), ed effettivamente all'inizio è così spaventata che accetta.
ma ci vuole pochissimo a rendersi conto che in realtà onise è più buono del pane, e che le pessime voci che girano su di lui sono colpa del suo aspetto un po' fuori dall'ordinario.
così, il fidanzamento forzato viene interrotto senza troppi problemi e nao accetta la proposta di onise di rimanere buoni amici, rivelando al ragazzo - che continua a essere innamorato di lei - di provare dei sentimenti per so, il fratello di sua mamma che l'ha cresciuta da quando i suoi genitori sono morti.
ovviamente nao viene immediatamente messa in disparte per via della sua amicizia con un tipo la cui unica colpa è non avere i capelli neri (ma davvero sono così esagerati i giapponesi?), e quando bisognerà formare i gruppi per una gita scolastica, ai due si uniranno yashiro, una ragazza bellissima e apatica come poche cose al mondo, per nulla interessata ad avere degli amici (e quindi in perfetta sintonia con gli esclusi della scuola) e - in modo decisamente meno spontaneo! - misaki, compagno di classe di onise, bellissimo anche lui ma con un carattere veramente pessimo.

i personaggi, anche se un po' stereotipati, sembrano abbastanza interessanti, ma sopratutto onise è adorabile, l'esatto contrario del bello e stronzo che ho sempre odiato. i disegni sono carini e molto espressivi e il fatto di contare solo otto volumetti fa ben sperare, quanto meno si può essere abbastanza sicuri di non doversi sorbire inutili allungamenti di brodaglia.

oltre a iniziare roba nuova, ho continuato quella vecchia, ovviamente. in attesa del settimo volume, ho recuperato il quinto e il sesto di amami lo stesso, che continua a divertirmi un sacco.
visto che sono usciti da un po', non penso sia un problema fare qualche spoiler, anche perché finalmente michiko ha fatto la prima cosa saggia dopo un sacco di cosmiche minchiate e in qualche modo devo pur sfogarmi!

piena di dubbi sul comportamento di mogami, che si fa sempre più insistente circa il matrimonio, decide di farsi aiutare da kurosawa a capire se sta per infilarsi nell'ennesimo guaio.
l'atteggiamento accusatorio del capo sembra non scalfire minimamente mogami ma lascia michiko ancora più insicura di prima, fino a che lei non decide di ridare l'anello a mogami e annullare il fidanzamento.
ovviamente scoprirà solo dopo che il ragazzo aveva tanta premura di sposarsi solo per tranquillizzare i genitori malati e preoccupati di lasciare il figlio da solo, ma in fondo non era giusto arrivare all'altare con un uomo che non amava solo per vivere tranquilla... o invece sì?
mentre i suoi genitori, sconsolati dall'idea che a trent'anni michiko sia ancora zitella, la assillano perché si sposi al più presto o accetti di prendere parte a incontri organizzati, scopriamo qualcosa di più su kurosawa e il suo amore non ricambiato per haruko, che è la promessa sposa di niente poco di meno che suo fratello maggiore, un tizio dall'aria per nulla seria che però si svela essere una persona non solo molto responsabile, ma anche premuroso e gentile verso il fratello minore.

tutto è bene quel che finisce bene, e per i nostri due protagonisti invece finisce tutto malissimo: michiko è di nuovo sola e minacciata di ritrovarsi sposata per forza a un uomo che nemmeno le piace (questo o i genitori le negheranno ogni aiuto economico fino alla fine dei suoi giorni) e kurosawa ha definitivamente detto addio al suo grande amore.
soli e sconsolati, mentre il destino fa incontrare mogami e akira - i due scaricati - in una romantica atmosfera natalizia, michiko si ritrova tanto disperata da fare a kurosawa la più impensabile delle proposte...

mi rendo conto che ormai questo post è un papiro esagerato, ma visto che siamo in ballo, balliamo.
sta finalmente per terminare il fiore millenario, dopo tanta fatica e sacrifici a-ki, adesso in possesso dello stemma completo che la legittima sovrana di a, si ritrova a un passo dalla battaglia decisiva contro do-hi, la donna che le ha distrutto la vita, ucciso la madre e il padre, usurpato il suo regno e che l'ha costretta a passare tanto tempo lontana dal suo paese.
a-ki è determinata e risoluta, ha un esercito e il re di so dalla sua parte, eppure non riesce a tenere da parte i suoi sentimenti per hakusei. da un lato la voglia di stare con lui per sempre, di essere una donna qualunque, di non avere la responsabilità di un intero paese sulle sue spalle e poter decidere liberamente di stare con l'uomo che ha sempre amato, dall'altra la consapevolezza che hakusei è costantemente in pericolo accanto a lei, e che l'unico modo per proteggerlo è allontanarlo.
mi duole ammetterlo perché sono veramente affezionata a questi personaggi e alla storia, ma sta rallentando un po' troppo, ed è un peccato, considerando che manca poco alla fine e nessuno si sarebbe offeso per un volumetto in meno,
i tentennamenti di a-ki durano da troppo tempo e questo continuo rimandare la sua decisione in merito al rapporto con hakusei non fa che tenermi in ansia su quello che sarà il finale, che temo sempre più possa riservarci lacrime a profusione...

lunedì 17 aprile 2017

commenti randomici a letture randomiche (32)

ok, lo so, è pasquetta e state tutti in gita, altro che leggere i miei post.
spero di essere in gita pure io. meno male che si possono programmare i post. almeno quelli!

dunque, anche se non c'è nessuno qui (oh andiamo, recupererete domani casomai), volevo ugualmente scrivere due parole su alcuni degli ultimi acquisti in fumetteria (la solita pila troppo alta di roba che chiede un commento che giace da giorni sulla scrivania mi impone di farlo).

cominciamo da rere hello. l'ho già detto che mi piace un sacco questo manga? tipo ogni volta che ne parlo? siamo a tre volumetti dalla conclusione e tutto sembra andare per il meglio per i nostri piccioncini. ririko, dopo un iniziale momento di impasse, è riuscita a tener testa alla governante di minato, etsuko, e alle sue preoccupazioni, dimostrando di essere in grado di studiare, svolgere il suo lavoro e cucinare per minato, anzi, dimostrandole che preparare il cibo per lui le da gioia.
dopodiché tocca al figlio di una famiglia per la quale i due lavorano dar fastidio con insistenza a ririko, fino a che minato non interviene. insomma, i due insieme sanno fare squadra, sono la coppia più naturale e spontanea che ricordo in un manga (almeno in questo momento!) ma appena provano a fare i fidanzatini al primo appuntamento, ecco che si scatena il panico!
ma in ogni caso, sono entrambi adorabili, la storia prosegue bene e ormai penso sarà difficile riuscire a rovinarla alla fine.
oh beh, lo so. mai dire mai. però...

serie per cui invece nutro decisamente più timori - oh ti prego non diventare un'idiozia senza motivo - è hatsu haru. ok, anche il quarto volumetto è andato giù bene, eppure non so perché man mano andavo avanti nella lettura, più pensavo ecco, tra un po' comincia a scadere. il problema è che più andiamo avanti con la lettura e più ho la sensazione che non succeda in effetti nulla. in realtà i rapporti tra i protagonisti si vanno sviluppando, ma con una lentezza esasperante, e, nel caso di kai e riko, vanno nella direzione sbagliata, passando tra fraintendimenti assurdi, sotto gli sguardi impassibili degli amici che non si decidono ancora ad aiutarli a capire come stanno davvero le cose.
ecco, il mio timore è che diventi una luuunga sequela di oh ma io non avevo mica capito come arrivare a te, una sfilza di volumetti fatti di i due si dicono tre parole, non capiscono nulla di cosa intendono dire e non sanno nemmeno spiegarsi, passano i giorni - e le pagine - successive a farsi pippe mentali assurde, si chiariscono - più o meno - e poi ricominciano da capo.
ecco, mi auguro che non diventi così.
per il momento è ancora una lettura piacevole, e io spero tantissimo di sbagliare le mie previsioni.

invece con amami lo stesso penso di poter andare sul sicuro. mi spiace per shizuki fujisawa, ma qui siamo a un altro livello, e si capisce subito.
per michiko, la più goffa trentenne in circolazione, sembra che finalmente vada tutto bene: ha un fidanzato e un lavoro dignitoso, non deve più dipendere dal suo capo e comincia finalmente a vedere all'orizzonte la possibilità di riuscire a sposarsi. tutto assolutamente perfetto.
ma allora perché continua a interessarsi a kurosawa? perché continua a parlare di lui ad akira? perché è arrivata al punto di attaccare bottone con haruko - la donna di cui kurosawa è innamorato - come se fosse in preda alla gelosia?
noi lo sappiamo benissimo, ma lei ovviamente non ha ancora capito niente.
e tra stupide liti, faccette improbabili e momenti imbarazzanti, la storia prosegue a ritmo sostenuto, senza mai calare e senza farci correre il rischio di annoiarci anche un solo momento.
siamo quasi a metà della serie e michiko continua a incasinare sempre di più la sua posizione, rischiando di sposare un uomo che non si è ancora resa conto di non amare solo per sentirsi tranquilla e normale, e sopratutto rischiando di perdere la persona che sembra essere perfetta per lei.
oltretutto, alla fine del volumetto arriva un nuovo personaggio, kadoma, una nuova collega superseria (e super alta!) che a me ha fatto simpatia fin da subito.
per fortuna mi manca pochissimo per leggere il prossimo volume, anzi, mi aspetta già in fumetteria... mi spiace sapere che questa serie terminerà così presto, ma mi auguro che planet annunci presto la pubblicazione del sequel.

le ultimissime righe le vorrei spendere a un titolo di qualche tempo fa, che io ho recuperato però da poco, the wedding eve, un volume unico che vi consiglio tantissimo.
raccoglie sei storie brevi che, ognuna a suo modo, raccontano l'amore da punti di vista diversi, con molta eleganza (e dopo la nakahara un po' ci vuole!) e un pizzico di nostalgia e amarezza.
un fratello che si prepara al matrimonio di sua sorella, un padre che passa un pomeriggio con la sua bambina dopo tanto tempo, due vecchi fratelli che, dopo anni, ricordano ancora l'amore per la stessa donna, una storia legata a uno strano spaventapasseri in mezzo al grano e all'affetto di due fratelli orfani, uno scrittore fallito che si ritrova a vivere una vicenda decisamente fuori dall'ordinario e infine la breve storia di un gatto che non sa rispondere al telefono.
sono tutte storie molto poetiche, con quel velo di tristezza squisitamente giapponese, disegnate con un tratto elegante, curato e privo di inutili fronzoli.
se, come me, l'avete snobbato quando uscì circa tre anni fa, e se amate gli slice of life, provate a recuperarlo e non ve ne pentirete.

mercoledì 25 gennaio 2017

commenti randomici a letture randomiche (28)

ormai il sottotitolo di questa non-rubrica dovrebbe essere: roba di cui non riesco a scrivere un papiro ma di cui voglio parlarvi lo stesso (ma sopratutto voglio mettere un po' d'ordine sulla scrivania che la pila delle cose da recensire è vergognosa). però mi sembra veramente troppo lungo, quindi lasciamo perdere.

continuano nel terzo volume di amami lo stesso le improbabili disavventure di michiko che adesso si ritrova con due lavori e... due uomini che le causano un po' di batticuore. il primo lo conosciamo già ed è il suo ex-capo. diciamocela tutta, sarebbe praticamente l'uomo perfetto se solo non fosse innamorato di un'altra, perché è innamorato della non-più-misteriosa haruko, giusto?
d'altro canto lei è veramente una donna bella e affascinante, non certo come michiro che ha una collezione di mutandoni antisesso in perfetto stile bridget jones e mangia bistecche senza alcuna grazia.
gelosa, arrabbiata e ormai quasi rassegnata a non conoscere mai le gioie del vero amore, michiko conosce nel suo nuovo ufficio mogami, un ragazzo così perfetto che sembra uscito da un romanzo: bello, giovane, con un lavoro, generoso, romantico, educato, carino e sopratutto interessato a lei, e in modo molto serio!
praticamente, sembra essere avvenuto il miracolo, la felicità tanto rincorsa sembra essere arrivata, un futuro radioso e pieno di gioia sembra brillare davanti agli occhi di michiro... ma davvero vuole togliersi dalla mente kurosawa? e davvero è innamorata è innamorata di mogami?
basta davvero un bel ragazzo che ti fa la corte in modo galante per essere felice?
per fortuna non bisognerà aspettare tanto per scoprirlo, anche perché questo manga, che sembrava una mezza scemenza dalle premesse, si rivela di volumetto in volumetto sempre più coinvolgente!

ho finalmente divorato dov'è finita audrey?, che mia mamma mi aveva regalato per il compleanno. e mi è piaciuto veramente tantissimo, non so se serve dirlo, perché si sa che io adoro sophie kinsella. in questo romanzo la protagonista è parecchio più giovane delle solite protagoniste dei racconti della kinsella e la tematica è un po' più seria di quelle a cui ci ha abituate con i love shopping, eppure è sempre la solita, adorabile, divertentissima e mai banale sophie kinsella.
audrey è una ragazzina di quattordici anni, ha una famiglia un po' strampalata in cui tra la mamma dipendente dagli articoli del daily mail, il papà perennemente perso nei suoi pensieri, frank, il fratello maggiore, videogiocatore accanito - e per questo in perenne lotta con la mamma - e felix, il fratellino più piccolo, che... beh, ha quattro anni e tanto basta, e le è successo qualcosa che l'ha fatta stare male a lungo. ancora adesso indossa continuamente gli occhiali neri, non esce da casa e la sola idea di parlare con qualcuno che non faccia parte della sua famiglia la fa stare male.
almeno fino a che linus, un amico - decisamente molto carino - di frank, non comincia a parlare con lei, a farla riabituare pian piano alla presenza e all'affetto degli altri, fino a che...
dov'è finita audrey è un romanzo che racconta in modo divertente, allegro e spensierato, ma comunque intelligente la tragedia del bullismo, della difficoltà dei ragazzini - e delle loro famiglie - a ricominciare a vivere in modo normale e sereno, a superare i traumi e ricominciare a ritrovare sé stessi.
fin da quando è stato pubblicato in italia - da qualche annetto ormai - lo tenevo d'occhio, perché so che posso fidarmi ciecamente di sophie kinsella, ma nonostante le aspettative già alte la lettura mi ha piacevolmente sorpresa.
straconsigliatissimo!

meno convincente invece se una notte d'inverno un narratore, un fumetto che - perfettamente in linea con il pensiero di italo calvino - per raccontare la vita dello scrittore, ci conduce in un viaggio tra le sue opere. l'idea di partenza è ottima e, unita al fatto che si trattava di italo calvino, è stata il motivo per cui ho deciso di acquistarlo.
molto meno ottima è la resa dell'idea.
in buona sostanza, se una notte d'inverno un narratore riprende la struttura di se una notte d'inverno un viaggiatore, raccontandoci di un lettore e una lettrice che, provando a leggere la biografia di calvino, si ritrovano, esattamente come accade nel libro, a leggere stralci di altre storie, che però in questo caso sono appunto alcune tra le opere più note di italo calvino.
oltre a perdersi la geniale intuizione di se una notte d'inverno un viaggiatore, tutto scritto in seconda persona, perché ovviamente qui lettore e lettrice sono due personaggi della storia, li vediamo agire nelle vignette, pagina dopo pagina, e non noi che leggiamo, non c'è nulla che riesca a creare una qualche sorta di valore aggiunto alle opere che cita.
cosa non facile, certo, visto che si tratta di capolavori assoluti, ma se proprio vuoi cimentarti con un autore di questo tipo è ovvio che poi ci si aspetti un risultato di un certo tipo.
anche i disegni li ho trovati poco piacevoli, in alcuni casi - come nella citazione a i sentieri dei nidi di ragno - persino sgradevoli (o, per essere più spietatamente sincera, brutti).

insomma, ero davvero gasatissima all'idea di leggere un fumetto su calvino e mi sono ritrovata con un prodotto non all'altezza né delle aspettative e meno che mai delle opere che cita, troppo pedissequo nel rifarsi ai romanzi e ai racconti di calvino, senza aggiungere nulla, senza reinterpretarli in alcun modo - se non con il cambio del mezzo, da prosa a fumetto - tanto da risultare noioso e, per me che ho sempre adorato calvino, quasi fastidioso.

peccato, una gran bella occasione totalmente sprecata.

alla fine mi sono consolata con il terzo volume di ms. marvel - cotta, che è bellissimo, esattamente come i primi due. le storie raccolte in questo cartonato sono tre: nella prima, loki innamorato, la nostra kamala incontrerà niente poco di meno che il più cazzeggione tra gli dei di asgard: loki, mandato sulla terra nella speranza che la smetta di combinare disastri, riesce a rendere un disastro la festa di san valentino del liceo, alla quale kamala non aveva il permesso di partecipare ma... nessuno ha detto che ms. marvel non avrebbe potuto, giusto?
il secondo racconto, cotta, è il più serio tra i tre: incontriamo, insieme a kamala, che è costretta dai suoi, kamran, anche lui di origini pakistane, anche lui nerd e appassionato di videogiochi.
oltre che parecchio carino, è un tipo intelligente, con cui è piacevole parlare.
ed ha un sacco di cose in comune con kamala.
sembra perfetto, vero?
a kamala toccherà riflettere su parecchie cose: l'amore innanzitutto, certo, ma anche, ancora una volta, i suoi poteri - da una parte - e la sua famiglia con tutte le sue regole e le sue aspettative - dall'altra. e poi le delusioni, i tradimenti, la consapevolezza di aver sbagliato, quelle cose che ti colpiscono quando sei una supereroina ma sopratutto quelle che ti tocca sopportare come qualsiasi altra adolescente del mondo. quelle, e la consapevolezza che però non sei sola ad affrontarle.
la solita meravigliosa capacità di questa serie di rendere un fumetto supereroistico qualcosa di più.
l'ultima storia, l'animator, fa in realtà parte della serie s.h.i.e.l.d. - e il non conoscere tutto il resto mi ha reso la lettura un pelino più complicata - ma la protagonista indiscussa è sempre ms marvel, con i suoi incredibili poteri. una storia divertente anche se velocissima e forse inizialmente un po' confusionaria.
ah, sì: bellissimi i disegni di tutte e tre le storie. ma proprio belli belli. e io che pensavo di non apprezzare lo stile americano-da-fumetti-di-supereroi.
ci sono anche delle pin up niente male, tra cui una di noelle stevenson (l'autrice di nimona e lumberjanes) e una di pascal campion (seguite la sua pagina, ne vale la pena!)

mercoledì 11 gennaio 2017

commenti randomici a letture randomiche (27)

adoro questa non-rubrica perché riesco a sfoltire di parecchio la lista delle cose di cui vorrei parlare sul blog di tanto ogni volta.
a questo giro, volevo spendere qualche parola sugli ultimi manga che ho comprato prima della fine dell'anno, in attesa di tornare in fumetteria a fare incetta di roba nuova!

lo scorso mese mi sono data ai recuperi e oltre a kuragehime - di cui qui non ho mai parlato e al quale dedicherò un megapost non appena la serie sarà conclusa (quando mai lo sarà) - ho preso liselotte 3 e 4. mi spiace pensare che questa serie sia interrotta, mi piace molto, e temo che il prossimo numero, al momento l'ultimo, lascerà in sospeso molte cose.

la vita di liselotte si fa ancora più complicata, visto che per colpa di una strega non troppo amichevole, engetsu si ritrova privo di tutti i ricordi che lo legano a liselotte: il suo atteggiamento cambia, diventa quasi freddo e per nulla gentile, ma per la ragazza engetsu è così importante da sopportare tutto e sperare che, pian piano, tra loro si creerà qualcosa di nuovo e bello da ricordare e che li terrà legati di nuovo come prima.

liselotte, nonostante sembri una calamita di tutte le sfighe possibili e anche di quelle più implausibili, continua a essere sempre ottimista e allegra. ha preso bene il cambiamento di engetsu, si è quasi sacrificata senza battere ciglio per lui e adesso ha deciso di accogliere in casa due streghe, mirte e hilde, che non se la passano troppo bene nella foresta per colpa di altre streghe, più potenti e meno gentili.

nel frattempo si infittisce il mistero legato alla potente strega vertelinde: hilde sa che vertelinde non è
più tra i vivi, eppure sia engetsu che yomi affermano di essere stati creati da lei...
e anche richard, il fratello di liselotte, sembra non essersi ancora rassegnato alla perdita della sorella, benché il colpevole del suo esilio sia proprio lui.

nel frattempo, mentre nella casa di liselotte, nonostante tutto, si continua a vivere in allegria, nel villaggio vicino il nome di vertelinde continua a creare scompigli, e conosciamo nuovi personaggi, come il signor ervin o il famiglio sui, un altro membro della strana famiglia di vertelinde.

continuano i flashback sul passato di liselotte, su enrich e richard, il mistero su engetsu e la sua vera natura, da quando è diventato qualcosa di diverso da un essere umano, si fa sempre più intricato, così come i rapporti tra i personaggi.

non ci resta che aspettare il prossimo volume per sperare di capire qualcosa in più, e poi iniziare a sperare che la takaya concluda al più presto la storia, svelandoci ogni mistero.

nuovi sviluppi anche per i miei due gemelli preferiti, aoi e akane di romantica clock!
il settimo volume è tutto incentrato sulle questioni di cuore e, visto che non posso fare altrimenti, fate attenzione agli spoiler se non l'avete ancora letto.
shin e akane hanno finalmente pronunciato le fatidiche parole e si sono finalmente messi insieme. anche i loro obiettivi sembrano farsi più vicini: shin ha vinto il suo concorso di pasticceria e akane migliora sempre di più a scuola, vedendo farsi più concreta la possibilità di seguire aoi nel nuovo istituto.
lo strano rapporto tra aoi e karin finalmente si sblocca e le paure della ragazza, il suo timore che aoi non sia davvero interessato a stare con lei, svaniscono con un bacio e un po' di rassicurazioni.

insomma, sembra che tutto stia andando per il verso giusto, ma qualcosa non va in akane: prima sviene all'improvviso per strada, facendosi soccorrere da un anziana signora con la quale stringerà amicizia, e nonostante la sua apparente tranquillità, l'episodio si rivela più grave di quanto si potesse immaginare. alla fine dell'ultimo episodio, mentre ancora i lividi della caduta non sono del tutto scomparsi, si ritroverà a perdere sangue dal naso...
cara yoko maki, non ho idea di cosa tu abbia in mente, ma non osare rovinare il lieto fine che mi aspetto da questa serie o verrò a prenderti a schiaffi fino in giappone!

atmosfere molto più allegre e fancazziste nel secondo volume di amami lo stesso, che conferma le buone impressioni del primo:è una serie divertente, quasi comica, che non vuole prendersi sul serio ma solo far svagare e distrarre il lettore, proponendo personaggi tanto assurdi da essere al limite dell'improbabile.

avevamo lasciato michiko davanti a una nuova speranza per il suo futuro: un lavoro, un alloggio e sopratutto la rottura con un non-fidanzato che si approfittava della sua ingenuità per spillarle soldi.
certo, per avere tutto questo deve sopportare il suo ex capo, kurosawa, e la cosa non le va poi più di tanto giù, nonostante lui le abbia praticamente salvato la vita (e la dignità).
man mano che passano i giorni, michiko inizia sempre più a smaltire l'astio che prova per kurosawa, e comincia a prestare attenzione ai lati del suo carattere a cui prima non badava.
complice una chiacchierata con la ex di kurosawa e un cuscino a forma di bistecca, il patatrac è servito! michiko, che nonostante abbia ormai trentanni e sia completamente inesperta in faccende amorose, si è presa una cotta per kurosawa, il suo ex capo e il suo attuale datore di lavoro.
la situazione è già parecchio imbarazzante, ma se ci si aggiunge che a quanto pare kurosawa è a sua volta innamorato di una donna che michiko non conosce, e che si ritrova ancora una volta a intervenire a favore di michiko, per insegnarle a non farsi mettere i piedi in testa al nuovo posto di lavoro che ha trovato... insomma, l'unica cosa che potrebbe salvare un po' la faccia di michiko sarebbe scavarsi una buca e sparire sottoterra. oppure continuare a tenere segreti i suoi sentimenti.
ce la farà? non ne sono sicura, ma ho assolutamente bisogno del terzo numero!

e per concludere, due parole sul diciasettesimo volume di natsume degli spiriti, il primo, fino ad adesso, che, devo ammetterlo, mi ha un po' annoiata.
le storie di questi episodi sono un po' troppo filler, più del solito, la trama principale è completamente bloccata qui e anche i personaggi secondari a cui sono più affezionata (taki e tanuma, ma anche reiko, anche se si tratta di flashback) sono stati messi da parte.
la prima storia è quella più carina, anche se un po' sottotono rispetto al solito. come già successo, natsume si ritrova invischiato in una storia d'amore tra uno yokai e un'umana, che in questo caso però sono molto più tonti di quanto si potrebbe credere.
è un episodio meno malinconico e più scanzonato di quelli che di solito natsume si trova a vivere, carino e piacevole, ma nulla di troppo memorabile.
la seconda è una storia dai toni decisamente più leggeri, in cui natsume, per seguire nyanko-sensei, si ritrova, suo malgrado, a partecipare a una strana festa tra yokai. un intermezzo divertente e piacevole, ma anche qui, nulla di fondamentale, anche se fa piacere rivedere alcuni yokai che non apparivano da un po'.
l'ultimo episodio riguarda invece natori, il suo passato e il momento in cui ha deciso di diventare un esorcista. da giovane è decisamente meno sicuro di sé di quanto non lo sia adesso che ha incontrato natsume. fin da quel periodo i contrasti tra lui e matoba sono più che evidenti, e buona parte della storia si basa proprio su questo e sui diversi modi di intendere il ruolo degli esorcisti. l'idea era buona, ma la storia è un po' troppo lenta e... beh, devo ammettere che mi ha un po' annoiata. spero di rifarmi con il prossimo volume, anche se ci sarà parecchio da aspettare.

mercoledì 9 novembre 2016

commenti randomici a letture randomiche (23)

è tornata la nakahara e finalmente, dopo due titoli un po' sottotono (nanako robin e berry dynamite), ha tirato fuori un primo volume che riporta agli entusiasmi di lovely complex.
amami lo stesso, oltre ad avere uno dei titoli più imbarazzanti della storia, è uno dei migliori numeri uno degli ultimi mesi, un inizio che lascia presagire una serie che non intende prendersi troppo sul serio e promette una buona dose di divertimento e di fangirlistico entusiasmo.

amami lo stesso è il primo josei (ovvero, un manga indirizzato a donne sopra i diciotto/vent'anni) della nakahara e per quanto la protagonista, michiko shibata, sia svampita e un po' stupida come risa di love*com, la situazione è forse ancora peggio, visto che lei ha 29 anni, è stata licenziata, ha un pessimo curriculum e non riesce a trovare un nuovo lavoro. l'unica cosa che riesce a tirarla su di morale è il sorriso del suo speriamo-che-prima-o-poi-lo-diventi-davvero fidanzato, il giovanissimo junta, uno studente universitario più giovane di lei, che, cosa evidente a chiunque ma non ha michiko, la sfrutta per regali, prestiti e pranzi offerti.
siccome si sa, piove sempre sul bagnato, persa l'occasione all'ennesimo colloquio di lavoro, michiko incontra per caso ayumu kurosawa, il suo ex capo durante l'ultimo impiego. un vero demone, a detta di michiko, sempre pronto a rimproverarla e renderle la vita un inferno.
eppure, nonostante michiko non provi nemmeno a nascondere l'antipatia che prova per lui, kurosawa si propone di aiutarla, prova ad aprirle gli occhi su junta e la mette a conoscenza del suo nuovo progetto: riaprire un vecchio locale di famiglia, il girasole, nel quale michiko potrà lavorare fino a che non riuscirà a trovare di meglio.
il lavoro non è certo dei più ambiziosi, visto che la nostra si ritrova a fare da mascotte per strada a distribuire volantini pubblicitari vestita da fiore gigante, e i suoi colleghi, tutti amici di kurosawa, sembrano dei veri delinquenti.
ma in ogni caso è un lavoro, e quando si è al verde non si può essere più di tanto schizzinosi. oltretutto, questa svolta improvvisa, da anche a michiko la possibilità di scoprire qualcosa di più di kurosawa, del suo passato e del suo presente, visto che ha appena lasciato la sua fidanzata...
adesso che ha finalmente capito che junta l'ha sempre sfruttata senza provare nulla per lei e adesso che il suo ex capo comincia a sembrare un po' più umano di quanto sembrasse, la ship è partita alla stragrande e veleggia felice verso il prossimo volume, che io non vedo l'ora di leggere!
lo stile è sempre quello a cui la nakahara ci ha abituati, per fortuna, nonostante il cambio di target, sono rimaste le sue faccine buffissime e il suo tratto pulito e molto personale.
informazione di servizio per chi vorrebbe iniziare la serie ma teme l'ennesimo polpettone infinito: tranquilli, amami lo stesso si è concluso da poco, dovrebbe contare in totale 10 volumi e l'autrice ha iniziato uno spin off (non so quanti volumi saranno né se si occuperà dei personaggi secondari, un po' come lovely complex two)

si va avanti anche con rere hello, che da noi è giunto al settimo volumetto, in giappone si è concluso con l'undicesimo (che ha una copertina bellissima! se non l'avete ancora vista cliccate qui!), e che a me continua a piacere veramente tantissimo.
di certo non si può dire che sia un titolo particolare per l'originalità dei contenuti o per i colpi di scena, anzi, la storia è abbastanza scontata, ma la narrazione procede sempre bene, senza intoppi, senza digressioni noiose e senza lasciare da parte nessuno dei personaggi. insomma, una storia d'amore come tante, ma molto, mooolto ben fatta.
in questo volume, mentre il rapporto con minato si va sempre più consolidando, a ririko rimangono i sensi di colpa per serina, che ha visto infrangersi il sogni di stare con il cugino.
testarda com'è, ririko farà di tutto per farsi accettare e dimostrare che è la ragazza giusta per minato, e nel frattempo, chiarirà con nanami, che continua il suo proposito di vendicarsi di minato.
ma a quanto pare, dopo serina e nanami, sembra che stia per arrivare un altro problema, ancora più grande, e sembra che riguardi la famiglia di minato...
mi sa che a ririko toccherà faticare per mantenere la felicità che sembra aver finalmente raggiunto, ma confido tantissimo nella sua forza d'animo. sono sicura che i prossimi volumi porteranno a un gran bel finale!

e in questi giorni è uscito anche un altro dei miei titoli preferiti tra quelli attualmente in corso, il fiore millenario, che si avvia ormai alla conclusione e che in questo volume, il dodicesimo, ci prepara a quello che sarà uno scontro tanto atteso quanto temuto, quello tra a-ki e l'usurpatrice del trono del regno di a, do-hi.
e ci prepara anche all'epilogo della vicenda sentimentale tra a-ki e il suo fedele hakusei.
la giovane principessa ne ha ormai passate veramente di tutti i colori, e adesso, con il sostegno di tan, ormai re di so, è pronta a riprendersi quello che è suo.
eppure è ovvio che il ruolo di regina le chiederà dei sacrifici: come potrà continuare a tenere accanto a sé quello che agli occhi di tutti è solo uno schiavo di una strana razza, una bizzarria della natura? per una regina è impossibile seguire i propri sentimenti, i matrimoni sono quasi sempre necessari per consolidare alleanze politiche, e a-ki sa che non potrà sottrarsi ai suoi doveri.
ottenere la vendetta su do-hi, che ha umiliato e ucciso sua madre, distrutto suo padre, usurpato il potere e adesso sta tentando di mettere sul trono un figlio inetto che non ambisce nemmeno al ruolo che lei sogna, ha un costo altissimo per a-ki: non solo dovrà rinunciare a essere una ragazza come qualsiasi altra per adempiere al suo ruolo, ma deve continuare a portare addosso il peso della colpa di tutta la sofferenza e la morte che è stata necessaria per portarla qui dove è arrivata.
in queste pagine si sente in modo fortissimo il lacerarsi interiore della giovane principessa: da un lato, il desiderio di vivere in pace, serenamente come una persona qualsiasi, libera di stare accanto all'uomo che ama, dall'altro, la consapevolezza di non potersi permettere di pensare a sé stessa e di dover agire per il bene di tutto il regno.
lo scontro si avvicina e dopo non ci sarà altro che un bivio: la morte davanti ai soldati di do-hi o la riconquista del regno di a, e l'inevitabile perdita di hakusei.
mancano circa tre volumi alla conclusione della storia e io non so se desiderare che finisca o se cercare di ritardare il più possibile il momento che mi sembra tristemente ineluttabile. nel dubbio, continuo a immaginare per a-ki e hakusei un futuro felice, per quanto improbabile, e continuo ad augurarmi che i miei presentimenti per la fine della storia siano sbagliati, perché una parte di me sa, fin dal primo volume, che ci saranno lacrime a fiumi.