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martedì 28 febbraio 2017

commenti randomici a letture randomiche (30)

continuo dal post di ieri a cianciare velocemente delle ultime letture, questa volta dando spazio - finalmente direi! aspettano da settimane! - agli ultimi manga letti, fate attenzione agli spoiler!:

ottavo volume di romantica clock, due numeri al finale. mi mancherà dopo, ma intanto il mio livello di vogliosaperecomefinisce è arrivato pericolosamente in alto.
la vita di akane e company prosegue alla grande: aoi e karin sembra comincino a vivere sempre meglio la loro nuova vita di coppia, ayumu e kohatan sono adorabili ed è praticamente certo che finiranno insieme e akane e shin, anche se lontani sono legati e innamorati come se nulla potesse indebolire il loro affetto.
akane è riuscita a migliorare parecchio i suoi voti e aoi sembra molto meno dispotico di prima sulla questione studio.
insomma, tutto ok, no?
no. perché i malesseri di akane continuano e finalmente lei riesce a confidarlo ad aoi che decide di farla visitare in ospedale. nulla di grave, solo un po' di anemia, ma il risultato rincuora così tanto akane che, dopo essersi sforzata tanto di far finta di niente, si lascia finalmente crollare, proprio per le tante attese vacanze di natale, proprio quando finalmente torna shin per passare un po' di tempo con lei. yoko maki ne approfitta per regalarci una scena da fangirlismo esagerato quando shin riesce finalmente ad andare a trovarla per le vacanze di natale, e io non ho ancora smesso di ringraziarla.
l'ultimo capitolo si conclude con la consueta visita di inizio anno al tempio, con le tavolette votive e tutto il resto e... non chiedetemi perché, ma io ho ancora la sensazione che non tutto si sia risolto davvero. tutta questa stasi, a così poco dalla fine, mi ha messo in testa che il prossimo numero sarà un concentrato pazzesco di ansia, prima del gran finale. e, insomma, io sto in ansia già da giorni! come faccio ad aspettare ancora più di tre mesi?

il terzo volume di hatsu haru invece si prende un attimino di relax e prosegue la storia senza troppi sconvolgimenti, lasciando un buon numero di pagine alla coppia miki/kiyo alle prese con il loro primo, goffissimo, appuntamento.
tra kai e riko invece le cose non sembrano smuoversi più di tanto: lei è ancora innamoratissima del professor suwa e lui non riesce a esprimere i suoi sentimenti, nonostante il destino - e ayumi, fotografa del club di giornalismo - stiano facendo di tutto per spingerli una verso l'altro, con scarsissimi risultati e gran disperazione di kai. sembrerebbe una situazione destinata allo stallo perenne se non fosse che quando suwa e la sua fidanzata dicono a riko che stanno per sposarsi e avere un bambino, lei si convince che è finalmente arrivato il momento di staccarsi dal suo sogno irrealizzabile e cerchi di vivere un amore normale, così cede alle avances di un vecchio compagno delle medie, hatano, che senza troppi scrupoli le chiede di cominciare a frequentarsi.
riko sa che è inutile continuare a sperare n un amore impossibile e spera di riuscire a innamorarsi di hatano, ma quando lui la prende per mano si ritrova inevitabilmente a fare il paragone tra quello che sente e quello che ha provato quando la sua mano veniva stretta da kai, pochi giorni prima durante i fuochi d'artificio... e beh, non è la stessa cosa, ma non ha nemmeno il tempo di stare lì a pensare e capire perché kai, in stile cavaliere senza macchia e senza paura, corre a salvarla, sottraendola dalle grinfie di hatano (in quel momento è stato impossibile non urlare ehi tu porco levale le mani di dosso! con la voce di mcfly) e... dichiarandosi? l'ha detto davvero? l'ha solo pensato? ahhh! datemi il quarto volume (più scrivo questi post più mi rendo conto che non ho pazienza. come faccio a leggere fumetti da circa venticinque anni e rimanere sempre così frustrata dai "continua nel prossimo volume"? dovrei averci fatto l'abitudine ormai e invece...)

ultimo volume per liselotte e la foresta delle streghe, cosa che mi riempie di tristezza perché non solo non dovrebbe essere l'ultimo volume, anzi, per la precisione non lo è, ma perché finalmente la storia stava cominciando a premere sull'acceleratore e invece siamo costretti a fermarci.
come saprete, la pubblicazione è interrotta da anni, a causa di problemi personali - non meglio chiariti - dell'autrice.
non mi è ancora chiaro perché planet abbia deciso di tradurre proprio questo titolo in italiano, in fondo lo sapevamo tutti che non avremmo letto il finale (perché l'ho preso allora? perché volevo leggerlo ugualmente, ero troppo curiosa!). io avevo pensato che potessero esserci buone notizie all'orizzonte, magari qualche speranza per un vero finale, ma se così è, io non ne so niente.

in ogni caso, questo è uno dei migliori volumi, nonostante, bisogna dirlo, liselotte e la foresta delle streghe, così come il canto delle stelle, non arriva nemmeno lontanamente al livello di furuba, ma rimangono entrambi dei fumetti carini e godibili.
inizia a svelarsi il passato il enrich, di liselotte e di suo fratello richard, mostrandoci una realtà meno rosea e idilliaca di quello che avevamo immaginato, e ancora troppo avvolta nel mistero per riuscire veramente a capire cosa ha portato richard a condannare la sorella e quale sia il ruolo di enrich all'interno del terzetto.
anna svela a verg - anche lui una volta un essere umano con un passato tragico e violento alle spalle, come buona parte dei personaggi di natsuki takaya - la storia sua e di art, anche questa, manco a dirlo, segnata da dolore, miseria e sofferenza, e lo convince ad avvicinarsi a quella pazza famiglia di streghe, umani e famigli che si è venuta a creare nella nuova casa di liselotte.
nel frattempo, venuta a sapere che si terrà una festa al villaggio, liselotte chiede a engetsu di portarla a vedere di cosa si tratta, visto che non ha mai partecipato nemmeno una volta e da anni sogna di prendere parte ai festeggiamenti, ma una volta lì, vede suo fratello, si sente in colpa e torna indietro, incontrando, sulla via del ritorno, vorklinde, una strega potente, sorella di hilde e della quale non conosciamo ancora le intenzioni (anche se non promette poi tanto bene, eh), mentre engetsu e richard, stravolgendo tutte le nostre idee in merito, chiacchierano del futuro di liselotte, e si direbbe che non è la prima volta che si vedono,
ora capite perché mi fa rosicare tantissimo pensare che plausibilmente non leggeremo mai il seguito? 

mercoledì 11 gennaio 2017

commenti randomici a letture randomiche (27)

adoro questa non-rubrica perché riesco a sfoltire di parecchio la lista delle cose di cui vorrei parlare sul blog di tanto ogni volta.
a questo giro, volevo spendere qualche parola sugli ultimi manga che ho comprato prima della fine dell'anno, in attesa di tornare in fumetteria a fare incetta di roba nuova!

lo scorso mese mi sono data ai recuperi e oltre a kuragehime - di cui qui non ho mai parlato e al quale dedicherò un megapost non appena la serie sarà conclusa (quando mai lo sarà) - ho preso liselotte 3 e 4. mi spiace pensare che questa serie sia interrotta, mi piace molto, e temo che il prossimo numero, al momento l'ultimo, lascerà in sospeso molte cose.

la vita di liselotte si fa ancora più complicata, visto che per colpa di una strega non troppo amichevole, engetsu si ritrova privo di tutti i ricordi che lo legano a liselotte: il suo atteggiamento cambia, diventa quasi freddo e per nulla gentile, ma per la ragazza engetsu è così importante da sopportare tutto e sperare che, pian piano, tra loro si creerà qualcosa di nuovo e bello da ricordare e che li terrà legati di nuovo come prima.

liselotte, nonostante sembri una calamita di tutte le sfighe possibili e anche di quelle più implausibili, continua a essere sempre ottimista e allegra. ha preso bene il cambiamento di engetsu, si è quasi sacrificata senza battere ciglio per lui e adesso ha deciso di accogliere in casa due streghe, mirte e hilde, che non se la passano troppo bene nella foresta per colpa di altre streghe, più potenti e meno gentili.

nel frattempo si infittisce il mistero legato alla potente strega vertelinde: hilde sa che vertelinde non è
più tra i vivi, eppure sia engetsu che yomi affermano di essere stati creati da lei...
e anche richard, il fratello di liselotte, sembra non essersi ancora rassegnato alla perdita della sorella, benché il colpevole del suo esilio sia proprio lui.

nel frattempo, mentre nella casa di liselotte, nonostante tutto, si continua a vivere in allegria, nel villaggio vicino il nome di vertelinde continua a creare scompigli, e conosciamo nuovi personaggi, come il signor ervin o il famiglio sui, un altro membro della strana famiglia di vertelinde.

continuano i flashback sul passato di liselotte, su enrich e richard, il mistero su engetsu e la sua vera natura, da quando è diventato qualcosa di diverso da un essere umano, si fa sempre più intricato, così come i rapporti tra i personaggi.

non ci resta che aspettare il prossimo volume per sperare di capire qualcosa in più, e poi iniziare a sperare che la takaya concluda al più presto la storia, svelandoci ogni mistero.

nuovi sviluppi anche per i miei due gemelli preferiti, aoi e akane di romantica clock!
il settimo volume è tutto incentrato sulle questioni di cuore e, visto che non posso fare altrimenti, fate attenzione agli spoiler se non l'avete ancora letto.
shin e akane hanno finalmente pronunciato le fatidiche parole e si sono finalmente messi insieme. anche i loro obiettivi sembrano farsi più vicini: shin ha vinto il suo concorso di pasticceria e akane migliora sempre di più a scuola, vedendo farsi più concreta la possibilità di seguire aoi nel nuovo istituto.
lo strano rapporto tra aoi e karin finalmente si sblocca e le paure della ragazza, il suo timore che aoi non sia davvero interessato a stare con lei, svaniscono con un bacio e un po' di rassicurazioni.

insomma, sembra che tutto stia andando per il verso giusto, ma qualcosa non va in akane: prima sviene all'improvviso per strada, facendosi soccorrere da un anziana signora con la quale stringerà amicizia, e nonostante la sua apparente tranquillità, l'episodio si rivela più grave di quanto si potesse immaginare. alla fine dell'ultimo episodio, mentre ancora i lividi della caduta non sono del tutto scomparsi, si ritroverà a perdere sangue dal naso...
cara yoko maki, non ho idea di cosa tu abbia in mente, ma non osare rovinare il lieto fine che mi aspetto da questa serie o verrò a prenderti a schiaffi fino in giappone!

atmosfere molto più allegre e fancazziste nel secondo volume di amami lo stesso, che conferma le buone impressioni del primo:è una serie divertente, quasi comica, che non vuole prendersi sul serio ma solo far svagare e distrarre il lettore, proponendo personaggi tanto assurdi da essere al limite dell'improbabile.

avevamo lasciato michiko davanti a una nuova speranza per il suo futuro: un lavoro, un alloggio e sopratutto la rottura con un non-fidanzato che si approfittava della sua ingenuità per spillarle soldi.
certo, per avere tutto questo deve sopportare il suo ex capo, kurosawa, e la cosa non le va poi più di tanto giù, nonostante lui le abbia praticamente salvato la vita (e la dignità).
man mano che passano i giorni, michiko inizia sempre più a smaltire l'astio che prova per kurosawa, e comincia a prestare attenzione ai lati del suo carattere a cui prima non badava.
complice una chiacchierata con la ex di kurosawa e un cuscino a forma di bistecca, il patatrac è servito! michiko, che nonostante abbia ormai trentanni e sia completamente inesperta in faccende amorose, si è presa una cotta per kurosawa, il suo ex capo e il suo attuale datore di lavoro.
la situazione è già parecchio imbarazzante, ma se ci si aggiunge che a quanto pare kurosawa è a sua volta innamorato di una donna che michiko non conosce, e che si ritrova ancora una volta a intervenire a favore di michiko, per insegnarle a non farsi mettere i piedi in testa al nuovo posto di lavoro che ha trovato... insomma, l'unica cosa che potrebbe salvare un po' la faccia di michiko sarebbe scavarsi una buca e sparire sottoterra. oppure continuare a tenere segreti i suoi sentimenti.
ce la farà? non ne sono sicura, ma ho assolutamente bisogno del terzo numero!

e per concludere, due parole sul diciasettesimo volume di natsume degli spiriti, il primo, fino ad adesso, che, devo ammetterlo, mi ha un po' annoiata.
le storie di questi episodi sono un po' troppo filler, più del solito, la trama principale è completamente bloccata qui e anche i personaggi secondari a cui sono più affezionata (taki e tanuma, ma anche reiko, anche se si tratta di flashback) sono stati messi da parte.
la prima storia è quella più carina, anche se un po' sottotono rispetto al solito. come già successo, natsume si ritrova invischiato in una storia d'amore tra uno yokai e un'umana, che in questo caso però sono molto più tonti di quanto si potrebbe credere.
è un episodio meno malinconico e più scanzonato di quelli che di solito natsume si trova a vivere, carino e piacevole, ma nulla di troppo memorabile.
la seconda è una storia dai toni decisamente più leggeri, in cui natsume, per seguire nyanko-sensei, si ritrova, suo malgrado, a partecipare a una strana festa tra yokai. un intermezzo divertente e piacevole, ma anche qui, nulla di fondamentale, anche se fa piacere rivedere alcuni yokai che non apparivano da un po'.
l'ultimo episodio riguarda invece natori, il suo passato e il momento in cui ha deciso di diventare un esorcista. da giovane è decisamente meno sicuro di sé di quanto non lo sia adesso che ha incontrato natsume. fin da quel periodo i contrasti tra lui e matoba sono più che evidenti, e buona parte della storia si basa proprio su questo e sui diversi modi di intendere il ruolo degli esorcisti. l'idea era buona, ma la storia è un po' troppo lenta e... beh, devo ammettere che mi ha un po' annoiata. spero di rifarmi con il prossimo volume, anche se ci sarà parecchio da aspettare.

mercoledì 4 maggio 2016

commenti randomici a letture randomiche (15)

nelle ultime settimane ho recuperato un po' di roba in fumetteria. era ora di scrivere qualche commento e sistemare il casino che avevo lasciato sulla scrivania, la famosa pila delle cose di cui scriverò presto sul blog.

il mondo di ran sta per concludersi e questo penultimo volume lascia intendere che il prossimo ci prosciugherà le ghiandole lacrimali.
*attenti agli spoiler!*
la lotta con gli insetti si è finalmente conclusa.
l'ultimo insetto è morto, l'affetto di ran per otaro è riuscito a cacciarlo fuori dal suo corpo, mentre shizuka l'ha distrutto definitivamente.
ma dopo tutto questo tempo, l'insetto ha completamente distrutto il corpo di otaro, che rimane in vita solo grazie alla magia di ran. quando lei si addormenterà per recuperare i suoi poteri, lui non avrà più il suo supporto, e di conseguenza...
già da un po' si era capito che non c'era molto da sperare per otaro, ma avevo continuato a credere che alla fine, in un modo o nell'altro, l'happy ending sarebbe arrivato.
e no, non intendo un happy ending amoroso, in fondo ran è una bambina e sarebbe abbastanza disgustoso se lui volesse stare con lei pur sapendolo.
ma mi aspettavo che otaro riuscisse a salvarsi...
beh, insomma, manca davvero poco alla fine, però per qualche giorno ancora posso continuare a sperare di vedere ran sorridere radiosa.
voi cosa vi aspettate dall'ultimo volumetto?

il secondo volume di liselotte e la foresta delle streghe mi ha molto sorpresa. sopratutto per il fatto che la storia ha accelerato parecchio, senza però risultare maldestramente affrettata.
insomma, parliamo di natsuki takaya!
*attenti agli spoiler!*
siamo solo al secondo volume e già si comincia a svelare il passato di liselotte e quello di engetsu: la loro storia inizia tanto tempo prima del loro ultimo incontro, quando liselotte viveva ancora insieme alla sua famiglia. il giorno in cui liselotte stava per essere uccisa da un killer assoldato, forse, proprio da suo fratello, enrich riuscì a permetterle di salvarsi, pagando il suo gesto con la vita. adesso è rinato come engetsu, grazie al potere della strega vertelinde, ma non è più un essere umano.
e questa volta tocca a liselotte salvarlo.

se già nel primo volume si intuiva un'atmosfera tetra, qui la takaya non si risparmia in nulla: uccisioni, tradimenti, rimpianti, perdite. si poteva pensare a un fantasy spensierato e dolce dando un'occhiata alla prima cover, invece il livello di angst è davvero altissimo. la trama sembra essere entrata nel vivo e plausibilmente ci sarà parecchia azione nel prossimo volume. se si continua con questo ritmo non dovrebbe volerci troppo tempo prima che la storia finisca, quindi se l'autrice decidesse di riprendere a disegnare non dovremmo patire troppo.
ma sono solo considerazioni assolutamente personali e basate su semplici impressioni.
in ogni caso, io non vedo l'ora di leggere gli altri tre volumi.

ho recuperato anche, in mega ritardissimo, il decimo volumetto de il fiore millenario. non ho letto moltissimi shoujo fantasy, ma questo sicuramente si gioca il posto d'onore sul podio insieme a fushigi yuugi e la spada incantata di sakura.
le vicende della principessa a-ki e del suo fedele hakusei non sono semplicemente appassionanti e coinvolgenti. in questo manga si mischiano elementi solitamente meno tipicamente shoujo, azione, guerra, addestramento militare, intrighi politici eccetera, a quelli a cui siamo più abituate. quello che però rende veramente notevole questo manga (per cui se ve lo siete perso dovete assolutamente rimediare) è la sua protagonista.
nonostante abbia vissuto una delle esistenze più difficili che si possano immaginare, a-ki è una ragazza intelligente, forte, ambiziosa. nonostante l'affetto che la lega ad hakusei e che prima la legava a seitestu, a-ki sa essere indipendente, sa salvarsi da sola, non ha bisogno del principe azzurro che venga a prendersi cura di lei mentre rimane ad aspettare con gli occhi colmi di lacrime. nonostante le sue debolezze, che sono più che altro la prova di un animo sensibile e vivo, a-ki sa governare sé stessa, il suo destino, i suoi sentimenti e il suo paese.
vorrei più protagoniste come lei nei fumetti...
ma intanto la nostra principessa si trova nei guai fino al collo, rapita dal principe di so e sempre sotto la costante minaccia di do-hi, lontana da hakusei e dall'oggetto che può darle il diritto di regnare, finalmente sul suo paese. ha solo le sue capacità a difenderla dai suoi carcerieri e la sua forza a evitarle di dare a do-hi una vittoria troppo comoda.
alla fine del volume c'è un gran colpo di scena e... beh, ho bisogno di andare avanti prima possibile. l'unica cosa che odio di questo titolo è la sua pubblicazione a singhiozzo. in giappone siamo arrivati al 13° volumetto e la serie è ancora in prosecuzione, ma credo proprio che non manchi moltissimo alla conclusione. sperando che si velocizzino i tempi della pubblicazione italiana!

un po' scialbino, dopo l'entusiasmo del terzo volumetto (ne avevo accennato direttamente sulla pagina fb, qui) il quarto numero di rere hello.
la storia è abbastanza semplice, si è capito da un pezzo dov'è che l'autrice vuole andare a parare e non si riesce a capire cosa diamine le impedisce di arrivare al quid del discorso.
in ogni caso, *attenti agli spoiler!*
apprendiamo con gioia (non è vero, non è che la cosa mi fregasse poi così tanto) che towa e hata, dopo la dichiarazione di lui e il rifiuto di lei, hanno fatto pace. towa non solo non è innamorata di hata, e mi piacerebbe parecchio che l'autrice non li facesse finire insieme solo per quieto vivere, ma direi che ha un debole per ririko. se questo aspetto della storia non venisse trascurato, accantonato e nascosto, potrei finalmente cominciare a interessarmi un po' di più a questa biondina sociopatica. ma al momento...
minato e ririko continuano a comportarsi da sposini novelli senza fare un solo passo avanti nella loro relazione, come se la cosa non fosse già abbastanza noiosa così, entra in scena un nuovo personaggio a complicare la faccenda, cioè a complicarla per quello che è l'assurdo comportamento dei protagonisti di buona parte degli shoujo manga. insomma, arriva, del tutto immotivatamente, serina, che ririko inizialmente scambia per la fidanzata di minato e che poi si scopre essere sua cugina (di secondo grado, cosa fondamentale). serina è la tipica ragazza carina, innamorata del protagonista maschile e che farà di tutto per allontanare da lui la protagonista femminile. giusto perché non ci bastano mai questi assurdi cliché in cui le donne competono per amore di un uomo, eh...
in ogni caso, sappiamo già adesso che, per ragioni di trama, il suo destino è segnato e che dovrà arrendersi all'evidenza di non essere lei il personaggio su cui è incentrata la vicenda. se nel frattempo riuscirà a far sbloccare minato e ririko, almeno avrà avuto una qualche utilità.
insomma, volumino un po' noioso, ci si aspetta di meglio nel prossimo numero...

invece il secondo volume di himitsu conferma tutto quello che si era già detto a proposito del primo: questo manga è un capolavoro.
cercherò di parlarne senza fare troppi spoiler, riassumere la trama sarebbe un lavoro inutilmente lungo e non riuscirei comunque a far emergere quello che rende così bello questo manga.
in questo numero i casi affrontati dalla nona sezione investigativa sono due. nel primo la shimizu si concentra sopratutto sul buon aoki, dandogli modo di gestire un'indagine per lui difficile ed emotivamente sfiancante, dato che la vittima è stata sua collega, affidata a lui direttamente da maki.
nonostante le sue capacità, aoki non riesce a mantenere la freddezza (apparente?) di maki, arrivando a rischiare persino la sua stessa vita.
anche nel secondo caso la sensibilità di aoki gioca a suo sfavore: poter scandagliare il cervello della vittima fino a vedere quello che ha visto e sopratutto il modo in cui lo ha visto, entrando in totale empatia con lei, non è facilmente sostenibile per il giovane investigatore, e l'intervento di maki è sempre fondamentale e decisivo, anche quando sembra fare poco.

in entrambe le storie, nonostante la spietatezza dei fatti narrati, nonostante le immagini spesso crude, quasi al limite dell'horror, la shimizu riesce sempre e comunque a far emergere l'aspetto più poetico della vicenda: dai bellissimi paesaggi sognati dalle vittime, fino alle loro speranze, i loro desideri, il modo incredibile in cui l'amore incondizionato riesce a mostrare il mondo esterno al nostro cervello.
ammetto che la parte finale della seconda storia mi ha davvero commossa, la shimizu ha davvero giocato sporco e ha vinto facile.
adesso che si è meglio affrontato l'argomento della risonanza tomografica e le eventuali conseguenze, mi aspetto un terzo numero che si focalizzi di più sui personaggi, sopratutto su maki.

venerdì 5 febbraio 2016

liselotte e la foresta delle streghe 1

vi capita mai di passare giornate a fare mille cose e poi arrivare a sera con la sensazione di non essere riusciti a combinare nulla?
beh, ultimamente la mia vita va esattamente così.
l'unica cosa di cui posso essere veramente fiera è che sono finalmente riuscita a ordinare il forno per la ceramica (non so se ricordate che qualche tempo fa avevo iniziato a decorare tazze e affini) così finalmente tra circa un mesetto dovrei tornare a essere operativa e un po' meno disoccupata...
il resto del tempo l'ho passato a guardare film (io e mamma abbiamo fatto fuori tutta la serie di harry potter, e ci sono piaciuti tantissimo! io avevo letto tutti i libri ai tempi, ma i film non li avevo mai visti) e leggere libri (ho finito i romanzi della trilogia originale di star wars, consigliatissimi ai fan della serie, adesso mi sono buttata su la fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte, ve ne parlerò appena lo finisco), più altra fuffa con la quale non intendo annoiarvi.

negli ultimi giorni però ho letto pochissimi fumetti, giusto il terzo numero di shooting star lens, che mi ha fatto decidere di droppare la serie (vi giuro, il primo mi era piaciuto, il secondo così così... il terzo non sono nemmeno riuscita a capire bene cosa succede esattamente...) e il primo volume di liselotte e la foresta delle streghe, che invece mi è piaciuto tantissimo e che staziona da giorni sulla mia scrivania in attesa di questo post.

di questo titolo ne avevo sentito parlare da tanto, forse da quando era iniziata la pubblicazione in giappone, e ho sempre desiderato poterlo leggere. quindi, in barba al fatto che sia bloccato - per il momento, si spera - al quinti volumetto, ho deciso di provarlo ugualmente. e non me ne sono per nulla pentita. è ovvio che quando un autore piace, si comincia a leggere un suo nuovo lavoro con uno stato d'animo abbastanza positivo, ma natsuki takaya per quello che mi riguarda - sopratutto dopo il canto delle stelle, furuba è così bello che non fa testo - è una garanzia.


a differenza dei due titoli sopracitati, liselotte si inserisce a pieno titolo nel filone fantasy, anche se l'atmosfera di sfiga che colpisce la protagonista senza alcuna pietà né rispetto delle statistiche tipica della takaya è sempre quella.
infatti la nostra protagonista, liselotte appunto, a quanto pare è una nobile decaduta, senza più nulla e nessuno se non i suoi due fedeli servitori, art e anna, due giovanissimi - sono poco più che bambini - gemellini. ha deciso di stabilirsi in una casetta vicina alla foresta, una foresta che a quanto pare è abitata dalle streghe. e proprio quando liselotte si trova in difficoltà per colpa di una di loro, viene in suo aiuto un giovane bellissimo e misterioso, engetsu, che sembra quasi conoscere già liselotte, anche se non si sono mai incontrati prima...
per quanto ci sia tantissima voglia di sapere come andrà da adesso in poi la nuova vita di liselotte, quello che davvero mette curiosità è il suo passato: cosa le è successo? perché è stata allontanata dalla sua vita? chi è la persona che somiglia a engetsu?
in definitiva un primo volume davvero coinvolgente, ben strutturato, che fa partire la storia alla grande e - come sempre con la takaya - fa innamorare dei personaggi.
ho tantissima voglia di leggere il prossimo volumetto!

lunedì 16 novembre 2015

il canto delle stelle

a un sacco di serie di fumetti tocca di ricevere pareri diametralmente opposti in quel gran marasma che è internet, con buona pace di chi si dispera cercando di capire se qualcosa vale la pena recuperarla oppure no.
io, ad esempio, ho ignorato il canto delle stelle per anni, visto che per anni ho sempre letto in giro che non è all'altezza di furuba, che è una mezza cagata.
quindi, visto che alla fine la serie l'ho recuperata e letta, mi sembrava giusto chiarire un po' in merito, a beneficio di chi ancora non sa decidersi a riguardo.
in effetti, di certo il canto delle stelle non è all'altezza di furuba, e non sarebbe poi tanto facile, visto che furuba è davvero un capolavoro, ma non è nemmeno mezza cagata, anzi, secondo me è una serie molto carina, che di certo però poteva svilupparsi meglio...

la trama è abbastanza banale: sakuya vive senza i genitori, in casa del suo scontroso cugino, lavora e va a scuola. ha un passato triste (se avete letto furuba sapete che con "passato triste" si intende una situazione disastrosa al limite della follia che solo la takaya potrebbe immaginare) che però non la scoraggia. sakuya sorride ogni giorno, si impegna in quello che fa, ha degli amici che le vogliono bene, è presidentessa dell'assurdo club gli amanti delle stelle: in pratica vive una vita normale come una ragazza normale. almeno fino al giorno del suo compleanno quando incontra chihiro. il ragazzo si è presentato a kanade come fidanzato di sakuya, mentre lei pensa che lui sia un amico del cugino. solo dopo i due scoprono che chihiro è un perfetto sconosciuto, ma sakuya è già mezza cotta: sconosciuto o no, le è bastato chiacchierare un po' con chihiro per rendersi conto che quel ragazzo riesce a comprenderla meglio di chiunque altro.
anche se sembra sparito, chihiro tornerà prestissimo nella vita di sakuya iscrivendosi nella stessa sua stessa scuola.
da questo momento la vita di sakuya e dei suoi amici, la psicotica ricchissima hijiri e il buon yuri, comincerà a subire parecchi scossoni emotivi, sopratutto a causa dell'atteggiamento di chihiro: dopo svariati numeri a chiedersi se non sia bipolare o abbia un gemello malvagio, ecco arrivare la spiegazione (tragicissima, ovvio) al suo modo di agire nei confronti di sakuya.

se i cliché da shoujo manga ci sono tutti, come sempre natsuki takaya allarga il concetto di amore anche agli affetti familiari e ai rapporti di amicizia, e lo fa con la sua solita dose di eventi e ricordi drammatici ai danni dei personaggi (non se ne salva uno, giuro, è peggio di una casa famiglia per minori abusati): genitori orribili che trattano i figli in modo devastante è il leitmotif della storia, senza contare i fraintendimenti, le incomprensioni non risolte, i tentativi di suicidio e un sacco di altre amenità.
c'è però, anche qui come in furuba, una cosa che mi piace tantissimo: la volontà di non arrendersi al dolore, alla solitudine, alla tristezza. chi è ferito torna a sorridere per vedere altri sorrisi intorno a sé, chi vorrebbe disperarsi, non perde la speranza, chi ha conosciuto l'odio e l'indifferenza, non smette di essere gentile e onesto. questo messaggio, retorico quanto volete, poco mi importa, è stato il motivo per cui ho adorato questa storia. c'è tantissima dolcezza e speranza e un sacco di altre belle cose tra le pagine de il canto delle stelle, tutta roba che ai cinici criticoni potrebbe non andar giù, ma io sono già stanca di vedere cinismo e grigiore dappertutto. quindi se vi va di inzuppare qualche fazzolettino di lacrimoni di commozione, prego, questo è il fumetto che fa per voi.