venerdì 5 febbraio 2016

liselotte e la foresta delle streghe 1

vi capita mai di passare giornate a fare mille cose e poi arrivare a sera con la sensazione di non essere riusciti a combinare nulla?
beh, ultimamente la mia vita va esattamente così.
l'unica cosa di cui posso essere veramente fiera è che sono finalmente riuscita a ordinare il forno per la ceramica (non so se ricordate che qualche tempo fa avevo iniziato a decorare tazze e affini) così finalmente tra circa un mesetto dovrei tornare a essere operativa e un po' meno disoccupata...
il resto del tempo l'ho passato a guardare film (io e mamma abbiamo fatto fuori tutta la serie di harry potter, e ci sono piaciuti tantissimo! io avevo letto tutti i libri ai tempi, ma i film non li avevo mai visti) e leggere libri (ho finito i romanzi della trilogia originale di star wars, consigliatissimi ai fan della serie, adesso mi sono buttata su la fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte, ve ne parlerò appena lo finisco), più altra fuffa con la quale non intendo annoiarvi.

negli ultimi giorni però ho letto pochissimi fumetti, giusto il terzo numero di shooting star lens, che mi ha fatto decidere di droppare la serie (vi giuro, il primo mi era piaciuto, il secondo così così... il terzo non sono nemmeno riuscita a capire bene cosa succede esattamente...) e il primo volume di liselotte e la foresta delle streghe, che invece mi è piaciuto tantissimo e che staziona da giorni sulla mia scrivania in attesa di questo post.

di questo titolo ne avevo sentito parlare da tanto, forse da quando era iniziata la pubblicazione in giappone, e ho sempre desiderato poterlo leggere. quindi, in barba al fatto che sia bloccato - per il momento, si spera - al quinti volumetto, ho deciso di provarlo ugualmente. e non me ne sono per nulla pentita. è ovvio che quando un autore piace, si comincia a leggere un suo nuovo lavoro con uno stato d'animo abbastanza positivo, ma natsuki takaya per quello che mi riguarda - sopratutto dopo il canto delle stelle, furuba è così bello che non fa testo - è una garanzia.


a differenza dei due titoli sopracitati, liselotte si inserisce a pieno titolo nel filone fantasy, anche se l'atmosfera di sfiga che colpisce la protagonista senza alcuna pietà né rispetto delle statistiche tipica della takaya è sempre quella.
infatti la nostra protagonista, liselotte appunto, a quanto pare è una nobile decaduta, senza più nulla e nessuno se non i suoi due fedeli servitori, art e anna, due giovanissimi - sono poco più che bambini - gemellini. ha deciso di stabilirsi in una casetta vicina alla foresta, una foresta che a quanto pare è abitata dalle streghe. e proprio quando liselotte si trova in difficoltà per colpa di una di loro, viene in suo aiuto un giovane bellissimo e misterioso, engetsu, che sembra quasi conoscere già liselotte, anche se non si sono mai incontrati prima...
per quanto ci sia tantissima voglia di sapere come andrà da adesso in poi la nuova vita di liselotte, quello che davvero mette curiosità è il suo passato: cosa le è successo? perché è stata allontanata dalla sua vita? chi è la persona che somiglia a engetsu?
in definitiva un primo volume davvero coinvolgente, ben strutturato, che fa partire la storia alla grande e - come sempre con la takaya - fa innamorare dei personaggi.
ho tantissima voglia di leggere il prossimo volumetto!

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ps. ci tenevo a ringraziare tutti quelli che hanno votato al sondaggio senza aver lasciato un commento o scritto un messaggio per giustificare il loro voto (sì, sono sarcastica. il grazie sincero va a chi mi ha scritto e ha discusso con me di questa cosa, ve ne sono davvero grata e mi fa un sacco di piacere ogni volta chiacchierare con voi! ), che così è perfettamente inutile, perché la sola cosa che mi arriva è che vi sto sulle palle e che questo blog vi interessa davvero poco, situazione poco veritiera perché se avete perso tempo a votare, vuol dire che un minimo mi seguite, quindi non può trattarsi semplicemente di questo.
vorrei capire il perché dei vostri voti, non perché non li ritengo legittimi, ma perché un semplice no non mi aiuta a capire cosa pensate (il blog non è interessante? gli articoli non sono utili? pensate che sia inutile pagare per quello che si può comunque avere gratis? non vi importa finanziare proprio questo blog, ma altri sì? finanziereste se ci fosse qualcosa in più? ed eventualmente cosa? scrivere un blog non è considerabile lavoro?) né cosa potrei fare altrimenti.
ormai è ovvio che non proverò neppure a finanziare il mio lavoro - eh beh sì, è un lavoro questo. non paragonabile a quello in fabbrica, certo, ma c'è un certo impegno dietro tutto questo - in questo modo e che probabilmente cercherò altre vie, però mi piacerebbe capire, ecco.

6 commenti:

  1. Ciao Cla... mi spiace per i risultati del sondaggio, capisco assolutamente il tuo desiderio di capire le motivazioni che portano a un no. Da parte mia, se posso permettermi, fregatene, e fregatene anche dei troll (ho letto lo status su FB); non ne vale la pena, e "dar da mangiare" ai troll li rende solo peggiori ;)
    E soprattutto, se l'idea ti interessava, butta giù comunque una pagina Patreon. Il costo è zero, le possibilità di gran lunga maggiori, checché ne dicano i troll antipatici!
    Ti mando un abbraccio :)

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    1. ciao camilla. sulla questione troll ti rimando direttamente al post appena pubblicato. non è una questione di dargli da mangiare, ma di mostrare al mondo che tipo di persona è una che scrivere cose del genere.

      per patreon devo organizzarmi, ma di certo, nonostante - che caso! - la lista dei no salga incredibilmente di momento in momento, non abbandono l'idea.

      un abbraccio a te! ♥

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  2. Nel dubbio che non sia stato inserito il commento, lo replico:
    Gentile Clacca, grazie della recensione di Liselotte etc.
    Posso permettermi un consiglio? Eviti espressioni tipo sigh o arrgh che non aggiungono e tolgono la possibilità di esprimersi con parole e non con rumori.
    Paolo Diamante
    Roma

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    1. ciao paolo, dammi pure del tu che sono ancora abbastanza giovane da potermelo permettere.
      non ho idea di dove tu abbia letto in questo articolo queste espressioni, ma mi va di sottolineare che a) sono espressioni tipiche dei fumetti, b) qui si parla principalmente di fumetti, quindi io uso anche il linguaggio da fumetto, ma sopratutto c) le onomatopee (ovvero quelli che tu chiami rumori) sono figure retoriche della lingua italiana, e cosa ancora più importante d) scrivo quello che mi pare come mi pare ^_^

      ma in ogni caso, posso capire il tuo disagio. sono sicura che il web pullula si blog e siti in cui la gente scrive in modo più serio del mio, quindi non avrai molta difficoltà a trovare qualcosa di più adatto ai tuoi gusti! ciao!

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  3. Doppio Quack!!!! Cara Clacca quando ho letto il commento del Sign.Paolo sono rimasta di stucco e non mi è uscita altra parola!!!
    Adoro le tue recensioni e approfitto di queste righe per ringraziarti di avermi fatto conoscere Il porto Proibito, fantastica graphic novel.
    Per cui ti invio uno smack...grazie ancora delle tue condivisioni, Simona G.

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    Risposte
    1. ciao simo! ^^ grazie mille a te per i complimenti e il sostegno!
      sono felice che ti sia piaciuto il porto proibito, merita davvero!

      torna a commentare presto! ♥

      (pciù*!)

      *onomatopeica usata millenni fa su topolino, insieme a smack, per i baci!

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