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lunedì 26 marzo 2018

commenti randomici a letture randomiche (53)

ragazzi, ma cosa non è saga? a ogni nuova uscita si conferma come una delle migliori serie in assoluto e questo meraviglioso numero otto mi ha regalato momenti di ansia, gioia, commozione, tristezza, terrore, tutto praticamente.
altro che disturbo bipolare.
il tremendo evento che ci aveva sconvolti nello scorso numero ha comportato la necessità di un viaggio verso uno dei luoghi più squallidi dell'universo, dove hazel, alana, marko e petrichor vivranno gli ennesimi momenti non del tutto piacevoli, faranno incontri non esattamente sperati, e ci faranno come al solito piangere ettolitri di lacrime mettendoci davanti agli occhi l'esistenza nuda e cruda, con tutta la bellezza e lo schifo che si porta addosso.
disturbantissimo il capitolo che ci mostra cosa è successo nel frattempo al volere, un po' meno quello su ghüs. fantastico il finale tanto quanto è straziante chiudere il volume e sapere di dover aspettare mesi prima di continuare.
in ogni caso, se non avete mai letto saga, fatelo. davvero, non c'è nessun motivo per perdersi questo capolavoro (e io infatti non vi dico praticamente nulla per non spoilerare, ma un po' devo sfogarlo tutto questo entusiasmo)

mentre vi disperate in attesa del prossimo volume di saga, andate a fare un giro in edicola e prendete le cronache del regno dei due laghi, firmato da quella meravigliosa coppia di autori che sono silvia ziche e tito faraci, così ridete un po' e non pensate a tutto il resto.
pubblicate su topolino tra il 2010 e il 2017 (io ad esempio ne avevo letti solo alcuni episodi), le storie di questa saga fantasy vedono i più famosi abitanti di topolinia destreggiarsi in un regno medievale un po' assurdo, tra draghetti-sveglia e muffe canterine (stonate), dove re topolino è costretto dal libro delle leggi a sorbirsi richieste e capricci del popolo in quanto padrone del regno e prova in ogni modo a perdere la corona (e le troppe, sfiancanti responsabilità), affidandosi a un improbabile generale dell'esercito - un pippo-soldato molto poco adatto alla battaglia - e a un aiutante, segretario, consigliere che certo non brilla per intelletto - manetta, ovviamente.
geniali le storie più lunghe (ma anche quelle più brevi, non ne hanno sbagliata una!), quella contro i barbari guidati da gambadilegno e quella in cui, per colpa di uno gnomo permaloso, re topolino finisce in un mondo strano in cui i carri si spostano senza cavalli e nessuno sa dove si trovi il suo castello...
geniali le mille gag con pippo, rock sassi, sgrinfia e tutti gli altri, ma d'altronde con quei due nomi lì in alto sulla copertina, cosa ci potevamo aspettare?

se invece preferite qualcosa di più romantico, c'è il quinto volume di amarsi, lasciarsi che propone situazioni da commedia degli equivoci a più non posso, in cui rio, in seguito a un sogno quanto mai imbarazzante, sta cominciando a rivalutare il suo comportamento nei confronti di yuna, yuna diventa sempre meno timida e introversa e comincia ad attirare le attenzioni del buon agatsuma, akari continua a scervellarsi su kazuomi cercando di decifrare ogni gesto, ogni tono di voce, ogni parola per capire se ha o no qualche possibilità (ma siamo proprio tutte così? non si smette mai di sezionare, analizzare, considerare, e ripensare più e più volte anche alle più enormi banalità, purché vengano fatte e dette dalla persona che ci piace), innamorata persa contro ogni sua teoria di razionalizzazione dell'amore e kazuomi si svela pian piano una persona completamente diversa da quello che sembrava, per nulla così immediato, schietto e sincero.
forse fino a ora il volumetto più appassionante, incasinato e in qualche modo divertente della serie. o forse sono io che lo dico di ogni roba che sforna io sakisaka, non saprei. però più questa serie va avanti, più mi piace!

ultimo consiglio (che aggrava la condizione randomica di questa non-rubrica) è adieu mon cœur di angelo calvisi, edito da casasirio in un formato che ho adorato (entra perfettamente nella tasca della mia giacca!) e che da nome alla collana dieciquindici.
la storia è semplicemente quella di un ragazzo qualsiasi con una abbastanza banale avversione per la scuola, la scontatissima voglia di limonare - i suoi amici l'hanno già fatto tutti! - e l'altrettanto ovvia vita familiare incasinata. o almeno così sembra all'inizio, in quell'inizio anni '80 fatto di pomeriggi di fancazzismo in oratorio, genitori che litigano, fratelli piccoli e rompipalle, feste da adolescenti sfigati e primi amori buttati alle ortiche, ma poi, saltando di dieci anni a ogni capitolo, la vita e la personalità di paolo ci appaiono improvvisamente più definiti, modellati, e naturalmente incasinati.
non sappiamo cosa succede tra un capitolo e l'altro, lo ritroviamo così ventenne con l'appendice spappolata, troppo alcool in corpo e l'amore per de gregori e la chitarra, e i ricordi di una vita in comunità e poi ancora più avanti già musicista affermato, e poi ancora uomo adulto alle prese con una vita traballante, come se viaggiasse su una strada piena di buchi in una macchina senza ammortizzatori, due figli mezzi francesi e un matrimonio mezzo sfasciato o forse finito del tutto, e un appuntamento fisso ogni anno a cui non può rinunciare per niente al mondo.
è nel non detto, in quegli anni muti tra una data e l'altra nei frontespizi che si raccoglie la vita di paolo, in quegli eventi tanto importanti che sembra siano scontati, come se paolo lo conoscessimo da sempre e sapessimo tutto di lui, come i suoi fan, come la gente con cui è cresciuto.
soltanto alla fine, dieci anni in poche frasi per dirla come uno bravo o trenta in poche pagine, riusciremo a mettere insieme tutti i pezzi e lasciarne uno nostro tra le pagine, come segnalibro o come grazie per una storia che sembrava banale ma che, come tutte le storie, banale non è.

giovedì 8 marzo 2018

commenti randomici a letture randomiche (52)

è da un po' che c'ho il blocco del lettore e di conseguenza quello del blogger, non so nemmeno perché. in realtà mi sembra di avere poco tempo per leggere e ancor meno per scrivere e sono anche abbastanza presa da un romanzo di cui spero di potervi parlare al più presto, che sto adorando. però sono anche riuscita a leggiucchiare qualcosa negli ultimi giorni, sopratutto tra gli ultimi fumettini presi tra fumetteria e amazon, quindi ne approfitto per sgranchire un po' dita e neuroni e per rimettermi in pari con le tante serie che sto seguendo.

a cominciare da quella meraviglia di ms. marvel! ho passato quasi un anno a chiedermi quando uscisse il quarto volume per poi rendermi conto che era già uscito anche il quinto! non mi capita spesso di perdermi così delle uscite, cerco di tenere sempre tutto sotto controllo, eppure...
ogni volta che parlo di questa serie parte il pippone su quanto mi sembri diversa dalle altre testate supereroistiche e di quanto in effetti queste osservazioni lasciano il tempo che trovano, visto che non seguo molta roba in cui tizi in tutine aderenti salvano il mondo svolazzando e sparando raggi laser, ma in ogni caso le avventure di kamala khan mi stupiscono e commuovono sempre, perché riescono a miscelare bene i caratteri delle serie dei supereroi propriamente dette - cazzottoni, superpoteri, mutanti, scontri tra creature incredibili eccetera - con quelli decisamente più intimisti e delicati del racconto di formazione.
negli ultimi due volumi - ultimi giorni e super famosa - vita privata e pubblica si intrecciano indistricabilmente: non è facile essere un'adolescente alle prese con una famiglia affettuosa e protettiva, con le cotte sbagliate, gli amori impossibili, lo studio, le amicizie, i mille problemi di ogni giorno (e magari qualcuno anche non esattamente banale) e riuscire a trovare anche il tempo di salvare la città, e paradossalmente sembra più facile impedire l'apocalisse che riuscire a gestire i rapporti familiari, le amicizie e i problemi di cuore.
è questo che mi piace così tanto di questa serie, il modo in cui riesce a mantenere in equilibrio i doveri di un supereroe che vuole proteggere la sua città e i casini in cui riesce a cacciarsi una ragazza che in fin dei conti si caccia nei casini solo per provare a dare il meglio di sé, accontentare tutti e rendere felice le persone a cui vuole bene.
e poi continua a piacermi tantissimo kamala, che nonostante il suo essere casinista, riesce a capire qual è la sua strada e sa seguirla a testa alta... come si fa a non voler essere almeno un po' come lei?
(se sapete dell'uscita del sesto volume mandatemi un messaggino, non vorrei perdermelo stavolta!)

conferma le promesse del primo volume il secondo di arte, manga storico ambientato nella firenze del rinascimento che segue le vicende dell'omonima protagonista il cui sogno è diventare pittrice e poter raggiungere un'autonomia economica e sociale impensabile per le donne del tempo.
più che indugiare sul vero lavoro di arte però, kei ohkubo si sofferma proprio sulla condizione femminile in una società patriarcale e maschilista, scegliendo proprio l'ambiente delle botteghe per sottolineare il divario tra i due sessi e quello  tra le diverse classi sociali: non solo è impensabile che una donna apprenda un mestiere così tipicamente maschile (donne pittrici sì, ma solo se ben riparate all'interno della loro casa, solo se di buona famiglia e solo se la pittura rimane un piacevole passatempo, una parte dell'educazione di una buona sposa e nulla di più), ma è assurdo che una ragazza di nobile origine come lei si pieghi a lavori tanto umili e faticosi.
con un'innocenza quasi idiota e una testardaggine che non conosce ragioni, arte si adatta alla sua nuova vita, impegnandosi al massimo in ogni cosa che fa, coltivando il suo talento e cercando al contempo di essere utile a leo, il suo maestro, entrando a passo sicuro in un mondo che non capisce fino in fondo e del quale non sa accettarne le contraddizioni e le ingiustizie. i suoi sentimenti sono ambivalenti nei confronti della cortigiana veronica, della quale ammira l'indipendenza ma non sa darsi pace della sua studiata e artificiosa dolcezza (sono rimasta molto delusa dalla mancata considerazione circa il dolore delle costrette a vario titolo a diventare prostitute, della loro condizione di moglie-o-puttana: non erano tanti i modi in cui una donna dell'epoca poteva emanciparsi senza sposare un buon partito, anzi plausibilmente non c'era altro a esclusione della prostituzione o della vita monastica, eppure l'autore si concentra solo sulla freddezza dei sentimenti di veronica, accusata di sedurre e far soffrire gli uomini per amore. spero che più avanti l'argomento venga trattato con meno superficialità) che si fa affetto sincero solo per la sua nuova amica, mentre l'incontro con una giovane e scorbutica sarta le da occasione per scatenare una piccola rivolta femminista all'interno di una bottega.
se anche non è riuscitissimo dal punto di vista dell'analisi sociale e se l'aggettivo femminista è ancora ben lontano da potersi accostare a questo titolo (così come quello di storico), arte è un fumetto che offre buoni spunti di riflessione oltre che una lettura piacevole e una vicenda che si prospetta via via più intrigante sul piano dei rapporti interpersonali, ma che è al momento ancora troppo carente su quell'argomento che dovrebbe essere proprio quello principale, ovvero la pittura.

passiamo invece agli amorazzi tra i banchi di scuola, che continuano a entusiasmarmi nonostante tutto, sopratutto quando a raccontarli è io sakisaka.
i suoi personaggi hanno una vita sentimentale decisamente più vivace e interessante della mia, e nonostante le tremende idiozie che riescono a combinare, sono comunque migliori di buona parte delle persone che si incontrano nella vita reale.
amarsi, lasciarsi continua a essere lentissimo e tutto incentrato sulla vita interiore dei protagonisti, questo quarto volumetto è tutto - quasi - dedicato a rio e akari dopo il bacio che c'è stato alla fine del terzo volume (dai, non ditemi che è spoiler, è passato davvero un sacco di tempo).
alla strafaccia della yoshizumi, scopriamo che all'inizio della loro convivenza come fratelli hanno entrambi accantonato i loro sentimenti per riuscire a mantenere tranquilla e normale la nuova vita familiare, e che contrariamente a quanto avremmo immaginato, lo sforzo maggiore l'ha compiuto proprio akari, dimostrando una maturità e una padronanza di sé a dir poco invidiabile.
chiarita la situazione, sembra che finalmente ci possa essere spazio per uno sviluppo diverso delle vicende, e non è difficile immaginare che finalmente le coppie rio/yuna e akari/inui, anche se non ci metterei troppo la mano sul fuoco fin da subito, non è facile capire dove voglia andare a parare la sakisaka ma ammetto che è davvero bello lasciarsi trasportare dalle sue storie senza stare troppo a rimuginarci su.

molto più allegro l'ottavo volume di hatsu haru (anche se non ho ancora capito chi c'è in copertina), in cui misaki e shimura finalmente la smettono di fingere di stare insieme, rivelano la loro natura di perfetti tonti e ammettono nel modo più casinista possibile quali sono i loro veri sentimenti mentre kai riprova a organizzare un appuntamento carino con riko, non riuscendo nemmeno questa volta a far andare tutto secondo i suoi piani, anzi si ritrova costretto a fare da babysitter con riko ai suoi nipotini e contrariamente alle sue aspettative la giornata andrà meglio del previsto.
dolcissimo e tenero, hatsu haru è un po' come una tazza di cioccolata calda per vincere il freddo e la tristezza.
eppure qualcosa mi dice che arriverà presto la parentesi nera... comunque, non ricordo se ve l'ho già detto, ma la serie si concluderà con il tredicesimo volumetto, quindi anche questa volta ci siamo risparmiati la storia infinita.

infine, per alzare il tasso glicemico alle stelle, il quinto volumetto di honey è tutto uno sbrilluccichio di glitter rosa, cuoricini e felicità, con nao e onise che sono il non plus ultra della coppietta da manuale, offrono scene di insopportabile sdolcinatezza, si scontrano e riappacificano con i loro familiari, fanno ogni cosa con una dose esagerata di adorabile goffaggine e infinita tenerezza.
leggete questa serie solo se avete davvero voglia di farvi cariare i denti (a me piace un sacco la roba smielosa, sopratutto quando non riguarda me )
però sembra che ormai sia rimasto veramente poco da raccontare e infatti per fortuna mancano soltanto tre volumi per completare la serie... non credo che potrei reggere di più di questo a dirla tutta.

e voi che serie state seguendo per ora?

giovedì 28 dicembre 2017

commenti randomici a letture randomiche (49)

dovrei fare uno di quei bei post di fine anno, con il resoconto di questo e i buoni propositi per l'anno nuovo, ma non sono proprio dell'umore, quindi ho pensato che è arrivato finalmente il momento di parlare dei manga presi tempo fa che stazionano sulla mia scrivania e che meritano il loro posticino nelle librerie e ovviamente sul blog.
mi sa che saranno gli ultimi manga del 2017, ho deciso di rimandare i giri in fumetteria per dopo capodanno onde evitare ulteriori distrazioni e provare a studiare con una qualche parvenza di serietà.

ho iniziato una nuova serie! ma a mia discolpa posso dire che ne avevo finita una da poco (vi dirò dopo quale) e che in ogni caso è una serie piccina picciò, già conclusa in giappone con il 5° volumetto, quindi nulla di troppo grave.
sto parlando de il riccio innamorato (per il quale ringrazio star comics, che altrimenti mi toccava recuperarlo a gennaio!), che avevo deciso che avrei preso dalla prima sbirciata alla copertina: i disegni sono assolutamente adorabili, e poi quel riccetto mi ha stesa completamente!
la storia non brilla per originalità (ricorda molto honey, che comunque, come ho detto mille volte, mi sta piacendo assai) ma è godibilissima, sopratutto per me che amo moltissimo questi manga semplici, senza eccessive pretese e molto, molto teneri: kii ha sentito parlare spesso di hozuki come di un tipo manesco, egoista e decisamente poco raccomandabile. però non riesce a non associarlo al suo riccio, sempre pronto a pungere gli altri ma solo per difendersi, nascondendo sotto gli aculei un animo - e un pancino! - tenero e dolce. le ci vuole pochissimo per rendersi conto che hozuki è proprio così, non cattivo, ma semplicemente timido e goffo, incapace di relazionarsi agli altri, con un brutto passato scolastico alle spalle che lo porta a tenersi sempre sulla difensiva.
i due fanno amicizia presto e kii si rende conto che oltre ad essere fondamentalmente buono, hozuki ha un fascino che la strega immediatamente, e le ci vuole veramente pochissimo per innamorarsi di lui. ma hozuki non è solo incapace di mostrarsi per quello che è realmente, ma non sembra molto spigliato in amore, anzi, per la precisione, sembra non riesca proprio a capire la differenza tra l'affetto che prova per i suoi amici e quello che potrebbe sentire per una ragazza.
tra incomprensioni e malintesi, pian piano il rapporto tra kii e hozuki si consolida e attraverso questa nuova amicizia, lui sembra sempre meno restio ad aprirsi con gli altri compagni di scuola, un bene da un certo punto di vista, ma pare proprio che kii non sia la sola ad essersi accorta di lui...
non mi aspetto grandissimi colpi di scena né chissà quale introspezione psicologica nei prossimi volumi, considerando oltretutto che ne rimangono solo quattro prima che la serie si concluda, ma sono abbastanza sicura che andando avanti continuerò ad apprezzare questi toni leggeri e scanzonati.
consigliato a chi ama le storie semplici e dolci.

che poi le storie semplici, dolci e leggere servono sopratutto per riprendersi da quelle pesaaanti. e infatti è finito, in un tripudio di drammaticità e lacrime, il fiore millenario.
ovviamente, spoiler sul finale!
la storia si conclude con un lieto fine a metà, o forse anche meno: a-ki riesce a riprendersi il regno, questo sì, ma a che prezzo? avevo sperato che lei e hakusei potessero vivere insieme per tutti gli anni che gli rimanevano, finalmente felici, ma la kaneyoshi ha voluto fino all'ultimo evitare le soluzioni troppo semplicistiche e irreali, arrivando a far sacrificare hakusei per proteggere a-ki e permettere che potesse compiersi il suo destino.
alla fine, dopo la morte di questa sovrana triste e amatissima dal suo popolo, scopriamo dalle parole di coloro che vengono imputati come i suoi assassini, che nulla, dal giorno in cui hakusei è scomparso, è riuscita a consolarla: impegnata come sempre fino allo stremo per il bene del suo popolo, a-ki non si è mai concessa un solo attimo di serenità, la sua stanza è rimasta vuota e spoglia come quella di un eremita, e probabilmente i fantasmi della sua vita l'hanno accompagnata fino all'ultimo minuto.
in definitiva, una storia drammatica e intensa, forse a volte un po' lenta, ma che ha dato vita a una protagonista indimenticabile. non nascondo che un lieto fine mi avrebbe fatto piacere, ma in effetti sarebbe stato troppo tirato per i capelli.
ancora più sinceramente, sono felice che sia finita, sopratutto che per a-ki siano finiti questi lunghi anni di sofferenza, e mi piace pensare che davvero, come si intuisce dalle ultime pagine, sia riuscita finalmente a ritrovare hakusei e a vivere felice con lui, lontana dai suoi doveri di sovrana e di vendicatrice.

cambiamo di nuovo atmosfera, tornando tra i banchi di scuola. amarsi, lasciarsi è arrivato al terzo volumetto e a me continua a piacere tantissimo anche se non sono ancora entrata in quel fangirl mode che mi prendeva tanto con le precedenti storie della sakisaka.
si direbbe che i ruoli si akari e yuna comincino a invertirsi: la prima, che tanto si diceva in grado di gestire i sentimenti in modo razionale, si ritrova intrappolata in quel misto di frustrazione e gioia che le da il suo nuovissimo amore per inui, sopratutto per via dell'atteggiamento di lui, che sembra immune da qualsiasi malizia e che spesso crea situazioni quasi imbarazzanti, ma che comunque non mostra per akari qualcosa che vada al di là della semplice amicizia.
ben lontana da quella sorta di pace interiore che si era imposta, akari sembra quasi incapace di gestire le sue emozioni, mentre la timida e goffa yuna, dopo essersi dichiarata ed essere stata respinta, è riuscita a mantenere con rio un rapporto di amicizia e confidenza, e pian piano, anche grazie al suo aiuto, sta riuscendo a uscire dal suo guscio di timidezza e imbarazzo, arrivando ad accettare un invito per un gokon e parlare tranquillamente con i ragazzi.
e se mettendosi in ridicolo durante una gara sportiva per far colpo su inui akari pensa di aver toccato il fondo, il colpo di grazia deve ancora arrivare, e arriverà quando meno se lo aspetta, e noi con lei!
le ultime pagine mi hanno lasciata di stucco (questo, dobbiamo ammetterlo, è il pezzo forte di io sakisaka) e non mi aspetto niente di meno che un casino epocale nei prossimi episodi.

anche hatsu haru continua a essere carino, nulla per cui strapparsi i capelli ma comunque una lettura piacevole. nel settimo volume kai e riko stanno finalmente insieme, hanno cominciato a superare la prima fase - quella della goffaggine e dei malintesi - e finalmente sembra che tutto vada a gonfie vele... o quasi.
intanto, per l'ennesimo malinteso, la coppia miki/kiyo sembra sul punto di sfasciarsi, non fosse che almeno loro sono in grado di riuscire a parlare e chiarirsi, e anche le tensioni tra riko e kiyo, amiche da sempre, un po' più lontane negli ultimi tempi, sono riuscite a risolversi.
hatsu haru non tradisce la sua natura di manga corale, dando a tutti i personaggi un po' di spazio per raccontare le loro vicende che non sono mai troppo in secondo piano rispetto a quelle dei protagonisti. certo, forse è un po' lento, ma continua a piacermi nonostante tutto.


dulcis in fundo, children of the whales arriva al secondo volume e ci riporta nel bel mezzo di una battaglia senza precedenti sull'isola di fango.
strani guerrieri vestiti da clown, impietosi come macchine, stanno decimando la popolazione, svelando solo dopo il loro obiettivo, quello di riprendersi lykos, per ordine di suo fratello, lo stesso che prima la aveva abbandonata.
la presenza di lykos sulla balena di fango, chiamata anche falaina, arresta il progetto di distruggere la popolazione che la abita.
ma la realtà che si cela dietro la società felice e utopica che abita falaina è completamente diversa da quello che appare, e adesso che i saggi hanno deciso di distruggere l'isola volante, con tutti coloro che la abitano, hanno anche deciso di svelare il loro passato: discendenti di criminali mandati in esilio, gli abitanti di falaina facevano un tempo parte di quello stesso popolo che ora è giunto per ucciderli.
per non far sterminare senza pietà la popolazione, gli anziani hanno pensato a un suicidio di massa, ma ouni, il ribelle desideroso di conoscere quel mondo esterno che lo ha tradito, e chakuro, archivista innamorato della storia della balena di fango, non hanno nessuna voglia di lasciarsi coinvolgere in questo piano né di cedere senza lottare: intenzionati a liberare il nuovo capovillaggio - rinchiuso in prigione subito dopo la sua nomina perché contrario all'autodistruzione dell'isola - e di salvare falaina e il suo popolo, li attende un destino incerto e lontano dalla tranquilla pace in cui hanno vissuto fino a pochi giorni prima.

lunedì 20 novembre 2017

commenti randomici a letture randomiche (47)

troppi ma davvero troppi manga che aspettano un commentino da troppo tempo (e io per non dimenticarli li lascio in giro per la stanza, immaginate il casino).
questo giro di commenti randomici sarà meno randomico del solito perché è pieno zeppo di solo shoujo manga. siete avvisati.

si è concluso rere hello! gioia, gaudio e tripudio!
queste serie bimestrali sembrano non finire mai, quindi ogni volta è una festa, sopratutto quando si tratta di una bella storia che finisce bene.
questo ultimo volume non ci riserva nessuna sorpresa, era abbastanza facile immaginare come sarebbe finita la storia: problemi che si risolvono, coppie che nascono tra i comprimari e un bel lieto fine per i nostri due piccioncini.
grazie al cielo, l'autrice non ce li fa vedere all'altare, quindi niente panico per i vestiti da sposi della copertina, a quanto pare era solo un suo sfizio: sono liberi di godersi la loro vita poco per volta senza questa roba assurda del matrimonio a diciotto anni (che io ho sempre trovato da incubo, altro che lieto fine).
adesso che è finito, posso confermare tutto quello che ho detto in ogni commento: rere hello è un titolo per nulla imperdibile o fondamentale, ma è una lettura piacevolissima, una storia normale di due ragazzi normali che si incontrano per caso, si innamorano e crescono insieme, senza ridicole scene di gelosia o abusi di sorta (sapete quanto odio quei personaggi che per tutta la serie alternano lacrime a litigi con relative urla tu sei mio/a per sempre non devi guardare nessun altra/o).
se ve lo siete perso e siete alla ricerca di una storia carina, divertente che racconti un amore adolescenziale normale e sano, questo potrebbe essere un buon titolo da recuperare!

amarsi, lasciarsi con il volume due entra un po' più nel vivo dell'assurdo quadrato sentimentale tra i quattro protagonisti: yuna e rio sono diventati amici, lui - totalmente inconsapevole dei sentimenti di lei - le confessa di essere innamorato della sua sorellastra (ovvero akari, l'amica di yuna), e lei, colpita dalla sincerità del ragazzo e dal suo coraggio nel rivelarle qualcosa di così intimo, si decide a svelargli i suoi sentimenti, dichiarandosi e beccandosi un rifiuto, seppur gentile e sinceramente sorpreso, ma subito dopo continua a chiacchierare con lei come se niente fosse, con il chiaro intento di voler mantenere vivo il loro rapporto di amicizia senza alcun imbarazzo.
colpita dal coraggio dell'amica, akari si decide ad andare da una sua ex compagna di scuola, kano, sopratutto per rivedere il fratello di lei, eiji, di cui è sempre stata segretamente innamorata: nonostante i suoi discorsi sull'amore e le relazioni, così lontani dal modo di pensare di yuna, anche lei ha sperimentato un amore impossibile. sparendo all'improvviso però mette tutti in allarme, facendo arrabbiare rio e confessando a yuna che - anche se questa volta non c'è riuscita - vorrebbe incontrare eiji per fare ordine tra i propri pensieri e sentimenti, arrabbiata anche per l'atmosfera che si respira a casa sua, con sua madre che teme che rio - di cui ha capito i sentimenti - possa fare qualcosa di compromettente con akari.
e alla fine, un incontro fortuito con inui, l'amico d'infanzia di yuna, aprirà ad akari nuove prospettive: incuriosita dal modo di fare schietto e senza mezzi termini di inui, si ritrova a essere parecchio confusa su quello che prova quando si ritrova con lui.

quello che mi piace un sacco di questo manga è che la sakisaka è riuscita a mettere in gioco quattro personaggi che sono dei modelli psicologici lontanissimi e diversissimi tra loro, si ritrovano insieme a mischiare le loro vite come in un esperimento chimico, scoprendo poco alla volta cosa nasce da ogni dialogo e da ogni confronto. non c'è ancora nulla di troppo scontato e non mi azzardo a fare nessuna previsione su come andrà avanti la storia, il modo di raccontare di questa autrice mi affascina troppo e preferisco farmi trasportare dagli eventi, scoprendo di volta in volta quello che succederà.

e poi è finalmente uscito il nuovo numero di una delle mie serie preferite del momento, il diciannovesimo volume di natsume degli spiriti, serie che nonostante sia praticamente infinita mi piace un sacco e mi auguro che continui per almeno altri 30 volumini, perché non potrei stancarmi mai di leggere queste storie.
dall'inizio delle vicende, natsume è cambiato tantissimo: la sua nuova vita con i fujiwara, che lo hanno sempre trattato come un figlio, senza mai rimproverarlo dei suoi atteggiamenti strani, e nella nuova scuola, dove è riuscito a farsi finalmente degli amici, hanno cambiato quel ragazzino timido, scontroso e isolato facendolo diventare finalmente più fiducioso e aperto verso gli altri. anche quando a volte non se rende conto, natsume è circondato da gente che gli vuole bene e non lo deride per la sua capacità di vedere  gli yokai e anzi questo è proprio il presupposto per la prima storia, che inizia con la telefonata di un suo ex compagno di scuola che vuole rivederlo e che poi, un po' per scherzo, gli racconta la storia di una casa infestata da degli spiriti che spaventano il vicinato. figurarsi se natsume si tira indietro!
quello che primo lo costringeva a una vita in solitudine adesso sembra essere diventato motivo di ammirazione da parte degli altri, e di comprensione. il suo modo di fare modesto e semplice e le sue capacità gli valgono la stima e l'amicizia di molti. forse semplicemente, non aveva mai incontrato le persone giuste...
la seconda storia è del tipo che preferisco: natsume si ritrova ad aiutare uno spirito nobilissimo e buono, un sacro lavapietre, un eremita capace di purificare le montagne e le rocce che, assorbendo le impurità degli altri per purificarli, a loro volta sono diventate impure e quindi incapaci di continuare il loro compito. questo adorabile vecchio spirito ha perso i contatti con il suo allievo e chiede aiuto a natsume per ritrovarlo.
è una storia dolcissima e molto poetica, praticamente da sola vale tutto il volumetto.
la terza storia ci riporta finalmente a reiko, la nonna di natsume, svelandoci il lato più buono e giusto del suo carattere: piano piano anche il suo personaggio cambia radicalmente, passando da quella che all'inizio sembrava solo una prepotente che si approfittava dell'ingenuità degli spiriti a una ragazza che, proprio come natsume adesso, sapeva anche dirimere con furbizia e senso di giustizia le contese tra yokai, aiutando i più deboli.
l'ultimo episodio è quello che ho preferito meno: l'incontro con matoba in una casa in cui è stato chiamato ad allontanare uno yokai molesto è una sorta di pretesto per svelarci qualcosa di più sul clan di esorcisti più antipatico del cast, ma sembra inevitabile che le loro vicende andranno a intrecciarsi sempre di più con quelle di natsume, quindi credo proprio che dovremo sopportarli ancora a lungo...


tsubaki-cho lonely planet è una serie che mi viene difficilissimo commentare.
il problema è che mi piace tantissimo, mi sono appassionata alle vicende di fumi e del suo scrittore bellissimo e quasi-sempre freddo come il polo nord, ma al contempo bisogna ammettere che la storia è taaanto lenta. e quindi è un po' (tanto) difficile scrivere qualcosa qui.
nel quarto numero però pare che le acque comincino un po' a smuoversi: un viaggio imprevisto fa rimanere fumi e akatsuki insieme da soli, in un'atmosfera innegabilmente romantica, e quindi addio ai tentativi di rinunciare alla tua cotta, cara fumi...
ma anche akatsuki sembra sempre più affezionato a lei, per quanto non sia ancora chiaro di che tipo di affetto si tratti fino a quando goro, editor e assistente dello scrittore, non si rende conto di questo cambiamento e cerchi di farlo ingelosire.
e quindi io ho bisogno immediatamente del quinto volume per sapere come andranno le cose, e ne ho bisogno tipo adesso! questa serie fa su di me l'effetto che il segreto fa alle casalinghe annoiate!

anche honey funziona un po' così: riassumerei ogni volume con una sequela di urletti stridoli e gridolini fangirlistici e ogni volta penso che stavo per perdermelo perché mi era sembrato stupido e inutile. ok, non è certo una roba fondamentale, chiaro, ma è adorabile e questo basta!
questo quarto volumino ha realizzato il mio sogno di vedere una coppia di uno shoujo manga affrontare con maturità, serietà e rispetto reciproco il problema della gelosia. era anche ora! non sarà la prima volta, ma quello che succede tra nao e onise è assolutamente da manuale, mi sono commossa e intenerita oltre ogni aspettativa.
vuoi vedere che questo manga diventa uno dei miei preferiti di quest'anno?
comunque buona parte della storia questa volta si focalizza su yashiro e misaki, la prima incasinata in una relazione che non la porterà a nulla di buono, il secondo - sotto la sua scorza di duro che non deve chiedere mai - innamorato di lei e furioso quando scopre che il suo fidanzato la tradisce abitualmente e che lei sopporta tutto senza lamentarsi.
adesso ho un'altra coppia per cui fare il tifo!

e per concludere, con il sesto volumino di hatsu haru kai riesce finalmente a dichiararsi come si deve e, gioia massima, rino ricambia i suoi sentimenti.
tutto perfetto, meraviglioso, felice, possiamo andare in pace adesso?
ovvio che no, perché se kai di esperienze amorose ne ha avute a bizzeffe, rino non ha la più pallida idea di come comportarsi, e così i fraintendimenti sono all'ordine del giorno.
ma sembra che i due stiano cominciando a capirsi... potremmo chiedere a nao e onise di aiutarli magari!
ma non finisce qui perché finalmente il misterioso takaya ci svela il suo segreto, storia trita e ritrita ma a quanto pare ai giapponesi questa cosa capita spesso o almeno gli piace leggerla negli shoujo manga: è innamorato segretamente della sua sorellastra da quando si sono incontrati la prima volta, e lei ricambia, o meglio, ha ricambiato fino a quando non si è trasferita per frequentare l'università e allora si è messa con un altro ragazzo...
takaya, un po' per ripicca un po' per non sentirsi troppo solo durante una cena di famiglia a cui è stato invitato anche il fidanzato della sorella, porta con sé ayumi, in veste di fidanzata di facciata.
la nostra reporter d'assalto non ci mette molto a scoprire come stanno le cose e cerca di consolarlo aiutandolo ad abbandonare i sentimenti per sua sorella, e non credo di essere stata la sola lì a sentire puzza di nuova coppietta in formazione!

e voi? quali di queste serie (o quali altre) state seguendo?

mercoledì 23 agosto 2017

commenti randomici a letture randomiche (39)

sono tornata un po' prima del previsto, con una confessione e - finalmente - un'illuminazione (e sono anche parecchio più abbronzata di prima).
questa credo sia stata la prima estate della mia vita in cui non ho letto praticamente quasi nulla. ho sempre trascorso i mesi estivi a far fuori un libro dopo l'altro e a macinare fumetti, questa volta invece niente: un po' per il caldo schifoso che ha ucciso i miei neuroni e ha reso fisicamente impossibile tenere un libro in mano, un po' perché ho passato un sacco di tempo fuori casa in compagnia, per cui il tempo di starmene sola a leggere qualcosa è stato praticamente nullo.
ma la verità è un'altra, e mi ha colto come un'illuminazione in piena notte: la mia tbr è arrivata a un punto di saturazione tale che ormai mi fa letteralmente paura, talmente tanta che non ho il coraggio di allungare una mano verso la pila di libri e scegliere qualcosa, entro subito in modalità ohmmioddio non ce la potrò fare mai e poi mai! ho così tante cose da leggere che mi prende il panico alla sola idea di quanto tempo mi ci vorrà per farlo, e ho così tante cose da recensire che mi sento in colpa verso tutti quelli che aspettano un commento (che poi magari sono solo mie stupide paranoie e a voi non ve ne frega meno che niente, però niente, le vocine nella mia testa mi dicono che sono una brutta persona).

ammetto anche che ricominciare dopo una pausa simile con qualcosa di troppo impegnativo è anche controproducente, altro che ansia da prestazione o blocco da foglio bianco, mi ritroverei in un angolino a piangere, quindi ho pensato che la cosa migliore fosse partire con un bel carico di fuffa e con qualche commentino random alle letture più leggere, giusto per riprendere il ritmo e lasciarmi le cose più importanti per quando mi passerà questa sorta di strizza. però tranquilli, basta un po' di venticello fresco e già mi sento più quella di una volta, quindi penso di poter dire che clacca sta per tornare davvero agli antichi splendori.

dicevo, non ho letto moltissimo in questi giorni, anzi, non ho letto quasi nulla e quel poco sono state tutte robe molto leggere (tipo i vari topolino mezzi letti e mezzi no accumulati negli ultimi mesi e un sacco di manga, tra cui molti recuperi), ma in mezzo a queste cose c'è qualche titolo di cui volevo parlarvi assolutamente, quindi tanto vale cominciare così.

allora, che io sono una fan di io sakisaka mi sa che lo sapete. è un'autrice di shoujo manga che di certo non scrive storie che brillano per l'originalità della trama, si tratta sempre di commedie adolescenziali romantiche, ambientate a scuola, piene dei soliti cliché da shoujo manga che ormai conosciamo a memoria, ma è una delle pochissime capaci di coinvolgermi emotivamente al cento per cento, senza mai farmi pensare che uno dei suoi personaggi è stereotipato, che quella tal situazione è stupida o banale o resa in modo troppo artificioso: in poche parole, io sakisaka mi da sempre la sensazione di raccontare di ragazzi reali che vivono situazioni reali e che riescono a renderci partecipi della loro storia così tanto intensamente e totalmente da farci tornare per qualche minuto alla vecchia cara adolescenza, con tutte le sue assurde turbe emozionali che a pensarci bene adesso... ugh!
tutto questo pippone perché è uscito il primo numero della nuova serie di io sakisaka, omoi, omoware, furi, furare, che dai noi è arrivata con il titolo (abbastanza letterale) amarsi, lasciarsi (lo so, è imbarazzante, ma il trucco è prendere il volumino dallo scaffale della fumetteria o dall'espositore dell'edicola e presentarlo per pagare dicendo semplicemente questo, grazie.), titolo che aspettavo con ansia e che avevo provato a leggiucchiare in scan qualche tempo prima, abbandonando quasi subito (odio leggere al pc e non avete idea di quanto odio leggere al pc qualcosa tradotta malissimo) certa che sarebbe arrivato prestissimo in cartaceo. e infatti.
come dicevo prima la storia non brilla per l'eccezionalità delle situazioni o per l'originalità delle soluzioni narrative, anche se qualcosa di particolare ce l'ha rispetto la maggior parte dei manga di questo genere: le protagoniste sono due, due ragazze quasi agli antipodi, che stringono subito amicizia nonostante i loro caratteri tanto diversi. l'autrice specifica subito che entrambe avranno lo stesso peso nella storia e che lei non intende contrapporle per fare paragoni e dare giudizi, e in questo, almeno secondo me, è perfettamente riuscita: non c'è alcuna voglia di parteggiare per una delle due in particolare, non c'è quella simpatica e quella odiosa, sono solo due ragazze diverse con due approcci alla vita diversi. personalmente, le trovo adorabili entrambe.
yuna è una ragazza ingenua, il suo primo amore è il principe di una favola di un libro che ha letto da bambina, pensa che innamorarsi sia come vivere una favola perfetta e che l'incontro con il suo principe sarà voluto dal destino, mentre akari è molto più pragmatica, sa che i sentimenti possono costruirsi e crescere poco a poco, sa nascondere le sue emozioni e appare più fredda di quello che in realtà è. a completare una sorta di quadrato sentimentale ci sono rio, di cui yuna si è innamorata a prima vista, che è anche il fratello acquisito di akari e inui, amico di sempre di yuna, che akari vede come il fidanzato perfetto per l'amica ma che sembra più interessato a lei.
inutile riassumere la trama, quello che conta sono più che altro le dinamiche tra i personaggi che in questo primo volume iniziano a delinearsi in modo parecchio interessante... altrettanto inutile dire che ho adorato questo volumino e che non vedo l'ora di avere il prossimo tra le mani!
ah, la serie è ancora in corso in patria e al momento è arrivata al sesto volumetto (quindi credo che possiamo stare tranquille che non ci saranno interruzioni nella serializzazione almeno per un bel po' di tempo).

mi sono messa finalmente al passo con amami lo stesso, aspetto l'ultimo volume friggendo anche perché negli ultimi episodi la nostra sfigatissima michico sembra finalmente aver capito non solo che il capo le piace, ma che lei piace a lui! non vedo l'ora di gustarmi il meritatissimo lieto fine e di cominciare a pregare che planet annunci al più presto il sequel (lo sanno anche le pietre, ma nel caso in cui ve lo foste perso, sì, esiste un sequel, sì, dovrebbe continuare la storia principale ed al momento è al secondo volume in giappone e no, non è chiaro perché fare un sequel quando si poteva proseguire la serializzazione ma sticazzi, basta che io possa continuare a leggere di shibata - bridget jones - michiko e del suo figo-ma-stronzo capo).

ho anche recuperato la bellezza di tre serie, di cui però me ne è piaciuta solo una.
le due che ho trovato insopportabili sono il filo rosso e secret unrequited love.
lo so che a molti sono piaciute, ma a me hanno fatto venire l'orticaria. il filo rosso si può riassumere in: mi piaci - anche tu - baciamoci - ahh nooo - ahhh sìììì - ma dai non posso, anche se voglio - sì che puoi se vuoi - ti palpo - ahhh nooo - ahhh sììì. ad libitum.
due palle epiche, scene di spomiciamenti ridicole e ancor più ridicole paranoie intrise di becero maschilismo del tipo se sono femmina e ho voglia di fare sesso sono impura e sporca ohhh dio perdonami.  e i disegni sono orrendi.
secret unrequited love parte dal presupposto che i due protagonisti si piacciono fin da piccoli, ma a lui è diagnosticato un male misterioso che gli ha dato la data di scadenza a vent'anni, come una scatoletta di tonno sott'olio. questo autorizza lui a comportarsi come un borderline e lei come la santa vittima martire che in nome dell'ammmore si accolla le peggiori cose. ovviamente, nessuno dei due ha amici o hobby o qualche interesse o desiderio che non riguardi l'accoppiarsi e sposarsi con l'altro.
preghi per tutto il tempo che lui alla fine schiatti perché è uno stronzo odioso e vittimista e lei si trovi qualche altro cazzo di obiettivo nella vita e invece no.
disegni orribili, volgari e completamente sbagliati.
prego il dio dei mercatini che me li faccia vendere il prima possibile, anche se so che questo commento non aiuterà, ma confido nella mia scarsa popolarità.

invece mi è piaciuto tanto ogni nostro venerdì (ho recuperato quasi tutto della tanemura, mi manca solo ion!!!) che, a essere franchi, è sì una mezza vaccata, ma almeno è divertente e sa fare tanta autoironia. 
racconta l'implausibile storia d'amore tra ai, una liceale di sedici anni e il suo cuginetto nekota, undicenne.
potrebbe scadere nello schifo assoluto, invece mantiene toni quasi comici e il rapporto tra i due cresce in modo spontaneo, divertente e naturale, senza smieloserie inutili e con tutte le paturnie del primo - goffo e incasinato - amore.
ci sono anche dei momenti in po' più seri, sopratutto legati alla differenza d'età dei protagonisti e su come questo possa venire accettato o meno dagli altri, ma la tanemura sa risolverli senza troppi drammi e anche senza eccessiva leggerezza.
insomma, paradossalmente, sa parlare di un rapporto così complicato in modo molto più maturo di quanto non ci si aspetterebbe, questo l'ho apprezzato parecchio.
dopo tanti - io li odio profondamente - shoujo incentrati su lei giovanissima che ama lui più grande, adulto e maturo, vedere questi due ragazzini così innamorati e incasinati ci voleva proprio.
certo, non è il titolo che vi consiglierei se non siete degli shoujo maniaci e dei fan della tanemura (per dire, i disegni sono favolosi!), e anche in questo caso, se non amate molto le trame poco usuali, questo titolo non fa per voi.
però se vi va qualcosa di divertente, leggero e che un po' prende in giro anche i cliché del genere, fossi in voi gli darei una possibilità.

un po' di consigli sparsi veloci veloci:
hatsu haru e honey ancora continuano a essere più che piacevoli, gli ultimi volumi usciti - rispettivamente il quinto e il secondo - mi sono piaciuti assai. molto adatti a chi non soffre eccessivamente di diabete letterario, se la roba troppo sdolcinata non fa per voi, lasciate stare.


e poi c'è la disney definitive collection di cui non parlo da un po' ma che sta continuando a tirare fuori un sacco di belle serie, tra cui le mie amatissime storie della baia con moby duck e paper hoog, una delle mie coppie preferite di sempre, di cui sono già usciti due volumi; doubleduck (pre-reboot) che ci voleva come il pane (io mi ero persa tutte le prime storie, e anche se preferisco paperinik, dd non è affatto male), e l'ormai classico c'era una volta in america, che è l'ultimo volume uscito.
l'unico titolo che secondo me potevano evitarsi è star tops, è uscito tempo fa il primo volume e nei prossimi mesi (non ricordo di preciso quando) arriverà il secondo. un po' meh. però io sono un po' fissata con questa collana, quindi amen.


e... beh niente. mi sa che di consigli di roba da recuperare ve ne ho dati abbastanza, mi sembra un ritorno dignitoso, no? tra qualche giorno arriva (spero) qualche post più consistente e una bella notizia perché magari magari riusciamo a beccarci prossimamente (ve lo dico già adesso: no, non vado a lucca, sorry).

mercoledì 2 novembre 2016

lucca 2016 ~ riassuntone degli annunci

esattamente come l'anno scorso, ecco il riassuntone degli annunci di lucca divisi non per casa editrice ma per livello di gradimento della sottoscritta.
ergo, nulla da prendere troppo alla lettera, anche perché, come magari avete notato leggendo il vecchio post, poi io ci ripenso pure su quello che scrivo e magari una cosa che era finita tra i boh chissenefrega finisce immediatamente tra le cose che desidero follemente e viceversa.
anche quest'anno, mi farò aiutare dalle faccette di yotsuba, che riesce al meglio a interpretare i miei inconsulti e incoerenti moti d'animo (comunque offuscati dal rosicamento di essere rimasta qui invece che stare in mezzo al megacasino di lucca a comprare fumetti come se i soldi non servissero ad altro).


iniziamo benissimo con planet manga e star comics!
per planet manga arriva, anche se era una notizia abbastanza prevedibile, il nuovo manga di io sakisaka, omoi omoware, furi, furare, nella solita edizione economica da edicola e fumetteria, per la quale io personalmente sono molto riconoscente.
ma il botto vero lo fa star comics con una notiziona bomba: our little sister, ovvero umimachi diary, di akimi yoshida (l'autrice di banana fish), che potremo finalmente leggere da aprile. per me, dopo questa notizia, si poteva anche chiudere lucca comics.  mi raccomando, spammate questo titolo come se non ci fosse altro obiettivo nella vostra vita, perché se torna la yoshida in italia io quasi quasi riacquisto la fede. e poi star ha anche annunciato bugie d'aprile (ho parlato dell'anime qui), manga che ci farà piangere ogni lacrima ma credo proprio che ne valga la pena. torna anche l'autrice di una stella cadente in pieno giorno (che devo ancora recuperare), con la sua nuova opera, tsubaki-cho lonely planet, che non conosco ma non intendo perdermi.
per chi se lo fosse perso ai tempi della pubblicazione gp, c'è anche la ristampa di sailor moon, anche sta volta in edizione da edicola e quella pornolusso (?) da fumetteria.
mi ispira anche arte (planet manga), opera di debutto di kei ohkubo, ambientato nella firenze rinascimentale, in cui una giovane aspirante artista deve superare gli ostacoli di un mondo tutto al maschile. interessanti tema e ambientazione, staremo poi a vedere com'è tutto il resto.
oltretutto pare che prossimamente star comics inizi a distribuire i suoi titoli anche su amazon, cosa di cui non potrei essere più felice!

passando ai titoli occidentali, bao annuncia the umbrella academy, che non conosco, ma mi ispira assai. idem per il cartaceo di vivi e vegeta, che, grazie a tutti i mega casini con i cellulari, non ero mai riuscita a leggere su verticomics. hanno anche annunciato un nuovo titolo di radice/turconi, nella collana babao (ecchissenefrega che tra poco faccio 30 anni e quella è roba per bambini, si parla di radice/turconi!), orlando curioso, che manco a dirlo insomma.

ci sono anche due titoli marvel che mi interessano (nonostante la mia totale - o quasi - ignoranza in materia) che sono weapon x (wolverine!), che uscirà in cartonato a gennaio 2017 e moon girl e devil dinosaur (non lo conosco, ma c'è un dinosauro e quindi lo voglio), che verrà raccolto in volumi a partire da aprile 2017.


tanti dubbi su tanti titoli che non conosco ma boh, magari mi perdo qualcosa di carino, quindi cercherò notizie. in primo luogo, il manga di asano dead dead demon's dededededestruction. a parte che un titolo più brutto di questo devo ancora vederlo, asano a volte mi ha sorpresa molto in positivo, altre volte mi ha annoiata e in alcuni casi anche schifata. non ho idea di cosa aspettarmi da quest'opera, aspetterò pareri.
sempre per planet c'è shiruken to plats, di hino matsuri, che boh, sono solo due numeri, ma ne vale la pena? sì? no? rosico molto di non aver letto vampire knights, anche se pare una mezza vaccata, non conoscendo certi titoli osannatissimi mi sento fuori dal mondo. magari recupero con questo. magari.
per star comics uscirà un nuovo shoujo, honey di amu meguru. i disegni mi ispirano molto, così come il fatto che la serie si concluda in 8 volumi, ma la trama mi sembra un distillato di banalità. anche qui, attendo pareri. anche vanitas no carte mi lascia qualche dubbio. pandora hearts mi ha convinto a droppare al primo volumetto, di questo titolo invece ho sentito parlare bene, e in effetti ogni tanto mi andrebbe un manga diverso dalle mie solite letture...
potrei prendere in considerazione anche compagni di classe, che fino a ora ho rimandato, perché pare che magic press abbia intenzione di pubblicare anche gli altri volumi della serie, anche se non sembrerebbe essere stato un annuncio troppo esplicito.



star comics propone due volumi di raccolte di alcuni episodi di lamù, in una color edition. uff. non mi piacciono molto le selezioni né l'idea di manga a colori. e lamù non è uno dei miei personaggi preferiti della takahashi. e a dire il vero preferisco dare precedenza al recupero di maison ikkoku. no, proprio no.
ci sono molti titoli di autori piuttosto famosi e apprezzati tra gli annunci di planet manga, tipo akagame na kill! zero, il nuovo manga degli autori di death note (la più grande delusione di sempre), platinum end, la ristampa di rocky joe, one piece party, nami yo kiitekura di hiroaki samura, autore che mi terrorizza completamente, dopo aver visto alcune illustrazioni che suppongo dovessero essere erotiche, a me viene ancora la nausea al solo pensarci (erano di una violenza e di una misoginia spaventosa), poi altra roba piena di gente che si picchia eccetera... sia per planet che per star comics. io passo felicemente su tutto, come al solito.
no secco per tutta la roba magic press. hanno parlato di un sacco di serie yaoi, sopratutto di serie che devono concludersi o di cui hanno comprato i diritti di vari spin off, sulle quali passo con estrema tranquillità. peccato che magic press abbia voluto focalizzarsi solo su questa roba, avevano fatto dei titoli interessanti all'inizio, ma ormai mi ero quasi dimenticata persino della loro esistenza.
idem per j-pop che ha annunciato un saaacco di roba di cui non mi può fregar di meno. a naso, i titoli che mi sembra abbiano suscitato più entusiasmo sono quelli di go nagai (tanti!), gensou gynaccoracy, di hiroaki samura, per cui vale quanto detto sopra, e innocent rouge. per quanto ultimamente j-pop abbia ripreso a lavorare in modo serio, sono contenta che non ci sia nulla di interessante per me, le loro edizioni sono veramente care e a me frega meno che niente di sovracoperte e altre fuffate se poi devo pagare due/tre euro in più rispetto alle edizioni da edicola.


ero sicura ma proprio sicura che star comics o planet manga annunciassero akagami no shirayuki hime (qui e qui), e invece ancora niente di niente. speravo, e mi aspettavo, anche akatsuki no yona (qui) e anche questo latiterà ancora per un po'. però sul fronte manga, anche se non totalmente, visto che mancano i due titoli su cui avrei scommesso di più, mi ritengo abbastanza soddisfatta.


e quindi abbiamo il ritorno in italia di akimi yoshida!!!
poteva bastarmi anche solo quel titolo e andavo avanti tranquilla fino al prossimo lucca. in più, posso dire che dal fronte manga quest'anno mi sembra ci siano notizie migliori rispetto alla media degli anni passati (la yoshida! la yoshida!). mi spiace non aver avuto notizie da parte di goen, vorrei tanto sapere che cosa intendono fare con quei due titoli che mi interessano del loro catalogo... un po' triste il fatto che ormai flashbook si sia buttata principalmente su boy's love e altre cose del genere, fino a qualche anno fa era il mio editore preferito per quello che riguardava gli shoujo manga. felicissima invece della sparizione di gp, era anche ora!
mi spiace molto che disney non abbia dato notizie sulle prossime pubblicazioni, nuove limited edition, ristampe eccetera, ma tanto gli annunci li vediamo più o meno tutto l'anno.
si sa solo che ci sono buone nuove per pk per il 2017, forse nuovi autori che potrebbero scrivere le storie del papero mascherato, ma ancora nessuna pubblicazione monografica fuori da topolino se non le ristampe che conosciamo già.

molto triste per la solita storia che gli shoujo vendono poco quindi se ne pubblicano pochi. a parte che non credo sia vero né la che non vendano né che ce ne siano pochi in giro, ho la sensazione che sia semplicemente un genere che interessa poco gli editori, e mi spiace molto, perché secondo me il pubblico è molto più vasto di quanto non vogliano ammettere. anche qualche ristampa, tipo hanayori dango o ouran host club, non mi sarebbe dispiaciuta. però amen, le cose vanno così e alla fine, per quanto dicano sempre le stesse cose da anni, e per quanto puntualmente i fan si disperino, gli shoujo arrivano e si riesce a leggere anche un buon numero di cose carine.

i titoli che prenderò sicuramente alla fine sono pochini ma si tratta di annunci abbastanza soddisfacenti, quindi tanto di guadagnato, visto che la lista delle cose da recuperare è lunghissima.
per quello che riguarda i fumetti occidentali non c'è molto, ma in fondo lucca è più la vetrina degli annunci dei manga che del resto, considerando che graphic novel e serie occidentali vengono annunciate indipendentemente dalle fiere, in qualsiasi periodo dell'anno.

sono contentissima però che in mezzo a tutto quello che riguarda gli editori più noti, negli ultimi anni altre realtà stiano prendendo sempre più piede, sopratutto le autoproduzioni. c'è tantissima bella roba ogni anno (qui ne ho parlato abbondantemente) e ormai, almeno per me, lucca più che per gli annunci dell'anno successivo è diventata importante per scoprire nuovi titoli e nuovi autori del panorama underground (passatemi il termine che mi fa sentire tanto snob).
e quindi, sopratutto, io voglio essere a lucca il prossimo anno. voglio, davvero, esserci. nonostante il megacasino, nonostante mi prenda il panico alla sola idea di fiondarmi in mezzo a tutta quella gente, io voglio esserci. devo solo ricordarmi di comprare una borsa con le rotelline che lo shopping pesa poi sulla schiena. perché se mi riesce davvero di andarci, devo rifarmi di undici anni di shopping mancato (in fiera. ok, poi mi faccio spedire robe e il resto lo recupero comunque, ma non è la stessa cosa).

spero di non essermi persa nulla di fondamentale, eventualmente lasciatemi un appunto nei commenti! anche perché voglio sapere cosa interessa voi tra la roba annunciata e proposta quest'anno!

mercoledì 23 settembre 2015

commenti randomici a letture randomiche (7)

ritorna la rubrica più randomica della blogosfera!

dunque dunque... è finito a un passo da te, già da qualche tempo e... che dire? il mio spirito da fangirl ha gioito di ogni pagina di questa serie, il finale poi è stato davvero ipersoddisfacente. gli ultimi due volumi sono stati davvero bellissimi, se vi siete persi questa serie fatevi un regalo e recuperatela assolutamente. io sakisaka è - per quello che mi riguarda - il top delle storie d'amore adolescenziali, praticamente meglio di un manuale su come affrontare il primo amore e uscirne vivi nonostante tutto. inoltre è stata davvero una sorpresa leggere alla fine un capitolo speciale di strobe edge, ammetto che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi! ahhh! beata gioventù!
inoltre la carissima sakisaka è al lavoro su un nuovo titolo omoi, omoware, furi, furare che ho avuto modo di leggere in scan (grazie ayumi!) e che promette davvero benissimo!
come fa questa donna a farmi appassionare così tanto alle vicende di ragazzini che hanno quasi la metà dei miei anni? boh, di certo è una delle migliori evasioni dal grigiore della vita reale che abbia mai sperimentato!
invece arrivare a te, con il numero 23, mi ha davvero annoiata tantissimo. la storia di yano e del suo fidanzato, del quale non ricordo il nome, è diventata davvero esasperante. insomma, ok, non era cosa che poteva funzionare. però che diamine, bisognava farci due volumi interi sopra? noooia... spero che si risollevi un po' nei prossimi volumi... e che non duri ancora altri dieci anni!
vero è che mi sono affezionata ai personaggi e tutto il resto, ma una serie così lunga, con uscite così dilazionate, non può permettersi tempi morti del genere!

cambiando completamente genere, se siete appassionati di storia delle religioni, vi consiglio un libro bellissimo di una studiosa che avevo già conosciuto con un altro titolo (colei che da la vita, anche questo consigliatissimo), ovvero oscure madri splendenti. parlando delle antiche religioni, appoggiandosi non solo su documentazioni letterarie e mitologiche, ma anche su studi di antropologhe famosissime come marja gimbutas, la percovich illustra come in un area tanto vasta da comprendere praticamente tutto il mondo, le credenze antiche si somiglino, rimandando a un'origine comune e di come i vecchi simboli legati a figure femminili e a culture matrilineari siano stati trasformati e invertiti per adattarsi alle nuove religioni patriarcali. argomento interessantissimo, affrontato in modo semplice, con uno stile diretto e incisivo, senza lungaggini noiose e senza però tralasciare nulla. interessante non solo dal punto di vista archeologico, antropologico, storico e mitologico, è un testo fondamentale secondo me per dare un qualche spiraglio alla possibilità di un ritorno alla spiritualità al femminile, più legata a un sentire istintivo che non a culti ormai svuotati del loro significato originario.

e in ultimo, tornando ad argomenti più leggeri, è uscito finalmente l'ultimo volume di topolino story, serie che nonostante tutto (31 uscite settimanali a 7 euro l'una non sono uno scherzo, sopratutto senza uno straccio di stipendio) sono riuscita a completare.
questa seconda parte (la prima, composta di 30 volumi, era uscita nel 2005 e raccoglie alcune storie pubblicate originariamente su topolino dal 1949 al 1978) si occupa delle storie di topolino del periodo che va dal 1979 al 2010, e personalmente l'ho apprezzata davvero molto di più rispetto alla prima. ci sono in questi volumi storie davvero bellissime, alcune che ricordavo dai tempi in cui leggevo topolino da bambina, altre che ho scoperto solo con questa ristampa, visto che per alcuni anni ho smesso di leggerlo, riprendendo negli ultimi tempi... posso dire che da quando la gestione è in mano a panini, mi sembra che il livello si sia alzato parecchio e ogni settimana topolino è tornato a essere la gioia che era taaanti anni fa!
e oltretutto devo dire che vado parecchio orgogliosa di questa collezione! però... grazie a dio è finita... il mio portafogli non avrebbe retto ancora a lungo!

giovedì 20 febbraio 2014

a un passo da te 3 e hiyokoi 9

per la serie meglio tardi che mai. ho letto un sacco di tempo fa questi due fumetti, ma siccome mi piacciono davvero tanto tanto, volevo parlarvene, anche se sono usciti da un sacco di tempo.
insomma, planet manga è la mia spacciatrice ufficiale preferita di shoujo manga. o di manga in generale.
potrei fare un lungo sermone su quanto mi stiano deludendo le case editrici che fino a qualche mese fa consideravo fondamentali per me, ma ve lo risparmio. invece planet è la casa editrice che più piacevolmente mi sta sorprendendo e forse quella di cui seguo più titoli ormai. e della quale ne aspetto di più!
in ogni caso, tra i miei preferiti attualmente, ci sono anche a un passo da te e hiyokoi. non c'è ancora stato un numero che mi ha annoiato, e ci tengo a sottolinearlo, sopratutto per hiyokoi che al momento del suo annuncio fu uno dei titoli più bistrattati: uh che schifo è uno shoujo ribbon tutto occhioni e pucciosità e sarà la solita solfa trita e ritrita.
beh, a me non pare. per quanto abbia indubbiamente tutti gli aspetti del tipico shoujo manga per un pubblico di giovani lettrici direi che è uno dei manga più carini e teneri che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi.
francamente, rispetto a molti josei che ci stanno propinando, preferisco questo genere di storie, sarà perché di leggere di donne sfigate e in preda a crisi isteriche che gestiscono con la maturità di quattordicenni idiote non è che poi me ne freghi più di tanto...

ma andiamo con ordine. per entrambi i volumetti, se non li avete ancora letti *state attenti agli spoiler!*
a un passo da te è giunto al terzo volume anche se le cose tra futaba e ko non sembrano essere cambiate più di tanto. per rendere tutto ancora più complicato, yuri ha confidato a futaba di essere innamorata di ko, e per la nostra già incasinata protagonista inizia la crisi. come fa a cercare di far finta di nulla davanti a ko per non ferire i sentimenti di yuri? cosa fare per non sentirsi in colpa ogni volta che si sente attratta da lui? e per giunta per un motivo o per un altro finisce sempre per stare accanto a ko, il quale ci mette pure il carico da undici e se le inventa tutte per tentare la povera anima già fiaccata di futaba!
alla fine, per quanto non voglia ammetterlo neanche a se stessa, futaba è costretta ad arrendersi all'evidenza (e all'atteggiamento sfacciato di ko!) e ad accettare il fatto che è innamorata di lui, esattamente come lo è la sua migliore amica, qualsiasi cosa questo possa comportare.
ripensando al suo passato, a come era stata trattata dalle altre ragazze alle medie per situazioni molto meno imbarazzanti di questa, futaba è terrorizzata all'idea di perdere yuri, la sola amica che è riuscita a conquistare durante il liceo e alla quale tiene davvero troppo per poterle mentire o nascondere qualcosa. così decide di parlare con lei e confessarle i suoi sentimenti. sempre mentre ko continua a essere pericolosamente da batticuore! la sakisaka mi sta trasformando in una fangirl isterica, sappiatelo!
quando decide di parlare con yuri, futaba si ritrova davanti anche murao, ma decide ugualmente di aprirsi alle due amiche: se quello che ha da dire merita una punizione, allora tanto vale che murao lo senta direttamente da lei. invece inaspettatamente, yuri reagisce quasi come se non solo la cosa non fosse un problema per lei, ma anzi la avvicinasse ancora di più alla sua amica, e murao ne approfitta per svelare di essere innamorata niente poco di meno che del professor tanaka, il fratellone di ko!
ovviamente la cosa ha in qualche modo sconvolto yuri, ma sia lei che murao sono contente del coraggio che ha avuto futaba nell'ammettere davanti a loro quali erano i suoi reali sentimenti. di certo a yuri non si può rimproverare di essere ipocrita o cattiva. anzi, mi ha quasi commossa il suo pianto silenzioso e il modo in cui si è sforzata di mostrarsi allegra, e sinceramente mi fa tristezza per il semplice fatto che non avendo l'abilità protagonista, nonostante sia indicibilmente carina, non riuscirà a conquistare ko.
ritornando a casa di sera dopo la serata con le amiche, futaba incontra - ovviamente - ko, alle prese con un micettino, che come sempre fa il figo solitario dall'animo oscuro e incomprensibile. quando lui va via, futaba si mette a pedinarlo per poi finire in mezzo a ragazzi poco raccomandabili (bah, i criteri di raccomandabilità giapponesi sono più esagerati di quelli delle associazioni cattoliche, ma mi ci attengo per dovere di cronaca) e convincerlo ad andare via con lei. ko da qui sfogo al massimo delle sue capacità di bishounen e cercando di far capire a futaba quanto siano cattivi e pericolosi gli uomini tutti, la atterra e l'abbraccia, regalandoci due pagine di gridolini isterici e sospironi in pieno sakisaka style.
ma anche kominato vuole la sua parte di figaggine, e così quando ko viene preso in giro dagli ex-compagni di classe, quelli del corso speciale, lui si prende il ruolo del cavalier servente e manda tutti quanti a quel paese. decisamente notevole. oltretutto si premura di organizzare un pomeriggio di studio che possa coinvolgere anche ko, parlando con futaba, yuri e murao.
messi tutti d'accordo, vanno tutti e quattro a casa ti ko, a svegliarlo e costringerlo a studiare. tutto sembra andare meravigliosamente fino a quando ko e yuri vanno in cucina a prendere dei bicchieri... visto che mancano da tanto tempo, futaba va a proporsi di dare una mano d'aiuto, ma la scena che le si para davanti non è il massimo: yuri è rossa in viso e ha lo sguardo perso nel vuoto, e ko sembra quasi arrabbiato. entrambi sostengono che non è successo nulla, ma ovviamente non è la verità, e altrettanto ovviamente a noi tocca aspettare il volume successivo per saperlo!
alla fine c'è un capitoletto extra dedicato a murao e alla nascita del suo amore per il professor tanaka ♥ molto molto carino!

insomma per me questa serie si mantiene sull'otto e mezzo/nove stabile! ho bisogno presto prestissimo del numero quattro!

hiyokoi 9 invece si apre con le solite paranoie di hiyorin. cioè, povera ragazza, lei sarebbe anche tranquilla e rilassata se solo tutti quanti non si facessero in quattro per cercare di metterla in imbarazzo. e la gita di classe sembra essere, a detta di tutti, il posto migliore dove fare andare avanti la relazione con yushiin. tutto questo la imbarazza oltre ogni limite, ma per fortuna lui, il gigantesco e tenero yushiin, riesce a risolvere tutti i problemi nel modo più semplice e spontaneo possibile, fregandosene degli altri, delle paranoie e del senso del dovere. meno male che almeno c'è lui! e insomma, al numero nove, finalmente, un bacio! il bacio!!! era ora!
eppure hiyori, nonostante finalmente la loro situazione sia decollata e yushiin abbia cercato in tutti i modi di metterla a proprio agio e le abbia spiegato che è inutile ammazzarsi di stupide e inutili paranoie, si ritrova di nuovo imbarazzata davanti a lui, sopratutto adesso che la notizia del loro bacio ha fatto il giro dell'intera scuola. una scuola di pettegoli!
con ko invece hiyori si trova perfettamente tranquilla e non si fa scrupolo di dirglielo, volendo in qualche modo sembrare amichevole, cosa che invece... yushiin sembra che stia cominciando a diventare geloso di ko, sopratutto quando hiyori insiste a portare lui e ricchan all'uscita romantica che le ha preparato yushiin, e solo quando le spiega che lo fa per ricchan, che è innamorata segretamente di ko, lui si rilassa.
eppure durante quella che doveva essere una gita allegra e spensierata, non tutto va come dovrebbe: ko non può accettare i sentimenti di ricchan perché è innamorato di un'altra ragazza ed è molto arrabbiato dal fatto che hiyori lo consideri solo un amico... quanto fa due più due? inutile sforzarsi di comprendere, perché ci pensa ko a spiegare tutto, dichiarandosi a hiyori proprio mentre yushiin sta lì ad ascoltarli.
e adesso? come si svilupperà la situazione tra tutti? stupido ko, proprio ora che tutto andava a meraviglia! yushiin sarà anche calmo e paziente, ma mi sa che adesso stanno tirando la corda un po' troppo...