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domenica 22 aprile 2018

commenti randomici a letture randomiche (54)

dunque, in qualche modo sono sopravvissuta anche alla sessione straordinaria d'esami e posso tornare più o meno stabilmente qui sul blog.
dico più o meno perché tanto a) devo ricominciare a studiare per la sessione estiva che sarà la più pesante dell'anno e b) perché tanto sono una cazzona che non riesce a fare niente con costanza, ma comunque cercate di apprezzare l'impegno.
per festeggiare il superamento dell'esame più ansiogeno dell'anno (almeno fino ad adesso, tra un mese ritorno in paranoia, tranquilli) ho fatto recuperone di roba tra fumetteria e spesa online, senza contare tutto il resto: praticamente c'ho un'inquietante pila di roba letta/da leggere che oscilla pericolosamente vicino al letto e mi sono detta che devo riuscire a raccontarvi di più cose possibile prima di tornare ad infognarmi e abbrutirmi per la questione esami.

il recuperone ha riguardato anche un po' di manga, roba che prima occupava 3/4 delle mie letture e che ora pian piano vado abbandonando tranne quando faccio sti recuperoni mensili, per cui non so mai nemmeno se sto a passo con le serie, se magari li avete già letti tutti eccetera, però mi piace stare qui a parlarne, questa cosa per me equivale un po' a spettegolare seduti al bar, come potrei privarmi di cotanto piacere?

partiamo con arrivare a te 28.
ecco, devo confessarvi che mi salgono i nervi ormai già quando guardo le copertine di questo manga. lo so che l'ho detto un sacco di volte, ma davvero: mi piaceva tanto all'inizio, ormai è diventata la fiera dell'idiozia e del continuo a fare questa roba perché in qualche modo continua a vendere. in qualche modo ci sono davvero troppo affezionata (magari non ve lo ricordate, ma il primo volumetto è di ottobre 2012! sono quasi sei anni!) e non riesco nemmeno a pensare di abbandonare la serie, però ringrazio il cielo che tra due volumi finalmente finirà tutto e saluterò per sempre quei due idioti di sawako e kazehaya.
non so quanti numeri è che va avanti la pippa del lei andrà in un'università in un'altra città, si separeranno, lacrime e dolore, però mi sembra siano più o meno tre lustri, davvero, abbiamo capito mobastaveramente.
i nostri piccioncini sono passati dall'essere dei teneri imbranati a farsi catalogare come idioti senza speranza: sono tipo due, tre anni che stanno insieme e stanno ancora ad arrossire se si sfiorano le mani.
ora, io capisco benissimo che magari i giapponesi c'hanno un concetto di effusioni diverso dal nostro, per carità, ma se questa cosa fosse anche solo lontanamente verosimile, si sarebbero estinti da un pezzo.
sono insopportabili, la peggiore coppia di tutta la storia degli shoujo manga.
in compenso i personaggi secondari sono sicuramente più accettabili, e ormai l'unica cosa che spinge a leggere davvero i volumetti prima di posarli sullo scaffale è che voglio sapere come andrà a finire la storia - che a dire il vero non è ancora cominciata - tra yano e pin: coppia che non mi piace per niente, ma magari sono meno dementi dei protagonisti.

sta per concludersi anche honey, siamo al numero 6 e ne mancano solo due alla fine, il che è un gran bene perché, per quanto questa serie sia carina e tenera, si sa come vanno le cose quando si allunga il brodo senza motivo.
cioè, anche nao e onise sono due tonti, ma sicuramente meno freddi e falsi di sawako e kazehaya, e anche se la storia si basa sui soliti cliché riesce ancora a farsi seguire senza la necessità di ingerire un paio di caffè per non addormentarsi nel frattempo.
per vivacizzare un po' il finale l'autrice ha deciso di inserire due personaggi abbastanza assurdi: un kohai di onise dei tempi delle medie, che lo adora in modo quasi imbarazzante e detesta nao, e la sua sorellina bellissima e sociopatica.
ovviamente sappiamo benissimo che in qualche modo causeranno i soliti problemi di gelosia e incomprensione alla coppietta e sappiamo altrettanto bene che in un modo o nell'altro tutto si risolverà per il meglio.
insomma niente sorprese e niente tensioni, ma comunque la serie continua a piacermi abbastanza e credo che due volumi siano davvero troppo pochi per rovinare tutto nel finale.
almeno spero.

molto più elettrizzante e movimentato continua a essere hatsu haru, che arrivato in patria al dodicesimo volumetto (da noi al nono) prosegue spedito e con delle copertine un po' spoilerose ma che mettono un sacco di voglia di andare avanti nella lettura.
sarà forse anche perché la storia da spazio non soltanto a kai e riko, veri protagonisti della storia, ma lascia spazio anche agli altri personaggi, facendo sì che siano qualcosa in più che macchiette e cactus sullo sfondo, e ai rapporti di amicizia tra di loro.
kai continua a combinare un casino dopo l'altro nei suoi tentativi di essere il ragazzo perfetto per riko, e se non vince il primo premio in tontaggine lo si deve solo a shimura, che continua a tirare pesci in faccia a quel poveraccio di takaya quasi senza rendersene conto.
all'orizzonte intanto si profila la prossima love story, quella tra kagura e taro, dei quali finalmente scopriamo qualcosa sul loro passato: al momento sono la mia ship preferita, vorrei uno spin-off su loro due!
alla fine kai riesce a ottenere il modo di portare riko in giro ma, tralasciando il modo forse un po' umiliante per lui (ma divertentissimo, questo bisogna ammetterlo!) adesso dovranno affrontare la loro prima notte insieme fuori casa! all'orizzonte si profilano nuovi livelli di imbranataggine che non vedo l'ora di scoprire! (prendi spunto karuo shiina!)

ma il più grande colpo al mio cuoricino di fangirl eternamente bloccato in fase adolescenziale me l'ha dato il sesto volumetto di tsubaki-cho lonely planet, che adesso diventa il primo in classifica tra le pubblicazioni in corso sopratutto grazie al maestro akatsuki, che quasi quasi me ne innamoro anche io.
insomma, dopo la dichiarazione inaspettata, fumi si ritrova ad essere la ragazza di akatsuki, che per quanto tonto e poco avvezzo alle smancerie (che poi è un po' il suo punto di forza, di robe smielate non ne possiamo francamente più!) è tanto figo che si rischia l'infarto a ogni pagina.
da quello che sappiamo, il suo passato è un po' un disastro dal punto di vista sentimentale, ma pare che adesso con fumi si stia impegnando davvero, ma...
poteva mai andare tutto liscio? ovvio che no!
e infatti, non ci ritroviamo il bel biondino fascinoso e gentile proprio alla fine del volume che lascia intendere la nascita di un fastidioso quanto interessante triangolo?
insomma, quale dei tanti cliché da shoujo manga è più interessante di un triangolo amoroso?

passando ad altro, finalmente è uscito anche il ventesimo volumetto di natsume degli spiriti, una di quelle serie che dimostra che non tutti gli shoujo devono necessariamente trattare di amorazzi e batticuore. yuki midorikawa per me è una vera e propria poetessa, maestra nel creare atmosfere rarefatte e malinconiche ma anche allegre e spensierate, e nel sapere parlare di sentimenti con una delicatezza unica.
dai primi episodi ad adesso natsume ha vissuto un cambiamento incredibile eppure coerente con quello che man mano è successo, ha degli amici fidati, qualcuno che accetta il suo dono senza paura ma anzi con comprensione, una famiglia affettuosa e dolce alle spalle, e anche il suo rapporto con gli yokai va sempre più equilibrandosi, superando l'iniziale paura e sconcerto, pian piano natsume impara a conoscerli e a capire le loro ragioni e i loro stessi sentimenti.
delle quattro storie di questo volumetto forse la più bella è proprio l'ultima, nella quale natsume dovrà aiutare degli spiriti a rimettere in sesto una villa che ospiterà la loro dea.

e per finire in bellezza passiamo ad arte, giunto al terzo volumetto, che continua a narrarci le (dis)avventure dell'omonima protagonista, aspirante artista nella firenze rinascimentale, impegnata non soltanto a imparare il difficile mestiere di pittrice ma sopratutto a farsi accettare, in quanto donna, all'interno della corporazione e di riuscire a dare il massimo per il suo scorbutico maestro, il signor leo.
bisogna riconoscere a kei ohkubo una buona preparazione nella materia, forse non una grandissima esattezza storica, ma sicuramente ha saputo rendere abbastanza bene l'ambiente e l'atmosfera dell'epoca, oltre che saper dare qualche idea su quello che era il difficilissimo lavoro dell'artista di quel periodo, qualcosa di molto lontano dalla stereotipata idea del pittore in camicia bianca e basco di traverso che dipinge immerso in un giardino fiorito: esemplare la scena della realizzazione di un affresco ad esempio, la prova che arte deve affrontare per farsi ammettere anche dai membri della corporazione più restii ad accettare una donna tra loro.
arte possiede, oltre al suo amore per la pittura e al suo talento, un'enorme voglia di superare le barriere dei pregiudizi e degli stereotipi, di mostrarsi capace e meritevole, di non essere diversa da nessun uomo nel suo lavoro.
ammetto che non mi è capitato spesso di trovare una vena così femminista in un manga e questo è forse uno dei motivi che più mi fanno apprezzare questa serie, che continua a mantenere alto il livello qualitativo.

e voi? state seguendo qualcuna di queste serie? ne avete altre da consigliarmi?

lunedì 15 gennaio 2018

commenti randomici a letture randomiche (50)

ed eccoci di nuovo pronti a un altro carico di randomicità! un sacco di robe fichissime (e una un po'... meh) che non dovete assolutamente perdervi!

so che tsubaki-cho lonely planet non sta piacendo a troppa gente, anche se francamente non riesco a capirne il motivo, sopratutto dopo aver letto il quinto volume. dopo il viaggio a kyoto e i dispetti di kaneishi - che ha ovviamente capito tutto subito su come vanno davvero le cose tra i due piccioncini - akatsuki comincia a comportarsi in maniera sempre più strana con fumi, esattamente come farebbe un ragazzino timido e impacciato che non vuole far capire alla persona che gli piace che è un po' cotto.
fumi continua nel suo intento di non svelargli i suoi sentimenti, sicura che non saranno ricambiati, ma una sera, durante un giro tra le bancarelle di una festa e sotto ai fuochi d'artificio, non riesce a tenere più la bocca chiusa e confessa i suoi sentimenti ad akatsuki, che risponde con la prontezza di un comodino. a salvare la situazione arriva - stile deus ex machina - la sua amica yo, che capito l'imbarazzo dell'amica, la invita a casa sua per qualche giorno.
e noi possiamo finalmente curiosare un po' nel passato del maestro akatsuki, scoprendo che fin da ragazzo era impacciato, timido e incapace con le ragazze, e che sono state parecchie quelle che come fumi si sono prese una cotta per lui. insomma, akatsuki è sempre stato negato con le ragazze, ogni volta che provava ad iniziare una relazione, quella finiva inevitabilmente male, e quando si è accorto che fumi si è innamorata di lui, ha scelto inizialmente di evitare l'ennesimo fallimento.
ma qualcosa è finalmente cambiato in lui e finalmente... (no, davvero, all'ultima pagina io mi sono quasi messa a gridare!)

cambiando genere, mi sono decisa finalmente a leggere nomen omen ~ total eclipse of the heart, avevo letto troppi commenti positivi in giro per continuare a farmi infastidire dall'orribile verde neon della copertina.
e, fidatevi, ho fatto davvero benissimo!
protagonista della vicenda è becky kumar, newyorkese neo-ventunenne con un meraviglioso taglio di capelli, nerd e affetta da acromatopsia - cioè non riesce assolutamente a percepire i colori, cosa che solo all'inizio sembrerà una fuffata inutile, ma poi avrà il suo meraviglioso senso - reduce da poco da un incidente stradale in cui è morto il suo migliore amico.
la storia comincia proprio il giorno del suo ventunesimo compleanno in occasione del quale, per cercare di tirarla un po' su di morale, le sue due mamme (apprezzatissima l'idea di farci vedere una famiglia così affiata, alla faccia di chi continua a non accettare l'idea di coppie omosessuali con figli) e i suoi amici le organizzano una festa.
niente di eccezionale, se non fosse che proprio in quest'occasione la vita di becky cambia completamente.
visioni, sicuramente, tutto è troppo assurdo per essere vero: un essere gigantesco, in qualche modo umanoide, le strappa letteralmente il cuore dal petto.
beh, non troppo letteralmente, visto che dopo poco si risveglia, stordita e confusa, ma viva. no?
anche i suoi amici hanno visto qualcosa di strano, uno scontro spaventoso tra ragazzi in apparenza umani ma capaci di cose decisamente fuori dal comune.
cosa sta succedendo?
questa è una fiaba, signorina kumar, non c'è spazio per ospedali, genitori e polizia, ci sei solo tu, che cerchi di salvarti da sola perché non puoi fidarti di nessuno. lo capirai molto presto.
il giorno dopo tutto sembra come al solito, ma ci vorrà poco di scoprire che un equilibrio nascosto ma fondamentale è stato spezzato e che lei, viva ma davvero senza più il suo cuore, ha in realtà un potere enorme che la rende una delle streghe più potenti che si ricordino.
il velo tra questo mondo e quello si è squarciato e ora a becky toccherà muoversi da una parte all'altra della realtà per salvare se stessa.
e e e... niente altri spoiler, ma bisogna dire effettivamente jacopo camagni e marco b. bucci hanno davvero fatto un lavoro pazzesco, che al di là degli strilloni pubblicistici è una vera rivoluzione nel fantasy nostrano a fumetti: un urban fantasy ben orchestrato con una protagonista che piace e convince dalla prima pagina, un mondo complesso e funzionante in cui far muovere i personaggi, a cui si accompagnano non solo dei disegni tremendamente affascinanti, ma uno stile di colorazione che, accordandosi con la strana patologia di becky, ricrea un effetto unico, tra bianco/nero e colori, tra tavole estremamente grafiche e sequenze più pittoriche.
vabbè, fidatevi, non perdetevelo assolutamente!

un po' (molto) meno entusiasmo per il nuovo monster allergy. a parte che continuo a detestare l'idea di questo formato cartonato che, in pratica, ha le stesse pagine dei volumini della vecchia serie, solo che costa tipo sette volte tanto. ah, e mancano le rubriche.
ah, è la mia copia aveva le pagine ancora incollate, ho dovuto staccarle io. niente di grave, ma per quasi quindici euro almeno separare i fogli...
poi ammetto che non riesco assolutamente ad apprezzare zick ed elena così cresciuti. non sono di base contro i sequel, anzi, ma mi sembra che questo nuovo monster allergy sia molto poco monster allergy, sottotono rispetto alla vecchia serie.
paradossalmente, mi sembra che i toni siano più infantili adesso che nei primi volumi, come se la crescita dei personaggi sia stata esclusivamente fisica, anzi, come se avessero perso quelle caratteristiche per cui ci piacevano tanto: zick sembra un ragazzetto scemo e irresponsabile e elena ha perso la sua aria cazzuta di bambina fuori dagli schemi.
insomma, sono diventati due tipi qualsiasi, solo capaci di vedere i mostri. ma monster allergy non era questo. sigh.
ma nonostante tutto, continuo a provarci, anche con aspettative pari a zero, spinta più dall'affetto che nutro tutt'ora per quello che era m.a. che di scoprire qualcosa di nuovo.
ne la valle dei bombi elena e zick, oltre a scoprire per la prima volta la valle del titolo, quella in cui nascono - e rinascono - i bombi, creature che - bava a parte - farebbero tenerezza a qualsiasi cuore di marmo del mondo. la valle dei bombi è un posto quasi incantato, paradisiaco, di colori tenui e ingenua bontà. eppure, nonostante l'atmosfera zuccherosa, il perfido sinistro (quasi) riesce - e qui bisogna ammettere che non me l'aspettavo - nel modo più improbabile a mettere a segno uno dei piani più crudeli di sempre che - meno a sorpresa - zick ed elena riescono a sventare.
la minaccia rimane, aleggia sul prossimo volume ma, ripeto, il massimo che è riuscita a tirarmi fuori è stato uno sbadiglio un po' meno pesante degli altri.
peccato che stia andando così (e no, non è che sono io che sono invecchiata e non mi emoziono più, i vecchi numeri continuo a trovarli sempre strepitosi, mi auguro che prima o poi si riesca a tornare a quei livelli)

fantastico come sempre invece il nuovo volume di lumberjanes serie che - scusate se mi ripeto sempre sulle stesse cose - continuo a considerare tra le migliori che sto seguendo.
la squadra delle nostre tipe toste è impegnatissima a superare la prova per ottenere un nuovo distintivo, il non ti s-cordar di me, è chi meglio del capogruppo capitan karen, vero lupo di mare (non avete idea quanto lo sia!) può aiutarle?
ma karen ha un problema, uno di quei problemi che nel campo delle lumberjanes ti sbattono in faccia una realtà fatta di creature leggendarie e magiche.
un gruppo di selkie ha rubato la sua barca per vendicarsi del furto della pelle di una di loro, che non riesce più a tornare alla loro forma originaria (le selkie sono un tipo di metamorfo, appaiono come delle foche, ma possono diventare umane togliendosi la loro pelle. ovviamente, per il processo inverso, hanno bisogno di indossarla di nuovo), ma karen sostiene il contrario, e nonostante la barca non sia poi tanto lontana dalla costa, è impossibile raggiungerla per via dei terribili mulinelli che le selkie - ma loro sostengono di no - hanno creato.
insomma, un bel pasticcio e chi meglio di un gruppo di amiche superaffiatate e abituate a ogni sorta di magica stranezza può risolvere il problema?
tra creature che cambiano aspetto, portali magici, dimensioni parallele, barche fuori controllo, fraintendimenti, tempeste e idee tremendamente pericolose (del tipo bambini non fatelo a casa) jo, april, mal, molly e ripley vivranno un'avventura indimenticabile fatta di scelte coraggiose e - ovviamente - amicizia al massimo!

stratosferico anche il terzo volume di paper girls, che vede le quattro ragazze addette alla consegna dei giornali catapultate in un non meglio precisato passato preistorico.
riescono finalmente a ritrovare kj ma devono affrontare l'ennesimo, imprevedibile nemico: tre uomini giganteschi, orribili e crudeli, tre padri di un unico bimbo a cui stanno dando la caccia.
e nonostante non siano le sole a spostarsi nel tempo, i guai non sono ancora finiti e non è ancora arrivato il tempo delle risposte.
né sui viaggi temporali, né su quello che il futuro le riserva, quel futuro che ha svelato a mac che non ne ha molto davanti a sé e quello che ha mostrato a kj immagini che non riesce a spiegarsi, e che la rendono più inquieta persino delle nuove, inaspettate trasformazioni del suo corpo.

questo terzo volume è pieno zeppo di azione e violenza ma anche di quel sentimento di solidarietà che spinge sei donne provenienti da mondi - e tempi - lontanissimi tra loro a salvarsi a vicenda, in barba a qualsiasi legge fisica ci si possa raccomandare di non infrangere. e ancora una volta, il finale ci regala mesi (speriamo pochi!) di hype in attesa di un nuovo volume, e magari, di qualche spiegazione in più.

lunedì 20 novembre 2017

commenti randomici a letture randomiche (47)

troppi ma davvero troppi manga che aspettano un commentino da troppo tempo (e io per non dimenticarli li lascio in giro per la stanza, immaginate il casino).
questo giro di commenti randomici sarà meno randomico del solito perché è pieno zeppo di solo shoujo manga. siete avvisati.

si è concluso rere hello! gioia, gaudio e tripudio!
queste serie bimestrali sembrano non finire mai, quindi ogni volta è una festa, sopratutto quando si tratta di una bella storia che finisce bene.
questo ultimo volume non ci riserva nessuna sorpresa, era abbastanza facile immaginare come sarebbe finita la storia: problemi che si risolvono, coppie che nascono tra i comprimari e un bel lieto fine per i nostri due piccioncini.
grazie al cielo, l'autrice non ce li fa vedere all'altare, quindi niente panico per i vestiti da sposi della copertina, a quanto pare era solo un suo sfizio: sono liberi di godersi la loro vita poco per volta senza questa roba assurda del matrimonio a diciotto anni (che io ho sempre trovato da incubo, altro che lieto fine).
adesso che è finito, posso confermare tutto quello che ho detto in ogni commento: rere hello è un titolo per nulla imperdibile o fondamentale, ma è una lettura piacevolissima, una storia normale di due ragazzi normali che si incontrano per caso, si innamorano e crescono insieme, senza ridicole scene di gelosia o abusi di sorta (sapete quanto odio quei personaggi che per tutta la serie alternano lacrime a litigi con relative urla tu sei mio/a per sempre non devi guardare nessun altra/o).
se ve lo siete perso e siete alla ricerca di una storia carina, divertente che racconti un amore adolescenziale normale e sano, questo potrebbe essere un buon titolo da recuperare!

amarsi, lasciarsi con il volume due entra un po' più nel vivo dell'assurdo quadrato sentimentale tra i quattro protagonisti: yuna e rio sono diventati amici, lui - totalmente inconsapevole dei sentimenti di lei - le confessa di essere innamorato della sua sorellastra (ovvero akari, l'amica di yuna), e lei, colpita dalla sincerità del ragazzo e dal suo coraggio nel rivelarle qualcosa di così intimo, si decide a svelargli i suoi sentimenti, dichiarandosi e beccandosi un rifiuto, seppur gentile e sinceramente sorpreso, ma subito dopo continua a chiacchierare con lei come se niente fosse, con il chiaro intento di voler mantenere vivo il loro rapporto di amicizia senza alcun imbarazzo.
colpita dal coraggio dell'amica, akari si decide ad andare da una sua ex compagna di scuola, kano, sopratutto per rivedere il fratello di lei, eiji, di cui è sempre stata segretamente innamorata: nonostante i suoi discorsi sull'amore e le relazioni, così lontani dal modo di pensare di yuna, anche lei ha sperimentato un amore impossibile. sparendo all'improvviso però mette tutti in allarme, facendo arrabbiare rio e confessando a yuna che - anche se questa volta non c'è riuscita - vorrebbe incontrare eiji per fare ordine tra i propri pensieri e sentimenti, arrabbiata anche per l'atmosfera che si respira a casa sua, con sua madre che teme che rio - di cui ha capito i sentimenti - possa fare qualcosa di compromettente con akari.
e alla fine, un incontro fortuito con inui, l'amico d'infanzia di yuna, aprirà ad akari nuove prospettive: incuriosita dal modo di fare schietto e senza mezzi termini di inui, si ritrova a essere parecchio confusa su quello che prova quando si ritrova con lui.

quello che mi piace un sacco di questo manga è che la sakisaka è riuscita a mettere in gioco quattro personaggi che sono dei modelli psicologici lontanissimi e diversissimi tra loro, si ritrovano insieme a mischiare le loro vite come in un esperimento chimico, scoprendo poco alla volta cosa nasce da ogni dialogo e da ogni confronto. non c'è ancora nulla di troppo scontato e non mi azzardo a fare nessuna previsione su come andrà avanti la storia, il modo di raccontare di questa autrice mi affascina troppo e preferisco farmi trasportare dagli eventi, scoprendo di volta in volta quello che succederà.

e poi è finalmente uscito il nuovo numero di una delle mie serie preferite del momento, il diciannovesimo volume di natsume degli spiriti, serie che nonostante sia praticamente infinita mi piace un sacco e mi auguro che continui per almeno altri 30 volumini, perché non potrei stancarmi mai di leggere queste storie.
dall'inizio delle vicende, natsume è cambiato tantissimo: la sua nuova vita con i fujiwara, che lo hanno sempre trattato come un figlio, senza mai rimproverarlo dei suoi atteggiamenti strani, e nella nuova scuola, dove è riuscito a farsi finalmente degli amici, hanno cambiato quel ragazzino timido, scontroso e isolato facendolo diventare finalmente più fiducioso e aperto verso gli altri. anche quando a volte non se rende conto, natsume è circondato da gente che gli vuole bene e non lo deride per la sua capacità di vedere  gli yokai e anzi questo è proprio il presupposto per la prima storia, che inizia con la telefonata di un suo ex compagno di scuola che vuole rivederlo e che poi, un po' per scherzo, gli racconta la storia di una casa infestata da degli spiriti che spaventano il vicinato. figurarsi se natsume si tira indietro!
quello che primo lo costringeva a una vita in solitudine adesso sembra essere diventato motivo di ammirazione da parte degli altri, e di comprensione. il suo modo di fare modesto e semplice e le sue capacità gli valgono la stima e l'amicizia di molti. forse semplicemente, non aveva mai incontrato le persone giuste...
la seconda storia è del tipo che preferisco: natsume si ritrova ad aiutare uno spirito nobilissimo e buono, un sacro lavapietre, un eremita capace di purificare le montagne e le rocce che, assorbendo le impurità degli altri per purificarli, a loro volta sono diventate impure e quindi incapaci di continuare il loro compito. questo adorabile vecchio spirito ha perso i contatti con il suo allievo e chiede aiuto a natsume per ritrovarlo.
è una storia dolcissima e molto poetica, praticamente da sola vale tutto il volumetto.
la terza storia ci riporta finalmente a reiko, la nonna di natsume, svelandoci il lato più buono e giusto del suo carattere: piano piano anche il suo personaggio cambia radicalmente, passando da quella che all'inizio sembrava solo una prepotente che si approfittava dell'ingenuità degli spiriti a una ragazza che, proprio come natsume adesso, sapeva anche dirimere con furbizia e senso di giustizia le contese tra yokai, aiutando i più deboli.
l'ultimo episodio è quello che ho preferito meno: l'incontro con matoba in una casa in cui è stato chiamato ad allontanare uno yokai molesto è una sorta di pretesto per svelarci qualcosa di più sul clan di esorcisti più antipatico del cast, ma sembra inevitabile che le loro vicende andranno a intrecciarsi sempre di più con quelle di natsume, quindi credo proprio che dovremo sopportarli ancora a lungo...


tsubaki-cho lonely planet è una serie che mi viene difficilissimo commentare.
il problema è che mi piace tantissimo, mi sono appassionata alle vicende di fumi e del suo scrittore bellissimo e quasi-sempre freddo come il polo nord, ma al contempo bisogna ammettere che la storia è taaanto lenta. e quindi è un po' (tanto) difficile scrivere qualcosa qui.
nel quarto numero però pare che le acque comincino un po' a smuoversi: un viaggio imprevisto fa rimanere fumi e akatsuki insieme da soli, in un'atmosfera innegabilmente romantica, e quindi addio ai tentativi di rinunciare alla tua cotta, cara fumi...
ma anche akatsuki sembra sempre più affezionato a lei, per quanto non sia ancora chiaro di che tipo di affetto si tratti fino a quando goro, editor e assistente dello scrittore, non si rende conto di questo cambiamento e cerchi di farlo ingelosire.
e quindi io ho bisogno immediatamente del quinto volume per sapere come andranno le cose, e ne ho bisogno tipo adesso! questa serie fa su di me l'effetto che il segreto fa alle casalinghe annoiate!

anche honey funziona un po' così: riassumerei ogni volume con una sequela di urletti stridoli e gridolini fangirlistici e ogni volta penso che stavo per perdermelo perché mi era sembrato stupido e inutile. ok, non è certo una roba fondamentale, chiaro, ma è adorabile e questo basta!
questo quarto volumino ha realizzato il mio sogno di vedere una coppia di uno shoujo manga affrontare con maturità, serietà e rispetto reciproco il problema della gelosia. era anche ora! non sarà la prima volta, ma quello che succede tra nao e onise è assolutamente da manuale, mi sono commossa e intenerita oltre ogni aspettativa.
vuoi vedere che questo manga diventa uno dei miei preferiti di quest'anno?
comunque buona parte della storia questa volta si focalizza su yashiro e misaki, la prima incasinata in una relazione che non la porterà a nulla di buono, il secondo - sotto la sua scorza di duro che non deve chiedere mai - innamorato di lei e furioso quando scopre che il suo fidanzato la tradisce abitualmente e che lei sopporta tutto senza lamentarsi.
adesso ho un'altra coppia per cui fare il tifo!

e per concludere, con il sesto volumino di hatsu haru kai riesce finalmente a dichiararsi come si deve e, gioia massima, rino ricambia i suoi sentimenti.
tutto perfetto, meraviglioso, felice, possiamo andare in pace adesso?
ovvio che no, perché se kai di esperienze amorose ne ha avute a bizzeffe, rino non ha la più pallida idea di come comportarsi, e così i fraintendimenti sono all'ordine del giorno.
ma sembra che i due stiano cominciando a capirsi... potremmo chiedere a nao e onise di aiutarli magari!
ma non finisce qui perché finalmente il misterioso takaya ci svela il suo segreto, storia trita e ritrita ma a quanto pare ai giapponesi questa cosa capita spesso o almeno gli piace leggerla negli shoujo manga: è innamorato segretamente della sua sorellastra da quando si sono incontrati la prima volta, e lei ricambia, o meglio, ha ricambiato fino a quando non si è trasferita per frequentare l'università e allora si è messa con un altro ragazzo...
takaya, un po' per ripicca un po' per non sentirsi troppo solo durante una cena di famiglia a cui è stato invitato anche il fidanzato della sorella, porta con sé ayumi, in veste di fidanzata di facciata.
la nostra reporter d'assalto non ci mette molto a scoprire come stanno le cose e cerca di consolarlo aiutandolo ad abbandonare i sentimenti per sua sorella, e non credo di essere stata la sola lì a sentire puzza di nuova coppietta in formazione!

e voi? quali di queste serie (o quali altre) state seguendo?

domenica 8 ottobre 2017

commenti randomici a letture randomiche (43)

scavando nell'immane casino della mia scrivania, completamente affastellata di cose da leggere, da recensire, quaderni di appunti e un sacco di altra roba, è venuta alla luce una pila di manga di cui avrei dovuto scrivere da circa un mese e di cui mi ero quasi dimenticata.
approfitto quindi di questa domenica di pausa per un recupero randomico e velocissimo che non dovrebbe togliere troppo tempo e spazio alle millemila cose recuperate al tcbf (e ad essere sinceri ho ancora roba presa all'arf che devo recensire... sigh!)

sicuramente conoscete bene la gioia che si prova a concludere una serie, anche quando sappiamo che quei personaggi ci mancheranno dopo. tra i manga di cui vi scrivo oggi ci sono due volumini che concludono le serie, ma di uno possiamo ben sperare nella pubblicazione del sequel, ed ovviamente sto parlando di amami lo stesso, di aya nakahara.
la più goffa e ingenua delle trentenni che possiamo trovare tra le pagine di un fumetto ha finalmente trovato l'amore, i suoi sentimenti per il capo si sono fatti più chiari e - cosa che inizialmente le sembrava più impossibile che imbattersi in un unicorno - lui ricambia in tutto e per tutto.
con che coraggio dirle che noi l'avevamo capito fin dalla prima pagina?
comunque, adesso i due sono i meno stereotipati piccioncini che anni di shoujo manga potevano farci immaginare, ma nonostante tutto, la loro storia sembra destinata ad andare a gonfie vele, e molti dei punti irrisolti del rapporto tra shibata e la sua famiglia vengono alla luce (svelandoci che la goffaggine emotiva può anche essere ereditaria).
cuori a carriolate a parte, come accennavo, la serie - che mi viene da definire come una delle migliori tra quelle (manga) che sto leggendo ultimamente - continua in un sequel attualmente in corso in giappone ma con due soli volumi in attivo, ed è facile immaginare che presto arriverà l'annuncio da planet manga, quindi nonostante la malinconia, possiamo sperare che non sia un addio ma solo un arrivederci.

salutiamo invece i due gemelli di romantica clock e tutti gli altri personaggi con il decimo volumetto della serie, in cui yoko maki dispensa lieto fine per tutti: tutte le coppie che avevamo shippato fin dall'inizio sono finite insieme o hanno consolidato il loro rapporto, ovviamente, e altrettanto ovviamente i problemi di salute di akane si sono risolto al meglio, così che tutti sono riusciti ad iscriversi nella nuova scuola tanto agognata, ma la vera sorpresa è che finalmente si è fatto vivo il padre dei fratelli kajiya è tornato, e invece di prendersi la padellata in faccia che meritava, dopo qualche lacrima è stato riaccolto dalla famiglia a braccia aperte.
sicuramente non troppo brillante - e di certo non divertente come amami lo stesso - in qualche modo però questa serie, che sprizza miele e stelline da tutti i pori, mi è piaciuta parecchio dal primo all'ultimo volume proprio per la sua dolcezza e quell'aria un po' ingenua e infantile che caratterizza tutta la storia. insomma, se non siete troppo allergici alle atmosfere zuccherose, recuperatela perché merita.

c'è poi un'altra serie che sta quasi per concludersi ed è rere hello, arrivata al volumetto numero 10 (l'ultimo, il prossimo, uscirà questo mese) e che infatti si sta preparando per uno di quei calmi e rassicuranti finali tipici del genere.
dopo essere stato costretto a partecipare a un incontro per un matrimonio forzato, minato scopre che la ragazza che doveva incontrare è aoi, la bella giovane di buona - ma decaduta e in miseria - famiglia, nipote di un vecchio amico di famiglia di minato.
ovviamente minato rifiuta di iniziare una relazione con aoi, e tutto potrebbe finire con un bel e vissero tutti felici e contenti (anche aoi, ché non è che se non ti fila il tipo che ti piace a quindici anni non hai più possibilità di essere felice per il resto della tua vita), e invece no, perché dobbiamo per forza renderci infelici e frustrati e nulla più al mondo ci distrugge quanto un amore andato male, così aoi continua con la sua fissazione, fino a quando non scopre che la misteriosa ragazza di minato è la sua amica ririko... e anche lì, invece di fare un passo indietro, continua imperterrita a tentare di rovinare ogni cosa.
e nel frattempo siamo all'inevitabile gita al mare! cliché e cuoricini come se non ci fosse un domani!
ormai manca pochissimo per sapere come finirà, facciamoci coraggio insieme!

lontanissimi dalla conclusione sono invece i prossimi tre titoli.
cominciamo con il grande ritorno di marmalade boy little, di cui ormai si può dire che mi ero dimenticata persino l'esistenza.
la yoshizumi è secondo me la maestra assoluta delle storie d'amore assurde, e qui, i due non-esattamente-fratelli finalmente si sono messi insieme, con tanto di approvazione dei genitori.
ma è la yoshizumi e non possiamo che fare spallucce e goderci la storia, che non prospetta grandi sorprese o colpi di scena. sul finire del volumetto - mentre rikka e saku si trovano a fare una gita improvvisata con yu e miki (i protagonisti del primo marmalade boy, fratellastri anche loro che hanno però coronato il loro sogno d'amore) - rikka incontra un ragazzo dall'apparenza gentile e disponibile. nulla di troppo rilevante se poi non se lo ritrovasse anche a scuola.
mi sa che abbiamo conosciuto il nuovo terzo incomodo...
marmalade boy little sembra solo un'altra versione di marmalade boy, ma io non so resistere proprio al tono da soap opera della yoshizumi, però sappiate che se non sopportate il genere, questo non fa affatto per voi.

altra roba che cola miele fin dal titolo ovviamente è honey di amu meguro, giunto al numero 3 (ma sta per uscire il 4...) che inizialmente non mi ispirava affatto, ma più va avanti più mi coinvolge.
onise, nonostante il suo aspetto poco rassicurante, è riuscito a farsi ricambiare da nao e anche se continua a non essere troppo popolare tra gli altri compagni, può dire di essere felice accanto alla sua ragazza.
presto però un suo compagno di classe, futami, il classico ragazzo bello e simpatico, inizia ad interessarsi a lui, a voler a ogni costo fare amicizia. sembra una bella cosa, ma manco a dirlo presto l'atteggiamento di futami cambia radicalmente, sopratutto nei confronti di nao.
ma in fondo, che shoujo sarebbe senza il tizio che si mette in mezzo dichiarando che porterà via a ogni costo la protagonista dal suo fidanzato?
grazie al cielo ci risparmiamo il quindicenne borioso che cerca di fare l'uomo forte, anzi onise è talmente tanto confuso che per amore di nao potrebbe combinare la peggiore delle scemenze...
niente, adoro questi due ragazzini nonostante siano dei tonti e mi sento sempre più in colpa per aver snobbato questo titolo all'inizio!

per finire, terzo volume di tsubaki-cho lonely planet (di cui credo di aver visto in edicola il quarto volume, ma non sono sicurissima, aggiornatemi se è già uscito!).
so che a molte non sta piacendo perché somiglia tanto a una stella cadente in pieno  giorno, però a me non da troppo fastidio che la storia sia simile... insomma, dopo aver letto shoujo per quindici anni credo di non poter sperare in chissà quali opere originali e innovative, quindi almeno preferisco leggere qualcosa di simile a titoli che mi sono piaciuti!
se questo manga ha un difetto è che è davvero leeento, ma mi piace il fatto che i fumi, la protagonista, si renda conto dei suoi sentimenti poco per volta.
il modo in cui i personaggi cambiano il loro modo di relazionarsi tra loro è perfettamente plausibile e rende la storia più verosimile e interessante. la trama di per sé e banale e questo volume serve solo a farci capire meglio cosa si agita dentro fumi e a lasciare in ombra - per il momento - i sentimenti degli altri personaggi.
praticamente, la parte più interessante della storia è quella psicologica e mika yamamori è bravissima a svelarci poco per volta quello che sentono e desiderano.
anche questo titolo però mi sento di continuare a consigliarlo solo ai fanatici delle love story.

martedì 11 luglio 2017

commenti randomici a letture randomiche (37)

in questi mesi è assolutamente improponibile persino l'idea di andare in fumetteria, fa troppo caldo per arrivare fino in centro a palermo, per cui credo di essere in ritardo su un sacco di serie, o almeno su tutte quelle che non arrivano in edicola.
però in effetti qualcosina in edicola la riesco a trovare (e poi casomai c'è amazon), per cui penso sia arrivato il momento di fare il punto delle non-proprio-ultime uscite manga:

arrivare a te - che finalmente sta per concludersi, anche se ancora non si sa quanti numeri ci aspettino alla fine - continua con la lentezza esasperante che lo contraddistingue ormai da parecchio. in questo volume 27 non succede praticamente quasi nulla, i due protagonisti, kazehya e sawako, continuano a rimuginare su quello che sarà il loro futuro, pensando e ripensando mille volte a cosa comporterà stare lontani. ok, non è una scelta facile, ma da quanti volumi va avanti? da quanti mesi ci sorbiamo questa roba? nonostante ormai stiano insieme da parecchio continuano a comportarsi in un modo che ha poco della timidezza e molto dell'assurdo, il che risulta sempre più fastidioso e irreale.
le uniche due note positive - cose che in un altro qualsiasi manga si sarebbero risolte in due pagine e che qui invece si trascinano da secoli - sono: kazehaya "parla" (per karuho shiina "parlare" significa improvvisare un monologo degno di un melodramma per qualsiasi cosa, senza nessun confronto tra le due parti, una roba inverosimile quanto una telenovela spagnola) con suo padre, cercando per una volta di dar voce ai suoi desideri (e ovviamente scopriamo che quel padre scorbutico e freddo è in realtà un timidone affettuoso con gravi problemi relazionali); e il momento in cui ayane - che pure sembrava la più sveglia e spigliata in questo covo di decerebrati - si rende conto di quello che prova per una certa persona, cioè pin, dai, l'abbiamo capito da millenni!
sono stanca morta di questa serie che era iniziata in modo carino ma che da mesi e mesi arranca in modo spaventosamente lento, che ha perso ogni spunto e che, volume dopo volume, si ripete sempre uguale a se stessa, ma allo stesso tempo, dopo ventisette numeri e quasi cinque anni (!!!) di pubblicazione non ho nessuna voglia di interromperla.
però continuare a leggere è sempre più una fatica e una noia pazzesca.

una serie che invece non mi annoia mai, nonostante sia anche questa arrivata a un numero considerevole di uscite, è natsume degli spiriti. il diciottesimo volume è uscito a maggio e il prossimo ci aspetta a settembre per cui sono un po' fuori tempo a parlarne adesso, però due paroline vale sempre la pena di spenderle.
nonostante il tono e le atmosfere si mantengano quasi sempre invariate e nonostante non ci siano eventi epocali troppo di frequente, yuki midorikawa ha saputo creare una serie che può continuare ad affascinare all'infinito ed è riuscita a dar vita a personaggi che, seppur lentamente, crescono e cambiano (cosa che la signora shiina dovrebbe imparare a fare).
il primo e l'ultimo episodio dell'albo sono, come capita spesso, storie autoconclusive che non aggiungono molto alla trama ma che comunque rivelano sempre di più qualcosa delle personalità dei personaggi. nel primo, natsume si ritrova, come è già successo altre volte, ad aiutare un piccolo spirito in difficoltà, appianando una lite nata da una spiacevole incomprensione tra due yokai, entrambi intenzionati ad agire in buona fede, mentre l'ultimo vede protagonista una ragazza che inconsapevolmente si ritrova a fare amicizia con uno yokai.
oltre che sul rapporto di natsume con i suoi nuovi amici e la famiglia, buona parte degli episodi di questa serie si concentrano proprio sul rapporto tra gli yokai e gli umani, abitanti di due mondi lontanissimi, governati da regole inconciliabili tra i quali però spesso nascono comunque sentimenti di affetto sinceri.questa malinconia tipicamente giapponese legata alla bellezza delle cose effimere è una delle cose che più mi piace di natsume degli spiriti, oltre ovviamente nyanko-sensei ubriaco.
l'episodio centrale del volumetto invece da una spinta avanti molto importante alla trama principale, cioè quella legata al taccuino degli amici. non vi racconto molto, ma anche questa volta natsume si vede trascinato nel bel mezzo di una bega tra umani e yokai, gli viene chiesto di parteggiare per gli esorcisti che stanno tentando di trovare una camera di un vecchio esorcista, piena zeppa di incantesimi e altri veri e propri tesori per chi si ritrova a combattere gli yokai e ovviamente il nostro decide di risolvere la questione nel modo più pacifico possibile...
però questa volta il suo segreto non è più al sicuro, anzi è stato scoperto proprio da una di quelle persone che più di ogni altra natsume ha voluto tenere lontano dal taccuino di sua nonna...

continuando a parlare di yokai, ma decisamente meno carini e amichevoli di quelli che incontra natsume, passiamo a noragami, di cui, dall'ultima volta che ne ho parlato (qui), ho letto altri due volumi. ed effettivamente parlare del secondo numero senza aver letto il terzo sarebbe stato un po' inutile visto che si tratta di una sorta di lungo episodio che si conclude proprio nel terzo volume e che mi aveva lasciata un po' tipo meh alla fine del secondo.
nel primo numero yato, una divinità in cerca di fama e seguaci, sceglie un giovanissimo neo-defunto, yukine, come suo strumento divino.
ma yukine è un adolescente e come ogni adolescente fare il bastian contrario e vivere in una costante condizione di disagio è quasi un obbligo morale, figuriamoci per un ragazzino che ha perso letteralmente tutto: la sua vita, i ricordi, il futuro, gli amici, le speranze. letteralmente ogni cosa.
arrabbiato e frustrato per la sua attuale condizione, pieno di risentimento pure nei confronti di yato, che considera un dio debole e misero, yukine inizia a commettere furtarelli e scorrettezze varie, convinto di passare inosservato.
il legame che però lo lega a yato va oltre quello che lui immagina e le cattive azioni commesse da yukine iniziano a creare ripercussioni poco piacevoli sul suo padrone, che viene letteralmente corrotto per colpa del ragazzo.
nel frattempo entrano in scena nuovi personaggi - da uno shounen action non ci potevamo certo aspettare che tutto continuasse a ruotare attorno ai tre protagonisti - o meglio nuove divinità: bishamon, il dio della guerra (che è in realtà una gran gnocca con delle mega tette antigravità), che sembra avercela con yato con qualcosa successa in passato, tenjin, un dio delle lettere (un tipo un po' snob, bisogna dirlo) e la svampita bimbogami - dio della miseria - che per non farsi allontanare dagli altri usa come nome d'arte quello di una divinità della buona sorte (kofuku).
a loro si uniscono altre divinità con il loro seguito di strumenti divini e suppongo che saranno tutti molto importanti nei prossimi volumi, ma nel terzo tutta l'attenzione si sposta su yukine e yato e sulla corruzione che sta quasi per ucciderlo.
ovviamente la presenza di hiyori sarà fondamentale per la risoluzione della vicenda (non faccio spoiler, anche se era ovvio che lei c'entrasse in qualche modo) ma sembrerebbe che da adesso si cominci a entrare nel vivo della storia: si è accennato più volte al passato non proprio candido di yato, ai nemici che si è procurato e agli insospettabili alleati sui quali può contare.

quello che mi sta piacendo molto di questo manga è che, nonostante sia un action, si da molto peso all'aspetto che - se mi passate il termine - si potrebbe definire più filosofico: la condizione degli strumenti divini e il loro rapporto con le divinità, filtrati dallo sguardo umano di hiyori, è una tematica importante e in qualche modo anche un po' pesante.
il personaggio di nora, ad esempio, è veramente triste e malinconico, spero torni presto perché voglio conoscere meglio la sua storia.
insomma, non solo cazzotti e tipe con le tette esagerate, quindi sì, continuo a consigliarvelo.

due parole velocissime anche su due shoujo che mi stanno piacendo tanto, uno quasi giunto alla conclusione e uno appena cominciato: il numero nove di rere hello che è uscito il mese scorso e che ci ha permesso di conoscere qualcosa in più sul passato e sulla famiglia di minato, tutto grazie a una bottiglietta di profumo quasi dimenticata. lui e ririko continuano a essere una delle coppie più equilibrate e mentalmente sane della storia degli shoujo manga, e l'episodio del gatto smarrito ha dato al mio cuoricino il colpo di grazia, per cui non posso smettere di adorare questo manga anche se a conclusione di questo volume ci viene proposto il più scontato dei cliché: l'incontro combinato a sorpresa con una kohai bellissima e di buona famiglia (e ovviamente timida e senza amici) che ovviamente ha già una mezza cotta per il protagonista. ci aspetta un penultimo volume in cui sbrogliare la situazione e poi happy ending o rogo dell'intera serie.

e infine il secondo volume di tsubaki-cho lonely planet, che mantiene le promesse del primo numero: la storia di fumi va avanti tranquilla, così come prosegue il suo lavoro di domestica a casa dello scrittore kibikino. lei si va rendendo sempre più conto di avere una cotta ma ci risparmia tutte le idiozie pseudo sdolcinate da adolescente in piena crisi sentimentale che potremmo aspettarci da uno shoujo manga, lui ancora non svela niente di quello che sente e in qualche modo tutto questo ricorda molto una stella cadente in pieno giorno, cosa che comunque non mi dispiace anche se sa di già visto.
il giorno in cui fumi accetta di iniziare a lavorare in un locale un po' dubbio e decisamente non adatto alla sua giovane età per cercare di guadagnare qualche soldo extra e ripagare più velocemente i debiti di suo padre, si ritrova a farsi beccare sia da kibikino che da aioi, il ragazzo che aveva deciso di tormentarla per farle pagare uno sgarro di parecchi anni prima.
l'imbarazzo è tanto ma così scopriamo che kibikino è più premuroso di quanto (fumi) si aspettasse (noi lo avevamo capito subito) e che il passato di aioi non è stato esattamente quello dei bimbi della pubblicità della mulino bianco.
e se tutto questo - i debiti, il lavoro di domestica, una cotta per un uomo più grande che non sembra affatto interessato a lei e un ragazzo in cerca di vendetta - non fosse abbastanza, fumi scopre di avere anche una rivale in amore che sembra parecchio agguerrita.
l'avevo scritto anche l'altra volta, tsubaki-cho lonely planet non è il massimo dell'originalità ma i cliché - che sono tantissimi - sono gestiti tanto bene da renderlo comunque una lettura molto piacevole.

lunedì 19 giugno 2017

commenti randomici a letture randomiche (36)

insomma, il problema è che ormai è estate inoltrata, fa un caldo bastardo e stare al computer a scrivere è una tortura, vorrei solo stare a mare a leggere sotto l'ombrellone sorseggiando un buon té freddo (non è vero, vorrei un martini). quindi l'unico modo per portare avanti il blog è cercare di recuperare il più velocemente possibile i post arretrati, tutta la roba che ho letto negli ultimi tempi (o almeno una parte) e di cui non ho ancora scritto niente.
oggi verrà fuori un frullatone di roba, tutta bellissima, che vi costringerà a spendere un sacco di soldi quindi, se avete in mente di passare un bel weekend al mare, non leggete nulla. anzi no, leggete questo: domani scade il ghiveuei! qui il post da condividere per partecipare.
e ora fuggite, prima che sia troppo tardi!

iniziamo subito con uno shoujo manga che dovete comprare assolutamente (se vi piacciono gli shoujo manga, altrimenti no, ovvio), cioè tsubaki-cho lonely planet, l'ultimo lavoro di mika yamamori, già nota per una stella cadente in pieno giorno.
la storia prende le basi da una situazione che non è certo il massimo dell'originalità (praticamente l'input è lo stesso - solo per citare uno dei titoli più recenti - di quello di rere hello), ovvero: ragazza in difficoltà economica, senza casa e con una famiglia di irresponsabili alle spalle, decide di andare a servizio per mantenersi e ripagare i debiti dei suoi.
ma la yamamori riesce a rendere tutto molto meno banale di quanto ci si possa aspettare da un incipit del genere creando una protagonista un po' fuori dalle regole: fumi è una ragazza determinata e fiera, affascinata più dagli elettrodomestici e dalle padelle che dai vestiti, poco incline all'innamoramento facile e con un caratterino sicuramente più interessante delle tante protagoniste tutte occhi languidi e sospiri, in grado di evitarci la noia dei soliti batticuori e guanciotte rosse anche quando si scopre che lo scrittore presso cui farà da domestica, akatsuki kibikino, non è affatto il gentile e compassato signore di mezza età che aveva immaginato, ma un giovane burbero con lo sguardo truce, i capelli lunghi e uno scarsissimo senso dell'ordine.
ah, e ovviamente è un figo pazzesco, che però ci evita quelle insulsaggini al limite della denuncia per molestia cui sono soliti i tizi fighi - e più vecchi della protagonista - negli shoujo manga, e già solo per questo io il signor kibikino lo amo parecchio.
alla fine del volumetto, quando tra fumi e lo scrittore si sta cominciando a creare una sorta di equilibrio che lascia intravedere una qualche possibilità di convivenza-con-sviluppi-interessanti, arriva un altro personaggio-cliché: il ragazzo che lei ha conosciuto anni prima, ha ferito e di cui si è dimenticata, a cui ovviamente tocca il ruolo di quello che vuole vendicarsi ma che in fondo ha un debole per lei e lo abbiamo già capito, grazie.
in parole povere tsubaki-cho lonely planet è un manga che gioca con i cliché del genere riuscendo a dar vita a personaggi spontanei, in grado di recitare con naturalezza anche nelle situazioni più assurde. straconsigliatissimo!

poi c'è forse l'amore di sualzo e silvia vecchini, che è uscito per tunué qualche tempo fa e che, sopratutto se siete degli animi romantici, vi consiglio di comprare e ancor più di regalare.
forse l'amore infatti non è un vero e proprio fumetto ma una piccola poesia illustrata, o un libro di illustrazioni che canta una poesia, fate voi.
pagina dopo pagina, i versi di silvia vecchini sono raccontati in immagini dai disegni di sualzo e rincorrono il significato della parola - e del sentimento - più misterioso e più conosciuto di tutti: cos'è l'amore?
[forse l'amore] è vergognarsi un poco, non essere sicuri / e poi sentir arrivare tutta insieme una forza che non sapevi neppure di avere.
silvia prova a spiegare mentre sualzo disegna una mattina qualsiasi di due ragazzi, la sveglia, i vestiti, le strade affollate, i compiti a scuola, i rapporti con i compagni eccetera, perché l'amore forse non è che tutto quello che ci fa vivere, crescere, imparare, essere noi stessi.
una lettura velocissima ma dolce e tenera.

cambiando completamente genere, volevo consigliarvi di leggere elysium, un romanzo edito da zona 42 che ho letto in un periodo in cui avevo voglia di un bella distopia angosciante che mi lasciasse incollata alle pagine fino alla fine.
in realtà elysium ha a che fare con il mio concetto di distopia angosciante e iper appassionante solo a metà, ma è un romanzo che trova il suo punto di forza nella sua struttura e nell'idea di fondo che si colloca più nel filone urban fantasy che in quello fantascientifico/distopico.
sullo sfondo della narrazione, sfocata e descritta a sprazzi e senza troppi pipponi, la nostra terra sta vivendo il momento peggiore possibile e per una volta l'ambientazione post-apocalittica non dipende dalla scelleratezza umana e dal nostro poco saggio uso delle risorse di madre natura.
cosa succede al nostro pianeta lo scopriamo poco alla volta, capitolo dopo capitolo, sopratutto quando capiamo il gioco tra i due veri protagonisti del racconto e riusciamo a lasciare qualche neurone libero di stare attento a ogni dettaglio: antoin/antoinette e adrien/adrienne ritornano e si trasformano di capitolo in capitolo, la loro storia ritorna e si ripete di volta in volta, intervallata dai codici di un computer che sembra raccontarci di loro, dei loro dolori, delle loro paure, della tragedia che si ritrovano a vivere e rivivere ogni volta, e sopratutto del loro immenso amore, come in un folle spettacolo teatrale in cui gli attori rimangono sempre gli stessi ma a ogni cambio di scenografia viene loro dato un nuovo ruolo in cui continuare a essere loro stessi.
jennifer marie brissett esordisce con un romanzo pazzesco, una storia millenaria che sa riflettere tanto di concetti un po' astratti come il fato e l'immortalità dell'anima quanto di aspetti decisamente più pratici, tipo quello che vede un intero pianeta agonizzante e senza speranze, in cui il lettore viene risucchiato e lasciato vorticare in una spirale in cui la vita si ripete, ogni volta crudele e straziante, in cui riesce a riconoscere le stesse frasi e lo stesso ineluttabile destino, e in cui, man mano che si procede, le scenografie di cui sopra si fanno sempre più terrificanti.
a toglierci gli ultimi dubbi che rimangono a fine lettura ci pensa l'autrice stessa, pronta a colmare le nostre lacune circa gli ispiratori storici della vicenda.

mercoledì 24 maggio 2017

commenti randomici a letture randomiche (35)

solitamente in questa non-rubrica ciancio di letture brevi, faccio resoconto degli ultimi manga usciti eccetera. questa volta invece ho deciso di accorpare i commenti su tre serie che ho letto ultimamente, così da non avere più alcuna scusa e smetterla una buona volta di rimandare.

per prima cosa, con time stranger kyoko sono quasi riuscita a completare la collezione di tutte le opere della tanemura uscite in italia, mi mancano solo ion e ogni nostro venerdì (che ho già prenotato. ragazzi, mi raccomando, se lo trovate da qualche parte a un prezzo decente fatemi sapere!)
la tanemura si conferma perfetta per gli shoujo manga fantasy, un po' meno per le storie troppo brevi.
andiamo con ordine: la time stranger del titolo è kyoko, principessa della terra del trentesimo secolo. nonostante sia di sangue nobile, kyoko si finge una normale studentessa delle superiori per poter vivere una vita tranquilla e uguale a quella dei suoi amici, ma quando si vede costretta a salire al trono, per paura di perdere l'affetto dei suoi compagni di classe, accetta un patto proposto proprio dal re: se riuscirà a riportare in vita sua sorella gemella ui - che dorme un sonno profondo dal momento della loro nascita - allora sarà ui a sedere sul trono, e lei potrà continuare la sua vita.
come tutte le protagoniste della tanemura, kyoko è una ragazza forte e determinata, e non si farà ripetere due volte la stessa proposta, accettando di diventare una time stranger e di trovare tutti gli altri stranger (dodici in totale, lei compresa) per riuscire a salvare ui, con l'aiuto delle sue fedeli guardie del corpo e amici d'infanzia, hizuki e sakataki.
la trama non sembrerebbe troppo complessa così, ma per una serie di soli tre volumini la tanemura ha messo davvero tanta - troppa! - carne sul fuoco, rendendo tutto decisamente troppo veloce. diciamo che con il doppio delle pagine a disposizione time stranger kyoko sarebbe stato davvero un bellissimo fantasy, mentre così lo consiglierei solo ai fan della tanemura.
il problema è che alla vicenda di kyoko e ui, si affiancano le storie - anche piuttosto complesse - degli altri stranger, e che spesso la scoperta di uno stranger avviene tanto velocemente che si perde un po' il pathos, sopratutto negli ultimi capitoli, dove sembra si sia maggiormente premuto sull'acceleratore.
a me personalmente, nonostante questi difetti, è piaciuto, per cui vi consiglio di dargli una possibilità, magari cercandolo in scambio o tre l'usato. spero proprio che la tanemura disegni al più presto un altro fantasy, magari senza tutta questa fretta!

di tutt'altro genere è invece one week friends, di cui tempo fa avevo parlato dell'anime.
si tratta di una delle storie meno avventurose e più tenere di sempre, ma rischia di diventare noioso, quindi a meno che non abbiate voglia di leggere qualcosa di mooolto leggero e rilassante, passate oltre.
un bel giorno, yuki decide di chiedere alla sua compagna di classe kaori di diventare sua amica. la ragazza, a parte essere un po' imbarazzata per la richiesta un po' goffa, ringrazia gentilmente, si dice gentile per la proposta ma... purtroppo non può proprio accettare.
il motivo è che ogni lunedì i suoi ricordi legati agli amici si resettano completamente, e che quindi ogni lunedì yuki verrà dimenticato, insieme a tutto quello che lo riguarda.
nonostante lo spaesamento, yuki si dice pronto a tutto, continuerà a chiedere a kaori di diventare suo amico ogni lunedì, la aiuterà a superare il suo problema, di mostrarsi agli altri per quella che è senza doversi fingere fretta e antipatica per allontanarli e magari a recuperare la memoria.
la storia va avanti senza troppa fretta, ai due protagonisti si aggiungono presto altri personaggi, e le vicende sono molto semplici, nulla di più che tranquilli episodi di vita quotidiana tra scuola, compiti, esami e pranzi sul terrazzo, mentre kaori, con l'aiuto dei suoi nuovi amici e del suo diario, pian piano inizierà a ricordare qualcosa...
buona parte di one week friends è strutturato a strisce, micro scenette di quattro vignette, mentre le parti in cui la trama va veramente avanti, il layout delle tavole è più simile a quello dei manga a ci siamo abituati. la storia è semplice e gradevole, ma il vero punto di forza della storia è la sua estrema dolcezza: i personaggi sono adorabili, sia graficamente sia come modo di fare, sembra che tutto sia spolverato di zucchero a velo, ma - per quanto possa sembrarvi impossibile - non è affatto melenso.
io l'ho trovato adorabile, una lettura piacevole e per nulla impegnativa, ma diciamo che a non leggerlo non ci perdete moltissimo, quindi ve lo consiglierei solo se siete dei fan sfegatati delle cose kawaii.

per concludere, ho trovato (beh, più che altro ho recuperato!) uno shoujo (altro che orange!) che finisce davvero tra i top del genere: una stella cadente in pieno giorno è stata la sorpresona del millennio!
non tanto per il soggetto in sé, che è pure abbastanza banale - una ragazza di campagna di trasferisce a tokyo, farà nuove amicizie e scoprirà l'amore, ci saranno gelosie, dichiarazioni, rifiuti, rimpianti e blabla - quanto per il modo in cui i soliti cliché per una volta vengono messi da parte e l'autrice (mika yamamori, di cui sta per uscire un nuovo manga per star comics, tsubaki-chou lonely planet) scrive una storia divertente e leggera ma molto più realistica e matura di buona parte degli shoujo che ci ritroviamo tra le mani: i rapporti tra i personaggi si sviluppano in modo naturale e mai forzato, i ruoli canonici del genere sono molto meno rigidi, le scelte vengono prese con un po' più di maturità e sopratutto la protagonista, invece di massacrarsi di seghe mentali, parla con gli altri per evitare incomprensioni!!! ohhh! ma allora anche i giapponesi sono capaci di essere chiari e comprensibili!

suzume, la protagonista, è una ragazza come tante, ma è forte e decisa, non si perde in inutili rossori e pudori al limite del ridicolo, sa affrontare i propri sentimenti e quelli degli altri, sa essere un'amica leale e fedele e riesce nel più difficile delle missioni per le protagoniste degli shoujo manga: capire che amare qualcuno e starci insieme non è semplicemente un susseguirsi di palpitazioni, farfalle nello stomaco e ansie, ma molto più semplicemente stare insieme e stare bene. cosa diamine vi ci voleva, benedette donne che cercate di spiegare la vita alle adolescenti, cosa??? voglio solo manga così da adesso in poi!
non voglio assolutamente fare spoiler, ma se volete parlarne scrivetemi tranquillamente quando volete (c'è la pagina dei contatti proprio per questo!) ma lasciatemi dire che non potete assolutamente rinunciare a questo titolo!

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ok, questo post aspettava un momento "vuoto" per essere pubblicato... in realtà mentre leggete dovrei già essere a roma per l'arf festival! se siete da quelle parti fatevi sentire, scrivetemi una mail (la trovate tra i contatti) perché a volte non arrivano le notifiche dei messaggini sulla pagina!
spero di inondare instagram e facebook di foto, quindi se non siete al festival, seguitemi lì!


venerdì 26 luglio 2013

springtime bus 4, love button 9 e nuovi annunci flashbook

ho fatto scorta di maki usami e posso dirmi una donna felice. finalmente ho recuperato l'ultimo numero di springtime bus e il nono di love button, ero in astinenza!

il fatto che il quarto numero di springtime bus sia l'ultimo mi ha messo un po' di tristezza. in fondo per come è strutturato avrebbe potuto andare avanti per secoli e a me non sarebbe di certo dispiaciuto!
le ultime quattro storie mi sono piaciute praticamente tutte, è difficile dire quale sia la mia preferita di questo volumetto... *attenzione con gli spoiler!*
la prima storia mi ha fatto davvero ridere, una storia che inizia da una situazione a dir poco imbarazzante. aoi deve ogni giorno subire una folla esagerata sull'autobus che prende per tornare da scuola a causa di kudo e sopratutto delle sue fan che non perdono occasione per stare accanto a lui, anche a costo di riempire completamente un autobus. proprio per colpa della confusione e di una brusca frenata, aoi si ritrova ad aggrapparsi in modo decisamente imbarazzante a kudo. entrambi rimangono sconvolti e lei viene presa per una maniaca. quando va dal ragazzo a scusarsi e a dire che si tratta soltanto di un incidente, questo si svela per quello che è in realtà: un timidone che non ci sa proprio fare con le ragazze e che non sa come liberarsi di tutte le sue fan - che adesso si sono lasciate ispirare dall'incidente di aoi e cercano di toccarlo in continuazione.
per farsi perdonare, aoi gli promette che lo aiuterà e che lo proteggerà dalle ninfo-fan sull'autobus. anche se a furia di fare la guardia del corpo e a stare appiccicata a lui, i sentimenti di lei per lui cominciano a cambiare e a farsi sempre più forti...
nella seconda storia, deviazione notturna, eimi scopre per caso, salendo sull'autobus sbagliato e trovandosi in una zona decisamente inadatta a una liceale, che il suo compagno di classe e amico tamaki non è il ragazzo timido e riservato che vuole apparire, ma che in realtà lavora in un locale notturno e che non vuole diventare medico come ha deciso suo padre ma preferirebbe lavorare come interior design. nonostante lui la scacci fuori dalla sua vera vita e continui a recitare in classe, quando uno dei professori vuole andare a controllare se sono vere le voci sulle inadeguate frequentazioni di tamaki, lei si fionda ad avvertirlo, evitandogli di venire espulso dalla scuola. e il rifiuto dei sentimenti di lei in realtà nasconde soltanto preoccupazione e paura che le succeda qualcosa di brutto. ma si sa che i ragazzi più vogliono essere cattivi più parlano a vanvera senza accorgersi di chi li sta ascoltando...
a me è piaciuta davvero un sacco questa storia, dolcissima!
la terza storia è quella di rei, una ragazza un po' maschiaccio che scopre poco a poco quanto è bello essere una ragazza quando c'è un uomo a prendersi cura di lei e a coccolarla. peccato soltanto che quest'uomo è il tirocinante professore di educazione fisica della sua scuola, con il quale non può ovviamente avere una relazione... almeno fino a che dura il periodo di tirocinio!
l'ultima storia è quella più malinconica, sarà proprio perché si arriva al capolinea?
al primo giorno di scuola hina takucchi ed eita si ritrovano insieme in punizione per aver rotto incidentalmente un ramo di ciliegio. da qui nasce un'amicizia tra i tre, ma quando eita si dichiara a hina, takecchi inizia ad allontanarsi. eppure ogni giorno, quando hina e sull'autobus per tornare a casa, passa davanti casa di takecchi e lo vede salutarla insieme al suo cane (che ha una faccia a dir poco spettacolare!). quando eita se ne accorge inizia a essere geloso, hina e takecchi decidono di allontanarsi uno dall'altra, anche se la lontananza risulta insopportabile e hina si accorge di essere innamorata di takecchi. chiusa la storia con eita, i tre si allontanano quasi del tutto. il tempo passa e alla fine del terzo anno, quando ormai stanno per perdersi definitivamente di vista, eita convince takecchi a dichiararsi, sapendo che l'amico, per tutti e tre gli anni della scuola, è stato innamorato della sua ex-ragazza.
così la fine del liceo segna l'inizio di una storia rimasta in sospeso per troppo tempo.

alla fine del volumetto c'è una storia breve in cui il protagonista è proprio un autobus, quello che ha visto nascere tante storie e tante coppie, quello dove sono sbocciati nuovi amori e si sono alternate lacrime e sorrisi.
in definitiva, springtime bus è stata una bellissima raccolta di storie d'amore, tutte accomunate dagli incontri, voluti o meno, avvenuti grazie a un autobus.
grazie usami per tutta questa dolcezza e delicatezza! più che un fumetto, è una poesia sulle mille sfumature dei primi amori.

ma se una serie finisce, un'altra continua e diventa sempre più intrigante! *attenzione agli spoiler!* nel nono numero di love button la tensione tra hayami e koga si fa sempre più forte. ormai è palese a tutti, tranne che a nina, che hayami ne è innamorato, e anche se koga è certo dell'amore della sua ragazza per lui, non può che sentirsi triste per la situazione che si è venuta a creare con il suo amico.
in mezzo a questo frullato di sentimenti si butta tamaki, quella che doveva essere la promessa sposa di koga e che rifiutandosi di accontentare la madre in questo matrimonio combinato si è conquistata l'amicizia di nina. adesso si scopre che è scappata da casa perché non vuole seguire il percorso che la madre ha stabilito per lei, ma che vuole diventare un'attrice. senza un posto dove stare, viene invitata da koga a casa sua, insieme con nina e hayami.
nonostante nina sia già in paradiso all'idea di rimanere sola con koga, i momenti romantici saranno pochi, lui è davvero un gentiluomo, a volte addirittura troppo! e comincia a profilarsi un certo interesse di tamaki verso hayami, anche se la ragazza sa bene che lui è cotto di nina. cosa vuol dire allora il fatto che lo scontroso biondino le abbia chiesto di uscire insieme?

per consolarci della fine di springtime bus, flashbook ha tirato fuori una carrellata di annunci shoujo da leccarsi i baffi. so che sicuramente li avete letti già, ma voglio comunque fare il riepilogo qui.
in primo luogo iniziano i festeggiamenti per koi*oto, serie in cinque volumetti di maki usami che uscirà in italia a partire da novembre ogni due mesi, con il titolo love*sign.
torna anche ayuko, con la miniserie la mia amica strega e ajii yamakawa - disegnatrice de il segreto dell'amicizia - con il volume unico animanial, entrambi in fumetteria da ottobre.
sempre della yamakawa a novembre è il turno di renren - in italia lovelove - altro volume autoconclusivo, e poi inizia una serie ancora in corso di mika yamamori, una stella in pieno giorno, che non conosco affatto, ma che proverò sicuramente, ormai con questi annunci flashbook mi ha completamente conquistata!