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domenica 9 aprile 2023

milk and honey

ti spiego una cosa sugli egoisti. anche quando sanno che ti feriranno entrano nella tua vita per assaggiarti perché sei il tipo d'essere che non vogliono perdersi.
lo splendore che sei è troppo per passare inosservato.
così dopo che hanno guardato per bene tutto ciò che hai da offrire. quando ti hanno portato via la pelle i capelli i segreti. quando si rendono conto della concretezza. della burrasca che sei. allora capiscono.

è allora che subentra la viltà. è allora che alla persona che credevi fosse si sostituisce la realtà di ciò che essa è. [...]
ti troverai lì nuda con metà di quella persona ancora celata in te e singhiozzerai. chiedendole perché l'ha fatto. perché ti ha costretta ad amare pur non avendo intenzione di riamarti.


ho snobbato per anni questo libro, poi qualche giorno fa l'ho visto a metà prezzo e mi sono detta che era il momento giusto. è un periodo in cui le consolazioni vanno acchiappate da ogni dove, anche se sembrano frasi fatte, robe melense.
ogni tanto ci vuole, come ci vuole di prendere un barattolo di nutella e mettersi a mangiarla a cucchiaiate. questo libro è un po' come la nutella: un po' troppo troppo però utile quando si ha bisogno di un surplus di zuccheri emozionali. sono poesie semplici, a volte banali ma molte pagine mi sembrava mi parlassero, mi dicessero è successo già, è successo a tuttə, succederà ancora e il mondo continuerà a girare, il sole a sorgere e no, la vita non è finita così. le cose belle arriveranno, ancora una volta, anche meglio di prima.

e quindi ben vengano i libri che non sono alta letteratura, quelli che ti fanno sentire meno solə e che ti fanno ritrovare tra le pagine proprio le parole di cui hai bisogno, per guarire traumi e ferite, per ricominciare a costruire invece che fermarsi a piangere sulle macerie.

post pubblicato in origine su instagram.

lunedì 19 giugno 2017

commenti randomici a letture randomiche (36)

insomma, il problema è che ormai è estate inoltrata, fa un caldo bastardo e stare al computer a scrivere è una tortura, vorrei solo stare a mare a leggere sotto l'ombrellone sorseggiando un buon té freddo (non è vero, vorrei un martini). quindi l'unico modo per portare avanti il blog è cercare di recuperare il più velocemente possibile i post arretrati, tutta la roba che ho letto negli ultimi tempi (o almeno una parte) e di cui non ho ancora scritto niente.
oggi verrà fuori un frullatone di roba, tutta bellissima, che vi costringerà a spendere un sacco di soldi quindi, se avete in mente di passare un bel weekend al mare, non leggete nulla. anzi no, leggete questo: domani scade il ghiveuei! qui il post da condividere per partecipare.
e ora fuggite, prima che sia troppo tardi!

iniziamo subito con uno shoujo manga che dovete comprare assolutamente (se vi piacciono gli shoujo manga, altrimenti no, ovvio), cioè tsubaki-cho lonely planet, l'ultimo lavoro di mika yamamori, già nota per una stella cadente in pieno giorno.
la storia prende le basi da una situazione che non è certo il massimo dell'originalità (praticamente l'input è lo stesso - solo per citare uno dei titoli più recenti - di quello di rere hello), ovvero: ragazza in difficoltà economica, senza casa e con una famiglia di irresponsabili alle spalle, decide di andare a servizio per mantenersi e ripagare i debiti dei suoi.
ma la yamamori riesce a rendere tutto molto meno banale di quanto ci si possa aspettare da un incipit del genere creando una protagonista un po' fuori dalle regole: fumi è una ragazza determinata e fiera, affascinata più dagli elettrodomestici e dalle padelle che dai vestiti, poco incline all'innamoramento facile e con un caratterino sicuramente più interessante delle tante protagoniste tutte occhi languidi e sospiri, in grado di evitarci la noia dei soliti batticuori e guanciotte rosse anche quando si scopre che lo scrittore presso cui farà da domestica, akatsuki kibikino, non è affatto il gentile e compassato signore di mezza età che aveva immaginato, ma un giovane burbero con lo sguardo truce, i capelli lunghi e uno scarsissimo senso dell'ordine.
ah, e ovviamente è un figo pazzesco, che però ci evita quelle insulsaggini al limite della denuncia per molestia cui sono soliti i tizi fighi - e più vecchi della protagonista - negli shoujo manga, e già solo per questo io il signor kibikino lo amo parecchio.
alla fine del volumetto, quando tra fumi e lo scrittore si sta cominciando a creare una sorta di equilibrio che lascia intravedere una qualche possibilità di convivenza-con-sviluppi-interessanti, arriva un altro personaggio-cliché: il ragazzo che lei ha conosciuto anni prima, ha ferito e di cui si è dimenticata, a cui ovviamente tocca il ruolo di quello che vuole vendicarsi ma che in fondo ha un debole per lei e lo abbiamo già capito, grazie.
in parole povere tsubaki-cho lonely planet è un manga che gioca con i cliché del genere riuscendo a dar vita a personaggi spontanei, in grado di recitare con naturalezza anche nelle situazioni più assurde. straconsigliatissimo!

poi c'è forse l'amore di sualzo e silvia vecchini, che è uscito per tunué qualche tempo fa e che, sopratutto se siete degli animi romantici, vi consiglio di comprare e ancor più di regalare.
forse l'amore infatti non è un vero e proprio fumetto ma una piccola poesia illustrata, o un libro di illustrazioni che canta una poesia, fate voi.
pagina dopo pagina, i versi di silvia vecchini sono raccontati in immagini dai disegni di sualzo e rincorrono il significato della parola - e del sentimento - più misterioso e più conosciuto di tutti: cos'è l'amore?
[forse l'amore] è vergognarsi un poco, non essere sicuri / e poi sentir arrivare tutta insieme una forza che non sapevi neppure di avere.
silvia prova a spiegare mentre sualzo disegna una mattina qualsiasi di due ragazzi, la sveglia, i vestiti, le strade affollate, i compiti a scuola, i rapporti con i compagni eccetera, perché l'amore forse non è che tutto quello che ci fa vivere, crescere, imparare, essere noi stessi.
una lettura velocissima ma dolce e tenera.

cambiando completamente genere, volevo consigliarvi di leggere elysium, un romanzo edito da zona 42 che ho letto in un periodo in cui avevo voglia di un bella distopia angosciante che mi lasciasse incollata alle pagine fino alla fine.
in realtà elysium ha a che fare con il mio concetto di distopia angosciante e iper appassionante solo a metà, ma è un romanzo che trova il suo punto di forza nella sua struttura e nell'idea di fondo che si colloca più nel filone urban fantasy che in quello fantascientifico/distopico.
sullo sfondo della narrazione, sfocata e descritta a sprazzi e senza troppi pipponi, la nostra terra sta vivendo il momento peggiore possibile e per una volta l'ambientazione post-apocalittica non dipende dalla scelleratezza umana e dal nostro poco saggio uso delle risorse di madre natura.
cosa succede al nostro pianeta lo scopriamo poco alla volta, capitolo dopo capitolo, sopratutto quando capiamo il gioco tra i due veri protagonisti del racconto e riusciamo a lasciare qualche neurone libero di stare attento a ogni dettaglio: antoin/antoinette e adrien/adrienne ritornano e si trasformano di capitolo in capitolo, la loro storia ritorna e si ripete di volta in volta, intervallata dai codici di un computer che sembra raccontarci di loro, dei loro dolori, delle loro paure, della tragedia che si ritrovano a vivere e rivivere ogni volta, e sopratutto del loro immenso amore, come in un folle spettacolo teatrale in cui gli attori rimangono sempre gli stessi ma a ogni cambio di scenografia viene loro dato un nuovo ruolo in cui continuare a essere loro stessi.
jennifer marie brissett esordisce con un romanzo pazzesco, una storia millenaria che sa riflettere tanto di concetti un po' astratti come il fato e l'immortalità dell'anima quanto di aspetti decisamente più pratici, tipo quello che vede un intero pianeta agonizzante e senza speranze, in cui il lettore viene risucchiato e lasciato vorticare in una spirale in cui la vita si ripete, ogni volta crudele e straziante, in cui riesce a riconoscere le stesse frasi e lo stesso ineluttabile destino, e in cui, man mano che si procede, le scenografie di cui sopra si fanno sempre più terrificanti.
a toglierci gli ultimi dubbi che rimangono a fine lettura ci pensa l'autrice stessa, pronta a colmare le nostre lacune circa gli ispiratori storici della vicenda.

mercoledì 9 settembre 2015

commenti randomici a letture randomiche (6)

finalmente sono riuscita a sfoltire un po' la pila (in realtà non è una pila, li tengo sparsi per casa) dei libri da leggere. ormai ho abbandonato qualsivoglia tentativo di progetto libri da leggere, mi sono rotta, tanto non ci riesco mai. vado a random, seguendo l'ispirazione del momento.
a questo giro, non ho beccato certo il libro della mia vita, ma sono tre titoli meritevoli comunque e che mi hanno strappato anche qualche risata, per cui se vi va, dateci un'occhiata.

il primo l'ho recuperato su bookmooch, sito che mi fa impazzire spessissimo perché non trovo praticamente quasi nulla da mesi. (sono una persona orribile che confida che mezza italia riceva il libro sbagliato a natale e lo sbologni lì). è uno dei soliti romanzi brevi di amélie nothomb, sabotaggio d'amore. con uno dei soliti romanzi di a. nothomb intendo che è folle. ambientato in cina, a pechino - la città dei ventilatori - negli anni settanta, vede protagonisti un gruppo di bambini di mezzo mondo, tutti lì per non meglio precisate questioni lavorativo-politiche dei genitori. tra loro, l'innominata eroina della vicenda, che si può supporre sia la stessa autrice, visto che è anche la narratrice della storia, è una delle più agguerrite combattenti del proseguo della seconda guerra mondiale.
esatto.
mentre tutto il mondo pensa che la guerra sia un ricordo per fortuna lontano, in cina, a pechino, i bambini avevano deciso che la conclusione della guerra era stata affrettata e non troppo importante, per cui hanno preferito continuare da soli.
tra torture a base di immersioni nella pipì, spruzzi di vomito e altre innominabili schifezze, la nostra protagonista, una delle combattenti più piccole - solo sette anni! - scopre per la prima volta l'amore. un amore devastante e folle per elena.
elena è bellissima, superiore a tutto, incantevole. e ovviamente non si fila la nostra neanche per sbaglio.
c'è in questo breve romanzo, tutta l'arguzia, l'ironia, lo stile tagliente e poetico tipici della nothomb. ed è per questo, per il suo modo incredibile di giocare con le parole e di creare situazioni surreali, che io amo follemente questa donna.

ogni giorno di felicità è una poesia che muore va preso già soltanto per il titolo. ammetto che io ho scelto proprio su questa base.
è una raccolta di poesie che gioca con le parole e i suoni più che con i sentimenti, e poi a un certo punto arriva a tradimento la frase a sorpresa che ti fa sussultare e ti fa pensare che quella frase, quelle parole, stavano lì proprio in attesa di essere lette da te.
o almeno per me è stato così.
sinceramente a un libro di poesie, da perfetta incompetente in materia quale sono, non chiedo altro, anzi ad essere sincera, cerco i libri di poesia per trovare parole che possano farmi da specchio e riuscire a dire quello che ancora nella mia testa non ha forma. o quello che semplicemente, avresti voluto leggere e non lo sapevi ancora. le poesie sono un mistero.
ci dev' essere un posto
in cui si ritrova chi è lontano.
ci vediamo lì stasera
dopo cena,
ho molte cose da dirti
e poca voce.

vieni sola
e senza addio.
e - sempre per gorilla sapiens edizioni - ho finito moby dick e altri racconti brevi. bisogna ammettere che questa casa editrice riesce a conquistarmi spesso con i titoli... dunque, questa dovrebbe essere una raccolta di racconti, ma credo siano più considerazioni, aneddoti, chiacchiere (nel senso di chiacchiere interessanti, non di fuffa) su situazioni topiche della letteratura, scritto in modo divertente, brillante e ironico, senza ammorbanti lungaggini.
ed insegna un sacco di cose.

tipo: kafka non sarebbe d'accordo su come viene usato il termine kafkiano. moby dick non da consigli troppo utili in caso di attacco di una balena gigantesca e incazzata, è pericoloso parlare di sinestesie alle feste e sopratutto ho scoperto di provare grande invidia per i personaggi dei romanzi che non devono necessariamente lavorare (anche se devono fare grande attenzione per non farsi uccidere dall'autore alla fine della storia) e mi sono ricreduta parecchio circa l'inutilità della mia vita: sarebbe meglio se a raccontarla fosse qualcuno di bravo a raccontare le cose.
menzione d'onore all'amico aldo.

consigliato a chi ama i libri e sopratutto i libri che parlano di libri.

lunedì 17 febbraio 2014

potrei farci pipì - e altre poesie scritte da gatti ~ 17 febbraio - giornata internazionale del gatto

l'anno scorso ho scritto il primo post approfittando della giornata internazionale del gatto, presentando i miei mici preferiti di fumetti e cartoni animati vari. lo trovate qui, per chi se lo fosse perso o volesse rileggerlo.

quest'anno voglio spendere due paroline su un libretto delizioso che faceva parte della lista desideri prenatalizia (post qui. ho già due titoli di quella lista e spero di riuscire a cancellare presto anche gli altri).
potrei farci pipì - e altre poesie scritte da gatti, è una bellissima raccolta di poesie scritte... da gatti.


un modo divertente - e veritiero! chi ha un gatto in casa capisce subito che non si tratta di falsi! - per provare a capire l'animo e i sentimenti del miglior amico padrone dell'uomo.
potrei farci pipì è un libretto piccolino ma denso, che mette a nudo la parte più profonda dei gatti, svelandoci la loro vena artistica e il loro spirito poetico.
dall'amore folle e appassionato alla disperazione, dal gioco selvaggio alla necessità di dormire gran parte della giornata, la natura felina ci viene finalmente svelata, e ovviamente, da creature tanto nobili, non potevamo di certo aspettarci una volgare prosa.

una fra tutte, la poesia forse più struggente, quella che ci svela la natura affettuosa e generosa dei gatti, la voglio riportare qui:

perché stai strillando?
cosa ho fatto di male?
perché stai piangendo?
ti posso consolare?
lo vorresti di taglia diversa?
lo vorresti di un altro colore?
lo vorresti in un'altra stanza?
volevo solo darti il mio amore
volevo solo rimediare a un torto
volevo solo lasciare un topo morto
  proprio sopra le tue lettere
ma ora tu stai strillando
e non so come farti smettere

buon 17 febbraio a tutti i gatti (e gattofili) del mondo! oggi festeggiati, tutti gli altri giorni venerati!