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mercoledì 11 dicembre 2013

davvero 5 e 6

niente panico. il sesto numero di davvero non sarà l'ultimo. e meno male, visto che questi due numeri non solo non concludono un bel niente, anzi aprono un intero nuovo arco narrativo. cosa che, sinceramente, mi ha un po' fatto girare le scatole. sarà che odio questo periodo? sarà che sono io che divento isterica per niente? sarà. ma dopo il blocco di starcomics, il passaggio ad arcadia, tutto il tempo perso nel mezzo... allungare il brodo mi sembrava l'ultima delle idee abbordabili.
magari ne verrà fuori pure qualcosa di buono, ma non ancora.

andiamoci con ordine. e *attenzione agli spoiler!* dopo essere stata scaricata da rosco, martina se ne va a bologna con selena, a casa di marica, e quando riccardo scrive un sms a selena, martina risponde a posto suo perché vuole rivederlo... vi ricordate? questo succedeva nel quarto numero. adesso riccardo è arrivato dritto dritto a casa di martina e le confessa che lei gli è sempre piaciuta, che anche se sembra un cattivo ragazzo in fondo lei non sa com'è davvero e sta quasi per baciarla quando arriva selena come una furia a impedire ai due di continuare a parlare, porta via riccardo e gli chiede di lasciare stare martina, come se la stesse proteggendo.
dopodiché fa la lavata di capo a martina, in una scena da completa folle, un mix tra la mammina preoccupata e l'amico segretamente innamorato, le racconta del passato di riccardo, di quando lui era un bravo ragazzo mollato dalla fidanzata e diventato stronzo per vendetta contro il genere femminile.
oh beh, grandioso. da quando il livello di questa serie è sceso così tanto? dopo la litigata, martina se ne va di casa e viene ospitata da marilù, l'immancabile amico gay.
come se la situazione non fosse già scaduta oltre l'immaginabile, arriva sara, la stronza del vecchio appartamento a milano, e facendo l'amicona - e il peggio è che martina ci cade con tutte le scarpe! - organizza una serata a bologna in cui far suonare il gruppo di rosco, dicendo a martina che lui lo fa per lei, perché vuole rivederla. manco a dirlo, in realtà alla cara sara non frega niente né di rosco né di martina, ha fatto tutto per tenersi stretta riccardo, con il quale da mesi mette le corna a quell'idiota di fidanzato che si ritrova. ma in fondo il piano funziona, perché martina va al concerto sperando di rivedere rosco e non per spaccargli la faccia come dovrebbe, ma per cercare di riconquistarlo. dopo che è stata scaricata nel peggiore dei modi possibili. dimenticandosi in un nanosecondo di riccardo e di quello che le ha detto. devastando qualsiasi briciolo di dignità possa esserle rimasto. peggio ancora, arriva a chiedergli di stare con lei almeno per 24 ore prima di scappare di nuovo. manco l'ultimo degli zerbini. dopo una giornata di coccole, sesso, chiacchiere e martina-sei-una-capra-ma-ti-insegnerò-qualcosa-perché-mi-fai-pena, rosco se ne va via di nuovo e lei è felice come una pasqua. ritorna da selena a fare pace con lei e a farsi prendere a parolacce. insomma, davvero, martina sta crescendo...
ma il peggio deve arrivare. una sera selena si sente osservata al lavoro (da donna vissuta ed emancipata qual'è fa la ballerina di lap-dance) e va via spaventata dal locale, senza ovviamente farsi accompagnare da qualcuno, proprio come si suggerisce di fare in questi casi, e quasi contemporaneamente, martina si fa accompagnare a casa da un signore gentile, che chiacchiera con lei e la saluta amabilmente quando, arrivata davanti al portone d'ingresso, si ricorda che deve andare a comprare qualcosa da mangiare. altro esempio di maturità anche lei. così, quando rientra a casa, selena viene aggredita dall'uomo, che altri non è che non il padre, un uomo che la rimprovera di fare la puttana (vabbé, ballerina di lap-dance, ma che ci volete fare, agli occhi di un padre di una certa età e di mentalità ristretta una figlia che si struscia poco elegantemente su un palo vestita di reggiseno e perizoma può anche far fraintendere) e le chiede di tornare da sua madre, dopo una fuga di cinque anni, causata da "senso di oppressione" che i genitori davano a selena. certo. in effetti vivere libera, in stamberghe da quattro soldi e mantenendosi lasciando il culo e le tette al vento è proprio il tipo di vita che qualsiasi donna carica di autostima desidera.
martina arriva però giusto in tempo per minacciare l'uomo e farlo andare via, farsi prendere dai rimorsi di coscienza e telefonare al suo di padre, che almeno non la stalkera e non la prende a sberle fino a lasciarla mezza morta a terra, per ringraziarlo di tutto quello che blabla.
saputo quello che è successo - e considerando che selena non vuole denunciare il padre per non rompere le scatole alla madre eccetera, altro esempio di grande maturità e comportamento da emulare - marica le da un numero di telefono da chiamare, le dice di spiegare tutto alla persona che risponderà e va via piangendo.
ah, queste donne! cos'è? la sagra del vittimismo? la giornata mondiale del voglio essere una persona forte e autonoma anche se ho le tette ma alla fine, in quanto portatrice di utero, la mia vita dipende sempre dai portatori di testicoli?

il tizio che risponde al numero di telefono si chiama adriano, risulta essere l'ex di selena, pieno di soldi e dotato di un discreto senso dell'umorismo ma decisamente stronzo. decide di portare selena a firenze, dove dovrà nascondersi dal mondo intero, e martina, da grandissima idiota, sbattendosene della sua vita, del lavoro, degli amici, di rosco, di tutto, li segue. niente cellulare, mail, facebook, niente. nessuno deve sapere dove si trovano. praticamente è un rapimento. selena diventa ancora più stronza, con una specie di depressione addosso e martina si ritrova a fare il cagnolino scodinzolante del padrone che lo bastona senza pietà. rosco nel frattempo crede che lei si sia soltanto vendicata di lui, visto che non riesce più a sentirla, mentre riccardo parte a cercarla, dopo che martina l'ha contattato dopo essersi assicurata che rosco avesse chiuso ogni possibilità di comunicazione con lei. quando si dice l'amore non conosce ostacoli!
sara sbrocca per la partenza di riccardo e manda a quel paese alberto, senza pensarci due volte, buttando nel cesso sei anni di fidanzamento (nei quali credo si sia ripassata mezzo nord-italia, ma sono solo illazioni). selena confida a martina che adriano è una specie di carceriere e che vuole scappare prima possibile. nel frattempo, a un concerto, martina e selena conoscono dei ragazzi, che a me personalmente sembrano i più simpatici e tranquilli in mezzo a questo covo di psicotici, tra cui ferro (beh, è il cognome, non pensate male), che si propone di fare da guida turistica a martina in giro per firenze. così, quando lei tutta contenta racconta a selena di avere una specie di nuovo amico e di essersi divertita un pomeriggio in giro, dopo giorni chiusa a casa con lei che fa la pazza isterica depressa, selena la umilia di nuovo, dicendole che si è trovata la nuova cottarella e facendola sentire in colpa. dopodiché, al primo momento disponibile, la butta fuori di casa. martina si ritrova le valigie sul pianerottolo (ed è pure fortunata che nessuno gliele abbia rubate) mentre selena sta a casa a piangersi ancora addosso. adesso senza motivo alcuno. l'unico con un po' di buon senso è ferro, che promette a martina di aiutarla a trovare un posto dove stare.

perché la storia ha preso questa piega? perché allungare così tanto la trama di una serie che palesemente non ha avuto alcun successo, una serie che non vende, perché trascinare la storia così, aggiungendo personaggi e situazioni assurde? io non ne ho idea. potrebbe anche diventare interessante, sempre che non venga interrotta di nuovo. in ogni caso, non è finita qui. potrebbe continuare all'infinito, potrebbe chiudersi in due numeri. certo è che la cara martina ferrari non ha un briciolo di maturità e autostima, zerbino era e zerbino è rimasta. anzi in questi due volumi sembra essere tornata indietro, come se avesse cancellato quello che era riuscita ad ottenere. spero in una ripresa per i prossimi numeri. non tanto nella storia, che si fa seguire come sempre, ma nella crescita della protagonista, che si sta davvero infilando in un sacco di casini senza combinare nulla di buono. mi aspettavo qualcosa di diverso da questi numeri, non so cosa, ma non questa roba. sono un po' delusa...

lunedì 6 maggio 2013

davvero 4

beh sì, mentre voi leggete questo post io (spero!) sono già giunta a destinazione.
ok, è da un po' che latito, ma ho le mie giustificazioni: mi sono data all'handmade e non ho comprato nuovi fumetti se non oggi. (va bene, ho unico, ma non l'ho ancora letto. mi ci vuole un bel po' di coraggio con un mattone del genere in inglese)

ho preso il numero 4 di davvero. questa serie ha solo un problema, anche abbastanza banale: a chi potrebbe piacere la storia non piaceranno mai i disegni, e chi potrebbe apprezzare questo stile di disegni non si appassionerà mai alla storia. open your mind. e *attenti agli spoiler!*

martina sbrocca completamente dopo gli ennesimi insulti e atteggiamenti cafoni da parte dei suoi insostenibili coinquilini. parte la scenata dell'amatemi così come sono o almeno smettete di lanciarmi merda addosso e mentre tutti cercano un'alternativa al suicidio rosco si lancia al salvataggio della lacrimosa fanciulla da bravo cavalier servente, la porta via in braccio, bacio sull'altalena romanticissimo, giornata perfetta insieme tutta romanticismo e oh ma sai che mi sei sempre piaciuta? no a dire il vero non pareva proprio... ma ti assicuro di sì carina!, bacino casto e puro della buona notte, un'intuibile sega e poi puff! la sparizione!
il giorno dopo la felicità di essere finalmente accettata e amata va a farsi benedire perché rosco è partito per l'irlanda. evvia, che sarà mai, sono stati insieme solo un giorno!
ma martina ha il cuore burroso e le lacrime non passano fino a che non scopre che l'irlanda di rosco in realtà sta a dieci minuti di metro e che plausibilmente i suoi testicoli sono solo scenografici.
martina non fidarti così presto degli altri, non credere subito, sopratutto di uno che ieri manco ti guarda e oggi ti tratta come la donna della sua vita e domani non si sa. e a spiegarglielo è un improvviso trasferimento a bologna, una vecchia amica di selena, madre un po' fuori dal comune di una ragazzina fissata con le bambole, un giro di drag queen e trans e la scoperta di poter fare qualcosa da sola ed essere anche apprezzata. e selena che nasconde qualcosa, che magari è rosco! oh ma sei scema martina? dovresti castrarlo dopo quello che ha fatto lo stronzo! e invece non è rosco e non vi dico chi è.

adesso smettetela di fare gli snob da due soldi e andate a comprare davvero che merita un sacco e se è diventato bimestrale è colpa vostra.

e ci risentiamo quando torno! adieu!

martedì 12 febbraio 2013

davvero 3, il mondo di ran 2, tokyo alice 2 e notizie farlocche (più bonus foto e fuffa)

non è solo che sono metereopatica. odio i giorni di pioggia. sopratutto quando avrei voglia di uscire e andare a farmi un giro. e sopratutto passare dalla fumetteria, dove ho chili di roba arretrata che (spero) mi aspettano.
e invece niente, diluvio universale, freddo, neanche uno spruzzetto di sole.
e se ci aggiungiamo i dolori boia alle spalle dovuti alla piscina (non ve l'ho detto? sto cercando di imparare a nuotare, o almeno di evitare di andare a fondo come un pezzo di piombo. e anche di irrobustirmi un po', che non fa mai male).
completiamo la sensazione di scazzo profondo, noia e disinteresse per le prossime quattordici ore circa (quando si presuppone che me ne andrò a dormire) con la totale depressione che si riesce a ricavare cercando ogni giorno annunci di lavoro e non trovando nulla. ma proprio nulla.
perché vi sto raccontando questo? boh. devo pur sfogarmi in qualche modo (le braccia mi fanno malissimo! ;_; quasi quasi non scrivo più)

in realtà volevo parlarvi di tre cose. tre fumetti, più o meno recenti. e tutti e tre bellissimi e molto molto molto appassionanti. voi li leggete? se la risposta è no fate male. e clacca non approva.

il primo è davvero 3. come sapete da questo numero diventa bimestrale ed è una tristezza infinita per me. perché so che questa scelta è dovuta alle pochissime vendite. e so che questo è dovuto ai soliti pregiudizi: i lettori di manga l'avrebbero letto se l'autore fosse stato giapponese, i lettori di bonellidi l'avrebbero letto se avesse parlato dell'ennesimo ispettore, ladro, cowboy eccetera.
nessuno lo sta considerando per quello che è, e la cosa mi dispiace moltissimo. davvero è un bel fumetto, tutto italiano, fatto bene, con una bella storia, bei personaggi, prezzo abbordabilissimo, copertine accattivanti. eppure. le novità non sono mai troppo bene accolte.

*attenti agli spoiler* già dalla copertina si può immaginare cosa aspettarci. la stessa scena della prima, però con martina disperata e piangente, tutta in blu, senza altri colori, fredda. il blu è il colore della tristezza.
e martina è triste adesso: in una città che non conosce, senza essere ancora riuscita a trovare un lavoro, con i soldi che stanno per finire, natale che si avvicina e che per la prima volta trascorrerà lontana da casa, con una sola amica in una casa di gente che non fa che disprezzarla e trattarla da bambinetta viziata.
sicuramente lo è una bambinetta viziata, ma cosa altro sarebbe potuta diventare? è sempre vissuta avendo tutto già pronto, con altra gente che decideva per lei, come se il suo destino fosse stato scritto in partenza. lei è riuscita a ribellarsi e a fuggire dal bel nido caldo comodo e accogliente nel quale è sempre vissuta. almeno questo riconosciamoglielo.
ha avuto forza da vendere, anche se l'ha fatto con un bel mucchio di soldi presi da suo padre, in ogni caso non sono scelte facili.
e adesso, a diciannove anni, senza nessuno che l'aiuti, martina sprofonda nel blu.
i tentativi di socializzare dentro la casa in cui vive non vanno poi molto bene, a parte selena e rosco, nessuno la tratta meglio di una caccola.
e quel riccardo per il quale si è presa una cotta, si rivela essere ogni giorno che passa sempre più stronzo. ma davvero le piace una persona del genere?
riccardo è un personaggio che mi da il voltastomaco, belloccio e cattivo oltre ogni limite, il tipico ipocrita che si rivela per quello che è dopo che si è portato la sfigata di turno a letto. maleducato, cafone, stupido. può vantarsi di un aspetto notevole, ma per il resto è cacca che cammina.
martina lo incontra mentre sta scaricando una delle tante poveracce di cui sopra e non riesce a resistere: interviene quando i due arrivano alle mani, lo ferma e gli da - giustamente - dello stronzo.
il risultato non è dei migliori, sopratutto perché tutti gli dicono di non immischiarsi.
ragazzi, io non so come funziona a milano, ma qui uno che mette le mani addosso a una ragazza viene pestato dal primo che passa. e anche dal secondo. e non mi pare poi tanto sbagliato. andiamo avanti.
la reazione di riccardo verso martina è della peggiore specie. se già la prendeva per idiota prima, adesso la sua aggressività esplode completamente. quegli stupidi capelli davanti agli occhi non ti fanno vedere bene cosa succede? bene. zac. un bel colpo di forbici a un centimetro dagli occhi, una ciocca di capelli in meno, tagliata via con rabbia e cattiveria. la violenza è anche questo. niente di spettacolare, di esagerato. nulla di cui parlare con i vicini. un taglio fatto con prepotenza ai capelli.
lo shock per martina è parecchio forte. e la capisco bene. io sarei stata peggio. e poi l'avrei come minimo ucciso.
se prima era bruttina, con il nuovo taglio di capelli con minifrangetta martina è pressoché inguardabile.
e se ne aggiunge un'altra alla lunga lista di cose che non vanno.
e adesso selena dice che vuole andare via, a bologna. e tu martina, impara a non appoggiarti a lei, a camminare con le tue gambe. rimani sola in una casa dove tutti ti danno della bambinetta viziata, dove nessuno apprezza quello che fai, dove chiunque ti scarica addosso le sue frustrazioni.
vuoi davvero rimanere lì?

mi spiace enormemente dover aspettare due mesi prima di continuare a leggere questa storia. grazie starcomics, sempre la solita tristezza infinita.

passando ad argomenti più allegri, avete letto il secondo volumetto de il mondo di ran? aki irie è favolosa, con questo manga ci sta regalando una delle migliori letture dell'anno (sì, anche se siamo solo a febbraio, dubito che vedremo facilmente qualcosa che superi questo titolo).
la storia si fa più intrigante e in questo volumetto si corregge più il tiro: un po' meno slice of life, un po' più trama da fantasy *state sempre attenti agli spoiler!*. qualsiasi cosa siano questi insetti che la mamma di ran, la sempre più bella e conturbante shizuka, sembrano davvero pericolosi. uno di questi ha quasi fatto fuori otaro e non si sa come gli andrà a finire (e sopratutto come ha fatto a sopravvivere!).
ran è alle prese con la sua nuova maestra, tamao, dedita più al cibo e all'alcool che all'insegnamento e con una certa vena fetish che crea un po' di turbamento. ma se shizuka ha scelto lei...
il parco dei personaggi aumenta e aumentano anche i momenti da batticuore: conosciamo una vecchia amica di ran e famiglia, sango, anche lei parecchio abile con la magia e a quanto pare innamorata persa del fratello di ran, l'uomo-lupo jin. e poi c'è un compagno di classe di ran, makoto, che sembra proprio avere una cotta per lei e che però pare aver scoperto il segreto delle scarpe di ran! spero non sia un problema, è un bambino adorabile e mi piace molto molto mooolto di più di otaro!

lettura piacevole oltre ogni limite, so che c'è ancora tanto da scoprire sul mondo di ran e non vedo l'ora di farlo! la scena del massaggio della maestra sakura ad esempio è stata meravigliosa, surreale e comica al punto che mi sarei innamorata di questo manga leggendolo se non fossi rimasta folgorata già da prima solo a vedere le copertine.

se ancora non state leggendo ran, vergognatevi, poi pentitevi e andate a recuperarlo. non ve ne pentirete!

e infine arriva il momento che tutte noi assetate di shopping, carinerie e cose belle varie aspettavamo: tokyo alice 2! lo ammetto: adoro questo manga, che oltretutto ha avuto il merito di farmi scoprire, grazie al consiglio di anna, sophie kinsella, per la quale adesso vado completamente pazza ♥.

*attenzione agli spoiler!*
per fu è arrivato il momento di cominciare a farsi le giuste domande su okuzono: non è che sta prendendo una cantonata colossale facendoselo scappare? è bello, la tratta in modo gentile, è ricco, lei si trova tanto bene con lui... l'amore non è questo? stare bene insieme eppure sentirsi impacciati e insicuri accanto a lui quando non si capisce ancora bene cosa fare?
oltretutto anche il nostro uomo di ghiaccio non sembra indifferente a fu! si è persino preso una sbronza colossale per salvarla! (scena divertentissima, devo ammetterlo, le debolezze degli uomini che sembrano tutti d'un pezzo mi fanno sempre ridere un sacco).

e quando fu si accorge che mizuho sta soltanto usando okuzono per passare il tempo, continuando a frequentare altri ragazzi, perché tutta quella rabbia?
ahhh, va bene lo shopping, ma credimi fu, non sarà quella la solita gioia della tua vita ♥

intanto alla povera mizuho le cose non vanno per nulla bene. questa ragazza sembra avere la calamita attira-sfigati. sayuri le ha dato un sacco di consigli prima del suo appuntamento con un ragazzo niente male che sembra parecchio interessato a lei, ma non appena mizuho prova a comportarsi in modo più femminile e "debole" ecco che l'uomo sparisce. ma cosa te ne fai mizuho di un verme di quel tipo? lascia stare!
la lite con sayuri però è inevitabile, e così mizuho chiede a rio (la dottoressa) di ospitarla.
l'incontro con izumi, l'infermiere innamorato di rio (che l'ha beccata a spomiciare con un altro) non è che è voluto dal caso? lui sembra così dolce e protettivo... il ritratto dell'uomo di cui mizuho ha bisogno!

questo manga continua a divertirmi e a piacermi un sacco. finalmente l'amore trattato dal punto di vista di donne più adulte (di poco!) e la loro vita, senza piagnistei o sacrifici incomprensibili per il dio lavoro. insieme a supplement, con il quale forma una perfetta coppia luce-ombra, tokyo alice è un josei allegro, solare, spensierato eppure attento e realistico.
lo adoro ♥

momento dell'autoglorificazione: nel blog di yue, tra i commenti, si parlava dell'acquisto di unico. ebbene, fatemi i complimenti, perché una manibucate come me è riuscita a fare questo:


e ora andiamo con le notizie farlocche. dopo il non-annuncio di sakamichi no apollon, planet manga insinua il dubbio e la speranza nel cuore di molti con questo:


ok, sappiamo che sakamichi lo fanno loro. e l'altro molto probabilmente?
la yoshinaga ce l'hanno già loro con ooku. chihayafuru potrebbe essere anche, è stato annunciato di recente in francia e noi siamo bravi a copiare quello che fanno i francesi, cosa neanche tanto sbagliata.
volendo spararla grossa, anche la yoshida è una loro autrice e anche umimachi diary è stato di recente annunciato oltralpe.
natsume? ma magari, sono anni che lo chiediamo! vorrà dire che posticiperò ancora l'acquisto in inglese.
gli altri non li conosco, ma se sono tutti sullo stesso livello posso dire che qualsiasi cosa arrivi mi va bene.
il fatto che planet per ora stia sparando titoli di questo livello mi fa paura. hanno già pubblicato il pubblicabile della yuki e della yoshizumi? sono rimasti a secco di fuffa? lo spirito santo è andato a trovarli sotto forme di lingue di fuoco?
voi che ne pensate?

giovedì 10 gennaio 2013

davvero 2 - troppi cambiamenti

il peggio che possa capitare a noi cresciute a pane e shoujo manga è che ci immaginiamo che le persone siano come siamo abituate a vederle nei fumetti che leggiamo. tutti hanno senso di esistere e persino i più stronzi e cattivi hanno un motivo per esserlo e magari poi si redimono.
se ho avuto brutte giornate per ora? sì, ma non è questo il punto.
volevo fare una riflessione su davvero, il cosidetto shoujo manga italiano, del quale è disponibile da qualche giorno il secondo volumetto.
la peculiarità di questo titolo, che poi è la stessa cosa che me lo rende interessante abbastanza da aver deciso di comprare anche il secondo numero (e il terzo non appena uscirà), è la caratterizzazione dei personaggi. persone letteralmente di merda.
il che rende la storia più realistica.
gli amici ti tradiscono, le famiglie sono spesso gruppi male assortiti di gente che non si capisce e gli estranei non hanno voglia alcuna di cambiare il loro status di estranei e peggio ancora di offrirti una tazza di té. il bellone di turno non necessariamente è anche un bravo ragazzo né è pronto a cadere ai piedi della protagonista al primo palpito del suo cuore, la protagonista per quando possa cambiare acconciatura non diventerebbe una stragnocca e le amiche dell'ultimo minuto non sono necessariamente angeli inviati da dio per dare conforto alla povera sfigata e aiutarla a trasformare la sua vita in un sogno.
passando alla storia *attenti agli spoiler* e via!
avevamo lasciato martina in una casa schifosa abitata da un sacco di gente schifosa. l'unica che non avevamo ancora conosciuto era selena, ventitreenne dall'aspetto poco raccomandabile, indubbiamente provocante, ultretettuta, ballerina, cubista, barmaid e un sacco di altre cose. esclusa la prostituzione, sa usare il suo bel corpo in un sacco di modi per fare soldi. selena accoglie martina sotto la sua ala protettiva e cinica, diventando in qualche modo la sua boa in mezzo al mare di merda costituito dai coinquilini stronzi, meschini e indegnamente invidiosi della precedente situazione di martina. e chi non doveva darle della stronzetta viziata?
però adesso fa davvero pena, nella sua stanzetta schifosa, senza amici, senza famiglia, senza attenzioni, senza gentilezza, senza nulla di bello e anzi circondata solo da chi la disprezza per la sua fortunata economica.
i fatti raccontati in questo volumetto sono pochi, è un numero abbastanza denso, dove oltre a selena, l'unico ad avere un po' di scena è riccardo, un bastardo con la necessità di accoppiarsi con qualsiasi cosa non abbia un pene e respiri, che inevitabilmente fa colpo sulla nostra masochista protagonista.
e l'ultima tavola non promette bene.

per il resto, niente da criticare se non qualche disegno un po' incerto qui e lì e i dialoghi a volte davvero troppo banali. sono curiosa di continuare come dopo il primo numero. direi che è un bene, no?

giovedì 29 novembre 2012

davvero 1


preso per caso e per fortuna! questo volumetto bonellide è stato presentato a lucca a inizio novembre e adesso è arrivato per noi sfigati che non ci siamo andati a lucca ed è disponibile in edicola e in fumetteria.

davvero era in principio un web comics - che la sottoscritta non seguiva - che è stato poi riscritto tavola per tavola proprio per la pubblicazione in cartaceo. a quanto mi hanno detto la versione cartacea è meglio della prima. e ti credo. farlo peggio la seconda...
in ogni caso.
paola barbato è una sceneggiatrice conosciuta tra i lettori di dylan dog, che con davvero ha voluto dar vita a un progetto abbastanza nuovo e "alternativo" per questo genere di pubblicazioni italia: davvero è ambientato nell'italia di oggi e la protagonista è una diciannovenne qualsiasi, viziata e anche abbastanza scema. *state attenti agli spoiler!*
si chiama martina ferrari e nella sua esistenza, ha detta di genitori e amici, non ha fatto che farsi viziare. è iscritta all'università ma salta le lezioni e non studia, sua madre la tratta come se avesse otto anni, suo padre benché faccia la voce grossa non riesce assolutamente a darle un freno e i suoi amici la reputano una perfetta idiota viziata e incapace di autogestirsi.
in una feroce litigata con il padre, che praticamente le spiattella in faccia che è una stronza indegna che non fa altro che deluderlo e non combinerà mai un cazzo nella vita, martina se ne va via di casa, con in tasca un malloppo di ventimila euro. però, il padre è cretino ma ventimila euro in contanti così... complimenti.
martina prende e se ne va, mentre la madre è al lavoro e il padre pensa che tanto ora tornerà presto. però lei non torna, anzi, decide che questi ventimila euro vanno pur goduti, così prende un treno e da brescia va fino a milano a fare shopping. quando arriva lì si decide, dopo la sua brava sessione di spese, a riaccendere il cellulare e viene chiamata da madre, padre, nonna, zie varie, l'amica scopa-in-culo, l'ex stronzo eccetera, tutti a dirle che lei, povera scema incapace di badare a se stessa, non può stare sola in un'altra città perché è assolutamente irresponsabile e idiota e viziata eccetera. quale migliore cosa da dire a una ragazza che è scappata da casa perché non ne può più di farsi dire le stesse cose.
stanca di sentirsi prendere per deficiente da tutti, martina li manda con poca eleganza a fanculo e decide di rimanere a milano per un intero anno, mentre i genitori si disperano e non pensano che basterebbe un controllino con i tabulati telefonici per sapere dove si trova la figlia.
martina a milano passa una settimana in albergo, spendendo e spandendo e senza preoccuparsi di nulla. fin che ci sono i soldi... a un certo punto però il gestore dell'albergo le chiede qualche spiegazione e le spiega a sua volta che in quel modo non potrà rimanere davvero a milano da sola per un anno, e la invita a cercare una stanza in affitto in una casa per studenti e magari un lavoretto.
così inizia il tentativo di trovare un buco in cui vivere senza dilapidare un patrimonio e riesce così a trovare una stanza squallida e minuscola in un appartamento misto, gestito da tale alessia, una nazisciattona, e abitato da altre sette persone. per una figlia unica abituata a vivere in una casa gigantesca da borghesi bene...
tra i coinquilini risaltano i muscoli di riccardo, sciupafemmine che va in giro per casa seminudo reggendo un asciugamano sui fianchi senza mani, sara, stronzetta isterica che schiavizza il fidanzato alberto, dario, quello depresso, e rusco, quello che fa il caffè. più un'altra voce che viene da dietro una porta e che sicuramente scopriremo nel prossimo numero a chi appartiene.
martina si ritrova così circondata da gente parecchio diversa da lei, persone che sono l'esatto contrario di quella viziatella che lei è stata fino ad adesso ma anche l'esatto contrario delle persone che ha conosciuto e frequentato fino ad adesso. ora per lei, tra paranoie e difficoltà, inizia la vera battaglia per rendersi una donna matura e indipendente.

questo numero mi è piaciuto parecchio, la storia è parecchio convincente e coinvolgente, il presupposto da cui parte è interessante e poi fa piacere per una volta leggere una storia così ambientata nel proprio paese. se con davvero paola barbato voleva fare uno shoujo italiano, direi che c'è riuscita. i giapponminchia possono lamentarsi quanto vogliono della definizione, ma questo è un fumetto per ragazze alle prese con i soliti problemi tardoadolescenziali, presto arriveranno amori e amicizie eccetera. interessanti i disegni, anche se non è proprio il mio stile preferito, però non si può che riconoscere un'ottima qualità grafica.
in definitiva ve lo consiglio caldamente, è una buona lettura e sopratutto un interessantissimo esperimento. dopo tanti fumetti italiani scritti ad hoc per un pubblico di maschietti, davvero è una bella sorpresa per noi femminucce!