venerdì 8 dicembre 2017

BBB is coming to town ♪

e inizia oggi - otto dicembre, la giornata che da il via ai preparativi natalizi e che a casa mia si trasforma nella festa del fai l'albero prima che camilla faccia rotolare tutte le palline sotto i divani - il progettino natalizio del bbb, per concludere in bellezza l'anno trascorso insieme e prepararci al prossimo, che sarà pieno zeppo di sorprese che scoprirete tra pochissimi giorni!


per il mese di dicembre, diletta di paper moon ha avuto la bella idea di creare una sorta di secret santa che, da brave blogger, regala un consiglio ad hoc a sorpresa a ognuna di noi.
in attesa di scoprire quale sarà il libro/fumetto scelto per me (e da chi, sono curiosissima!), il mio consiglio di oggi, è per camilla di bibliomania: camilla è una ragazza un po' riservata, tanto dolce, amante della lettura, dei viaggi e del mare e, sopratutto girellando sul suo profilo instagram, mi ha subito fatto venire in mente la memoria dell'acqua, un fumetto che lessi qualche anno fa e che sa di salmastro, di avventura e di mistero.
sono sicura che è il tipo di storia che le piacerebbe tantissimo, spero di aver indovinato!

addobbi (infrangibili!) pronti per l'albero di natale!

e poi abbiamo anche pensato a un regalino per i lettori che amano le decorazioni di natale, i pupazzi di neve, gli scampanellii e l'atmosfera piena di lucine, gioia, felicità e zucchero a velo che si sparge dai pandori: adesso, oltre a riempire di gnomi felici ogni angolo di casa (e lasciarli uccidere dai gatti, chi ne ha uno lo sa bene!), potete rendere più natalizio anche lo schermo del pc, con i migliori auguri da parte di noi del book bloggers blabbering!

cliccate sull'immagine per ingrandirla e scaricarla!

mercoledì 6 dicembre 2017

haxa vol.1 ~ i confini del vento & intervista a nicolò pellizzon

75 anni fa, quando la torre di al hillani venne distrutta, l'umanità scoprì di essere stata ingannata. la guerra che aveva causato un milione di morti era stata sfruttata dalle uniche forze che potevano impedirla. [...]

scoprimmo che esiste un'energia che unisce le particelle più piccole dell'esistenza. l'haxa.
questa forza ha due nature che sono in lotta da sempre, per quello che ne sappiamo.
l'ars goethia, la capacità di evocare creature da altre dimensioni. il disprezzo per la vita. il piacere per la distruzione.
l'ars alchemica, la facoltà di manipolare gli elementi a partire da particelle invisibili. la ricerca di un equilibrio anche al prezzo di vite umane.

passano i secoli, l'umanità si evolve e si scopre in grado di usare la magia. il mondo sembra diversissimo da quello di oggi, eppure alcune cose non cambiano mai, la paura rimane uno dei sentimenti più diffusi e su quella paura nascono leggi e regole, per quella paura si fa male agli altri e per quel male si viene feriti.
questo è il mondo in cui ci guida nicolò pellizzon nel primo volume della sua nuova serie (che sarà composta in totale da quattro libri), haxa, e quale migliore giuda potrebbe affiancarci se non una ragazza, sophia (quale nome migliore?) che è appena stata scoperta e denunciata come hexida, cioè in quanto in grado di usare l'haxa.
già perché nulla sembra spaventare più la gente che chi ha questi poteri: a scuola ai ragazzi, in cui eventualmente i poteri si manifestano durante l'adolescenza, viene insegnata la necessità di denunciare e denunciarsi ai primi sospetti, senza scegliere di nascosto una delle due vie, ma consegnandosi a degli istituti che sembrano un misto tra una prigione e un manicomio.
sophia sembra abbandonata da tutti adesso che la sua natura è stata rivelata, dagli amici, dai compagni, persino dai suoi genitori. il futuro che la aspetta non sembra dei migliori, ma l'incontro con mark - anche lui un hexida in incognito - sembra essere il punto di svolta: scappare, fuggire da una società che ti addita come mostro, che non vuole neppure provare a capirti, per trovare un posto tuo, lì dove puoi essere senza paura quello che sei.

il dramma di sophia è, magia a parte, quello di qualsiasi adolescente, e forse - insieme alle straordinarie capacità visionarie e inventive che creano un mondo solito e credibile in ogni suo aspetto - è questo il punto di forza di haxa: una terra lontana dalla nostra, futuristica, tecnologica, magica, ma in cui si consumano le stesse tragedie che conosciamo noi.
e non parliamo solo di adolescenti, ovvio, l'haxa genera paure anche fondate perché, come qualsiasi potere, se nelle mani sbagliate può causare gravissimi danni, basti pensare al risultato delle invocazioni di creature da altre dimensioni, che contaminano e inquinano la terra, o gli attacchi terroristici, organizzati da gruppi di hexidi evidentemente stanchi di essere ghettizzati.

ne i confini del vento pellizzon ci introduce in una storia che, come dicevamo, è ancora ben lontana dal concludersi. la storia di sophia, che dovrà confrontarsi non solo con i tradimenti, con la paura, con le mille menzogne raccontate per rendere gli hexidi dei mostri agli occhi del mondo, ma dovrà anche imparare ad accettarsi e a controllare e usare bene il suo potere, si intreccia poi con quella di aiko, claire e le altre ragazze come lei, un gruppo di reiette che opera di nascosto non solo per la propria libertà, ma anche per scoprire davvero quali misteri collegati all'haxa sono stati insabbiati.

come al solito, nelle tavole pellizzon mischia bellissime ragazze dal look un po' punk a creature ibride e a volte quasi demoniache, colorando tutto con una tavolozza acida che rende il mondo di haxa ancora più lontano, magico e futuristico di quanto non lo sia già, realizzando pagina dopo pagina dei capolavori grafici che - e qui è tutto soggettivo, ma lasciatemelo dire - hanno una forza straordinaria e una bellezza più unica che rara.

per scoprire qualcosa di più su questa nuova serie, lascio la parola al suo autore! buona lettura!

ciao nicolò e benvenuto su claccalegge!
il tuo nuovo lavoro, haxa, è – come dicevo – una serie di ampio respiro, di cui al momento abbiamo letto il primo numero. com'è nata l'idea di scrivere di un mondo così complesso, tanto simile al nostro per certi aspetti e tanto lontano?
Per me l'idea che la magia sia tra noi è più vicina alla realtà che alla finzione. Inoltre ho sempre considerato gli scienziati e i ricercatori i veri maghi della nostra epoca. Mi sono sempre chiesto cosa succederebbe se il metodo scientifico stesso venisse messo in discussione. Se alcune scoperte future non possano farci tornare a un epoca pre-scientifica. Potrebbero essere reali, funzionare, ma non essere dimostrabili, ad esempio. Credo che questa idea sia nell'aria da un po' di tempo.
il mondo di haxa è un mondo imperniato sulla magia, eppure, nonostante sia a tutti gli effetti un fantasy, non è difficile scorgere riferimenti a problematiche a noi vicinissime (mi viene da pensare ai pregiudizi che siamo tanto bravi ad affibbiare a chiunque sia diverso da noi, oppure alla paura purtroppo da anni sempre più reale e vicina degli attentati terroristici). secondo te, parlare di problemi reali ambientandoli in un mondo fantastico può essere più utile per riuscire a comunicare l'urgenza di certe problematiche?
Non credo nell'urgenza delle problematiche né delle cose da dire. Le cose che ho da dire le dico, non scrivo una storia per questo. Ma scrivo una storia per dire quello che non so come esprimere.
I temi di cui parli, sono presenti (soprattutto nel primo volume) in modo incidentale perché ho cercato di immaginare realisticamente "cosa succederebbe se...?". È corretto dire anche che la finzione, quando trattata correttamente, produce un effetto specchio con chi ne fruisce. Quindi ha la possibilità di esprimere le cose in modo più chiaro, ma solo perché mostra fatti possibili.
È poi chi legge che da riscontro a questa percezione.
tra insegnamenti di magia, poteri straordinari e ragazzi arrabbiati con un mondo di cui non si sentono far parte, è facile riportare alla mente altri titoli di fumetti, film e romanzi, ma quali sono stati i tuoi ispiratori per questo lavoro?
Rispondo sempre in modo differente a questa domanda perché per me sono un insieme molto ampio di cose sedimentate nella mia testa. Probabilmente Il Signore degli Anelli e Dune sono i principali. Un po' direi le Cronache di Terramare. Ma anche Sailor Moon, Magic Knight Rayearth. Poi  Matrix, Sense8 e in generale le sorelle Wachowsky. Per le protagoniste, invece Doom Generation, Heathers, It.
sia nelle tue opere precedenti che qui in haxa, la commistione tra fantastico, magico, ultraterreno e quotidiano è uno dei temi fondamentali, una sorta di marchio di fabbrica. cos'è che preferisci, da autore, di questi elementi? le possibilità narrative o quelle grafiche?
Credo di non preferire da solo nessuno di questi. Per me sono gli elementi che costituiscono la realtà. La fantasia, la magia e le cose ultraterrene fanno parte della mia vita. Qualche anno fa preferivo le possibilità grafiche nel mio lavoro e anche se so che per la buona riuscita di un opera devono equilibrarsi a quelle narrative, ora preferisco concentrarmi sulla storia (o le storie) e lasciare che le immagini fluiscano da essa liberamente, senza cercare sempre l'immagine forte...
le tavole di haxa sono forse le più colorate tra tutte quelle delle tue opere, che valenza ha questa scelta cromatica nella storia?
Guardandolo una volta finito, penso che la colorazione rispecchi i contrasti della storia, e contemporaneamente anche il fatto che non esistono verità polarizzate, ma una vastità di caratteristiche e differenze. Ho cercato di superare il concetto di colore>realismo, in modo da avere così tanto colore da rendere irreale e ipervariegata la realtà.

ho notato che spesso prediligi i personaggi femminili, è una preferenza puramente grafica o il fatto che sia una ragazza la protagonista della tua storia ha un qualche tipo di rilevanza a livello narrativo?
Nella vita privata raramente riesco a stringere rapporti di amicizia con i ragazzi. Non mi sento proprio in questo ruolo. Quindi per me restano sempre un po' degli estranei. Sebbene quello che faccio nelle relazioni sociali sia mettermi a fondo nei panni di tutti (sembra una cosa bella, ma deve essere abbastanza fastidiosa). Le protagoniste dei miei libri sono femmine perché riesco a sentirmi più a mio agio. In Haxa sono in schiacciante maggioranza rispetto ai personaggi maschili. Ricordo di aver pensato mentre lo scrivevo che avrei dovuto metterci più maschi, almeno per arrivare a metà. Ma poi mi sono risposto un "chissenefrega, è la mia storia e decido io". Quindi non ha nessuna rilevanza a livello narrativo, nella stessa misura in cui nel Ghostbusters degli anni '80 erano tutti maschi, no? :)
e a proposito di personaggi, ce n'è qualcuno che preferisci?
Preferisco Aiko, perché non riesco a non apprezzare le persone che hanno un carattere di merda (sempre per quella cosa del mettersi nei panni degli altri fino in fondo...). E poi è pazza.
i confini del vento è solo il primo di quattro libri dedicati all'universo di haxa: hai già in mente tutta la storia o lascerai i tuoi personaggi liberi di agire in uno schema più o meno dettagliato?
Tutti i personaggi saranno liberi di muoversi in uno schema abbastanza dettagliato. Ma soprattutto, a differenza di altre saghe cresceranno e il loro carattere subirà delle evoluzioni precise. Non resteranno delle eterne adolescenti. Diventeranno adulte, peggioreranno o miglioreranno. Avranno cicratici che si porteranno sempre appresso.
in parallelo a haxa pensi di dedicarti ad altri lavori? anche, ad esempio, collaborazioni come quella (che io ho adorato) con bonelli per il numero di dylan dog color fest favole nere?
Al momento non c'è niente di programmato, ma è nelle mie intenzioni. L'episodio per Dylan Dog Color Fest sarà l'unica collaborazione con Bonelli.
cosa ne pensi del mondo delle autoproduzioni? dopo abraxas pubblicheresti altri albi senza appoggiarti a un editore, oppure partecipando a delle antologie collettive?
Penso che siano cambiati i tempi, sia nella mia crescita artistica, che per il mercato in generale. 
Su internet (che è il canale principale) devi re-inventare continuamente i veicoli e i modi di comunicare, e secondo me sarà sempre meno praticabile per i progetti indipendenti perché vengono inghiottiti in un istante negli algoritmi dei social network. Quindi è diventato più complesso produrli da solo (ho partecipato ad antologie solo in rari casi) a meno che non ci sia un progetto di promozione articolato che in questo momento non ho il tempo di seguire. Passerà un po' prima che lo trovi per autoprodurre qualcosa di originale come Abraxas, anche se ho già cose in mente.
ci puoi dare qualche anticipazione su cosa succederà nel prossimo volume di haxa?
Posso dirvi che ci saranno due nuovi personaggi. La mia preferita si chiama Tsisia, è Goetiana e fa parte di un gruppo contrapposto all'Hexacustodit chiamato "il Consorzio".
Quando la conosciamo, vediamo che ipnotizza una ragazza con cui ha fatto sesso per rubarle i soldi. Ma non si capisce bene come abbia fatto. Non è uno spoiler vero perché sono solo le prime 5 pagine. Nel secondo volume tutte le dinamiche del mondo sono già state raccontate. Quindi succederanno un sacco di cose.
ti ringrazio tantissimo del tempo che ci hai dedicato e ti faccio un mega in bocca al lupo per i tuoi prossimi progetti e per il futuro di haxa! a presto!

lunedì 4 dicembre 2017

una moderna olympia

vi ricordate di quando vi parlai de le variazioni di orsay, di manuele fior? plausibilmente no, ma potete andare qui e recuperare. il punto è che il romanzo di fior, così come una moderna olympia di catherine meurisse, fanno parte dello stesso progetto del museo di orsay che aveva lo scopo di far raccontare il museo e le sue opere attraverso la letteratura a fumetti.


catherine meurisse, della squadra di charlie hebdo tristemente nota per le vicende di qualche anno fa, mette in scena una commedia esilarante, in cui la famosissima olympia dipinta da manet - in qualche modo motore primo di quella che fu la più grande rivoluzione artistica della modernità - sogna di diventare un'attrice, in una sorta di mondo parallelo in cui i personaggi delle opere conservate all'orsay vivono tra i quadri e la bellissima scenografia che solo la struttura della gare sa offrire, cimentandosi in opere cinematografiche e teatrali dal dubbio successo, di cui la regina indiscussa è una tronfia venere, ufficiale, arrogante, piena di sé e in aperto contrasto con la refusée olympia, che se pur non troppo talentuosa, mina le certezze della dea.

l'opera è come un lungo musical muto, in cui il fumetto si fa il mezzo per cui le opere d'arte prendono vita e superano i confini non solo delle tele ma anche dei ruoli loro imposti, lasciandoci scoprire la natura ingenua e sognatrice di olympia e quella di donna senza scrupoli di venere, o di un piccolo pifferaio sempre pronto a dire la cosa sbagliata al momento sbagliato.
danno vita agli spazi pittorici che abitano da anni e nel frattempo creano scenette comiche che l'autrice riesce a inserire senza mai rendere i personaggi ridicoli o snaturati, con una padronanza perfetta dei tempi comici e un tratto espressivo e disinvolto: il risultato è una lettura squisitamente francese e divertente, al contempo molto colta e consapevole del terreno su cui si muove.

venerdì 1 dicembre 2017

book blog tour "berlino 2.0" V tappa ~ intervista ad alberto madrigal

berlino è la libertà a discapito della realtà

margot si è trasferita a berlino carica di sogni e speranze, e in questa città le sembra che ogni possibilità sia effettivamente vera e pronta a farsi prendere al volo proprio da lei.
berlino è una città viva, piena di arte e di giovani che lavorano realizzando quello che desideravano, è facile trovare lavoro, anche per chi, come lei, vorrebbe farlo nell'ambito culturale...
ma davvero è tutto così facile? come è possibile che berlino sia un'isola felice in un europa in cui il lavoro è sempre più un miraggio, sopratutto per i più giovani?
la risposta è talmente facile che continuerete a non pensarci fino a che non leggerete questo libro.

berlino 2.0 è la nuova versione di una germania che era già stata l'ambita meta di chi era alla disperata ricerca di lavoro, è una berlino riconfezionata ad hoc per i ragazzi che da tutta europa partono cercando il loro futuro, con qualcosa di meglio però che una valigia di cartone, ed è un libro che, senza esagerare mai con i toni, con una pacatezza che accorda perfettamente testo e disegno, racconta con lucidità una generazione allo sbaraglio in un mondo completamente pazzo.

oggi c'è alberto madrigal con noi a chiacchierare un po' su questo libro, che ha disegnato insieme a mathilde ramadier, che si è invece occupata della sceneggiatura.

buona lettura! (alla fine dell'intervista le regole per partecipare al giveaway)


ciao alberto e benvenuto su claccalegge!
ci racconti come vi siete incontrati tu e mathilde ramadier e come avete deciso di raccontare la storia di margot, la protagonista di berlino 2.0?
Ci siamo conosciuti qualche anno fa in una social network di artisti a Berlino (Artconnect Berlin). All’epoca Mathilde stava scrivendo il suo primo fumetto (Rêves Syncopés, Dargaud 2013) e mi ha chiesto informazioni pratiche di come lavoravo io. Siamo diventati amici, mi ha detto che voleva scrivere una storia su Berlino e qualche anno dopo mi ha proposto di disegnarla, visto che l’avevo già fatto nel mio primo libro.
questo libro è un po' come il finale di una trilogia che era iniziata con un lavoro vero, però è anche il primo che non scrivi da solo. come mai questa volta hai deciso di realizzare una storia a quattro mani?
Dopo aver fatto due libri come autore unico ero sicuro di non voler disegnare storie scritte da altri. Per me, disegni e parole vanno molto legate. Quando Mathilde mi ha proposto di fare il libro insieme ero pronto a rispondere di no, ma pensandoci bene, ho capito che potevo prenderlo come una cosa diversa. Potevo fare il regista con i disegni, decidere come raccontare la storia, ma senza preoccuparmi di essa. Per fare questo, comunque, mi serviva libertà assoluta nella narrazione. Non riesco a disegnare se lo sceneggiatore mi dà ogni dettaglio de come dev’essere costruita la pagina, ma con Mathilde non è stato un problema. Lei ha scritto i dialoghi e mi ha detto i luoghi quando erano importanti per il senso della scena. Per il resto, ero libero di scegliere quante vignette usare.
il tema principale delle tue storie è il lavoro, che poi credo sia un po' l'ossessione di tutta la nostra generazione, e infatti di quella generazione racconti nei tuoi libri. nel tuo primo graphic novel, un lavoro vero, c'è una sorta di paradosso perché in effetti tu hai scritto un fumetto in cui racconti quanto sia difficile lavorare come artista e considerarlo un lavoro, appunto, vero. ma mentre disegnavi e scrivevi, come hai superato questa contraddizione?
L’ho superata fino a un certo punto.
Da un lato ho capito che questo è quello che volevo fare nella vita ed essendo un’attività che ha bisogno di molto tempo, 1-2 anni per libro, l’unico modo è prendendolo come un lavoro, scrivendo e disegnando anche quando di voglia non ne ho. Se lo facessi ogni tanto per divertimento, non finirei mai un libro completo.
Dall’altra parte, è difficile pensare che sia un lavoro “vero” quando non ti fa guadagnare abbastanza soldi per campare. Il primo libro mi è servito per ragionare su questi temi, che come dici tu, sono diventati una mia ossessione. Ma quando ho finito il libro ho capito che l’importante non erano i soldi ma la voglia di raccontare storie e disegnarle.
in berlino 2.0 la città più che un'ambientazione per le azioni dei personaggi, è protagonista con le sue promesse a volte disattese e le sue contraddizioni. fino a un paio di generazioni fa - sopratutto per i siciliani come me - la germania era quasi una sorta di terra promessa, dal tuo punto di vista come la vedi adesso? davvero è così tanto uguale agli altri paesi europei, con i giovani in crisi, il lavoro che non conosce diritti, eccetera?
Non saprei risponderti. Nel senso che, la storia che racconta Mathilde non è quella che io personalmente ho trovato qui, anche se ne ho sentito parlare da altre persone. Io mi trovo in una situazione particolare in cui lavoro da solo, addirittura per altri paesi, quindi non ho un contatto diretto con il mondo lavorativo in Germania. L’unica volta è stata alcuni anni fa, quando ho lavorato in una startup di videogiochi e ho avuto un'esperienza molto positiva. Ora mi rendo conto che sicuramente sono stato fortunato.
La storia di Berlino 2.0 fa vedere il contrasto tra esperienze diverse a quelle che racconto nei miei primi libri, e per questo motivo era interessante concludere la trilogia con questa storia. 
sul tuo blog negli ultimi tempi abbiamo letto storie che hanno un tono diverso da quello di questi libri, più allegro se mi passi il termine. pensi che svilupperai il racconto della tua storia e quella della tua famiglia in un libro? o comunque, hai nuovi progetti in mente?
Di solito quando lavoro a un libro vengono fuori dei temi di cui sono preoccupato senza rendermene conto. Forse è un modo di digerirgli in qualche modo.
Invece il blog nasce da situazioni buffe che non vedo l’ora di raccontare per fare sorridere a qualcuno che ho in mente nel momento della scrittura. Se poi la storia viene bene, succede questa cosa magica per cui più persone si riconoscono.
A me piacerebbe molto se un giorno tutte quelle storie del blog fossero raccolte in un libro, perché hanno un filo conduttore che racconta la mia vita in questi anni.
Se invece la tua domanda è se svilupperei un libro della mia storia e quella della mia famiglia che non c’entra con il blog, non lo so. Da un lato mi sento molto comodo scrivendo usando la autobiografia come base, ma mi spaventa l’idea di far vedere troppo su delle persone che mi stanno attorno. Quando fai una storia, i personaggi, pur nascendo da persone vere, vengono cambiati per assecondare il racconto. Questo lo sai tu che scrivi, ma non è facile da accettare da chi lo legge e conosce quelle persone.
A parte questo, ora sono nella fase di scrittura di un nuovo fumetto che finalmente (spero), non parla del lavoro. :)
ti ringrazio per averci dedicato il tuo tempo, in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti! a presto! 
Grazie a te, è stato un piacere!
per partecipare e poter vincere bisogna:
- mettere mi piace alla pagina facebook bao publishing
- diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti
- commentare tutte le tappe del blog tour
- condividere il blogtour sui social
- compilare il form con i dati (per il givaway)
- il giveaway  termina il4 dicembre!

ed ecco tutte le tappe del blog tour!
22 novembre fangirl in love with books ~ videorecensione e annuncio giveaway
24 novembre i bookanieri ~ recensione
27 novembre oh ma che ansia ~ videorecensione
29 novembre la tana del booklover ~ recensione
1 dicembre a clacca piace leggere ~ intervista agli autori

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