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martedì 26 dicembre 2017

star wars VIII - gli ultimi jedi (considerazioni sparse, fangirlismo e spoiler come se non ci fosse un domani)

due anni fa scrivevo dell'entusiasmo che anticipava l'uscita del settimo episodio, il primo che avrei visto al cinema (ammetto di aver scoperto star wars dopo la trilogia prequel), della scarsa sopportazione che avevo per tutte le critiche fatte ancor prima che il film uscisse e poi per tutti quelli che ma non è come i primi film ergo non è star wars, roba che ogni volta ormai da tre anni mi fa impazzire dai nervi: ma davvero? siete sicuri sicuri che questo non sia star wars? esattamente, cosa avete visto nei primi tre film che a me è mancato? il tizio cattivissimo che è cattivissimo perché corrotto dal lato oscuro della forza? il ragazzino che non ha mai preso in mano una spada laser o pilotato un'ala x che dopo mezz'ora diventa il jedi più potente di tutti? gli animaletti buffi e carini? il vecchio maestro jedi che ha sbagliato, fallito? le scenette comiche (che non facevano nemmeno troppo ridere)? era davvero tutto così perfetto? no, credetemi, adoro quei film, ma no, non sono nemmeno lontanamente perfetti. mi sa che il vero, enorme problema è che troppa gente ormai ha deciso di entrare al cinema con la voglia di lamentarsi di tutto, per poi raccontarlo su qualsiasi piattaforma, senza peraltro aggiungere nulla alle lamentele e spesso alle parolacce.
ma se vi piace così, allora va bene, pace a voi, mi spiace un sacco perché vi perdete tutto il divertimento.


torniamo a episodio VIII ~ gli ultimi jedi: devo ammettere che ho dovuto vederlo due volte per apprezzarlo appieno. dopo la prima visione ero vagamente confusa, non avevo colto parecchi dettagli che poi sono fondamentali e non avevo fatto tutti i giusti collegamenti, non ero riuscita a capire tutte le scene che svelavano prima le risposte che aspettavo tanto e che venivano date dopo.
il mio enorme problema non era essere entrata al cinema chiedendomi se questo star wars sarebbe stato abbastanza star wars, ma se avrei finalmente capito come era andata avanti la vicenda degli skywalker durante i trent'anni che intercorrono tra il ritorno dello jedi e il risveglio della forza.
per me tutto ruotava intorno a rey e luke, al loro legame, a cosa sarebbe successo adesso che si erano incontrati di nuovo.

ecco, lezione numero uno: non siate tanto arroganti da credere che le vostre fanfic mentali siano migliori di quanto sappiano scrivere dei professionisti, perché al 99% vi sbagliate. lasciatevi condurre dalla storia, fatevene stupire e non sarete delusi.
io l'ho fatto alla seconda visione e ho scoperto che questo film è strepitoso.

lezione numero due: star wars non è la storia degli skywalker, lo abbiamo pensato dopo la trilogia prequel, che pure tanto sta sulle palle ai puristi che vanno benissimo gli orsetti teneri che sconfiggono gli imperiali con le cerbottane ma il percorso psicologico che sta alla base di uno dei migliori villain del mondo no. è la storia di una galassia lontana lontana e delle forse del bene e del male che si scontrano cercando di prevalere una sull'altra, incarnate dagli uomini che non vivono abbastanza da sopravvivere a questa lotta eterna. un tempo è toccato agli skywalker, ma altri sono stati gli eroi prima di loro (e già rogue one aveva parlato chiaro), altri saranno dopo di loro.

uno dei bellissimi scatti che annie leibovitz ha realizzato per vanity fair

gli ultimi jedi inizia, come è tradizione che sia, con una battaglia stellare, a suon di raggi laser ed esplosioni, con piloti coraggiosi ed eroici che finalmente vengono considerati per quello che sono: uomini e donne (e qualsiasi sia l'equivalente per le razze non umane) disposti a dare la loro vita per i valori in cui credono, quelli della ribellione.
ne avevamo visti fin troppi piloti morire in un lampo durante queste battaglie, dimenticati un attimo dopo, come se la loro esistenza non valesse nulla. adesso finalmente viene loro riconosciuto un valore, nel primo di tanti momenti amari con uno di quei personaggi che incarnano lo spirito stesso di star wars: la per-noi-sempre-principessa leia, generale delle forze ribelli, saggia, potente, con gli occhi stanchi di una vita di battaglie eppure sempre in prima linea contro il lato oscuro, nonostante tutto quello che le costi a livello personale.
leia è, fin dal primo momento, così grandiosa che possiamo perdonarle persino la più kitch delle scene di tutto il film (e speriamo di tutta la trilogia, anche perché peggio di questa la vedo veramente difficile).
e a noi, che già al primo momento in cui viene inquadrata tocca trattenere le lacrime consapevoli che questo è l'ultimo film in cui apparirà, non rimane che smorzare l'entusiasmo di una disperata e spettacolare missione in qualche modo compiuta e renderci conto che sì, sono passati trent'anni, siamo cresciuti tutti ed è ora di renderci conto che dietro ogni booom c'è una storia che si spegne.

nel frattempo andiamo finalmente all'incontro più atteso degli ultimi due anni: rey porge la spada a luke, lui la guarda in silenzio. in quei pochi attimi, i cervellini di fan stanno lavorando freneticamente sulle possibili mille trame che si originano da questo momento, fantastichiamo di riconoscimenti, di riunioni familiari, di esplosioni di entusiastico eroismo e invece ci dobbiamo accontentare del più scazzato dei luke skywalker possibili, che soppesa la spada in mano come se fosse l'ultimo dei rottami e la scaglia alle sue spalle, andandosene via senza una parola (e mettendo in pericolo un paio di curiosi polletti dall'aspetto adorabile che stavano per accenderla incautamente).
niente, niente di tutto quello che avevamo immaginato fino ad adesso è accaduto, ed è ovvio sentirci spaesati tanto quanto rey. alla poveretta, con la quale luke praticamente si rifiuta di parlare (sarebbe stato un grandissimo campione al gioco del silenzio), non rimane che seguirlo durante le sue giornate fatte di una routine che a tratti è decisamente spettacolare (la pesca con quella sorta di mega arpione farebbe impallidire qualsiasi capitano achab), fino al momento in cui qualcosa - la forza? - non la richiama verso un vecchio albero secco, nel cui tronco cavo trova degli antichissimi libri. lì finalmente luke decide di capirne qualcosa di più su questa ragazza che la ribellione ha chiamato per convincerlo ad aiutarli.
sembra fermo nella sua decisione: i jedi devono scomparire, sono troppo pericolosi e lui non ha nessuna intenzione di addestrarne di nuovi, ha già fallito con ben, ha ferito leia, ha ferito han, ha dato al lato oscuro un uomo di eccezionale potenza, ha peccato di presunzione, lui che era riuscito a convertire persino darth vader, che l'aveva redento a un passo dalla morte, lui ha segnato il destino di suo nipote. convinto da rey che la colpa non è sua, ma di kylo ren, decide di addestrarla.

lezione numero tre: la forza non appartiene esclusivamente ai jedi, sticazzi dei midichlorian, quella dei jedi è una religione. gioia massima per i fan della vecchia serie, ammesso e non concesso che, troppo presi dal criticare tutto, l'abbiano capito.

se a noi l'addestramento di rey conferma quello che sapevamo già, che è potente nella forza, in luke scatena il panico: solo una volta ha visto qualcuno usare la forza come lei, e quella volta è stato ben solo. ricordatevi la lezione numero uno e frenate gli entusiasmi.

inutile raccontarvi tutto il film, anche perché se state leggendo questo papiro pieno di spoiler siete dei pazzi, passiamo direttamente a un paio di cose fondamentali su kylo ren e rey: quando anakin viene corrotto dal lato oscuro, il suo maestro non se ne accorge e non riesce poi a salvarlo, ma quando è ben solo a essere tentato da lord snoke, è proprio l'eccesso di zelo di luke, sicuro che il ragazzo non possa essere redento, a portarlo a diventare kylo ren, tradendo la sua fiducia e provando a ucciderlo nel sonno. insomma, è stato luke a creare kylo, anche se fino a ora non l'ha ammesso.
tra kylo ren e rey si instaura un rapporto molto particolare, che ricorda quello tra luke e leia. in quale modo, i due sono connessi dalla forza, riescono a vedersi, parlarsi e - in una delle scene più belle del film - a toccarsi. non è chiarissimo il tipo di legame tra loro, ma sembra chiaro che ben, separato dai genitori, tradito da zio e maestro, in collisione con lord snoke - con cui non c'è certo il rapporto di mutuo bisogno che c'era stato tra darth sidius e darth vader - e perennemente circondato da idioti, veda per qualche ragione - ok, smettiamola, io li shippo tantissimo dall'episodio VII, ho bisogno che finiscano insieme anche se questo va contro ogni ragionevole aspettativa - in rey l'unica compagna possibile (tu non si nessuno. ma non per me e subito dopo il rumore del mio piccolo cuoricino di fangirl che esplode). lei invece, è sicura di poterlo portare al lato chiaro della forza, di redimerlo, di farlo combattere nella resistenza al fianco di leia - anche questo, avrei potuto piangere tutte le mie lacrime di gioia - certa di aver visto qualcosa di buono in lui.

*internally screaming*

bellissima e un po' claustrofobica la scena in cui rey, richiamata in qualche modo nella parte oscura dell'isola, si perde in una sorta di gioco di specchi che diventa quasi una metafora del suo ruolo in questa storia, quello che poco più avanti kylo ren avrebbe chiarito brutalmente.
in un cerchio infinito di rey che si estende in avanti e indietro, come un loop temporale in cui lei è inizio e fine di se stessa, rey comprende che quello che sta cercando, quelle radici che la aiutino a comprendere qual è il suo posto nella galassia, perché a lei e non a qualcun altro è toccato di vivere tutto questo, l'unica risposta è il suo stesso volto.
rey non è una skywalker, non si origina da una sorta di leggenda, da una profezia, non c'è nulla di già deciso prima di lei che la riguarda. è solo se stessa, senza un passato alle spalle e senza altro che la aspetti che non dipenda da lei.

anche se nel frattempo poe dameron, finn e un nuovo personaggio - rose - stanno cercando di risolvere il grandissimo nuovo problema della resistenza (questa volta niente morte nera o simili da far esplodere, devono introdursi sull'ammiraglia nemica e disattivare un tracciatore che non permette alle navi ribelli, ormai decimate e a secco di carburante, di scappare) che ha qualcosa di pazzo ed epico come ce l'aveva la missione quasi suicida di luke, e poi quella della base starkiller ma che almeno per questa volta, va in modo in po' più veritiero, e anche se grazie a loro ci viene finalmente presentato il vero - o almeno uno dei veri - motivo della guerra, ovvero il fruttuoso commercio di armi che sta dietro i grandi valori di cui ribelli e primo ordine si fanno portavoce, e ci viene ricordato che gente come han solo si incontra una volta sola anche nell'arco di varie generazioni, e che i criminali solitamente non rischiano la loro vita per pace, giustizia e libertà, kylo ren e rey rimangono, probabilmente perché più legati all'aspetto mistico della forza che alle questioni politico-militari, al centro di tutta l'attenzione e di tutti i dubbi.

le intenzioni erano anche buone, eh, ma...

sicura delle sue idee, e dopo aver capito che luke non se ne andrà via dall'isola ad aiutare la resistenza, rey si reca direttamente da kylo ren, sulla stessa nave di lord snoke, e kylo la conduce, come richiesto, davanti al leader supremo.
la scena è parecchio simile a quella in cui luke si trova davanti all'imperatore, condotto da darth vader, così simile che ci aspetteremmo che le speranze di rey si realizzino.
personalmente ho trovato la sequenza che segue tra le più epiche di tutto il film, sicuramente la mia preferita: confondendo la mente di snoke con un giochino semplicissimo e geniale, kylo riesce a ucciderlo, sconfiggendo poi con rey le guardie rosse in una serie di duelli spettacolari. alla fine, rey è convinta di averlo realmente portato dalla sua parte, ma il vero obiettivo di kylo ren è un altro: distruggere il vecchio stato delle cose, annullare jedi, sith, ribelli, primo ordine, ogni cosa, e costituire un nuovo ordine nella galassia.
è stato solo per pochi secondi ma sono saltata su dalla sedia.
lo so che ai fan puristi di star wars non piace nulla che non sia quello che già abbiamo visto, ma io sono per i grandi sconvolgimenti: lo stesso equilibrio che c'è in kylo ren tra luce e oscurità poteva risolvere questa assurda guerra tra due schieramenti semplicemente lasciando che a governare la galassia non fossero due forze contrapposte ma un'unica forza in grado di gestire entrambi gli aspetti del reale, senza assoluti che possano ancora giustificare un protrarsi del conflitto.
certo, così finisce tutto il senso di star wars stesso, ma poteva essere l'inizio di qualcosa di nuovo, certamente è qualcosa che dovrà essere risolto nel prossimo film perché in questo rey non prova neppure a capire cosa le offre il suo - ormai è chiaro - speculare.

mai subito tanto il fascino del lato oscuro...

rey dunque va via e torna dai ribelli, che nel frattempo sono stati pesantemente decimati, dopo che la missione di finn e rose è fallita, che leia - ferita - ha dovuto lasciare il comando al viceammiraglio holdo che, in sintonia con leia e contrariamente a ogni mia aspettativa (lo odiata per quasi tutto il film salvo poi pentirmi e sentirmi la persona più cattiva e ingrata del mondo alla fine), ha preferito un piano che funzionasse in ritirata, per salvare i superstiti, piuttosto che giocare in attacco, andando incontro a una sicura sconfitta, ma che non è riuscito proprio a causa di finn, rose e del loro apricodici, il già citato dj, che li ha venduti al primo ordine, svelando il loro piano b.
intrappolati in una vecchia base della resistenza, su un pianeta desertico ma decisamente scenografico, riescono a salvarsi grazie all'apparizione in extremis di luke.
ebbene sì, anche se aveva detto a rey che non sarebbe andato ad aiutarti, luke è arrivato.
ora, non so quanti abbiamo fatto caso ai millemila inspiegabili particolari che rendono strana questa scena, ma a me in un primo momento ne erano sfuggiti parecchi, anche se era veramente assurdo che fosse passato dal parrucchiere prima di andare ad affrontare il nemico che lui stesso aveva creato.
insomma, come ha fatto luke ad andarsene dall'isola se non era sul falcon e se la sua navicella ci è stata mostrata come relitto in fondo al mare? e come è entrato in quella grotta se c'è un unico ingresso (chiuso)? perché ha la spada di anakin, che è stata spezzata poco prima da kylo e rey? e ancora, com'è che è l'unico i cui movimenti non lasciano i segni rossi che ci mostrano da ore sul terreno di battaglia? e se tutto questo non vi ha fatto venire alcun dubbio, come diamine fa a resistere a tutti quei colpi di cannone e alla spada di kylo ren che lo trapassa un paio di volte?
ok, luke non è davvero lì, è sempre sull'isola, ha solo (solo si fa per dire...) mandato una sorta di proiezione astrale da usare come un mantello rosso davanti a un toro, lì a far distrarre kylo ren, a fargli perdere tempo in un duello impossibile mentre i superstiti della resistenza, grazie a rey e a delle volpi di cristallo (vi siete sentiti in colpa per aver pensato che erano belle ma inutili proprio come le statuine di swarovsky della nonna, vero?), riescono a mettersi in fuga sull'immancabile falcon, non prima di un ultimo contatto tra rey e kylo ren che sembra voler dire che no, tra loro due non è ovviamente finita qui.
il sacrificio finale di luke ci fa perdonare i suoi trent'anni in fuga, la sua paura, il suo non voler rischiare per essere sicuro di non fallire. certo, ha fatto un sacco di errori, ma alla fine ha scelto di fare la cosa più giusta che potesse fare, e a dirla tutta, mi è sempre stato un po' antipatico, ma adesso mi mancherà.

ultimissima scena di cui tener conto, anche se non è chiarissimo se è giusto una metafora o qualcosa in più, il film si chiude con uno dei bimbi che finn e rose avevano incontrato durante la loro missione. rimproverato da un enorme orribile alieno-padrone perché stava giocando invece di lavorare, lo vediamo muovere con la forza una scopa e poi impugnarla come una spada, mentre guarda il cielo stellato attraversato da una scia che è forse una nave.
insomma, i ribelli sul falcon saranno anche pochi, ma la scintilla che appiccherà il fuoco che distruggerà il primo ordine non si è spenta e sembra che la paglia su cui attecchire sia ancora presente nella galassia.

i porg! i porg! sono la mia nuova ossessione!

alla fine ho raccontato del film molto più di quello che avevo in mente, eppure non è ancora abbastanza. perché episodio VIII è un perfetto passaggio verso quello che tra due anni sarà il finale di questa trilogia che fino a questo momento non ha deluso (se non per il leader snoke che è davvero penoso in confronto a darth sidius, potevano dargli un po' più di spessore, questo sì), ed è anche un perfetto film di star wars - con le sue musiche straordinarie, i suoi paesaggi mozzafiato e i suoi alieni buffi e a tratti grotteschi - che da un lato segue la mitologia che conosciamo da più di trent'anni e dall'altro fa chiarezza su alcuni misunderstanding che andavano decisamente risolti (sopratutto su cosa sia la forza) e tronca nettamente con quello che fino a ora abbiamo imparato a conoscere, sopratutto giocando con i simboli più iconici (la distruzione del casco di kylo ren è forse l'esempio più lampante, ma se non vi basta, aspettate di vedere il maestro yoda, in pelle e gommapiuma, ridersela come un matto per la distruzione dell'ultimo tempio jedi) facendoci uscire dalla nostra comfort zone fatta di genealogie che si arrogano il diritto di poter spiegare e giustificare ogni cosa e leit motif che ci aspettavamo di ritrovare passo per passo in ogni sequel. la storia è cambiata (e credo proprio che cambierà ancora) eppure in fondo rimane ancora sempre quella di un gruppo di cocciuti ribelli che sognano di estirpare il male dalla galassia.

giovedì 29 dicembre 2016

rogue one - a star wars story

una nuova speranza, il IV episodio di star wars e il primo film della saga, iniziava raccontandoci che poco prima, un gruppo di valorosi ribelli era riuscita a trovare e rubare i piani del progetto della morte nera, la terribile arma imperiale capace di distruggere interi pianeti. da quel momento, ai nostri protagonisti toccava sfruttare al meglio quelle informazioni per annientare la minaccia.
il resto della storia lo conosciamo da quasi quarant'anni.
ma come è riuscita l'alleanza a ottenere le informazioni necessarie a luke per poter distruggere la morte nera?


rogue one risponde dopo anni a questa domanda, dando finalmente agli eroi che permisero in episodio IV la nascita di una vera speranza di sconfiggere definitivamente l'impero, il giusto riconoscimento: rogue one è il primo spin off della saga di star wars, un film che sa di star wars ma non è ancora star wars, che è uno dei migliori preludi che si potessero immaginare alla trilogia più famosa e amata dell'intera saga, e che al contempo, riesce a contribuire pienamente alla creazione e all'ampliamento di un background solido e coerente.

non è ancora star wars, ma l'universo è quello che abbiamo conosciuto fino a ora.
solo che rogue one si focalizza su qualcosa in particolare, ovvero l'oppressione imperiale nella sua forma più vera e spietata, un impero forte e ambizioso, ben organizzato e letale, che ha ancora poco a che vedere con quello di episodio IV e con i meme sulla mira degli trooper assaltatori. qui si lascia da parte l'elemento fiabesco che ha sempre caratterizzato la saga, preferendo personaggi con background e obiettivi più realistici.
manca insomma quel tocco di epicità che ha reso celebri i sette film precedenti, musica compresa, che è poi quello che mi è piaciuto meno in questo film (sì, parlo della colonna sonora che è un po' sottotono rispetto a quello a cui siamo abituati), a favore di paesaggi spettacolari e un'attenzione maggiore alla questione politica e bellica in cui versa la galassia: insomma rogue one più che un fantasy/fantascientifico è un vero e proprio film di guerra, in cui il confine tra buoni e cattivi è molto meno netto di quanto non sia stato fino ad adesso.

in un certo senso, la storia di rogue one la si conosce già, ed è facile capire, proprio per l'atmosfera di cui sopra, più realistica e meno fiabesca, come finirà la vicenda, ma in ogni caso, se non l'avete ancora visto, fermatevi qui.
da adesso in poi *attenzione agli spoiler!*

l'impero e l'alleanza ribelle


la prima osservazione che ci è venuta spontanea non appena finito il film è stata sui diversi atteggiamenti dell'impero e dell'alleanza ribelle.
il primo appare meglio organizzato e più minaccioso di quanto non sia stato fino ad adesso.
da un certo punto di vista, credo che molto sia dovuto ai budget di produzione. insomma, non c'è molto da stupirsi se i trooper di una nuova speranza sembravano un po' tonti, e l'impero troppo facile da colpire: si tratta pur sempre di un film realizzato nel 1977, con effetti speciali limitati dalla tecnologia dell'epoca, un film che non aveva alle spalle 40 anni di franchising e una schiera di fan sfegatati, né tanto meno chissà quale investimento economico, un film in cui si poteva anche essere ingenui (e forse proprio per questo siamo così affezionati alla vecchia trilogia).
ma c'è anche da dire che in questo momento, durante la storia raccontata in rogue one, l'impero è al massimo della sua potenza: in meno di vent'anni, il potere imperiale è cresciuto a dismisura, interi pianeti sono stati assoggettati e la morte nera, la più potente arma mai creata prima, anche se non è del tutto completata è già funzionante e ha dato prova della sua terribile potenza: è un impero forte e sicuro di sé, un impero che ha ormai estinto l'ordine jedi e che non ha nulla da temere, di certo non l'alleanza ribelle.
o non ancora, almeno.
dall'altra parte l'alleanza è ancora allo stato embrionale: divisa al suo stesso interno, scossa dalla disfatta dei jedi e dall'ascesa dell'impero, non ha compreso qual è la sua forza, il suo potenziale. i ribelli non sono ancora capaci di sognare in grande, di appigliarsi a piccole speranze per affrontare missioni dall'esito improbabile, come quella che vedremo - o meglio che abbiamo visto - in una nuova speranza. ma proprio grazie alla caparbietà della squadra rogue one l'atteggiamento della ribellione cambierà radicalmente.

questo film è il punto di svolta, quello che segna il passaggio da teniamo i piedi a terra a possiamo farcela, in poche parole.
almeno per quello che riguarda l'alleanza ribelle.
se da un lato l'esito della missione da, appunto, una nuova speranza alla galassia, dall'altro, per l'impero, mostra i punti deboli: infiltrati, traditori, spie, tutti frutti del principio fondamentale a cui si ispira - e aspira - l'impero: la brama di potere, la volontà di sopraffazione, a qualunque costo. lì dove manca un obiettivo comune, lì dove gli alleati sono resi tali solo per paura, non ci si può aspettare che traditori e doppiogiochisti.

la squadra rogue one


nonostante i membri della squadra rogue one siano i protagonisti del film e siano tutti personaggi affascinanti - sui quali avremmo voluto sapere di più, fin da subito, fin da prima di capire che se non li abbiamo mai visti negli episodi successivi un motivo c'è - è molto più difficile affezionarsi a loro rispetto, ad esempio, ai nuovi personaggi di episodio VI, e ci si rassegna subito alla conclusione della storia per quella che è, senza troppo coinvolgimento emotivo (o almeno, per me è stato così. non ho sentito mio il dramma di nessuno, forse solo un po' per k-2so, ma c'ho un debole per i robot e sono di parte).
credo che il motivo sia dovuto principalmente a due fattori: il primo, è che nonostante la protagonista sia jyn erso, in realtà nessuno della squadra ha un ruolo predominante rispetto agli altri, nessuno spicca ai nostri occhi.
il secondo fattore, forse ancora più importante, è che nessuno dei personaggi ha un vissuto misterioso, un qualche trauma o privazione infantile che lo ha nobilitato e lo ha reso un eroe senza macchia e senza paura.
nessuno dei membri della squadra rogue one è un eroe: un droide imperiale riprogrammato come ribelle, un monaco a cui è stato distrutto il suo tempio e che vive credendo a qualcosa che non ha mai potuto veramente sperimentare, un assassino senza scrupoli il cui unico interesse è proteggere il suo amico, un pilota disertore e traditore, un ribelle cresciuto come tale che non ha mai conosciuto alternative e ha fatto ogni genere di cose in nome della sua giusta causa, una ragazzina che ha perso la famiglia, che crede che il padre sia un traditore colpevole di essersi arreso a chi ha ucciso sua madre, che ha passato tutta la vita a diventare un soldato, più per rabbia che per un qualche alto scopo.
ecco chi sono i componenti della squadra rogue one. ognuno decide di prendere parte alla missione per un motivo più o meno personale, ma c'è un altro, grande, enorme perché dietro alla loro scelta, ed è semplicemente il fatto che, in fondo, non hanno nulla da perdere.

nonostante il loro essere non-eroi, nonostante si tratti di personaggi che non incontreremo più, i membri della squadra rogue one, dicevo, sono personaggi affascinanti a loro modo: k-2so è il droide con il miglior senso dell'umorismo che abbia mai incontrato nella saga, se si esclude la scena dell'accendino di bb8, il suo design e le movenze da film ghibli lo rendono un bel personaggio e, dicevo anche questo, sarà che sono particolarmente sensibile al fascino dei droidi, è stato uno dei miei personaggi preferiti.
chirrut îmwe, il monaco cieco che combatte come se fosse uscito da un film sul kung fu, è un altro dei personaggi che ho più amato nel film e si potrebbe dire che è quello che rende rogue one un film di star wars: il suo addestramento, fisico e mentale, lo rende un guerriero che ci regala gli scontri più spettacolari del film, abbastanza da non farci rimpiangere troppo lo sfrigolio delle spade laser. chirrut è al contempo il più saggio, quello che più di tutti ha riposto fiducia nella forza. se gli fosse stato dato più spazio, sarebbe entrato a pieno diritto nel mio cuoricino accanto al maestro yoda.
fedele compagno di chirrut è baze malbus, assassino senza troppi scrupoli e guerriero impavido. chirrut gli dice "non mi serve la fortuna, io ho te", ed effettivamente baze si direbbe l'ombra del monaco. il suo modo di combattere è meno spettacolare, di quello della sua controparte, una sorta di indiana jones senza cappello e con una pistola molto più potente, ma l'aria annoiata durante gli scontri è la stessa di quella che l'archeologo tira fuori quando è sicuro di vincere.
bodhi rook è il pilota imperiale disertore: convinto da gareth erso a portare un messaggio di avviso all'alleanza per avvisarli della costruzione di un'arma letale, bodhi è un'ottima risorsa per la missione rogue one. inizialmente, esattamente come cassian andor - nato ribelle, combattente fin dalla più tenera età, è un tipo che esegue gli ordini senza controbattere, almeno fino a che non incontra jyn - non sembra troppo convinto di fare qualcosa di più di quello che è il suo compito, ma pian piano le ragioni della ribellione diventano anche le sue.


infine jyn erso, la vera protagonista del film, di cui conosciamo subito l'infanzia triste, segnata dalla morte della madre e dalla condiscendenza del padre nei confronti dell'impero, che per tutta la vita è stata addestrata come soldato e che è stata liberata da un campo di lavori forzati dai ribelli per via del suo legame con gareth erso, grazie al quale i ribelli sperano di poter accedere alle informazioni sulla morte nera.
jyn ricorda un po' la rey de il risveglio della forza, senza però avere le capacità straordinarie della misteriosa protagonista che ci ha incantati lo scorso anno.
in jyn non scorre potente la forza, quello che la anima è più la rabbia prima e la voglia di vendicarsi contro l'impero che ha distrutto la sua famiglia poi. è una combattente ma non ha capacità mistiche di alcun tipo e come ogni soldato lavora meglio in squadra, quindi niente duelli epici e ansiogeni per lei.
è una tipa tosta, indurita da una vita ingiusta, che, come accennavo, non ha più niente da perdere ma può solo affidarsi alla speranza che per la galassia le cose cambino.
una ragazza che pian piano inizia a capire che la sua vita non è stata distrutta da suo padre, ma dall'impero, che si accorge che tutto il suo addestramento può essere utile a qualcosa, che la vera ribellione non può basarsi solo sulle possibilità effettive di vittoria, ma sulla speranza.
una ragazza che si trasforma in modo incredibile durante la vicenda e alla quale davvero avrei voluto fosse stato dedicato un po' di tempo in più sullo schermo.

dopo leia e rey, jyn è un esempio di quanto star wars sia riuscito a cambiare l'idea che se ci deve essere una donna in un film, deve essere debole, fragile vittima in attesa di qualcuno che arrivi a salvarla, con il quale poi vivere la storia d'amore perfetta, felici e contenti per sempre blabla.
non c'è bisogno di tutto questo per jyn, non c'è nemmeno bisogno di negarlo.
come era successo in il risveglio della forza, nessuno si stupisce se una donna combatte, nessuno tira fuori minchiate insopportabili come "ehi sei forte per essere una ragazza", nessuno si comporta con lei lasciandosi condizionare dal suo essere femmina, ne lo fa lei.
per questo continuo a credere che i film di star wars - sopratutto questi nuovi film - siano fondamentali anche per quello che riguarda la questione circa gli stereotipi di genere e la necessità di abbandonarli per sempre.
ed è anche per questo che amo alla follia star wars.

domenica 19 giugno 2016

cosa c'è nella mia wishlist (2)

ed eccoci di nuovo con le lagnanze per tutto quello che non sono ancora riuscita a stipare nelle mie ormai troppo cariche librerie. la parte I la trovate qui.


consolatemi.


una società in cui uomini ricchi e potenti decidono cosa è giusto e cosa non lo è. e se una donna non è abbastanza sorridente, abbastanza sexy, troppo grassa, troppo magra, lesbica, eccessivamente espansiva o eccessivamente timida, allora viene etichettata come non-compiacente e spedita nell'avamposto detentivo ausiliare. a parte l'ultima frase, cosa cambia esattamente dalla società in cui viviamo? niente. questo è il patriarcato gente, questa è la nostra società. e il mio femminismo ha bisogno di leggere bitch planet.


di lost stars se ne parla benissimo dappertutto. una storia d'amore e l'universo di star wars. praticamente manca solo il mio nome scritto sopra, una bella fascetta gialla con uno strillone del tipo il libro che clacca non avrebbe neanche osato sognare ma che deve assolutamente leggere.

questo libro mi sa di adolescenza, di quella rabbia e voglia di ribellarsi, di quell'energia che a sedici anni ti faceva sentire come se stessi per scoppiare da un momento all'altro. è per quello che tornerei indietro, giuro. che poi, l'adolescenza. quando ti dicevano "un giorno penserai a quello che ora ti farà stare male e ti farà sorridere" no, non è vero. ci penserai e starai male come allora, bisognerebbe poter tornare indietro e poter consolare i sé stessi adolescenti per ogni cosa. il muretto non sarà un viaggio nel tempo, ma sembra la cosa che ci si avvicina di più.


quello che mi sta succedendo è un racconto sull'essere giovani nell'era del lavoro precario che destabilizza ogni aspetto della nostra vita, che ci fa vivere i trent'anni senza farci uscire pienamente dall'adolescenza. l'alienazione negli anni duemila. ho bisogno di leggerlo, per sentirmi meno sola.


poi ho bisogno di un oceano d'amore, per far fronte al costante bisogno di poesia, che mica possiamo sempre e solo rimuginare su tutta la merda che.


infine, dopo una sfilza di titoloni, scendiamo un attimino a terra. una stella cadente in pieno giorno è uno di quei titoli shoujo che mi sono persa e poi mi sono pentita di essermelo persa. è che c'ho odio profondo verso i prezzi di flashbook che - a mio modestissimo avviso - non ripagano la qualità della roba che stampano. lo cerco usato da mesi, spero di poterlo trovare prima o poi.

lunedì 14 marzo 2016

commenti randomici a letture randomiche (13)

giorni e giorni e giorni che mi sembra di non concludere nulla eppure non trovo il tempo per dedicarmi come vorrei al blog.
e neanche per finire di leggere tutto quello che vorrei (per dire: il misterioso recensore mi ha prestato equinozi, e sta lì in attesa. c'è in attesa ancora anche il mega-volumone di mickey mouse mystery magazine che ho recuperato a novembre e che sta veramente mettendo a dura prova la mia pazienza: è troppo grande e pesante per essere letto senza che mi venga il mal di schiena! sigh).
non so se lo sapevate, ma clacca oltre che leggere, ogni tanto si diletta a scarabocchiare cose. e siccome qualche tempo fa avevo iniziato a scarabocchiare sulla ceramica, ho poi deciso di prendere un forno serio, dei colori seri e mettermi a lavorare in modo serio.
quindi da circa una settimana a casa c'è un forno grosso quanto tre clacche e mezzo che attende che "sì, vengo tra qualche giorno a sistemare la presa" e "sì, ho scordato le piastre ma te le mando subito per posta" diventino realtà. e sopratutto aspetta che a me passi il panico da "ommioddio non ce la farò mai". se poi mi seguite anche su instagram, avrete notato che sto cercando di riprendere la mano con matita e pennelli... e avrete sicuramente notato anche che ultimamente mi sono passati tra le mani un sacco di titoli interessanti, quindi è giunto il momento di andare oltre le fotyne bimbominchiesche e spendere due paroline sulle ultime letture nella vostre (non)rubrica randomica preferita!

innanzitutto gioia, gaudio, letizia e felicità per il ritorno di aki irie e del suo bellissimo il mondo di ran. mancava da quanto? quasi tre anni? e io mi ero completamente dimenticata di alcuni particolari, anzi a dirla tutta, di un buon 80% della trama. così nelle ultime settimane, oltre a recuperare gli ultimi due volumi usciti, ho riletto anche quelli precedenti.
i volumi 4 e 5 sono il collegamento perfetto tra i primi, che ci erano serviti a introdurre i personaggi e il loro contesto, farci conoscere il loro carattere e farli legare per bene tra loro, e gli ultimi due, che non vedo l'ora di leggere, ma sono certa che concluderanno in modo eccellente la storia della streghetta e delle sue scarpe magiche.
senza fare troppi spoiler, dico solo che si capisce finalmente qualcosa di più su tutta la storia degli insetti e sul lavoro di shizuka e delle ali nere: la vicenda prosegue a ritmo serrato, ci si prepara a uno scontro importante, io prevedo lacrime come non mai, anche se non so se di gioia o di tristezza, e nel frattempo si tira un sospiro di sollievo e ci si rilassa un po' con gli extra tra un capitolo e l'altro: non si tratta però di storie slegate da quella principale, quindi non saltatele!
lacrime di tristezza per la copertina del quinto volume che cambia completamente stile rispetto alle prime quattro che erano davvero bellissime... perché signora irie? perché???

un'altra cosa che desideravo leggere tantissimo era il volumetto cartonato che raccoglie i primi sei capitoli di darth vader, un'altra serie marvel dedicata al mondo di star wars (ho parlato del primo volume skywalker colpisce qui). ero abbastanza entusiasta dopo la lettura di skywalker colpisce, adoro l'universo di star wars e darth vader è uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, quindi l'hype per questo volumino, che è anche uscito in ritardo rispetto a quanto previsto era alle stelle. però devo ammettere che, forse proprio per colpa delle mie aspettative troppo alte, mi ha delusa un po': la storia si svolge proprio dopo la distruzione della morte nera ad opera di luke e ha ovviamente per protagonista il nostro caro signore oscuro, caduto in disgrazia agli occhi dell'imperatore che adesso lo manda a fare il galoppino in giro per l'universo. umiliato e per nulla convinto di farsi trattare a pesci in faccia, darth vader riesce a rintracciare e a mettersi in contatto con aphra, una giovane archeologa criminale che riesce a mettere in piedi, grazie agli inquietantissimi triplo zero e bt-1, copie "cattive" di c-3po e r2-d2, un esercito di droidi a servizio del fu skywalker. nel frattempo l'imperatore sta cercando un sostituto a vader stesso, qualcuno più "al passo con i tempi", che non confidi tutto nella forza, ritenuta - in modo insopportabilmente blasfemo - ormai obsoleta: per un buon numero di pagine vedremo darth vader sfidare una serie di mercenari pieni di innesti e modificazioni biologiche varie in una tornata di duelli a dir poco soporiferi.
il volume si chiude con un flashback in cui il nostro è ancora anakin skywalker e ha appena saputo dell'imminente nascita di un erede, mentre, nel presente, boba fett gli ha appena comunicato - e questa scena è la stessa che si trova alla fine di skywalker colpisce - che il responsabile della distruzione della morte nera è un tale skywalker...
insomma, si poteva fare di meglio, ma mi piace molto aphra, mi piacciono anche i due nuovi droidi anche se mi fanno davvero paura e sopratutto non vedo l'ora di leggere i prossimi episodi, perché per quanto possa essere stato un volume deludente, il fangirlismo è duro a morire.

e a proposito di ritorni inaspettati e fangirlismo, è tornata sugli scaffali delle fumetterie anche kei tome, ovviamente non c'entra niente l'ormai senza speranze canta "yesterday" per me, ma si tratta di mahoromi, primo di una serie di quattro volumi, che mi ha convinta a togliere l'embargo a goen, benché il mio timore che riescano a bloccare persino una miniserie di quattro volumi rimanga intatto. ma è la tome e quindi tocca rischiare.
in questo primo volume ci sono tutti gli elementi cari alla nostra autrice: ragazzi che studiano arte, i ricordi legati agli oggetti antichi, una bella e misteriosa ragazza con i lunghi capelli neri e un protagonista che si ritrova a vivere strane avventure e a sconvolgere la sua banale tranquilla vita di ogni giorno.
il protagonista della storia è niwa, uno studente di architettura che inizia a vivere nella casa del nonno defunto, anche lui a sua volta architetto. a casa, niwa si sente come un ospite indesiderato, come se qualcosa gli dicesse di andar via, o più probabilmente è l'imbarazzo di vivere a casa di un nonno che non ha mai avuto modo di conoscere quando era in vita, ma che parrebbe essere molto famoso e benvoluto da tutti. tra i ricordi del nonno appare anche una fotografia di una ragazza sconosciuta, che però non è la nonna di niwa. nel frattempo, coinvolto dalla collega e amica akira, scopre di avere un potere incredibile: toccando alcuni oggetti di antiche case abbandonate, ormai prossime alla demolizione, può vedere i ricordi delle case, di chi ci aveva vissuto, e grazie a mayuri, una ragazza dai lunghi capelli neri che somiglia alla foto misteriosa, scoprirà che le case possono avere rimpianti e desideri...
insomma, la solita meraviglia in perfetto stile kei tome. non so come possa non piacere, io adoro i suoi lavori, anche se spesso c'è così tanta malinconia!

per tirarci su di morale, due paroline veloci veloci anche su romantica clock, che arrivato al terzo volumetto, mi fa confermare la prima impressione che ho avuto per questa serie, ovvero che mi piace tantissimo! il rapporto tra i due gemelli si fa sempre più stretto e akane è tanto ingenua da risultare pericolosamente ambigua nei riguardi del fratello aoi.
intanto sembra che per shin si debba aprire una parentesi che spero non sia troppo lunga, mentre fa la sua entrata in scena un nuovo personaggio, ayumu, che sembra arrivare proprio per rompere le uova nel paniere a tutti quanti...
e poi ci sono i gattini! no, scherzi a parte, il pregio principale di questo manga è che nonostante sia una lettura molto mooolto leggera, non ha ancora calato il tono, rimane sempre allegro e divertente senza scadere nel ridicolo e ha dei personaggi ben caratterizzati ai quali ci si affeziona per forza.
continuo a pensare che, al momento, sia tra i migliori shoujo in circolazione.

ah, sto continuando il mio recupero spasmodico dei fumetti di arina tanemura. ormai sono solo alla ricerca di tre volumini di jeanne e poi posso dire di aver completato tutte le serie lunghe. spero di poter prenotare ogni nostro venerdì (l'ho sfogliato in fumetteria e mi è parso carino, ma sto cercando di non cominciare nuove serie perché ho un sacco di roba da recuperare!), quindi se conoscete qualcuno che lo venderebbe a serie conclusa fatemelo sapere! ho letto mistress fortune, che è stato carino, e adesso sono invischiata fino al collo in la spada incantata di sakura, che mi sta prendendo da matti e mi ha fatto tornare con la mente a quando avevo, boh, sedici anni?, e avevo scoperto il mio primo shoujo fantasy, fushigi yuugi, del quale mi sono innamorata perdutamente e che mi piace tantissimo anche adesso.
comunque, senza divagare troppo, la spada incantata di sakura mi sta piacendo da morire, molto più di alliance cross, sono davvero contenta di averlo recuperato e ve ne parlerò al più presto!

lunedì 18 gennaio 2016

commenti randomici a letture randomiche (11)

randomicità massima anche per la roba che staziona sulla mia scrivania in attesa di un commento veloce veloce.
visto che si tratta di un bel po' di roba, ho deciso di dividere il post in due parti: ecco i primi titoli!

per prima cosa, volevo esprimere tutta la mia gioia per aver letto skywalker colpisce, la raccolta in cartonato dei primi sei volumi dedicati a star wars. ora io non sono mai stata un'appassionata di fumetto americano, non leggo marvel né dc e quelle poche volte che ho provato a capirne qualcosa mi sono incartata malissimo già solo a provare a capire in che ordine cercare qualche titolo leggibile a se. quando hanno cominciato a pubblicare gli spillatini di star wars ci avevo rinunciato, non riesco proprio a seguirli e a districarmi tra serie principale, miniserie e blabla. quindi questi cartonati che raccolgono gli episodi già pubblicati in spillato mi salvano la vita praticamente. la storia presentata in questo volume è ambientata esattamente dopo l'episodio IV: dopo aver distrutto la morte nera, luke, han e leia sono in missione per distruggere la più produttiva fabbrica di armi dell'impero.
non voglio spoilerare nulla, anche se è uscito ormai da un mesetto, perché penso che valga proprio la pena di leggerlo se siete fan della versione cinematografica: ci sono degli scontri interessanti, un buon approfondimento psicologico su luke, ancora insicuro sul suo passato e sul suo possibile futuro di jedi, e sopratutto rivelazioni... scottanti! su altri personaggi.
c'è sopratutto la risposta a una delle domande che mi ponevo da anni... come diamine faceva darth vader a sapere chi era il pilota che ha distrutto la morte nera?

a quanto ne ho capito io, da quel poco che ho trovato in giro, è che questi episodi sono stati commissionati alla marvel dalla disney, per ampliare l'universo canonico della serie. per cui, anche i prossimi volumi (a fine mese esce il primo cartonato dedicato a darth vader e io non vedo l'ora) avranno, per così dire, il compito di collegare i vari film tra loro e riempire gli intervalli tra un film e l'altro. a me questo progetto piace tantissimo, per quanto non ami particolarmente questa tipologia di fumetti (intendo dal punto di vista grafico).

cambiando completamente genere.
dei quattro nuovi albi editi da bd dedicati a my little pony (l'amicizia è magica vol. 3, le microavventure vol. 2, amici per sempre vol. 1 e l'amicizia è perfida vol. 1), sono riuscita ad acquistare al momento solo il secondo volume de le microavventure.
rispetto alla serie regolare (l'amicizia è magica) questo volumino mi ha un po' delusa. molto basso il livello dei disegni e a dirla tutta, anche quella delle storie, che si mantengono su un livello che potrei definire solo con il tristissimo termine medio. manca quell'ironia e quel non so che di surreale che caratterizzava le storie pubblicate ne i primi due volumi de l'amicizia è magica.
non che sia stata una brutta lettura, ma penso proprio che negli altri volumi avrei trovato di meglio.
spero di poterli recuperare al più presto...

sempre più a random, volevo spendere due paroline sul volume di io ti salverò, di yoko maki, pubblicato a novembre ma che io ho recuperato a inizio mese. praticamente lo trovo in tutte le edicole in cui mi trovo a passare, ragion per cui penso che non abbia venduto tantissimo...
storie brevi
e in effetti non è che si tratti esattamente di un albo imperdibile, eh, ma a me l'autrice non dispiace affatto (a proposito, non vedo l'ora che esca il secondo volume di romantica clock! ) e mi piacciono molto i volumi unici, per cui non potevo per nulla perdermelo.
quasi metà del volumetto è occupata dalla storia che da il titolo alla raccolta, io ti salverò, appunto, che racconta di hiro harusawa, detta la "giustiziera", una ragazza con troppo senso del dovere e nessun amico, e ryo hamasaki, praticamente il suo opposto... almeno in apparenza.
quando scopre che ryo è in realtà vittima di alcuni teppisti che gli estorcono soldi, hiro decide di prendere le sue difese... e ovviamente il buon e ingenuo ryo interpreta la cosa come un oh che bello siamo amici!
mentre tra i due inizia a crearsi un legame sempre più stretto, scopriamo il passato di hiro e il motivo per cui non ha più nessun amico.
inutile dire che la situazione cambierà e lo farà nel migliore dei modi!
candy girl è la storia del primo amore di yuki, un ragazzo di sedici anni per mimi, una sua compagna di classe dall'aspetto di una bambola. yuki scoprirà presto che in realtà mimi ha un brutto carattere, è egoista e viziata e per nulla dolce... ma è davvero così?
una storia breve che gioca tutto sugli equivoci, molto carina, mi sarebbe piaciuto se fosse stata un po' più lunga.
completamente diversa è la protagonista di clear note, la terza storia del volume: si chiama rumi, ama leggere, è timida e non ha amici. quando si ritrova a dover svolgere dei servizi scolastici con il suo compagno kazama, che è ovviamente il bello-e-pieno-di-amici di turno, le altre ragazze, ingelosite e cattive come solo nei migliori shoujo manga scolastici, iniziano a crearle un sacco di problemi. inutile che vi dica come va a finire, no?
l'ultima storia, green boy x blue girl, è sicuramente quella più acerba e anche quella che mi è piaciuta di meno: racconta di yu, una ragazza per nulla dolce, per non dire una grandissima infantile rompipalle, e takeru, il suo compagno di banco, che nonostante tutto riesce a sopportarla. beh, dopo una serie di battibecchi eccetera, ovviamente, finiranno insieme.
a parte l'ultima storia, davvero superflua, è un volumetto carino. per cui se siete appassionati del genere primi amori tra i banchi di scuola e vi capita sottomano dateci un'occhiata.

tornate tra qualche giorno per scoprire quali sono state le altre - randomicissime - letture degli ultimi tempi!

lunedì 4 gennaio 2016

star wars VII - il risveglio della forza (spoiler e ipotesi)

ed eccomi di nuovo qui, dopo un ragionevole lasso di tempo dall'uscita del film, ho scritto un po' delle considerazioni che negli ultimi tempi, complice una seconda visione al cinema, ho tirato fuori su star wars VII.

ovviamente, tutto il post sarà strapieno di spoiler. quindi se ancora non avete visto il film chiudete questa pagina e passate a leggere qui dove trovate il primo post su il risveglio della forza senza spoiler.
e poi ovviamente andate al cinema.

questo settimo episodio è stato in tutto e per tutto un omaggio all'episodio IV: una ragazza (invece di un ragazzo) cresce senza la sua famiglia d'origine su un pianeta desertico, lontana dalle lotte politiche che turbano la galassia, incontra un droide in missione segreta (nel primo film erano due), è costretta a scappare da casa e si ritrova improvvisamente ad avere a che fare con un'energia cosmica misteriosa e con due fazioni in guerra tra loro, perderà la sua guida assistendo impotente alla sua morte (han solo invece di obi-wan kenobi) e alla fine il suo ruolo sarà fondamentale per la resistenza (anziché per la ribellione).
anche le ambientazioni ricordano parecchio quelle della vecchia pellicola: jakku è praticamente uguale a tatooine, non fosse che lì c'era qualche sole in più, takodana, il pianeta in cui si incontra la piratessa maz kanata e in cui si svolge poi la battaglia tra assaltatori e resistenza, ricorda molto la boscosa luna di yavin, nella quale la ribellione assisteva alla distruzione della morte nera, di cui la nuova star killer dell'episodio sette è la versione più grande e potente.

tutto questo non può però essere visto come una mancanza di originalità, perché il film di certo non si esaurisce in così poco. personalmente mi sono piaciuti tantissimo i rimandi al IV episodio, hanno saputo non solo creare continuità anche a trent'anni di distanza, ma hanno anche aggiunto quel tocco fiabesco alla storia, quell'atmosfera che star wars voleva avere all'inizio e ha mantenuto intatta per tutti - sì, anche i prequel - gli episodi: è come se ci fosse un filo invisibile tra la nuova e la vecchia generazione di personaggi e di conseguenza tra la nuova e la vecchia generazione di fan e di spettatori. si crea qualcosa di davvero mitico, una ciclicità che sa di fatale: mischiate pure gli elementi come volete, ma alla fine le cose andranno sempre in quel modo, perché non c'è altro modo possibile. cosa volevate di più? con che coraggio potete ancora dire che questo non è star wars?
tutti i continui rimandi tra presente e passato servono a collocare in modo univoco i personaggi nei loro rispettivi ruoli, creare degli inevitabili parallelismi e quindi a lasciare al pubblico la possibilità di macinare ipotesi su ipotesi per quelli che saranno gli episodi futuri. è ovvio che questa consapevolezza è lasciata esclusivamente allo spettatore: ci voleva han solo per convincere rey e finn che i jedi, la forza... è tutto vero. per loro tutto accade per la prima volta, e quindi tutto il discorso fatto sopra non ha valenza da dentro la cornice.
c'è chi considera questo film un bieco trucco per far soldi (eh beh, si sa, uno mica fa film per guadagnarci qualcosa, eh, è solo la disney brutta e cattiva che ci tiene a vendere i biglietti al cinema e poi i gadget, gli altri fanno film per la gloria), a me tutto questo ha coinvolto davvero tanto (si sarà notato, no?, che ormai sono monotematica), e se volevano i miei soldi, beh, li avranno eccome! glieli do con gioia.

il risveglio della forza ha anche l'altro, enorme, merito di essere riuscito, a mio avviso, a riparare ad alcuni peccati d'ingenuità che potevano infastidire nelle due vecchie trilogie: insopportabile ad esempio, la distruzione di alderan, un momento drammaticissimo ridotto a un bum in lontananza. qui, la distruzione della repubblica per mano della nuova star killer, ha tutto il pathos che merita, tra inquadrature ad effetto e colonna sonora. anche il passaggio di anakin al lato oscuro, nel terzo episodio, era stato troppo facile e veloce, mentre adesso kylo ren riesce a rendere molto meglio la sua lotta interiore, la sua crescita è lenta e sofferta, e non è ancora terminata. 

i tre nuovi personaggi principali, reyfinn e kylo ren, a me sono piaciuti da morire: non solo promettono parecchio bene per quello che sarà il loro ruolo nei prossimi episodi, non solo hanno tutti e tre un background parecchio interessante sul quale si possono fare parecchie ipotesi, ma hanno reso questo film da un lato qualcosa di nuovo e diverso dalle vecchie trilogie, dall'altro sono perfettamente in armonia con l'atmosfera sia dei primi episodi, sia di quelli più recenti.


rey è il personaggio con il passato più misterioso e intrigante dell'intero film. praticamente è come se per tutto il film non si facesse che chiedersi ma questa qui chi è in realtà? forse per via del fatto che tutta la prima trilogia è incentrata sul legame darth vader/luke e la seconda sul passato di anakin/darth vader, qui abbiamo la necessità di associarla per forza a qualcuno. quindi stiamo al gioco e proviamo a capire da dove potrebbe venire rey.
non è - secondo me - come va per la maggiore la figlia di luke, ma è inevitabilmente una skywalker, o almeno così ci hanno voluto far credere per tutto il tempo: è una bravissima pilota ed è potente nella forza, nonostante non sia mai (?) stata addestrata.
quindi, per forza di cose, è anche lei figlia di leia e han solo. eppure la cosa non tornerebbe, visto che i due parlano sempre di ben solo come figlio, ma non fanno nessun riferimento diretto a una parentela con lei.
eppure han ha spesso nei confronti di rey un malcelato orgoglio e un atteggiamento molto dolce e paterno, anche se cerca di far finta di niente, sembra sforzarsi il più possibile di non essere troppo tenero con lei: sul millennium falcon, quando praticamente è rey a salvare la situazione più volte, han è visibilmente sorpreso, eppure cerca di sminuire tutto, e si concentra a fare il compagnone di finn. quando maz kanata gli chiede esplicitamente chi sia rey, la scena viene tagliata: cosa risponde han alla domanda? di certo non può liquidare tutto in oh nessuno, una che quasi pilota il falcon meglio di me. non sapremo mai cosa avrà detto, ma di certo sarebbe stato interessante scoprirlo. (sulla vicenda della spada e delle visioni ci torneremo dopo)
e leia, che non è di certo una da baci e abbracci a tutti, ha anche lei uno sguardo malinconico e dolce verso rey, sia quando la ragazza torna dalla missione dopo la morte di han, sia quando parte a cercare luke, e questi sono inoltre gli unici due momenti in cui il generale organa sembra abbandonarsi ai sentimenti, oltre ovviamente, che con han.
insomma, molta dolcezza e molta malinconia.
oltretutto kylo ren sembra parecchio interessato a rey, ma non si capisce bene qual è il motivo: perché ha percepito le sue capacità? o è davvero perché vuole recuperare dalla sua memoria la mappa che potrebbe aver visto (non era più facile catturare un droide?). o potrebbe averla riconosciuta? in fondo durante lo scontro le propone di addestrarla nell'uso della forza, non ha molto interesse a farla morire, non subito almeno, altrimenti credo proprio che l'avrebbe uccisa subito.
del passato di rey sappiamo solo che è stata lasciata su jakku dalla sua famiglia, e che lei aspetta da sempre che qualcuno torni a prenderla. sappiamo che è classificata, quindi in qualche modo è tenuta sotto controllo. e vediamo, insieme a lei, dei frammenti di passato e futuro quando tocca la spada di luke (che fu prima di anakin). non vediamo mai i genitori di rey, non sappiamo perché è stata confinata così piccola su jakku.
come è possibile che due genitori come leia e han, ancora affezionati al figlio nonostante quello che ha fatto, non battano ciglio nel momento in cui ritrovano la figlia, da cui sono separati da anni?
questa cosa aveva un po' fatto vacillare la mia teoria circa il legame rey - leia/han, ma dopo aver rivisto il film, mi è venuta un'altra idea, il modo per quadrare il cerchio: semplicemente leia e han non hanno riconosciuto rey. il che vuol dire che l'allontanamento dalla figlia o è avvenuto prima del suo isolamento su jakku, quindi magari era stata adottata da qualcun altro per i primi anni di vita, oppure  - e questo mi pare più plausibile - qualcuno ha mentito circa la sorte di rey, ovvero è stata mandata su jakku senza che i veri genitori lo sapessero. magari rey è stata spacciata per morta. ma chi avrebbe architettato tutto questo? la soluzione al quesito si è proposta alla seconda visione del film, proprio nella lunga scena finale: luke, che da anni è scomparso ed è finalmente stato ritrovato, guarda rey non solo come a dire "come avete fatto a scovarmi?", ma anche come se la riconoscesse e non fosse troppo felice dell'incontro.
tutto potrebbe riassumersi così: luke non si è ritirato solo per colpa del nipote ben/kylo ren, ma per qualche altro errore, forse ben peggiore (non so se sono la sola ad averlo pensato, ma quando lo si inquadra per la prima volta la musica inizia ricordando in modo inquietante la marcia imperiale, per poi cambiare subito), e dalle conseguenze molto gravi. a questo punto, per salvare la nipote minacciata dal fratello - o peggio, per evitare un nemico così potente a quest'ultimo - ha fatto sparire rey, nascondendola su jakku, forse cambiandole nome, di certo convincendo leia e han che la loro bambina non esistesse più, e facendo sì che rey adesso risvegli in loro una sorta di nostalgia del tipo magari se fosse ancora viva, nostra figlia assomiglierebbe a questa ragazza.

rey è un personaggio incredibile, la protagonista perfetta per una serie come star wars: riesce a usare trucchetti mentali meglio di qui gon-jinn e pilota astronavi da dio, e ovviamente la cosa non è piaciuta. e diciamocelo, non è piaciuta perché è una ragazza. perché quando luke fa saltare in aria la morte nera dopo appena 20 minuti che guida un caccia, senza neanche affidarsi al computer di bordo, usando solo la forza e senza ovviamente avere un addestramento completo, lì nessuno ha detto nulla, la forza funziona così, e quando anakin in versione bimbo dell'ovetto kinder guida lo sguscio come un pilota di formula uno, nessuno ha detto ma è impossibile, dai, è un ragazzino di sette anni con i capelli a scodella. però per rey che fa qualche giochetto mentale, e usa una spada - e la usa abbastanza bene - tutti a urlare allo scandalo, tutti a dire che non è verosimile. ma esattamente cosa è verosimile in star wars? le navi spaziali? la forza? alienini verdi e vecchi che saltano meglio di un atleta di parkour?
e nonostante sia la prima protagonista donna di star wars, la sua presenza non richiede necessariamente una storia d'amore a giustificare il fatto che... beh, ci sia. insomma, è esattamente l'eroina che volevamo.


finn è il personaggio sul quale sappiamo quasi tutto quello che riguarda il suo passato: rapito dal primo ordine quando era un bambino piccolissimo (quando captain phasma parla di lui dopo la diserzione, si intravedono delle foto che lo ritraggono quando non aveva forse nemmeno un anno), strappato alla sua famiglia e cresciuto al solo scopo di diventare un assaltatore, un soldato ubbidiente che uccide senza scrupolo.
sappiamo, sempre da phasma, che gli assaltatori vengono condizionati. non si spiega più di tanto di cosa si tratti, ma chiaramente questo condizionamento è quanto di più simile possa esserci a un lavaggio del cervello: non potendosi più servire di cloni geneticamente modificati per eseguire gli ordini senza ribellarsi, il primo ordine ha trovato un altro modo per rendere efficiente al massimo il suo esercito.
eppure, fn-2187 (questo è il suo nome prima che poe lo ribattezzasse finn), non obbedisce, decide di non uccidere.
quanto è plausibile che qualcuno, cresciuto al solo scopo di diventare un soldato che non discute gli ordini, senza una vera identità (non ha neanche un nome, solo un numero di serie a uso e consumo dei suoi superiori), senza un passato, senza una famiglia, senza amici, affetti, senza una vera vita alle spalle, possa compiere una decisione di questo tipo? quanto è plausibile riuscire a superare il condizionamento, avere una morale propria, diversa da quella che segue l'unica realtà che ha avuto modo di conoscere? così come kylo ren, e lo vedremo dopo, anche finn è stato banalizzato, quando invece il suo personaggio ha un ruolo importantissimo e un enorme spessore e valore. altro che macchietta. altro che mezzuccio per tirare in ballo rey.
finn tradisce tutto ciò che è stata la sua unica realtà e verità, ha una personalità nonostante sia stato fatto di tutto affinché non ne avesse una, compie delle scelte, nonostante sia cresciuto per eseguire gli ordini e basta. nonostante sia solo un pedone nelle mani del primo ordine, a pelle sa cosa è giusto e cosa no, per quanto possa apparire spaventato da eventi più grandi di lui (e ne ha anche ragione!) finn è un esempio di amicizia e lealtà. una volta analizzato bene, gli si perdonano i momenti di debolezza e la sua grande ingenuità. è uno degli elementi fondamentali di quel qualcosa, di quel motore primo (aristotele perdonami) che muove tutto affinché bene e male si scontrino ancora una volta.

ho seriamente temuto che tra lui e rey potesse nascere un qualcosa di tenero, giusto per dar il contentino ai fan, ma per fortuna non è stato così. il suo affetto per rey è sincero, così come lo è quello per poe e per han solo, ma rimane un sentimento di amicizia e lealtà: c'è in finn tutta la purezza di chi, per la prima volta, crea dei legami e non accetterebbe mai l'idea che non possano essere per sempre e contro ogni ostacolo.
sicuramente lo rivedremo nei prossimi episodi, ma è il personaggio sul quale non riesco proprio a far delle ipotesi, forse perché ha un ruolo praticamente "inedito" rispetto alle vecchie trilogie.


peggio che a rey, per quello che riguarda le critiche superficiali e idiote forse è finita a kylo ren, bistrattatissimo dai fan che non hanno affatto apprezzato il volto che si cela sotto la maschera. ho letto di tutto, dalle offese più pesanti alle battutine più stupide. il punto è che come al solito si preferisce concentrarsi sui paragoni con i vecchi film e sull'aspetto fisico degli attori piuttosto che sui personaggi e sul loro ruolo.
se kylo ren vi è sembrato solo una pallida imitazione di darth vader, beh, magari ci avete preso solo a metà.
kylo ren, al secolo ben solo, è il primo dei cavalieri di ren, alleati del primo ordine. se i secondi sono l'opposizione politica alla nuova repubblica, kylo ren rappresenta il ritorno di una controparte anche mistica all'ordine ricostituito dopo la caduta dell'impero.
il primo ordine è un'organizzazione politica basata sulla nostalgia nei confronti della vecchia dittatura imperiale, e dal canto suo, kylo ren è ovviamente il primo fan del nonno, quel darth vader di cui, conserva il casco ormai distrutto come una reliquia (e sarebbe interessante scoprire come ne sia entrato in possesso).
sui cavalieri di ren non sappiamo praticamente nulla. in realtà, o sono scema io che non ho capito niente, oppure kylo ren è l'unico - che vediamo - a farne parte.
il suo aspetto, la maschera, il mantello nero, la spada rossa (che è diversa dalle spade laser a cui siamo abituati, non solo per l'elsa, che si è rivelata meno inutile di quanto si temesse, quanto nella tipologia di energia che usa e di conseguenza dall'effetto che da quando è accesa), tutto è costruito per somigliare a quel signore oscuro dei sith per il quale nutre un profondissimo rispetto e desiderio di emulazione. ma perché, tra i due parenti illustri, tra luke e vader, ha scelto proprio il secondo? che anche qui sia stata colpa di luke? che anche questa scelta di ben/kylo ren sia stata fondamentale per decretare l'auto-esilio di luke?
quello che conta è che di certo abbiamo a che fare con un cattivo in fieri, uno che, come sappiamo dal leader supremo snoke (il tizio grosso e cattivo che sembra un rettiliano e di cui ancora non sappiamo praticamente nulla se non che è il maestro di kylo, che guida sia lui che il primo ordine e che conosce la forza e potrebbe essere l'ultimo sith ancora in vita) non ha neanche completato il suo addestramento.
kylo ren sembra un ragazzino arrabbiato per qualcosa che non ci è ancora stato svelato, con un desiderio che forse più che di vendetta potrebbe essere di giustizia per qualche torto subito, e che non è del tutto passato al lato oscuro, per sua stessa ammissione.
la scena del parricidio è un esempio perfetto di tutto ciò, forse ancora di più di quella in cui il ragazzo si confessa alla maschera del nonno. le lacrime e la richiesta di aiuto ad han solo sono sincere: quello che deve fare è uccidere suo padre, ma è davvero incapace di farlo senza il suo aiuto. almeno fino a quel momento, sappiamo che leia ha ragione quando dice che c'è ancora della luce in lui. ma poi? kylo ren è davvero cambiato dopo aver ucciso han?
se le ipotesi su rey funzionano, ben sarebbe suo fratello maggiore: un ragazzino che avrebbe assistito a qualcosa di tanto grave da portare all'esilio dello zio e della sorella. se così fosse, si potrebbe giustificare questo suo "piccolo" problema di controllo della rabbia, cosa in cui somiglia parecchio ad anakin, solo che kylo non ha nessun maestro jedi ad aiutarlo a gestire le sue emozioni.
nonostante tutto quello che potrebbe essere il suo passato, e quelle che di certo sono le lacune nella sua formazione, kylo ren si presenta bloccando con la forza il raggio di un blaster, tenendolo sospeso a mezz'aria per lunghissimi minuti, quasi senza curarsene, tiene sulla testa un casco che a giudicare dal tonfo che fa quando cade in terra peserà davvero parecchio, si becca un colpo di balestra di chube in pieno fianco e quasi senza battere ciglio combatte contro finn (addestrato per tutta la vita a essere un soldato) e poi contro rey (che come si è detto prima, non è la prima pivellina che passa)... non è roba da poco, no?
non so voi, ma a me uno così sembra anche più potente di vader. quand'è che anakin ha dimostrato capacità del genere durante il suo apprendistato?
sono certa che nell'episodio VIII kylo ren ci stupirà e parecchio.

eppure, i cosiddetti fan si sono più interessati alle sue orecchie a sventola che a tutto il resto. potevate risparmiarvi i soldi del biglietto a dirla tutta.


poe dameron ha un po' il ruolo dello sbruffone che han solo aveva nella vecchia trilogia, senza però ferire i sentimenti di nessuna principessa.
pilota di grandissimo valore, non si risparmia mai una battuta quando può, neanche nei momenti in cui sembra stia per lasciarci la pelle. è apparso per poco, ok, ma ha decisamente lasciato il segno, non so se più per il suo coraggio o per il modo in cui ha saputo distendere la tensione durante la prima scena.
se dopo la sua presunta morte quasi all'inizio del film è tornato, di certo la sua presenza non può esaurirsi tutta nello scontro aereo tra resistenza e primo ordine. avrà per forza un ruolo ancora importante almeno nel secondo episodio, sicuramente al fianco di finn. o almeno è quello che voglio credere.


altro personaggio che spero proprio di incontrare nuovamente è maz kanata, la piratessa spaziale che gestisce una sorta di locanda - chiara citazione di quella di mos eisley dove luke e obi-wan incontrano per la prima volta han solo e chewbecca - nel suo enorme castello su takodana.
maz è un personaggio che mi ha affascinata tantissimo, sarà che ho un debole per gli alieni piccoli e rugosi, sarà che il suo ruolo è quello della anziana saggia che custodisce segreti e misteri... e spade laser!
purtroppo a lei non è stato dedicato lo spazio che meritava: dice di essere in grado di capire le persone guardandole negli occhi, e sembra parecchio incuriosita da rey, anche se non sapremo mai cosa si saranno detti lei e han solo a proposito della ragazza.
sappiamo però che custodiva la spada di luke, che ne conosce la storia e che sa che quella spada è legata a rey: sa che rey ha avvertito qualcosa quando ha impugnato la spada di luke.


le visioni di rey nella cantina della locanda di maz, sono forse la parte più oscura di tutto il film: vediamo lei bambina piangere e chiamare sua madre nel momento in cui viene abbandonata su jakku, l'imminente scontro con kylo ren, e una mano artificiale che spunta da un mantello nero e tocca r2. ecco, io sono convinta che quello non sia luke ma anakin - la mano artificiale di luke si vede bene nell'ultima scena ed è evidentemente diversa da quella che vede rey. ma cosa significa che rey abbia avuto un'esperienza del genere? in fondo anche luke aveva usato la stessa spada, che era stata di suo padre, eppure non aveva visto nulla. è un modo per far intendere che rey è più potente dell'ultimo jedi? a quanto ho letto in giro, si sentono anche le voci di obi-wan e yoda durante la visione, io non sono riuscita a distinguerle: se davvero anche gli antichi maestri jedi hanno comunicato con lei, allora davvero rey potrebbe nascondere più di quanto si immagini.
oltretutto queste non sono le prime visioni che ha rey. quando viene interrogata da kylo ren, lui dice "vedi un enorme oceano con un isola" (cito a memoria, quindi potrebbero essere leggermente diverse le parole), ma in realtà quello non può essere un ricordo di rey, ma solo una visione del futuro: in effetti poi vedrà un enorme oceano e un'isola... ah, abrams e le isole...
in ogni caso, maz non sembra turbata da tutto questo, anzi, parrebbe che non abbia fatto che aspettare la ragazza per poterle spiegare cosa è la forza e come usarla e darle la spada che le spetta di diritto.
ma come ha fatto maz a trovare quella spada? bella domanda, ma non per questo momento. luke la perde durante lo scontro con darth vader, insieme a tutta la sua mano. già solo per questo, la vecchia aliena mi suscita un sacco di curiosità.

l'ho già detto, ma mi va di ripeterlo: alla strafaccia di tutti gli haters che non hanno saputo godersi il film, questo episodio VII è stato davvero fantastico e adesso l'hype per il prossimo episodio è alle stelle! e, come ho ripetuto più volte qui, amo follemente bb-8!