venerdì 30 ottobre 2015

commenti randomici a letture randomiche - parte VIII

lucca c&g è cominciato ieri e facebook mi fa rosicare da più di 24 ore con un sacco di foto che stanno lì a dire vedi cosa ti perdi clacca? eh, vedo... intanto qui ci si consola così:


lamentazioni a parte, quest'anno farò un unico post riassuntivo degli annunci, che troverete, quindi, alla fine della fiera. nel frattempo sulla pagina fb ci saranno link, commenti e tutto il resto...

intanto volevo scrivere due parole sulle ultime letture, cominciando dalla roba più deludente, ovvero ali sulla neve di shin takahashi. lo sapete, io adoro questo autore, saikano è uno dei miei fumetti preferiti in assoluto, ma questo yuki e tsubasa proprio non mi entusiasma. avevo letto il primo volume tempo fa, e ok, carino, ma preferisco altro. di recente ho recuperato anche il secondo e il terzo e bam! la tristezza... cos'è? avevo letto un sacco di critiche sui protagonisti, che sono fondamentalmente un ragazzino smidollato e piagnone e una scema, ma non è quello che mi ha turbata, tanto il fatto che non riesco a seguire la storia, che fino ad adesso è stata incentrata sui poteri esp di tsubasa, che oltre ad essere smidollato e piagnone, è un tentativo abbozzato e mal riuscito di teppista, e sulla convinzione di yuki, sassofonista muta, di essere lei quella dotata di poteri sopranaturali, anche se non ha ancora capito che è tsubasa che le legge nella mente... il tutto è incasinato dalle perenni lagne dei due di cui sopra, frasi sconclusionate che dovrebbero in qualche modo lasciare intendere lo stato di perenne confusione mentale in cui yuki e tsubasa sono perennemente invischiati. ok, la cosa funziona, ma francamente non capisco cosa dovrei trovare di interessante in tutto questo. il tutto è condito da una dose eccessiva di fanservice (si dice ancora fanservice? insomma è pieno di ragazze che passano il tempo a spogliarsi, farsi spogliare e dire fai di me ciò che vuoi) poi migliora? ne vale la pena? perché così è solo una tristezza totale.

carinissimo invece sugar soldier, di cui sono riuscita a prendere i primi tre numeri scambiandoli con una roba che mi vergogno quasi a scrivere che l'avevo acquistata (e infatti non ve lo dico). si è rivelato una bellissima sorpresa, e ho rosicato tanto ripensando che l'avevo snobbato un po' all'uscita perché dalla trama fornita da planet manga sembrava un po' una mezza scemenza.
protagonista della storia è makoto, sorella minore della bellissima e famosissima modella teenager rika (questa roba della modella quindicenne conosciuta da mezza città mi turba ogni volta che la ritrovo in un manga. funziona davvero così in giappone? funziona così anche qui e io non me ne sono mai accorta?), ovviamente da sempre messa in secondo piano rispetto alle grazie della sorella maggiore: makoto non è particolarmente bella (però è carina! tanto carina! è una prerogativa delle protagoniste di shoujo essere carine e avere i complessi? anche questo mi turba), né eccelle in qualche altro campo: è una ragazza normalissima che deve da sempre sopportare il paragone con sua sorella.
quindici anni passati a essere sempre giudicata come quella meno carina, hanno minato la sua autostima in modo drastico, ma adesso makoto è al liceo e come in ogni shoujo che si rispetti, è suo compito innamorarsi di un ragazzo bellissimo e affascinante, meglio ancora se è il più bello e affascinante di tutti.
a questo punto makoto deve scegliere: continuare a piangersi addosso, cercando di trovare tutte le differenze tra lei e la sorella, chiedendo disperatamente al cielo perché non le ha concesso di essere perfetta, oppure dare il meglio di sé e cercare di conquistare il ragazzo dei suoi sogni.
insomma, nonostante sia un manghino pieno zeppo dei soliti triti e ritriti cliché, ho apprezzato tantissimo il carattere di makoto, la sua voglia di migliorarsi senza rinunciare a essere sé stessa, e sopratutto senza mai farsi del male (penso alle diete devastanti, alla chirurgia estetica e a tutte le altre immani cazzate alle quali ricorrono ragazze giovanissime pur di arrivare al loro ideale di pupazzo-scopabile). iriya, ovvero il bellone di turno, è anche lui un bel personaggio, dolce, gentile e premuroso, grazie a dio ci siamo evitati il bello-ma-stronzo che è uno degli stereotipi che più odio nei fumetti/romanzi dedicati a un pubblico femminile.
oltre alla storia dei protagonisti, ovvero makoto e iriya, c'è spazio anche per i personaggi secondari, sopratutto le amiche di makoto, morinaga e shirayuki, che non sono semplici cactus sullo sfondo e dei quali spero venga approfondita la storia più avanti.
insomma, plausibilmente in molti avete già concluso la serie, quindi ne sapete più di me, ma posso dire che fino al terzo volumetto secondo me è un titolo da leggere.

in ultimissimo volevo spendere due parole su topolino 3127, quello che troverete anche a lucca nell'edizione variant e che negli ultimi tempi ha tirato fuori il peggio di internet.
ho letto praticamente qualsiasi cosa su questo volumetto: che si tratta solo di una sporca e bieca operazione commerciale perché costringe i lettori di pk a comprarlo per il prologo di cinque pagine de il raggio nero e perché c'è sio, che è la mmmerda.
ok. andiamo con calma. a parte il prologo e sio, e ci arriviamo anche a questi, c'è una bella storia di casty e faccini, topolino e il rampiro di transvitania, che già da sola avrebbe meritato l'acquisto del volumetto. godibilissima anche la storia successiva, zio paperone e la ghiaia filosofeggiante, un po' meno brillanti forse le storie di wizard of mickey, delle quali però a quanto pare non è fregato niente a nessuno su internet. divertente anche furfanti nelle tenebre, mi sarebbe piaciuta tantissimo disegnata da silvia ziche, era esattamente una storia nelle sue corde.
andiamo adesso al punto dolente. le storie di sio. o meglio: le storie sceneggiate da sio. sono tre storielline brevi - superpippo e il fraintendibile suono vocalico, zio paperone e non mi ricordo più come finiva il titolo e topolino e l'inseguimento a incastro - basate su un humor semplice e non-sense.
ora, a me sio non m'ha mai entusiasmata più di tanto, ovviamente non mi piace il suo stile di disegno, non mi fa sganasciare dalle risate come vorrebbe (dovrebbe?) e non faccio parte della schiera di fan che comprano scottecs in edicola eccetera. sono consapevolissima che ci sono un sacco di autori più bravi di sio che non hanno il successo di sio. e però.
sio ha un pubblico enorme, il suo talento è riconosciuto non solo dai suoi lettori, ma dalla gente che investe su di lui e sul suo lavoro (e sopratutto nel caso di topolino, non mi pare si stia parlando di gente che non ci capisce nulla di fumetto, anzi...), sio ha successo, piace, vende. mi spiace ragazzi, ma volerlo inserire su topolino per far avvicinare altri lettori al settimanale, magari quelli che seguono sio su youtube ma non hanno mai letto topolino, a me pare una buona, ottima mossa imprenditoriale. perché sì, gli editori sono imprenditori.
ero abbastanza scettica delle storie che avrei trovato, ma alla fine le ho lette e mi sono anche divertita. la terza mi ha davvero fatto ridere: merito anche dei disegnatori, questo esordio di sio secondo me è stato davvero promettente, e sono curiosa di vedere cosa altro può fare, con la buona pace di chi continua a sostenere che a parte barks e don rosa non esiste, o non dovrebbe esistere, disney (gente che mi fa un po' pena. che poi è plausibilmente la stessa gente che si diverte tantissimo con le vignette di merda pseudo porno - ebbene sì, ci sono anche con i personaggi disney, è stato uno shock pure per me - o passa il tempo a scrivere paperina-troia e a credere di essere divertente. siete la categoria di persone che mi fanno odiare internet e che mi rovinano l'umore).
solo una cosa non potrei mai e poi mai accettare, ovvero i disegni di sio su topolino. ma non credo succederà mai. se continua a scrivere questo genere di storie, brevi e divertenti, comincerò a ricredermi sul suo conto. (ma scottecs non lo compro)
quanto al prologo de il raggio nero.
sia chiaro: è un prologo, ovvero, una breve scena che introduce la storia principale. sia chiaro anche che se negli ultimi anni avete acquistato topolino solo per pk, per questo numero nessuno vi ha puntato la pistola alla testa e vi ha costretto a comprarlo. nessuno vi ha chiesto di uscire due euro e cinquanta dalla tasca per cinque pagine di prologo. forse non ve ne siete accorti, ma oltre quelle cinque pagine ci sono altre storie, potete leggerle anche se non c'è pk.
per come l'ho visto io, questo prologo è solo un bel regalo ai lettori di topolino, un bel modo di introdurre una storia attesa da mesi.
alla fine di tutto è un numero che vale la pena di comprare, e pace agli haters che continuano a infestare la rete. avete rotto .

due parole velocissime anche sul primo volumetto di rainbow days, uscito da pochissimo per starcomics. carino, ma niente di fondamentale. i protagonisti sono quattro ragazzi liceali, diversissimi tra loro eppure amici: natsuki, un sognatore con il mito dell'amore vero e della ragazza dolce e pura con la quale vivere una storia da shoujo manga, tomoya è il classico don giovanni,capace di essere impegnato con cinque ragazze in contemporanea e col vizio di correre dietro ogni gonnella che gli passa davanti. keiichi è un finto bravo ragazzo che sotto il suo sorrisino nasconde la sua vera natura di sadico. infine tsuyoshi, un appassionato di fumetti, fidanzato con una cosplayer.
dopo un natale disastroso, natsuki conosce anna, una ragazza un po' fredda e poco sociale, e si prende una cotta fulminante, anche se mari, amica di anna e dal pessimo carattere, rende tutto molto difficile.
è una letturina carina, dove i classici stereotipi da shoujo manga, fraintendimenti, baci rubati, primi amori, gruppi di studio, appuntamenti di natale, cioccolata di san valentino (c'è tutto!), vengono reinterpretati guardando la storia dal punto di vista maschile (inutile dire che questi quattro pulcini parlano molto più di sesso di quanto non farebbero delle fanciulle), ma non è un titolo fondamentale, almeno così sembrerebbe da questo primo volumetto.
per dirne una, seiho high school men's è più carino, ma in fondo questo è solo all'inizio, per cui staremo a vedere!

giovedì 29 ottobre 2015

cattive ragazze

la storia, molto più spesso di quanto non si creda, la fanno le persone comuni, quelle che riescono con coraggio, passione e determinazione, a sovvertire le regole, quando le regole sono sbagliate.
cattive ragazze racconta la storia di quindici donne, audaci e creative, che hanno saputo dire no all'ordine imposto, alla violenza, alla sottomissione, alla discriminazione, al sessismo, ai diritti negati che da sempre caratterizzano la nostra moderna e civile società.

da olympe de gouges, che durante la rivoluzione francese chiedeva per le donne gli stessi diritti che i rivoluzionari chiedevano per gli uomini, passando per le imprese di nellie bly, la giornalista che inventò l'inchiesta sotto copertura, spiazzando i suoi colleghi maschi nonostante ai suoi tempo una donna che scrivesse di qualcosa di diverso da piante e moda fosse impensabile, attraverso i film di elvira coda notari, la prima donna regista d'italia, arriviamo alla ribellione lunga tutta la vita di nawal el saadawi, un'attivista egiziana che dall'infanzia fino agli ottanta anni ha lottato per i diritti delle donne, contro ogni forma di oppressione, religiosa, politica e civile. e poi antonia masaniello, che combatté affianco dei garibaldini, la famosissima marie curie, scienziata, prima insegnante donna alla sorbona, l'unica donna ad aver vinto due premi nobel in due campi diversi (per la fisica e per la chimica), che dedicò la vita non solo alla scienza ma anche ai diritti delle donne, la meno nota aleksandra kollontaj, ricca e di nobile famiglia, che non ci pensò due volte a ribellarsi alla famiglia e alla società russa intera, denunciando e opponendosi allo sfruttamento del popolo e l'inesistente libertà, anche affettiva e sessuale, delle donne. e poi la prima e unica donna ad aver mai corso al giro d'italia, alfonsina morini strada, una cantante che ha prestato la sua voce ai diritti negati delle donne di colore, angela davis, e una fotografa fuori da ogni canone, claude cahun, sessualmente ambigua ma politicamente schierata in maniera fortissima e chiara contro hitler e le sue politiche belligeranti e razziste. e ancora domitilla barrios de chingara, che insieme ad altre tre donne diede il via a uno sciopero della fame che prestissimo coinvolse tutta la bolivia e che portò alla caduta della dittatura e franca viola, siciliana, la prima a non aver accettato il matrimonio riparatore con chi l'aveva stuprata, la prima a portare un uomo davanti al tribunale accusandolo di violenza sessuale, la prima a non aver chinato il capo davanti al suo carnefice e alla vergognosa morale comune. mama africa, al secolo miriam makeba, sudafricana, che ha dedicato la sua voce e la sua vita per difendere i diritti del suo popolo oppresso dai colonizzatori bianchi, la bellissima hedy lamarr, attrice di grandissimo successo, che inventò il frequency hopping sistem vent'anni prima che tutto il mondo lo utilizzasse per i cellulari, wi-fi eccetera, e onorina brambilla, una delle tante ragazze partigiane che mettevano giorno dopo giorno a repentaglio la loro vita per la pace e la libertà.

le ho volute citare tutte, perché la loro cattiveria, il loro non riuscire e non volere stare al gioco dei più forti, mi ha commossa e riempita di orgoglio - come donna e come persona - durante tutta la lettura. sono nomi importanti, che meriterebbero di essere ricordati un po' più spesso, insieme a quelli di tutte le altre donne che giorno dopo giorno combattono per un mondo più giusto, più ragionevole, più onesto, più civile.

cattive ragazze è un libro che va letto da chiunque, femmine e maschi, e a qualunque età, per conoscere di più la nostra storia, le lotte che ci hanno portato ad avere i diritti che abbiamo e quelle da fare ancora per ottenere un mondo dove davvero tutti possano avere le stesse opportunità.

martedì 27 ottobre 2015

shopping list di lucca - ovvero consigli per gli acquisti (secondo me) per chi ci andrà - seconda edizione

l'avevo fatto anche l'anno scorso (qui), e dato che sono mesi che sto in fibrillazione per tutte le meraviglie che ci saranno a lucca (siiigh. nemmeno quest'anno!) volevo rifare la listona dei (miei) consigli per gli acquisti per chi ci andrà (vi odio!)

ps. mancano un paio di cover, ma le inserirò non appena saranno visibili sui siti dei rispettivi editori.


 • disney • 

un saaacco di roba.
già all'etna comics mi avevano praticamente dissanguata allo stand di topolino, ma neanche qui si scherza!

dunque dunque... cominciamo con una attesissima (almeno per me!) ristampa: mickey mouse mystery magazine che verrà ripubblicato in due volumoni cartonati al modico (coff!) costo di 35€ ciascuno... una bella sommetta, c'è poco da dire, ma personalmente sono contenta, è una delle poche serie (tra i vari spillati disney) che mi manca, quindi pazienza per il mega prezzo, oltretutto considerando le dimensioni del volume, il fatto che sarà cartonato eccetera... insomma, ce li vale!

per le limited de luxe edition ci sono due nuovi titoli: pk - gli argini del tempo (il secondo volume dopo potere e potenza), che è un must senza se e senza ma, e topolino e pippo on the road, pubblicata qualche mese fa sul topo, davvero meritevole per chi se la fosse persa.

  

poi, finalmente!, la tanto vociferata pink edition, dedicata immancabilmente a silvia ziche (e marco bosco). manco a dirlo, ho tutte le storie pubblicate in questo volume sparse qua e là tra ristampe varie e topolino, ma non ho intenzione di perdermi un volume di questa serie, ergo sarà mio!
adesso sono davvero curiosa di sapere a quale autore sarà dedicato il prossimo volume...

imperdibile anche il numero di topolino che uscirà in concomitanza con la fiera, il numero 3127 del 28 ottobre, che a lucca - e in fumetteria - sarà presente anche con una variant cover luminescente. ci saranno tre storie scritte da sio (che non mi piace poi tanto a dire il vero, ma sono curiosa di vedere cosa tirerà fuori per l'occasione) disegnate rispettivamente da silvia ziche, corrado mastantuono e stefano intini, una storia del meraviglioso duo casty/faccini e il prologo - di cinque pagine - de il raggio nero, sceneggiato da francesco artibani e disegnato da lorenzo pastrovicchio.

 

 • autoproduzioni • 

assolutamente mio der krampus, l'immancabile volume del gruppo manticora, ormai è l'appuntamento fisso di ogni lucca c&g, ed è uno dei titoli che attendo con più impazienza. se non li conoscete ancora potete leggere le recensioni di sindrome, spine, tenebre, instrumenta e feral children. e ovviamente il consiglio è di recuperare anche questi!

scoperta recente: l'artbook collettivo autoprodotto folksfool, il cui ricavato andrà interamente in beneficenza per la cura e la salvaguardia delle tartarughe marine di lampedusa. ne ho già parlato più dettagliatamente qui.


altra autoproduzione scoperta per caso è ferea, pubblicata da nyesis, nick dietro il quale lavorano due bravissime artiste, sara fabrizi ed elisa l. cross. ferea è una fanzine che contiene racers, il loro fumetto - che ho trovato per caso cazzeggiando su fb e mi è piaciuto tanto - e le loro light novels (delle quali però non so nulla). quest'anno a lucca viene presentato il terzo volume, io ne approfitto (grazie a mel-chan!) per recuperarli tutti e tre!

infine vi consiglio ancora una volta miss hall, di giulia adragna, ne avevo già parlato qui e qui, a lucca troverete entrambi i volumi (e sono belli bellissimi!)

 

 • graphic novel e altre cose interessanti • 

finalmente esce anche un ex è per sempre, il nuovo libro di silvia ziche! durante agosto e settembre aveva pubblicato dei post sul suo blog con qualche notizia e foto dei lavori in corso e non si era sicuri che sarebbe riuscita a finire in tempo per lucca, e invece ce l'ha fatta! siiigh! sapete quanto amo questa donna!

per quello che riguarda bao publishing, la mia lista desideri comprende buona parte del loro catalogo, ma a questo giro mi limiterò a prendere il nuovo libro di flavia biondi (sì, fa parte dei manticori!) la generazione, che aspetto da mesi e mesi! flavia è una delle mie autrici italiane preferite, oltre ai lavori pubblicati con il gruppo manticora, vi suggerisco di recuperare barba di perle (che amo follemente), l'orgoglio di leone e l'importante è finire, tutti e tre editi da renbooks.

inoltre torna lùmina, con un nuovo albo, world of lumina - shani 1, definito sidequel, ovvero un mix tra una side-story e un prequel, un volume di 52 pagine, realizzato da tre ragazzi della scuola del fumetto di palermo e quella di milano (sceneggiatura: maurizio carnago, disegni: paola amormino, colori: lorenzo lanfranconi), su soggetto di linda cavallini e emanuele tenderini, pubblicato da tatai lab e coprodotto da grafimated cartoon, per il costo di 3,50€. sarà disponibile in fiera e successivamente, grazie a manicomix, verrà distribuito anche nel circuito delle fumetterie (sperando ci diano un elenco preciso delle fumetterie... già mi vedo a sclerare con i preordini, mi sa che faccio prima a farmelo spedire!)
la recensione del primo volume di lùmina la trovate qui!


 

per edizioni bd poi ci sarà in anteprima il terzo volumetto di my little pony: friendship is magic, e finalmente direi, visto che il secondo era stato pubblicato a maggio dello scorso anno! qui avevo scritto due parole sul primo numero della serie, presentato a lucca due anni fa.
sapete che io amo follemente mlp, non posso perdermelo per nulla al mondo, anche se plausibilmente aspetterò di trovarlo in libreria o online per acquistarlo...
c'è anche il secondo volume de le microavventure! il tutto con la solita dose di cover variant, queste sono quelle che piacciono a me:


shockdom presenterà a lucca il primo volume di 4'o clock, una trilogia scritta e disegnata da fiore manni (non so se qualcuno ha mai visto camilla store, io ne ho guardicchiato qualche puntata e - sarà perché sono forever young - mi piaceva! tutto questo per dirvi che fiore è la presentatrice...). 4'o clock racconta una storia ambientata nell'inghilterra vittoriana (e per ora con queste ambientazioni pare che ci andiamo a nozze! oltre che i post su miss hall, che vi ho linkato sopra, qui e qui potete leggere qualcosa a proposito di risenfall), che parla di due gemelli dotati di uno straordinario talento musicale e di un misterioso violinista... qui trovate informazioni in più, manco a dirlo a me ispira molto e spero di recuperarlo presto (se non a lucca il prima possibile su ibs, insieme a cotton tales, sempre di shockdom, dietro al quale rosico già da un po'...)

sempre per bd, nella collana psycho pop, esce in real life, un graphic novel che parla di una ragazzina, appassionata di videogiochi, che si ritrova a scoprire e a confrontarsi con le realtà politiche ed economiche che stanno dietro ai videogiochi stessi. ma parla anche d'amicizia, d'avventura... e poi ha dei disegni che mi piacciono tantissimo. non so quando sarà disponibile in libreria, ma se fossi in voi, darei un'occhiata allo stand...


poooi il secondo volume di hadez per denti blu. trovate qui e qui le recensioni della vecchia edizione autoprodotta (ma ovviamente vi consiglio di recuperare l'edizione nuova!)

ne approfitterò pure per recuperare bandierine, tutta una storia di resistenze, uscito ad aprile. una delle autrici è lorenza de luca, che fa parte del sopracitato gruppo manticora, ed è da mesi che vorrei leggerlo!


e per la serie torniamo adolescenti, ricordatevi la nuova edizione di monster allergy edita da tunué (di cui ho parlato qui!). io - che ovviamente ho i primi ventinove albetti - comprerò solo il 30° episodio, quello finale e ovviamente inedito, che uscirà in libreria intorno a natale, ma che sarà disponibile in anteprima a lucca! in più ci sarà il volumetto aspettando monster allergy, che è già uscito da qualche tempo, libretto "introduttivo" alla serie, con la prefazione del direttore editoriale di tunué, una ministoria inedita che funzionerà come una specie di prologo alla storia che già conosciamo e la geografia dei luoghi in cui si svolgono le vicende di zick ed elena. vi ricordo che costa soltanto un euro e verrà stampato in edizione regular e tre variant. se per caso avete la serie vecchia e la memoria corta, sappiate che le tre copertine variant sono presenti tra quelle dei vecchi spillati!


in ultimo, visto  magari lo sapete già, ma renbooks ha aperto (dal 12 ottobre) i preordini per alcuni titoli di prossima pubblicazione, tra i quali - che sono quelli che vorrei prendere io, che mi ispirano tanto - karmapolis, che troverete in anteprima a lucca, e up all night, del quale vi ho anticipato qualche cosa qui.
acquistandoli entro la data di conclusione della fiera, verranno spediti a novembre senza spese di spedizione. qui tutte le informazioni più dettagliate e l'elenco completo dei titoli che potete preordinare.



e... questo è tutto. il che mi fa venire i brividi perché è davvero tantissima roba, dovrò praticamente vendermi un rene per poter acquistare tutto (e credo che difficilmente riuscirò a recuperare tutto prima di natale) ma sono davvero esaltatissima, non vedo l'ora di mettere le mani su tutte queste cose!

per quello che riguarda le conferenze sulle novità del 2016, spero in nuovi annunci interessanti, sinceramente non vedo l'ora e so già che passerò i giorni della fiera e disintegrare il tasto f5 sui vari siti in cui verranno pubblicate le news.
le mie speranze si focalizzano sull'omnia di don rosa di cui tanto si è parlato sui social negli ultimi mesi, nuovi titoli per la serie definitive collection della disney, magari un paio di titoli manga interessanti (i miei sogni son sempre quelli: la yoshida, la shimizu e quiet country café, senza parlare della ripresa di tutta la roba jpop/gp sospesa, santa paletta, vorrei poter finire lindbergh! e vedere gli altri numeri de il mondo di ran e nina stardust e e e) pubblicati da case editrici degne di questo nome, i soliti immancabili shoujo smielosi (maki usami? dai, avete pubblicato praticamente quasi tutto di lei! mancano pochissimi volumetti! senza parlare del nuovo manga di io sakisaka... e un sacco di altra bella roba) e magari mezzo catalogo soleil (venusdea e collection métamorphose nella loro quasi totalità).

e voi? sapete già cosa acquistare? la mia lista vi ha dato degli spunti? sperate in qualche annuncio in particolare?

lunedì 26 ottobre 2015

proibito dormire

gli ultimi mesi sono stati pieni di scoperte di nuovi autori e titoli interessantissimi, non potevo dunque continuare a rimandare l'acquisto di proibito dormire (anche se bisogna dare al misterioso recensore il merito di averlo preso, eh...), il fumetto d'esordio di chiara cernigliaro, autrice giovanissima e mia concittadina, nonché il primo titoli pubblicato da zap edizioni, anche lei, giovanissima e palermitana casa editrice.

non è stato solo senso d'appartenenza geograficamente inteso, anche se da palermitana mi capita di rado di potermi vantare di qualcosa che riguarda questa città, più spesso me ne lamento, ma di chiara e del suo proibito dormire ne avevo da tanto tempo letto un gran bene, e mi era piaciuta la cover del volume sin dal primo momento.
ultimamente - ho quasi paura di dirlo per scaramanzia oramai - il mio sesto senso ci prende sempre: quando mi fisso a voler leggere qualcosa, poi quel qualcosa si rivela davvero interessante e meritevole. e ovviamente, anche questa volta è stato così.

proibito dormire è una bellissima e validissima opera prima di un'autrice che ci ha rivelato un grandissimo potenziale, come narratrice e come disegnatrice, e della quale non vedo l'ora di poter leggere altro.

chiara ha deciso di ambientare la sua storia in un mondo fantastico, popolato da creature molto più umane di quello che non diremmo al primo sguardo. mentori, pelle robusta, capaci, squama liscia, passo svelto e ferro battente: ogni clan ha le sue specifiche caratteristiche e il suo particolare ruolo all'interno della società.
ma cosa succede quando qualcuno di diverso, qualcuno che non appartiene a nessun clan, improvvisamente appare nella comunità dove tutto è regolato in modo sicuro e preciso? e perché nel paese di sya e caleb è diventato così pericoloso dormire che nessuno può più addormentarsi senza rischiare la vita?

possiamo tranquillamente catalogare proibito dormire come fantasy, ma quello che racconta è qualcosa che ci è molto vicino, che - sopratutto di questi tempi - ci riguarda tutti: superare la paura della diversità e saperne cogliere il suo immenso valore. affrontare questi temi senza scadere nel banale e nel retorico non è facile, ma chiara cernigliari c'è riuscita benissimo, e io non posso che consigliarvi questo titolo.

intanto vi faccio leggere questa piccola intervista fatta a chiara!

ciao chiara, grazie per il tuo tempo e complimenti per il tuo lavoro!
ci racconti qualcosa della genesi di questo tuo primo romanzo?
Ciao Claudia! E grazie a te per questa piccola intervista!
Proibito Dormire è nato in maniera un po' anomala, in effetti. Sono partita dall'idea grafica di uno dei personaggi principali, Otoko, e mi era piaciuto così tanto che volevo creare una storia attorno a lui. Otoko era nato per scherzo in una sketch challenge con dei miei amici disegnatori, e da lì non ho più smesso di disegnarlo!
Poi ho usato la mia insonnia per l'ambientazione, dei temi a me cari da affrontare... e tutto è venuto da sé!
È stata una storia intensa da creare e realizzare, soprattutto nel poco tempo che ho avuto a disposizione, ma nonostante tutto spero di aver trasmesso qualche emozione positiva ai lettori.
a proposito di proibito dormire, la prima domanda che mi è venuta in mente mentre leggevo è: rispetto a quella che è la situazione internazionale e ancor più quella della sicilia, da anni e anni primo punto di approdo di migliaia di profughi e rifugiati, quanto questo ha ispirato le tematiche legate alla difficoltà di integrazione e di accettazione del diverso? e perché hai voluto creare un mondo completamente nuovo, fantastico e lontano - almeno superficialmente - dal nostro, per parlare di qualcosa che ci riguarda così tanto da vicino?
Sicuramente la discriminazione è un tema che mi ha da sempre interessato, e non ho potuto fare a meno di affrontarlo perchè lo sento davvero, sia in me, che nel mondo in generale. Purtroppo continuamente qualcuno viene discriminato per qualcosa, dagli esempi più stupidi possiamo prendere il bambino cicciotto che viene preso in giro dai compagni, e dagli esempi più gravi invece le situazioni attuali di emigrazione e le terribili cronache che sentiamo e leggiamo ogni giorno. Quindi mi viene quasi naturale e automatico trattare questo tema.
La scelta di ambientare queste tematiche in un mondo fantastico deriva semplicemente dal fatto che amo creare universi e personaggi immaginari, e perchè da piccola adoravo leggere romanzi fantasy che in un modo o nell'altro mi facevano interiorizzare certi temi importanti, senza però farmi sentire il peso della realtà. Trovo sia il metodo migliore per sensibilizzare i bambini e i ragazzi, forse proprio perché ho fatto la stessa strada anche io.
hai qualche romanzo, film, fumetto eccetera, che ti ha ispirato per l'ideazione di questa storia? e più in generale, quali sono i tuoi autori e titoli preferiti?
Per questa storia le mie ispirazioni sono state senza dubbio molti videogiochi, come Legend of Zelda, Ni no Kuni e Animal Crossing, ma anche la filmografia fantasy anni '80 con la Storia Infinita e Labyrint!Le mie influenze grafiche (apparte gli artworks dei videogiochi sopra) sono sicuramente Alessandro Barbucci, Barbara Canepa ed Enrique Fernandez, miei idoli da sempre. Per questo progetto in particolare ho guardato molto anche Fabien Mense, Anna Cattish e Linda Cavallini! L'ultimo libro a fumetti  che ho amato è La scimmia di Hartlepool, di Lupano e Mareau!
continuerai a creare storie ambientate nel mondo di sya e caleb?
Mi piacerebbe davvero molto, sento che è ancora un mondo tutto da esplorare e da scoprire! Ho già alcune idee su possibili seguiti ma vedremo...
ci sveleresti qualcosa sui tuoi prossimi progetti?
Come accennavo prima potrebbe esserci la possibilità di un secondo volume, ma oltre Proibito Dormire e le sue storie, ho davvero tanti progetti in cantiere! Di cui una bella serie fantasy, tanto per cambiare! Vedremo insomma come volgerà il futuro!

mercoledì 21 ottobre 2015

La distanza

La storia di un viaggio per la Sicilia, un trio improvvisato e una storia d'amore che fa da sottofondo a tutta la narrazione: ecco cosa è, in poche parole, La distanza.

*Attenzione: possibili spoiler!*
Nicola, in vista dei sui trent'anni, pensa di raggiungere Carla - la sua ragazza -  a Londra. Il piano è semplice: attraversare la Sicilia, fermarsi a Castelbuono per assistere all'Ypsigrock festival ed infine dirigersi verso l'aeroporto di Palermo per prendere il volo diretto in Inghilterra. Il giorno dopo aver programmato tutto, in un negozio di dischi underground, conosce Francesca, una ragazza spezzina in vacanza, che si offrirà di accompagnarlo lungo tutto il viaggio. Nicola si troverà a condurre Francesca e Charlotte (un'amica francese) alla scoperta di posti e gusti nuovi nel siracusano, fino a che scoprirà di essere stato abbandonato, presso l'ostello in cui alloggiavano, dopo un litigio  tra le due ragazze. Costretto a riprendere i suoi passi affidandosi al servizio di trasporto siciliano, subirà la sfuriata di Carla, che era all'oscuro di tutto, e si prometterà di discuterne non appena l'avrebbe raggiunta. Durante l'Ypsigrock festival, Nicola incontrerà inaspettatamente Francesca che, una volta scusatasi, lo accompagnerà all'aeroporto. Quest'ultima parte del viaggio sarà quella più intensa per lui, in quanto rifletterà molto sulla sua condizione e su come gli eventi abbiano giocato un ruolo chiave nel rendergli chiaro cosa volesse.
*fine spoiler*

Partendo dal presupposto che fatti ed eventi "banali" possano costituire una buona storia, ciò non significa che qualsiasi fatto e qualsiasi evento siano degni di essere raccontati. Nonostante ciò, può risultare cruciale il modo in cui questi eventi siano raccontati e il perché li si raccontano.

Se l'intento di Colapesce e Baronciani è quello di raccontare l'amore a distanza, il modo in cui esso viene vissuto insieme ai suoi alti e bassi, con le ansie e le preoccupazioni, con la sua dose di fiducia reciproca costantemente messa alla prova dal non avere un contatto visivo con il partner, o quello di far rivivere le atmosfere, i colori, i suoni, gli odori che rendono la Sicilia la terra unica ed inconfondibile che è, allora no, a mio avviso non ci sono riusciti del tutto.

L'idea che sta alla base di questo graphic novel è, senza dubbio, potenzialmente ottima. Eppure, ciò che viene fuori tra le pagine è un'estrema leggerezza che, dopo le diverse riletture, mi ha fatto pensare che quest'opera possa lasciare l'amaro in bocca e un pizzico di delusione, considerate le alte aspettative coltivate dal clamore che si è brevemente diffuso in rete.

Ad una lettura attenta, ci si rende conto di come non venga proposta né una rappresentazione stereotipata di un luogo e neppure una sua autentica descrizione; allo stesso modo, i personaggi appaiono privi di spessore psicologico e non rappresentano neppure un modello che possa far pensare alla volontà di una più complessa analisi sociologica e culturale. I luoghi visitati durante il viaggio e persino gli eventi principali sui quali si basa l'intreccio (la fidanzata lontana o l'Ypsigrock festival, ad esempio) risultano appena abbozzati, quasi non avessero una vera e propria importanza. L'atteggiamento stesso dei vari personaggi lascia qualche perplessità: Nicola si atteggia all'inizio da ragazzo spiantato, si definisce, forse in maniera puerile, in vacanza forzata, eppure non sembra esattamente così in difficoltà (chi frequenta negozi di dischi e lp, o progetta viaggi in Inghilterra, dubito abbia una vera e propria carenza economica tale da non poter pagare il biglietto di un pullman), sembrerebbe più il tipico trentenne che si lamenta della sua condizione senza cercare più di tanto di cambiarla, visto che, a quanto pare, non è poi una condizione così invivibile; Francesca e Charlotte hanno un atteggiamento costantemente ambiguo che non rende chiaro quale sia il rapporto tra loro e quale sia l'interesse che nutrono nei confronti di Nicola, apparendo come due semplici turiste, le tipiche turiste per le quali vacanza significa fine delle regole e spensieratezza senza freni, che mostrano una leggerezza tale da non porsi alcun problema sul cosa stia succedendo e restando in balia degli eventi (caratteristica in comune con Nicola), salvo poi tormentarsi con rimorsi di coscienza quando ormai è troppo tardi.

Se volessimo un'ulteriore prova di quell'estrema leggerezza di cui accennavo, basterebbe riflettere sulle vicende raccontate e porsi delle domande sulla plausibilità di ciò che accade. In particolare, dato per assodato che la storia non ha un corrispettivo simbolico, quanto è plausibile che una ragazza in vacanza, dopo pochi scambi di parole con un ragazzo a lei sconosciuto, possa proporre un passaggio sulla propria auto lasciando che quello stesso ragazzo la guidi verso non si sa dove? E quanto è plausibile che un ragazzo, dopo pochi scambi di parole, accetti che una ragazza a lui sconosciuta gli dia un passaggio per attraversare la Sicilia, senza porsi il minimo problema? In entrambi i casi nessuno dei due avrebbe potuto dare certezza all'altro circa la loro buonafede, eppure, questa fiducia reciproca basata sul nulla appare imprescindibile, come se non potesse essere altro che così (soltanto Nicola sembrerà cadere dalle nuvole quando si ritroverà abbandonato in un ostello e, come non bastasse, a piedi e lontano da dove vorrebbe essere in quel momento).

La struttura della trama, però, sembra avere qualcosa di particolare: è come se argomento principale e argomento secondario (la distanza dalla fidanzata e il viaggio per la sicilia) si scambiassero ruolo lungo il corso della narrazione. In particolare, il corpo dell'opera è riempito soltanto dal viaggio e non si parla più della "distanza", che viene solamente accennata tramite un paio di sms che Carla invia a Nicola. Solo alla fine l'argomento si ripresenta in maniera chiara e con tutto il suo fardello di dubbi. In qualche modo è come se l'amore a distanza creasse un rapporto così labile che, senza accorgersene, si riesce anche a sostituirlo senza troppa fatica anche con un incontro casuale, o almeno è quello che viene fuori dalla narrazione.

Discorso a parte merita lo stile grafico che, a mio avviso, rimane il punto di forza di questo graphic
novel. Le figure, così come anche i luoghi proposti, vengono presentate con un taglio fotografico e non cinematografico, ed è come se tutta la vicenda fosse scattata velocemente, senza badar molto all'inquadratura, proprio come farebbe un turista: il personaggio è fondamentale, è centrale; i luoghi appaiono solo come sfondo accessorio, accennati. Si viene a creare, dunque, uno stile di narrazione  che ricorda un po' la struttura di un album fotografico, rotto però dall'utilizzo di uno schema libero da gabbie, in cui le vignette sembrano inseguirsi senza un'ordine prestabilito. Anche qui l'idea è buona, ma, personalmente, trovo scomodo e antiestetico il dover leggere o guardare una vignetta divisa proprio dalla rilegatura.
Sebbene lo stile mi piaccia molto, ritengo che la colorazione scelta, per quanto sia affine all'autore, non sia adatta a presentare la Sicilia: i toni pastello, che tendono al grigio, sono molto lontani dai colori caldi e saturi delle estati siciliane. Tutto sommato, però, mi piace l'effetto frame che si viene a creare con questo contrasto tra le vignette statiche e il viaggio che viene raccontato.

Sfogliando le pagine si nota anche un'ulteriore elemento che è, a mio avviso, quello più interessante. Sto parlando delle citazioni letterarie e musicali a tema scelte e proposte, tra cui anche dello stesso Goethe:

L'Italia senza la sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto... La purezza de contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l'unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra... Chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.

Questa ed altre citazioni alzano il livello di quanto scritto, per quanto non sempre siano adatte e inerenti alla narrazione.

Ad ogni modo, tenendo conto di quanto sinora detto, considerata l'opera nella sua interezza, non posso dire altro che, a mio avviso, essa si colloca al di sotto delle aspettative, sebbene sia comunque un tentativo letterario non di poco conto. Di certo, resta pur vero che spesso è proprio il marasma pubblicitario a creare o distruggere quelle aspettative che, se non fossero così nutrite prima della lettura, permetterebbero di apprezzare un'opera per come è davvero e non per come si è sentito che fosse.

R.

lunedì 19 ottobre 2015

anteprima ~ up all night

una storia d'amore, un racconto di crescita e formazione e un sacco di bella musica rock: ecco in poche parole di cosa voglio parlarvi oggi.

up all night di giulia argnani verrà presentato in anteprima a bologna, al bilbolbul festival, e successivamente sarà disponibile sullo shop online di renbooks e in libreria (già da adesso sono aperti i preordini e potete avere altre informazioni qui).

letta la presentazione e vista la copertina, è scattata la scintilla e ho subito pensato lo voglio assolutamente, e devo dire che il mio sesto senso ci ha preso anche questa volta, up all night è un fumetto ben fatto, ha una storia coinvolgente, personaggi ben caratterizzati e uno stile grafico molto godibile, pulito ma morbido ed espressivo.
quindi oltre che i miei più sinceri complimenti, a giulia argnani vanno anche i miei ringraziamenti per avermi dato la possibilità di presentare ai lettori di claccalegge questa storia in anteprima (o sarebbe meglio dire ante-anteprima?)

chiara e greta vivono due vite praticamente opposte: una è schiacciata in un'infinita serie di incombenze, lavori noiosi e una famiglia fin troppo presente, l'altra fa la musicista, viaggia e non ha legami con nessuno. eppure, quando si conoscono, qualcosa cambia per tutte e due, facendo scoprire a entrambe qualcosa di inaspettato e sorprendente in quella fetta di realtà che fino ad allora avevano ignorato.
dalla neve della romagna, alla calda estate in sardegna, giulia racconta la storia d'amore tra chiara e greta e la storia di un momento importante, di un' esperienza "capace di aprire nuove prospettive".

ho avuto modo di chiacchierare un po' con giulia e le ho fatto un po' di domande circa up all night e il suo lavoro. vi riporto qui quella che è diventata una piccola intervista:

ciao giulia! innanzitutto complimenti per il tuo lavoro, è davvero interessante e spero possa avere tutto il successo che merita. up all night è il tuo primo graphic novel?
Ciao Claudia, grazie a te di questo spazio prezioso.
Non è il mio primo graphic novel, era già uscito nel 2006 "Strane convivenze" edito dalla Freebooks e successivamente nel 2010 Rockin'Roads" edito da Tunuè in questo caso su sceneggiatura di Lucio Perrmezzi.
Precedentemente avevo esordito come autrice con alcune storie brevi ancora nel 2002 ospite di Mabel Morri sul suo "Hai mai notato la forma delle mele" rivista indipendente all'epoca che è stata recentemente rieditata proprio dalla Renbooks. Ho poi proseguito con una storia per Coniglio editore e Mondadori.
da cosa è nata la storia di chiara e greta?
Volevo raccontare due mondi, due persone molto diverse nel modo di approcciarsi alle cose e volevo che queste diversità avessero un momento di incontro forte, che in questo caso coincide con una storia d'amore e che lasciasse entrambe con dei cambiamenti e con delle domande. Come credo faccia ogni incontro importante quando c'è del sentimento nel mezzo.
nel corso della storia hai citato un sacco di canzoni che sono una vera e propria colonna sonora della vicenda: qual è il rapporto tra la musica e il racconto?
È un tutt'uno, direi. Greta, la coprotagonista è una musicista quindi la musica è un terzo personaggio che accompagnava le altre due. E poi avevo il forte desiderio di inserire una serie di brani che per me sono importanti. Avrei voluto, fare anche scelte diverse, citare altri musicisti o altri brani dei musicisti citati, ma il racconto ha necessità sue, quindi ho mediato fra quello a cui non potevo assolutamente rinunciare, quello che serviva e quello che un lettore ipotetico poteva conoscere per farselo arrivare all'orecchio durante la lettura. 
come hai iniziato a lavorare come fumettista?
La prima occasione come accennato prima è arrivata nel 2002 su " Hai mai notato la forma delle mele?" di mabel morri, quando ancora facevo la scuola del fumetto a Milano. Sempre a livello di etichette indipendenti  ho pubblicato quello stesso anno il mio primo vero graphic novel "Rivelazioni" a cui sono legatissima per affetto e di cui facemmo appena 12 copie di prova (di cui vendute 11 perché una l'ho tenuta gelosamente per me) e mi sembrò una cosa fichissima, ci avevo lavorato due anni, fu come vincere l'oscar e invece non la conosce nessuno, ahaha. ma gli voglio proprio bene a quella storia lì. Poi mi ospitò Coniglio con una storia breve e subito dopo Mondadori che mi commissionò la trasposizione a fumetti della serie di racconti GLBT presi da "L'amore secondo noi" di Delia Vaccarello. e così ho proseguito...
come prende vita una tavola di un tuo fumetto?
Cerco di ascoltare quello che sento e poi di capire come trasmetterlo.
Non esiste una tavola slegata dall'altra quindi immagino tutta la storia nel suo insieme come un film, con i personaggi, le situazioni, ecc... poi la butto giù velocemente su piccoli quaderni per darle un ritmo e un senso che non sia valido solo per me. cerco di ripetermi sempre qual è il mio obiettivo per non allontanarmici. Una volta che le ho davanti tutte, taglio o riempio dove serve perché sull'onda emotiva fai delle cose e su quella razionale delle altre si deve un po' mediare. O almeno io faccio così.
che tipo di strumenti preferisci usare per disegnare?
Se potessi farei tutto a matita perché vive dell'emozione del momento e per me è già tutto lì.  In questo ultimo lavoro ho eliminato la china quindi è tutto matita su carta e successivamente lavorata in scala di grigio con dei pennelli di photoshop che mi diano una resa più calda possibile utilizzando una tavoletta grafica wacom.
quali sono le tue letture preferite, quelle che ti hanno ispirato per la creazione delle tue storie?
Per le mie storie, parto sempre da una sensazione personale, scaturita da un fatto diretto o capitato vicino a me. Mi piacciono le biografie o comunque storie che hanno ispirazione dalla realtà indipendentemente dall'argomento. Mi interessa vedere come gli altri vivono  le cose, me li fa sentire vicini. L'ultimo libro letto Open di Agassi. L'ultimo graphic novel  "Il muretto" Celine Fraipont e Pierre Bailly. 
quali sono i tuoi prossimi progetti?
In questo momento vorrei riposarmi un po' e dedicarmi alla promozione di up all night. Non ho un progetto preciso nella mente, non riesco molto a fare programmi perché  non so cosa sentirò. Sicuramente vorrei che ci fosse ancora musica, magari italiana che qui ho volutamente tralasciato per esigenze narrative ma che meriterebbe un capitolo a parte. 
grazie mille a giulia per la sua disponibilità e mille in bocca al lupo! intanto voi continuate a seguire la pagina facebook di claccalegge e di renbooks per conoscere la data d'uscita in libreria di up all night!

giovedì 15 ottobre 2015

♪ ♫ ♪ tanti auguri a teee, tanti auguri a teee! ♫ tanti auguri claccalegge, tanti auguri a teee! ♪


e sono passati quattro anni da quando ho aperto il blog! wow! davvero, non è da me riuscire a portare avanti qualcosa per così tanto tempo...
è vero, spesso e volentieri mi sono presa pause anche lunghette, l'ultima poi pensavo che fosse definitiva! eppure questo blog diventa di volta in volta sempre più importante per me, in quattro anni ha raccontato non solo le mie letture e tutto il resto, ma ha registrato in qualche modo i miei cambiamenti e tutto quello che è successo nel frattempo.
dal primo post, io sono cambiata, sono cambiate le mie letture, i miei gusti, è cambiato tanto, tantissimo attorno a me... e insomma, niente, sto diventando vecchia. arriverà il giorno in cui dovrò dare precedenza all'acquisto di un antirughe piuttosto che a un ordine su ibs... lol.

in ogni caso, grazie mille a tutti! a quelli che passano per caso, a quelli che leggono assiduamente e che commentano, a quelli che poi mi ritrovo a messaggiarci su fb o a prendermici un caffè insieme da qualche parte, a chi legge senza venir mai allo scoperto (però fatevi vedere ogni tanto, eh!) a chi mi da consigli su cosa leggere e a chi mi dice che i miei consigli sono stati utili, e un grazie speciale al misterioso recensore che da poco ha iniziato a far diventare questo blog più ricco. insomma a tutti: grazie mille! e buone letture!

lunedì 12 ottobre 2015

l'importante è finire

da poco sono arrivate, a chi le ha preordinate nel lontano aprile, le copie di l'importante è finire, uno dei primi lavori di flavia biondi, antecedente al suo barba di perle.

si sa, quando si ha davanti un'opera degli inizi, spesso si teme di imbattersi in qualcosa di troppo immaturo, e magari lo si compra con una buona dose di scetticismo e spesso solo per affetto nei confronti dell'autore.
ma quando si parla di una come flavia biondi, beh, il rischio non si corre. prima di ogni cosa, posso solo dire che è l'importante è finire è un gioiellino. e che se non l'avete preordinato nel lontano aprile, provate comunque a reperirlo, perché ne vale davvero la pena.

i due protagonisti della storia sono diana ed edo, una giovane coppia in crisi: lui ha abbandonato la carriera di pittore per diventare un tatuatore (nonostante, stranamente, non abbia neanche un tatuaggio) mentre lei ha appena iniziato a lavorare come illustratrice per bambini.
proprio da quando diana ha cominciato questo nuovo lavoro, i rapporti tra lei ed edo hanno preso a farsi difficili e tesi, manca il dialogo e comincia a scarseggiare persino l'amore.
nella mente di edo inizia a farsi strada l'idea che diana abbia un altro, ma per uno come lui, che si allontana da quelli che con disprezzo chiama froci persino se li incrocia per strada, accettare l'idea che diana possa avere una relazione con una donna è assolutamente impensabile. eppure...

in questa storia sono presenti i temi cari a flavia che abbiamo già trovato nelle altre opere pubblicate da renbooks: l'accettazione di sé e della propria sessualità e la conseguente difficoltà di rapportarsi con gli altri.
un ragazzo che si chiede perché la sua donna sia diventata omosessuale, sentendosi ancora più frustrato che se fosse stato tradito con un altro uomo, una ragazza che si interroga su cosa le sta succedendo, su quale sia la sua vera natura, su cosa cambia quando si ama un'altra donna.
c'è una frase, bellissima, che dice così: ma è davvero così importante saperlo (se si è gay n.d.a.)? non puoi semplicemente limitarti a stare con chi ami?
ecco, sono queste le cose che mi spiazzano quando leggo un fumetto di flavia. le parole arrivano dritte al cuore e si conficcano come frecce, e da lì non te le scolli più.

dopo le loro litigate, edo e diana compaiono nudi, in un nulla pieno di neve candida. è una rappresentazione perfetta di come ci si sente quando qualcuno che si ama ti fa del male: senza nessuna protezione, senza nessuno schermo né rifugio, ad accusare i colpi. neanche se avesse usato pagine e pagine per descrivere le loro emozioni, sarebbe riuscita a esprimere meglio qualcosa di così difficile.

graficamente un po' acerbo, lo stile di flavia è comunque riconoscibilissimo, e sempre molto espressivo, e nella parte conclusiva della storia è già molto più simile a quello che poi vedremo in barba di perle, l'orgoglio di leone e i suoi altri lavori.
anche se la storia rientra pienamente nella tematica lgbt, gli spunti di riflessione sono, come sempre, universali: l'amore quando finisce, quando si deve dire addio o quando si è costretti ad ascoltarlo, l'amore quando nasce e non riusciamo ad accettarlo, l'incapacità di dare ascolto ai nostri desideri più di quando non diamo ascolto a quello che le regole ci dicono di desiderare. siamo creature complicate, difficili, che spesso, per paura di ferirsi e di ferire, riescono a far ancora più male di quello che vorrebbero evitare. ma siamo sopratutto creature che, in un modo o nell'altro, dopo il dolore, la confusione e tutto il resto, riescono a rimettersi in sesto e diventare più forti di prima. e quindi se la vita e l'amore sono i due massimi casini dell'universo, una speranza di essere felici l'abbiamo comunque.

comunque, anche se mi ha portato a sproloquiare (cosa che faccio spesso quando leggo qualcosa di così coinvolgente e bello), questo libro è pura poesia. quindi abbiatelo!

ps. magari voi lo sapevate già, ma l'importante è finire è il titolo di una canzone di mina del 1975, perfetta colonna sonora della storia di diana ed edo, entrambi appassionati delle dive della canzone italiana.

venerdì 9 ottobre 2015

rere hello 1 e shooting star lens 1

ma che cosina deliziosa che è questo manga! avevo voglia di uno shoujo carino, non eccessivamente smieloso e con una protagonista simpatica e... ta dah! questo primo numero di rere hello ha tutti i requisiti (e poi costa poco ed esce in edicola, cosa per me fondamentale, visto che odio follemente fare una sorta di viaggio della speranza per raggiungere la fumetteria e poi per lo più trovare poco e niente di quello che cerco).
ririko hayakawa è una liceale infaticabile e molto premurosa. avendo perso la madre quando era molto piccola, vive con il padre che lavora come "tuttofare" e i guai in casa non sono mai abbastanza. un giorno, nel sostituire il genitore nella sua attività, si ritrova alla porta di minato suo, un ragazzo ricco e viziato che ha appena cominciato a vivere da solo. non le sarà facile rassettare la sua casa e preparargli da mangiare... ma nonostante le premesse lui finirà per diventare una persona di cui non potrà più fare a meno!
dalla descrizione in quarta di copertina, mi aveva un po' ricordato toradora, ovviamente con un inversione dei ruoli maschile/femminile... ma in realtà la vicenda, anche se parte da spunti simili, si sviluppa subito in modo diverso.
ririko incontra in realtà minato prima dell'appuntamento di lavoro che il ragazzo aveva preso con suo padre: si accorge di lui mentre offre una caramella a una signora con la tosse in metropolitana. e ovviamente non può non far caso al suo atteggiamento gentile e cortese.
eppure, poche ore dopo, si ritrova davanti a qualcuno di completamente diverso: capriccioso, ricco, viziato, eppure lasciato solo dalla sua famiglia (si accenna a un padre e a un litigio) e incapace di badare a se stesso.
ovviamente a questo primo incontro ne seguiranno altri, casuali e non, e ci vorrà molto poco a creare un rapporto d'amicizia tra i due... anche se, siamo pur sempre tra le pagine di uno shoujo manga!, minato sembra abbastanza cotto! e la cara ririko non solo non se n'è accorta, ma l'ha pure preso come confidente per quella che sembrava una sbandata e invece... e alla fine del volume c'è una scena da urletto isterico che mi ha parecchio consolata della fine di a un passo da te!
non vi racconto altro, niente spoiler perché è davvero una lettura piacevole e consigliatissima!

shooting star lens invece è il titolo (tra quelli di cui avevo chiesto consiglio sulla pagina fb di claccalegge) più bistrattato, poverino. ma ho deciso di provarlo lo stesso (a parte che mi sembrava carino, ma poi sulla copertina ci sono praticamente tutti i miei colori preferiti... e quindi niente, non ce la facevo proprio a lasciarlo lì) e il mio sesto senso c'ha azzeccato in pieno, visto che è stata una lettura piacevole. non è il fumetto dell'anno, anzi, ma se siete appassionate/i del genere io vi direi di provarlo, già soltanto perché potete tranquillamente leggere solo questo primo volume ed essere più che soddisfatti... sembra quasi un autoconclusivo!
mettiamo subito le mani avanti: questa è la prima opera pubblicata in monografico dall'autrice, come dice lei stessa nei vari free talks, e si nota tutta la freschezza (per non dire l'acerbità!) e l'ingenuità di un'opera prima. di certo alcuni disegni sono un po'... noncuranti dell'anatomia (ma da qui a dire che son brutti ce ne vuole! a me personalmente piacciono, li trovo molto teneri) e la storia è abbastanza semplice e lineare. a me è piaciuto proprio per questo: è la tipica storia d'amore tra adolescenti, senza nulla di più che tutto il classico turbinare di sentimenti e sfarfalleggi nello stomaco del caso.
*attenzione agli spoiler!*
almeno in questo primo numero ci evitiamo triangoli e gelosie: la protagonista, risa, è una ragazzina incuriosita dall'amore, che guarda le sue amiche - tutte fidanzate - e desidera essere come loro, senza invidie o acidità varie. l'incontro/scontro con yugure, il tipico più bello della scuola, comincia a scatenare una serie di batticuori e da il via a una catena di eventi che nel giro di poco porteranno i due a innamorarsi e mettersi insieme. lui non è il classico bello-e-bastardo, personaggio che di solito mi sta un po' sulle scatole, e quello che succede a entrambi è davvero di una dolcezza disarmante. anche il rapporto di risa con le sue amiche mi è piaciuto, si vede che si vogliono bene davvero e che la loro amicizia è qualcosa di importante; dare spazio all'amicizia, oltre che all'amore, è una cosa che apprezzo tanto in uno shoujo.
non voglio dire troppo sulla storia, ma come accennavo prima, questo volumetto può tranquillamente essere letto da solo, per cui se vi incuriosisce ma non siete sicuri di voler continuare la storia, prendetelo lo stesso. arrivati alla fine non sentirete di certo il rosicamento di dover leggere immediatamente il secondo volume! però se si mantiene così, secondo me vale la pena andare avanti...

mercoledì 7 ottobre 2015

dolci tenebre

ommioddio.
cos'è questo libro!

ho passato mesi e mesi a sfogliarne le prime pagine in libreria perché non volevo spoilerarmi nulla per una volta, avevo troppa voglia di leggerlo per bene, senza anticiparmi nulla.
avevo trovato recensioni e commenti, ne avevo parlottato con chi l'aveva letto, e ho riscontrato pareri sempre contrastanti: a chi è piaciuto tantissimo e chi invece è rimasto deluso o troppo sconcertato. manco a dirlo, la mia curiosità è cresciuta in modo devastante, e appena ho avuto la possibilità (grazie millefoglie ) l'ho divorato in piena notte.
e bam! posso dirlo adesso: questo libro è un capolavoro! mi aspettavo qualcosa di bello, ma non pensavo sarebbe stato così tanto bello!!!

a prima occhiata, dolci tenebre sembra una favola dai toni macabri, piccole creature buffe e simpatiche che abitano il cadavere di una bambina morta nel bosco.
lo stile grafico altalena tra quello pupazzoso e stilizzato delle scene in cui compaiono gli esserini minuscoli di cui sopra, e quello realistico e dettagliato dedicato alla bambina e non solo...
ma c'è molto, molto di più.
io e il misterioso recensore c'abbiamo messo tanto, ne abbiamo parlato parecchio e abbiamo cercato di scrivere al meglio tutto quello che siamo riusciti a tirar fuori da queste pagine, dopo ore passate ad analizzare (in senso strettissimo!) vignetta per vignetta: per spiegarvi la nostra interpretazione del racconto, dobbiamo per forza di cose, tirare fuori un casino di spoiler. quindi se non avete letto il libro, passate oltre e tornate dopo. intanto solo una cosa: fatevelo prestare, leggetelo di nascosto in libreria, fate come volete. ma leggetelo.

dunque. siete pronti? *spoiler come se piovesse!*

uno strano, piccolo mondo



le prime pagine segnano l'inizio di una vicenda a dir poco sconcertante. la nostra protagonista, che poi scopriremo si chiama aurore (e questo è un dettaglio molto importante) si ritrova in dolce compagnia - sorseggia cioccolata con il principe hector - quando il luogo in cui si trovano, qualunque esso sia (non c'è alcuna descrizione dell'ambiente, lo sfondo è semplicemente bianco) inizia a essere invaso da una strana e abbastanza disgustosa sostanza molliccia di color rosa violaceo.
aurore e i suoi amici scappano fuori, si ritrovano sotto la pioggia. e hanno appena abbandonato il cadavere di una bambina, sdraiato in quello che sembra un piccolo bosco. un corpo gigantesco rispetto a loro, che sono piccoli come insetti.
le creaturine sembrano spaesate, come se fossero state abbandonate, stordite e in qualche modo impaurite. ma se, per quanto strano possa sembrare, è chiaro cosa è successo, non è facile capire chi sono questi piccoli esseri...


simbologia delle creaturine
posto che questi piccoli esseri non possono essere reali, diamo per assodato che simboleggino qualcosa e che questo qualcosa sia, ovviamente, collegato alla bambina ormai morta, poiché è dal suo cadavere che sono usciti.
le piccole strane creature rappresentano, ognuna a suo modo, aspetti tipici della personalità infantile: la curiosità spesso crudele nei confronti degli animali e degli insetti (il bimbo che tortura la coccinella), la mancanza di consapevolezza del poter causare dolore, la paura di essere diversi e di non sentirsi accettati e la conseguente remissività nei confronti di chi viene reputato migliore, e nel frattempo il bisogno di riconoscersi con qualcuno ancora più debole (timothée), l'egocentrismo, la mancanza della lealtà nei confronti degli amici e la superficialità dei rapporti interpersonali, interessanti solo quando l'amico è qualcuno cui è opportuno e utile stare accanto (plim), l'incapacità di dominare gli istinti (la bambina gigantesca sempre affamata), la scoperta del pudore (la bambina che mentre pesta qualcosa in un mortaio si ritrova a osservare il sesso di hector), la paura di essere traditi da chi ispirava fiducia (la bimba del sogno).
se si voleva distruggere l'ideale di innocenza e purezza dell'infanzia, qui ci si è riuscito appieno: una sorta di signore delle mosche, reso ancora più disturbante dalla delicatezza del tratto e dei colori.

aurore, zélie, jane: tre figure-chiave



tra tutte le piccole creature, aurore, zélie e jane spiccano per la rilevanza che hanno nella storia: aurore, l'eroina della storia, è sempre la più lucida e saggia, è quella che cerca di mantenere salda la situazione, comportandosi un po' da capo, senza però opprimere nessuno, occupandosi della gestione del cibo ad esempio, cercando di aiutare chi ha bisogno di una mano, senza lasciarsi troppo trascinare dai giochi crudeli degli altri, dalle loro crisi di nervi o dalla loro indifferenza alla situazione. almeno fino a che non entra in scena zélie, che possiamo tranquillamente definire la nemesi di aurore, che riuscirà ad angariarla al punto di farle perdere (anche se per poco) il controllo.

zélie è crudele, narcisista, egoista, ha la mania del comando e nessun interesse per i morti che ha sulla coscienza. se aurore si preoccupa di mandare avanti e reggere la piccola comunità, zélie cerca in tutti i modi di costruire una corte di servitori sciocchi che la acclamano e la riveriscono, senza mettere mai in dubbio nessuna sua decisione. fa del male per il puro gusto di farlo, senza alcun sentimento e plausibilmente senza interesse, se non quando sposa hector solo per sottrarlo ad aurore. alla fine sarà scontro aperto tra le due quando zélie riuscirà, non sappiamo come, a far fuori jane, unica amica rimasta ad aurore.

jane è la più misteriosa, silenziosa ed adulta delle tre. appare per poco e parla ancora meno, viene ammirata da aurore per i suoi modi di fare maturi e sicuri.
loro tre però non sono semplicemente simboli del comportamento infantile genericamente inteso, come abbiamo visto per gli altri personaggetti, ma hanno con l'aurore-bambina un rapporto molto più profondo.

volendo andare a scomodare freud - e wikipedia, che i ricordi del liceo di dieci anni fa sono andati a farsi friggere - possiamo associare le tre creature di cui sopra.
l'Io, per definizione, è la parte della psiche che gestisce l'essere in rapporto agli altri e all'ambiente, che insomma presiede al controllo e al rapporto con la realtà. è la parte che media tra l'Es e il Super-Io, che abbraccia conscio e inconscio. è - secondo quanto detto sopra - rappresentato da aurore.
l'Es è la parte della nostra psiche più istintiva, governa le pulsioni erotiche, l'aggressività, l'istinto di auto-conservazione o quello di distruzione (e auto-distruzione) e se ne frega delle convenzioni sociali e della moralità. e oserei dire che è un modo perfetto per descrivere zélie.
infine il Super-Io è, sempre nella teoria freudiana, la parte della psiche che fa propri i codici comportamentali e le regole apprese, che cerca di frenare l'Es e che dialoga con l'Io per cercare di soddisfare le richieste istintive nel migliore dei modi. fondamentalmente si tratta di una sorta di ideale cui l'Io tende costantemente per emanciparsi dall'istintività. ovviamente questo ruolo non può che essere assegnato che a jane.

ipotesi sulla storia di aurore
cercare di dare una spiegazione alle piccole creature venute fuori dal corpo di aurore non è stato facilissimo, ma neanche impossibile.
quella che veramente ci ha fatto dannare è stata la domanda cosa è successo alla bambina nel bosco? perché non è poi tanto normale che ci sia un cadavere di una bimba in un bosco, abbandonato così a decomporsi per circa un anno (è reso molto evidente l'avvicendarsi delle quattro stagioni), senza che nessuno la cerchi, la seppellisca.
oltretutto, guardando e riguardando le scene in cui si vede e intravede il cadaverino, non ci sono ferite evidenti, né segni di incidenti o maltrattamenti, né macchie di sangue sull'erba o sui vestiti.
ma allora come è morta la bambina? è stata uccisa? e perché si trova nel bosco?

ci sono tre elementi che portano tutti nella stessa direzione: il sogno di una delle piccole creature, il misterioso uomo e alcuni oggetti nella sua casa, l'ossimoro presente nel titolo.

nel sogno, aurore-bambina appare sola, addormentata nel bosco. qualcosa a un certo punto la sveglia, lei si guarda intorno e in alto. poi si alza e va, da qualche parte. ovviamente si tratta solo di un sogno, e di un sogno che, a ben pensarci, non è mica così spaventoso da giustificare il terrore della piccola creatura che l' ha sognato.
ma se la parte più orribile del sogno fosse stata omessa? se la paura, o magari il senso di colpa per essersi fidata e il dolore di essere stata tradita, fossero così forti e grandi da venire rimossi?
se il sogno fosse in realtà un ricordo, se la bambina guardando in alto non vedesse solo gli alberi e il cielo come vediamo noi? c'è una vignetta dove si vede chiaramente che sta guardando qualcosa o più plausibilmente qualcuno più grande di lei, che le sta parlando.

e c'è un uomo di cui non sappiamo nulla, un uomo povero, a giudicare dai vestiti e dalla minuscola casetta in cui vive solo. un uomo che per qualche misterioso motivo, nella sua piccola abitazione piena di mozziconi di sigarette, bottiglie e lattine, insieme agli strani marchingegni che costruisce o ripara, tiene una bambola rotta.
come collegare i due? di certo l'uomo non è il padre di aurore: la bimba è vestita con abitini nuovi e plausibilmente costosi, ha uno zainetto da scuola ed è immediato pensare che provenga da una famiglia benestante.
nella casetta non c'è nessuna traccia della presenza, anche lontana nel tempo, di altri abitanti oltre all'uomo. solo una bambola. ma il letto è singolo, il mobilio è essenziale, non ci sono giochi, vestitini, libri, la cucina è ridotta a un solo fornello con un bancone di legno che funge da tavolo da lavoro quanto, plausibilmente, da tavolo per pranzare. un ambiente in cui certo non è cresciuta una bambina elegante come aurore, con i suoi bei capelli biondi e la gonnellina pulita.
un incontro casuale dei due? difficile da pensare, perché come detto, il cadavere non presenta ferite di alcun tipo, e non si potrebbe giustificare la presenza della bambola a casa dell'uomo, unico elemento che lo collega direttamente alla bambina.

il titolo contiene un ossimoro che, nel momento in cui capiamo il significato, inizia a farci venire la pelle d'oca. non so se avete mai sentito parlare della sindrome di stoccolma.
è una particolare condizione psicologica che interessa le vittime di violenza, fisica, verbale o psicologica, che porta a provare affetto, ammirazione e a volte amore totale nei confronti del proprio carnefice, e che si verifica sopratutto nei casi di rapimento (prende il nome proprio da un caso di rapimento avvenuto a stoccolma). una situazione terribile, il rapimento, magari la reclusione in un posto buio, le tenebre, eppure un sentimento di fiducia e forse d'amore, un dolce moto dell'animo.
se questa possibilità vi pare assurda, allora è l'aurore piccina, quella che abbiamo identificato con l'Io (non sono così ferrata in psicologia, ma ho leggiucchiato delle cose giusto per capire meglio se questa teoria funzionava, e in effetti, secondo freud, l'Io è la parte della mente che, nelle situazioni di pericolo o dolore, affronta la parte più consistente dello stress, e che può reagire, nel contesto di un rapimento, rendendosi dipendente, affettivamente oltre che fisicamente, dal rapitore, arrivando appunto, fino ad innamorarsene) che conferma tutto, nel sentirsi a casa quando arriva nella capanna dell'uomo, quando dice che le piace il suo odore, quando alla fine, lo chiama il suo dolce principe. (qui, jane, il super-io, invece non sopporta il posto in cui si trova, rimane solo per necessità, trova l'odore dell'uomo sgradevole e cerca di evitarlo, ritenendolo pericoloso.)

questi piccoli dettagli ci hanno permesso di capire cosa rappresenta, di completare il ragionamento che vorrebbe svelare la simbologia delle tre figure e anche, di conseguenza, di teorizzare meglio la storia dell'aurore reale. alla fine possiamo dunque supporre che la scena iniziale della storia non sia che il tragico epilogo di un rapimento finito male.

ps. ovviamente né io né il misterioso recensore siamo psicologi/psichiatri, abbiamo basato questa analisi della storia su nozioni scolastiche e altre facilmente reperibili in rete, per cui perdonate eventuali carenze e/o imprecisioni.
*fine spoiler*


insomma, per quanto mi abbia turbato, e anche tanto, mi è piaciuto, l'ho trovato un capolavoro agghiacciante e disturbante oltre ogni aspettativa, ma anche molto intelligente e mai fine a sé stesso, mai gratuito nella sua brutalità.
è in ogni caso un'opera molto più complessa di quella che appare, e spero proprio che con questa nostra teoria, io e ryv siamo riusciti a cogliere quello che lo sceneggiatore voleva lasciar intendere. se l'intento era solo di far perdere ore di sonno ai lettori, beh, obbiettivo raggiunto!
se lo recupererete, fate un bel sospiro prima di cominciare e sappiate che vi farà davvero male.

Postfazione di Ryv
Inutile dire che ho vegliato una notte intera pur di venire a capo di questa sorta di enigma e non posso esimermi dal sottolineare ogni singola parola della nostra clacca. Doveva essere un post a quattro mani, ma ho ben pensato di lasciare fosse lei a scriverlo, sia per il suo stile che, come vedete, è meno tedioso del mio (e considerato l'argomento avrei potuto lasciarmi prendere la mano), sia per dare uniformità al contenuto. Ciò non toglie sia stata una faticaccia che - ad essere sincero - rifarei.
Dolci Tenebre mi è entrato nel cuore, lo considero riuscitissimo e, sembra stupido, ma vorrei complimentarmi e confrontarmi con lo sceneggiatore in persona (Lo contatteremo, vero clacca!?)
Aggiornate le vostre wishlist.
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