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mercoledì 14 dicembre 2016

dieci graphic novel imperdibili o quasi (secondo clacca)

questo tipo di post mi piace un sacco, quindi ho pensato di farne uno anche quest'anno. per chi si fosse perso i precedenti, faccio il riassuntone: ho elencato i dieci shoujo manga imperdibili o quasi e le dieci serie manga imperdibili anche se... e l'anno scorso i dieci shoujo manga imperdibili o quasi - seconda edizione. mi sembrava il caso di fare una roba simile anche per i graphic novel, visto che negli ultimi anni ne ho letti veramente tanti (anche se ce ne ho un sacco in wishlist ancora).

anche questa volta, il criterio di valutazione e ordine è assolutamente arbitrario e si basa esclusivamente sul mio personalissimo gusto, e fare una classifica è stato difficilissimo, perché si tratta di titoli fantastici, quindi ho deciso di agire più d'istinto e non pensarci su troppo, quindi niente di eccessivamente serio insomma, ma se volete un consiglio ricordatevi di aggiungerli alla vostra letterina a babbo natale!
ah, l'unica clausola che mi sono imposta per stilare la lista è che si tratti di soli volumi unici, ecco perché non troverete figate immani come strangers in paradise o lumberjanes. ma magari prima o poi faccio anche lista delle dieci serie imperdibili secondo clacca e così rendo giustizia a un sacco di altra bella roba.
e ovviamente, questa non è una lista di fumetti che potete far leggere a chi non ha mai letto fumetti per portarli al lato oscuro. io non sono mai stata dalla parte di chi cerca di convertire qualcuno a qualcosa. di certo, sono storie bellissime che possono piacere a chiunque ami leggere, ma sono sopratutto titoli che consiglio a chi ama leggere fumetti e che, inspiegabilmente, se li è persi.

10 -  itero perpetuo di adam tempesta
la recensione completa di questo libro geniale la trovate qui.
ma se non volete perdere troppo tempo a leggere cosa ne penso io, vi riassumo brevemente: itero perpetuo di adam tempesta è una roba che non appena finite di leggerla vi farà alzare la testa, fissare per un quarto d'ora il vuoto ed esclamare minchia che flash assurdo.
e poi vi verrà voglia di ricominciare da capo.

9 - viola giramondo di teresa radice e stefano turconi
viaggiare alla scoperta del mondo e della sua gente, scoprirne le storie e imparare, attraverso gli occhi dei maestri che la vita ci affianca, cosa ci circonda e cosa ci pervade.
viola giramondo potrà sembrarvi un libro per bambini e in effetti lo è. è un libro per bambini che racconta la vita, la natura, l'arte, la bellezza, la poesia, l'amore e il dolore. è un libro per bambini che parla a tutti e che se non lo conoscete ancora, penitenziagite e recuperatelo al più presto.
qui la mia - un po' delirante ma molto entusiastica - recensione.

8 - bellezza di hubert e kerascoët
tempo fa scrivevo questo: "bellezza, [...], è una storia che un po' fa male, e che al contempo ha, per chi sa leggere oltre, un messaggio profondo, un insegnamento che è il vero collegamento con le favole antiche."
a dire il vero, scrivevo un sacco di altre cose, se siete curiosi andate a (ri)leggere qui.
ma in ogni caso, il punto è che questo libro è davvero immensamente importante.

7 - nimona di noelle stevenson
non sempre le cose sono come sembrano, ma che sia uno squalo, un gatto o un drago, nimona è sempre nimona. un fantasy bellissimo, tra tecnologia e magia, ricco di sorprese, colpi di scena e svariate tonnellate di poesia. qualche parola in più qui.

6 - dolci tenebre di fabien vehlmann e kerascoët
visionario, cervellotico, crudele, spietato.
e bellissimo.
dolci tenebre ci ha fatto scervellare tantissimo prima di riuscire a scrivere un articolo in cui riuscire a dire tutto quello che ci ha fatto sentire e pensare, quindi, se non l'avete ancora letto, rimediate cliccando qui.

5 - il blu è un colore caldo di julie maroh
una delle più belle storie d'amore che abbia mai letto.
e ne ho letto a pacchi.
il blu è un colore caldo è un capolavoro e basta. una storia tristissima e poetica che vi farà piangere ogni vostra lacrima.
ne parlai qui.

4 - daytripper di fábio moon e gabriel bá
quante volte avete pensato chissà come sarebbe andato se...
ecco. al protagonista di daytripper succede tante volte di poter cambiare quel se e di farlo nei momenti più importanti delle tante vite che si vengono a creare, come tanti universi paralleli in cui l'esistenza ha scelto l'altra strada.
ne ha parlato il misterioso recensore, molto meglio di quanto avrei fatto io, qui.

3 - rughe di paco roca
questo libro è già famosissimo di suo, quindi per me non è facile dire qualcosa in più rispetto a tutto quello che è stato detto (per esempio, il misterioso signor ryv ne ha scritto benissimo qui) e riuscire a spiegare in poche parole perché va assolutamente letto. è che rughe è un libro che racconta la storia di un uomo che sta perdendo la sua storia, la sua memoria, la sua identità. e lo fa con una grazia e una forza inimmaginabili.

2 - il porto proibito di teresa radice e stefano turconi
ancora teresa radice e stefano turconi, che con il porto proibito hanno creato un capolavoro osannatissimo, che io e ale continuiamo a spammare da mesi senza sosta.
perché una storia così bella e profonda non è facile da trovare.
e, lo so, sembra tutto banale così, ma fatevi una cortesia, leggetelo.
e preparate i fazzoletti.
e se volete saperne qualcosa in più, cliccate qui.

1 - kobane calling di zerocalcare
un paio di anni fa non avrei mai creduto che avrei inserito qualcosa di zerocalcare in una lista del genere, figuriamoci farlo finire al primo posto.
invece è successo, ed è perché a) zerocalcare è un narratore bravo, ma proprio bravo bravo. e b) con kobane calling ha realizzato un'opera che arriva a toccare veramente fino a quel qualcosa che abbiamo nel profondo, chiamatelo come vi pare.
questo libro io lo farei davvero leggere a chiunque, perché non è solo una bella storia, scritta in modo appassionato e divertente - perché fa ridere anche se racconta qualcosa di molto serio e importante - ma sopratutto perché c'è più qui che in tanti anni di chiacchiere e tg e opinionisti da due soldi.
a me kobane calling ha letteralmente frullato il quel qualcosa di cui sopra, e sono sicura che darebbe la stessa sensazione a chiunque, e il primo posto se lo merita perché è un libro che tutti dovrebbero leggere, anche quelli che un fumetto non lo leggerebbero mai (chissà perché poi).
se volete approfondire, qui trovate la mia recensione.

giovedì 7 gennaio 2016

my cup of tea 2015

ed eccoci di nuovo a partecipare all'iniziativa creata da yue lung sul suo blog say adieu to yue (è un blog interessante e io stalkero yue e le sue letture da - wow - più di dieci anni ormai!), my cup of tea.
ecco in cosa consiste:
Invito tutti i miei amici blogger a partecipare alla terza edizione del premio "My cup of tea", che ha lo scopo di celebrare non l'opera più bella del 2015 (troppo facile) ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa. Per opera intendo qualsiasi cosa: fumetto, serie tv, film, libro e quant'altro. E potete fare anche premiazioni multiple, per ogni tipologia (quindi un film, una serie tv e così via). Non ci sono scadenze, ma se partecipate fatemelo sapere!
lo scorso anno ho mancato l'appuntamento, ma due anni fa no, e qui potete leggere quali opere ho scelto come cup of tea del 2013.


ecco le mie tazzine del 2015:

 • graphic novel • 



la sorpresa più grande dello scorso anno è stata sicuramente dolci tenebre, di fabien vehlmann e kerascoët, edito da bao publishing, di cui ho parlato qui.
mi aspettavo qualcosa di completamente diverso e la lettura mi ha shoccata parecchio, ma mi è piaciuto davvero molto più di quanto avrei creduto.
non è il mio graphic novel preferito dello scorso anno (quello rimane il porto proibito! e al secondo posto bellezza) però se devo scegliere il titolo più sorprendente, beh, questo si aggiudica per forza il primo posto!

 • libri • 

ho letto veramente poco lo scorso anno, e non troppa roba entusiasmante, ma certamente il titolo più sorprendente se lo merita torsten krol con il libro segreto delle cose sacre, un romanzo inclassificabile, a metà strada tra fantasy e distopico, ambientato in un mondo in cui la religione è prerogativa delle donne e la preghiera è il solo modo per fermare la distruzione del pianeta. angosciante ma davvero imprevedibile.

 • manga (serie) • 



ok, è iniziato nel 2014, ma io l'ho recuperato tutto due/tre mesi fa, quindi per me vale come 2015. natsume degli spiriti è il manga che più mi ha sorpresa ed emozionata tra tutti. avevo già visto l'anime e quindi non avrei mai creduto che leggendolo mi avrebbe coinvolta così tanto, e invece...
l'ho anche messo al primo posto nella classifica dei dieci shoujo manga imperdibili o quasi (secondo claclina) usciti tra il 2010 e il 2015 (link qui)

 • fumetto occidentale (serie) • 



ovviamente la sorpresona del 2015 è stato il ritorno di pk, con il bellissimo il raggio nero di artibani/pastrovicchio. certo che immaginavo mi sarebbe piaciuto, ma non mi aspettavo qualcosa di così megacicciofigoso.
e quindi la tazzina ci sta tutta!

 • autoproduzioni • 

ho letto un po' di roba autoprodotta quest'anno, scoprendo degli autori veramente bravi e un mondo che mi era praticamente quasi del tutto sconosciuto (manticori a parte) il premio sorpresa va a ferea del duo nyesis (elisa l. cross e sara fabrizi), titolo che non credevo potesse intrigarmi così tanto e invece sto rosicando da matti nell'attesa di avere il quarto volumino...

 • film • 

questo è proprio difficile: gli ultimi mesi dello scorso anno al cinema sono usciti un sacco di film che mi hanno sorpresa, commossa, che mi hanno fatto dire ok, me lo aspettavo bello ma non così bello! e quindi la scelta è stata ardua... ma inside out sarebbe stato troppo scontato, mi aspettavo che fosse un capolavoro e lo è, idem per star wars VII - il risveglio della forza. il viaggio di arlo è stato esattamente il tipo di film che immaginavo potesse essere, snoopy and friends mi ha sorpresa sì, ma un po' me l'aspettavo, insomma dopo aver letto tutti i fumetti dei peanuts è difficile non sapere cosa stai andando a vedere... ma song of the sea ha decisamente superato le mie aspettative e si è rivelato un vero gioiellino. (e non ne ho ancora scritto la recensione perché devo rivederlo per riuscire a mettere in ordine tutti i pensieri e le emozioni e poter scrivere qualcosa di sensato)
non capisco proprio perché qui in italia nessuno abbia voluto acquistarlo, perché è davvero secondo me uno dei migliori film d'animazione dell'anno.

 • serie tv • 



non seguo tante serie tv e telefilm, prima ero in fissa con bbt ma poi ho perso l'abitudine a vedere in tempo le puntate e mi sono persa (se volete aiutarmi ve ne sarei davvero mooolto grata!). più che altro mi manca la costanza e mi scoccia oltre ogni limite cercare gli episodi online, e non avendo una tv in camera (né tanto meno abbonamenti sky o cose simili) è difficile seguire roba.
ma quest'anno mi sono intrippata malissimo con il giovane montalbano, serie che all'inizio non mi era proprio piaciuta: troppo forte lo shock di cambiare tutto il cast dei personaggi (essì, sono una fan della vecchia serie di montalbano con luca zingaretti!).
invece sono bastati un paio di episodi per farmi cambiare idea e farmi rincoglionire ogni volta davanti alla tv (insieme a madre e a camilla, che pare apprezzare anche lei riondino!).
davvero una serie ben fatta, merito anche di michele riondino che, per quanto sia diversissimo da zingaretti, ha interpretato un commissario montalbano molto in linea con il personaggio di camilleri (sigarette a parte). e una delle colonne sonore più belle che abbia sentito in un film/serial ambientato in sicilia (sono tutte di olivia sellerio, se vi capita ascoltatela, ha una voce incredibilmente bella e potente)

mi unisco all'invito di yue per chiunque voglia partecipare! ricordatevi bannerino, link e regole! e sopratutto fatemelo sapere, così vengo a leggervi!

mercoledì 7 ottobre 2015

dolci tenebre

ommioddio.
cos'è questo libro!

ho passato mesi e mesi a sfogliarne le prime pagine in libreria perché non volevo spoilerarmi nulla per una volta, avevo troppa voglia di leggerlo per bene, senza anticiparmi nulla.
avevo trovato recensioni e commenti, ne avevo parlottato con chi l'aveva letto, e ho riscontrato pareri sempre contrastanti: a chi è piaciuto tantissimo e chi invece è rimasto deluso o troppo sconcertato. manco a dirlo, la mia curiosità è cresciuta in modo devastante, e appena ho avuto la possibilità (grazie millefoglie ♥) l'ho divorato in piena notte.
e bam! posso dirlo adesso: questo libro è un capolavoro! mi aspettavo qualcosa di bello, ma non pensavo sarebbe stato così tanto bello!!!

a prima occhiata, dolci tenebre sembra una favola dai toni macabri, piccole creature buffe e simpatiche che abitano il cadavere di una bambina morta nel bosco.
lo stile grafico altalena tra quello pupazzoso e stilizzato delle scene in cui compaiono gli esserini minuscoli di cui sopra, e quello realistico e dettagliato dedicato alla bambina e non solo...
ma c'è molto, molto di più.
io e il misterioso recensore c'abbiamo messo tanto, ne abbiamo parlato parecchio e abbiamo cercato di scrivere al meglio tutto quello che siamo riusciti a tirar fuori da queste pagine, dopo ore passate ad analizzare (in senso strettissimo!) vignetta per vignetta: per spiegarvi la nostra interpretazione del racconto, dobbiamo per forza di cose, tirare fuori un casino di spoiler. quindi se non avete letto il libro, passate oltre e tornate dopo. intanto solo una cosa: fatevelo prestare, leggetelo di nascosto in libreria, fate come volete. ma leggetelo.

dunque. siete pronti? *spoiler come se piovesse!*

uno strano, piccolo mondo



le prime pagine segnano l'inizio di una vicenda a dir poco sconcertante. la nostra protagonista, che poi scopriremo si chiama aurore (e questo è un dettaglio molto importante) si ritrova in dolce compagnia - sorseggia cioccolata con il principe hector - quando il luogo in cui si trovano, qualunque esso sia (non c'è alcuna descrizione dell'ambiente, lo sfondo è semplicemente bianco) inizia a essere invaso da una strana e abbastanza disgustosa sostanza molliccia di color rosa violaceo.
aurore e i suoi amici scappano fuori, si ritrovano sotto la pioggia. e hanno appena abbandonato il cadavere di una bambina, sdraiato in quello che sembra un piccolo bosco. un corpo gigantesco rispetto a loro, che sono piccoli come insetti.
le creaturine sembrano spaesate, come se fossero state abbandonate, stordite e in qualche modo impaurite. ma se, per quanto strano possa sembrare, è chiaro cosa è successo, non è facile capire chi sono questi piccoli esseri...


simbologia delle creaturine
posto che questi piccoli esseri non possono essere reali, diamo per assodato che simboleggino qualcosa e che questo qualcosa sia, ovviamente, collegato alla bambina ormai morta, poiché è dal suo cadavere che sono usciti.
le piccole strane creature rappresentano, ognuna a suo modo, aspetti tipici della personalità infantile: la curiosità spesso crudele nei confronti degli animali e degli insetti (il bimbo che tortura la coccinella), la mancanza di consapevolezza del poter causare dolore, la paura di essere diversi e di non sentirsi accettati e la conseguente remissività nei confronti di chi viene reputato migliore, e nel frattempo il bisogno di riconoscersi con qualcuno ancora più debole (timothée), l'egocentrismo, la mancanza della lealtà nei confronti degli amici e la superficialità dei rapporti interpersonali, interessanti solo quando l'amico è qualcuno cui è opportuno e utile stare accanto (plim), l'incapacità di dominare gli istinti (la bambina gigantesca sempre affamata), la scoperta del pudore (la bambina che mentre pesta qualcosa in un mortaio si ritrova a osservare il sesso di hector), la paura di essere traditi da chi ispirava fiducia (la bimba del sogno).
se si voleva distruggere l'ideale di innocenza e purezza dell'infanzia, qui ci si è riuscito appieno: una sorta di signore delle mosche, reso ancora più disturbante dalla delicatezza del tratto e dei colori.

aurore, zélie, jane: tre figure-chiave



tra tutte le piccole creature, aurore, zélie e jane spiccano per la rilevanza che hanno nella storia: aurore, l'eroina della storia, è sempre la più lucida e saggia, è quella che cerca di mantenere salda la situazione, comportandosi un po' da capo, senza però opprimere nessuno, occupandosi della gestione del cibo ad esempio, cercando di aiutare chi ha bisogno di una mano, senza lasciarsi troppo trascinare dai giochi crudeli degli altri, dalle loro crisi di nervi o dalla loro indifferenza alla situazione. almeno fino a che non entra in scena zélie, che possiamo tranquillamente definire la nemesi di aurore, che riuscirà ad angariarla al punto di farle perdere (anche se per poco) il controllo.

zélie è crudele, narcisista, egoista, ha la mania del comando e nessun interesse per i morti che ha sulla coscienza. se aurore si preoccupa di mandare avanti e reggere la piccola comunità, zélie cerca in tutti i modi di costruire una corte di servitori sciocchi che la acclamano e la riveriscono, senza mettere mai in dubbio nessuna sua decisione. fa del male per il puro gusto di farlo, senza alcun sentimento e plausibilmente senza interesse, se non quando sposa hector solo per sottrarlo ad aurore. alla fine sarà scontro aperto tra le due quando zélie riuscirà, non sappiamo come, a far fuori jane, unica amica rimasta ad aurore.

jane è la più misteriosa, silenziosa ed adulta delle tre. appare per poco e parla ancora meno, viene ammirata da aurore per i suoi modi di fare maturi e sicuri.
loro tre però non sono semplicemente simboli del comportamento infantile genericamente inteso, come abbiamo visto per gli altri personaggetti, ma hanno con l'aurore-bambina un rapporto molto più profondo.

volendo andare a scomodare freud - e wikipedia, che i ricordi del liceo di dieci anni fa sono andati a farsi friggere - possiamo associare le tre creature di cui sopra.
l'Io, per definizione, è la parte della psiche che gestisce l'essere in rapporto agli altri e all'ambiente, che insomma presiede al controllo e al rapporto con la realtà. è la parte che media tra l'Es e il Super-Io, che abbraccia conscio e inconscio. è - secondo quanto detto sopra - rappresentato da aurore.
l'Es è la parte della nostra psiche più istintiva, governa le pulsioni erotiche, l'aggressività, l'istinto di auto-conservazione o quello di distruzione (e auto-distruzione) e se ne frega delle convenzioni sociali e della moralità. e oserei dire che è un modo perfetto per descrivere zélie.
infine il Super-Io è, sempre nella teoria freudiana, la parte della psiche che fa propri i codici comportamentali e le regole apprese, che cerca di frenare l'Es e che dialoga con l'Io per cercare di soddisfare le richieste istintive nel migliore dei modi. fondamentalmente si tratta di una sorta di ideale cui l'Io tende costantemente per emanciparsi dall'istintività. ovviamente questo ruolo non può che essere assegnato che a jane.

ipotesi sulla storia di aurore
cercare di dare una spiegazione alle piccole creature venute fuori dal corpo di aurore non è stato facilissimo, ma neanche impossibile.
quella che veramente ci ha fatto dannare è stata la domanda cosa è successo alla bambina nel bosco? perché non è poi tanto normale che ci sia un cadavere di una bimba in un bosco, abbandonato così a decomporsi per circa un anno (è reso molto evidente l'avvicendarsi delle quattro stagioni), senza che nessuno la cerchi, la seppellisca.
oltretutto, guardando e riguardando le scene in cui si vede e intravede il cadaverino, non ci sono ferite evidenti, né segni di incidenti o maltrattamenti, né macchie di sangue sull'erba o sui vestiti.
ma allora come è morta la bambina? è stata uccisa? e perché si trova nel bosco?

ci sono tre elementi che portano tutti nella stessa direzione: il sogno di una delle piccole creature, il misterioso uomo e alcuni oggetti nella sua casa, l'ossimoro presente nel titolo.

nel sogno, aurore-bambina appare sola, addormentata nel bosco. qualcosa a un certo punto la sveglia, lei si guarda intorno e in alto. poi si alza e va, da qualche parte. ovviamente si tratta solo di un sogno, e di un sogno che, a ben pensarci, non è mica così spaventoso da giustificare il terrore della piccola creatura che l' ha sognato.
ma se la parte più orribile del sogno fosse stata omessa? se la paura, o magari il senso di colpa per essersi fidata e il dolore di essere stata tradita, fossero così forti e grandi da venire rimossi?
se il sogno fosse in realtà un ricordo, se la bambina guardando in alto non vedesse solo gli alberi e il cielo come vediamo noi? c'è una vignetta dove si vede chiaramente che sta guardando qualcosa o più plausibilmente qualcuno più grande di lei, che le sta parlando.

e c'è un uomo di cui non sappiamo nulla, un uomo povero, a giudicare dai vestiti e dalla minuscola casetta in cui vive solo. un uomo che per qualche misterioso motivo, nella sua piccola abitazione piena di mozziconi di sigarette, bottiglie e lattine, insieme agli strani marchingegni che costruisce o ripara, tiene una bambola rotta.
come collegare i due? di certo l'uomo non è il padre di aurore: la bimba è vestita con abitini nuovi e plausibilmente costosi, ha uno zainetto da scuola ed è immediato pensare che provenga da una famiglia benestante.
nella casetta non c'è nessuna traccia della presenza, anche lontana nel tempo, di altri abitanti oltre all'uomo. solo una bambola. ma il letto è singolo, il mobilio è essenziale, non ci sono giochi, vestitini, libri, la cucina è ridotta a un solo fornello con un bancone di legno che funge da tavolo da lavoro quanto, plausibilmente, da tavolo per pranzare. un ambiente in cui certo non è cresciuta una bambina elegante come aurore, con i suoi bei capelli biondi e la gonnellina pulita.
un incontro casuale dei due? difficile da pensare, perché come detto, il cadavere non presenta ferite di alcun tipo, e non si potrebbe giustificare la presenza della bambola a casa dell'uomo, unico elemento che lo collega direttamente alla bambina.

il titolo contiene un ossimoro che, nel momento in cui capiamo il significato, inizia a farci venire la pelle d'oca. non so se avete mai sentito parlare della sindrome di stoccolma.
è una particolare condizione psicologica che interessa le vittime di violenza, fisica, verbale o psicologica, che porta a provare affetto, ammirazione e a volte amore totale nei confronti del proprio carnefice, e che si verifica sopratutto nei casi di rapimento (prende il nome proprio da un caso di rapimento avvenuto a stoccolma). una situazione terribile, il rapimento, magari la reclusione in un posto buio, le tenebre, eppure un sentimento di fiducia e forse d'amore, un dolce moto dell'animo.
se questa possibilità vi pare assurda, allora è l'aurore piccina, quella che abbiamo identificato con l'Io (non sono così ferrata in psicologia, ma ho leggiucchiato delle cose giusto per capire meglio se questa teoria funzionava, e in effetti, secondo freud, l'Io è la parte della mente che, nelle situazioni di pericolo o dolore, affronta la parte più consistente dello stress, e che può reagire, nel contesto di un rapimento, rendendosi dipendente, affettivamente oltre che fisicamente, dal rapitore, arrivando appunto, fino ad innamorarsene) che conferma tutto, nel sentirsi a casa quando arriva nella capanna dell'uomo, quando dice che le piace il suo odore, quando alla fine, lo chiama il suo dolce principe. (qui, jane, il super-io, invece non sopporta il posto in cui si trova, rimane solo per necessità, trova l'odore dell'uomo sgradevole e cerca di evitarlo, ritenendolo pericoloso.)

questi piccoli dettagli ci hanno permesso di capire cosa rappresenta, di completare il ragionamento che vorrebbe svelare la simbologia delle tre figure e anche, di conseguenza, di teorizzare meglio la storia dell'aurore reale. alla fine possiamo dunque supporre che la scena iniziale della storia non sia che il tragico epilogo di un rapimento finito male.

ps. ovviamente né io né il misterioso recensore siamo psicologi/psichiatri, abbiamo basato questa analisi della storia su nozioni scolastiche e altre facilmente reperibili in rete, per cui perdonate eventuali carenze e/o imprecisioni.
*fine spoiler*


insomma, per quanto mi abbia turbato, e anche tanto, mi è piaciuto, l'ho trovato un capolavoro agghiacciante e disturbante oltre ogni aspettativa, ma anche molto intelligente e mai fine a sé stesso, mai gratuito nella sua brutalità.
è in ogni caso un'opera molto più complessa di quella che appare, e spero proprio che con questa nostra teoria, io e ryv siamo riusciti a cogliere quello che lo sceneggiatore voleva lasciar intendere. se l'intento era solo di far perdere ore di sonno ai lettori, beh, obbiettivo raggiunto!
se lo recupererete, fate un bel sospiro prima di cominciare e sappiate che vi farà davvero male.

Postfazione di Ryv
Inutile dire che ho vegliato una notte intera pur di venire a capo di questa sorta di enigma e non posso esimermi dal sottolineare ogni singola parola della nostra clacca. Doveva essere un post a quattro mani, ma ho ben pensato di lasciare fosse lei a scriverlo, sia per il suo stile che, come vedete, è meno tedioso del mio (e considerato l'argomento avrei potuto lasciarmi prendere la mano), sia per dare uniformità al contenuto. Ciò non toglie sia stata una faticaccia che - ad essere sincero - rifarei.
Dolci Tenebre mi è entrato nel cuore, lo considero riuscitissimo e, sembra stupido, ma vorrei complimentarmi e confrontarmi con lo sceneggiatore in persona (Lo contatteremo, vero clacca!?)
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