lunedì 29 febbraio 2016

Daytripper di Fábio Moon e Gabriel Bá

Daytripper di Fábio Moon e Gabriel Bá, pubblicato negli States nel 2010 da DC Comics, sotto la prestigiosa etichetta Vertigo, raggiunge l'Italia in un'edizione cartonata edita da Planeta DeAgostini e, successivamente (2011), da RW Edizioni.
Già il titolo la dice lunga su cosa aspettarsi da questo volume, benché il rischio di rimanere spiazzati di volta in volta si conserva forte.
Cosa è un daytripper? Non si tratta altro che di una persona che compie un viaggio virtuale, fisico o anche solo simbolico, della durata di un intero giorno, per poi ritornare al punto iniziale o conservando l'approdo come fosse una semplice boa per il successivo viaggio.

*Attenzione! Spoiler!*

Brás de Oliva Domingo è il nostro daytripper: uno scrittore di necrologi che aspira a diventare un affermato romanziere per uscire dall'ombra del più blasonato Benedito, suo padre. Ogni racconto, che sembra essere slegato dagli altri, presenta Brás in diversi momenti della sua vita, anche in maniera inaspettata, ponendo l'accento sulle sue diverse età e mostrandoci, senza però seguire un preciso filo cronologico, la sua nascita, la sua infanzia, i primi amori, il rapporto turbolento col padre, l'amicizia, l'amore, la nascita d'un figlio e la sua vecchiaia, fino alla morte. Perché Brás muore.
Muore ogni volta.
In ogni singolo attimo della sua vita, muore.

È proprio questo l'aspetto, a mio avviso, geniale dell'opera: Brás muore alla fine di ogni capitolo e il tutto viene accompagnato, come per ironia della sorte, da un necrologio sempre diverso.

È come se, concludendosi, ogni capitolo sottolineasse l'importanza che l'evento narrato assume nella storia del protagonista, cambiandone il modo di pensare, di rapportarsi alle persone, di porsi nei confronti della vita e, per ultimo, proprio della morte.


Brás stesso, in un dialogo con il suo amico Jorge:

- Volevo scrivere di vita, Jorge, invece guardami ora...scrivo solo di morte.
- Aah, ma sai bene che la morte è parte della vita, amico mio.
- Hai ragione... La morte è una parte della vita.

In effetti, basta solo questo breve scambio di battute per comprendere la natura di quest'opera che, a mio avviso, appare pregna di un duplice significato: è un inno alla vita, in tutti i suoi aspetti, e mostra quale sia il reale peso di tutte le scelte che si compiono e si portano avanti; allo stesso tempo è un inno alla morte, come parte di essa, come capitolo finale, che conferisce ad ogni singola scelta il potere di rendere ogni attimo come fosse l'ultimo e il più importante. In fondo, quando si sceglie è un po' come morire, se ci si pensa bene, perché per ogni istante successivo si ha comunque la strana sensazione di aver perso ciò che sarebbe potuto essere qualora si fosse fatta la scelta opposta.
Brás è dunque un personaggio a tutto tondo, bambino, adolescente, uomo e, viceversa, uomo, adolescente e bambino.

Eppure, se si volesse andare ulteriormente oltre, si aprirebbero scenari non poco pittoreschi: scegliere è un po' come morire, in un certo senso, perché quando si effettua una scelta si sa cosa si trova  e, di contro, anche cosa si lascia; ogni scelta apre una strada, che si continua a percorrere, ma ne chiude un'altra, che resterà misteriosa, oscura o, più semplicemente, inesplorata (come la morte). Nei meccanismi di quest'opera, il protagonista muore ad ogni capitolo proprio perché, arrivato dinanzi ad importanti istanti della sua vita (professionali, sentimentali, ect.), si ritrova ad avere la possibilità di fare un passo indietro e intraprendere la seconda scelta possibile, una sorta di vediamo come andrebbe se.
Ciò che mi spinge a questa interpretazione è l'atteggiamento stesso di Brás: ad ogni capitolo cambia nettamente il suo modo di porsi nei confronti dell'ambiente, del mondo, delle altre persone che fanno parte della sua vita: nel capitolo iniziale, ad esempio, lui quasi odia suo padre, non sopporta il suo successo, il fatto che si ritrovi ad essere costantemente sotto la sua ombra, eppure dopo essere morto la prima volta, nei successivi capitoli Brás vedrà il padre con altri occhi, prima come meta da raggiungere e poi, addirittura, come maestro di vita.


La morte di Brás è, dunque, un meccanismo cruciale nella narrazione; morire rappresenta proprio la rinuncia ad una situazione presente e, allo stesso tempo, un voler aggiustare il corso degli eventi compiendo un passo indietro.
Non per ultimo, a dare valore a questa tesi, sarà proprio Brás, ormai vecchio, che dirà di aver vissuto al massimo delle sue possibilità, cosa che ci lascia ben capire come questi sbalzi temporali non siano altro che il frutto di continui passi indietro da lui compiuti per aggiustare il suo mondo.

Tutto questo è raccontato in maniera sempre cangiante e in continua crescita, tanto da conferire all'opera un sottile e piacevole lirismo, senza mai appesantirne la narrazione e rendendone la lettura scorrevole e, se vogliamo, con un rapporto quasi ossimorico con gli argomenti principali. Se poi consideriamo lo stile grafico, ci accorgiamo di come la sceneggiatura e i disegni formino un connubio perfetto, fornendo quel colore e calore che il fumetto sudamericano, come pochi, sa mettere in scena.

Una lettura davvero sublime, importante.
Un'opera che sfida il lettore a coglierne tutte le sfumature, i simboli, i gesti compiuti dai personaggi.
Un fumetto che, secondo me, merita di stare in libreria e di cui non se ne potrebbe più fare a meno.


PS: devo dire grazie a Silvia, per il prezioso consiglio lasciatoci tempo addietro sul post che parlava di Rughe di Paco Roca, senza la quale non avremmo conosciuto tutto ciò o, magari, l'avremmo conosciuto davvero troppo tardi. Ancora grazie.
PPS: ovviamente ringrazio anche clacca per il tempo passato con me a teorizzare su questo fumetto e, non di meno, per l'opportunità umilmente concessami. Graaaaaaaazie clacca.

2 commenti:


  1. La penso come te, ci sono una serie di what if attui a sistemare le cose, perché una scelta, anche quella apparentemente più giusta, non è detto che lo sia. D'altronde si sa, la vita è fatta di muti compromessi.

    Cmq sono proprio contenta che l'abbiate trovato e soprattutto che vi sia piaciuto <3

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    Risposte
    1. Non nascondo sia stato molto difficile trovarlo (vero clacca!?), ma ne è valsa sicuramente la pena. Sono questi gli scambi che aiutano a crescere: se non fosse stato per te, non avremmo avuto il quid necessario a decidere sull'acquisto.
      Grazie a te, continua a leggerci! :)

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