lunedì 14 marzo 2016

commenti randomici a letture randomiche (13)

giorni e giorni e giorni che mi sembra di non concludere nulla eppure non trovo il tempo per dedicarmi come vorrei al blog.
e neanche per finire di leggere tutto quello che vorrei (per dire: il misterioso recensore mi ha prestato equinozi, e sta lì in attesa. c'è in attesa ancora anche il mega-volumone di mickey mouse mystery magazine che ho recuperato a novembre e che sta veramente mettendo a dura prova la mia pazienza: è troppo grande e pesante per essere letto senza che mi venga il mal di schiena! sigh).
non so se lo sapevate, ma clacca oltre che leggere, ogni tanto si diletta a scarabocchiare cose. e siccome qualche tempo fa avevo iniziato a scarabocchiare sulla ceramica, ho poi deciso di prendere un forno serio, dei colori seri e mettermi a lavorare in modo serio.
quindi da circa una settimana a casa c'è un forno grosso quanto tre clacche e mezzo che attende che "sì, vengo tra qualche giorno a sistemare la presa" e "sì, ho scordato le piastre ma te le mando subito per posta" diventino realtà. e sopratutto aspetta che a me passi il panico da "ommioddio non ce la farò mai". se poi mi seguite anche su instagram, avrete notato che sto cercando di riprendere la mano con matita e pennelli... e avrete sicuramente notato anche che ultimamente mi sono passati tra le mani un sacco di titoli interessanti, quindi è giunto il momento di andare oltre le fotyne bimbominchiesche e spendere due paroline sulle ultime letture nella vostre (non)rubrica randomica preferita!

innanzitutto gioia, gaudio, letizia e felicità per il ritorno di aki irie e del suo bellissimo il mondo di ran. mancava da quanto? quasi tre anni? e io mi ero completamente dimenticata di alcuni particolari, anzi a dirla tutta, di un buon 80% della trama. così nelle ultime settimane, oltre a recuperare gli ultimi due volumi usciti, ho riletto anche quelli precedenti.
i volumi 4 e 5 sono il collegamento perfetto tra i primi, che ci erano serviti a introdurre i personaggi e il loro contesto, farci conoscere il loro carattere e farli legare per bene tra loro, e gli ultimi due, che non vedo l'ora di leggere, ma sono certa che concluderanno in modo eccellente la storia della streghetta e delle sue scarpe magiche.
senza fare troppi spoiler, dico solo che si capisce finalmente qualcosa di più su tutta la storia degli insetti e sul lavoro di shizuka e delle ali nere: la vicenda prosegue a ritmo serrato, ci si prepara a uno scontro importante, io prevedo lacrime come non mai, anche se non so se di gioia o di tristezza, e nel frattempo si tira un sospiro di sollievo e ci si rilassa un po' con gli extra tra un capitolo e l'altro: non si tratta però di storie slegate da quella principale, quindi non saltatele!
lacrime di tristezza per la copertina del quinto volume che cambia completamente stile rispetto alle prime quattro che erano davvero bellissime... perché signora irie? perché???

un'altra cosa che desideravo leggere tantissimo era il volumetto cartonato che raccoglie i primi sei capitoli di darth vader, un'altra serie marvel dedicata al mondo di star wars (ho parlato del primo volume skywalker colpisce qui). ero abbastanza entusiasta dopo la lettura di skywalker colpisce, adoro l'universo di star wars e darth vader è uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, quindi l'hype per questo volumino, che è anche uscito in ritardo rispetto a quanto previsto era alle stelle. però devo ammettere che, forse proprio per colpa delle mie aspettative troppo alte, mi ha delusa un po': la storia si svolge proprio dopo la distruzione della morte nera ad opera di luke e ha ovviamente per protagonista il nostro caro signore oscuro, caduto in disgrazia agli occhi dell'imperatore che adesso lo manda a fare il galoppino in giro per l'universo. umiliato e per nulla convinto di farsi trattare a pesci in faccia, darth vader riesce a rintracciare e a mettersi in contatto con aphra, una giovane archeologa criminale che riesce a mettere in piedi, grazie agli inquietantissimi triplo zero e bt-1, copie "cattive" di c-3po e r2-d2, un esercito di droidi a servizio del fu skywalker. nel frattempo l'imperatore sta cercando un sostituto a vader stesso, qualcuno più "al passo con i tempi", che non confidi tutto nella forza, ritenuta - in modo insopportabilmente blasfemo - ormai obsoleta: per un buon numero di pagine vedremo darth vader sfidare una serie di mercenari pieni di innesti e modificazioni biologiche varie in una tornata di duelli a dir poco soporiferi.
il volume si chiude con un flashback in cui il nostro è ancora anakin skywalker e ha appena saputo dell'imminente nascita di un erede, mentre, nel presente, boba fett gli ha appena comunicato - e questa scena è la stessa che si trova alla fine di skywalker colpisce - che il responsabile della distruzione della morte nera è un tale skywalker...
insomma, si poteva fare di meglio, ma mi piace molto aphra, mi piacciono anche i due nuovi droidi anche se mi fanno davvero paura e sopratutto non vedo l'ora di leggere i prossimi episodi, perché per quanto possa essere stato un volume deludente, il fangirlismo è duro a morire.

e a proposito di ritorni inaspettati e fangirlismo, è tornata sugli scaffali delle fumetterie anche kei tome, ovviamente non c'entra niente l'ormai senza speranze canta "yesterday" per me, ma si tratta di mahoromi, primo di una serie di quattro volumi, che mi ha convinta a togliere l'embargo a goen, benché il mio timore che riescano a bloccare persino una miniserie di quattro volumi rimanga intatto. ma è la tome e quindi tocca rischiare.
in questo primo volume ci sono tutti gli elementi cari alla nostra autrice: ragazzi che studiano arte, i ricordi legati agli oggetti antichi, una bella e misteriosa ragazza con i lunghi capelli neri e un protagonista che si ritrova a vivere strane avventure e a sconvolgere la sua banale tranquilla vita di ogni giorno.
il protagonista della storia è niwa, uno studente di architettura che inizia a vivere nella casa del nonno defunto, anche lui a sua volta architetto. a casa, niwa si sente come un ospite indesiderato, come se qualcosa gli dicesse di andar via, o più probabilmente è l'imbarazzo di vivere a casa di un nonno che non ha mai avuto modo di conoscere quando era in vita, ma che parrebbe essere molto famoso e benvoluto da tutti. tra i ricordi del nonno appare anche una fotografia di una ragazza sconosciuta, che però non è la nonna di niwa. nel frattempo, coinvolto dalla collega e amica akira, scopre di avere un potere incredibile: toccando alcuni oggetti di antiche case abbandonate, ormai prossime alla demolizione, può vedere i ricordi delle case, di chi ci aveva vissuto, e grazie a mayuri, una ragazza dai lunghi capelli neri che somiglia alla foto misteriosa, scoprirà che le case possono avere rimpianti e desideri...
insomma, la solita meraviglia in perfetto stile kei tome. non so come possa non piacere, io adoro i suoi lavori, anche se spesso c'è così tanta malinconia!

per tirarci su di morale, due paroline veloci veloci anche su romantica clock, che arrivato al terzo volumetto, mi fa confermare la prima impressione che ho avuto per questa serie, ovvero che mi piace tantissimo! il rapporto tra i due gemelli si fa sempre più stretto e akane è tanto ingenua da risultare pericolosamente ambigua nei riguardi del fratello aoi.
intanto sembra che per shin si debba aprire una parentesi che spero non sia troppo lunga, mentre fa la sua entrata in scena un nuovo personaggio, ayumu, che sembra arrivare proprio per rompere le uova nel paniere a tutti quanti...
e poi ci sono i gattini! no, scherzi a parte, il pregio principale di questo manga è che nonostante sia una lettura molto mooolto leggera, non ha ancora calato il tono, rimane sempre allegro e divertente senza scadere nel ridicolo e ha dei personaggi ben caratterizzati ai quali ci si affeziona per forza.
continuo a pensare che, al momento, sia tra i migliori shoujo in circolazione.

ah, sto continuando il mio recupero spasmodico dei fumetti di arina tanemura. ormai sono solo alla ricerca di tre volumini di jeanne e poi posso dire di aver completato tutte le serie lunghe. spero di poter prenotare ogni nostro venerdì (l'ho sfogliato in fumetteria e mi è parso carino, ma sto cercando di non cominciare nuove serie perché ho un sacco di roba da recuperare!), quindi se conoscete qualcuno che lo venderebbe a serie conclusa fatemelo sapere! ho letto mistress fortune, che è stato carino, e adesso sono invischiata fino al collo in la spada incantata di sakura, che mi sta prendendo da matti e mi ha fatto tornare con la mente a quando avevo, boh, sedici anni?, e avevo scoperto il mio primo shoujo fantasy, fushigi yuugi, del quale mi sono innamorata perdutamente e che mi piace tantissimo anche adesso.
comunque, senza divagare troppo, la spada incantata di sakura mi sta piacendo da morire, molto più di alliance cross, sono davvero contenta di averlo recuperato e ve ne parlerò al più presto!

mercoledì 9 marzo 2016

intervista a sergio algozzino

conosco sergio da quando avevo, boh?, quindici o sedici anni. lui è una di quelle persone incredibili che riescono a fare così tante cose, e tutte così bene, che un po' mi è rimasto il dubbio che in realtà abbia altri tre gemelli segreti.
palermitano come me, sergio algozzino è famoso come autore unico per titoli come ballata per fabrizio de andré, pioggia d'estate, dieci giorni da beatle, il più recente memorie a 8 bit, ma ha collaborato anche ad altri progetti (monster allergy per citare quello che amo di più, di cui ha colorato diversi episodi, oltre a svariate pubblicazioni con diverse e importanti case editrici italiani con panini, red whale, marvel e bonelli).
insegna alla scuola di fumetto di palermo e dal 2006 gestisce il forum kinart, dove trovare informazioni, consigli, tutorial, lezioni e tutto quello che può servire a chiunque voglia diventare fumettista (o a chi lo è già).
se tutto questo vi sembra già tanto, evidentemente non conoscete il sergio cantante e musicista, che nel corso degli anni si è esibito in tributi a gruppi come queen e beatles, ha cantato e inciso pezzi originali e nel 2012 sul suo canale youtube ha portato avanti il progetto una canzone al giorno. più di recente, nel corso dello scorso anno, ha trasformato il suo memorie a 8 bit in uno spettacolo recitato e cantato in cui ha raccontato la nostalgia di quelli degli anni '80 per quelle che sono state delle vere e proprie icone pop della nostra infanzia, tra videogiochi e sigle dei cartoni animati e anche il canale ha cambiato aspetto e temi, a favore di memorie a 8bit

ad essere sinceri, mi sono sempre un po' intimidita a scrivere dei libri di sergio, ma il suo nuovo progetto, in uscita a maggio per tunué, mi ha incuriosita così tanto che sono finalmente riuscita a superare parte delle mie paranoie, e mi sono decisa a chiedergli finalmente di dedicarmi qualche minuto per parlare del suo lavoro e del prossimo storie di un'attesa, del  quale trovate un paio di immagini in anteprima.
buona lettura!


ciao sergio! grazie mille per aver accettato quest'intervista e benvenuto su claccalegge!
tu fai fumetti da, praticamente, sempre, il tuo stile è cambiato parecchio nel corso del tempo ma rimate molto particolare, praticamente inconfondibile. c'è qualche disegnatore che ti ha ispirato in qualche modo, che più di altri potresti citare come tuo modello?
Sono un grande appassionato di quello che faccio, magari pensereste sia normale, ma c’è chi riesce a fare fumetti senza avere la voglia di voler conoscere tutto sulla loro storia ed evoluzione. Non è che io sia migliore per questo, più semplicemente è un diverso approccio al mezzo. Diciamo che più che fare fumetti perché ho qualche talento particolare ci sono andato al contrario: faccio fumetti perché amo visceralmente i fumetti stessi.
di solito come lavori alle tavole dei tuoi fumetti? usi solo matita, pennino, acquerelli, insomma tecniche definibili "tradizionali" o ti affidi anche a photoshop?
Dipende quello che faccio. Per i miei libri, tendenzialmente faccio tutto a mano, ma in quest’ultimo ho sentito l’esigenza (anche narrativa) di fare una post-produzione per qualche effetto particolare, ma solo in determinate sequenze. Non ho problemi a usare l’una o l’altra tecnica, l’importante è che sia funzionale alla storia. In versione tradizionale, vado di matite, pennarelli e acquarelli, ma non so come potrei fare il prossimo libro!
come nasce un romanzo a fumetti? costruisci prima mentalmente trama e personaggi o li lasci che tutto si sviluppi da se in corso d'opera?
Ho tante idee, e ogni tanto qualcuna mi assale più del dovuto. Così, inizio a svilupparla, e a scrivere la sceneggiatura, che nel mio caso è un vero e proprio storyboard, come se stessi disegnando, ma senza disegni, scrivendo direttamente il testo nelle vignette. Poi, in corso d’opera, disegnando, c’è una certa soglia di imprevedibilità, ma con un margine abbastanza stretto. Mi piacerebbe fosse di più, ma allo stato attuale sono ancora abbastanza scientifico. La parte della scrittura, infatti, è quella che mi soddisfa di più, lì vado a cascata, senza freni. 
e a proposito, parliamo del tuo ultimo lavoro, storie di un'attesa, in uscita tra qualche mese. sembra abbastanza diverso dalle tue opere precedenti, che rimandavano al mondo della musica o a esperienze più autobiografiche.
ci racconti un po' di cosa tratterà?
È un libro su uno stato emozionale molto particolare. Il concetto è molto da Sabato del Villaggio, riadattato a Palermo, che ne è lo scenario incontrastato. Saranno tre storie concatenate, in tre epoche differenti, costruite a ritmo alternato, e ognuna di esse porta alla stessa conclusione, ovvero che siamo tutti più impazienti, più frenetici, e non importa se abbiamo vissuto un’epoca in cui, senza internet e smartphone, si “aspettava” ancora molto, perchè ormai siamo tutti così. Poi ho messo dentro tanti altri elementi che volevo sviluppare prima o poi, con una approfondita ricerca sulla Palermo degli anni 40, e su certe comunità, con certe abitudini. È stato un viaggio bellissimo, con grandi sorprese e straordinarie coincidenze, e ci ho messo tutto me stesso. 
come mai hai scelto proprio la tematica dell'attesa? da dove nascono le storie di cui racconti in questo nuovo progetto?
Altro elemento portante del libro è il gioco degli scacchi. L’idea di tutto nasce prendendo spunto dalle vecchie partite a scacchi per corrispondenza, dove fra tempi di gioco e postali potevano passare mesi prima di muovere un pezzo della scacchiera. Impensabile, ai giorni nostri. Poi, volevo fare qualcosa su Palermo, e mi son trovato improvvisamente fra le mani tre storie che avevano un unico minimo comun denominatore.
lo spettacolo nato da memorie a 8 bit ha avuto un sacco di successo, a me è piaciuto tantissimo, è stato qualcosa di divertente e coinvolgente, diverso da quello che di solito ti capita di trovare in un live in un locale o un teatro. per quanto quest'opera sia diversa dalla precedente, pensi che potresti portarla in giro come è successo con memorie, unendo ancora una volta musica e fumetti?
Ogni libro per me ha una sua vita, indipendente e imprevedibile. Coi libri “musicali (De Andrè e Beatles) ho fatto presentazioni musicate, con Memorie lo spettacolo e i video su Youtube... con questo non vedo nulla di tutto questo, forse sarà la prima volta che parlerò e basta. O forse no.
ti faccio una domanda forse un po' scema, ma mi sono sempre immaginata la classica scena in cui una zia chiede al nipotino "cosa vuoi fare da grande?" e si aspetta la solita risposta tra le classiche l'astronauta, il calciatore, il poliziotto eccetera, magari rimarrebbe un po' stranita da "il fumettista".
hai mai avuto la sensazione che qualcuno reputasse quello del "disegnatore/scrittore di fumetti" un lavoro un po' troppo fuori dal comune?
Sempre, ma sono stato abbastanza fortunato, perché i miei genitori non mi hanno mai preso per pazzo, e mi hanno davvero lasciato credere in questo folle sogno che vivo ancora oggi.
negli ultimi anni il fumetto in italia è stato un po' rivalutato e in qualche modo "nobilitato", sopratutto grazie alla presenza dei graphic novel (e di recente anche i fumetti seriali) in libreria, che li hanno sdoganati anche tra chi qualche tempo prima non avrebbe considerato la lettura di fumetti poco più che un passatempo. è diverso fare fumetto oggi rispetto a dieci, quindici anni fa?
e credi che possa essere cambiato anche un po' il lettore di fumetti in questi ultimi anni, e l'immagine che gli altri, quelli che puntualmente ti prendevano in giro perché quella è roba da bambini, ne hanno?
Fumetti o Graphic Novel, sempre di fumetti si parla. Quando Pratt disegnava Corto Maltese si definiva un “fumettaro”, e chi sono io per atteggiarmi a migliore di lui? Io amo i fumetti, faccio fumetti, uso il termine “libro” solo perché quella è la forma editoriale che prendono, nel mio caso, ma di certo non mi definisco uno “scrittore”, né tanto meno un autore di Graphic Novel, come se fossero qualcosa a parte. Il mercato cambia, cambia sempre. Sinceramente, allo stato attuale, vedo molto più movimento nel versante seriale che nel mio.
la sicilia e particolarmente palermo non sono esattamente rinomati per l'attenzione che si da al fumetto, mi viene immediatamente naturale contrapporre la nostra città a posti come bologna, dove tra case editrici, fiere, laboratori di autoproduzioni eccetera, l'atteggiamento è molto diverso. è pur vero che negli ultimi anni la situazione è cambiata, con la nascita della scuola del fumetto, con le fiere come l'etna comics e quella più recente che si è svolta per la prima volta a palermo lo scorso anno, la nascita di nuove case editrici, di nuovi negozi specializzati, e la "scoperta" di nuovi autori.
come hai vissuto questo cambiamento – se c'è stato davvero e non era solo una mia mancanza di consapevolezza – e come pensi possa cambiare tra qualche anno questo scenario?
Quindici anni fa era davvero un mondo a parte. Ormai, Palermo, e la Sicilia, è ricca di autori di altissimo livello, e non abbiamo nulla da invidiare a nessun altra città in quanto a fermento creativo. Ci frega solo la posizione geografica, ma su quello poco possiamo fare!
tu sei un autore completo, ma se dovessi lavorare in coppia con un altro autore, chi ti piacerebbe che fosse? (anzi ti chiedo due nomi, uno sceneggiatore di cui vorresti illustrare la storia e un disegnatore a cui affidare un tuo racconto)
Anzitutto, mi piacerebbe più scrivere che disegnare. E lo sto facendo. C’è già al lavoro qualcuno per un prossimo libro di cui curerò soltanto la parte scritta. Amo così tanto autori, sia come sceneggiatori che come disegnatori, che sinceramente non saprei dirti. Torno a quello che ho detto prima: per me è la storia che comanda, quindi anzitutto si parte da quella!
forse è un po' troppo presto per una domanda simile, visto che il tuo ultimo lavoro non è ancora stato pubblicato, ma quali sono i programmi (e sogni) per il prossimo futuro?
Vorrei fare sempre di più. Mi sento sempre in difetto. E spero di concretizzare alcune cose a cui tengo molto entro breve... Con la presentazione incredibile che mi hai fatto sembrerà una presa in giro, sarà che il mio modello in questo senso è sempre Osamu Tezuka, che nella vita ha fatto così tanta roba che devo augurarmi di riuscire a farne almeno un decimo!
e e e grazie mille per la tua pazienza e per il tempo che mi hai dedicato! millemila inboccallupo e un abbraccio! ♥ non vedo l'ora di leggere il tuo nuovo libro!

lunedì 7 marzo 2016

anomalisa

anomalisa è un film che mi ha sconcertata moltissimo.
ci tengo a precisare che quella che segue non sarà una recensione, non lo sono mai e questa lo è meno delle altre volte, ma solo una serie di riflessioni che questo film ha generato nel mio cervellino, tanto che ho dovuto abbozzare tutto in piena notte, avevo decisamente bisogno di parlarne.
mi aspettavo qualcosa che mi illuminasse sul senso della vita, che mi aprisse la mente a verità nuove, che mi mostrasse qualcosa di più sulla natura umana. o forse mi aspettavo solo un film che riuscisse a nobilitare l'essere umano.


*attenzione, spoiler!*
invece di nobilitante non c'è nulla. michael stone non è un eroe, è un normalissimo uomo solo, stanco e annoiato da un successo di poco conto, un autore di manuali letti da una fascia di persone presumibilmente parecchio povere da un punto di vista letterario e intellettuale.
un uomo che ha alle spalle una banalissima moglie con la quale non ha dialogo, un figlio a cui non importa nulla di lui se non che gli porti un regalo come souvenir dal suo viaggio di lavoro e una ex-fidanzata mollata senza motivo alcuno.
michael non è giovane, non è bello, ha il vizio del fumo e dell'alcol. si trova in una città diversa e non ha nessun interesse a provare a viverla, fosse anche per un giorno.
michael stone è un uomo come tanti, una persona che mi viene da definire grigia, che si può detestare con la facilità con cui vien voglia di schiacciare uno scarafaggio.
il suo modo di rapportarsi alle persone non ha nulla di straordinario, neppure di interessante. un uomo gli tiene la mano in aereo perché ha paura di volare e non c'è la moglie a fargli compagnia come al solito, l'addetto alla reception in albergo è gentile con lui solo per dovere, il fattorino solo per la mancia. l'ex-fidanzata accetta di rivederlo per cercare di capire perché è stata mollata, quando lui invece vorrebbe solo un po' di compagnia a letto durante la notte, nessuna voglia di instaurare un rapporto o di recuperare quello che c'era, emily e lisa si lasciano abbordare solo perché sono sue fan, lisa si fa portare a letto da lui perché perché no?.
ci sono intere scene create ad hoc per sottolineare la banalità e anche lo squallore della vita di michael, come il tizio nel palazzo di fronte che si masturba davanti al pc, o l'interminabile pisciata appena rimane solo in stanza, il discorso vuoto che cerca di ripetere senza credere davvero a quello che dice.
anomalisa insomma è un riuscitissimo film su come sia facile rendere la propria vita brutta, squallida e banale: michael stone è l'esempio perfetto di uomo mediocre, squallido e banale.
cos'è allora lisa, l'anomalia di cui parla il film?
michael la riconosce come l'unica, oltre a lui, dotata di un'individualità. in qualche modo se ne innamora, o forse si convince di farlo. passa con lei una delle notti di sesso più mediocri della storia del cinema (e mi auguro anche di quella delle stanze da letto reali) per poi, l'indomani mattina, cominciare a farsi annoiare da lei, a lasciarsi infastidire e a cominciare a perdere di vista la sua specialità che l'aveva conquistato poche ore prima: lisa perde il suo carattere di anomalia, diventa una fra i tanti, una di tutte quelle persone di cui a michael non importa assolutamente nulla, una di quelle persone che non ha, ai suoi occhi, neppure un volto o una voce riconoscibili.


ora, io questa faccenda dei visi e delle voci tutte uguali, non la interpreto come sintomi di una patologia neuropsichica (il riferimento alla sindrome di fregoli l'ho scoperto grazie a bolla), ma come una simbolizzazione del modo in cui michael stone vede li altri: un'informe, indistinguibile fiumana di gente anonima, poco interessante e quasi fastidiosa; nessuno lo stupisce, nessuno lo attrae, nessuno lo fa stare bene o semplicemente lo fa sentire meno solo. tutti sono la gente, e la gente è lì pronta ad adularlo e amarlo e sopratutto ad annoiarlo, o meglio ad amare e ad adulare il michael-autore-di-manuali. forse a causa del suo successo di scrittore, forse per semplice incapacità di empatia, lui in qualche modo si sente migliore degli altri e superiore a loro (il sogno è molto illuminante su questo argomento).


a un certo punto, nell'albergo in cui alloggia, incontra lisa. lei è l'unica, oltre a lui, ad avere un'identità: il solo modo in cui posso interpretare tutto questo è che in realtà non si tratta di niente di meno che di una cotta bella e buona: non ci innamoriamo forse di chi reputiamo diverso, speciale, unico in mezzo all'immane carnaio di esseri umani di cui poco ci importa e che non ci danno assolutamente nulla se non il fastidio della loro presenza? la persona che amiamo di solito non la amiamo perché è oggettivamente più bella, più intelligente, più sicura di sé, la amiamo in quanto l'unica e la sola a rendere la nostra vita migliore. lisa è così: non è bella né affascinante o intelligente, è speciale e questo basta. ma dopo poche ore perde la sua unicità e anche lei acquista l'aspetto e la voce di tutti gli altri, ma non per colpa sua, lei non fa nulla di male, è michael a proiettare su lei la sua visione del mondo e - nella sua mente - a renderla colpevole di essere come tutti.


in un arco di poche ore, la storia di michael e lisa riassume il dramma dell'amore che finisce, della passione che si spegne, della caduta, irrevocabile, di quel velo che ci porta a vedere l'altro come l'unica e fondamentale presenza che possa farci accantonare il disagio della solitudine.
banale per quanto possa sembrare, credo che tutto possa riassumersi con l'abusatissima la felicità è dentro di te: non sono gli altri che possono renderci la vita migliore, è il nostro atteggiamento nei confronti del mondo che determina come vediamo il mondo.
il discorso di michael è forse la parte in cui si svela al meglio il dramma interiore di quest'uomo detestabile: scovare in ognuno ciò che lo rende unico, rendersi conto che ogni persona ha una storia, ha sofferto, ha vissuto. sembrerebbe banale anche questo, e lo è, al punto che a dirlo è un uomo che non riesce a vedere in chi lo circonda solo lo stesso, anonimo, volto.
michael non è attorniato esclusivamente da persone inutili e tutte uguali. michael non è paranoico né ha altre strane malattie neurologiche o psicologiche: è solo tanto grigio dentro da vedere anche anche gli altri ingrigiti, inutili, uguali, sostituibili, insignificanti, anonimi, è incapace di costruire legami, per non parlare delle relazioni affettive.

un piccolo dettaglio che reputo importante: le luci del film sono sempre fioche o artificiali, i colori poco saturi, gli ambienti claustrofobici. è tutto, letteralmente, grigio, tranne nel momento finale in cui guardiamo la realtà con gli occhi di lisa: luci e colori cambiano e finalmente possiamo prendere un sospiro di sollievo.

tecnicamente ineccepibile: realizzato - come sapete già da mesi, perché praticamente prima che uscisse il film sapevamo di più su come era stato fatto che di cosa trattasse - in stop motion con una cura incredibile dei particolari, la sensazione che da vedere questi pupazzetti (argh! l'ho detto!) recitare come attori reali è straniante: da un lato, l'effetto è molto realistico, dall'altro tutto ciò enfatizza l'atmosfera da incubo a occhi aperti che vive michael e noi con lui, cosa a cui, come ho detto sopra, contribuiscono fotografia e regia.

in definitiva un film sicuramente da vedere, bello e profondo, ma - almeno per me è stato così - diverso da quello che i trailer ci avevano lasciato intuire.

venerdì 4 marzo 2016

lumina #2! è iniziato il crowdfunding!

conoscete quella megacicciofigatissima di lumina? se no, penitenziagite e andate a leggere questo post.
intanto, dopo quasi un anno dal primo crowdfunding, che aveva abbondantemente superato l'obbiettivo prefissato, linda cavallini e emanuele tenderini hanno lanciato la nuova raccolta fondi per il secondo volume di quella che potrebbe tranquillamente definirsi la serie più rivoluzionaria degli ultimi anni di storia del fumetto (bum! ma mica tanto...)


lumina è molto più di un progetto portato avanti da due artisti incredibilmente bravi, è una realtà nata con il sostegno e il contributo reale dei fan, una sinergia che fin dall'aprile 2014 ci ha permesso di esplorare questo mondo incredibilmente vasto e complesso.

per partecipare al crowfunding - che in pochi giorni sta già andando alla stragrande - vi basta cliccare sulla pagina di indiegogo dedicata al volume due di lumina, intanto facciamo il punto della situazione:

► il nuovo volume conterà 120 pagine, molte di più rispetto a quello precedente, sempre disegnate da linda ed emanuele, sempre stampate in esacromia.

► tra tutti gli altri perk (ossia le ricompense disponibili per i sostenitori) ci sono l'artbook, disegni originali, statuette e un sacco di altra bella roba.

► il nuovo volume, nonostante quanto detto sopra, costerà quanto il primo, ovvero 25€

► il goal, rispetto all'anno scorso, si è abbassato notevolmente, quindi sarà più facile raggiungere l'obbiettivo finale (come se ce ne fosse bisogno!)

► sono stati aggiunti obiettivi extra nel caso in cui (e sarà sicuramente così) si superasse il primo goal, che permetteranno di realizzare una nuova colonna sonora pensata apposta per questo nuovo volume e due nuovi spin off (del primo, dedicato a shani, ne ho parlato qui).
(io, manco a dirlo, ci spero davvero tanto negli spin-off! quindi forza!!!)


se poi state pensando che sarebbe bellissimo ma io mi sono perso il primo volume e quindi non ci capirei nulla, peccato, niente di più sbagliato, perché potete acquistarlo qui o scrivere agli autori per farvelo mandare insieme al secondo e risparmiare sulle spedizioni.
insomma, non avete scuse per perdervelo!
i link per maggiori informazioni, contatti eccetera sono:
gli hashtag ufficiali (ommiddio, l'ho scritto davvero!) sono #Lumina #GoLumina #WorldofLumina.

sostenete e condividete il progetto, fatelo conoscere ai vostri amici, lettori eccetera, per tutti gli aggiornamenti, vi ricordo che c'è anche la pagina fb di claccalegge!

mercoledì 2 marzo 2016

in real life

chi mi segue sulla pagina fb (lo so che fb è brutto, ma claccalegge è bello, quindi allietate le vostre giornate e mettete un like qui) ha visto che qualche giorno fa mi è arrivato un pacchetto a sorpresa da parte del buon yue lung, con dentro niente di poco meno che in real life, graphic novel presentato a lucca, che avevo messo nella lista dei consigli per gli acquisti, e finalmente sono riuscita a leggerlo. avevo fatto bene a farmi incuriosire da questo titolo? secondo me sì, mi è piaciuto davvero tanto!


non avevo mai letto nulla di questi due autori, ma ho scoperto che cory doctorow fino a ora ha scritto per lo più romanzi, tutti legati al mondo delle tecnologie informatiche, mentre jen wang, della quale ho amato i disegni fin dal primo momento in cui li ho visti, è un'artista americana di origine asiatica, che oltre in real life (unico disponibile in italiano) ha pubblicato un altro libro (koko be good) e altri fumetti - per vedere tutti i suoi lavori andate a vedere il suo bellissimo sito qui.
oltretutto il suo nome compare nella lista degli autori che hanno partecipato al libro di omaggi dedicato ai peanuts, che è stato annunciato a lucca 2015 da panini per settembre.

mi tocca dunque ammettere che il colpo di fulmine quando ho visto l'annuncio è stato tutto dovuto alla copertina, alla ragazza con i capelli rossi che a prima occhiata mi ha ricordato ramona flowers dell'adorato scott pilgrim, con il quale condivide anche la tematica videogames, e in generale con una scelta grafica che mi ha conquistata.

in real life esplora, attraverso gli occhi di anda bridge, il mondo dei videogiochi online e sopratutto la realtà che siamo abituati a non tenere neppure in considerazione dietro gli avatar dei giocatori.
un videogioco in fondo è uno dei tanti modi che abbiamo a disposizione per passare il tempo, ma quando si tratta di mmog (o mmorpg, chiamateli come volete) la nostra esperienza si intreccia necessariamente con quella di altre persone, gente di cui non possiamo immaginare nulla e la cui conoscenza si esaurisce in poche frasi o spesso solo nel loro avatar.
eppure siamo certi che dietro ogni guerriero, mago, curatore, arciere eccetera che incrociamo, ci sia un appassionato come noi (io, a dirla tutta, lo ero poco, e si parla di parecchio tempo fa), o magari solo qualcuno che sta cercando di ammazzare la noia. dopo aver letto in real life questa certezza la perderete completamente, perché questa non è solo la storia di anda, non è solo la storia di ragazzi che giocano online: è una storia che spiega come funziona l'economia e la politica e la società mondiale, se vogliamo, attraverso un gioco. può sembrare assurdo, e infatti persino anda inizialmente non crede possano essere possibili certe cose che scopre chattando con una persona che nel gioco dovrebbe essere sua nemica.


se qualcuno di voi ha mai giocato online, sa bene quanto può essere pericolosa la svalutazione delle monete del gioco: se molti possono spendere soldi veri per comprare il denaro virtuale del gioco, queste persone in pochissimo riescono a diventare molto più forti di chi gioca in maniera "onesta", e in qualche modo, si perde il gusto del gioco, sia per chi ricorre più alla carta di credito che alla tastiera, sia per chi invece gioca seguendo i tempi, ma si vede costantemente superato (e spesso bullato) da chi in dieci minuti ha aggirato, pagando, gli ostacoli di mesi e mesi.
qualsiasi gioco sia, quando questa situazione diventa ingestibile, il gioco stesso viene svalutato. ma, a esclusione dei casi in cui è possibile comprare gold direttamente con una carta di credito, come si fa a procurarsi denaro virtuale in cambio di quello reale? la risposta è semplice e agghiacciante allo stesso tempo: è il lavoro dei gold farmer, gente che gioca per lavoro, per accumulare ricchezza in gold e rivenderla per soldi reali.
ovviamente il ruolo dei gold farmer è illegale e, quando anda inizia a giocare a coarsegold online, pieno di giocatori da tutto il mondo, ma anche gold farmer, viene inserita in una gilda che ha proprio il compito di eliminare, dietro compenso, i gold farmer.

come scrive cory doctorow nella prefazione, nel mondo ci sono i ricchi e i poveri, e sembra che questi non riescano mai ad affrancarsi dalla loro condizione: il motivo è sempre da ricercarsi nelle politiche sociali che riguardano i diritti di queste persone, sopratutto la loro tutela in quanto lavoratori. quando il lavoro non è regolamentato in modo da non trasformarsi in sfruttamento, è impossibile migliorare la propria condizione. ed è proprio questo meccanismo malato che anda riuscirà a scoprire attraverso un'inaspettata amicizia nata in game.


se tutto questo mio pippone vi ha annoiati (ma non abbastanza da essere arrivati qui) ho una buona notizia per voi: in real life non è affatto un noioso trattato di economia legata al mondo virtuale dei mmorpg, anzi la narrazione è piacevole e coinvolgente, i disegni sono espressivi e curatissimi, tracciati con un segno morbido che rende le tavole davvero apprezzabilissime, e quello che vi rimarrà più a lungo nel cuore sono la dolce anda e la sua storia.

consigliato quindi? assolutamente sì, senza nessuna eccezione!