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lunedì 27 settembre 2021

stargazing

è per questo che sono così diversa dagli altri. in realtà sono un essere celeste, come quelli nei miei quaderni. presto penso che verranno a prendermi, così sarò di nuovo con la mia gente. così andrà tutto bene.

dopo il principe e la sarta, bao publishing porta in italia un'altra opera di jen wang che parla di amicizia, di crescita e di sogni da realizzare. stargazing è una storia più semplice e intima - ispirata all'infanzia dell'autrice - in cui però è facile ritrovare lo stile e le atmosfere che ci avevano fatto amare così tanto la storia di frances e sebastian.


questa volta le protagoniste sono due bambine, entrambe di origine taiwanese e figlie di emigrati negli stati uniti, christine hong e moon li.
christine è una ragazzina un po' introversa, divisa tra scuola e lezioni di violino, brava e diligente in quello che fa senza mai però riuscire a emergere troppo. la sua vita tranquilla e un po' monotona viene stravolta il giorno in cui i suoi genitori decidono di affittare la casetta sul retro - dove prima viveva il nonno di christine - alla mamma di moon, che si trova in un momento di difficoltà economiche.
christine ha già incrociato moon e il carattere espansivo e vivace della nuova arrivata ha già dato modo a parecchi di spettegolare su di lei: c'è chi dice che sia violenta e che questo sia il motivo per cui ha dovuto cambiare scuola, chi insiste sul fatto che la sua famiglia sia povera, chi, più in generale, la considera una stramba. e in realtà anche christine, quando scopre che moon andrà ad abitare proprio dietro casa sua, non è troppo entusiasta, ma le cose cambieranno molto più rapidamente di quanto ci si sarebbe aspettati.


nonostante i timori iniziali, christine si lascia coinvolgere subito dall'espansività di moon, scoprendo di avere gli stessi gusti in fatto di musica, facendosi trascinare in coreografie e balletti che non avrebbe mai azzardato da sola e perdendosi nelle fantasie della nuova amica, nei disegni di figure magiche in volo che lei raccoglie nei suoi quaderni.
moon riesce facilmente a inserirsi nel gruppo di christine, quasi interamente composto di bambini di origine asiatica, e a sfatare tutti i miti che aleggiano su di lei. è aperta e sincera e ci vuole poco a capire che non è affatto la bambina violenta e strana di cui avevano sentito parlare prima di conoscerla.

così passano i giorni, il legame tra christine e moon si fa sempre più stretto e christine scopre una se stessa che non avrebbe neppure immaginato, una versione di sé più libera dagli schemi e dalle convenzioni, capace di divertirsi e persino di permettersi qualche piccola, innocente trasgressione.
eppure pian piano, christine inizia a sentirsi divisa in due: da una parte c'è l'affetto e l'ammirazione per moon, dall'altro sente che il suo cambiamento - che si riflette in qualche voto non brillante a scuola e in qualche occhiataccia di troppo da parte di suo padre - non la soddisfa totalmente, allontanandola troppo dall'immagine che aveva costruito di se stessa, una se stessa molto più diligente, lontana dalle fantasticherie e dai sogni ad occhi aperti di moon.
se christine inizia in qualche modo ad allontanarsi e a cercare di risolvere questo suo piccolo dramma interiore, moon invece sembra non accorgersi di quello che sta succedendo alla sua amica fino a suscitare in lei persino gelosia, dandole l'impressione che quel rapporto a due non sia in fondo così importante come christine pensava.
e il giorno in cui christine, arrabbiata, triste e impaurita, tradisce la fiducia di moon per paura di essere tradita e ferita a sua volta, si scatena qualcosa di totalmente inaspettato e molto più grande di quanto due bambine avrebbero mai potuto immaginare.


stargazing è la storia di due ragazzine che si rivolge principalmente a un pubblico molto giovane ma non per questo pecca di superficialità, anzi, se la leggerezza è non avere macigni sul cuore, si può tranquillamente dire che jen wang riesce a raccontare con leggerezza e senza alcuna retorica una storia difficile, tanto più quanto è davvero ispirata a un episodio fondamentale della sua infanzia.
christine e moon, nonostante le incertezze, le paure, la difficoltà di mettere a fuoco i propri sentimenti e di cominciare, pian piano, a crescere, accettando di poter sbagliare, di poter ferire qualcuno a cui si vuole bene e di poter essere feriti da chi si vuole bene, riescono a superare insieme il più difficile dei momenti, a dare un senso alle loro paure e ai cambiamenti, perdendosi forse per un attimo ma ritrovandosi poi più legate e forti di prima.

martedì 2 luglio 2019

il principe e la sarta

- possiamo aiutarci a vicenda.
- tu manterrai il mio segreto e continuerai a confezionare abiti bellissimi per me...

- ... e magari diventerò una grande stilista.

- affare fatto.


parigi, inizio ventesimo secolo: la città è in subbuglio per la festa del sedicesimo compleanno di sebastian, principe ereditario del belgio.
come nelle migliori favole, è stato organizzato un ballo per permettere al giovane di conoscere la sua futura sposa, e tutte le ragazze della città fanno a gara per chi di loro indosserà il vestito più bello. beh, tutte tranne una, lady sophia, ben poco interessata a principi e matrimoni, figuriamoci ai vestiti da signorina per bene. la sua richiesta, decisamente fuori dall'ordinario, incontra per caso il talento della giovane frances, una ragazza che lavora come cucitrice in un anonimo atelier.
rendilo terrificante. che mi faccia sembrare la sposa del diavolo.
ed è esattamente così che sophia arriva al ballo, suscitando lo sconcerto di buona parte della sala, l'ira di sua madre e le reazioni dei giornali, che rischiano di far fallire l'atelier in cui lavora.

proprio mentre si sta sorbendo una delle migliori lavate di capo della storia, frances viene letteralmente salvata da un misterioso cliente che, affascinato dal vestito di frances, la vuole come sarta personale. come perdere un'occasione del genere? lasciare un lavoro noioso per mettersi al servizio di una qualche facoltosa nobildonna affascinata dalla sua creatività, far indossare i suoi abiti a qualcuno che li mostrerà alla créme di parigi... chi rifiuterebbe?

giunta a destinazione il giorno dopo, dopo mille precauzioni, frances scopre che la cliente che immaginava è in realtà il cliente, anzi, è proprio il principe sebastian. 

da anni sebastian nasconde il suo segreto: adora vestirsi con abiti femminili, anzi è proprio con quegli abiti addosso che si sente davvero se stesso. ma cosa direbbero i suoi sudditi di lui? cosa direbbe suo padre? un uomo che si veste da donna? un 
principe, il futuro re, che si veste da donna?
terrorizzato all'idea di creare uno scandalo e ancor di più di deludere la sua famiglia, sebastian viene subito rassicurato da frances.
a lei non importa che lui sia un lui, quello che le interessa è sapere che ha stile, ha gusto e ne capisce di moda molto più di quanto non facciano gli altri che ha incontrato fino a ora. lei creerà finalmente degli abiti fuori dall'ordinario, mostrerà a tutti il suo talento di stilista e lui potrà indossare qualcosa che davvero lo rappresenti, molto più di quanto non possa fare quello che rubacchia dall'armadio della regina.
nel giro di poco tempo quella che inizia come una collaborazione di lavoro diventa una solida amicizia: nei panni di lady cristallia, sebastian si mostra a parigi suscitando ammirazione e affascinando tutti per il suo stile fuori dall'ordinario, mentre frances inizia a vedere all'orizzonte la possibilità di diventare finalmente famosa per le sue creazioni... ma si sa che le bugie hanno le gambe corte e reggere questa doppia vita diventa sempre più complicato... 

il principe e la sarta è una bellissima storia di amicizia, d'amore, di lealtà, di coraggio e di crescita, una favola moderna in cui jen wang riesce a creare climax narrativi inaspettati e colpi di scena impensabili pur raccontando la vicenda, a tratti prevedibile, di due adolescenti che si incontrano per caso e decidono di sostenersi l'un l'altra per realizzare i propri sogni e desideri, legando sempre di più le loro esistenze e i loro sentimenti.

lo stile cartoonoso da una parte e la caratterizzazione dei personaggi - giovani ma determinati a inseguire i loro sogni, ponendosi come unico limite il rispetto dell'altro - dall'altra, sono due degli elementi che hanno contribuito al successo internazionale di questo titolo (l'edizione in lingua inglese è dello scorso anno), ma quello che ha fatto breccia nel cuore di tutti è forse proprio la capacità di questa storia di rompere ogni stereotipo: lui non è il fiero, virile e spavaldo principe azzurro sull'immancabile cavallo bianco che fa innamorare di sé sconosciute al primo sorriso sfavillante, lei non è la povera fanciulla in attesa di essere salvata e di diventare la moglie di qualcuno.


la forza di sebastian è nella sua sensibilità alla bellezza e nella sua ricerca di sentimenti che vadano oltre gli interessi politici sottesi ai matrimoni tra nobili, quella di frances sta nella sua volontà di definirsi non in relazione a qualcun'altro ma di impegnarsi per mostrare al mondo quanto può nascondersi in un'anonima, piccola sartina di periferia.
entrambi meravigliano, stupiscono e finiscono per accaparrarsi tutto il nostro affetto, e ci insegnano che non c'è nulla al mondo per cui lottare se non per la realizzazione dei nostri sogni, e che il modo migliore per farlo è farlo insieme.

mercoledì 2 marzo 2016

in real life

chi mi segue sulla pagina fb (lo so che fb è brutto, ma claccalegge è bello, quindi allietate le vostre giornate e mettete un like qui) ha visto che qualche giorno fa mi è arrivato un pacchetto a sorpresa da parte del buon yue lung, con dentro niente di poco meno che in real life, graphic novel presentato a lucca, che avevo messo nella lista dei consigli per gli acquisti, e finalmente sono riuscita a leggerlo. avevo fatto bene a farmi incuriosire da questo titolo? secondo me sì, mi è piaciuto davvero tanto!


non avevo mai letto nulla di questi due autori, ma ho scoperto che cory doctorow fino a ora ha scritto per lo più romanzi, tutti legati al mondo delle tecnologie informatiche, mentre jen wang, della quale ho amato i disegni fin dal primo momento in cui li ho visti, è un'artista americana di origine asiatica, che oltre in real life (unico disponibile in italiano) ha pubblicato un altro libro (koko be good) e altri fumetti - per vedere tutti i suoi lavori andate a vedere il suo bellissimo sito qui.
oltretutto il suo nome compare nella lista degli autori che hanno partecipato al libro di omaggi dedicato ai peanuts, che è stato annunciato a lucca 2015 da panini per settembre.

mi tocca dunque ammettere che il colpo di fulmine quando ho visto l'annuncio è stato tutto dovuto alla copertina, alla ragazza con i capelli rossi che a prima occhiata mi ha ricordato ramona flowers dell'adorato scott pilgrim, con il quale condivide anche la tematica videogames, e in generale con una scelta grafica che mi ha conquistata.

in real life esplora, attraverso gli occhi di anda bridge, il mondo dei videogiochi online e sopratutto la realtà che siamo abituati a non tenere neppure in considerazione dietro gli avatar dei giocatori.
un videogioco in fondo è uno dei tanti modi che abbiamo a disposizione per passare il tempo, ma quando si tratta di mmog (o mmorpg, chiamateli come volete) la nostra esperienza si intreccia necessariamente con quella di altre persone, gente di cui non possiamo immaginare nulla e la cui conoscenza si esaurisce in poche frasi o spesso solo nel loro avatar.
eppure siamo certi che dietro ogni guerriero, mago, curatore, arciere eccetera che incrociamo, ci sia un appassionato come noi (io, a dirla tutta, lo ero poco, e si parla di parecchio tempo fa), o magari solo qualcuno che sta cercando di ammazzare la noia. dopo aver letto in real life questa certezza la perderete completamente, perché questa non è solo la storia di anda, non è solo la storia di ragazzi che giocano online: è una storia che spiega come funziona l'economia e la politica e la società mondiale, se vogliamo, attraverso un gioco. può sembrare assurdo, e infatti persino anda inizialmente non crede possano essere possibili certe cose che scopre chattando con una persona che nel gioco dovrebbe essere sua nemica.


se qualcuno di voi ha mai giocato online, sa bene quanto può essere pericolosa la svalutazione delle monete del gioco: se molti possono spendere soldi veri per comprare il denaro virtuale del gioco, queste persone in pochissimo riescono a diventare molto più forti di chi gioca in maniera "onesta", e in qualche modo, si perde il gusto del gioco, sia per chi ricorre più alla carta di credito che alla tastiera, sia per chi invece gioca seguendo i tempi, ma si vede costantemente superato (e spesso bullato) da chi in dieci minuti ha aggirato, pagando, gli ostacoli di mesi e mesi.
qualsiasi gioco sia, quando questa situazione diventa ingestibile, il gioco stesso viene svalutato. ma, a esclusione dei casi in cui è possibile comprare gold direttamente con una carta di credito, come si fa a procurarsi denaro virtuale in cambio di quello reale? la risposta è semplice e agghiacciante allo stesso tempo: è il lavoro dei gold farmer, gente che gioca per lavoro, per accumulare ricchezza in gold e rivenderla per soldi reali.
ovviamente il ruolo dei gold farmer è illegale e, quando anda inizia a giocare a coarsegold online, pieno di giocatori da tutto il mondo, ma anche gold farmer, viene inserita in una gilda che ha proprio il compito di eliminare, dietro compenso, i gold farmer.

come scrive cory doctorow nella prefazione, nel mondo ci sono i ricchi e i poveri, e sembra che questi non riescano mai ad affrancarsi dalla loro condizione: il motivo è sempre da ricercarsi nelle politiche sociali che riguardano i diritti di queste persone, sopratutto la loro tutela in quanto lavoratori. quando il lavoro non è regolamentato in modo da non trasformarsi in sfruttamento, è impossibile migliorare la propria condizione. ed è proprio questo meccanismo malato che anda riuscirà a scoprire attraverso un'inaspettata amicizia nata in game.


se tutto questo mio pippone vi ha annoiati (ma non abbastanza da essere arrivati qui) ho una buona notizia per voi: in real life non è affatto un noioso trattato di economia legata al mondo virtuale dei mmorpg, anzi la narrazione è piacevole e coinvolgente, i disegni sono espressivi e curatissimi, tracciati con un segno morbido che rende le tavole davvero apprezzabilissime, e quello che vi rimarrà più a lungo nel cuore sono la dolce anda e la sua storia.

consigliato quindi? assolutamente sì, senza nessuna eccezione!