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lunedì 4 settembre 2017

intervista a linda cavallini e emanuele tenderini

ho riscritto venti volte l'introduzione a questo post perché è difficile presentare così non solo i due autori che ci fanno compagnia oggi, ma anche spiegarvi tutto quello che sta dietro quest'intervista.
ho conosciuto emanunele e linda all'etna comics di due anni fa, ho seguito la loro conferenza su lumina e quella sulla colorazione del volume, ho avuto modo di chiacchierare con loro lì e poi successivamente ci siamo scritti tante volte per cianciare di fumetti (e a volte di gatti), e ho capito fin da subito che sono non soltanto due autori bravissimi, due appassionati di fumetto che nel fumetto ci credono davvero e investono ogni energia nei loro progetti, come autori e come editori, in qualche modo due rivoluzionari, che hanno cambiato completamente il modo di intendere l'editoria, ma anche due persone simpatiche, divertenti e incredibilmente disponibili.
ho una stima enorme per loro due e per il tatai lab, la casa editrice che hanno fondato e che sicuramente - se non è la prima volta che passate da qui - conoscete già bene, e tutto questo mi ha creato una paranoia enorme che mi ha fatto ritardare per ben due anni quest'intervista: ogni volta che provavo a buttare giù le domande avevo paura di tirar fuori qualcosa di banale, di non riuscire a rendere giustizia al loro lavoro, che è completamente fuori dagli schemi.
poi - sarà stata la lunga pausa estiva? - è arrivata l'ispirazione e finalmente ci siamo.
spero che leggendo le prossime righe, oltre a divertirvi, riusciate a scoprire qualcosa di più su una delle realtà editoriali e artistiche che più mi sta a cuore, e se magari non avete ancora letto lumina o gli altri titoli di tatai lab, questa diventi una buona occasione per recuperare!
buona lettura!


ciao lia, ciao emanuele, grazie mille per il vostro tempo e benvenuti su claccalegge!
il vostro lumina detiene parecchi primati – ad esempio è il primo fumetto italiano stampato in esacromia – ed è anche uno dei primi fumetti italiani realizzati in crowdfunding: ci raccontate come avete vissuto l'esperienza della prima raccolta fondi dall'altra parte dello schermo?
Ciao Clacca! Grazie a te per essere sempre così gentile ad ospitarci nelle tue pagine!
Si, Lumina detiene parecchi primati, è un progetto molto importante sotto diversi punti di vista.
Organizzare e realizzare una campagna di crowdfunding non è mai facile, e ancora di più non lo è stato due anni fa quando abbiamo iniziato a concretizzare questa idea sul primo volume.
Come ben immaginerai c’è sempre un po’ di “diffidenza” nei confronti delle nuove possibilità e nei nuovi strumenti (non capiamo perché). Essendo stati i primi a realizzare in Italia una campagna così impegnativa e grande, siamo stati oggetto di molte critiche da parte degli “addetti ai lavori” più scettici. Abbiamo combattuto, praticamente, una “piccola guerra” per imporre la nostra idea e per insegnare al pubblico italiano che una strada alternativa era possibile. Sto parlando di possibilità nuove legate al rapporto tra “produttore” e “pubblico”, la cosiddetta “sharing economy”, un modello di finanziamento che permette di by-passare gli ingranaggi più “vecchi” di un sistema che scricchiola, e arrivare a dei risultati nuovi e straordinari (lumina, come dici tu, è stampato in multicromia, tecnica molto costosa, impossibile da realizzare se non attraverso un crowdfunding, e in più ha anche una colonna sonora originale, registrata con un’orchestra sinfonica macedone, anche questo è un “primato” irraggiungibile se non grazie al supporto dei lettori).
prima ancora del lancio del progetto su indiegogo, come è nato lumina?
Lumina è un progetto nato dalla nostra (di Linda e Emanuele) esigenza di “sfogarci creativamente”. Dopo anni e anni di lavoro su commissione, avevamo capito che c’era la necessità di creare un nostro progetto tecnicamente ambizioso, un libro che raccogliesse in toto il nostro bagaglio visivo e culturale (nell’accezione “pop” del termine) con l’obiettivo di creare un universo di fantascienza che seguisse le nostre “regole” e le nostre “aspettative”. L’impatto grafico e l’intreccio della storia erano gli elementi principali attorno ai quali ruotava la nostra progettazione.
Lumina non doveva essere solamente un libro di “intrattenimento” ma anche l’occasione per noi di metterci alla prova e realizzare qualcosa che ritenevamo impensabile (nell’accezione soprattutto di essere in sole due persone e totalmente indipendenti, senza alcun supporto finanziario e gestionale da parte di un editore).
insieme al primo volume della vostra saga ha visto la luce anche tatai lab, la vostra casa editrice: quando avete cominciato avevate già in mente di inserire in catalogo anche libri di altri autori?
Quando abbiamo pensato e realizzato Lumina, no, non avevamo in mente di allargare la nostra idea anche ad altri autori, tanto meno creare una vera e propria casa editrice, ma c’era da aspettarselo: Linda ed io siamo così, appena intercettiamo un’idea “virtuosa”, che capiamo avere delle forti potenzialità e soprattutto che può essere d’aiuto anche ad altri, non ci pensiamo un secondo.
L’evoluzione in Tatai Lab, quindi, è stata del tutto spontanea e consecutiva. L’entusiasmo nel vedere le reazioni del pubblico al nostro libro ci ha dato il coraggio e la forza di credere che potevamo farcela anche per tanti altri libri e tanti altri giovani disegnatori e così, fortunatamente, è stato!
tornando un attimo a lumina, emanuele ha inventato una nuova tecnica di colorazione – l'hyperflat – per la realizzazione delle tavole: ho provato a spiegarla anche io tempo fa (quando ho parlato del primo volume di lumina qui) ma mi piacerebbe che ci dicessi tu meglio come funziona e sopratutto come sei riuscito a idearla.
Il tutto è nato da un’intuizione che ebbi molti anni fa per la realizzazione di un progetto molto conosciuto: Wondercity. (n.d.c. ohhh! io adoravo wondercity!)Wondercity era una serie a fumetti da “edicola”, usciva un numero nuovo ogni 2 mesi, e le storie avevano i connotati propri dell’estetica “seriale”. Le storie erano scritte da Giovanni Gualdoni e disegnate da Stefano Turconi (e altri disegnatori disneyani), per ciò io e il mio team di coloristi avevamo grosse aspettative sul lavoro cromatico che volevamo realizzare. La mia necessità era quella di creare un prodotto seriale di altissima qualità che avesse, quindi, i “ritmi produttivi” delle uscite da edicola, ma con un forte impatto qualitativo tipico degli albi francesi.
Pensai quindi che, per ciò che riguarda la colorazione, invece di limitarmi a stendere 1 tinta piatta e 1 solo livello di ombreggiatura, raddoppiando quest’ultimo potevo aumentare il “sapore pittorico” delle tavole. E così fu: una tinta piatta di colore per realizzare le parti “in luce”, e 2 livelli di ombreggiatura per evidenziare il “mezzotono” e la parte in ombra. Il passaggio ottico tra i tre colori era molto più morbido che un secco “luce-ombra”.
Da li in avanti tutta la mia produzione fu costellata di progetti (soprattutto per Francia e America) in cui amplificavo questo impatto visivo, che partiva da una tecnica a “tinta piatta” molto secca e grafica, ma arrivava ad un risultato più morbido e pregiato (in quegli anni, dopo un bel po’ che sperimentavo questa tecnica, notai che iniziò a usarla anche Makoto Shinkai per i suoi film dell’epoca (in “5 cm al secondo” potete notare che i personaggi hanno 2 velature di ombra).
Dopo aver conosciuto l’artista contemporaneo Takeshi Murakami e la sua tecnica “super-flat”, decisi di spingermi anche oltre e creare l’”hyperflat” ovvero una tecnica che partiva dalla sovrapposizione di decine e decine di layers di colore che avevano il compito di creare otticamente una “fotografia” sull’inquadratura della vignetta. Mi annoiava che le vignette di un fumetto fossero tutte “a fuoco”, volevo poter creare un effetto “cinematografico” di sfocatura, ma senza utilizzare il filtro “blur” di photoshop (troppo perfetto, artefatto).
Partendo quindi dalle 2 velature di ombra di Wondercity, per ammorbidire otticamente i volumi dei personaggi, capii che aumentando di molto queste velature l’occhio le cominciava a vedere “sfocate”, l’hyperflat è questo: stendo decine di layers, scostati uno dall’altro, ma sempre a tinta piatta (flat), per creare l’impatto ottico di una profondità tridimensionale costruita da un campo focale dell’immagine (hyper), proprio come un “campo visivo” umano.
Ho provato a spiegartelo, ma è più facile “vederlo” che “parlarne” :D
so che lia è un'appassionata di moda e costumi e questo è evidente per l'incredibile ricchezza di dettagli che hanno gli abiti dei vostri personaggi, ma quello che mi incuriosisce ancora di più è scoprire da dove hai preso le idee per le tante stranissime bestione che popolano il pianeta di lumina, alcune sembrano delle chimere mitologiche, altri sembrano quasi dei pokèmon!
Sono molto appassionata anche del regno animale! In natura, sulla Terra intendo, vivono decine di migliaia di creature davvero eccezionali. Sono una varietà infinita, i Pokèmon in confronto sono pochi!
Quando “invento” una creatura, cerco sempre di immaginarmi qualcosa di reale, che possa muoversi, magari respirare, vivere insomma, niente che sembri davvero troppo “alieno”.
Mi interessa che queste specie abbiano una loro struttura semplice e “quotidiana”, perché ecco, osservando la natura terrestre, vedo che la meraviglia è esattamente nel fatto stesso che certe creature esistono. È quel tipo di stupore che mi piacerebbe raggiungere. Da questo punto di vista Final Fantasy è un'ispirazione fortissima.

i primi due volumi di lumina ci hanno presentato un mondo alieno in cui si mischiano alla perfezione design futuristici da film di fantascienza e un background pieno di strane razze e magia degno di una saga fantasy, il tutto riletto in una chiave molto pop che trae ispirazione dallo stile manga e da una fotografia quasi da videogioco. quali sono stati i maggiori riferimenti per la creazione di un universo così complesso?
Il nostro obiettivo era creare un mondo di fantasia, che potesse rimanere agganciato, però, a dei riferimenti reali. Il progetto che più di tutti realizza questa fantastica combinazione è sicuramente Final Fantasy, un mix tra “magia” e “realtà” perfettamente equilibrato e potente.
Avrai notato, per esempio, che ad un certo punto della loro avventura Shani e Kite si ritrovano ad entrare in una sorta di “autogrill”, con supermercato e motel. Ecco, noi ci galvanizziamo letteralmente per questo tipo di elementi qua: sei in un mondo totalmente alieno, a miliardi di anni luce dal pianeta terra, eppure entri in un “combini” per comprare riviste, panini e fragoliquido! Ahha fantastico!
Quindi, si, Final Fantasy, lo capirà molto bene chi ci ha giocato, è il nostro riferimento principale!
c'è qualche personaggio di lumina in cui vi riconoscete particolarmente?
Lia: difficile dirlo, credo di riconoscermi molto in tutti. Per creare personaggi coerenti, abbiamo cercato di analizzare a fondo ogni carattere e cercando di immedesimarci e di immaginare ogni reazione emotiva conseguente agli eventi, filtrata da quel carattere. Partendo da un mio pensiero sarebbe difficile che ne uscisse qualcosa in cui non riconosco un mio ragionamento.
Nessuno di loro è un'esatta trasposizione di me, ma tutti sono l'esatto prodotto del mio pensiero, quindi sono un po' me! 
Manu: Io non mi riconosco in un personaggio in particolare, mi riconosco invece nella totalità dell’”atmosfera”. E’ proprio il “mood” del progetto che fa parte di me in modo molto forte e presente. Quindi mi sento coinvolto e mi riconosco in ogni piccolo pezzettino di storia: sono un po’ Olego, un po’ Nohea, un po’ Kite, un po’ le pietre dei sentieri e le cascate nei boschi.
parlavamo di tatai lab poco fa: in questi anni la vostra casa editrice è cresciuta tanto, avete permesso ad alcuni giovani e talentuosissimi autori di farsi conoscere e di pubblicare le loro opere. vi siete dati una linea guida rigida per la scelta delle opere, o valutate caso per caso, cercando di creare un catalogo più eterogeneo?
Sono praticamente solo due anni che lavoriamo come casa editrice e abbiamo già raggiunto dei traguardi eccezionali! La nostra massima soddisfazione è vedere realizzati, su carta, i sogni dei giovani autori che si avvicinano alla nostra realtà. Ma noi siamo dei “folli”: non seguiamo un percorso troppo chiaro e rigido. Abbiamo, sì, delle proiezioni del nostro lavoro per l’anno in corso, ma l’unica vera regola che seguiamo è: se c’è un libro che vale la pena di produrre, vogliamo produrlo. E attenzione, non sto parlando di progetti con “visibilità”, a noi non interessa nulla dei “like” su Facebook o del seguito più o meno folto che possono avere i nostri autori, noi valutiamo il valore effettivo di un’opera, dalla storia, al disegno al colore, alle intuizioni tecniche e alla ricerca di ogni nostro autore. Non facciamo calcoli di vendite, guadagni, ricavi, costi ecc. Se ci viene presentata un’idea che ci esalta, o se conosciamo un autore che ci stupisce ed entusiasma, ce la mettiamo tutta per realizzare il libro o collaborare con lui/lei. Solo così siamo felici di fare quel che facciamo.
dopo canvas, alpha e anima – e ovviamente lumina – quali sono i prossimi progetti in cantiere per tatai lab?
Ce ne sono alcuni di già annunciati: DEVA, per esempio, delll’esplosiva Martina Batelli. Un’autrice dal segno potente e dinamico, che ha scritto una storia veramente assurda. Prima di conoscere i dettagli del suo progetto, però ti confesso che noi eravamo già rimasti entusiasti da lei stessa. La sua energia, simpatia e talento ci avevano letteralmente conquistati, dovevamo per forza di cose fare qualcosa con lei.
E poi ovviamente c’è GG, il nuovo progetto di Ilaria Gelli e Giacomo Masi. Ilaria è una dea. Una persona tanto buona e umile, con un talento totalmente fuori scala. Abituata ad essere illustratrice le abbiamo supplicato di realizzare un fumetto per noi, perché nella nostra testa sapevamo già come sarebbe venuto, e infatti lei non sta deludendo le nostre aspettative. Ha scritto, assieme a Giacomo, un progetto pazzesco e lo sta disegnando nel suo classico modo SUBLIME.
Poi c’è il ritorno di Lorenzo Lanfranconi nel nostro catalogo con l’evoluzione definitiva e ufficiale del suo primo “test” che era stato ALPHA. Ora torna con un libro di 120 pagine totalmente di environment design, anche lui con una tecnica fuori dal comune, considerando tra l’altro che questi ragazzi, nella maggior parte dei casi, non raggiungono nemmeno i 30 anni di età!
Poi come dici tu si continua con ANIMA di Chiara Zuliani, altro talento proveniente da un altro universo, LUMINA il nostro adorato progettino di cui stiamo iniziando il volume 3, e tanti altri libri che non posso ancora annunciare, di cui uno in particolare, se gli “accordi” vanno in porto, sarà totalmente shockante per il mercato italiano (e internazionale) del fumetto!
fino ad ora avete pubblicato opere di esordienti, ma pubblichereste con l'etichetta tatai lab titoli di autori già editi?
Come ti ho già detto la condizione assolutamente necessaria è che un progetto ci esalti. Ciò non significa pubblicare solamente opere esordienti ma anche si, aprire le porte ad autori già editi e con esperienza. Il nostro “dojo” è aperto a chiunque (ma non parlateci del vostro numero di “followers”, non ci interessa!). 

quali sono secondo voi i pro e i contro di una casa editrice che pubblica con il crowdfunding?
I pro sono tanti e indiscutibilmente riguardano la qualità dei prodotti che si riescono a realizzare. Con un finanziamento pregresso, da parte del pubblico, l’editore ha in mano degli strumenti economici fortissimi con i quali investire in prodotti che altrimenti non avrebbero potuto veder la luce (per questioni di “bilancio”).
Il contro è che il crowdfunding è a tutti gli effetti un modello “faticoso”. Ogni campagna va organizzata in modo molto preciso, seguita dall’inizio alla fine e modificata ed evoluta anche in corsa.  Ciò toglie un po’ di concentrazione dal lavoro vero e proprio sui libri, per cui per quanto sia la spinta finanziaria offerta da questo strumento, siamo di fronte ad un parallelo e contemporaneo “freno” dei tempi di produzione, che rallenta un po’ l’intero catalogo. Siamo ancora piccolini, soffriamo di questa mancanza di “strutturazione”, tuttavia abbiamo dimostrato di essere in grado di produrre libri potenti e di avere un pubblico che segue con assoluto entusiasmo la nostra avventura, facendone parte in prima persona. Non possiamo che essere ottimisti per i prossimi anni!
in questi ultimi anni – complici gli onnipresenti social – il rapporto pubblico-editori e pubblico-autori si è fatto molto più stretto di prima, ma pubblicando opere finanziate in anticipo dai lettori voi – e gli altri autori di tatai lab – immagino viviate qualcosa di ancora più profondo: c'è stato qualche momento in cui avreste voluto mettere più distanza tra voi e i lettori? O in cui semplicemente avreste voluto far affidamento su un team più numeroso (ripenso ai video di impacchettamento dei libri e a quanto non vi invidiassi affatto per tutto quel lavoraccio!)
La nostra fortuna principale è di avere un pubblico di assoluta qualità. Il nostro pubblico rispetta la qualità dei nostri libri. Noi come ti ho detto prima non siamo interessati al numero di “followers” di un autore rispetto all’altro, non siamo imprigionati (paradossalmente, poi, perché il crowdfunding si baserebbe proprio su questo!) nel meccanismo del “Like a tutti i costi”, per cui non siamo costretti ad adottare comportamenti “costruiti” per andare alla ricerca di obbiettivi “virtuali”. Sarebbe così facile essere seguiti da molte persone: basi la tua comunicazione su “flames” o su una produzione sovra-stimata e continuativa di contenuti per forza di cose di “basso profilo”. In questo senso l’algoritmo di facebook si incastrerebbe perfettamente con la tua “previsione di portata” sui post e ti donerebbe visibilità in modo sempre più progressivo.
Ma ciò porterebbe (e lo dico perché lo vedo) ad avere un pubblico troppo “casual”: milioni di utenti, si, ma milioni di utenti che seguono il personaggio e le sparate che fa, e non necessariamente una filosofia peculiare sulla produzione di un messaggio editoriale “profondo”.
Noi siamo il contrario di tutto questo: abbiamo i nostri tempi, lenti, di produzione di “pochi” contenuti ma di altissimo profilo. E il pubblico che si avvicina a noi è un pubblico di persone che hanno bisogno di cercare e scoprire cose nuove, libri ricercati che hanno bisogno dei giusti tempi di produzione. E’ un po’ la differenza tra andare a mangiare all’autogrill e scoprire, invece un agriturismo a km 0 che ti fa assaggiare le prelibatezze di stagione. Ecco, noi siamo l’agriturismo. Pochi posti a sedere, ma una cucina che ti fa vivere un’esperienza personale e unica. Detto questo è impossibile pensare di mettere distanza tra noi e il nostro pubblico. Perché il nostro pubblico ci è necessario, fondamentale: è fatto di persone intelligenti, che amano la scoperta e la cura e quindi di persone che possono concretamente aiutarci a migliorare sempre di più.
Da questa parte della barricata, dal punto di vista organizzativo, si, siamo in pochissimi. Le scatole, per parlare dei crowdfunding, le costruiamo Linda ed io, da soli, tra una tavola di Lumina e l’editing di uno dei nostri altri libri. Ma siamo maniaci della cura. Siamo proprio malati di perfezionismo, e per ora siamo contenti così!
essendo editori (e autori) fuori dagli schemi, avete mai pensato di andare oltre il fumetto, di pubblicare racconti in prosa o – allontanandoci proprio dalla carta stampata – realizzare film animati o videogiochi con l'etichetta tatai lab?
Stiamo cercando di realizzare tutte le idee che citi. Abbiamo proprietà intellettuali che si prestano a qualsiasi trasposizione, di qualcuna stiamo già sviluppando alcune ramificazioni importanti e curiose, ma per ora abbiamo un po’ le “mani legate”, per realizzare certe cose, videogame e film animati fra tutti, servono finanziamenti di una certa entità, irraggiungibili per noi al momento. Però se magari tra i tuoi lettori c’è qualche facoltoso mecenate, saremo sicuramente a disposizione per esporgli le nostre idee! Eheh!
ritornando con i piedi per terra, lumina è un progetto molto ambizioso e ben articolato, ma quando avete cominciato, pensavate già di realizzare una storia così lunga? (se non ricordo male saranno quattro i volumi della storia principale, esclusi gli albetti spin-off)
Assolutamente si! Tutto è già previsto, dall’inizio alla fine. È assolutamente necessario che sia cosi, perché altrimenti non avremo potuto gestire la “tecnica” in modo consapevole e controllato. Non si può “improvvisare”. Quindi, prima di realizzare le tavole vere e proprio abbiamo strutturato l’intero “world-building”, abbiamo steso i soggetti per ogni volume, tutti gli intrecci di trama sono stati pianificati in precedenza, non c’è nulla che non sia stato previsto. Quindi, ci sentiamo dentro una vera e propria botte di ferro! 
ci spifferate qualcosina sul futuro che attende kite e miriam su lumina? e cosa aspetta invece noi lettori?
Non possiamo spifferare nulla. Ti diciamo solo che dal prossimo numero cominceranno a scoppiettare dei colpi di scena che non crederete ai vostri occhi! :D
immaginiamo che avete appena finito di disegnare e colorare l'ultima pagina dell'ultimo volume di lumina: il volume sta per andare in stampa, la storia è finita... e adesso? sei mesi di vacanza o avreste già in mente qualcosa di nuovo?
Haha Vacanza, mai! :D Sappiamo perfettamente cosa succederà nel post-lumina vol. 4. È tutto previsto, abbiamo margine di lavoro ancora per un anno successivo e se le cose dovessero andar bene il progetto non si fermerà li (pur finendo la storia, abbiamo già steso almeno altre due stagioni possibili).
grazie ancora di essere stati con noi, tantissimi complimenti per il vostro incredibile lavoro e un mega abbraccio (e una carezzina a lumi!) a presto!
Grazie infinite a te, ai tuoi lettori e ai nostri lettori! :) È grazie al lavoro tuo e il supporto di tutte le persone che ci seguono che possiamo continuare a immaginare e lavorare su questi mondi straordinari!
Grazie davvero (anche da parte di Lumi!).

per rinfrescarvi la memoria sui titoli di tatai lab, su claccalegge si è parlato di:
lumina: vol. 1 ~ vol. 2
spin off di lumina: shani ~ oleg

giovedì 3 agosto 2017

lumina ~ vol. 2

il secondo volume di lumina si è fatto attendere parecchio, ma - credetemi - poche volte l'espressione ne è valsa la pena è stata detta con più sincerità.

linda cavallini e emanuele tenderini - fondatori del tatai lab oltre che autori di lumina e creatori di uno dei mondi fantasy/sci-fi più articolati e complessi del panorama fumettistico italiano - avevano già dato vita a qualcosa di completamente rivoluzionario con il primo volume di lumina, scrivendo e disegnando un fumetto che non è solo bellissimo per la storia, i disegni e la colorazione (l'hyperflat, un metodo totalmente folle di rendere la profondità tramite diversi livelli di colore leggermente sfalsati tra loro, ottenendo un effetto che fonde perfettamente la resa fotografica e quella pittorica), ma anche per la confezione del prodotto, senza limitarsi a qualche effettuccio sulla copertina ma facendo stampare ogni tavola in esacromia, riuscendo a raggiungere l'obbiettivo incredibile di avere su carta una resa persino più luminosa e precisa di quella visibile a schermo (lo so che sembra una minchiata detta per sviolinare, ma è la verità).

del primo volume di lumina (e dei vari spiegoni tecnici sulla stampa eccetera) ne avevo già parlato con entusiasmo qui, quindi fate il ripasso così passiamo direttamente al secondo volume.


il destino di lumina è incerto: il pianeta è minacciato da un'entità misteriosa e terribile, la madre di luce a caccia del fej-farok, lo spirito stesso di lumina, il dio che ne permette la sopravvivenza.
eppure, qualcosa di strano è successo quando due terrestri sono apparsi su lumina, il fej-farok si è diviso ed è scomparso, e mentre una parte - il farok - è già tra le grinfie della madre di luce, dell'altra metà non si hanno tracce, mentre l'unico che poteva sconfiggere la madre di luce, l'abissale lu-ay, pare si sia ribellato al suo destino, lasciando le sorelle pescatrici e tutto lumina in preda a dubbi e paure.

non c'avete capito molto, vero? beh, tocca leggere il primo volume, ma in ogni caso, consolatevi, non siete i soli a sentirvi confusi: sicuro di essere a casa sua, e di essersi svegliato dopo uno strano e brutto incubo, kite scopre che in realtà non stava affatto sognando.
si trova davvero su un pianeta alieno, un mondo governato dalla magia, dove le regole che conosceva non hanno molto significato e dove una ragazza vestita da cosplay lo sta accusando di aver rubato il suo fruff, qualsiasi cosa sia un fruff.

la sua avventura era già cominciata, ma kite se ne sta rendendo conto solo ora, e gli amici di shani (che non è affatto una cosplay) gli hanno appena rivelato di essere il contenitore di una parte del dio che mantiene in vita il pianeta, e che deve rimanere con loro, protetto e al sicuro.


e pensate che kite lo farà? ovvio che no, perché insieme a lui è stata trascinata su lumina sua sorella miriam, di cui ha perso le tracce, e l'unica cosa che gli importa adesso è di trovarla e assicurarsi che stia bene, in barba a qualsiasi dio, abissale o madre di luce di cui tutti continuano a blaterare.

inizia così un viaggio clandestino in compagnia di shani, trascinata (in modo un po' subdolo, questo bisogna dirlo) attraverso i bellissimi paesaggi a cui linda e emanuele ci hanno abituati, alla ricerca di miriam e magari di qualche risposta sul loro inspiegabile coinvolgimento riguardo le sorti di un pianeta alieno.
nel frattempo troviamo - in viaggio alla ricerca di kite e miriam - anche altre due vecchie conoscenze, oleg e juba, decisamente meno ingenui e amichevoli di shani, in compagnia di un abissale che sembrerebbe parecchio interessato ai due terrestri e sopratutto al loro ruolo su lumina...


non ho nessuna voglia di spoilerarvi tutta la storia, anche se rimarrei qui a parlarne per ore (sopratutto della parte conclusiva che è pazzesca), ma l'unica cosa che posso osservare senza rovinarvi la lettura è che rispetto al primo volume il numero dei personaggi è cresciuto e la trama si è velocizzata parecchio, e - proprio come per kite - anche noi stiamo cominciando ad ambientarci su lumina e a capire un po' di più di quello che sta succedendo su questo strano, misterioso mondo.

come nel primo volume, rimangono le incredibili illustrazioni a doppia pagina, i paesaggi belli da mozzare il fiato, con una resa quasi fotografica, capaci di riassumere lo spirito un po' fantascientifico e un po' arcadico di lumina e di darci modo di tirare il fiato tra un evento e l'altro, e i piccoli, strani e buffi esserini che li abitano, quasi a ricordarci che sì, ci troviamo proprio in un mondo alieno, pieno di meraviglie da scoprire.


lumina si conferma non solo come capolavoro narrativo, grafico e tecnico, ma anche come una vera e propria rivoluzione: un fumetto nato da uno scambio continuo tra autori e pubblico, denso di passione ed entusiasmo, curato fino nel più piccolo dei dettagli, una sorta di canzone d'amore al fumetto stesso.

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se non avete partecipato al crowdfunding (shame on you!) potete rimediare recuperando tutti i volumi sul sito di tatai lab, compresi i due spin-off dedicato a shani e oleg (di cui ho già parlato sul blog qui e qui) e il bellissimissimo art/sketchbook che faceva parte dei nuovi perk, pieno zeppo di illustrazioni, pin-up e disegni preparatori, una gioia per gli occhi: linda cavallini ha disegnato un sacco di creature di razze diverse, donne umanoidi alte e flessuose come ballerine, guerrieri forti e possenti, animaletti graziosi e buffi (quando arrivate alle pagine degli animaletti se riuscite a non urlare di pucciosità non avete un cuore), tutti con una cura straordinaria non solo dei dettagli e degli aspetti decorativi - per esempio dei vestiti, che sono dei veri e proprio capolavori - ma anche fisiologicamente credibili (giapponesi, imparate!), un lavoro che non lesina ne sugli studi di anatomia né sulla ricerca di uno stile personale.


vi ricordo pure che per rimanere aggiornati su lumina e sui progetti del tatai lab, oltre che continuare a seguire la sottoscritta, potete mipiacciare la loro pagina facebook!

mercoledì 16 novembre 2016

acquisti da lucca! ~ parte II

ed ecco, come vi anticipavo un paio di giorni fa, la seconda parte del post dedicato agli acquisti di lucca!


a pochi mesi dall'uscita di basilicò, giulio macaione ha presentato a lucca il suo primo fumetto autoprodotto, la fine dell'estate. potevo farmelo mancare? domanda inutile.
la fine dell'estate è una storia brevissima, l'ultimo weekend d'estate e un viaggio nella sicilia orientale di tre amici, carlo, elena e matteo, che finalmente si ritrovano insieme come ai vecchi tempi.
eppure, tra l'atmosfera di spensieratezza e allegria di tre ragazzi che tornano adolescenti senza nessun pensiero se non quello di godersi un bagno a mare e la dolce malinconia dell'estate che finisce, la vita va avanti bruscamente, prendendo strade insospettabili.
con la sua particolare attenzione ai sentimenti e alle emozioni dei personaggi e la straordinaria capacità di trasmetterla ai lettori, giulio macaione da vita a un racconto veloce come un lampo, uno sguardo al presente di tre persone che rivela il loro passato e lascia indovinare il loro futuro, nella cornice di una sicilia che si tinge dell'oro del sole e del blu del mare e della nostalgia.
a ogni storia, giulio rivela di essere un narratore formidabile, in grado di mostrarci il lato più profondo delle cose, anche quelle in apparenza meno importanti, e, se fossi in voi, sia che conosciate già i lavori di giulio, sia che vogliate scoprirli per la prima volta, questo libretto non me lo lascerei sfuggire.


e per concludere in bellezza, in attesa del nuovo volume di lumina, che avevo presentato qui, arriva il secondo spin off della serie, oleg.
in questo volumino, il team di lumina, capeggiato da linda cavallini e emanuele tenderini, ci spiega come funziona la formazione professionale su lumina (ed è subito cavallini e tenderini ministri dell'istruzione!): il percorso formativo, fondamentale per quello che poi sarà il lavoro di ogni abitante di lumina, inizia fin da piccolissimi. inizialmente, è uguale per tutti, fino ai 12/13 anni, età in cui i ragazzi iniziano a girare per alcuni istituti di specializzazione per poter scegliere quello che sarà il loro futuro e poter passare poi al terzo grado, imparando sia la teoria che la pratica del tipo di lavoro che hanno scelto di svolgere, sempre con la possibilità di tornare indietro e cambiare idea. alla fine di questo percorso sono pronti per iniziare a svolgere il ruolo e nel frattempo, se vogliono, possono specializzarsi ulteriormente nella professione scelta.
in questo episodio, oleg e juba, i due protagonisti, che abbiamo già visto nel primo volume di lumina, sono alla fine dell'ultima parte del loro percorso formativo: stanno per diventare guardie del corpo, ma per poter ottenere l'incarico a tutti gli effetti, dovranno superare l'ultima prova, l'agone di sbarramento, in cui ai ragazzi, divisi in squadre, non è solo richiesto di portare a termine la missione, ma di farlo prima dei loro avversari.
è a quel periodo che risale il primo incontro/scontro tra oleg e juba: la rivalità di allora, a distanza di anni mentre raccontano la vicenda a kite, sembra non essersi per nulla appianata (anche se non vi nascondo che la ship è già salpata da un pezzo), anzi, i due non perdono occasione per litigare.
prima oleg e poi juba raccontano la rispettiva versione del loro primo incontro proprio durante una delle fasi dell'agone di sbarramento. forse non sapremo mai davvero come è andata, ma di certo i racconti sono entrambi parecchio avvincenti... e in entrambi non si può che sperare che quel piccolo cosino rosa e carino che è il bonus non si faccia troppo male! (ho sofferto, credetemi!)
ai disegni si alternano linda cavallini, che ha disegnato la storia-cornice, martina andrea batelli, aka mortinfami e greta xella, che abbiamo già visto su karmapolis e ultimamente sul volume antologico grimorio (ve ne parlerò a breve), tutte e tre, per quanto abbiano un tratto molto diverso, assolutamente bravissime, mentre la sceneggiatura è, ancora una volta, di maurizio carnago, sempre con la supervisione dei creatori di lumina, cavallini e tenderini.
un volumino divertente che ci permette di esplorare un po' più a fondo il mondo di lumina e addolcisce l'attesa del secondo episodio.
ah, del primo spin off, dedicato a shani, ne avevo parlato qui!

venerdì 4 marzo 2016

lumina #2! è iniziato il crowdfunding!

conoscete quella megacicciofigatissima di lumina? se no, penitenziagite e andate a leggere questo post.
intanto, dopo quasi un anno dal primo crowdfunding, che aveva abbondantemente superato l'obbiettivo prefissato, linda cavallini e emanuele tenderini hanno lanciato la nuova raccolta fondi per il secondo volume di quella che potrebbe tranquillamente definirsi la serie più rivoluzionaria degli ultimi anni di storia del fumetto (bum! ma mica tanto...)


lumina è molto più di un progetto portato avanti da due artisti incredibilmente bravi, è una realtà nata con il sostegno e il contributo reale dei fan, una sinergia che fin dall'aprile 2014 ci ha permesso di esplorare questo mondo incredibilmente vasto e complesso.

per partecipare al crowfunding - che in pochi giorni sta già andando alla stragrande - vi basta cliccare sulla pagina di indiegogo dedicata al volume due di lumina, intanto facciamo il punto della situazione:

il nuovo volume conterà 120 pagine, molte di più rispetto a quello precedente, sempre disegnate da linda ed emanuele, sempre stampate in esacromia.

 tra tutti gli altri perk (ossia le ricompense disponibili per i sostenitori) ci sono l'artbook, disegni originali, statuette e un sacco di altra bella roba.

 il nuovo volume, nonostante quanto detto sopra, costerà quanto il primo, ovvero 25€

 il goal, rispetto all'anno scorso, si è abbassato notevolmente, quindi sarà più facile raggiungere l'obbiettivo finale (come se ce ne fosse bisogno!)

 sono stati aggiunti obiettivi extra nel caso in cui (e sarà sicuramente così) si superasse il primo goal, che permetteranno di realizzare una nuova colonna sonora pensata apposta per questo nuovo volume e due nuovi spin off (del primo, dedicato a shani, ne ho parlato qui).
(io, manco a dirlo, ci spero davvero tanto negli spin-off! quindi forza!!!)


se poi state pensando che sarebbe bellissimo ma io mi sono perso il primo volume e quindi non ci capirei nulla, peccato, niente di più sbagliato, perché potete acquistarlo qui o scrivere agli autori per farvelo mandare insieme al secondo e risparmiare sulle spedizioni.
insomma, non avete scuse per perdervelo!
i link per maggiori informazioni, contatti eccetera sono:
gli hashtag ufficiali (ommiddio, l'ho scritto davvero!) sono #Lumina #GoLumina #WorldofLumina.

sostenete e condividete il progetto, fatelo conoscere ai vostri amici, lettori eccetera, per tutti gli aggiornamenti, vi ricordo che c'è anche la pagina fb di claccalegge!

lunedì 15 giugno 2015

lumina

circa un anno fa, a fine maggio del 2014, si terminava (con un enorme successo, vale la pena di dirlo) la campagna di crowdfunding per la realizzazione del primo volume di una serie a fumetti che prometteva una vera e propria rivoluzione nel mondo della nona arte. da circa un mese lumina è arrivato tra le mani dei lettori, e anche io, che non ero riuscita ad acquistarlo su indiegogo, sono riuscita ad accaparrarmi la mia copia (grazie scuola del fumetto di palermo, siete stati tanto gentili e pazienti!).


se questa serie voleva aprire un nuovo capitolo su come fare fumetti, secondo me c'è riuscita. lumina è un tesoro (sinceramente? io ho abbracciato la mia copia per quasi mezz'ora subito dopo averla acquistata...), un vero e proprio capolavoro, anche come oggetto.

cominciamo proprio dalla confezione: lumina è una figata realizzata con una cura incredibile in ogni dettaglio. posso anche sboroneggiare un po', visto che in una delle conferenze di etna comics emanuele tenderini ha spiegato per bene come è stato stampato questo volume.
lumina è un fumetto stampato in esacromia, ovvero, invece dei canonici quattro colori sovrapposti della quadricromia (la tecnica di stampa usata per tutti i fumetti e libri a colori), in lumina ce ne sono sei, tra i quali l'argento (è stato usato un inchiostro particolare che evita di lasciare le ditate sulle tavole quando vengono toccate), che rende i colori incredibilmente brillanti. oltretutto è praticamente stampato in quello che potrebbe essere definito un high definition cartaceo (ah, tenderini, grazie per tutte queste precisazioni tecniche, altrimenti io ero qui a scrivere venti volte è una megacicciofigata! e basta), ovvero i punti di inchiostro della stampa sono più fitti e precisi rispetto alle stampe a colori tradizionali. per cui con lumina si verifica un caso eccezionale: la versione cartacea riesce a essere qualitativamente migliore di quella visualizzata a schermo da un comune pc o cellulare (se poi avete robe incredibili non lo so, ma io ho fatto il confronto e per la prima volta la carta risulta più luminosa del digitale).

skippare tutti i passaggi intermedi - editore e distribuzione principalmente - e rendendo i lettori gli unici partecipi alla realizzazione materiale del progetto, ha permesso di realizzare un volume di una qualità fuori dagli standard a un prezzo sicuramente inferiore rispetto a quello che avrebbe dovuto imporre un editore al quale toccava pagare tutte le trafile di rito per far arrivare il volume fino ai consumatori. (brutalmente: venticinque euro per una roba simile sono davvero un prezzo più che onesto. e ve lo dice una che non ci pensa due volte a cercare tra l'usato per evitarsi i costi infami di certe pubblicazioni. riferimenti a fumetti realmente esistenti - oran... coff - sono quasi del tutto casuali)
fine del pippone tecnico.



passiamo alle cose interessanti. so che state rimuginando mentalmente la domanda, quella che io odio tantissimo: ma sto lumina di che parla? potrei dirvi che essendo un agglomerato organizzato di carta stampata non può emettere alcun suono, tanto meno articolare parole e men che mai esprimere pensieri. però non sono in vena di battute di cattivo gusto (no, non è vero).

lumina si inserisce nel filone sci-fi/fantasy, portandoci fin dalla prima inquadratura dentro uno strano e misterioso universo, popolato da creature antropomorfe alle prese con qualcosa di molto molto importante. nessuno spiegone, nessuna introduzione: da un lato, in un universo altro, c'è un mondo, lumina, che sta per morire. c'è un'enorme regina, una confraternita e un neonato che cercano di salvare quel mondo. dall'altro, sulla terra, ci sono due fratelli, miriam e kite, che vivono le loro vite di adolescenti, lei troppo attenta a essere sempre impeccabile, lui più che altro impegnato a cacciarsi nei guai. però questa volta i guai di kite sono nulla in confronto a quello che li aspetta: la realtà che loro conoscono improvvisamente collassa e lascia il posto a qualcosa di terrificante e inspiegabile: fantasmi? mostri? alieni? non importa, nessuna fuga è possibile e i due vengono trascinati proprio su lumina, dove si ritrovano al centro di una battaglia tra due (o forse più?) fazioni, scoprendosi portatori di qualcosa di fondamentale.

troppe domande si aprono in questo primo volume che procede a ritmo serratissimo e travolgente. è come uno stretto scorcio di panorama tra due gallerie visto da un treno che corre troppo veloce. abbiamo visto combattenti e creature divine, poteri magici e ambientazioni fantastiche, ma siamo ancora, come kite e miriam, confusi e in balia degli eventi, troppo piccoli per poter comprendere.

manco a dirlo, vorrei avere i prossimi volumi (tutti!) qui adesso, vorrei potermeli divorare nell'arco di una notte e poi rileggerli con calma per godermi ogni particolare di ogni tavola e vignetta.
tra i disegni di linda cavallini (dettagliatissimi eppure freschi, molto in stile euromanga, che a me piace parecchio) e colorazione di emanuele tenderini (la sua hyperflat, una tecnica folle di sovrapposizione di piani di colore leggermente sfalsati per creare sfumature che danno la sensazione della differenza tra piano di messa a fuoco e fuori fuoco, una grandissima figata a dirla tutta), le tavole sono davvero ricchissime di particolari, bisogna davvero andarci con calma per riuscire a cogliere tutto...


anche i prossimi volumi - per quello che sono riuscita a carpire durante la fiera - saranno realizzati in crowfunding, e questa volta cercherò di essere in prima fila per acquistare il secondo numero.

per trovare altre informazioni su lumina, sulla storia, le tecniche di colorazione e stampa, i personaggi eccetera, andate qui.

figata ultima (se tutto questo non fosse già abbastanza): lumina ha anche una colonna sonora originale, scritta appositamente da remo baldi. la trovate su spotify! (io aspetto di riavere il mio pc funzionante visto che al momento ho solo un macinino che implode appena guardo la parola download).