mercoledì 17 febbraio 2016

17 febbraio ~ giornata mondiale del gatto

quale miglior giorno per festeggiare il ritorno di uno dei gatti a fumetti che ho amato di più?
è tornato macanudo! ed è tornato da novembre, anche se io l'ho scoperto solo adesso... meglio tardi che mai, no? e con macanudo torna anche fellini, l'adorabile, geniale e saggio gattino amico di enriqueta, e io sono felicissima e non vedo l'ora di poter avere il nuovo volume tra le mani.


intanto vi copio il messaggio della nuova casa editrice di macanudo, la nuova frontiera, che mi ha risposto per chiarirmi i dubbi circa questa nuova edizione:
Ciao Claudia, siamo felici di poterti dare una buona notizia! quello che abbiamo pubblicato è Macanudo 6 e presto pubblicheremo anche gli altri! Seguici, sulla nostra pagina fb troverai via via tutti gli aggiornamenti relativi alle nostre uscite. ciao e buona giornata


per chi non conoscesse ancora macanudo, la bellissima, poetica, profonda, divertente, surreale, geniale raccolta di strisce di liniers, vi invito a leggere alcuni vecchi post qui, qui e qui.

e a proposito di gatti, oggi, si diceva, è la giornata mondiale del gatto. io, che sono una frana con questo tipo di celebrazioni, me ne sono ricordata praticamente solo oggi quando ho visto fb intasato di vignette e foto. però qualche tempo fa sono riuscita a scrivere un post più ricco in tempo. lo trovate qui e, ovviamente, parla di gatti a fumetti.
ma perché la giornata mondiale del gatto proprio oggi? e sopratutto, perché non è segnata in rosso sul calendario? alla prima domanda risponde wikipedia:
La Festa Nazionale del Gatto ricorre il 17 febbraio ed è nata nel 1990.
La giornalista gattofila Claudia Angeletti propose un referendum tra i lettori della rivista "Tuttogatto" per stabilire il giorno da dedicare a questi animali.
La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che così motivò la sua idea nel proporre questa data che racchiude molteplici significati:

  • febbraio è il mese del segno zodiacale dell'Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole.
  • tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia
  • il numero 17, nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto
  • la sinistra fama del 17 è determinata dall'anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite.
  • il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”!

sulla seconda non ne ho idea.
regalate un po' di coccole, grattini e tonno extra ai vostri gatti oggi! o approfittate per prendere finalmente in considerazione l'idea di adottarne uno, salvandolo dalla strada o prendendolo dai rifugi o dai volontari che si occupano di randagetti e animali poco fortunati.

e per la gioia di grandi e piccini, un saluto anche da camilla in versione coniglietto!

martedì 16 febbraio 2016

nimona

nimona di noelle stevenson è un fumetto bellissimo, una di quelle letture rare, che riesce a coniugare in modo perfetto aspetti lontanissimi tra loro, nello stile grafico e in quello narrativo, e che - a mio modestissimo avviso - fa proprio di questo il suo punto di forza.
ambientata in un universo che più che medievale si potrebbe definire un background da rpg molto poco attento ai dettagli, la storia di nimona di svolge tra magia e tecnologia, tra cavalieri, draghi, giostre e computer, film di zombie e videochiamate in stile skype.


il regno - viene semplicemente definito così - è gestito e regolato dall'ente, una sorta di organizzazione politica a capo di cavalieri e altra brava gente contro i cattivi.
e il più cattivo di tutti è ballistrer cuorenero, nemico giurato del più grande e coraggioso cavaliere, sir ambrosius lombidoro.
la loro rivalità risale al periodo della loro giovinezza, quando, ancora compagni, i due si sfidano in una giostra e lombidoro viene disarcionato. invidioso e incapace di accettare la sconfitta, colpisce a tradimento ballistrer, facendogli perdere un braccio e - sopratutto - la possibilità di diventare un vero cavaliere. cosa rimane da fare a un uomo senza un braccio e dal cuore gonfio di rimorso e sofferenza per il tradimento dell'amico? cosa fare se non si può più essere il miglior cavaliere del regno? ovviamente, bisogna diventarne il peggior nemico.
e come dice nimona all'inizio della storia, tutti i veri cattivi hanno una spalla, e lei, capace di assumere le sembianze di qualsiasi animale, è la spalla perfetta per il più cattivo dei cattivi.

le regole per scrivere un fantasy ci sono tutte. ma noelle stevenson fa qualcosa che va oltre: scrive, e disegna, una storia che svela quello che c'è dietro i ruoli, una storia - come recita la quarta di copertina - in cui non sempre le cose sono come sembrano.
e sopratutto crea un personaggio difficile da dimenticare, una ragazza-mostro che può diventare qualsiasi cosa desideri, in qualsiasi momento e senza fatica. chi non vorrebbe un potere simile? nimona è senza freni, una vera e propria furia, capace di uccidere come se non fosse altro che un gioco, e lo è in fondo, con dei poteri come i suoi. ma anche lei nasconde qualcosa che la rende ben diversa dall'invincibile creatura che sembrerebbe a prima vista.
nimona è in fondo solo una ragazzina, un'adolescente con la fissa per i capelli da punk e un bisogno d'affetto che, come qualsiasi adolescente, non sa come chiedere.
è una ragazzina convinta di non poter fare altro che spaventare, ferire, distruggere, forse perché è stata spaventata, ferita e distrutta a sua volta. nimona è la miglior descrizione del concetto di adolescenza che potessi trovare in un romanzo (che sia disegnato o scritto che importa?) per ragazzi. e chissà se alla fine capirà che quello che cercava l'ha ottenuto proprio dalla persona meno probabile tra tutte. nimona in fondo è una ragazzina ribelle, e si sa che le ragazzine ribelli non amano raccontare troppo di sé.


se la trama e il messaggio tra le righe sono assolutamente impeccabili, anche i disegni di noelle stevenson meritano qualche riga: lo stile, che a prima vista si definirebbe semplice e cartoonoso, è in realtà molto definito, ricco di particolari, che non significa sempre inutili barocchismi.
un tratto sicuro, personalissimo, molto espressivo, accompagnato da un uso dei colori e delle luci molto consapevole, in grado cioè, di rendere al meglio le atmosfere e gli ambienti. personalmente amo guardare i disegni di chi sa usare una matita in questo modo, chi sa creare personaggi che nonostante la pesante stilizzazione sanno essere così veri: due puntini per gli occhi e qualche linea per i tratti del viso riescono a dar voce ad animi complessi, alle emozioni più forti e disparate.

insomma, me ne sono innamorata durante la lettura, mi sono divertita e mi sono commossa, e ancora sono certa di avere tra le mani quello che sarà uno dei migliori graphic novel dell'anno.
leggetelo, assolutamente!

martedì 9 febbraio 2016

la fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte

ammetto fin da subito che la prima cosa che mi ha fatto avvicinare al libro è stata la copertina. so benissimo che, da lettrice consumata, le copertine sono spesso e volentieri specchietti per le allodole, ti attirano, ti seducono e poi puntualmente ti costringono ad abbandonare il libro perché ti aspettavi qualcosa di meglio.
però qui c'era un gatto. un gatto su un vecchietto.
e io sono fin troppo cuoricino di panna quando si parla di vecchietti e gatti. non vi dico se poi accanto al vecchietto e al gatto c'è un adesivo con la scritta -25%.


la fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte, ovviamente, non ha proprio niente di fantastico. ed è fantastica per questo. no, non sto facendo giochini di parole da due soldi, giuro che è davvero così. ora vi spiego per benino.

il signor frank derrick, la mattina del suo ottantunesimo compleanno, viene investito dal camioncino del lattaio, un catorcio che grazie a dio non superava i dieci chilometri orari, e del quale comunque il conducente riesce a perderne il controllo.
uno quando compie ottantun'anni si aspetta regali strambi, certo, ma di certo non un camioncino addosso. e invece. ma, è il pensiero quello che conta, basta prenderla con filosofia.
dopo qualche giorno in ospedale, e un insopportabile questionario per verificare le sue condizioni mentali, frank può tornare a casa. come il dovere gli impone, declina la proposta della figlia, che dall'inghilterra si è trasferita in america e vive lì da tempo, di andare da lui a dargli assistenza fin che non toglierà tutte le ingessature, ma non riesce a impedirle di assumere un'infermiera a domicilio che l'assisterà per i prossimi tre mesi, un'ora a settimana.
convinto di dover affrontare un'antipatica despotica brutta e insopportabile infermierona che gli scombussoli la vita e lo tratti come un vecchio demente, frank cerca di dare il peggio di sé durante la prima visita di kelly, la sua infermiera.
ma qualcosa non va secondo i suoi piani - le cose non vanno mai come ce le aspettiamo, frank, dovresti saperlo bene alla tua veneranda età - e scoprirà che in realtà kelly è un'adorabile, gentile e premurosa bella ragazza. certo che frank non se ne innamora, ma per un vecchio che vive solo, che divide le sue giornate tra la tv e le spese inutili al negozio dell'usato, senza più moglie, con una figlia in un altro continente, un amico affetto da sclerosi che vive in una casa di cura, e la sola compagnia del suo gatto bibì - non particolarmente sensibile ai suoi problemi oltretutto - kelly diventa la cosa migliore che potesse accadergli.
la presenza della ragazza lo aiuta a recuperare i suoi ricordi, di sheila, la moglie defunta da tempo, di sua figlia beth quando era bambina, e i suoi sogni, quello ad esempio, di costruire un cinema nel capanno in giardino, abbandonato proprio quando si era ritrovato senza più nessuno accanto.

j.b. morrison dipinge un personaggio tanto realisticamente banale quanto indimenticabile: frank è appassionato di cinema, riceve migliaia di depliant sul controllo della demenza senile, sui montascale per disabili, sui bambini del terzo mondo e i cagnolini abbandonati. ha un rapporto con i soldi che oscilla tra l'idilliaco e il terrificante, ovvero: non riesce per nulla a gestirli e li sperpera senza farci troppo caso in soprammobili inutili - tutti comprati al negozietto dell'usato - e cibo in scatola o altre schifezze.
frank è un vecchietto come tanti, senza nulla di speciale a parte un inconsapevole senso dell'umorismo grazie al quale riesce ad andare avanti in una vita piena di nulla. forse è un po' rimbambito, forse ha trovato il segreto della felicità. di certo, grazie alla penna che lo racconta, la sua esistenza ordinaria, costellata di sporadiche follie dal sapore infantile, diventa davvero fantastica.
la sua storia così simile a tante altre, così comune, banale, si trasforma in un monito forse abusato, di sicuro mai ascoltato abbastanza: ogni vita, ogni storia è straordinaria fantastica. basta solo guardare le cose nel modo giusto e non abbattersi mai.

magari la fantastica storia eccetera non sarà il libro più bello che leggerete nella vostra vita, anzi non lo sarà di certo, ma io credo che una lettura la meriti. ed esiste anche un seguito della storia - un ottantaduenne, un gatto e una fantastica vacanza - per cui non preoccupatevi troppo se vi affezionate ai personaggi del romanzo!

venerdì 5 febbraio 2016

liselotte e la foresta delle streghe 1

vi capita mai di passare giornate a fare mille cose e poi arrivare a sera con la sensazione di non essere riusciti a combinare nulla?
beh, ultimamente la mia vita va esattamente così.
l'unica cosa di cui posso essere veramente fiera è che sono finalmente riuscita a ordinare il forno per la ceramica (non so se ricordate che qualche tempo fa avevo iniziato a decorare tazze e affini) così finalmente tra circa un mesetto dovrei tornare a essere operativa e un po' meno disoccupata...
il resto del tempo l'ho passato a guardare film (io e mamma abbiamo fatto fuori tutta la serie di harry potter, e ci sono piaciuti tantissimo! io avevo letto tutti i libri ai tempi, ma i film non li avevo mai visti) e leggere libri (ho finito i romanzi della trilogia originale di star wars, consigliatissimi ai fan della serie, adesso mi sono buttata su la fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte, ve ne parlerò appena lo finisco), più altra fuffa con la quale non intendo annoiarvi.

negli ultimi giorni però ho letto pochissimi fumetti, giusto il terzo numero di shooting star lens, che mi ha fatto decidere di droppare la serie (vi giuro, il primo mi era piaciuto, il secondo così così... il terzo non sono nemmeno riuscita a capire bene cosa succede esattamente...) e il primo volume di liselotte e la foresta delle streghe, che invece mi è piaciuto tantissimo e che staziona da giorni sulla mia scrivania in attesa di questo post.

di questo titolo ne avevo sentito parlare da tanto, forse da quando era iniziata la pubblicazione in giappone, e ho sempre desiderato poterlo leggere. quindi, in barba al fatto che sia bloccato - per il momento, si spera - al quinti volumetto, ho deciso di provarlo ugualmente. e non me ne sono per nulla pentita. è ovvio che quando un autore piace, si comincia a leggere un suo nuovo lavoro con uno stato d'animo abbastanza positivo, ma natsuki takaya per quello che mi riguarda - sopratutto dopo il canto delle stelle, furuba è così bello che non fa testo - è una garanzia.


a differenza dei due titoli sopracitati, liselotte si inserisce a pieno titolo nel filone fantasy, anche se l'atmosfera di sfiga che colpisce la protagonista senza alcuna pietà né rispetto delle statistiche tipica della takaya è sempre quella.
infatti la nostra protagonista, liselotte appunto, a quanto pare è una nobile decaduta, senza più nulla e nessuno se non i suoi due fedeli servitori, art e anna, due giovanissimi - sono poco più che bambini - gemellini. ha deciso di stabilirsi in una casetta vicina alla foresta, una foresta che a quanto pare è abitata dalle streghe. e proprio quando liselotte si trova in difficoltà per colpa di una di loro, viene in suo aiuto un giovane bellissimo e misterioso, engetsu, che sembra quasi conoscere già liselotte, anche se non si sono mai incontrati prima...
per quanto ci sia tantissima voglia di sapere come andrà da adesso in poi la nuova vita di liselotte, quello che davvero mette curiosità è il suo passato: cosa le è successo? perché è stata allontanata dalla sua vita? chi è la persona che somiglia a engetsu?
in definitiva un primo volume davvero coinvolgente, ben strutturato, che fa partire la storia alla grande e - come sempre con la takaya - fa innamorare dei personaggi.
ho tantissima voglia di leggere il prossimo volumetto!

lunedì 1 febbraio 2016

risenfall 1

da qualche giorno risenfall è finalmente tra le mie mani, non vi dico quanto ero contenta quando è arrivato il pacchetto! erano mesi che aspettavo questo momento, e come saprete, ho creduto tantissimo in liana (qui trovate l'intervista che mi ha regalato qualche tempo fa) e ho cercato di fare tutto il possibile nel mio piccolo perché risenfall potesse diventare realtà.


il progetto ha visto la luce grazie al crowfunding, all'impegno dell'autrice e al sostegno di chi ha finanziato la campagna e ha contribuito a pubblicizzarlo sui social.
adesso, sulla copertina di risenfall, trovate il logo di shockdom, che, dopo aver rifiutato di pubblicarlo, visto il successo su kickstarter, ha pensato bene di accaparrarsi i diritti (non conosco benissimo le dinamiche, ma liana mi ha detto di non aver potuto fare altrimenti, quindi non le do colpa di questo). certo è che l'atteggiamento di questo editore non mi è piaciuto per niente, anzi, l'ho trovato a dir poco meschino e mi ha infastidita moltissimo: non è esattamente così che funziona fare l'editore. se non credi a un progetto e lo lasci sviluppare come autoproduzione, poi non ci ripensi quando capisci di aver sbagliato e che invece potevi guadagnarci, non è bello nei confronti di chi ha deciso di sostenere quella cosa.
ma in ogni caso, a parte quello che io penso dell'editore e del suo comportamento, sono contenta che liana recchione riesca ad avere così più visibilità.
perché il suo lavoro merita, e merita davvero tantissimo!

risenfall è ambientato in gran bretagna, in un'epoca vittoriana che differisce dalla nostra per la presenza dei fomori - esseri soprannaturali pericolosi per gli uomini - e gli helwyr - i cacciatori di spiriti, una sorta di polizia segreta al servizio della regina che opera proprio contro i fomori.
a indagare sulla strana, misteriosa e atroce morte di due giovani fidanzati in un paesino del galles, sono proprio due helwyr, rein a. risenfall e fray h. graymist.
il caso si fa subito molto complicato, quello che secondo le notizie ufficiali è stato presentato come un doppio suicidio potrebbe in realtà essere un efferato omicidio, e mentre la polizia non ha trovato nessuno da accusare, il paese intero è scatenato contro la signorina luna heartly, una ragazza che nonostante la giovane età è considerata una strega a tutti gli effetti, e che pare coinvolta nel caso anche se lei stessa non ha nessun ricordo di quanto successo.


questo primo volume da un lato ci catapulta senza preavviso in un mondo misterioso, dove il soprannaturale la fa da padrone, dall'altro introduce i personaggi della vicenda che dovranno, nel prossimo (nei prossimi?) volumi rivelarci il loro passato e gli aspetti più oscuri del loro presente: l'infanzia di risenfall, segnata da un evento drammatico, e i suoi incubi (nonché qualcosa di davvero strano che riguarda i suoi occhi), la vera natura di miss heartly e - cosa che mi incuriosisce tantissimo - i segreti che nasconde graymist.
oltre, ovviamente, la verità che si cela dietro l'assassinio dei due giovani in galles.
insomma, un inizio davvero appassionante, che oltre a una trama ben strutturata che non lascia cadere il ritmo neanche per mezza pagina, i disegni e i colori di liana sono fantastici.
e poi c'è pascal, che è un gattone morbido, peloso e dispettoso.
che volete di più?
se non avete partecipato al crowdfunding, andare a recuperarlo in fumetteria o cliccando qui!