venerdì 10 giugno 2016

kobane calling (e zerocalcare al tmo di palermo)

la settimana scorsa zerocalcare è tornato a palermo, sempre al tmo, a quasi un anno e mezzo dall'ultima volta in cui era venuto a presentare dimentica il mio nome (ne parlai a suo tempo qui).
questa volta ovviamente la presentazione riguardava kobane calling, il suo ultimo libro, uscito ad aprile per bao publishing. il libro raccoglie sia i reportage già pubblicati su internazionale (il primo a gennaio e il secondo a ottobre del 2015), oltre a materiale inedito.
il risultato è qualcosa di incredibilmente potente, importante, fondamentale.


zerocalcare è diventato un vero e proprio fenomeno, un autore di fumetti italiano che sta nei primi posti delle classifiche per settimane accanto a quei nomi che vendono più del pane, è conosciuto da tutti, anche chi non legge fumetti, anche chi non legge e basta ha sicuramente, almeno una volta, letto qualcosa di zerocalcare. te lo ritrovi dappertutto, ed è sempre un piacere.

io all'inizio lo vedevo un po' come l'ortolani del momento, quello che fa ridere ma che è bravo, è intelligente, sa dire la cosa giusta nel modo giusto, è giovane, sa cosa piace ai ragazzi della sua età, sa parlare del mondo di oggi, dei trentenni che entrano in crisi a sentirsi dare del lei, di quelli che stanno mentalmente ancora dentro fino al collo nell'adolescenza anche con quindici anni di ritardo, volenti ma sopratutto nolenti, per colpa di una società malata che ci ha tolto la possibilità di crescere ma non quella di ammazzarci di serie tv come se non ci fosse un domani (non sono sicura che ci sia un domani a dirla tutta).
poi ho letto dimentica il mio nome, e mi sono resa conto, del tutto inaspettatamente, che zerocalcare sapeva essere di più che lo specchio di una generazione. zerocalcare è un ottimo narratore, uno che sa scrivere oltre che fa ridere. altro che ortolani.

questo è il picco, mi ero detta. da adesso magari si ritorna alle storielle cazzone sul trauma dei duemila che tra poco prendono la maturità e noi ci sentiamo freschi di diploma, viviamo con la mamma e non ci accorgiamo dei capelli che imbiancano. oppure tira fuori un altro bel romanzo come questo, che sarebbe una gran cosa, eh.
e invece, ho dimostrato solo la mia scarsa capacità di immaginazione.

kobane calling è qualcosa di più che il prodotto dell'autore del momento, qualcosa di più del graphic novel che mi ci sparo venti euro perché faccio parte di quella minoranza di gente che in questo paese legge qualcosa, e ancor di più di quella minoranza che legge fumetti senza credere che sia roba per bambini o per chi non c'ha una vita.
kobane calling è, per quel che riguarda la mia esperienza ovviamente, al momento la migliore spiegazione di quello che diamine sta succedendo nel mondo. o almeno in suo pezzetto.

il terrorismo, questo cazzo di isis che sembra spuntato come un fungo durante la notte, i profughi e le teste di cazzo che gli urlano contro di tornare a casa, la turchia, gli attentati, l'islamofobia, la confusione, la gente che non sa nulla e parla, parla, parla, da opinioni che valgono meno della mia cacca, che pensa di poter risolvere tutto a suon di bombe e odio.
ma cosa sta succedendo davvero? perché tutto questo? quando è cominciato? chi è questa gente? e quell'altra? perché questa guerra? perché perché perché.

non so a voi, ma a me risuonava in testa da mesi. e puoi provare a cercare informazioni, ma o sei veramente molto ferrato in storia moderna, o è difficile capirci qualcosa, ti perdi tra un link e l'altro, fai fondere i server di wikipedia e alla fine sei più confuso di prima. o magari sono solo io idiota, chi lo sa. insomma, ho seguito la presentazione di zerocalcare, per quel poco che sono riuscita a capire ché l'acustica di quel posto - perdonatemi - fa schifo. una presentazione "alla zerocalcare", con qualche parolaccia e un po' di romanesco qui e lì, ma coinvolgente e interessante. anche chi non aveva letto il libro, e plausibilmente non aveva seguito la vicenda di kobane, si è ritrovata a interessarsi di quegli argomenti. più dell'altra volta, e forse proprio per le tematiche affrontate, zerocalcare è stato coinvolgente, ha raccontato, più che il viaggio in sé, com'è stato vivere quel viaggio. ho letto kobane calling tutto d'un fiato, in piena notte, con gli occhi che chiedevano pietà ma senza voler smettere di leggere, con la stessa sensazione di scoperta di quando ti svelano qual è il trucco dietro il giochino di magia. e qualcosa l'ho capita.


andiamo con ordine, tra quello che ricordo della presentazione (e quello che sono riuscita a sentire) e quello che il libro racconta.
il primo viaggio a kobane, o meglio, vicino a kobane, è del novembre 2014, insieme alla staffetta romana per kobane, un gruppo volontario di gente che cerca di portare medicinali, assistenza, cibo eccetera ai profughi e a chi fa resistenza contro l'isis. in questo primo viaggio, zerocalcare e compagni raccontano di non potere entrare a kobane, ancora sotto assedio dall'estate dello stesso anno. si ritroveranno dall'altra parte della frontiera, in un villaggio di nome mehser. da qui, la guerra non si vede, ma si sente. si sentono gli scoppi, le bombe, gli spari, ma sopratutto le testimonianze di chi sta vivendo il conflitto sulla propria pelle. kobane è il centro, il cuore di tutta la resistenza contro l'isis. è una guerra non solo di bombe e mortai, ma sopratutto di idee contro ideologie.
nel campo di mehser zerocalcare ci fa scoprire qualcosa che le tv e i giornali preferiscono non sottolineare troppo, se non omettere completamente. la resistenza lì è fatta da tutti, uomini e donne insieme, e il ruolo delle donne è più importante di quello che si può immaginare. le donne hanno svolto un enorme lavoro culturale, riprendendosi la loro dignità, la loro consapevolezza, la loro autonomia. le donne combattono, gestiscono i campi, aiutano chi ne ha bisogno, addestrano gli altri combattenti. non sono inferiori a nessuno.
qui si impara la totale differenza tra isis e musulmani, tra degli assassini senza nessun principio e tra la gente che rispetta la propria fede senza opprimere nessuno.
si intravede quello che poi verrà spiegato meglio più tardi: l'utopia che il rojava, di cui kobane è divenuta il simbolo, vuole realizzare, una convivenza pacifica tra popoli, culture, religioni diverse, l'uguaglianza tra uomini e donne, l'abolizione della pena capitale, il diritto al lavoro, allo studio e alla libertà. insieme. non con tolleranza, che è un modo per dire ti sopporto, anche se non mi vai bene, ma con un senso di fratellanza e convivenza.


il secondo viaggio è quello raccontato più nel dettaglio, avviene a luglio del 2015, mesi dopo che kobane era stata ripresa dai combattenti, da quelli che hanno cacciato isis a calci nel culo.
ci sono molte testimonianze, di chi ha combattuto per riprendersi la propria libertà, contro l'isis e contro un regime a cui fa comodo avere dei pazzi feroci da scagliare contro la popolazione e sopratutto contro i curdi, la minoranza che vive, o che meglio cerca di farlo, in turchia e nei paesi confinanti, un regime capace di colpire persino il suo popolo pur di continuare a mantenere il suo potere, basato su odio e paura (ve lo ricordate l'attentato a suruc? io sì. ne parla anche zerocalcare da qualche parte nel libro, poche parole, intensissime. che nessuno - forse qualche giornalistoide nostrano - c'ha bisogno di mettersi a far i sentimentalisti quando la gente muore così)
l'ingresso nel rojava, ora possibile, è un momento commovente. ci sono le macerie della guerra, il dolore di chi ha perso tutto, i cimiteri e le foto dei martiri, ma c'è la volontà, nata proprio da quel dolore, di costruire, insieme, una società più giusta, basata sul rispetto delle persone, della loro identità, e sul rispetto della terra, dell'ambiente. una volontà fortissima a cui è difficile credere, se si pensa alla guerra che quella gente ha combattuto e continua a combattere, contro un governo di regime oppressivo e tirannico e contro dei pazzi, spesso drogati e incoscienti, scatenati contro qualcosa che non sanno neppure cosa sia esattamente.
una guerra che noi conosciamo da qualche anno, ma che loro sperimentano da tutta una vita, in silenzio, senza l'attenzione dell'opinione pubblica, dei media, senza l'aiuto di nessuno.

kobane calling non è un reportage giornalistico, è molto di più. ci sono dentro tutte le domande, le paure, le emozioni di chiunque si ritrovi a vivere per qualche giorno la resistenza curda - e non solo - contro dei crimini che a noi fa comodo non vedere. non è il racconto distaccato e oggettivo degli eventi, no, grazie a dio, per quello potreste provare su wikipedia.
è inevitabile prendere una posizione in questi casi, chiunque abbia una coscienza, non per forza politica, ma anche solo morale, deve prendere una posizione. bisogna schierarsi, decidere chi sostenere, per quali idee lottare, ognuno a modo suo. davanti agli abusi, all'oppressione, all'orrore, non si può far spallucce e pensare agli affaracci propri.
zerocalcare l'ha fatto con le parole e i disegnetti, come li chiama lui. gli diamo ragione quando dice di non essere un poeta, ma l'umanità che ha raccontato in questo libro, la sete di giustizia che c'è in queste pagine, valgono come milioni di versi.
ognuno lotta a modo suo, raccontare come stanno davvero le cose è un bel modo di mettersi contro chi vuol tacere e far tacere.
scegliere il mezzo del fumetto, tanto bistrattato e relegato a lettura da ombrellone se non da cesso, è stato il modo migliore di far arrivare la consapevolezza di eventi terribili che si svolgono a pochi chilometri da noi, a chi non avrebbe avuto la possibilità di conoscere quella realtà.


c'è chi dice che questo libro andrebbe consigliato nelle scuole e io sono d'accordo. andrebbe consigliato a tutti, sopratutto agli sputasentenze dalla parola facile che si grattano la pancia davanti alle telecamere, ai politici complici, a chi quei politici li vota, a chi fino ad adesso ha fatto spallucce. ognuno lotta a modo suo, smettere di essere indifferenti, di fare il gioco di chi vuole il silenzio, sarebbe già un bel modo di cominciare.


mercoledì 8 giugno 2016

grimorio ~ campagna di crowdfunding e intervista a ariel vittori e laura guglielmo

proprio oggi parte su indiegogo (il link sarà attivo dalle 15:00 di oggi pomeriggio) una nuova campagna di crowdfunding per sostenere un altro interessantissimo progetto tutto italiano, un'antologia di illustrazioni e fumetti dedicata al mondo delle streghe e della magia: grimorio.


l'annuncio ufficiale del progetto è stato fatto durante l'arf festival a roma, in questi giorni sono stati presentati gli artisti che parteciperanno al progetto (alice girlanda, ariel vittori, astrid lucchesi, eleonora bruni, fabio mancini, freddie tanto, giopota, greta xella, isabella mazzanti, laura guglielmo, laura vivacqua, monica sangermano, morena forza, noemi de maio, romina moranelli, silvia vanni, sumi, susanna rumiz, tessa black, e un altro misterioso autore di cui sapremo più avanti) ed è stata pubblicata la copertina dell'albo, realizzata da antonio de luca e mirko failoni.

il crowdfunding prevede diversi perk (spillette, stampe in edizione limitata, contenuti digitali e lezioni di digital painting) ma si focalizza principalmente sul vero obbiettivo della campagna: la realizzazione del volume.

da questo momento avete 30 giorni di tempo per sostenere il progetto e acquistare la vostra copia! tutte le informazioni dettagliate le trovate sulla pagina facebook di grimorio.

ho avuto modo di chiacchierare con le due autrici organizzatrici del progetto, ariel e laura, che si sono offerte di rispondere a una breve intervista per presentarci al meglio grimorio. buona lettura!

illustrazione di greta xella

ciao ariel, ciao laura, benvenute su claccalegge!
in primis complimenti per il progetto, mi è sembrato da subito molto interessante e sono curiosissima di sfogliare il libro. ad essere sincera è la prima volta che vedo un'opera realizzata da così tanti autori promossa da una campagna di crowdfunding. come è avvenuta la scelta di questi artisti?
Ariel: In Italia non ci sono stati molti crowdfunding simili, l'unico a cui riesco a pensare è quello per 'Amazzoni', dell'ottima Passenger Press di Christian G. Marra. Prendiamo infatti molto più esempio dal mondo anglofono, in cui da un paio d'anni sono esplose le antologie finanziate dal pubblico: io stessa l'anno scorso sono stata in una di queste, Food Porn
Laura: Abbiamo voluto dare uno spazio libero alle 'voci disegnate' di autori diversi tra loro ma con una certa visione comune, che fosse espressione di un gusto influenzato anche da correnti estere. Insomma, qualcosa di diverso rispetto al mercato italiano più mainstream.
in tantissimi avete contribuito a grimorio, ma chi è che ha avuto per primo l'idea di realizzare un progetto collettivo che parlasse di magia e stregoneria? e quando avete iniziato a lavorarci?
Ariel: L'idea è venuta in realtà in parte da un mio amico, 'madrina' di Grimorio, Walter Baiamonte...ovvero, continuava a insistere e a dirmi "Ma fai qualcosa, anche con altri artisti!" E la prima a cui ho pensato è Laura, perché avevamo una storia insieme...la stregoneria quindi in realtà è venuta da lei, che ha scritto la storia. Insomma è stato collettivo già nel concepimento. Abbiamo iniziato a parlarne quasi subito dopo Lucca, e a lavorarci davvero, chiamando gli artisti, organizzando le tempistiche e tutto, da Gennaio.
il tema che avete scelto mi affascina personalmente moltissimo, ma c'è un motivo particolare per cui avete deciso di fare un libro che parlasse di streghe?
Laura: Perché è un tema ampio ma intrigante, che può dare molte possibilità, sia visive che narrative e volevamo lasciare quanta più libertà possibile ai nostri artisti.
la scelta di finanziare il progetto con il crowdfunding, e non ad esempio autoprodurlo o proporlo a un editore, è legata più alle tematiche o al fatto che si tratta di un'antologia (tipologia di pubblicazione che si ritrova principalmente tra le autoproduzioni, sopratutto di esordienti)?
Ariel: Gli editori sono più raramente interessati ai progetti antologici, ma anche un editore interessato avrebbe comunque sicuramente posto condizioni, paletti, avrebbe preso decisioni in merito agli artisti e alle loro storie. Invece per noi la scelta del crowdfunding significa dare agli artisti – e a noi stesse – la libertà dell'autoproduzione, senza l'onere dell'investimento in prima persona. Tutti i nostri artisti sono almeno parzialmente già professionisti, e già per loro il tempo è l'investimento più grande: vogliamo che sia il pubblico a darci la libertà di pensare solo al tempo, e a come usarlo al meglio.
il crowdfunding presuppone una fortissima collaborazione tra autori e pubblico, sopratutto in rete: siamo ancora all'inizio, ma il progetto, come si diceva, è stato presentato già da un po', e la pagina facebook di grimorio ha già parecchi seguaci. che reazioni avete avuto dai sostenitori di grimorio? e cosa vi aspettate adesso che la campagna è appena iniziata?
Laura: Speriamo in una risposta altrettanto calda rispetto a quella già ricevuta e di non tradire le aspettative! Vogliamo offrire un bel prodotto e tante altre sorprese: ci aspettiamo anche che rimangano incantati dalle rivelazioni che devono ancora venire.
illustrazione di alice ghirlanda

da lettrice, apprezzo moltissimo le autoproduzioni e i progetti di crowdfunding. continuo a ritenere fondamentale il lavoro di selezione degli editori, eppure ho letto fumetti autoprodotti di un livello così alto che posso dire che ormai è chiaro che l'autoproduzione non è un modo per aggirare l'ostacolo dell'editore, bensì un mezzo per realizzare esattamente il tipo di libro che si ha in mente, controllandone ogni suo aspetto (i contenuti non condizionati da scelte esterne, la realizzazione materiale del volume, la distribuzione eccetera).
ci sono molti autori molto validi, conosciutissimi in rete e nelle fiere, che mi fanno ben sperare per il futuro della nona arte in italia, ma ovviamente, io tutto questo lo vivo dall'altro lato della barricata: come vive tutto questo chi fa autoproduzione, chi vuole esordire nel mondo del fumetto?
Ariel: In realtà la barricata non è così imponente: noi tutti oltre che creatori siamo consumatori e siamo entusiasti e ispirati da tutto il talento riversato davanti ai nostri occhi dalle autoproduzioni e dal web. Anche tra di noi diventa più facile comunicare e stringere collaborazioni quindi semmai tutto questo è ancora più positivo per noi 'autoprodotti', soprattutto quando riusciamo a dare spazio agli esordienti. In Grimorio ce ne sono alcuni e siamo certi che vi sorprenderanno.
la campagna inizia oggi e dura trenta giorni, avete un solo mese di tempo per convincere i vostri potenziali lettori a diventare lettori a tutti gli effetti, quindi iniziamo da qui: perché sostenere il vostro progetto e acquistare grimorio?
Laura: Perché è un progetto come non se ne sono mai visti in Italia ma che ha bisogno di tutto il supporto per vedere la luce. Non abbiamo mai visto così tanti autori nostrani uniti sotto la stessa bandiera ma completamente liberi nella loro creatività, speriamo che i lettori e gli appassionati non si lascino sfuggire questa occasione di vedere tanta bellezza tutta insieme.
illustrazione di sumi

lunedì 6 giugno 2016

una marina di libri ~ dal 9 al 12 giugno all'orto botanico di palermo

sta per tornare una marina di libri, il festival letterario giunto alla sua settima edizione che ogni anno, a inizio estate, si svolge nella città di palermo. quest'anno, dal 9 al 12 giugno, la cornice dell'evento sarà niente di meno che l'orto botanico.
durante i quattro giorni della manifestazione il gymnasium, il tepidarium, la sala lanza, il calidarium, il tineo o i vari spazi esterni ospiteranno più di 100 eventi, 80 editori, autori e, ovviamente, lettori.
ci saranno laboratori, anche per i più piccoli, incontri, presentazioni e reading.
sono parecchi gli ospiti noti che si alterneranno nel giardino palermitano per eccellenza, tra cui, francesco de gregori, marco mavaldi, simonetta agnello hornby eccetera.


michelangelo pavia, presidente del ccn piazza marina & dintorni, promotore del festival insieme alle case editrici navarra e sellerio, spiega:
"La settima edizione di Una marina di libri trasforma gli alberi nei protagonisti della manifestazione. Il complesso monumentale dell'Orto Botanico accoglie questa nuova edizione trasformando le presentazioni e gli incontri in un grande giardino letterario all'aperto. Un ambiente acustico completamente diverso, un paesaggio sonoro che è difficile da rappresentare ma che, nel momento in cui si vive, diventa subito indimenticabile. L'Orto Botanico di Palermo è un'oasi di pace nel tessuto urbano, un paradiso in cui immergersi per imparare e riflettere. Leggere circondati da un paesaggio naturale è un momento di evasione raro ed emozionante e allora quale luogo migliore di un Orto botanico per parlare di libri e di cultura? La natura è una compagna fedele della cultura, della riflessione, della creatività. E chi l'ha detto che con la cultura non si mangia? La natura è cultura e con la natura l'uomo si sfama. Non c'è Ministro che possa metterlo in discussione. Fare crescere la cultura significa coltivare l'ambiente che ci circonda"
ogni giorno, una marina di libri propone cinque appuntamenti fissi:
- l’edicola, una rassegna stampa ragionata delle pagine culturali curata dagli ospiti del festival.
- dalle 10.00 alle 13.30 un seminario al giorno dedicato a studenti universitari e operatori culturali sulle questioni editoriali,
- alle 18.00 un dibattito tematico,
- alle 20.00 il festival ricorda gli "scrittori che ci… mancano" con un omaggio a uno scrittore scomparso,
- e infine alle 21.00 un’intervista serale a un grande ospite per poi dare spazio alla musica: ogni sera, per chiudere in bellezza tra le piante secolari e a due passi dal mare, un concerto nello spirito di una marina di libri.

e possibile sostenere una marina di libri (l'ingresso al festival e la partecipazione agli eventi sono gratuiti) attraverso il crowdfunding.

iniziative come queste sono incredibilmente preziose, sopratutto se consideriamo che la sicilia è una delle regioni italiane in cui si legge meno e una di quelle in cui è più alto il tasso di povertà educativa infantile. quattro giorni non sono tantissimi e di certo non cambieranno le statistiche, ma è certo che un festival letterario come questo rappresenta la volontà, per palermo e per la sicilia, di crescere culturalmente, di avvicinare grandi e piccoli alla lettura e di dimostrare che l'amore per i libri non è, come purtroppo è parecchio diffuso credere qui, roba per pochi intellettuali o per quelli che non hanno una vita vera, ma è una passione che fa crescere e sopratutto divertire.

altre informazioni su www.unamarinadilibri.it e www.ortobotanico.unipa.it. potete scaricare il programma completo dell'evento qui.

venerdì 27 maggio 2016

le piccole morti

i manticori stanno diventando delle mary sue, qualsiasi cosa facciano non ne sbagliano mai una. tirano fuori un libro più bello dell'altro ogni volta, e io qui ogni volta voglio scrivere un commento serio e invece finisco a fangirlare.


basta, c'ho anche un'età ormai, vorrei fare la persona seria.
però, come faccio a non dire che le piccole morti è fichissimo?
provo con un'analisi più seria e dettagliata (e senza spoiler).

la prima storia è di flavia biondi.
ora, flavia ormai la conoscete, è un'artista incredibile e il suo superpotere è quello di trasformare ogni storia in una botta emozionale che vi toglierà 150 hp, lasciandovi in lacrime a tirare su col naso. potrebbe scrivere della vita sentimentale dei ciottoli su marte, e noi lettori, che non siamo ciottoli e men che mai siamo stati su marte, riusciremmo lo stesso a commuoverci e a immedesimarci nei protagonisti della storia.
quando ho letto che la prima storia raccontava una vicenda abbastanza tragica, quella di una prostituta che si era ritrovata quasi morta per una sessione decisamente esagerata, francamente ho avuto un attimo di panico. questo tipo di storie mi mette angoscia, sopratutto quando sono storie vere (e questa è tratta per l'appunto da un fatto realmente avvenuto), e sopratutto perché provo profonda pena nei confronti delle donne costrette a prostituirsi (non sono affatto d'accordo con chi sostiene che ci si prostituisca per libera scelta o per divertimento), che oltre a vivere una vita insostenibile sono pure oggetto di giudizi moralmente disgustosi (puttana è un'offesa non per niente). insomma, non è facile parlare di questo genere di cose senza correre il rischio di sbagliare.
brian e flavia invece sono stati impeccabili e il personaggio di nobisi, la protagonista della storia, riesce a essere, in sole sedici tavole, profondissimo, dignitoso, tragico.
flavia riesce a disegnare certi volti che mi fanno venire in mente i ritratti di quei fotografi incredibili, quelli che in un solo scatto, in un solo sguardo, mettono a nudo un animo e scuotono il tuo, facendoti vivere per un attimo emozioni alle quali non sai neanche dare un nome.
insomma, un inizio col botto.

subito dopo ivan lodi ci regala un momento incredibile.
ora, non so voi, ma la mia conoscenza all'iconografia del pene si limitava, fino ad adesso, a un range di rappresentazioni che andavano dalle possenti verghe di harmonyana memoria fino ai minuscoli peni marmorei delle statue classiche, passando per le minchie surreali che un mio professore dell'accademia narrava di aver dipinto in gioventù. fino ad adesso, avrei definito un pene in molti modi, ma di certo non avrei mai pensato di usare il termine puccioso.
dopo aver letto storia di una decapitazione, ho cambiato idea. il pene puccioso esiste, è simpatico, carino ed ha avuto la sfortuna di trovarsi attaccato al corpo di un povero idiota. dico sul serio, gli ho proprio voluto bene a quel povero pene.
una storia surreale, tragicomica, di quelle che non sai bene se ridere o piangere, ché la vita è fatta di infiniti attimi di disagio, tra un momento di gioia e uno di profondo dolore, e insomma, potrete pure riempire quaderni e quaderni di massime sull'esistenza e sul senso della vita, ma senza ironia non andate da nessuna parte.

la terza storia è disegnata dalla magica manina di anna ferrari, della quale (l'ho già detto qualche giorno fa, nell'intervista ai manticori che se non avete letto, recuperatela subito qui) adoro oltre ogni limite lo stile di disegno. la sua crescita l'avevo già notata, da sindrome a der krampus, ma qui, con dashi, mi ha davvero colpita (dritto al cuoricino! bum!), mi è piaciuto anche che il tratto sia stato meno pulito di quello a cui ero abituata, l'effetto matita mi è sembrato perfetto per il modo in cui anna disegna, ammorbidendo le forme nette e precise che sono tipiche del suo stile. sensualità a gogò, una buona dose di splatter, tentacoli e insetti. una storia muta e visionaria, surreale e onirica, in cui cibo, sesso e morte si confondono e si scambiano i ruoli. un gioiellino, da sfogliare avanti e indietro per riempirsi gli occhi. l'unica cosa per cui non la perdonerò e che mi ha spinto a cercare i lavori di daikichi amano, un fotografo giapponese a cui la storia è ispirata, e giunta alla foto di una tipa con delle blatte grosse come una mano sulla faccia stavo per svenire.
vanno bene i polpi, va bene il sangue, ok i tentacoli, ma le blatte proprio no.

chiude l'antologia lorenza de luca, con del balletto e della perla rosa, davvero irriverente, del suo patrizio, ovvero, di come un burattinaio mise in imbarazzo un prete bigotto alla presenza di uno stuolo di candidi fanciulli annoiati. adoro le storie in costume di lorenza e vederla alle prese con parrucche boccolose, pizzi e merletti barocchi è stata una vera gioia. altrettanto gioiosa è la narrazione del balletto, dei dissoluti passatempi nobiliari per scacciare la noia e intessere avvincenti relazioni sociali. gioiosa, purtroppo, non è la conclusione della vicenda, né per il povero alberghetti, né per l'anziano burattinaio, stroncato il primo dal troppo piacere, scacciato il secondo dall'opprimente moralità clericale.

ammetto di aver letto il testo con il tono che usano i pupari quando mettono in scena i loro spettacoli, chiedo perdono, ma era troppo divertente per non farlo!

le sceneggiature sono tutte di brian freschi, che ha mostrato, ancora una volta, un'incredibile versatilità, adattandosi in modo perfetto allo stile di ognuno dei quattro disegnatori, e mettendo in risalto i loro punti forti. chapeau.

per tornare alla questione del commento serio, se con le piccole morti i manticori volevano creare qualcosa di più adulto, ci sono riusciti benissimo, senza tradire lo stile che li ha caratterizzati, sia come singoli autori che come collettivo. una bella antologia che ha l'unico difetto di finire troppo presto, ché quando si leggono fumetti così non si vorrebbe finire mai.

per recuperare questo e gli altri libri (sindrometenebre, instrumenta, spineferal children e der krampus), potete contattare i ragazzi del gruppo manticora su facebook, via mail o tramite il loro blog.

lunedì 23 maggio 2016

liebster award 2016

finalmente, dopo secoli, ritorno a fare un giochillino carino carino!
sara tra i papaveri e hime-claire mi hanno nominata per il liebster award, un riconoscimento a titolo assolutamente personale dedicato ai blog che hanno meno di 200 iscritti (vediamo di superarla questa soglia, eh?)

come ogni giochillino che si rispetti, questo non è il vietnam, ci sono delle regole (100 punti a chi coglie la citazione):

1 - ringraziare i blog che ti hanno nominato e assegnato il premio
2 - scrivere qualche riga per promuovere un blog interessante che seguite
3 - rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato
4 - scrivere a piacere 11 cose di te
5 - premiare a tua volta 11 blog
6 - formulare 11 domande per i blogger che si nomineranno
7 - informare i blogger del premio assegnato

e e e dunque.
grazie mille a sara tra i papaveri, che ha il nick più bello di sempre, che passa spesso qui a commentare e della quale ho scoperto il blog proprio in occasione di questo premio, quindi recupererò i suoi post prima possibile, e grazie a hime-claire con la quale condivido la passione per gli shoujo manga e che a questi ha dedicato il suo blog, che ho scoperto qualche tempo fa.

il blog da spammare, che so che mi bestemmierà contro per tutte le regoline, è librangolo acuto della cara nereia, blog del quale apprezzo oltre ogni limite la rubrica photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, paint ti amo, che offre una panoramica delle uscite più trash della settimana in libreria, e che mi regala uno dei pochi momenti di gioia del lunedì. (ok, supera i 200 iscritti, ma di così poco che il premio glielo appioppo lo stesso).

altri 11 blog da premiare... beh, ci sarebbero, ma ci starei così tanto tempo a sceglierli che finirei per pubblicare questo post dio solo sa quando, quindi questo punto lo salto felicemente!

le domande di sara:
1 - Quel'è il tuo colore preferito?
vado molto a periodi, attualmente il menta e il rosa (che animo romantico...)
2 - Se fossi un fiore quale saresti?
considerando la mia innata grazia ed eleganza, direi un carciofo.
3 - Ti reputi estroverso od introverso (o una via di mezzo?)
sono una persona molto timida, ma per qualche strana motivazione spesso parlo troppo. e sempre nei momenti sbagliati.
4 - Quali sono i tuoi hobby?
leggere principalmente (ovviamente), ogni tanto disegno ma non sono poi tanto brava...
5 - Genere/gruppo/cantante preferito
durante la giovinezza ascoltavo molta più musica, ma continuo anche adesso ad apprezzare rock, metal e qualche cosina di elettronica. il gruppo preferito della mia adolescenza erano gli u2, adesso non saprei proprio cosa rispondere.
6 - Ti piace cucinare? Preferisci il dolce o il salato?
mi piace parecchio! ma non so cucinare moltissimi piatti... a dirla tutta preferisco mangiare! e ovviamente preferisco il dolce!
7 - Hai un animale domestico? Qual'è il tuo animale preferito?
più che un animale domestico ho una figlia pelosa, che è camillina della quale avrete sicuramente visto una tonnellata di foto su instagram. è l'amore di mammina! ♥ non ho un animale preferito, a parte gli insetti mi piacciono tutti!
8 - Il libro che ti ha più influenzato
non saprei a dire il vero. non saprei neanche cosa mi ha influenzato né cosa sarei senza i libri che ho letto. però libri a cui penso spesso, che mi ritornano in testa come i jingle delle pubblicità sono la terra sotto i suoi piedi di salman rushdie, le città invisibili di calvino, e qualche poesia sparsa di non ricordo più chi.
insomma, ho una pessima memoria.
9 - Il libro nel quale ti piacerebbe vivere (o fare un viaggio)
ovviamente vorrei vedere hogwarts, anche se credo che morirei come una cretina dopo cinque minuti in qualche strano trabocchetto. e poi il mondo della saga di avalon di marion zimmer bradley, anzi, vorrei proprio vivere per un po' insieme a viviana e le altre sacerdotesse...
10 - Se potessi far rivivere un personaggio storico (o un personaggio di finzione) chi sceglieresti e perché?
oh, beh, questa è difficile... penso che mi piacerebbe far rivivere qualche politico serio del passato per chiedergli di insegnare oggi a questo paese incivile come si fa politica, e gli eroi dell'antimafia che sono stati uccisi, per avere un aiuto valido alla lotta contro questo terribile cancro sociale.
11 - Sogni nel cassetto
avere una casa tutta mia, con dentro il mio meraviglioso uomo e una famiglia di pelosini.

le domande di hime-claire:
1 - Di dove sei?
dell'odiatissima palermo
2 - Come hai scelto il nome del tuo blog?
lol, credo sia la roba più banale della rete. a clacca piace leggere perché a clacca piace leggere.
3 - Usi un nickname? Se si, perché hai scelto quello?
al ginnasio mi appiopparono claclina e mi rimase per anni, fino a che un tizio mise in giro clacca e tale rimase nei secoli dei secoli. in ogni caso mi piace parecchio, quindi sono contenta così, anche se non l'ho scelto io.
4 - Dolce o salato?
dolce e in quantità vergognose.
5 - Cosa ti piace di più della blogsfera?
la gente che incontro, con cui posso condividere passioni e interessi con tutto l'entusiasmo possibile senza che nessuno mi prenda per idiota.
6 - Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso o Corvonero?
ovviamente corvonero (e poi adoro luna lovegood)
7 - Ti piace girovagare su Tumblr? Se si, che blog guardi di solito?
lo usavo parecchio prima, ormai sono anni che non ci giro più.
8 - Disordinato o ordinato?
il caos totale.
9 - Una citazione che preferisci? (indifferente da dove venga)
"così sparirebbero nel vento le città e dio su una nuvola lo vedremmo passare", da una poesia di garcia lorca. da questo verso ho preso ispirazione per il nick "unanuvola" che uso su instagram e che è diventato il "brand" (che parola di merda) dei miei tentativi di creazioni artigianali.
10 - Come ti descriveresti in una parola?
rompicoglioni
11 - Team Cap o Team Iron Man? (non avevo più fantasia, perdonatemi!)
non ho visto civil war e non ho letto i fumetti, ma iron man tutta la vita!

le 11 fuffate su di me che non interessano a nessuno:

1 - ho tagliato i capelli dopo più di dieci anni che li tenevo luuuunghi. pensavo che non l'avrei fatto mai, eppure...
2 - sono una schiappa indecente ai videogiochi e me ne rammarico moltissimo, perché mi piacciono quelli che hanno una storia, ma non saprei mai giocarli.
3 - adoro i dolci al pistacchio e quelli al cioccolato
4 - ho smesso di mangiare carne e salumi da circa un anno, ma non riesco a rinunciare alla pasta col tonno o col salmone. perdonatemi pescetti ;_;
5 - non ho mai imparato a guidare e ho pure smesso di volerci provare, ho il timore di mettere sotto un gatto o un cane. quindi continuo a farmi scorrazzare o a bestemmiare contro l'orribile sistema di trasporto pubblico di palermo,
6 - da quando a palermo hanno cambiato sede alla feltrinelli (e ormai sono passati un bel po' di anni), non mi piace più comprare i libri in libreria. mi sembrano dei supermercati e non mi trovo molto bene neanche nelle librerie "indipendenti" che stanno qui...
7 - ma quando sono in un'altra città prendo sempre un libro come "souvenir" del viaggio. spesso anche più di uno.
8 - mi piace il cibo piccante e speziato, e sto collezionando una discreta serie di barattolini di spezie e erbettine aromatiche che uso praticamente dappertutto.
9 - nonostante abiti vicino al mare, ho superato la paura dell'acqua "alta" da pochi anni e solo in piscina, e quando nuoto me ne frego della decenza e uso i braccioli nonostante la mia veneranda età.
10 - ho un pessimo rapporto con i bambini, con i quali mi sento a disagio e con cui non riesco molto a comunicare, in compenso sono bravissima a fare amicizia con gli animali.
11 - adoro fare liste di cose (quindi mi sono divertita anche se a dire il vero non sapevo cosa scrivere e c'ho messo un po' a fare questa lista)

e per concludere in bellezza, ecco le mie 11 stupide domande per i malcapitati a cui tocca il premio (solo nereia a dire il vero... poveraccia!)
1 - qual è la cosa che ami di più della tua città?
2 - se potessi partire adesso, così, senza troppo preavviso, dove ti piacerebbe andare?
3 - hai tatuaggi o piercing? o eventualmente ne faresti qualcuno?
4 - ti piacciono gli animali?
5 - cosa ne pensi delle "iniziative per avvicinare laggente alla lettura"?
6 - qual è il tuo libro preferito?
7 - hai mai scritto un racconto?
8 - quando compri un libro ti lasci ispirare in libreria al momento, oppure prima ti informi su internet?
9 - usi gli e-reader?
10 - i libri che leggi preferisci che siano tuoi, o leggi anche roba presa in prestito?
11 - sinceramente: cosa pensi di questi giochillini perditempo da fare sui blog?

e... beh, se avete davvero letto tutto, complimenti e grazie. vi voglio bene se siete arrivati davvero fino a qui.

***edit***
mi ha nominata anche diletta di paper moon grazie mille! per evitare di fare un altro post uguale a questo (dovrei scrivere un sacco di recensioni piuttosto! argh!), aggiungo qui la risposta alle sue domande!
1 - Qual è la tua pizza preferita (domanda fondamentale)
bufala e pomodorini (e taaanto basilico)
2 - Viaggiando nel tempo ti ritrovi sperduto in epoca romana. Quale copertura scegli per salvarti la pelle e non mostrare a tutti che indossi delle Converse (potresti risultare sospetto)?
indovina (sperando di ricordare abbastanza di storia)
3 - Qual è la tua peggiore aspettativa in una casa palesemente stregata?
prendermi un infarto per una qualche apparizione a sorpresa
4 - Puoi imparare con grande facilità e ottime lezioni una qualsiasi constructed language (una lingua "inventata" insomma, che ne so, tipo l'elfico di Tolkien), quale scegli?
la lingua parlata da pingu.
5 - Quale creatura fantastica ti piacerebbe trovare in giardino una bella mattina di sole?
uno gnomo! sono troppo carini
6 - Quale opera d'arte ti piacerebbe avere in salotto?
questa

7 - Pancake: sciroppo d'acero, Nutella o marmellata?
nutella. purtroppo per me, quella di soia, altrimenti è la morte.
8 - Quale sarebbe la tua arma ideale se tu fossi un personaggio fantasy?
ommioddio, se fossi un personaggio fantasy sarei completamente inadatta al combattimento. tanto che quelle poche volte che mi è capitato di giocare a un mmorpg ho sempre preferito la curatrice.
9 - Quale dei tre doni della morte sceglieresti?
il mantello dell'invisibilità, ovviamente. svuoterei felicemente qualsiasi libreria senza che nessuno possa acchiapparmi.
10 - Fanno il sequel o il prequel di uno dei tuoi film preferiti. Che ruolo cerchi di ottenere?
personaggio di bonus level di ralph spaccatutto.
11 - Secondo te, perché la risposta alla domanda universale sulla vita, sull'universo e tutto quanto è proprio 42?
perché gattini morbidi e pelosi era troppo lungo.

***edit - parte seconda***
è giunta anche la nomina da parte di yue lung di say adieu to yue, e quindi mi toccano altre undici domande. facciamolo!
1 - L'albergo più squallido dove avete dormito: dove, quando e perché.
un b&b a roma, di cui non ricordo il nome, un paio di anni fa. una roba tremenda, se ci fossi andata sola mi sarei suicidata penso. il posto invitava.
2 - Cinema: Siete mai usciti prima della fine di un film ?
no mai. aspetto sempre che finiscano anche i titoli di coda perché odio la ressa all'uscita (e perché spero sempre in qualche scena extra)
3 - Il regalo più orrendo che avete ricevuto.
ho ricevuto un sacco di roba brutta, e ancora di più roba di cui non mi sarebbe fregato di meno (un buono feltrinelli, amazon, ibs no? perché no???), ma penso che la cosa peggiore sia stata una sciarpa bruttissima con la bandiera americana.
4 - Qual è l'ultima piccola bugia che avete detto?
ho mentito a me stessa dicendo che avrei iniziato a lavorare prima di pranzo oggi, e invece sapevo benissimo che non ce l'avrei fatta!
5 - Qual è la suoneria del vostro cellulare?
questa!
6 - Immaginatevi registi/e e con un budget illimitato: Quale libro (o fumetto) porteresti sullo schermo?
senza pensarci troppo, direi nimona.
7 - Un capo di abbigliamento che un tempo amavate ma che adesso trovate imbarazzante
non so, mi è sempre piaciuto molto quello che indosso e continua a piacermi. però qualche giorno fa ho ritrovato la collanina-tatuaggio che si usava più di quindici anni fa e sono morta all'idea che andavo davvero in giro con quella roba.
8 - Frequentate una biblioteca? Prendete libri in prestito?
no, non amo leggere libri che poi non posso tenere.
9 - Qual è il film più brutto del vostro regista preferito?
non sono un'esperta di cinema, quindi passo.
10 - Qual'è il libro più brutto del vostro scrittore preferito?
ho troppi scrittori preferiti, però direi la grammatica di dio di stefano benni. una delusione cosmica, di cui ho ancora memoria nonostante siano passati secoli da quando lo lessi.
11 - Siamo a Giugno ma... Voi l'avete tolto il piumone?
ad essere sinceri questo inverno non l'ho nemmeno messo il piumone!

***edit - parte terza***
so che questo post è diventato ormai un papiro indecente, ma mi ha anche taggato cleide di my millenium puzzle e quindi non potevo non rispondere alle domande! grazie mille cleide per il premio (un po' meno per le domande, ma ormai ci ho preso la mano!)
1 - Da dove è nato il tuo nickname, se lo usi? (la riciclo perché mi piacciono le storie dietro i nick)
e io mi riciclo la risposta! al ginnasio mi appiopparono claclina e mi rimase per anni, fino a che un tizio mise in giro clacca e tale rimase nei secoli dei secoli. in ogni caso mi piace parecchio, quindi sono contenta così, anche se non l'ho scelto io.
2 - Qual è il social network che preferisci e/o usi di più?
quello che preferisco è instagram, seguo un sacco di account interessanti, ci trovo belle idee e belle foto. e poi a me piace fare foto! quello che uso di più è facebook, sopratutto per seguire pagine di autori/editori e per aggiornare la pagina del blog. oltre quella di unanuvola!
3 - Che libro/manga mi consiglieresti, anche se magari non è uno dei tuoi titoli preferiti?
te lo dissi tempo fa, io ti direi la spada incantata di sakura, è uno shoujo non troppo scuoricinoso, è fantasy e ha una bella trama... secondo me ti piace!
4 - Una tua abitudine od hobby che gli altri considerano strano?
francamente non ho idea di cosa gli altri considerino strano di quello che faccio, però forse per qualcuno tenere un blog come se fosse un lavoro - ma non lo è perché non è retribuito! - è strano? boh
5 - Pensi che esistano delle recensioni oggettive al 100%?
ovviamente no, e meno male! sono dell'idea che ognuno si faccia, e debba farsi, un'idea di quello che lo circonda, sia la vita reale, le persone, l'attualità, ma anche la poesia, l'arte la letteratura. e ovviamente tengo conto di questo quando leggo qualcosa. se un libro viene suggerito da qualcuno che ritengo abbia gusti diversi dai miei, è difficile che io lo provi...
6 - Un genere che non hai mai provato ma che ti incuriosisce? (anche qui, riferito a qualsiasi forma di intrattenimento)
oh beh, non ne ho idea! penso di aver letto più o meno di tutto, quello che non ho letto non ho voglia di leggerlo. stessa cosa vale per film e serie tv, idem per la musica. di solito, se mi incuriosisce qualcosa, non ci penso due volte e cerco tutto quello che posso!
7 - Preferisci scrivere a mano o al PC?
preferisco... entrambi i modi. a mano quando devo scrivere per me, o devo portarmi il testo appresso, al pc per il blog e tutto il resto.
8 - Ultimo film visto al cinema ed il prossimo che andrai a vedere.
l'ultimo film credo sia stato x-men: apocalisse (e mi è piaciuto), il prossimo non so proprio... al momento non c'è nulla in giro che mi ispiri particolarmente.
9 - Ti è mai capitato di apprezzare un autore ma di non condividere le sue opinioni politiche o magari apprezzarlo ma trovarlo antipatico? Se sì, come reagite di solito?
uhm... a pensarci bene no. magari non mi sono mai informata abbastanza bene, però se uno scrive dei libri che mi piacciono, non è che smetto di leggerli perché vota di merda! se fa propaganda di merda, allora non lo leggo proprio.
10 - Hai dei guilty pleasure relativi ai tuoi hobby? Ovvero quei titoli che riconosci che sono bruttini ma che ti piacciono comunque?
più che altro mi piacciono cose che so che non hanno un alto valore culturale. ma me ne frego allegramente. la lettura deve essere - secondo me - prima di tutto un piacere. e non è detto che quello che piace a me deve per forza essere il meglio del meglio! voglio dire, mi piace anche il pane con l'aceto XD
11 - Una delle tue citazioni preferite?
"fare o non fare, non c'è provare". e non scrivo nemmeno di chi, shame on you se non sapete di che si tratta!

***edit - parte quarta***
più di due mesi dopo dalla pubblicazione del post, ho ricevuto un'altra nomination, questa volta da parte di dany di appunti di una lettrice! che bello!
la ringrazio tantissimo e passo direttamente alle domande:
1 - Che libro stai leggendo?
la città dei libri sognanti di walter moers (in realtà ho anche in sospeso da un paio di giorni l'amante di wittgenstein di david markson)
2 - Dopo aver finito un libro, come scegli la tua lettura successiva?
assolutamente a pelle, pescando dall'enorme pila dei libri da leggere.
3 - Un libro che tutti hanno amato, ma che a te non è piaciuto.
boh! non saprei a dire il vero, forse il codice da vinci, che non credo sia piaciuto a tutti, ma di certo è piaciuto a molti. a me ha fatto cordialmente pena. in ogni caso, evito più che posso i best seller, quindi non mi imbatto spesso in queste situazioni.
4 - Un libro che tutti hanno odiato, ma a te è piaciuto.
questa è ancora più difficile, ma direi la terra sotto i suoi piedi di salman rushdie. ogni volta che l'ho proposto a qualcuno mi sono sempre sentita dire non riesco proprio a leggerlo. è uno dei miei libri preferiti in assoluto.
5 - Qual è il primo libro che hai letto in vita tua e quanti anni avevi?
no dai, ero davvero troppo piccola per ricordarmi quale è stato il primo libro in assoluto! tra i primi che ricordo (sto parlando di quando ho iniziato a leggere, circa sei anni, quindi evito quelli che sapevo solo recitare a memoria) c'erano le fiabe italiane di calvino, le avventure di cipollino di gianni rodari, e il giornalino di gian burrasca di vamba.
6 - Che caratteristiche deve avere un libro per convincerti a leggerlo?
ormai ho imparato a guardare per prima cosa l'editore: se si tratta di una casa editrice che di solito pubblica bella roba, allora il 70% del lavoro è fatto. poi, ovviamente, mi baso sull'eventuale conoscenza dell'autore. poi leggo la trama, per capire se mi interessa l'argomento e/o il genere. e poi, solitamente, cerco recensioni su vari blog letterari, per capire se il modo in cui la storia è narrata può piacermi (cerco di solito tra i blogger che sento più affini ai miei gusti).
tutto questo in teoria, di solito questi elementi vengono mischiati e seguiti senza ordine né criterio. però non sono tanto il tipo da comprare un libro per la copertina. o almeno, non più.
7 - Quale libro vorresti tanto leggere, ma ancora non ne hai avuto l'occasione? E perché?
troppissima roba e per il motivo meno romantico del mondo: non ho abbastanza soldi per comprare tutto quello che vorrei.
8 - Quando, dove e in che posizione preferisci leggere?
leggo praticamente ovunque e in qualsiasi situazione, ma adoro il momento in cui a casa dormono tutti, spengo il pc, abbandono il telefono e mi svacco sul letto con la luce del comodino accesa e il libro tra le mani mi piace molto leggere anche in viaggio (quando capita, ma va bene anche quando sto in autobus)
9 - Qual è un post del tuo blog che ti piace particolarmente e perché? (Linkalo)
argh, domanda difficile! non so, senza pensarci troppo, quello di strangers in paradise. penso di essere riuscita a scrivere qualcosa di abbastanza decente. e poi strangers in paradise è bellissimo ♥
10 - Un libro al quale hai preferito il film che ne è stato tratto.
il signore degli anelli. (questa risposta potrebbe valere anche per la domanda numero tre) il libro mi ha annoiata tantissimo e credo che non lo rileggerei mai. i film invece mi sono piaciuti abbastanza.
stessa cosa per lo hobbit.
11 - Cosa fai per rendere il tuo blog letterario diverso da quello degli altri?
non so, non cerco di renderlo diverso da quello degli altri, cerco di renderlo mio. dalla grafica, con linus e charlie brown che leggono fumetti (due personaggi che mi piacciono tantissimo che fanno qualcosa che a me piace tantissimo) ai colori che uso (tanti, sopratutto l'azzurro, il verde e il rosa, sono colori che amo molto), al modo in cui scrivo (che somiglia a quello in cui parlo, solo che mi impapero meno perché qui posso cancellare gli errori) e sopratutto le cose di cui parlo, cerco di mettere in questo spazio tutto quello che fa parte di me e della mia passione per le storie.