venerdì 4 marzo 2016

lumina #2! è iniziato il crowdfunding!

conoscete quella megacicciofigatissima di lumina? se no, penitenziagite e andate a leggere questo post.
intanto, dopo quasi un anno dal primo crowdfunding, che aveva abbondantemente superato l'obbiettivo prefissato, linda cavallini e emanuele tenderini hanno lanciato la nuova raccolta fondi per il secondo volume di quella che potrebbe tranquillamente definirsi la serie più rivoluzionaria degli ultimi anni di storia del fumetto (bum! ma mica tanto...)


lumina è molto più di un progetto portato avanti da due artisti incredibilmente bravi, è una realtà nata con il sostegno e il contributo reale dei fan, una sinergia che fin dall'aprile 2014 ci ha permesso di esplorare questo mondo incredibilmente vasto e complesso.

per partecipare al crowfunding - che in pochi giorni sta già andando alla stragrande - vi basta cliccare sulla pagina di indiegogo dedicata al volume due di lumina, intanto facciamo il punto della situazione:

il nuovo volume conterà 120 pagine, molte di più rispetto a quello precedente, sempre disegnate da linda ed emanuele, sempre stampate in esacromia.

 tra tutti gli altri perk (ossia le ricompense disponibili per i sostenitori) ci sono l'artbook, disegni originali, statuette e un sacco di altra bella roba.

 il nuovo volume, nonostante quanto detto sopra, costerà quanto il primo, ovvero 25€

 il goal, rispetto all'anno scorso, si è abbassato notevolmente, quindi sarà più facile raggiungere l'obbiettivo finale (come se ce ne fosse bisogno!)

 sono stati aggiunti obiettivi extra nel caso in cui (e sarà sicuramente così) si superasse il primo goal, che permetteranno di realizzare una nuova colonna sonora pensata apposta per questo nuovo volume e due nuovi spin off (del primo, dedicato a shani, ne ho parlato qui).
(io, manco a dirlo, ci spero davvero tanto negli spin-off! quindi forza!!!)


se poi state pensando che sarebbe bellissimo ma io mi sono perso il primo volume e quindi non ci capirei nulla, peccato, niente di più sbagliato, perché potete acquistarlo qui o scrivere agli autori per farvelo mandare insieme al secondo e risparmiare sulle spedizioni.
insomma, non avete scuse per perdervelo!
i link per maggiori informazioni, contatti eccetera sono:
gli hashtag ufficiali (ommiddio, l'ho scritto davvero!) sono #Lumina #GoLumina #WorldofLumina.

sostenete e condividete il progetto, fatelo conoscere ai vostri amici, lettori eccetera, per tutti gli aggiornamenti, vi ricordo che c'è anche la pagina fb di claccalegge!

mercoledì 2 marzo 2016

in real life

chi mi segue sulla pagina fb (lo so che fb è brutto, ma claccalegge è bello, quindi allietate le vostre giornate e mettete un like qui) ha visto che qualche giorno fa mi è arrivato un pacchetto a sorpresa da parte del buon yue lung, con dentro niente di poco meno che in real life, graphic novel presentato a lucca, che avevo messo nella lista dei consigli per gli acquisti, e finalmente sono riuscita a leggerlo. avevo fatto bene a farmi incuriosire da questo titolo? secondo me sì, mi è piaciuto davvero tanto!


non avevo mai letto nulla di questi due autori, ma ho scoperto che cory doctorow fino a ora ha scritto per lo più romanzi, tutti legati al mondo delle tecnologie informatiche, mentre jen wang, della quale ho amato i disegni fin dal primo momento in cui li ho visti, è un'artista americana di origine asiatica, che oltre in real life (unico disponibile in italiano) ha pubblicato un altro libro (koko be good) e altri fumetti - per vedere tutti i suoi lavori andate a vedere il suo bellissimo sito qui.
oltretutto il suo nome compare nella lista degli autori che hanno partecipato al libro di omaggi dedicato ai peanuts, che è stato annunciato a lucca 2015 da panini per settembre.

mi tocca dunque ammettere che il colpo di fulmine quando ho visto l'annuncio è stato tutto dovuto alla copertina, alla ragazza con i capelli rossi che a prima occhiata mi ha ricordato ramona flowers dell'adorato scott pilgrim, con il quale condivide anche la tematica videogames, e in generale con una scelta grafica che mi ha conquistata.

in real life esplora, attraverso gli occhi di anda bridge, il mondo dei videogiochi online e sopratutto la realtà che siamo abituati a non tenere neppure in considerazione dietro gli avatar dei giocatori.
un videogioco in fondo è uno dei tanti modi che abbiamo a disposizione per passare il tempo, ma quando si tratta di mmog (o mmorpg, chiamateli come volete) la nostra esperienza si intreccia necessariamente con quella di altre persone, gente di cui non possiamo immaginare nulla e la cui conoscenza si esaurisce in poche frasi o spesso solo nel loro avatar.
eppure siamo certi che dietro ogni guerriero, mago, curatore, arciere eccetera che incrociamo, ci sia un appassionato come noi (io, a dirla tutta, lo ero poco, e si parla di parecchio tempo fa), o magari solo qualcuno che sta cercando di ammazzare la noia. dopo aver letto in real life questa certezza la perderete completamente, perché questa non è solo la storia di anda, non è solo la storia di ragazzi che giocano online: è una storia che spiega come funziona l'economia e la politica e la società mondiale, se vogliamo, attraverso un gioco. può sembrare assurdo, e infatti persino anda inizialmente non crede possano essere possibili certe cose che scopre chattando con una persona che nel gioco dovrebbe essere sua nemica.


se qualcuno di voi ha mai giocato online, sa bene quanto può essere pericolosa la svalutazione delle monete del gioco: se molti possono spendere soldi veri per comprare il denaro virtuale del gioco, queste persone in pochissimo riescono a diventare molto più forti di chi gioca in maniera "onesta", e in qualche modo, si perde il gusto del gioco, sia per chi ricorre più alla carta di credito che alla tastiera, sia per chi invece gioca seguendo i tempi, ma si vede costantemente superato (e spesso bullato) da chi in dieci minuti ha aggirato, pagando, gli ostacoli di mesi e mesi.
qualsiasi gioco sia, quando questa situazione diventa ingestibile, il gioco stesso viene svalutato. ma, a esclusione dei casi in cui è possibile comprare gold direttamente con una carta di credito, come si fa a procurarsi denaro virtuale in cambio di quello reale? la risposta è semplice e agghiacciante allo stesso tempo: è il lavoro dei gold farmer, gente che gioca per lavoro, per accumulare ricchezza in gold e rivenderla per soldi reali.
ovviamente il ruolo dei gold farmer è illegale e, quando anda inizia a giocare a coarsegold online, pieno di giocatori da tutto il mondo, ma anche gold farmer, viene inserita in una gilda che ha proprio il compito di eliminare, dietro compenso, i gold farmer.

come scrive cory doctorow nella prefazione, nel mondo ci sono i ricchi e i poveri, e sembra che questi non riescano mai ad affrancarsi dalla loro condizione: il motivo è sempre da ricercarsi nelle politiche sociali che riguardano i diritti di queste persone, sopratutto la loro tutela in quanto lavoratori. quando il lavoro non è regolamentato in modo da non trasformarsi in sfruttamento, è impossibile migliorare la propria condizione. ed è proprio questo meccanismo malato che anda riuscirà a scoprire attraverso un'inaspettata amicizia nata in game.


se tutto questo mio pippone vi ha annoiati (ma non abbastanza da essere arrivati qui) ho una buona notizia per voi: in real life non è affatto un noioso trattato di economia legata al mondo virtuale dei mmorpg, anzi la narrazione è piacevole e coinvolgente, i disegni sono espressivi e curatissimi, tracciati con un segno morbido che rende le tavole davvero apprezzabilissime, e quello che vi rimarrà più a lungo nel cuore sono la dolce anda e la sua storia.

consigliato quindi? assolutamente sì, senza nessuna eccezione!

sabato 27 febbraio 2016

the best of 2016 - paperopoli

non ho mai scritto una recensione un commento su un vattelapesca disney e non so neanche se questo titolo si può inserire o meno nella categoria vattelapesca disney. a proposito, la definizione vattelapesca disney è stata coniata su non ricordo più quale forum (se qualcuno lo sa me lo scriva nei commenti!) e poi ha circolato in giro per indicare tutte le ristampe che andavano sulle collane come disney time, tutto disney, speciale disney eccetera. a me è sempre piaciuta moltissimo e devo ammettere che amo molto la mia collezione casualissima di vattelapesca.
ma sto divagando.
the best of 2016 - paperopoli, oltre ad avere uno dei titoli più sbagliati del secolo, è stato anche uno dei titoli disney-panini meno pubblicizzati in assoluto (io l'ho scoperto per caso, nonostante ogni mese controlli per bene tutte le uscite tramite il sito di panini per non perdermi nulla di quello che potrebbe interessarmi). in realtà raccoglie quelle che vengono definite le migliori storie dell'anno appena passato (ragion per cui il titolo più esatto doveva essere the best of 2015) a eccezione di quelle che sono poi state ristampate nelle due collane topolino limited de luxe edition e disney collection, ovviamente, quindi non ci troverete pk o fantomius o pippo reporter.
scelta molto saggia per quanto facile.

ho preso questa raccolta per due ragioni: la prima è che, come si sarà intuito, ho un debole per i vattelapesca e le varie collane di ristampe delle storie di topolino, la seconda è che avendo comprato pochi numeri del settimanale durante lo scorso anno (lo compro solo quando c'è qualche storia che voglio leggere subito e non voglio aspettare i monografici o altre ristampe), avevo buone possibilità di leggere storie che mi sarei persa altrimenti.
mi è andata di straculo visto che ho beccato solo un paio di doppioni. (certo che potevo informarmi prima, ma ho una pessima memoria per i titoli delle storie)

commentino veloce veloce su tutte le storie presenti nel volume:
paperino e l’idolo acquatico, in cui il nostro eroe, incoraggiato da paperoga, si ritrova ad acquistare - senza volerlo - uno strano oggetto a un'asta, la statuetta di una balena chiusa in una gabbietta per uccelli. si tratta ovviamente dell'idolo acquatico del titolo, che porterà i due cugini fino in messico, dove si troveranno a vivere un'avventura tra oasi sperdute nel deserto e gli immancabili cattivoni di turno.
in zio paperone e il quinto gusto e mezzo la famiglia (allargata) dei paperi andrà - più o meno volentieri - alla ricerca di un'antica e perduta spezia dal sapore leggendario, tutto, ovviamente, per rimpinzare le casse dello zione. altrettanto ovviamente, le cose non andranno come erano state programmate.
agente speciale ciccio in: il peso del dovere vede l'aiutante di nonna papera alle prese con problemi... di peso e di lavoro. storia carina, ma non tra le migliori del volume...
molto più divertente invece zio paperone e la magica fuga della numero uno, disegnata dalla mia adorata silvia ziche, e piena di gag tra magie, incantesimi e gli immancabili guai causati dal duetto paperino&paperoga.
dinamite blà e i baci del cocuzzolo è stata una vera e propria sorpresa per me, che non amo particolarmente le storie del vecchio buzzurro, ma questa ha davvero sciolto il mio cuoricino di panna alla fine. dinamite blà sarà davvero un asociale vecchio burbero, ma sa quanto valgono le vere amicizie. molto carina anche
zio paperone e le frottole da un dollaro, la prima dei doppioni, che però ho riletto volentieri: è una storia che si basa sul quando esprimi un desiderio, stai davvero attento a cosa stai chiedendo.
battista mago della finanza lascia il ruolo di protagonista al mio (e non solo) maggiordomo preferito, che si ritrova involontariamente a mettere nei guai zio paperone.
zio paperone e la sfida da 50 $ è la storia che mi è piaciuta di più. divisa in quattro parti, vede zio paperone messo alla prova da rockerduck: riuscirà a cavarsela per un mese, con soli cinquanta dollari in tasca e senza poter sfruttare nessuna delle sue risorse? paperone ovviamente accetta la sfida e per un intero mese lavora come dipendente in uno squallido ristorante fast-food gestito dal giovane nipote di una vecchia e taccagna (vi ricorda qualcuno) ricca signora. un mese di lavoro non insegnerà a paperone solo quanto i tempi siano cambiati da quando faceva il cercatore d'oro nel klondike, ma sopratutto ad ascoltare e imparare a capire e apprezzare anche le idee degli altri. almeno fino alla prossima bastonata sul cranio del povero paperino!
paperino, paperina e l’escalation virtuale, ovvero l'amor papero ai tempi dei social, il megalitigio dei due eterni fidanzati a colpi di selfie e status su quackbook. la conoscevo già e non ne sentivo più di tanto il bisogno di rileggerla, l'ho trovata un po' troppo inutilmente polemica circa un problema molto molto mooolto più serio di quanto siamo abituati a pensare.
zio paperone, paperino e paperoga in: quello che conta è il finale non ho capito nemmeno che ci fa in un volume che vuole raccogliere il meglio di qualcosa, perché mi è sembrata proprio una storia bruttina. paperoga riesce a fare di meglio!
per finire in bellezza, la vignetta di silvia ziche della serie che aria tira a... paperopoli con protagonista zio paperone e la più tenace (e innamorata) delle papere.

in sintesi: volumino consigliatissimo agli amanti delle storie di topolino che... non comprano topolino ogni settimana! o a quelli con la memoria corta, o con 5,90€ di troppo in tasca.
io incrocio le dita e spero esca una raccolta simile dedicata a topolinia, e meglio ancora, che nel corso degli anni un'iniziativa del genere diventi appuntamento fisso in edicola!

giovedì 25 febbraio 2016

the gentlemen's alliance cross

ho fatto fuori un'altra serie della tanemura e l'impressione che mi ha dato è stata la stessa di full moon. all'inizio ho pensato di avere tra le mani un'immane cretinata, ero quasi tentata di abbandonare la lettura e pregare di riuscire a rivendere la serie su un mercatino dell'usato. poi pian pianino, ancora una volta, la tanemura mi ha sorpresa, e, andando molto oltre le premesse iniziali, the gentlemen's alliance cross si è rivelato essere un titoli interessante, non fondamentale, certo, ma molto carino e più adatto di full moon per quei lettori che non amano gli shoujo troppo melensi.

l'inizio è quasi imbarazzante: ci viene presentata haine, ex studentessa ribelle, con un passato torbido alle spalle, trasformata per amore in gentile fanciulla e allieva all'accademia imperiale, una roba ridicola che dovrebbe essere una scuola, ma non vedrete mai una singola scena ambientata in classe, che divide gli iscritti in tre classi - bronzo, argento e oro - sulla base del reddito della loro famiglia.
se tutto questo non fosse già abbastanza insopportabilmente implausibile, l'unico appartenente alla classe oro è anche chiamato l'imperatore, con relativo comitato studentesco che è una sorta di corte dell'imperatore stesso. questi, teoricamente funzionano come un qualsiasi comitato studentesco, in realtà stanno praticamente tutto il tempo a intessere complicate relazioni d'amicizia e d'amore tra loro. insomma, non so se ultimamente è migliorata, ma la tanemura è meglio quando si butta sul fantasy.
viste le premesse, direte voi, cosa ci hai trovato di tanto interessante? presto detto.
il passato di haine è in realtà molto più complesso di quanto si possa pensare: la famiglia con cui vive in realtà l'ha adottata alcuni anni prima, mentre il suo vero padre prova per lei un immotivato (non è vero, poi si capirà tutto, ma non ve lo dico) disprezzo, al punto tale da accettare soldi per cederla ai nuovi genitori. durante la sua vita da teppista, haine stringe amicizia con ushio, anche lei con una situazione familiare niente male alle spalle.
il ricordo più felice di haine, oltre quelli legati a sua madre, riguardano shizumasa togu, rampollo di una ricchissima famiglia, coetaneo di haine e autore, poco più che bambino, del libro di favole preferito di haine. ovviamente, lei ne è innamorata da sempre, ed è proprio per stare accanto a lui - che è ovviamente l'imperatore dell'accademia - che si iscrive in quella scuola assurda.
man mano che la storia va avanti si scoprono gli altarini degli altri personaggi e il loro passato: maguri, innamorato di shizumasa e amico d'infanzia di maora, nonostante l'aspetto da teppista - in realtà i suoi genitori sono yakuza - è in fondo un cuoricino di panna e diventerà un buon amico di haine, nonostante la loro rivalità in amore. maora, la ragazza tutto pepe, è il personaggio che riserva più sorprese (e anche qui, non faccio spoiler), mentre la candida ushio nasconde un atteggiamento autodistruttivo che non avrei mai pensato di trovare sulle pagine di un fumetto pubblicato su ribon. tra tutti i segreti dei membri del comitato, quello più incredibile è proprio legato a shizumasa e alla sua famiglia, una roba che sembra uscire da uno dei manga della takaya e che mi ha sorpresa non poco. alle vicende del presente e ai flashback dei protagonisti, si aggiungono le vicende del passato, e riguardano proprio la famiglia di haine, l'istituzione della platino - ovvero la fidanzata dell'imperatore - ruolo che ovviamente toccherà ad haine, che all'inizio entra a far parte del comitato in quanto guardia del corpo di shizumasa.

la grafica di copertina di panini è orrida, veramente brutta. le costine, tutte una accanto all'altra, sono sono io non sei tu, ma secondo me il titolo è illeggibile a meno che non sia davvero molto grande.
davvero un pessimo spettacolo, e,
il tratto della tanemura è un po' più spigoloso e meno dolce di quello di full moon, francamente la preferisco in altre opere, ma la cura per i dettagli è sempre la stessa, ed è quello che a me piace dei disegni di questa autrice. ushio è il personaggio che graficamente preferisco (per il resto mi sta davvero antipatica).

un titolo consigliatissimo a chi detesta gli shoujo scolastici - come dicevo la scuola serve giusto da sfondo per la storia - e le storie d'amore in stile arrivare a te. certo, il motore primo di tutta la vicenda sono sempre i rapporti tra i personaggi, ma la trama è molto complessa e articolata, i personaggi in ballo sono tantissimi (non li ho nemmeno nominati tutti), e fino alla fine bisognerà seguire un fitto intrico di relazioni, amori, menzogne, segreti, bugie, mezze verità e tradimenti, per avere un quadro chiaro e definitivo su tutto. unica pecca è che credo sia fuori catalogo, per cui l'unico modo per recuperarlo è cercarlo tra l'usato, cosa che vi consiglierei comunque dato che non merita comunque l'intero prezzo di copertina.

martedì 23 febbraio 2016

storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà

luis sepúlveda lo conosciamo tutti, credo. il prolificissimo - e bravissimo - autore cileno, oltre che romanzi e racconti per adulti (tra i miei preferiti diario di un killer sentimentale e il vecchio che leggeva romanzi d'amore), è da qualche anno noto al grande pubblico anche per i suoi lavori dedicati a un pubblico più giovane.
in realtà, il suo primo romanzo per bambini/ragazzi, è del 1996, ed è l'ultramegacicciofamosissimo storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, che io lessi più o meno in quegli anni e che è stato, insieme a il piccolo principe e quando hitler rubò il coniglio rosa, uno dei miei "romanzi per bambini" preferiti.
la storia del gatto zorba e della gabbianella fortunata è stata - ed è - un successone mondiale, come si è detto, e la cosa è stata - ed è - ampiamente meritata: zorba sopratutto, è uno di quei personaggi che ti rimangono dentro anche dopo anni e anni. è un tranquillo micione di casa che improvvisamente si trova a dover promettere a una povera gabbiana morente (per via del petrolio che l'ha completamente ricoperta), di prendersi cura del suo uovo e di insegnare al suo piccolo a volare, quando sarà tempo.
nonostante le oggettive difficoltà - come farebbe mai un gatto a insegnare a un pulcino di gabbiano a volare? - zorba mantiene le promesse, e tra lui e la gabbianella, nasce un'amicizia vera, profonda, che supera le differenze tra i due animali, va oltre gli istinti - un gatto è un predatore e un pulcino è la sua preda perfetta - e, da lealtà e rispetto della parola data, si trasforma in affetto sincero.
sedici anni e quattordici pubblicazioni dopo, nel 2012 arriva in italia storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, di cui taaanto tempo fa avevo parlato qui. altro successone e questa volta dopo solo un anno arriva storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza, forse quello che ho apprezzato meno tra tutti i libri della serie storia di qualcuno che fa qualcosa. protagonista della storia è una lumachina che cerca risposte ad alcune domande che nessun altra lumaca si è mai neanche posta: perché le lumache non hanno ciascuna il proprio nome? perché vivono tutte nello stesso posto? perché non provano a esplorare il resto del mondo? la lumachina ribelle decide così di partire da sola per trovare tutte le verità di cui ha bisogno, ma durante il suo viaggio non troverà solo le risposte che cercava, ma scoprirà anche una tremenda minaccia che grava su tutte le sue compagne.
solo chi, accanto a lei, accetta di allontanarsi per una volta dal comodo e sicuro "si è sempre fatto così", riesce a salvarsi.
se gli altri due titoli erano stati entrambi (e sarà la stessa cosa per quello successivo, che è quello che di cui in origine volevo parlare, ma mi sono dilungata tanto, scusate) sull'amicizia tra razze diverse, sull'affetto che supera ogni difficoltà e se ne frega dei luoghi comuni e degli stupidi commentuncoli degli altri (cose che dovrebbero essere insegnate e spiegate per bene nelle scuole, anche in modo più esplicito se così le nostre piccole promesse del futuro non riescono a capirlo e ci riempiono i giornali di ragazzini suicidi stanchi di farsi bullare), questo invece invita a riflettere principalmente su sé stessi, sulla propria storia, sulle proprie abilità, caratteristiche, capacità; insegna a capire la propria unicità e a saper contare sulle proprie qualità. una versione un po' più romanzata del più spiccio un pesce si sentirà sempre un idiota se lo valutiamo in base alla sua capacità di andare in bicicletta.

di tutti i libri che avevo ricevuto per il claccaday, l'ultimo che mi mancava da leggere era proprio storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà. ho avuto seriamente paura ad affrontare questo romanzo perché ero certa che mi avrebbe commossa oltre ogni limite imposto dalla decenza (parrebbe che se alla soglia dei trenta ti metti a piangere per qualche film con hugh grant, la società ti comprenderà, perdonerà la tua debolezza e ti confiderà peraltro che no, non sei sola. se ti commuovi per un libro per bambini *leggere le ultime tre parole con aria di disprezzo e poi tornare a sfogliare eva tremila* che parla di un cagnetto e di un ragazzino, beh, sei davvero inqualificabile).


ammetto una cosa prima di cominciare: le tanto temute lacrime non sono giunte e per un motivo ben preciso, e cioè che qui non si gioca sul sentimentalismo spiccio. non avrei potuto essere più grata a nessuno se non a sepúlveda per aver descritto in modo tanto bello e reale la bellezza del legame tra un cane e un ragazzo, senza scadere in melensaggini.

la storia del cucciolo inizia sulla neve, quando cade dalla borsa dell'uomo che lo sta portando chissà dove e rischia di morire congelato. era un cucciolo amato dagli uomini, che dicevano sarebbe diventato un bel cane, ma sulla neve, un cucciolo senza mamma non ha possibilità di sopravvivere.
viene salvato dal giaguaro e cresciuto fino al momento in cui la sua mamma adottiva non lo riporta tra i mapuche, tra la gente della terra. qui, il cucciolo salvato dal giaguaro, viene accolto come un dono tra i tanti doni della terra, e cresce accanto al suo fratellino umano, un cucciolo anche lui, di nome aukamañ - condor libero. al cucciolo che ha dimostrato lealtà a monwen, la vita, non ha ceduto al comodo invito di lakonn, la morte, [...] si chiamerà aufman, che [...] significa leale e fedele.
la vita con i mapuche e con aukamañ è quanto di meglio potesse sperare un cucciolo sperduto sulla neve: aufman vive proprio come se fosse il fratello di aukamañ, è amato e coccolato dai mapuche, un popolo gentile che sa che la natura si rallegra per la loro presenza, e l'unica cosa che chiede è che i suoi portenti vengano nominati con belle parole, con amore.
purtroppo, si sa come vanno le cose. si sa chi è più forte tra gli uomini che vivono in armonia con la natura e quelli che sanno solo contare i soldi nelle loro tasche, e per i mapuche, come per aufman, le cose non saranno per nulla facili...

illustrazioni di simona mulazzani

non voglio spoilerare il resto della storia, perché merita davvero una lettura. è un libro che consiglierei a tutti, ma proprio tutti, senza prestare troppa attenzione alla dicitura età consigliata.
dicevo, mancano le melensaggini, ma tutta la vicenda ha il tono delle antiche leggende, delle storie che i vecchi anziani raccontano ai bambini che sanno ancora emozionarsi per le parole. ha l'aria del racconto attorno al fuoco, la poesia della favola della buonanotte, la forza degli insegnamenti che sanno dare solo gli eroi con le loro gesta, il loro coraggio e il loro immenso amore.
per me è diventato subito un librettino prezioso, uno di quelli che va dritto dritto tra i miei tesori, quelle cose da cui non potrei più separarmi.