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mercoledì 31 maggio 2023

serial

"a un certo punto hai commesso un errore e io lo troverò.
e te lo conficcherò nel cuore"

torna il mio amatissimo terry moore - autore del mai abbastanza consigliato strangers in paradise e altre cose belle come motor girl, rachel rising, s.i.p. 25 anni dopo, eccetera - con serial, una storia interamente dedicata a zoe, la bambina immortale di undici anni tanto carina quanto letale che abbiamo già incontrato proprio in rachel rising e poi in s.i.p. 25 anni dopo e in five years.
ritrovare lə stessə personaggə in storie diverse, vederlə interagire insieme, vivere nuove avventure e affrontare nuove sfide è una delle cose che mi piacciono di più delle opere di moore, è un modo per non salutare troppo presto quellə che, a dirla tutta, sono anche più che semplici personaggə di fumetti: sono persone vere e proprie a cui ci si affeziona e non si vorrebbe lasciarlə mai. non so se succede anche all'autore ma, di sicuro, per me è una gioia ogni volta.

la trama è semplice ed è letteralmente cucita addosso alla personaggia di zoe (è vero che ogni storia è perfettamente leggibile a sé, ma più approfondite la conoscenza del terryverso e più entrerete nelle storie) quando una serial killer uccide la sua amica jill, zoe non ha nemmeno un attimo di esitazione. la troverà e la ucciderà.
serial è una storia dove lə buonə lasciano tutta la scena allə cattivə e dove il limite tra vittima e carnefice si fa sottile, confuso e inafferrabile. perché le cose non sono mai tutte bianche o tutte nere, perché il male non ha soltanto un volto, perché il dolore sa condurre tanto all'annichilimento quanto alla ferocia e alla vendetta.
ancora una volta, moore ci regala una storia straordinaria e continua a espandere il terryverse lasciando aperta la possibilità che la storia vada avanti e si intrecci (o almeno, io spero tanto che succeda!) a quelle dellə altrə personaggə delle sue opere.

post pubblicato in origine su instagram.

lunedì 28 settembre 2020

cinque anni

abbiamo cinque anni.
cinque anni prima che quella dannata bomba venga completata. cinque anni prima che la testino. cinque anni prima che lilith veda finalmente esaudito il suo desiderio... fermare il tapis roulant dell'umanità e scendere.
[...]
non è giusto.
ma la vita non promette giustizia.
e nemmeno un domani.


in echo annie trotter aveva inconsapevolmente trovato il modo di costruire una bomba così potente da distruggere l'intero universo e julie martin, con l'aiuto della detective ivy raven, era riuscita a renderla inoffensiva.
in strangers in paradise XXV lilith - uno dei personaggi di rachel rising - aveva trovato il modo di riportare il progetto alla luce per riuscire a fare l'unica cosa che le è sempre stato impossibile: morire.
e portare con lei tutta l'odiatissima stirpe di eva.
katchoo, forse la più amata delle protagoniste di strangers in paradise, aveva cercato - coinvolta da tambi baker - di sventare la minaccia ma alla fine l'unico risultato ottenuto era stato quello di riuscire a ritagliarsi un angolo sicuro per lei, francine e le loro figlie per evitare il momento peggiore, non quello dell'esplosione - quello non sarebbe stato evitabile - ma quello in cui la notizia si sarebbe diffusa scatenando il panico in tutto il pianeta.
e con il panico, tutta l'imprevedibile e rabbiosa follia di chi sa di non avere più tempo.

cinque anni riunisce tutte le ragazze delle opere di moore, katchoo, francine, tambi e casey (strangers in paradise), rachel, zoe e lilith (rachel rising), julie e ivy (echo), sam (motor girl) per cercare di fermare l'apocalisse, continuando il racconto là dove si era fermato in strangers in paradise XXV, che era stato, più che un semplice sequel, lo snodo fondamentale in cui tutte le storie scritte da moore fino a ora si incontravano e si connettevano tra loro e una sorta di preludio alla conclusione di tutto.


in cinque anni la bomba phi verrà costruita e testata. nonostante alcuni scienziati e l'esercito pensino di poterla controllare, non c'è alcun modo di farlo: non serve lanciare la bomba contro qualcuno, basta provare a capire come funziona per distruggere tutto. ma proprio tutto.
va sempre allo stesso modo: dai all'umanità una scoperta straordinaria e la userà nel modo più stupido e dannoso possibile, è questo il principio base che rende cinque anni - nonostante i suoi toni fantascientifici e a tratti sovrannaturali - tremendamente plausibile e realistico.
questo e i personaggi di moore: che si tratti di ragazzine assassine immortali, macchine da guerra o mamme goffe e affettuose, le ragazze delle sue opere sembrano sempre qualcosa di più che personaggi creati dal nulla, sembrano persone reali che hanno vissuto storie reali e che abbiano affidato a moore il compito di raccontarle a tutti gli altri.

dalla russia all'america le ragazze di moore saranno impegnate in un unico obiettivo: convincere gli scienziati (con eserciti e governi lo sa anche un pollo che è solo fiato sprecato) a non produrre e non testare la bomba.


come ci ha già abituati in tutte le sue opere precedenti, moore condisce quello che può definirsi un thriller a tutti gli effetti di elementi sovrannaturali, romantici, comici, tragici e malinconici, cosa naturale visti i personaggi: nessuno è una macchietta unidimensionale, nemmeno quella statua di marmo e acciaio di tambi baker o quella pazza sfrenata di zoe ed è qui che sta la forza maggiore di cinque anni e di tutte le altre storie, non tanto nella trama, intesa come mera successione degli eventi, che in fondo può riassumersi in poche righe, ma nel modo in cui i personaggi si muovono, pensano, reagiscono ai vari contesti, si relazionano tra loro, ognuno in modo coerente col proprio carattere, ognuno capace di essere molto più che qualcosa di inventato.
continuo a ripetere la stessa cosa da sempre ma ne sono sempre più convinta: non è tanto quello che racconti ma come lo racconti a fare di un libro un buon libro.

non so se cinque anni metterà definitivamente fine (no, non è un finale aperto, tranquilli) alla storia di katchoo, francine e tutte le altre, se moore creerà dei personaggi nuovi, se dopo riproporrà altri crossover o chissà cosa, ma so che potrebbero continuare a raccontarci le loro storie all'infinito e che non saranno mai noiose o "inutili". il mondo che moore ha creato può ancora essere esplorato in tantissime direzioni e io non vedo l'ora di leggere la prossima storia.

(se non avete ancora letto nulla di moore penitenziagite e cominciate a recuperare tutto, se volete informazioni in più su claccalegge ho scritto due robe su strangers in paradise, sip kids, rachel rising, motor girl e strangers in paradise - 25 anni dopo)

venerdì 12 aprile 2019

commenti randomici a letture randomiche (65)


ero convinta che dio li avrebbe puniti con la morte. ma venne il giorno, il sole sorse, e manson era ancora lì... coperto dalle ceneri bianche delle forche incendiate.

come ho potuto aspettare così tanto tempo prima di recuperare rachel rising? come???
con il secondo volume si entra ancora di più nel vivo della storia, si scopre finalmente il segreto dietro la non-morte di rachel, il perché del bisogno di uccidere di zoe, il passato di manson.
un passato terribile di cui nessuno ormai ha memoria.
nessuno tranne lilith. lei era lì, lei ricorda ogni cosa.
sa cosa è stato fatto in quel paese trecento anni fa e per trecento anni ha aspettato di potersi vendicare e adesso è decisa a farlo, facendo risorgere le tre streghe che, insieme a tutte le altre donne del paese, innocenti, furono uccise.
o almeno provarono a ucciderle tutte ma non ci riuscirono, perché a lilith non è concesso di poter morire.
per potersi vendicare di manson, lilith ha fatto un patto con un demone, malus, ma le cose non stanno andando esattamente come aveva immaginato...
e niente, so che è una serie vecchia e che quindi teoricamente non sarebbe spoiler dire più di così, ma non voglio rovinare la sorpresa a chi, come me, la sta recuperando adesso o magari conta di farlo. posso dire solamente che questa roba è assolutamente pazzesca!
ah, se ve lo siete persi, qui parlavo del primo volume.

la verità sugli assidi prima di al-hillah deve essere dimenticata.

sono riuscita anche a leggere ombre d'acqua, il secondo capitolo di haxa, saga fantasy scritta e disegnata da nicolò pellizzon.
la storia ricomincia dopo due anni dal finale del primo volume, dopo il disastro di jelgava: sophie, claire, aiko e le altre sono ora ufficialmente un gruppo di ricercate e la necessità di mettere in salvo la pelle è ancora più pressante di prima, ma non è il loro solo obiettivo.
il mondo sembra essere molto più complesso di come è stato raccontato, sembra esserci molto di più delle due vie - elementalisti e goetiani - proprio come hanno dimostrato aiko e le altre, capaci di controllare entrambi i tipi di magia.
ma tutto questo deve rimanere segreto, la guerra ai goetiani è sempre più feroce e aiko, più che tutte le altre, è determinata a portare alla luce la verità.

più va avanti il racconto, più i rapporti tra i personaggi si fanno importanti e difficili da gestire: amore, amicizia, fiducia, tradimenti, pellizzon mette in scena tutto il repertorio emotivo legando sempre di più le ragazze della gyangu, sopratutto da quando entra nella loro vita tsisia, ambasciatrice del consorzio dei goetiani, interessati ad avere il gruppo di aiko dalla loro parte in cambio di protezione.

il ritmo narrativo è ancora più frenetico che nel primo volume, pieno di avvenimenti di ogni tipo (alcuni anche abbastanza shockanti di cui non dirò nulla!) e i disegni e i colori di pellizzon sono in grado di farvi colare il cervello fuori dalle orecchie tra creature, architetture, macchinari e vestiti tutti stramegacuratissimi in ogni dettaglio.

ammetto che non è sempre facilissimo seguire il corso degli eventi e spesso sono dovuta tornare indietro di qualche pagina per cercare di capire cosa stava succedendo, ma haxa è così bello dal punto di vista grafico che soltanto a sfogliarne le pagine si viene ripagati dalla frustrazione di una narrazione non troppo lineare.
spero che con i prossimi due numeri si possa avere risposta a tutte le domande su questa terra futura dominata dalla magia, intanto cerco di resistere alla tentazione di strappare le pagine, incorniciarle e appendere in giro per casa.

le ragazze sono forti. ma hanno bisogno di supporto. e per tutte quelle che non hanno nessuno... bé, per loro ci sarò io.
il secondo volume di indomite, di pénélope bagieu è uscito già da un po' più di un mese, ma anche per questo ho dovuto pazientare un po' prima di riuscire a leggerlo tutto (ormai con questa storia degli esami vi sto ammorbando da tanto, lo so...), ma la struttura antologica di questo libro è perfetta per una lettura centellinata.
anche questa volta la bagieu racconta con ironia ma senza indorare nessuna pillola, le vite di donne straordinarie che hanno cambiato la storia, che si sono ribellate e sono uscite dallo spazietto che la società aveva ritagliato per loro.

ogni rivoluzione, così come ogni vita, è diversa dall'altra: c'è chi ha dovuto conquistarsi la fiducia degli altri per veder riconosciuto il proprio lavoro di studiosa o di artista ad esempio, e chi ha dovuto letteralmente combattere con le armi in mano contro la mostruosità di chi vede le donne come oggetti e basta. certo, non è facile mettere sullo stesso piano la violenza fisica o le battute sarcastiche sull'essere nata femmina, eppure tutto è riconducibile alla stessa cultura maschilista e patriarcale dalla quale tutte - ognuna a suo modo, nel suo paese, nel suo tempo e contro le leggi con le quali ha dovuto scendere a patti - sono riuscite a liberarsi per portare avanti i propri sogni e le proprie battaglie, quei sogni e quelle battaglie che sembrava dovessero rimanere progetti irrealizzabili solo perché sognati e combattuti da donne.

tutte hanno dimostrato che il pregiudizio questa non è roma da femmine è sempre e comunque una delle più grandi cazzate della storia, che privare una donna delle possibilità che ha qualsiasi uomo non fa che negare all'umanità la possibilità di crescere attraverso le esperienze e le idee di menti grandiose e volontà indomabili.
tutte hanno dimostrato che nessuna regola, nessuna legge, nessun pregiudizio possono fermare l'unica verità che conta, quella che nessuna donna al mondo, in quanto donna, vale meno di un uomo e che spesso è nel sesso debole che si nasconde forza, determinazione, coraggio e fierezza.

spero tantissimo che pénélope bagieu continui a raccontare la storia di queste donne spesso dimenticate dai libri di storia, quella con la s maiuscola, quella che si racconta nelle scuole, quella dei film, quella dell'immaginario comune, e che non sia la sola a farlo: abbiamo sempre più bisogno di conoscere il nostro passato per poter costruire un futuro libero dalla discriminazione, dalla violenza e dai pregiudizi.
(se ve l'eravate perso, qui trovate due parole sul primo volume)

lunedì 8 aprile 2019

strangers in paradise ~ 25 anni dopo

io e francine abbiamo affrontato l'inferno per stare insieme.
ci sono state volte in cui sembrava che non ce l'avremmo fatta e in cui nessuno credeva in noi. ma  io sapevo che eravamo destinate a stare insieme.
mi innamorai di francine nel momento in cui la vidi nel corridoio di scuola. mi amava anche lei, ma non riusciva ad accettare che l'amore della sua vita non fosse del sesso da lei previsto.
quindi francine ha sprecato anni inseguendo una favola che le ha spezzato il cuore più e più volte, fino a capire che il sogno non era il suo.
molte persone lo scoprono nella propria vita. il fatto è che francine non si è arresa. non si è accontentata e non è scesa a patti. voleva la verità, su se stessa e sulla propria vita. quando finalmente ha capito,  venuta da me come una forza della natura e non mi ha abbandonata. questa è la donna che amo. la donna che ha dedicato la propria vita a me.
quindi credetemi quando dico... che se qualcuno minaccia francine o le bambine... non c'è posto sulla terra dove potrà nascondersi.
ti troverò... e ti distruggerò...

avete presente quei libri i cui personaggi, man mano che leggi, diventano qualcosa di più che personaggi di una storia?
quelli che non ci fanno solo emozionare, che non si limitano al coinvolgimento, quelli che piano piano - oppure all'improvviso, ogni amore nasce a modo suo - diventano importanti come se fossero più di creature di carta, inchiostro e immaginazione, quelli per cui ci struggiamo, piangiamo, esultiamo, che fanno ormai parte della nostra vita?
ce li avete presente? se la risposta è no, allora molto probabilmente non avete mai letto un libro di terry moore (o eravate molto distratti. o avete una pastiglia di anticalcare da lavastoviglie a posto del cuore), altrimenti non solo avete perfettamente chiaro in mente di cosa parlo, ma probabilmente avete già letto questo libro o non vedete l'ora di farlo.

insomma, sono tornate katchoo e francine.
dopo 25 anni dal punto di vista di terry moore, dopo 9 dal loro, ma poco importa: ci sono di nuovo, sono felici, innamorate, sposate, hanno due bambine, una bella casa e una vita tranquilla, lontana dal passato, fino a che il passato non torna a bussare alla porta, trascinando con sé pessime prospettive per il futuro.
sono tornate e non sono sole: c'è tambi baker, ovviamente, ma ci sono anche rachel, jet, earl, la zia johnny, zoe, lilith, samantha, mikey e tutti gli altri.

sappiamo già da un po' di tempo del prossimo titolo di terry moore: five years, una storia che vedrà tornare in scena tutti i personaggi delle sue storie: strangers in paradise, echo, rachel rising, e motor girl.
ecco, strangers in paradise ~ 25 anni dopo non è solo la storia di francine e katchoo nove anni dopo la fine di strangers in paradise.
è il passaggio fondamentale tra tutto quello che è stato fino ad adesso e questa prossima opera, più che un sequel e/o prequel è un vero e proprio punto di snodo in cui il moore universe (suona un po' come una cazzata, passatemela lo stesso) si incontra e precisa i punti di collegamento tra storie e personaggi.
e da fan delle storie di moore non sarei riuscita a chiedere di meglio.

nove anni di pace e tranquillità interrotti bruscamente dai fantasmi del passato.
o meglio, dalle ragazze di parker. perché se anche darcy ormai non c'è più, se l'organizzazione è sciolta, i governi non sono per nulla convinti di poter lasciar perdere tutto, vogliono sapere fino a dove darcy era riuscita ad allungare i suoi tentacoli, principalmente per una ragione: proteggersi, evitare che i segreti dei più importanti uomini di potere carpiti a suo tempo dalle spie di parker, possano finire per ritorcersi contro di loro.
ma adesso le cose si sono fatte molto più complicate e nelle mani delle ragazze di parker ci sono segreti ben più gravi di quelli che possono fare cadere qualche politico invischiato in qualche squallido scandalo. segreti che riguardano il mondo intero, che potrebbero portare alla sua fine se finissero nelle mani sbagliate, segreti che si trascinano in silenzio da più di duemila anni e che rischiano di venire allo scoperto nel momento e nel modo meno opportuno possibile.
e se in questi segreti sono invischiate le ragazze di parker, tocca alle ragazze di parker risolvere il problema.

katchoo non è un'eroina che lotta per salvare il mondo, non è per questo che le viene affidato questo compito, katchoo è una donna innamorata che ha qualcosa di fondamentale da proteggere e che è disposta a tutto per farlo: il suo futuro, quello della donna che ama, quello delle sue figlie.
voglio mostrare alle mie figlie tutti i bei posti di questo pianeta e voglio che si innamorino di altre culture. voglio che vivano le diversità della vita.
voglio che siano felici e in salute.
voglio che viviamo.
terry moore mette il passato, la storia della nostra civiltà, il presente, gli sbagli e le speranze per il futuro nelle mani delle donne: quelle della prima donna, furiosa con dio e con i figli di eva, quelle della più famosa regina del passato, quelle di ex criminali sfruttate da una sadica con manie di grandezza,  quelle di chi ha visto l'inferno con i suoi occhi ed è riuscita a uscirne, quelle di chi vuole solo vivere il suo presente e poter donare il futuro alle donne, alle sue donne, che saranno.
sono meravigliose, forti e determinate le donne di moore, tanto più sono fragili e con i loro punti deboli bene esposti e segnati da un bersaglio contapunti.
e non si può fare a meno che amarle follemente, tutte, non si può fare a meno di emozionarsi, lottare con loro, sperare e aspettare.

katchoo e francine hanno cinque anni davanti a loro per concludere al meglio la loro storia, a noi, grazie al cielo, basterà aspettare un po' meno perché finalmente il prossimo anno sapremo tutto.

intanto, e non mi stancherò mai di ripeterlo, recuperate strangers in paradise perché è una delle storie più belle che vi potrà capitare di leggere. e questo nuovo episodio. e tutto quello che ha scritto moore (a proposito, io conto di superare la mia avversione per i tomi grossi come elenchi telefonici e riuscire finalmente a leggere echo, in cui sicuramente ci sono dei punti di collegamento con la storia di s.i.p. XXV che mi sfuggono).
poi apriamo un bel gruppo di supporto.
e aspettiamo il prossimo capitolo.

lunedì 4 marzo 2019

commenti randomici a letture randomiche (63)

da lettrice, divido le gioie legate allo shopping libresco in due grandi categorie: la gioia dell'acquistare un titolo il giorno stesso della sua uscita (o di riceverlo a casa se l'ho preordinato online), e quella di recuperare finalmente qualcosa che desideravo da anni e che ancora non mi ero decisa a comprare, sopratutto se poi scopro che il libro (o fumetto, ovvio) che ho preso è una vera figata.

ad esempio, ultimamente - con la scusa delle spillette per i 10 anni di attività di bao publishing - ho iniziato a recuperare rachel rising. ho letto solo il primo numero (il secondo l'ho appena ordinato e inizierò presto le macumbe perché il postino non mi faccia di nuovo aspettare un mese prima di consegnarmelo) e sto già urlando da un paio di giorni che è davvero una figata.
ora, l'idea sarebbe quella di recuperare un volume al mese e continuare la collezione delle spillette, ma la voglia di fare binge reading (oh, come sono giovane e alla moda, uso termini come binge reading...) è veramente tanta che solo la mia perenne mancanza di pecunia potrà fermarmi dalla voglia di prendere tutto il resto della serie insieme.

dunque, terry moore è terry moore, il tizio che ha scritto quella roba meravigliosa che è strangers in paradise e tanto basta a presentarlo.
rachel rising è una serie horror con tutti i crismi: omicidi brutali, apparizioni misteriose, scene ambientate dentro un obitorio, riferimenti a un passato cupo e violento di caccia alle streghe, leggende metropolitane e morti che risorgono. come rachel, che ci regala uno dei migliori incipit di sempre: una agghiacciante - e fenomenale - scena iniziale in cui la vediamo uscire da sotto terra, sporca di fango, confusa e senza alcun ricordo di cosa le sia successo.
ed è proprio su questo che comincia a indagare con l'aiuto della zia johnny e della sua amica jet: chi l'ha uccisa? e per quale motivo? e come diamine fa a essere morta e allo stesso tempo ad andarsene in giro come se niente fosse? e come si collega a questa strana vicenda la storia di zoe, questa piccola, dolce, adorabile bambina con le trecce che nel giro di poche pagine fa fuori tre persone come se niente fosse? e chi è la donna misteriosa che solo rachel e zoe riescono a vedere?
insomma un sacco di domande e il bisogno folle che arrivi presto il prossimo volume.
però rachel rising non è solo un thriller appassionante, la mano di terry moore si sente non solo nel character design (le sue protagoniste si somigliano tantissimo, al punto che è più facile pensare che siano più che altro delle attrici che recitano ogni volta un ruolo diverso nelle varie storie), ma anche nel saper mescolare, come già in strangers in paradise, i momenti più cupi e drammatici con quelli più puramente ironici e con quelle scene in cui i sentimenti dei personaggi, i loro legami, la loro dolcezza vengono fuori con potenza e semplicità.
oltretutto adesso era diventato essenziale recuperare tutto il possibile di questo autore che ha da poco annunciato - oltre a strangers in paradise XXV che arriverà tra pochi mesi in italia - una nuova serie, five years, in cui saranno presenti i personaggi di s.i.p., rachel rising, echo e motor girl. dobbiamo assolutamente essere preparati!

altra nuova serie che ho iniziato qualche tempo fa - e per la quale stavo in attesa da anni - è girl from the other side, un manga che mi aveva fatto perdere la testa già soltanto per i disegni: elegantissimi, delicati, lontani dallo stile ipercartoonoso e più commerciale che ci è più noto quando parliamo di fumetto giapponese.
a metà tra favola gotica e slice of live, girl from the other side racconta della strana e improbabile amicizia tra una bambina di nome shiva e del suo maestro.
i due appartengono a mondi diametralmente opposti e in lotta: l'esterno, abitato da mostri spaventosi, forieri di una misteriosa maledizione che trasforma chiunque tocchino in esseri uguali a loro, e l'interno, il posto dove gli esseri umani si sono rinchiusi, protetti e armati, per sfuggire alla maledizione.
terrorizzati dalle creature oscure che si aggirano per i boschi e dal destino insondabile che attende chiunque venga colpito dal miasma, gli uomini sono diventati spietati e crudeli con chiunque possa rappresentare una minaccia. e shiva, che vive con una di queste creature, è esattamente questo: una minaccia da eliminare prima possibile.
il maestro, preoccupato per la sorte della bambina, si ritrova così a proteggerla dagli esseri umani per i quali lei è diventata un nemico, e da se stesso, per evitare che possa essere contagiata dal suo stesso male e possa trasformarsi senza rimedio.

oltre all'alone di mistero che avvolge tutta la vicenda - cos'è davvero questa maledizione? come è iniziata a propagarsi tra gli uomini? che fine hanno fatto i genitori di shiva? e perché il maestro è l'unica tra queste strane creature che ha così tanto a cuore la bambina? - e che speriamo si possa svelare non troppo velocemente nei prossimi volumi, rimane un sottofondo malinconico e dolceamaro, sopratutto grazie all'atteggiamento protettivo e a volte un po' goffo del maestro nei confronti di shiva.

una serie che parte molto bene (il primo volume ha una conclusione cattivissima, ho una voglia di continuare a leggerlo per scoprire cosa è successo che non so dirlo!) e che si discosta, sopratutto nello stile grafico, dalle solite serie manga trite e ritrite di cui abbiamo letto ogni possibile variante (a dire il vero negli ultimi tempi in ambito nipponico la scelta si sta ampliando tantissimo, però almeno questa serie la si può seguire senza svenarsi spendendo ventordici euro a volume).

quanto alla serie de le avventure rocambolesche di manu larcenet, continuerò a consigliarvela fino allo sfinimento perché sì, questa roba è assolutamente geniale, amo larcenet, voglio qualsiasi cosa abbia mai scritto, pure la lista della spesa (a proposito, se vi va di regalarmi l'integrale di blast basta mandarmi una mail e vi do l'indirizzo eh, oltre alla mia infinita riconoscenza, naturalmente).

questa volta il protagonista è robin hood.
essì, proprio lui, quel gran figo della foresta di sherwood, il ladro che ruba ai più ricchi per dare ai poveri, acerrimo nemico dello sceriffo di nottingham, accompagnato dal fedele amico little john e innamorato della bellissima lady marian.
solo che, fa male dirlo però è così e bisogna prenderne atto, il tempo passa per tutti.
anche per gli eroi.
e molto spesso il tempo che passa è impietoso. a volte è proprio un gran figlio di puttana.

insomma, il nostro ormai è un penoso vecchietto colpito dall'alzheimer e con una fastidiosa propensione a cantare a squarciagola canzoni tremende (non so cosa poteva essere in originale, ma qui è stato reso benissimo, ad esempio, con la notte vola) e a tirare frecce ai turisti.
certo, i turisti non sono proprio dei morti di fame ed è dunque lecito derubarli, ma - si diceva - i tempi cambiano, e quello che un tempo poteva essere un impavido eroe ora è considerato un pericoloso serial killer a cui dare la caccia.
così, mentre la polizia brancola nel buio, lo sceriffo di nottingham - anche lui imbruttito più di prima e incartapecorito - affiancato da un altrettanto rugoso tarzan (scordatevi il bel fustacchione romantico, jane se l'è abbondantemente scordata e preferisce amanti a quattro zampe), danno la caccia furiosamente a quel povero vecchio che per rimettere ordine tra i pensieri è costretto a farsi randellare la testa da little john e a parlare con gli  spiriti della foresta (anche loro piuttosto incattiviti e senza troppi peli sulla lingua).
se tutto questo non bastasse, robin si è messo in testa che prima di morire deve espiare le sue colpe: ma quali saranno mai i peccati del principe dei ladri oltre, ma questo è chiaro, i furti?

con la leggenda di robin hood, larcenet firma la quarta folle, divertentissima, cattivissima biografia immaginata di personaggi famosi, storie che, per quanto inventate di sana pianta, sanno parlare della realtà più di quanto non ci piaccia ammettere.

martedì 20 febbraio 2018

motor girl

non ero sola. 
non lo sono mai stata.

torna finalmente terry moore con una nuova opera, un romanzo (originariamente pubblicato in 10 uscite, raccolte poi in volume) di quelli che solo dopo stranger in paradise puoi aspettarti di leggere.

sam è la protagonista della storia, una ragazza apparentemente come tante se non fosse che ha un enorme gorilla parlante - decisamente burbero e poco socievole - come amico, un talento spaventoso con macchine e motori - motor girl per l'appunto - e un passato piuttosto fuori dal comune alle spalle.
se non fosse già abbastanza complicato così, una notte le capita di incontrare niente poco di meno che degli alieni. non robe spaventose che ti infilano uova in bocca e ti usano come incubatrice per dei piccoli teneri orrori sbavanti, ma dolci creaturine verdi simili a bambini con il naso grosso e la testa tonda (sì, sto pensando proprio a charlie brown), rimasti in panne con la loro astronave e finiti proprio lì dove c'è l'unica - forse - che invece di farsi prendere da un attacco isterico, riesce a riparare il guasto e permettere loro di tornare indietro. alieni fortunati, vero?

e invece non troppo, perché per una sam che ti aiuta senza chiedere niente in cambio c'è ovviamente il cattivo senza scrupoli di turno che non vede l'ora di metterti le mani addosso, caro omino verde, sezionarti, studiarti e cercare di capire come sei fatto, proprio come un bambino che rompe un giocattolo per vedere come funziona il meccanismo al suo interno.

e per ogni cattivone senza scrupoli deve esserci almeno una vecchietta buffa e determinata a non cedere la sua proprietà nelle sue mani, anche in cambio di un mucchio di soldi. e quella vecchietta è la buona, piccola, scorbutica libby, proprietaria del terreno dove sorge lo sfascio in cui lavora sam e che a questa strana ragazza che a volte parla sola e nasconde un passato tremendo fa un po' da nonna un po' da amica, che insomma le vuole bene e cerca di darle una vita il più possibile normale.

normalità minata non soltanto dall'arrivo di astronavi, omini verdi e squartaominiverdi senza scrupoli, ma anche dal passato di sam che torna tra le sue cicatrici e i suoi ricordi di una guerra lontana solo nel tempo, mai nei ricordi: veterana della guerra del golfo, alle atrocità dei combattimenti sam ha dovuto aggiungere il dolore della prigionia e della tortura, sopravvivendo a mesi di isolamento e ai sensi di colpa.


terry moore è terry moore, ovvero uno di quei geni che ti fanno divertire, che ti fanno anche sbellicare dalle risate e che poi all'improvviso ti trascinano dentro a storie così dolorose e toccanti da mandarti il cuore in pezzi, sopratutto se pensi alle risate di pochi minuti prima e ti dici ma come ho fatto a non capire? e subito dopo lo ringrazi perché in fondo quello che fa è una cosa che, a dirsi, è facilissima: crea persone, non personaggi, creature a tutto tondo, con la loro profondità, la loro storia, le loro contraddizioni, i loro demoni e le loro paure, e sa fargli tenere tutto dentro fino alla fine, fino a quando è impossibile continuare a farlo.
e la storia che doveva essere quella di una ragazza straordinariamente forzuta e di una vecchietta risoluta contro un idiota pieno di soldi e dei loro comici battibecchi, diventa un dramma profondo che scava in un passato terribile e che in un lampo racconta l'orrore della guerra e il trauma di una ragazza che per quanto forte e coraggiosa non può non rimanere ferita dalle esperienze che ha fatto.

sappiamo tutti che motor girl non poteva che essere un capolavoro, ma fidatevi, saprà stupirvi ed emozionarvi per quanto alte siano le vostre aspettative!

mercoledì 20 aprile 2016

sip kids

uscirà in libreria tra qualche giorno (il 28 aprile), ma bao mi ha dato l'opportunità di leggerlo in anteprima e ne sono davvero felicissima: sip kids è un fumetto imperdibile per i fan di strangers in paradise - ovviamente - ma anche per chi ha amato e continua ad amare le strisce dei peanuts.
perché sip kids rende omaggio - e che omaggio! - proprio alle famigerate noccioline, permettendo a moore di realizzare il suo progetto di disegnare un fumetto che si rifacesse all'opera di schulz, idea originariamente accantonata per via dell'enorme successo che gli diede un'opera completamente diversa per forma e contenuti, ovvero strangers in paradise.


la cosa più paradossale è che se moore non ha disegnato prima qualcosa in stile sip kids perché era riconosciuto come un autore di fumetti completamente diversi, c'è anche da ammettere che sip kids non esisterebbe senza l'enorme pubblico di fan di sip pronti a sostenere un progetto simile. il cane che si morde la coda, insomma.
in ogni caso, io sono felice come una scimmia davanti a questo gioiellino che si può a tutti gli effetti definire come un bellissimo regalo ai lettori di strangers in paradise.


moore sembra giocare con i suoi stessi personaggi e con i lettori, come se fossero vecchi amici affezionati a cui fare uno scherzo divertente e innocuo: cosa sarebbe successo se katchoo, francine, david, tambi, darcy, bambi, freddie e casey si fossero conosciuti da bambini? e se avessero vissuto tutti in un quartiere che ricorda quello di charlie brown, se avessero frequentato la stessa scuola?
nonostante le fondamentali differenze di trama rispetto alla serie originale, dovute all'età dei protagonisti, sip kids mantiene quasi del tutto inalterato sia il tipo di relazioni che si intrecciano tra i personaggi, sia il loro carattere, seppur smussato da un'atmosfera infantile, spensierata e innocente in cui mancano i momenti drammatici e i colpi di scena tipici di strangers in paradise, nonché - ovviamente - le tematiche più adulte.
così, tra una partita di pallone e la festa di halloween, katchoo fa la corte a francine e litiga con il suo rivale freddie, darcy fa la bulla e cerca di accattivarsi la simpatia di katchoo, senza tutte le finezze di cui sarà capace da adulta, mentre francine si lascia sciogliere dalle attenzioni di freddie, il quale non nasconde di essere un promettente mollicone. solo il personaggio di david risulta un po' troppo diverso da quello che potremmo definire l'originale, tanto dolce e ingenuo da risultare persino sciocco.
l'atmosfera a primo impatto allegra e spensierata, ma richiama alla mente tutto quello che sarà - o, se preferite, è stato: una scena su tutte, semplice quanto poeticamente fortissima, quella nella quale katchoo si allontana da casa di francine per tornare a casa sua, in un paesaggio che cambia persino i colori del cielo e che riassume, in una sola vignetta, tutto quello che sarà la sua terribile adolescenza.


un omaggio a strangers in paradise dunque, ai suoi indimenticabili personaggi, ma anche, come si diceva, ai peanuts: non solo nello stile grafico, lontanissimo da quello a cui moore ci ha abituati e che si avvicina molto a quello di schulz, sopratutto nelle fisionomie volti e nelle anatomie (le teste tonde e i nasi un po' "a patata" che fanno tanto charlie brown), ma anche in alcune scene - come quella qui sopra - che richiamano immediatamente alla memoria alcuni tormentoni delle strisce di snoopy & co.

un progetto del genere poteva anche risultare goffo e peccare di autocelebrazione, ma moore disegna tavole che sono una gioia sopratutto per il cuore di chi ha seguito la storia di katchoo, francine, david e tutti gli altri: non solo questo repentino e totale cambio di atmosfera non tradisce la natura dell'opera principale, ma si può quasi leggere come una sorta di riscatto per tutti i momenti tristi e dolorosi di strangers in paradise. personalmente mi sono divertita tantissimo a leggerlo, è stato quasi come per l'ultimo film di star wars: è qualcosa di completamente nuovo che però ogni tanto strizza l'occhio ai fan, come se l'autore dicesse ehi, lo so che davanti a questa vignetta hai pensato a quello che hai letto anni fa e sappi che l'ho fatto apposta per te. e ammetto pure che mi sono anche un po' commossa a ritrovare tutti bambini, tutti insieme.
e posso dire anche che è sicuramente uno dei tributi più riusciti ai bambini a fumetti più famosi di tutti i tempi. che volete di più?

lunedì 7 settembre 2015

strangers in paradise

*iperventila*

ok. sto per parlarvi di uno dei fumetti più belli dell'ultimo millennio.
è uno dei fumetti più bello dell'ultimo millennio.
se non l'avete mai letto, non sapete cosa vi perdete. fine.

basterebbe. giuro, per un capolavoro come strangers in paradise, dire che è un capolavoro è quanto più si possa dire senza fangirleggiare, tirare fuori grida isteriche e/o andare in iperventilazione.
ma suppongo che su un blog di recensioni consigli di lettura si debba far altro a parte lasciarsi prendere dall'isteria. e quindi.

strangers in paradise è una serie americana indipendente pubblicata negli anni novanta che conta nella sua pubblicazione originale più di un centinaio di albi. qui in italia si sono succedute diverse edizioni di diverse case editrici, l'ultima che ricordo è quella dell'ormai defunta free books, e ovviamente quella di bao publishing ne ha proposto una nuova edizione in sei volumoni da più di 300 pagine ciascuno, portando così finalmente anche in italia l'opera completa (l'ultimo volume è uscito proprio ad agosto).


se cercate nel magico mondo di internet (esiste ancora qualcosa oltre facebook, sì) una delle cose che trovate su sip è che è stato un fumetto in grado di far avvicinare al fumetto gente che un fumetto non l'aveva mai letto. e che magari lo disprezzava. ora, a me questa cosa solitamente fa storcere il naso, per non dire che mi fa davvero incazzare. fumetti che non sono fumetti e che vengono fatti per avvicinare volutamente un pubblico che è solito schifare la roba disegnata, personalmente li trovo solo una paraculata e spesso anche una roba di dubbio valore. ma questa volta non è affatto prova di qualunquismo, ma testimonianza di un effettivo valore letterario altissimo dell'opera, godibilissima, per l'appunto, anche per chi per snobberia, ignoranza, cattive abitudini eccetera, è convinto che il valore letterario lo si possa trovare solo nei romanzi-non-grafici. ad esempio i grandi eruditi che ti prendono per il culo perché leggi fumetti e poi twilight è il più bel romanzo mai scritto. ma sto divagando.
strangers in paradise ha vinto diversi premi, ha avuto successo in tutto il mondo, si è distinto come fumetto d'autore in un mercato editoriale dove i vincenti erano le serie interminabili dedicate ai supereroi marvel e dc, eccetera eccetera. ma tralasciando tutta la fuffa (edizioni, premi, ristampe eccetera) la cosa più importante da dire è che non è facile trovare qualcosa che sia all'altezza di un'opera come questa. non saprei se definirlo un fumetto romantico, o d'avventura, o un thriller: strangers in paradise, secondo me, è un fumetto sulla vita, con tutti i casini e i bei momenti che possono esserci.
se c’è una cosa che ho imparato è che non si può tornare a casa ogni volta che si vuole, che non si può sempre trovare nel prossimo un sorriso e che, senza amore, siamo solo stranieri in paradiso.

le protagoniste della storia sono katina - katchoo - choovanski e francine peters, coinquiline e amiche dai tempi del liceo, pittrice iperaggressiva la prima, romantica e impantanata in una storia ridicola la seconda. a loro si aggiunge presto david, un ragazzo con la pazienza di buddah, la cui presenza darà il via al triangolo più incasinato della storia: lui è innamorato di katchoo, katchoo di francine e francine, che non ha ancora capito a pieno i sentimenti dell'amica, continua a star male per l'ormai ex-fidanzato freddie.
se le vicende sentimentali sono uno dei punti cardine di strangers in paradise, non sono di certo l'unico: presto la storia comincia ad assumere i toni di un thriller intricatissimo che prende il via dal rocambolesco passato di katchoo, svelando pian piano una trama sempre più complessa e nuovi personaggi, ad esempio la palestratissima tambi o la iperattiva e vagamente pazza casey.

ora, cercare di riassumere la trama di sip in un post su un blog è, per quello che mi riguarda, un abominio: in primo luogo perché, come dicevo sopra, la storia è davvero molto complessa, e per riuscire a seguire tutte le fila della storia bisognerebbe scrivere un papiro che non farebbe altro che sminuire la bellezza della sceneggiatura praticamente perfetta di terry moore. poi perché spoilerare qualcosa a chi non l'ha ancora letto sarebbe praticamente un crimine. quindi evitiamo il che cosa e concentriamoci sul come.

la storia, come già detto, si concentra principalmente sulle vicende dei trio katchoo-francine-david, ma non segue l'andamento cronologico dei fatti: sono numerosissimi i flashback e i flashforward, i what if... e i cambi di punto di vista del narratore. se pensate che una struttura così complicata renda la storia incasinata e difficile da seguire, vi sbagliate di grosso: è proprio questo avanti e indietro nella linea temporale a rendere ancora più appassionante la lettura, la voglia di sapere come si è arrivati a una determinata scena, cosa è successo nel frattempo, cosa viene prima di quel salto nel futuro e cosa c'era prima della scena che si svolge nel presente. riuscire a sciropparsi una storia di circa duemila pagine in due giorni non dipende solo dal vostro collirio, ma dalla capacità dell'autore di sviluppare una trama tanto affascinante.

e ovviamente non è solo la storia in sip a renderlo il capolavoro che è, ma - e sopratutto - i personaggi. la caratterizzazione di tutti i protagonisti e i comprimari di strangers in paradise, persino di quelli che si incontrano poche volte, è talmente perfetta - graficamente, psicologicamente ed emotivamente - che è difficilissimo se non impossibile non considerarli persone a tutti gli effetti e non affezionarsi a loro come se fossero individui reali.

graficamente lo stile di moore è molto realistico senza rinunciare ad avere un tratto personale e immediatamente riconoscibile, e anche abbastanza versatile (ci sono delle pagine in cui lo stile grafico cambia volutamente, riprendendo quello supereroistico o quello molto semplice e stilizzato da fumetto per bambini), ma è nei suoi personaggi femminili che raggiunge il massimo: le donne di moore sono esattamente il contrario delle irrealistiche protagoniste della quasi totalità dei fumetti disegnati prima (e dopo) di lui, sono donne sensuali e burrose, con le pieghe di ciccia nella pancia e il volto rotondo e pieno, niente tette antigravità, niente vitini da vespa, niente cosce di due metri (tambi non vale. è una body builder, ed è raffigurata esattamente come una body builder), donne su cui i segni dell'età si vedono e non sono mai un difetto. sono belle come una donna normale può essere bella, senza cadere nelle forzature stereotipate tipiche di qualsiasi raffigurazione femminile possiate trovare in qualsiasi ambito.
credo che sia un bel messaggio per le lettrici femminili che troppo spesso si ritrovano a confrontarsi, anche nei fumetti!, con ragazze e donne dai fisici impossibili, troppo magri, troppo perfetti, troppo lontani da quello che spesso è la realtà, troppo uguali a stereotipi imposti da una cultura che vuole la donna corrispondente punto per punto a modelli ideati a uso e consumo dell'ideale maschile.


e sono sempre le donne il vero protagonista della vicenda: non solo belle, innamorate e disperate per colpa del fidanzato di turno; ci sono donne a capo di imperi economici, donne soldato, donne spie, madri, figlie, estimatrici d'arte, donne che non si fanno mettere i piedi in testa per salvare un matrimonio, donne forti e potenti che riescono a essere femminili e a volte fragili, senza ridursi a piatti topoi letterari, senza essere confinate simili alle protagoniste di titoli destinati specificatamente a un pubblico femminile e senza essere relegate a spalla del protagonista di turno. la scena qui, nel bene e nel male, è tutta in mano a loro.

credo che strangers in paradise sia, oltre che un inno alla vita e all'amore vero, che supera qualsiasi ostacolo (ed è anche una bella storia che parla di amore omosessuale e famiglie arcobaleno, cosa che a quanto pare era più normale e accettata vent'anni fa che adesso. almeno in america.), la più vera, appassionata e sincera poesia dedicata alle donne e al loro valore.

ah, se vi siete persi il post di quale giorno fa, sappiate che attualmente sip lo trovate in sconto al 25%. direi che, se tutto il resto non fosse stato abbastanza, adesso non potete proprio dire di no.

sabato 2 marzo 2013

nuovi annunci bao publishing: vincent e andiamo a tokyo charlie brown!

bao publishing continua a farmi disperare con i suoi annunci bellissimi.
oltre all'integrale di echo, di terry moore (del quale spero di riuscire a recuperare anche rachel rising, ma. vabbé la sapete la tiritera sul portafogli vacante), sono stati annunciati altri due titoli che segno subito e prego che qualcuno me li regali: il primo è vincent, una biografia a fumetti su van gogh, che uscirà a fine anno, il secondo è il nuovo romanzo dei peanuts, andiamo a tokyo charlie brown, data di uscita non pervenuta.

che vi devo dire? segnateveli perché son cose belle.