martedì 20 febbraio 2018

motor girl

non ero sola. 
non lo sono mai stata.

torna finalmente terry moore con una nuova opera, un romanzo (originariamente pubblicato in 10 uscite, raccolte poi in volume) di quelli che solo dopo stranger in paradise puoi aspettarti di leggere.

sam è la protagonista della storia, una ragazza apparentemente come tante se non fosse che ha un enorme gorilla parlante - decisamente burbero e poco socievole - come amico, un talento spaventoso con macchine e motori - motor girl per l'appunto - e un passato piuttosto fuori dal comune alle spalle.
se non fosse già abbastanza complicato così, una notte le capita di incontrare niente poco di meno che degli alieni. non robe spaventose che ti infilano uova in bocca e ti usano come incubatrice per dei piccoli teneri orrori sbavanti, ma dolci creaturine verdi simili a bambini con il naso grosso e la testa tonda (sì, sto pensando proprio a charlie brown), rimasti in panne con la loro astronave e finiti proprio lì dove c'è l'unica - forse - che invece di farsi prendere da un attacco isterico, riesce a riparare il guasto e permettere loro di tornare indietro. alieni fortunati, vero?

e invece non troppo, perché per una sam che ti aiuta senza chiedere niente in cambio c'è ovviamente il cattivo senza scrupoli di turno che non vede l'ora di metterti le mani addosso, caro omino verde, sezionarti, studiarti e cercare di capire come sei fatto, proprio come un bambino che rompe un giocattolo per vedere come funziona il meccanismo al suo interno.

e per ogni cattivone senza scrupoli deve esserci almeno una vecchietta buffa e determinata a non cedere la sua proprietà nelle sue mani, anche in cambio di un mucchio di soldi. e quella vecchietta è la buona, piccola, scorbutica libby, proprietaria del terreno dove sorge lo sfascio in cui lavora sam e che a questa strana ragazza che a volte parla sola e nasconde un passato tremendo fa un po' da nonna un po' da amica, che insomma le vuole bene e cerca di darle una vita il più possibile normale.

normalità minata non soltanto dall'arrivo di astronavi, omini verdi e squartaominiverdi senza scrupoli, ma anche dal passato di sam che torna tra le sue cicatrici e i suoi ricordi di una guerra lontana solo nel tempo, mai nei ricordi: veterana della guerra del golfo, alle atrocità dei combattimenti sam ha dovuto aggiungere il dolore della prigionia e della tortura, sopravvivendo a mesi di isolamento e ai sensi di colpa.


terry moore è terry moore, ovvero uno di quei geni che ti fanno divertire, che ti fanno anche sbellicare dalle risate e che poi all'improvviso ti trascinano dentro a storie così dolorose e toccanti da mandarti il cuore in pezzi, sopratutto se pensi alle risate di pochi minuti prima e ti dici ma come ho fatto a non capire? e subito dopo lo ringrazi perché in fondo quello che fa è una cosa che, a dirsi, è facilissima: crea persone, non personaggi, creature a tutto tondo, con la loro profondità, la loro storia, le loro contraddizioni, i loro demoni e le loro paure, e sa fargli tenere tutto dentro fino alla fine, fino a quando è impossibile continuare a farlo.
e la storia che doveva essere quella di una ragazza straordinariamente forzuta e di una vecchietta risoluta contro un idiota pieno di soldi e dei loro comici battibecchi, diventa un dramma profondo che scava in un passato terribile e che in un lampo racconta l'orrore della guerra e il trauma di una ragazza che per quanto forte e coraggiosa non può non rimanere ferita dalle esperienze che ha fatto.

sappiamo tutti che motor girl non poteva che essere un capolavoro, ma fidatevi, saprà stupirvi ed emozionarvi per quanto alte siano le vostre aspettative!

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