domenica 15 febbraio 2026

otaku vampire's love bite 1

chi mai potrebbe non essere contento quando è circondato dalle cose che ama?



ho preso il primo volume di otaku vampire's love bite perché ricordo che, ai tempi, mi era piaciuto molto kamisama kiss (di cui non ricordo quasi nulla se non, appunto, che era stata una lettura piacevole e leggera).
questa nuova opera di julietta suzuki è una simpatica cazzata che mi ha messa di buon umore, un po' come fa ogni volta kaiju girl caramelise. certo, non è poi così rincuorante pensare di aver bisogno di cose scemocarine per trovare un momento di serenità mentale, soprattutto dopo aver creduto per anni e anni che la letteratura doveva servire a scuotere e far pensare. cosa direbbe la me adolescente della me quasi-quarantenne? probabilmente sarebbe depressa e sconfortata ma, ehi, è così un po' per tuttə quellə della mia generazione, credo. non che consoli, ma almeno non devo accollarmene la totalità della colpa.

hina alucard, la protagonista, è - facile da intuire - una vampira che, dopo decenni di noia, ha iniziato ad appassionarsi alla cultura pop giapponese e, in particolare, a un anime dal titolo vampire cross. cioè, più che "in particolare" direi "esclusivamente": hina è letteralmente ossessionata da vampire cross e da mao, uno dei personaggi secondari della serie (che, oltretutto, è un cacciatore di vampiri!), al punto da convincere il suo apprensivo padre a lasciarla andare a vivere in giappone per poter vivere una piena e totalizzante vita da otaku. passa le sue giornate a guardare e riguardare gli episodi, a parlarne online con altrə appassionatə e a collezionare gadget. sicuramente non il più sano degli hobby ma per hina diventa il primo spiraglio di realtà oltre la sua camera e la sua vita solitaria. fino a ora, infatti, non ha mai avuto interazioni di alcun tipo, nemmeno con gli esseri umani. in quanto vampira, avrebbe dovuto azzannarne qualcunə o anche scegliere un partner umano da cui succhiare sangue, ma hina si è sempre rifiutata di atteggiarsi in modo così barbaro e ha sempre preferito bere il sangue dalle sacche sterili usate per le trasfusioni.

arrivata in giappone, alla gioia data dalla possibilità di nerdeggiare liberamente - ovviamente, essere una vampira e avere un padre vampiro ha dei notevoli vantaggi economici - si aggiunge la strana amicizia che nasce con kyuta amanatsu, il suo vicino di casa che non solo è identico a mao, ma ha anche un "profumino delizioso", che attira hina ma anche lə altrə vampirə.
tra hina e amanatsu si crea un rapporto strano a metà strada tra l'amicizia e il reciproco supporto di cui sono amanatsu sembra essere pienamente consapevole: hina può proteggerlo dallə vampirə mentre lui, in qualche modo, la protegge dalla sua stessa spaventosa ingenuità.

il tono di questo primo volume è leggero e spesso comico - in modo molto scemo - anche se il tema principale, quello della solitudine che non si è scelta ma che ci si ritrova a sperimentare,  e che ci spinge a vivere in mondi fittizi e immaginari dove trovare conforto, è abbastanza pesante e triste.
la cosa migliore, forse, di questo inizio è che funziona bene come introduzione alla storia ma non si limita a questo, siamo già pienamente dentro lo svolgersi degli eventi e iniziamo a capire la direzione che prenderà l'evoluzione dellə personaggə e il rapporto tra loro.

un primo volume carino, che funziona, diverte e, sotto la parte più caciarona, un po' commuove.
julietta suzuki me l'ha fatta di nuovo!

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