« ti ricordi cosa mi hai promesso, sai? »
togliamoci subito il dente: un po' di editing in più non avrebbe per nulla fatto male, ci sono troppe ingenuità, troppe ripetizioni, troppe artificiosità nellə personaggiə che potevano essere migliorate.
ma, nell'insieme, è un libro davvero carino, e per "carino" intendo che da un po' quel tipo di sensazione che si prova quando ci si avvoltola in un plaid caldo e colorato, magari con un gatto accanto, e si sta a chiacchierare con un amicə fino a togliersi ogni peso e brutto pensiero da dentro.
è un libro-coccola - e, in quanto libro-coccola, gli si possono perdonare un po' di difetti - e forse, visto il tema, non potrebbe essere nient'altro che un libro-coccola.
la storia di house of frank rientra in quel filone (che a me piace moltissimo) della famiglia-per-scelta o, e forse è un po' più calzante, famiglia d'adozione.
la protagonista, saika, in effetti non ha scelto la strampalata compagnia che vive a casa di frank come sua famiglia, non all'inizio, almeno.
è arrivata alla casa con un peso enorme sul cuore e il barattolo con le ceneri di sua sorella fiona in valigia. l'ultimo desiderio di fiona era quello di poter diventare una cosa bella dopo la sua morte e qui, a casa di frank, è possibile farlo.
accanto alla casa, sorge ash garden, un bellissimo arboreto: qui le ceneri dei defunti vengono piantumate e si trasformano in querce, pioppi, faggi, pini eccetera. diventano cose belle. e vive.
ma saika è in qualche modo terrorizzata all'idea di separarsi da ciò che rimane di fiona. dal giorno della sua morte, continua a parlare con lei, a tenerla nel suo cuore come una parte di sé stessa. divide ogni momento della sua quotidianità di sua sorella e, nonostante abbia accettato di esaudire il suo desiderio, l'idea di mettere un punto, fermo e definitivo, a questa parentesi della sua vita la spaventa al punto tale da bloccarla. capito il suo stato d'animo, frank le chiede di rimanere fino a quando non si sentirà pronta ad affidare le ceneri di fiona alla terra. ed è da questo momento che la vita di saika, finalmente, cambia.
dopo anni di fuga da sé stessa e dalla sua famiglia, saika trova una casa in cui può provare a cercare il suo posto. non è semplice e non è immediato, ma poco per volta inizia a intessere legami con lə altrə abitanti della casa e a svelare a noi lettorə il suo grande, terribile segreto.
house of frank è - come direbbero quellə bravə - un fantasy low key, pieno di personaggə fantasticə - saika è una strega, frank un'enorme bestia antropomorfa, ma ci sono anche fate, fantasmi, streghe-gargoyle (ecco, credo di avere una cotta per una certa strega viola con le zanne ricoperta di tatuaggi) - e di magia, ma soprattutto è un racconto che parla dei tanti possibili modi di vivere il lutto e la mancanza.
tuttə nella casa hanno vissuto momenti di perdita e di inconsolabile dolore e ognunə di loro ha reagito a modo suo. la casa e l'arboreto hanno funzionato come un centro gravitazionale, lə hanno spintə a creare legami e a cercare sostegno in una quotidianità piena anche se imperfetta in cui ciascunə mette a disposizione talenti e impegno a beneficio di tuttə.
quando saika si rende conto che quel piccolo, caotico mondo costruito sulla scelta di restare vicinə è in terribile pericolo, riesce finalmente a uscire dal suo loop di dolore, dai suoi pensieri ossessivi, dalla colpevolizzazione e dalla paura. tutto quello che ha vissuto fino a quel momento, anche ciò che più le ha fatto male, sembra acquistare un senso. il dolore per fiona, la paura, le scelte sbagliate e poi rivendicate, tutto quello che ha fatto e sopportato fino a quel momento, ogni cosa si allinea alle altre come stelle che rivelano, tutto a un tratto, una figura, un nuovo significato.
dopo aver passato anni a svalutarsi e a colpevolizzarsi, saika capisce che può aiutare, che lo scopo della sua esistenza non è finito. ed è così che impara di nuovo a guardare al futuro e ad amare.
(forse è un po' sdolcinato? beh... sì. moltissimo. ma, non so voi, io ne avevo bisogno)

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