sabato 30 gennaio 2016

commenti randomici a letture randomiche - parte XII

e finalmente riesco a riprendere il discorso da dove era stato interrotto.

a proposito delle ultime, randomicissime, letture. come sempre, se non avete letto ancora i volumetti, fate attenzione agli spoiler!

arrivare a te è giunto al ventiquattresimo volumetto, i nostri stanno insieme da un intero anno e le loro paranoie incredibili continuano imperterrite. giuro che mi fanno preoccupare.
tutti sono in fibrillazione per la decisione di cosa fare una volta finita la scuola. ayane e kanto hanno un rapporto molto maturo d'amicizia e rispetto, nonostante la loro storia ormai sia conclusa, chizu e ryu si sono finalmente messi insieme e si comportano come due normalissimi ragazzi innamorati.
solo sawako e kazehaya continuano con i loro non detto, con le loro paure, con i loro imbarazzi.
possibile che dopo un intero anno non abbiano acquisito un briciolo di confidenza? possibile che ancora entrino in crisi per un abbraccio?
sto cominciando a credere che questi due non stiano bene insieme... cioè, conoscete due persone che stanno insieme da un anno e non hanno ancora imparato a capirsi, a parlarsi, a essere sinceri una con l'altra?
in ogni caso, la narrazione si fa sempre più lenta, inizia a diventare noiosa. ovvio che un prodotto di successo come questo venga portato avanti più a lungo possibile, ma arrivare ad allungare il brodo così sta stemperando parecchio le emozioni che dava a inizio serie. spero che si metta presto un punto a questa storia, o che almeno sawako e kazehaya si diano una bella svegliata e comincino a comportarsi come una coppia normale.
perché ok la dolcezza e l'ingenuità del primo amore, ma qui è ormai da psicanalisi.

a tirarmi su di morale ci ha pensato invece il secondo volumetto di romantica clock. a quanto pare non ho esagerato a dire che sembrava uno dei titoli shoujo più interessanti del momento, lo è davvero!
finalmente scopriamo qual'era la promessa fatta da aoi ad akane. quando erano piccoli, akane aveva trovato un gattino del quale non era riuscita a prendersi cura ed era morto. adesso si ripropone la stessa situazione, e lei ha paura di sbagliare ancora, di non riuscire a prendersi cura del gattino che ha trovato. aoi la incoraggia e le assicura che l'aiuterà e che manterrà fede alla promessa di diventare un veterinario per aiutarla.
certo è un po' esagerato, ma di sicuro non si può più dubitare dell'affetto che lui nutre per lei, visto che da anni studia proprio per questo. conosciamo anche un nuovo personaggio a cui basta davvero poco per innamorarsi di akane: shin, un ragazzo più grande di un anno dei gemelli, che frequenta la loro stessa scuola e lavora nella pasticceria in cui i due gemelli si trovano a passare per acquistare la torta di natale.
shin approfitta della consegna della torta per aggiungere un bigliettino per akane in cui ha scritto "tu mi piaci". ovvio che la nostra ingenuissima protagonista non ha capito in che senso lui intendesse quelle parole, ma vista la scena finale del volumetto, forse non ci metterà troppo tempo a capirlo. e non ci vorrà molto tempo, secondo me, prima che la situazione tra aoi e karin si sblocchi.
carinissimo l'extra dedicato a ichika, la sorellina minore di aoi e akane, che vorrebbe che i due non litigassero più.
il punto di forza di questo manga è proprio la scelta di avere per protagonisti due gemelli e il loro rapporto, il che necessariamente crea una trama abbastanza fuori dai classici schemi degli shoujo scolastici, anche se ritroviamo tante situazioni tipiche del genere. l'attenzione si focalizza non solo sull'amore romantico, sui primi batticuori, sugli amici eccetera, ma sopratutto sulla famiglia, aspetto che  molto spesso non viene troppo preso in considerazione per non dire che è completamente annullato (pensate a quanti titoli hanno protagonisti che per un motivo o per l'altro vivono soli) o che assume connotazioni negative (classico il caso in cui i protagonisti hanno rapporti conflittuali con i familiari). molto carina anche la storia breve che conclude il volume, che racconta di una ragazza imbranata che ama leggere - e scrivere - romanzi. kazuki, questo il nome della protagonista, ha per vicino di banco kashino, il tipico ragazzo perfetto, bravo nello studio e nello sport e pieno di amici. che oltretutto sostiene di essere un mago. e a quanto pare lo è davvero, visto che riesce a rendere kazuki più carina e più sicura di sé stessa. ma davvero ci si può sentire felici se si cambia grazie alla magia? beh, decisamente no, ma in fondo è kazuki che ha ottenuto, da sola con le sue forze, sia un premio per il suo romanzo ispirato a kashino, sia l'amore. decisamente più interessante di quelle apparse su io ti salverò.
in conclusione: titolo stra-promosso! ho bisogno del terzo volumetto adesso!

qualche tempo fa ho recuperato il giardino delle parole, uscito da qualche mese.
è una storia carina, anche se tanto malinconica, mi ha lasciato un po' di tristezza addosso a fine lettura.
il giardino delle parole è il posto in cui takao, un liceale che sogna di poter diventare un designer di scarpe, incontra in una mattina piovosa, una giovane donna di nome yukino.
i due non si rivelano molto uno dell'altra, ma si crea subito un legame, una sorta di patto silenzioso per il quale si ritrovano sempre nello stesso posto ogni volta che piove.
entrambi vivono una situazione infelice, dettata dalle stupidissime regole che pare esistano solo in giappone: lui non si sente libero di portare avanti il suo sogno, dovrebbe studiare invece di dedicarsi a quella che è la sua passione (ma perché poi?) mentre lei si scoprirà poi essere un'insegnante della stessa scuola di takao, vittima dei suoi alunni che hanno fatto girare un sacco di calunnie sul suo conto, fino a ridurla a uno stato di angoscia tale per il quale non riesce più ad andare a scuola.
un rapporto tra i due sarebbe dunque impensabile, sia per la differenza d'età, sia perché entrambi, uno come alunno e l'altra come insegnante, frequentano la stessa scuola. oltretutto yukino ha deciso di trasferirsi in un'altra città.
così, nonostante si siano innamorati, si separano. anche se continuano a scriversi, anche se non si sono dimenticati. se si saranno poi incontrati di nuovo, questo rimane all'immaginazione del lettore.
in definitiva una storia carina ma non fondamentale, da recuperare solo se davvero non avete nulla di meglio da leggere.

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giovedì 28 gennaio 2016

full moon - canto d'amore

cose strane che mi sono successe: una decina d'anni fa, quando ero da poco entrata nel magico mondo degli shoujo manga, ero innamoratissima dei disegni di arina tanemura. ricordo che lessi buona parte di kamikaze kaitou jeanne in scan (ovviamente prima che planet acquistasse i diritti) e che addirittura tradussi qualche capitolo dal francese per non ricordo quale sito di scansioni.
ero sicura che avrei acquistato qualsiasi opera edita in italia di questa autrice.
purtroppo, la pubblicazione delle sue opere, coincise con il periodo in cui praticamente non leggevo quasi per nulla fumetti, per cui mi persi quasi tutto jeanne (ho solo tre volumetti) e full moon. per non parlare degli altri titoli, dei quali non so praticamente nulla, perché non seguivo quasi per nulla le pubblicazioni in italia, leggevo pochissimo e per qualche motivo, snobbai completamente i lavori di quella che all'epoca era stata una delle mie disegnatrici preferite (ho ancora l'artbook di full moon, che mi piace tantissimo!).
ho rimpianto tantissimo questa scelta, tant'è che qualche mese fa mi sono messa in testa di cercare di recuperare qualcosa tra l'usato, e sono riuscita a trovare finalmente full moon - canto d'amore.

i disegni di questa serie sono fantastici, forse quelli che in assoluto preferisco di tutta la produzione della tanemura: elegantissimi, raffinati, pienissimi di dettagli. so benissimo che quello che più le viene criticato sono gli occhioni enormi e un po' spigolosi, ma a me piacciono parecchio, sono molto espressivi e sticazzi che sono anatomicamente impossibili, non è un trattato scientifico.


*attenzione agli spoiler* (è un manga vecchissimo, ma io vi avviso lo stesso)
protagonista della storia è mitsuki, una ragazzina di dodici anni che vive con la nonna. non ha genitori da quando era piccolina, ed ha passato i primi anni in un istituto dove ha conosciuto eichi, il suo grande amore. a distanza di anni da quando si sono separati, perché eichi è stato adottato ed è andato in america con i suoi genitori, mitsuki lo ama ancora, e sogna di diventare una cantante famosa così da poter mantenere fede alla promessa scambiata con eichi: si sarebbero incontrati una volta cresciuti ed entrambi avrebbero realizzato i loro desideri, avrebbero raggiunto i loro obiettivi da piccoli.
mitsuki poi ha un'altra cosa importatissima da dire a eichi quando riuscirà a incontrarlo di nuovo: quando lui l'ha salutata prima di partire, le ha confessato i suoi sentimenti, ma lei non è riuscita a trovare il coraggio di rispondere.
il sogno di mitsuki è però ostacolato sia dalla nonna, che odia la musica e non sopporta affatto che la nipote voglia intraprendere la carriera di cantante, sia dalla malattia alla gola che piano piano sta uccidendo la ragazza. ovviamente, potrebbe salvarsi se si operasse, ma perderebbe le corde vocali, e mitsuki non accetta l'intervento.
mitsuki quindi decide di lasciarsi morire ma di poter cantare fino all'ultimo. e poiché sta per morire, adesso è in grado di vedere i messaggeri di morte, takuto e meroko, i quali sono incaricati di prendere la sua anima. conosciuta però la storia di mitsuki, che ha un anno di tempo prima di morire, decidono di aiutarla a realizzare il suo sogno, dandole la possibilità di trasformarsi in una ragazza più grande, trasformata mitsuki ha sedici anni, e sopratutto sana.
dopo quest'inizio un po' majokko style, con tanto di versione animaletti pucciosini dei due messaggeri, la storia inizia a svelare una trama più cupa: takuto, meroko e izumi - un altro loro collega che compare dopo poco - sono diventati messaggeri di morte perché si sono suicidati; hanno dimenticato la loro vita passata e qualora dovessero riacquistare i loro ricordi, diverrebbero fantasmi. ma ovviamente nel corso della storia scopriremo il loro tragico passato - quello di izumi è davvero spaventoso - che rende più chiaro il loro rapporto con mitsuki.
nel frattempo si chiarisce anche la complessa relazione tra mitsuki e eichi: perché lei non gli ha mai confessato i suoi sentimenti da quando è partito? perché aspetta di incontrarlo? perché non gli ha mai scritto o telefonato?
presto detto: perché lui è morto proprio nel viaggio che doveva portarlo in america. ecco perché mitsuki non ha paura di morire, ecco perché non può far altro che aspettare di incontrarlo.
nel frattempo, takuto si affeziona sempre più a mitsuki, che a dispetto dell'apparente superficialità del suo sogno, nasconde un grande dolore nel suo animo, tanta paura, solitudine e sofferenza.
il legame tra i due cresce tantissimo, fino a che takuto dichiara di essere innamorato di lei. nel frattempo full moon - ovvero la versione sedicenne di mitsuki - ottiene un grandissimo successo, riuscendo finalmente a realizzare il suo sogno.
alla fine tutto sembra perduto: mitsuki ha rifiutato takuto, ancora per amore di eichi, takuto ha
recuperato i suoi ricordi ed è sparito, il segreto di mitsuki è stato (in parte) scoperto, si è riappacificata con la nonna e ha deciso - dopo aver tanto riflettuto sulla vita, sulla morte e sull'amore - di acconsentire all'operazione.
facciamo poi un salto avanti di tre anni: mitsuki ha brillantemente superato l'operazione, dopo che la malattia era regredita proprio grazie alla trasformazione in full moon, e ha di nuovo debuttato come cantante, questa volta con il suo aspetto. riesce ancora a vedere però i messaggeri, grazie alla presenza costante di eichi che funziona come una sorta di lente.
proprio a un suo concerto ritorna takuto. non è risorto, semplicemente non era mai morto, ma era rimasto in coma diversi anni dopo il suo tentato suicidio. grazie a lui, mitsuki ha capito che per quanto forti possano essere i suoi sentimenti per eichi, deve andare avanti, vivere la sua vita e darsi la possibilità di amare di nuovo.

quello che potrebbe sembrare un manga "stupido" sul mondo degli idol, si è rivelato un racconto molto complesso (io ho sintetizzato al massimo tralasciando le storie dei personaggi secondari), capace di far riflettere su tematiche per nulla infantili o scontate: l'amore, la vita, la morte.
francamente mi ha sorpresa parecchio. avevo deciso di recuperarlo più per nostalgia che per altro, ricordavo solo i primi capitoli (che sono quelli più leggeri) e quindi pensavo di trovarmi davanti a una lettura leggera, tanto per passare un po' di tempo.
invece il vero punto centrale della storia non si esaurisce di certo nella realizzazione del sogno di diventare idol, ma tutto ruota attorno all'amore, a quanto possa essere difficile vivere senza avere neppure la speranza di poter rivedere anche solo per pochi istanti la persona che si ama, a quanto siano importanti gli altri e il loro affetto per farci capire quanto sia importante la possibilità che abbiamo di vivere e di amare, nonostante le difficoltà e le sofferenze.
anche se l'edizione di planet è veramente bruttina (il font utilizzato per il titolo ricorda molto le dediche che tutti ci facevamo sui diari alle medie negli anni novanta) e ormai fuori catalogo, qualora ve lo foste perso io vi consiglierei di dare un'occhiata tra l'usato e provare a recuperarlo.

martedì 26 gennaio 2016

ohana holoholo 1

ebbene sì, voi potete anche non crederci, ma esiste il primo volumetto di ohana holoholo. ed è anche bellissimo! mi è arrivato pochi giorni fa, e la prima cosa che ho potuto costatare è che renbook ha fatto veramente un buon lavoro come editore: grafica di copertina carina, bella carta, bel formato, prezzo che ci sta tutto.

ma ovviamente non è questo il motivo per cui vi consiglio di leggere ohana holoholo (sì, consigliatissimo), ma perché altrimenti vi perdereste un bel racconto, una storia dove amore significa tante cose e dove gli affetti si declinano in tanti modi: in questo periodo, in cui tanti idioti si scannano per limitare le libertà degli altri, in cui tutti sembrano avere la vera e sola conoscenza di cosa voglia dire famiglia, ohana holoholo ci mostra un nuovo significato della parola famiglia, uno di quelli che molti non conoscono, ma che non per questo vale di meno: una famiglia che non è tale in quanto corretta secondo la definizione che le istituzioni ne danno, ma una famiglia che si fa famiglia nei legami e nell'affetto, nell'amore, nell'amicizia, nel sostegno reciproco, nella gioia di stare insieme.
cos'altro dovrebbe essere famiglia?


cinque anni prima dell'inizio di questa storia, michiru era sparita dalla vita di maya.
quando si rivedono, michiru è diventata mamma di yuta, un bimbo adorabile. le due decidono di tornare a vivere insieme, ma questa volta solo come coinquiline, anche se adesso non sono più sole: nella loro vita c'è ovviamente il piccolo yuta, e nico, il loro vicino di casa, attaccatissimo al figlio di michiru.
oltre a presentarci i personaggi e la loro attuale situazione, in questo primo volumetto si delineano bene le relazioni tra i personaggi: l'ex coppia michiru-maya, che ora vivono insieme da solo amiche, lascia intendere che la situazione tra le due è destinata a cambiare, e che prima o poi l'equilibrio attualmente raggiunto andrà a rompersi, mentre nico, che all'inizio mi faceva un po' paura con quel suo attaccamento esagerato a yuta, svela un importantissimo segreto, che me l'ha completamente fatto rivalutare (non ci dico niente, non voglio fare spoiler!).
insomma, tra le scenette di vita quotidiana, ci sono sparsi i semi per un intreccio che potrebbe svilupparsi in mille modi.
esattamente come succede nella vita reale, in fondo.

ohana holoholo ha questo di incredibilmente bello: nessuna situazione poco plausibile, nessuna forzatura. quello che succede è quello che potrebbe succedere a chiunque.
i rapporti tra i personaggi, i loro sentimenti, le loro paure, tutto è reso con la massima naturalezza, senza patetismi né esagerazioni. per cui già a metà volumetto vi ritrovate a voler bene a tutti.
e ovviamente a voler continuare a leggere la storia!
spero proprio che i prossimi volumi arrivino presto!

lunedì 25 gennaio 2016

isshukan friends

ve lo ricordate che all'ultimo lucca comics planet manga ha annunciato un manghino carino carino che si chiama one week friends?
bene. io me l'ero scordato. e ne avevo pure accennato qui. bella testa, eh?
comunque, mi è capitata questa serie sotto gli occhi e mentre leggevo la trama, una vocina nella mia testa mi diceva ehi, ma questa storia non ti ricorda qualcosa?
insomma, dopo qualche momento (lunghi minuti in realtà) di imbarazzante nulla, ho fatto il collegamento.
isshukan friends e one week friends sono la stessa cosa, quindi ho visto l'anime tratto dal manga di matcha hazuki, che da noi uscirà a partire da aprile.
ora, avevo messo il titolo sotto l'etichetta forse, ma dopo aver visto l'anime lo promuovo a ovvio che sì!, e vi consiglio caldamente di recuperarlo, anime o manga o entrambi, perché la storia è di una tenerezza disarmante.
e un sacco di altre belle cose che ora pian piano ci arriviamo.


incuriosito dall'atteggiamento freddo e distaccato della sua compagna di classe kaori fujimiya, yuuki haze decide di diventare suo amico. semplicemente chiedendoglielo. la reazione di lei però lo lascia spiazzato: in lacrime lei dice mi piacerebbe, ma non posso. che vuol dire? se le farebbe piacere, perché no?
yuuki non è un ragazzo che di certo molla per così poco, e anche se un po' sconfortato dalla risposta, cerca in tutti i modi di attaccare bottone con la ragazza, giorno dopo giorno, finché lei non gli spiega il motivo per cui evita a tutti i costi di avere degli amici.
puntualmente ogni lunedì, tutti i ricordi legati alle persone che considera sue amiche svaniscono nel nulla.
l'obbiettivo di yuuki adesso è ancora più importante: non solo diventerà amico di kaori, ma riuscirà a risolvere il problema della ragazza e le permetterà di legare con gli altri compagni, rendendo la sua vita meno solitaria e più felice.


isshukan friends è il perfetto slice of life di ambientazione scolastica: tra pranzi sul tetto, chiacchiere, appuntamenti in giro per la città e nuove amicizie con altri personaggi (saki e shogo, io li adoro!), racconta la vita normale di due ragazzi qualsiasi, e in tutto questo la strana condizione di kaori serve solo da pretesto per sottolineare l'importanza di quei momenti ai quali spesso non prestiamo neanche attenzione, dandoli per scontati, per troppo quotidiani.
ovviamente, protagonisti della vicenda sono i sentimenti dei ragazzi, il loro conoscersi poco alla volta, l'affetto che cresce pian piano e con naturalezza.

tutto in isshukan friends trasuda dolcezza, dai disegni all'ingenuità dei personaggi. non fai in tempo a intenerirti per qualcosa e già un'altra scena ti ha fatto sorridere, senza scivolare in melensaggini, senza mai annoiare: io ho fatto fuori tutti gli episodi in un solo giorno!
e ci si affeziona subito a questi ragazzini che sono l'apoteosi della pucciosità, con le loro guanciotte sempre rosse e l'anima candida.
e poi mi è piaciuto molto che il rapporto tra yuuki e kaori si sviluppi come amicizia e non come primo amore, anche se ci metterete tipo cinque minuti a capire che lui è cotto (no, dai, non vale come spoiler!), da un certo punto di vista è una novità rispetto alle classiche commedie scolastiche (oh beh, è classificato come seinen, non è uno shoujo, quindi non c'è da stupirsi tantissimo) e poi rende tutto più leggero, nonostante si affronti una tematica difficile come quella dell'amnesia.

come dicevo è un seinen, e si capisce chiaramente che nonostante lo stile caramelloso e l'età dei protagonisti, lo scopo di questa storia è far immalinconire noi che c'abbiamo il doppio dell'età (e magari di più) dei protagonisti, di farci sospirare pensando ai bei tempi andati, quando si era piccoli e bastava pochissimo per farci sorridere, arrossire e sospirare per giorni e giorni...

sono curiosa di leggere il manga, se l'atmosfera è la stessa dell'anime so che me ne innamorerò dopo poche pagine.

venerdì 22 gennaio 2016

kamisama kiss - parte I

avevo snobbato un po' questo manga, poi, grazie a una chiacchierata con mel-chan, ho capito il terribile errore che avevo fatto e ho cercato di rimediare.
ho trovato la serie prenotabile in un mercatino dell'usato, ma considerando che mancano all'incirca 10 numeri alla conclusione, e che un numero esce ogni due mesi, avrei dovuto aspettare quasi due anni per leggerlo. quindi ho preso per il momento i numeri usciti fino ad ora, poi prenderò gli altri, anche se non penso resisterò fino a all'uscita dell'ultimo numero! ma lasciamo perdere tutto questo, passiamo alle cose serie!
grazie mel mi sono sciroppata i primi quattordici volumi di kamisama kiss in un soffio e mi hanno completamente conquistata, senza riserva alcuna.


protagonista della vicenda è nanami, una liceale come tante con la sfortuna di avere il più irresponsabile e idiota dei padri: nell'arco di poche vignette si ritrova sola, senza soldi e senza neppure una casa. mentre vaga per strada, la sua prima sera da senza tetto, incontra un tizio tanto gentile quanto strano, spaventato da un cagnolino che nanami manda subito via. dopo una chiacchierata, nella quale scopriamo che lui ha abbandonato da vent'anni la sua casa, l'uomo da a nanami un bacio sulla fronte e una mappa della sua abitazione: se dirà di essere mandata da mikage le persone che vivono lì la accoglieranno senza riserve.
e così succede, infatti.
anche se ad essere più precisi, la casa di mikage non è una casa, ma un tempio shintoista, e gli abitanti non sono esseri umani, ma due spiritelli dei fuochi fatui e un servitore divino, tomoe, che è una volpe, e non è affatto contento del fatto che nanami sia diventata la nuova divinità.
già, perché il bacio di mikage l'ha resa la nuova divinità, e adesso toccherà a lei prendersi cura del santuario, dei suoi abitanti e dei suoi fedeli...
*attenzione, probabili spoiler*
la trama di kamisama kiss si sviluppa abbastanza lentamente, procedendo per episodi in cui compaiono un sacco di personaggi secondari tutti molto interessanti. nonostante questo tipo di struttura, non ci sono momenti noiosi, e la lentezza di cui sopra è ripagata da una certa costanza: poco per volta, piano piano, ma il rapporto tra nanami e tomoe cambia eccome!
la loro antipatia iniziale si trasforma gradatamente in amore, dapprima da parte di nanami. tomoe invece si dice contrario all'amore tra un umano e un mostro, sa bene che i primi vivono molto meno dei secondi, e che l'amore per le creature non umane è realmente eterno: per un mostro amare un umano vuol dire scegliere un'eternità di solitudine e dolore.
ma fingere è inutile: per quanto faccia lo scemo, in realtà è cotto anche lui a puntino! anche se nanami non è la prima umana di cui si innamora, sappiamo che c'è stata un'altra donna nel suo passato, un amore che lo ha reso vittima di una maledizione che nanami sta cercando di spezzare e forse potrebbe scoprire qualcosa di fondamentale sul legame tra lei e tomoe e...
niente, bisogna aspettare il quindicesimo volume per scoprirlo! e io mi sono invischiata in questo casino della prenotazione! perché l'ho fatto? perché???


kamisama kiss è per quello che mi riguarda uno di quei titoli che metterei nella categoria shoujo manga come mi piacciono tanto. in pochi titoli esiste un equilibrio così riuscito tra comicità e momenti drammatici, tra romanticismo e azione. e fangirlismo come se non ci fosse un domani. in pochi titoli i personaggi sono così reali, nonostante si parli di mostri e divinità, così ben caratterizzati e con una crescita psicologica così plausibile.
altro punto a suo favore sono i personaggi secondari: mi piacciono parecchio, sono ben caratterizzati anche loro e le loro storie non sono semplici filler tanto per allungare il brodo, anzi!
*gli spoiler continuano anche qui*
nanami è una ragazza forte, nonostante abbia vissuto un'infanzia abbastanza pesante, con una madre morta quando era piccola e un padre che si riempiva di debiti per gioco. quando si ritrova senza più nulla, neanche un posto dove vivere, non si lascia comunque abbattere. e anche davanti al suo nuovo status di divinità non si perde d'animo, da il meglio di sé in ogni cosa che fa.
a volte forse è troppo ingenua, ma sicuramente riesce a provare sentimenti puri e sinceri.
il suo amore per tomoe è davvero incondizionato, non solo perché lui a volte (quasi sempre) è da prendere a schiaffi, ma anche perché è davvero disposta a tutto (e lo si vede proprio nel quattordicesimo volume) per lui, anche a perderlo pur di salvarlo.
io credo che abbia un legame con yukiji, la donna amata un tempo da tomoe. nel corpo di nanami infatti si trovava l'occhio del re dei draghi che, nel passato, ha salvato la vita a yukiji.
e anche nella parte finale del quattordicesimo volume, sembra esserci qualcosa di molto importante che collega le due donne maledizioneee!
tomoe, ora servitore divino del tempio di mikage, era in passato un mostro volpe decisamente violento, ma dopo essersi innamorato di una donna mortale ed essere stato colpito da una maledizione, incontra mikage, che lo purifica e sigilla i suoi ricordi.
è un donnaiolo e anche un po' alcolizzato, inizialmente protegge nanami per senso del dovere, ma un po' alla volta i suoi sentimenti per lei si fanno più forti, per quanto abbia paura di ammetterlo.
i suoi modi bruschi si fanno perdonare nei - rarissimi e fulminei - momenti in cui si dimostra capace di far sciogliere i nostri cuoricini come burro al sole.
sono curiosissima di conoscere meglio il suo passato, e sopratutto il suo rapporto con yukiji.
il rapporto tomoe-yukiji-nanami mi ricorda tantissimo il trio inuyasha-kikyo-kagome, staremo a vedere come si evolve la storia... so che non sono la prima ad aver notato la somiglianza tra le due coppie (che è proprio palese), però tomoe e nanami mi ripagano per la frustrazione di tutte le scene romantiche che avrei voluto leggere in inuyasha e che la takahashi ci ha sempre negato. sigh.

insomma è consigliatissimissimo! (e per chi fosse spaventato all'idea di una serie infinita, dovrebbe concludersi al volume 24/25. non ci sono scuse.)

mercoledì 20 gennaio 2016

akagami no shirayukihime

non guardavo anime da millenni.
e poi negli ultimi tempi ho finito due serie, questa e your lie in april. praticamente è un miracolo!
l'anime di akagami no shirayukihime mi è piaciuto tantissimo, mi ci voleva proprio una storia come questa, ma sopratutto dei personaggi come questi!


shirayuki è una giovane erborista, vive nella città di tanbarun, è benvoluta dai suoi concittadini e clienti, che lei sa sempre come aiutare. tutto continuerebbe ad andare così nella sua vita, tra preparazioni di medicinali e le chiacchiere con il vicinato, se un bel giorno il principe di tanbarun non decidesse di volere lei come sua concubina.
perché shirayuki ha dei capelli di un colore praticamente unico, rossi come le mele. questo la rende il giocattolo desiderato del momento dal capriccioso ed egoista principe di tanbarun. e come si fa a dire no a un principe, quando se solo una giovane erborista senza nemmeno una famiglia?
semplicissimo. scappi, lasciandogli per ricordo i tuoi capelli tagliati alla bell'e meglio sulla finestra del tuo laboratorio ormai deserto.

shirayuki scappa, non sa dove andare, ma cerca di allontanarsi il più possibile. e nella sua fuga incontra un ragazzo bellissimo, che poco ci mette a rivelarsi zen, secondo principe di clarines, regno confinante con tanbarun. sopravissuti a un tentativo di avvelenamento da parte del principe di tanbarun, zen si fa raccontare per filo e per segno quanto successo da shirayuki, mette in chiaro con il principe che da quel momento in poi shirayuki è sotto la sua protezione, e la invita a clarines, dove potrà continuare a svolgere il suo ruolo di erborista.
qui shirayuki non ha più da temere nulla dal suo passato, e ben presto riesce a diventare erborista di corte, oltre che amica di zen e di molti altri al castello.

nonostante il suo rapporto con il secondo principe di clarines, shirayuki è una che vuole farcela con le sue forze, che non cerca raccomandazioni e che affronta i suoi problemi a testa alta e senza chiedere aiuto a nessuno, non per stupido orgoglio, ma per un fortissimo senso di autostima. zen la aiutata a poter realizzare il suo sogno e il suo futuro, lei adesso vuole diventare il tipo di persona in grado di poterlo sostenere e aiutare. shirayuki è una ragazza forte e determinata, ma anche dolce e generosa, mentre zen incarna perfettamente l'ideale di principe senza macchia, bello, coraggioso, giusto, onesto. sa tenere dentro di sé quello che più lo preoccupa o lo fa stare male, sa soffrire in silenzio per rimanere sempre, agli occhi degli altri, una guida sicura e responsabile per il suo popolo.
entrambi hanno un'enorme forza d'animo, lealtà, coraggio, senso di giustizia e la vicinanza tra loro crea come una sorta di risonanza, un'eco continua che rafforza la loro natura e li spinge a crescere seguendo il meglio di quello che sono. praticamente sono la coppia perfetta, assolutamente adorabili, anche se in questa prima serie mi hanno fatta penare parecchio per un momento di fangirleggiamento sfrenato!

vedere questa serie mi ha fatto aumentare la voglia di leggere il manga. la vicenda, a proposito della sua pubblicazione italiana, penso la conosciate tutti: annunciato tre anni fa da j-pop, se ne sono completamente perse le tracce, fino a che quest'anno, a lucca c&g, j-pop stessa ha detto, a quanto pare in forma non ufficiale, di non detenere più i diritti, e che quindi il manga verrà pubblicato da un'altra casa editrice.
io, personalmente, visti i precedenti di j-pop - tra serie interrotte, titoli latitanti, prezzi alti e distribuzione quasi esclusivamente in fumetteria - sono felicissima, spero proprio che la casa editrice che lo pubblicherà sia planet manga... non ci resta che aspettare! e tra poco esce anche la seconda serie dell'anime!

lunedì 18 gennaio 2016

commenti randomici a letture randomiche - parte XI

randomicità massima anche per la roba che staziona sulla mia scrivania in attesa di un commento veloce veloce.
visto che si tratta di un bel po' di roba, ho deciso di dividere il post in due parti: ecco i primi titoli!

per prima cosa, volevo esprimere tutta la mia gioia per aver letto skywalker colpisce, la raccolta in cartonato dei primi sei volumi dedicati a star wars. ora io non sono mai stata un'appassionata di fumetto americano, non leggo marvel né dc e quelle poche volte che ho provato a capirne qualcosa mi sono incartata malissimo già solo a provare a capire in che ordine cercare qualche titolo leggibile a se. quando hanno cominciato a pubblicare gli spillatini di star wars ci avevo rinunciato, non riesco proprio a seguirli e a districarmi tra serie principale, miniserie e blabla. quindi questi cartonati che raccolgono gli episodi già pubblicati in spillato mi salvano la vita praticamente. la storia presentata in questo volume è ambientata esattamente dopo l'episodio IV: dopo aver distrutto la morte nera, luke, han e leia sono in missione per distruggere la più produttiva fabbrica di armi dell'impero.
non voglio spoilerare nulla, anche se è uscito ormai da un mesetto, perché penso che valga proprio la pena di leggerlo se siete fan della versione cinematografica: ci sono degli scontri interessanti, un buon approfondimento psicologico su luke, ancora insicuro sul suo passato e sul suo possibile futuro di jedi, e sopratutto rivelazioni... scottanti! su altri personaggi.
c'è sopratutto la risposta a una delle domande che mi ponevo da anni... come diamine faceva darth vader a sapere chi era il pilota che ha distrutto la morte nera?

a quanto ne ho capito io, da quel poco che ho trovato in giro, è che questi episodi sono stati commissionati alla marvel dalla disney, per ampliare l'universo canonico della serie. per cui, anche i prossimi volumi (a fine mese esce il primo cartonato dedicato a darth vader e io non vedo l'ora) avranno, per così dire, il compito di collegare i vari film tra loro e riempire gli intervalli tra un film e l'altro. a me questo progetto piace tantissimo, per quanto non ami particolarmente questa tipologia di fumetti (intendo dal punto di vista grafico).

cambiando completamente genere.
dei quattro nuovi albi editi da bd dedicati a my little pony (l'amicizia è magica vol. 3, le microavventure vol. 2, amici per sempre vol. 1 e l'amicizia è perfida vol. 1), sono riuscita ad acquistare al momento solo il secondo volume de le microavventure.
rispetto alla serie regolare (l'amicizia è magica) questo volumino mi ha un po' delusa. molto basso il livello dei disegni e a dirla tutta, anche quella delle storie, che si mantengono su un livello che potrei definire solo con il tristissimo termine medio. manca quell'ironia e quel non so che di surreale che caratterizzava le storie pubblicate ne i primi due volumi de l'amicizia è magica.
non che sia stata una brutta lettura, ma penso proprio che negli altri volumi avrei trovato di meglio.
spero di poterli recuperare al più presto...

sempre più a random, volevo spendere due paroline sul volume di io ti salverò, di yoko maki, pubblicato a novembre ma che io ho recuperato a inizio mese. praticamente lo trovo in tutte le edicole in cui mi trovo a passare, ragion per cui penso che non abbia venduto tantissimo...
storie brevi
e in effetti non è che si tratti esattamente di un albo imperdibile, eh, ma a me l'autrice non dispiace affatto (a proposito, non vedo l'ora che esca il secondo volume di romantica clock! ) e mi piacciono molto i volumi unici, per cui non potevo per nulla perdermelo.
quasi metà del volumetto è occupata dalla storia che da il titolo alla raccolta, io ti salverò, appunto, che racconta di hiro harusawa, detta la "giustiziera", una ragazza con troppo senso del dovere e nessun amico, e ryo hamasaki, praticamente il suo opposto... almeno in apparenza.
quando scopre che ryo è in realtà vittima di alcuni teppisti che gli estorcono soldi, hiro decide di prendere le sue difese... e ovviamente il buon e ingenuo ryo interpreta la cosa come un oh che bello siamo amici!
mentre tra i due inizia a crearsi un legame sempre più stretto, scopriamo il passato di hiro e il motivo per cui non ha più nessun amico.
inutile dire che la situazione cambierà e lo farà nel migliore dei modi!
candy girl è la storia del primo amore di yuki, un ragazzo di sedici anni per mimi, una sua compagna di classe dall'aspetto di una bambola. yuki scoprirà presto che in realtà mimi ha un brutto carattere, è egoista e viziata e per nulla dolce... ma è davvero così?
una storia breve che gioca tutto sugli equivoci, molto carina, mi sarebbe piaciuto se fosse stata un po' più lunga.
completamente diversa è la protagonista di clear note, la terza storia del volume: si chiama rumi, ama leggere, è timida e non ha amici. quando si ritrova a dover svolgere dei servizi scolastici con il suo compagno kazama, che è ovviamente il bello-e-pieno-di-amici di turno, le altre ragazze, ingelosite e cattive come solo nei migliori shoujo manga scolastici, iniziano a crearle un sacco di problemi. inutile che vi dica come va a finire, no?
l'ultima storia, green boy x blue girl, è sicuramente quella più acerba e anche quella che mi è piaciuta di meno: racconta di yu, una ragazza per nulla dolce, per non dire una grandissima infantile rompipalle, e takeru, il suo compagno di banco, che nonostante tutto riesce a sopportarla. beh, dopo una serie di battibecchi eccetera, ovviamente, finiranno insieme.
a parte l'ultima storia, davvero superflua, è un volumetto carino. per cui se siete appassionati del genere primi amori tra i banchi di scuola e vi capita sottomano dateci un'occhiata.

tornate tra qualche giorno per scoprire quali sono state le altre - randomicissime - letture degli ultimi tempi!

giovedì 14 gennaio 2016

shigatsu wa kimi no uso - your lie in april

amanti delle storie tragiche a me!
sicuramente lo conoscevate già, ma ho finito da poco di vedere shigatsu wa kimi no uso - your lie in april, un anime devastante, e credo proprio di doverne parlare, perché questo coso mi ha turbato l'animo oltre ogni limite.
ah sì, mi è piaciuto tantissimo.

frame tratto dalla sigla

incentrato sul mondo della musica, your lie in april ha una trama apparentemente banale: fino a qualche anno prima, kousei arima era un piccolo genio del pianoforte, un bambino dotato di un talento incredibilmente raro e prezioso, ma da due anni ha smesso di suonare, strimpella solo per via di un lavoretto part time, ma nulla di serio.
un giorno, la sua amica tsubaki gli chiede di fare da "quarto" per un appuntamento: la sua amica kaori si è presa una cotta per watari, amico di kousei e di tsubaki fin dall'infanzia, e a lei non va proprio di fare da terzo incomodo.
un po' controvoglia, kousei accetta, e, arrivato in anticipo all'appuntamento, incontra kaori mentre sta suonando al parco insieme a dei bambini.
mentre kousei si commuove alla vista di una bella ragazza che suona una semplice canzoncina per bambini, kaori lo prende per un maniaco e non ci mette molto a svelare il suo vero carattere: per nulla carina, violenta e manesca!

il primo incontro tra kousei e kaori

ma kaori, oltre che una finta visione angelica, è una violinista e proprio quel giorno deve suonare per una competizione.
per kousei è abbastanza traumatico ritornare in una sala dove giovani musicisti si esibiscono e si sfidano, una di quelle sale che erano state tanto familiari a lui fino a pochi anni fa, ma a una forza della natura come kaori sembra impossibile dire di no...

nel corso della vicenda i rapporti tra i quattro si intrecciano sempre più stretti, tra sentimenti nascosti da tempo e quelli che nascono rapidamente.
il trauma di kousei, segnato profondamente da una madre malata e violenta e dalla sua perdita, l'affetto di tsubaki per kousei, amico d'infanzia e vicino di casa, praticamente la persona che più le è stata vicina per tutta la vita, e sopratutto l'energia e l'entusiasmo sfrenato di kaori: questi sono gli elementi base della vicenda, che stempera i momenti più pesanti (alcuni davvero terribili, difficili anche da vedere: il passato di kousei è così triste e doloroso che mi ha fatto davvero stare male. io spero che questa mancanza di sympathia - lo scrivo così perché lo intendo nel suo significato letterale - e di pietas, questa attitudine al giudizio facile, duro e severo, sia solo un espediente usato per rendere la storia più drammatica, che sia una roba che succede solo nei cartoni, come i campi di calcio infiniti di holly e benji, e che i giapponesi non siano davvero così) con scenette comiche e qualche momento di divertimento.

watari e la gioia di trovare un messaggino sul cellulare!

kaori e la sua travolgente energia e passione per la musica, convinceranno kousei a tornare a suonare e a partecipare alle gare, riuscendo pian piano a superare le sue paure e riscoprendo l'amore per il pianoforte. tornato nel mondo delle competizioni musicali, kousei incontrerà due personaggi che fanno parte del suo passato: aiza takeshi e emi igawa, due giovani pianisti coetanei di kousei, che hanno iniziato da bambini a suonare il pianoforte proprio dopo aver ascoltato lui (anche se kousei non se ne ricorda affatto).
avevo temuto all'inizio che fossero i tipici personaggi il cui ruolo è quello di mettere i bastoni tra le ruote al protagonista senza avere nessuno spessore psicologico di sorta, invece non solo son ben caratterizzati, ma è dedicato loro abbastanza tempo da mostrare cosa li ha spinti a suonare e come sono giunti a quel momento, e sopratutto, cosa li lega a kousei.
insomma, come per i quattro personaggi principali, nulla è lasciato al caso e nessun personaggio rimane solo una macchietta.

il ritorno di kousei sul palco insieme a kaori

importantissimi e numerosissimi sono i flashback, i momenti vissuti da kousei, tsubaki e watari da piccoli (e bisogna ammetterlo, sono assolutamente adorabili da piccini!): grazie a queste scene comprendiamo meglio i personaggi, la loro storia e i rapporti tra loro, ed è secondo me questo che fa di your lie in april una storia così particolare e da quel quid che mi fa dire non potete perdervelo.
c'è un'ottima caratterizzazione psicologica e un curatissimo background che rende questo titolo qualcosa di più della solita storia d'amore, amicizia e sport/musica/passione-random tra studenti: è una storia di crescita, una storia che parla del superamento delle proprie paure, che racconta di come, forse proprio grazie a quello che più ci ha segnati, siamo diventati quello che siamo, senza permettere al peggio che si nasconde dentro di noi di venire a galla, ma anzi sapendo apprezzare al meglio i momenti più felici della nostra vita.

un ricordo dell'infanzia di kousei

eppure, dopo un momento iniziale in cui sembra che finalmente il peggio sia stato superato, l'atmosfera si fa subito malinconica e si intuisce presto che non ci sarà nessun happy ending. o almeno non quello che io avevo sperato...

meritevolissima l'animazione, molto curata, precisa e verosimile quando assistiamo alle performance musicali dei protagonisti (niente mani che si muovono a caso sulla tastiera), molto belli anche i disegni, per nulla arraffazzonati, anzi curati ed espressivi. ho trovato molto belle anche le scelte circa la regia/fotografia: inquadrature perfette e luce che interpreta al meglio la sensazione data da una determinata scena.
insomma, se non l'avete ancora visto recuperatelo!

ah, questo anime è tratto dal manga omonimo, completato con l'undicesimo volumetto e già edito in inglese e in francese (qui sotto le copertine del volume uno nelle due rispettive edizioni), nonché vincitore nel 2013 del kodansha manga award (categoria shounen).
la mia speranza è che prima o poi lo annuncino anche qui in italia!

mercoledì 13 gennaio 2016

vuoi sostenere claccalegge?

un mio amico mi ha suggerito di dare un'occhiata a patreon, un sistema di crowdfunding pensato per chi crea contenuti online. invece di creare una campagna con degli obiettivi fissi, su patreon si raccolgono fondi per la pubblicazione continuativa di contenuti, come, per esempio, funziona questo blog.
personalmente l'idea non mi dispiace: si può contribuire con poco e comunque sostenere quello che è un lavoro o comunque un impegno costante, un blog (o canale youtube o quello che vi pare), che vi piace seguire, da cui traete spunti, consigli, idee o che semplicemente vi fa passare qualche minuto di distrazione.
si può scegliere ovviamente di sostenere con diverse cifre, più che altro simboliche: quelle che avevo pensato io, e che trovate nel sondaggio qui accanto, sono due: un euro al mese, per dire ehi clacca, mi piace quello che fai! o fino a un massimo di cinque euro al mese (nel senso che se per un mese non dovessi pubblicare nulla, voi non pagate nulla, o se pubblicassi meno di cinque post, paghereste meno di cinque euro) per sostenermi e beccarvi un disegnino realizzato dalla sottoscritta (avevo pensato agli stampabili di citazioni tratte da libri che avevo iniziato a fare qualche tempo fa e che mi piacerebbe parecchio riprendere. sotto trovate una foto!)


manco a dirlo, gli eventuali fondi raccolti in questo modo servirebbero a finanziare l'acquisto di graphic novel che trovereste poi recensiti qui.
che ne direste? oltre a rispondere al sondaggio, lasciatemi anche un commento, per lasciarmi dei suggerimenti, dei consigli, per esprimere i vostri dubbi, insomma quello che vi va. prima di iniziare una cosa del genere voglio sapere cosa ne pensano i miei lettori! appena si chiuderà il sondaggio (c'è tempo per votare fino al 20 febbraio), e se ci saranno abbastanza risposte positive, imposterò al meglio la campagna!

venerdì 8 gennaio 2016

il piccolo principe

fino ad ora per me il piccolo principe era il romanzo che nessuno poteva non apprezzare. ero convinta che tutto il mondo l'avesse letto e amato come l'ho letto (e riletto e riletto e riletto) e amato io.
poi ho scoperto, grazie all'annuncio del film basato su questo romanzo, che non era vero.
strano.
la cosa che più mi preoccupava, oltre al fatto che era appena crollata una delle certezze su cui basavo la mia esistenza, era questa storia del film.

il piccolo principe è un racconto molto particolare: poetico, profondo, toccante, capace di trasformarsi in una nuova lettura ogni volta. eppure praticamente non ha una trama. cioè, la storia è così semplice che bastano pochi secondi a dire cosa succede: un aviatore ha un incidente, finisce in un deserto e incontra un bambino che vuole disegnata una pecora, così che possa mangiare i germogli di baobab che potrebbero crescere sul suo pianeta, far male alla sua rosa e distruggere ogni cosa. questo bambino ha viaggiato tanto, facendosi trasportare dagli uccelli, ha conosciuto tanti adulti strani in tanti pianeti diversi, qui sulla terra ha incontrato una volpe e tante rose, e poi l'aviatore e un serpente. fine.
come si fa a fare un film su una cosa del genere?

quello che è davvero essenziale, nel piccolo principe, è - per usare ancora una volta la più abusata delle citazioni - invisibile agli occhi. e alla lettura.
poche, pochissime frasi costituiscono il cuore visibile del racconto, ma tutto quello che rende questa storia unica e importantissima rimane sospeso nell'atmosfera di malinconia che segue alla lettura.
anche qui, come si fa a rendere quella sensazione dolceamara, quel sentirsi per un attimo il primo e unico lettore, il custode del segreto che la volpe sussurra all'orecchio del bimbo, come si racconta tutto questo in un film? che deve anche essere un film per bambini, quei bambini abituati a peppa pig e ad altre vaccate simili.

insomma, un po' mi era venuta paura, ma rimanevo comunque speranzosa di poter vedere qualcosa di valido, dalle prime immagini e dalle prime clip la cosa prometteva bene.


poi qualche giorno fa ho visto finalmente il film al cinema e...
niente, le paure erano decisamente infondate. questo film è un gioiellino.

per prima cosa, chiariamo che il film non è l'adattamento del romanzo.
il protagonista non è il piccolo principe, ma una ragazzina - che durante tutto il film viene chiamata solo ragazzina o piccola - che sta per compiere otto anni, vive con la mamma, una donna in carriera che è il suo unico punto di riferimento, spera di poter entrare nella prestigiosa werth academy e di diventare un'adulta perfetta. e di poterlo diventare prima possibile.
mamma e figlia si trasferiscono in una nuova, squadrata e grigia casetta, in un quartiere di casette grigie e squadrate, abitate da gente grigia e... parecchio inquadrata.
alla piccola è stato regalato un meraviglioso piano di vita grazie al quale potrà entrare alla werth academy se seguirà tutto quello che vi è segnato, e vi è segnato davvero tutto: minuto per minuto, ora per ora, giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese. tutto quello che deve fare per trasformarsi in un'adulta perfetta e essenziale.


ma a cosa si fa più difficile del previsto. accanto alla sua nuova asettica casa infatti abita un signore piuttosto strambo, un vecchio aviatore.
fin dal primo momento quest'uomo non fa che turbare la quiete del quartiere e della nostra ragazzina, inviandole un aeroplanino con un disegno e una storia: la storia di un aviatore sperduto nel deserto e del suo incontro con un piccolo principe venuto da un altro pianeta...


per una bambina che non è mai stata veramente bambina è difficile credere a una storia così assurda, ma pian piano l'amicizia tra lei e l'aviatore cresce e la piccola ha modo, durante l'estate, di conoscere pian piano la storia del piccolo principe, ma sopratutto di imparare che c'è tanto di bello e di importante da vivere quando si è bambini: che c'è meraviglia e scoperta dappertutto, che ci sono gli amici, e che non si può sprecare la propria infanzia davanti a libri pieni di numeri ed equazioni.
anche se tutto questo scatenerà una valanga di problemi e...
non voglio rovinarvi tutta la storia.
ma sappiate che se andate a vederlo, dovrete sforzarvi più volte di trattenere le lacrime.


la storia della ragazzina che scopre il racconto di aviatore e del piccolo principe è un po' la storia di tutti - per questo forse la piccola non ha un nome, per rendere il suo personaggio ancora più simbolico. è una bimba come tante, con tutte le sue paure, che commette errori e che magari non sa sempre scegliere la strada giusta, ed è facilissimo immedesimarsi in lei.
la ragazzina si porta sulle spalle tutta la paura e l'insicurezza che accompagna il passaggio dall'infanzia all'età adulta, il senso di amarezza che solo l'assurda vita degli adulti riesce a trasmetterci, con tutti i suoi rigidi schemi senza senso.
ma il messaggio del film in fondo è lo stesso del libro: il punto non è non diventare grandi, ma ricordarsi di essere stati bambini e continuare a vivere più che si può come allora.


visivamente il film è davvero molto bello, e adotta una geniale scelta stilistica: quella di differenziare le animazioni che riguardano la storia della ragazzina da quelle che raccontano la trama del libro.
lo stile delle prime ricorda molti degli ultimi film in computer grafica (in particolar modo alcuni personaggi grigi mi facevano venire in mente ratatouille, poi il bollalmanacco ha confermato questa impressione - ciao bolla!), mentre per le scene tratte dal romanzo si è scelto di usare la tecnica dello stop motion, creando ambientazioni che sembrano letteralmente uscite dal libro - infatti quasi tutto sembra fatto di carta - e che riproducono abbastanza fedelmente lo stile di disegno di exupéry.

il risultato è il migliore di quelli che ci potevano aspettare.
non solo non si è stravolto il significato originale del romanzo, non lo si è svilito in alcun modo né lo si è trasformato in un tripudio di melassa, ma la poetica del racconto, il suo non-detto, tutto è reso perfettamente e fedelmente. e altrettanto perfettamente è resa la sorpresa e il cambiamento interiore che una storia così può operare in chi si ritrova per la prima volta a leggerla.
è un film che non solo non ha pretesa di sostituirsi al libro da cui è tratto, ma che invita a leggerlo e a conoscerlo. e spero tanto che i bambini - al cinema io ne ho visti veramente pochi, tutti a vedere zalone o masha e orso a quanto pare - che vedranno il film possano scoprire questo racconto bellissimo. e magari farlo scoprire anche ai loro genitori, d'altro canto per certe storie non è mai troppo tardi.

giovedì 7 gennaio 2016

my cup of tea 2015

ed eccoci di nuovo a partecipare all'iniziativa creata da yue lung sul suo blog say adieu to yue (è un blog interessante e io stalkero yue e le sue letture da - wow - più di dieci anni ormai!), my cup of tea.
ecco in cosa consiste:
Invito tutti i miei amici blogger a partecipare alla terza edizione del premio "My cup of tea", che ha lo scopo di celebrare non l'opera più bella del 2015 (troppo facile) ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa. Per opera intendo qualsiasi cosa: fumetto, serie tv, film, libro e quant'altro. E potete fare anche premiazioni multiple, per ogni tipologia (quindi un film, una serie tv e così via). Non ci sono scadenze, ma se partecipate fatemelo sapere!
lo scorso anno ho mancato l'appuntamento, ma due anni fa no, e qui potete leggere quali opere ho scelto come cup of tea del 2013.


ecco le mie tazzine del 2015:

 • graphic novel • 



la sorpresa più grande dello scorso anno è stata sicuramente dolci tenebre, di fabien vehlmann e kerascoët, edito da bao publishing, di cui ho parlato qui.
mi aspettavo qualcosa di completamente diverso e la lettura mi ha shoccata parecchio, ma mi è piaciuto davvero molto più di quanto avrei creduto.
non è il mio graphic novel preferito dello scorso anno (quello rimane il porto proibito! e al secondo posto bellezza) però se devo scegliere il titolo più sorprendente, beh, questo si aggiudica per forza il primo posto!

 • libri • 

ho letto veramente poco lo scorso anno, e non troppa roba entusiasmante, ma certamente il titolo più sorprendente se lo merita torsten krol con il libro segreto delle cose sacre, un romanzo inclassificabile, a metà strada tra fantasy e distopico, ambientato in un mondo in cui la religione è prerogativa delle donne e la preghiera è il solo modo per fermare la distruzione del pianeta. angosciante ma davvero imprevedibile.

 • manga (serie) • 



ok, è iniziato nel 2014, ma io l'ho recuperato tutto due/tre mesi fa, quindi per me vale come 2015. natsume degli spiriti è il manga che più mi ha sorpresa ed emozionata tra tutti. avevo già visto l'anime e quindi non avrei mai creduto che leggendolo mi avrebbe coinvolta così tanto, e invece...
l'ho anche messo al primo posto nella classifica dei dieci shoujo manga imperdibili o quasi (secondo claclina) usciti tra il 2010 e il 2015 (link qui)

 • fumetto occidentale (serie) • 



ovviamente la sorpresona del 2015 è stato il ritorno di pk, con il bellissimo il raggio nero di artibani/pastrovicchio. certo che immaginavo mi sarebbe piaciuto, ma non mi aspettavo qualcosa di così megacicciofigoso.
e quindi la tazzina ci sta tutta!

 • autoproduzioni • 

ho letto un po' di roba autoprodotta quest'anno, scoprendo degli autori veramente bravi e un mondo che mi era praticamente quasi del tutto sconosciuto (manticori a parte) il premio sorpresa va a ferea del duo nyesis (elisa l. cross e sara fabrizi), titolo che non credevo potesse intrigarmi così tanto e invece sto rosicando da matti nell'attesa di avere il quarto volumino...

 • film • 

questo è proprio difficile: gli ultimi mesi dello scorso anno al cinema sono usciti un sacco di film che mi hanno sorpresa, commossa, che mi hanno fatto dire ok, me lo aspettavo bello ma non così bello! e quindi la scelta è stata ardua... ma inside out sarebbe stato troppo scontato, mi aspettavo che fosse un capolavoro e lo è, idem per star wars VII - il risveglio della forza. il viaggio di arlo è stato esattamente il tipo di film che immaginavo potesse essere, snoopy and friends mi ha sorpresa sì, ma un po' me l'aspettavo, insomma dopo aver letto tutti i fumetti dei peanuts è difficile non sapere cosa stai andando a vedere... ma song of the sea ha decisamente superato le mie aspettative e si è rivelato un vero gioiellino. (e non ne ho ancora scritto la recensione perché devo rivederlo per riuscire a mettere in ordine tutti i pensieri e le emozioni e poter scrivere qualcosa di sensato)
non capisco proprio perché qui in italia nessuno abbia voluto acquistarlo, perché è davvero secondo me uno dei migliori film d'animazione dell'anno.

 • serie tv • 



non seguo tante serie tv e telefilm, prima ero in fissa con bbt ma poi ho perso l'abitudine a vedere in tempo le puntate e mi sono persa (se volete aiutarmi ve ne sarei davvero mooolto grata!). più che altro mi manca la costanza e mi scoccia oltre ogni limite cercare gli episodi online, e non avendo una tv in camera (né tanto meno abbonamenti sky o cose simili) è difficile seguire roba.
ma quest'anno mi sono intrippata malissimo con il giovane montalbano, serie che all'inizio non mi era proprio piaciuta: troppo forte lo shock di cambiare tutto il cast dei personaggi (essì, sono una fan della vecchia serie di montalbano con luca zingaretti!).
invece sono bastati un paio di episodi per farmi cambiare idea e farmi rincoglionire ogni volta davanti alla tv (insieme a madre e a camilla, che pare apprezzare anche lei riondino!).
davvero una serie ben fatta, merito anche di michele riondino che, per quanto sia diversissimo da zingaretti, ha interpretato un commissario montalbano molto in linea con il personaggio di camilleri (sigarette a parte). e una delle colonne sonore più belle che abbia sentito in un film/serial ambientato in sicilia (sono tutte di olivia sellerio, se vi capita ascoltatela, ha una voce incredibilmente bella e potente)

mi unisco all'invito di yue per chiunque voglia partecipare! ricordatevi bannerino, link e regole! e sopratutto fatemelo sapere, così vengo a leggervi!

mercoledì 6 gennaio 2016

un ex è per sempre

lucrezia è tornata!
e questa volta, la nostra non-eroina, il nostro concentrato preferito di psicosi e luoghi comuni, è alle prese con una gran brutta situazione: riccardo, il suo nuovo amore, l'ha lasciata.
e adesso? adesso bisogna fare i conti con lo "spirito" dell'ex e peggio ancora con se stesse! perché si sa, i fidanzati passano, ma un ex è per sempre.


chi ha già letto gli altri libri di silvia ziche che hanno lucrezia come protagonista (amore mio, due, san francisco e santa pazienza, prove tecniche di megalomania, lucreziaè tutto sotto controllo, lucrezia 2, lucrezia e alice) sa già cosa aspettarsi: una buona dose di cinismo nell'affrontare la vita, sopratutto quella sentimentale, un umorismo che sa farci ridere - amaramente - di quello che un po' è la quotidianità di tutti noi.

lucrezia è come paperino: sfigata e adorabile, è impossibile non identificarsi almeno una volta con lei. è la summa delle nostre insicurezze, del nostro bisogno d'amore, della nostra incapacità di gestire i rapporti con gli altri, delle nostre paure. lucrezia incarna tutti i luoghi comuni possibili, adatta le sue psicosi al tempo che passa e ai cambiamenti che questo comporta: sa bene quanto possa essere utile facebook per rovinarsi l'umore curiosando la pagina del suo ex, ma sopratutto sa quanto possa essere utile un social per sputtanarlo tra i suoi amici, sa come destreggiarsi in città evitando tutti i posti in cui poter rincontrare l'innominabile ex fidanzato e come tornare accidentalmente in quei posti in cui forse se lo rincontrassi magari allora...

la ricerca del principe azzurro, che appare spessissimo nei fumetti di silvia ziche e che viene puntualmente ignorato, l'ha portata prima tra le braccia di luca - con il quale è finita da un pezzo ma che continua a occupare il divano di casa, l'ha convinta di dover incarnare l'ideale di donna perfetta, bella, magra, giovane, con tutto lo stress che questo comporta, l'ha fatta tormentare dai sensi di colpa quando si è ritrovata a interpretare il ruolo dell'amante, e ora, che aveva finalmente trovato la felicità, beh, lui - che non è il principe azzurro, ovvio! - l'ha lasciata. e neanche per un'altra, no, spiacente lucrezia, non c'è nessuno a cui addossare colpe, l'ha lasciata e a lei toccherebbe un esame di coscienza.
ma davvero vi aspettate che lucrezia rifletta con lucidità e calma su sé stessa?

accompagnata dal solito cast, tra il cane oliver, i genitori che vivono il loro perfetto matrimonio triste e la nonna, campionessa di rimorsi, lucrezia continua a regalarci uno specchio per le nostre frustrazioni facendoci però sempre ridere e ricordandoci che, in fondo, anche i momenti più terribili dai quali pensiamo di non poterne uscire si superano.
o eventualmente, come direbbe la nonna, si può sempre chiudere i ricordi in freezer e non pensarci più.

lunedì 4 gennaio 2016

star wars VII - il risveglio della forza (spoiler e ipotesi)

ed eccomi di nuovo qui, dopo un ragionevole lasso di tempo dall'uscita del film, ho scritto un po' delle considerazioni che negli ultimi tempi, complice una seconda visione al cinema, ho tirato fuori su star wars VII.

ovviamente, tutto il post sarà strapieno di spoiler. quindi se ancora non avete visto il film chiudete questa pagina e passate a leggere qui dove trovate il primo post su il risveglio della forza senza spoiler.
e poi ovviamente andate al cinema.

questo settimo episodio è stato in tutto e per tutto un omaggio all'episodio IV: una ragazza (invece di un ragazzo) cresce senza la sua famiglia d'origine su un pianeta desertico, lontana dalle lotte politiche che turbano la galassia, incontra un droide in missione segreta (nel primo film erano due), è costretta a scappare da casa e si ritrova improvvisamente ad avere a che fare con un'energia cosmica misteriosa e con due fazioni in guerra tra loro, perderà la sua guida assistendo impotente alla sua morte (han solo invece di obi-wan kenobi) e alla fine il suo ruolo sarà fondamentale per la resistenza (anziché per la ribellione).
anche le ambientazioni ricordano parecchio quelle della vecchia pellicola: jakku è praticamente uguale a tatooine, non fosse che lì c'era qualche sole in più, takodana, il pianeta in cui si incontra la piratessa maz kanata e in cui si svolge poi la battaglia tra assaltatori e resistenza, ricorda molto la boscosa luna di yavin, nella quale la ribellione assisteva alla distruzione della morte nera, di cui la nuova star killer dell'episodio sette è la versione più grande e potente.

tutto questo non può però essere visto come una mancanza di originalità, perché il film di certo non si esaurisce in così poco. personalmente mi sono piaciuti tantissimo i rimandi al IV episodio, hanno saputo non solo creare continuità anche a trent'anni di distanza, ma hanno anche aggiunto quel tocco fiabesco alla storia, quell'atmosfera che star wars voleva avere all'inizio e ha mantenuto intatta per tutti - sì, anche i prequel - gli episodi: è come se ci fosse un filo invisibile tra la nuova e la vecchia generazione di personaggi e di conseguenza tra la nuova e la vecchia generazione di fan e di spettatori. si crea qualcosa di davvero mitico, una ciclicità che sa di fatale: mischiate pure gli elementi come volete, ma alla fine le cose andranno sempre in quel modo, perché non c'è altro modo possibile. cosa volevate di più? con che coraggio potete ancora dire che questo non è star wars?
tutti i continui rimandi tra presente e passato servono a collocare in modo univoco i personaggi nei loro rispettivi ruoli, creare degli inevitabili parallelismi e quindi a lasciare al pubblico la possibilità di macinare ipotesi su ipotesi per quelli che saranno gli episodi futuri. è ovvio che questa consapevolezza è lasciata esclusivamente allo spettatore: ci voleva han solo per convincere rey e finn che i jedi, la forza... è tutto vero. per loro tutto accade per la prima volta, e quindi tutto il discorso fatto sopra non ha valenza da dentro la cornice.
c'è chi considera questo film un bieco trucco per far soldi (eh beh, si sa, uno mica fa film per guadagnarci qualcosa, eh, è solo la disney brutta e cattiva che ci tiene a vendere i biglietti al cinema e poi i gadget, gli altri fanno film per la gloria), a me tutto questo ha coinvolto davvero tanto (si sarà notato, no?, che ormai sono monotematica), e se volevano i miei soldi, beh, li avranno eccome! glieli do con gioia.

il risveglio della forza ha anche l'altro, enorme, merito di essere riuscito, a mio avviso, a riparare ad alcuni peccati d'ingenuità che potevano infastidire nelle due vecchie trilogie: insopportabile ad esempio, la distruzione di alderan, un momento drammaticissimo ridotto a un bum in lontananza. qui, la distruzione della repubblica per mano della nuova star killer, ha tutto il pathos che merita, tra inquadrature ad effetto e colonna sonora. anche il passaggio di anakin al lato oscuro, nel terzo episodio, era stato troppo facile e veloce, mentre adesso kylo ren riesce a rendere molto meglio la sua lotta interiore, la sua crescita è lenta e sofferta, e non è ancora terminata. 

i tre nuovi personaggi principali, reyfinn e kylo ren, a me sono piaciuti da morire: non solo promettono parecchio bene per quello che sarà il loro ruolo nei prossimi episodi, non solo hanno tutti e tre un background parecchio interessante sul quale si possono fare parecchie ipotesi, ma hanno reso questo film da un lato qualcosa di nuovo e diverso dalle vecchie trilogie, dall'altro sono perfettamente in armonia con l'atmosfera sia dei primi episodi, sia di quelli più recenti.


rey è il personaggio con il passato più misterioso e intrigante dell'intero film. praticamente è come se per tutto il film non si facesse che chiedersi ma questa qui chi è in realtà? forse per via del fatto che tutta la prima trilogia è incentrata sul legame darth vader/luke e la seconda sul passato di anakin/darth vader, qui abbiamo la necessità di associarla per forza a qualcuno. quindi stiamo al gioco e proviamo a capire da dove potrebbe venire rey.
non è - secondo me - come va per la maggiore la figlia di luke, ma è inevitabilmente una skywalker, o almeno così ci hanno voluto far credere per tutto il tempo: è una bravissima pilota ed è potente nella forza, nonostante non sia mai (?) stata addestrata.
quindi, per forza di cose, è anche lei figlia di leia e han solo. eppure la cosa non tornerebbe, visto che i due parlano sempre di ben solo come figlio, ma non fanno nessun riferimento diretto a una parentela con lei.
eppure han ha spesso nei confronti di rey un malcelato orgoglio e un atteggiamento molto dolce e paterno, anche se cerca di far finta di niente, sembra sforzarsi il più possibile di non essere troppo tenero con lei: sul millennium falcon, quando praticamente è rey a salvare la situazione più volte, han è visibilmente sorpreso, eppure cerca di sminuire tutto, e si concentra a fare il compagnone di finn. quando maz kanata gli chiede esplicitamente chi sia rey, la scena viene tagliata: cosa risponde han alla domanda? di certo non può liquidare tutto in oh nessuno, una che quasi pilota il falcon meglio di me. non sapremo mai cosa avrà detto, ma di certo sarebbe stato interessante scoprirlo. (sulla vicenda della spada e delle visioni ci torneremo dopo)
e leia, che non è di certo una da baci e abbracci a tutti, ha anche lei uno sguardo malinconico e dolce verso rey, sia quando la ragazza torna dalla missione dopo la morte di han, sia quando parte a cercare luke, e questi sono inoltre gli unici due momenti in cui il generale organa sembra abbandonarsi ai sentimenti, oltre ovviamente, che con han.
insomma, molta dolcezza e molta malinconia.
oltretutto kylo ren sembra parecchio interessato a rey, ma non si capisce bene qual è il motivo: perché ha percepito le sue capacità? o è davvero perché vuole recuperare dalla sua memoria la mappa che potrebbe aver visto (non era più facile catturare un droide?). o potrebbe averla riconosciuta? in fondo durante lo scontro le propone di addestrarla nell'uso della forza, non ha molto interesse a farla morire, non subito almeno, altrimenti credo proprio che l'avrebbe uccisa subito.
del passato di rey sappiamo solo che è stata lasciata su jakku dalla sua famiglia, e che lei aspetta da sempre che qualcuno torni a prenderla. sappiamo che è classificata, quindi in qualche modo è tenuta sotto controllo. e vediamo, insieme a lei, dei frammenti di passato e futuro quando tocca la spada di luke (che fu prima di anakin). non vediamo mai i genitori di rey, non sappiamo perché è stata confinata così piccola su jakku.
come è possibile che due genitori come leia e han, ancora affezionati al figlio nonostante quello che ha fatto, non battano ciglio nel momento in cui ritrovano la figlia, da cui sono separati da anni?
questa cosa aveva un po' fatto vacillare la mia teoria circa il legame rey - leia/han, ma dopo aver rivisto il film, mi è venuta un'altra idea, il modo per quadrare il cerchio: semplicemente leia e han non hanno riconosciuto rey. il che vuol dire che l'allontanamento dalla figlia o è avvenuto prima del suo isolamento su jakku, quindi magari era stata adottata da qualcun altro per i primi anni di vita, oppure  - e questo mi pare più plausibile - qualcuno ha mentito circa la sorte di rey, ovvero è stata mandata su jakku senza che i veri genitori lo sapessero. magari rey è stata spacciata per morta. ma chi avrebbe architettato tutto questo? la soluzione al quesito si è proposta alla seconda visione del film, proprio nella lunga scena finale: luke, che da anni è scomparso ed è finalmente stato ritrovato, guarda rey non solo come a dire "come avete fatto a scovarmi?", ma anche come se la riconoscesse e non fosse troppo felice dell'incontro.
tutto potrebbe riassumersi così: luke non si è ritirato solo per colpa del nipote ben/kylo ren, ma per qualche altro errore, forse ben peggiore (non so se sono la sola ad averlo pensato, ma quando lo si inquadra per la prima volta la musica inizia ricordando in modo inquietante la marcia imperiale, per poi cambiare subito), e dalle conseguenze molto gravi. a questo punto, per salvare la nipote minacciata dal fratello - o peggio, per evitare un nemico così potente a quest'ultimo - ha fatto sparire rey, nascondendola su jakku, forse cambiandole nome, di certo convincendo leia e han che la loro bambina non esistesse più, e facendo sì che rey adesso risvegli in loro una sorta di nostalgia del tipo magari se fosse ancora viva, nostra figlia assomiglierebbe a questa ragazza.

rey è un personaggio incredibile, la protagonista perfetta per una serie come star wars: riesce a usare trucchetti mentali meglio di qui gon-jinn e pilota astronavi da dio, e ovviamente la cosa non è piaciuta. e diciamocelo, non è piaciuta perché è una ragazza. perché quando luke fa saltare in aria la morte nera dopo appena 20 minuti che guida un caccia, senza neanche affidarsi al computer di bordo, usando solo la forza e senza ovviamente avere un addestramento completo, lì nessuno ha detto nulla, la forza funziona così, e quando anakin in versione bimbo dell'ovetto kinder guida lo sguscio come un pilota di formula uno, nessuno ha detto ma è impossibile, dai, è un ragazzino di sette anni con i capelli a scodella. però per rey che fa qualche giochetto mentale, e usa una spada - e la usa abbastanza bene - tutti a urlare allo scandalo, tutti a dire che non è verosimile. ma esattamente cosa è verosimile in star wars? le navi spaziali? la forza? alienini verdi e vecchi che saltano meglio di un atleta di parkour?
e nonostante sia la prima protagonista donna di star wars, la sua presenza non richiede necessariamente una storia d'amore a giustificare il fatto che... beh, ci sia. insomma, è esattamente l'eroina che volevamo.


finn è il personaggio sul quale sappiamo quasi tutto quello che riguarda il suo passato: rapito dal primo ordine quando era un bambino piccolissimo (quando captain phasma parla di lui dopo la diserzione, si intravedono delle foto che lo ritraggono quando non aveva forse nemmeno un anno), strappato alla sua famiglia e cresciuto al solo scopo di diventare un assaltatore, un soldato ubbidiente che uccide senza scrupolo.
sappiamo, sempre da phasma, che gli assaltatori vengono condizionati. non si spiega più di tanto di cosa si tratti, ma chiaramente questo condizionamento è quanto di più simile possa esserci a un lavaggio del cervello: non potendosi più servire di cloni geneticamente modificati per eseguire gli ordini senza ribellarsi, il primo ordine ha trovato un altro modo per rendere efficiente al massimo il suo esercito.
eppure, fn-2187 (questo è il suo nome prima che poe lo ribattezzasse finn), non obbedisce, decide di non uccidere.
quanto è plausibile che qualcuno, cresciuto al solo scopo di diventare un soldato che non discute gli ordini, senza una vera identità (non ha neanche un nome, solo un numero di serie a uso e consumo dei suoi superiori), senza un passato, senza una famiglia, senza amici, affetti, senza una vera vita alle spalle, possa compiere una decisione di questo tipo? quanto è plausibile riuscire a superare il condizionamento, avere una morale propria, diversa da quella che segue l'unica realtà che ha avuto modo di conoscere? così come kylo ren, e lo vedremo dopo, anche finn è stato banalizzato, quando invece il suo personaggio ha un ruolo importantissimo e un enorme spessore e valore. altro che macchietta. altro che mezzuccio per tirare in ballo rey.
finn tradisce tutto ciò che è stata la sua unica realtà e verità, ha una personalità nonostante sia stato fatto di tutto affinché non ne avesse una, compie delle scelte, nonostante sia cresciuto per eseguire gli ordini e basta. nonostante sia solo un pedone nelle mani del primo ordine, a pelle sa cosa è giusto e cosa no, per quanto possa apparire spaventato da eventi più grandi di lui (e ne ha anche ragione!) finn è un esempio di amicizia e lealtà. una volta analizzato bene, gli si perdonano i momenti di debolezza e la sua grande ingenuità. è uno degli elementi fondamentali di quel qualcosa, di quel motore primo (aristotele perdonami) che muove tutto affinché bene e male si scontrino ancora una volta.

ho seriamente temuto che tra lui e rey potesse nascere un qualcosa di tenero, giusto per dar il contentino ai fan, ma per fortuna non è stato così. il suo affetto per rey è sincero, così come lo è quello per poe e per han solo, ma rimane un sentimento di amicizia e lealtà: c'è in finn tutta la purezza di chi, per la prima volta, crea dei legami e non accetterebbe mai l'idea che non possano essere per sempre e contro ogni ostacolo.
sicuramente lo rivedremo nei prossimi episodi, ma è il personaggio sul quale non riesco proprio a far delle ipotesi, forse perché ha un ruolo praticamente "inedito" rispetto alle vecchie trilogie.


peggio che a rey, per quello che riguarda le critiche superficiali e idiote forse è finita a kylo ren, bistrattatissimo dai fan che non hanno affatto apprezzato il volto che si cela sotto la maschera. ho letto di tutto, dalle offese più pesanti alle battutine più stupide. il punto è che come al solito si preferisce concentrarsi sui paragoni con i vecchi film e sull'aspetto fisico degli attori piuttosto che sui personaggi e sul loro ruolo.
se kylo ren vi è sembrato solo una pallida imitazione di darth vader, beh, magari ci avete preso solo a metà.
kylo ren, al secolo ben solo, è il primo dei cavalieri di ren, alleati del primo ordine. se i secondi sono l'opposizione politica alla nuova repubblica, kylo ren rappresenta il ritorno di una controparte anche mistica all'ordine ricostituito dopo la caduta dell'impero.
il primo ordine è un'organizzazione politica basata sulla nostalgia nei confronti della vecchia dittatura imperiale, e dal canto suo, kylo ren è ovviamente il primo fan del nonno, quel darth vader di cui, conserva il casco ormai distrutto come una reliquia (e sarebbe interessante scoprire come ne sia entrato in possesso).
sui cavalieri di ren non sappiamo praticamente nulla. in realtà, o sono scema io che non ho capito niente, oppure kylo ren è l'unico - che vediamo - a farne parte.
il suo aspetto, la maschera, il mantello nero, la spada rossa (che è diversa dalle spade laser a cui siamo abituati, non solo per l'elsa, che si è rivelata meno inutile di quanto si temesse, quanto nella tipologia di energia che usa e di conseguenza dall'effetto che da quando è accesa), tutto è costruito per somigliare a quel signore oscuro dei sith per il quale nutre un profondissimo rispetto e desiderio di emulazione. ma perché, tra i due parenti illustri, tra luke e vader, ha scelto proprio il secondo? che anche qui sia stata colpa di luke? che anche questa scelta di ben/kylo ren sia stata fondamentale per decretare l'auto-esilio di luke?
quello che conta è che di certo abbiamo a che fare con un cattivo in fieri, uno che, come sappiamo dal leader supremo snoke (il tizio grosso e cattivo che sembra un rettiliano e di cui ancora non sappiamo praticamente nulla se non che è il maestro di kylo, che guida sia lui che il primo ordine e che conosce la forza e potrebbe essere l'ultimo sith ancora in vita) non ha neanche completato il suo addestramento.
kylo ren sembra un ragazzino arrabbiato per qualcosa che non ci è ancora stato svelato, con un desiderio che forse più che di vendetta potrebbe essere di giustizia per qualche torto subito, e che non è del tutto passato al lato oscuro, per sua stessa ammissione.
la scena del parricidio è un esempio perfetto di tutto ciò, forse ancora di più di quella in cui il ragazzo si confessa alla maschera del nonno. le lacrime e la richiesta di aiuto ad han solo sono sincere: quello che deve fare è uccidere suo padre, ma è davvero incapace di farlo senza il suo aiuto. almeno fino a quel momento, sappiamo che leia ha ragione quando dice che c'è ancora della luce in lui. ma poi? kylo ren è davvero cambiato dopo aver ucciso han?
se le ipotesi su rey funzionano, ben sarebbe suo fratello maggiore: un ragazzino che avrebbe assistito a qualcosa di tanto grave da portare all'esilio dello zio e della sorella. se così fosse, si potrebbe giustificare questo suo "piccolo" problema di controllo della rabbia, cosa in cui somiglia parecchio ad anakin, solo che kylo non ha nessun maestro jedi ad aiutarlo a gestire le sue emozioni.
nonostante tutto quello che potrebbe essere il suo passato, e quelle che di certo sono le lacune nella sua formazione, kylo ren si presenta bloccando con la forza il raggio di un blaster, tenendolo sospeso a mezz'aria per lunghissimi minuti, quasi senza curarsene, tiene sulla testa un casco che a giudicare dal tonfo che fa quando cade in terra peserà davvero parecchio, si becca un colpo di balestra di chube in pieno fianco e quasi senza battere ciglio combatte contro finn (addestrato per tutta la vita a essere un soldato) e poi contro rey (che come si è detto prima, non è la prima pivellina che passa)... non è roba da poco, no?
non so voi, ma a me uno così sembra anche più potente di vader. quand'è che anakin ha dimostrato capacità del genere durante il suo apprendistato?
sono certa che nell'episodio VIII kylo ren ci stupirà e parecchio.

eppure, i cosiddetti fan si sono più interessati alle sue orecchie a sventola che a tutto il resto. potevate risparmiarvi i soldi del biglietto a dirla tutta.


poe dameron ha un po' il ruolo dello sbruffone che han solo aveva nella vecchia trilogia, senza però ferire i sentimenti di nessuna principessa.
pilota di grandissimo valore, non si risparmia mai una battuta quando può, neanche nei momenti in cui sembra stia per lasciarci la pelle. è apparso per poco, ok, ma ha decisamente lasciato il segno, non so se più per il suo coraggio o per il modo in cui ha saputo distendere la tensione durante la prima scena.
se dopo la sua presunta morte quasi all'inizio del film è tornato, di certo la sua presenza non può esaurirsi tutta nello scontro aereo tra resistenza e primo ordine. avrà per forza un ruolo ancora importante almeno nel secondo episodio, sicuramente al fianco di finn. o almeno è quello che voglio credere.


altro personaggio che spero proprio di incontrare nuovamente è maz kanata, la piratessa spaziale che gestisce una sorta di locanda - chiara citazione di quella di mos eisley dove luke e obi-wan incontrano per la prima volta han solo e chewbecca - nel suo enorme castello su takodana.
maz è un personaggio che mi ha affascinata tantissimo, sarà che ho un debole per gli alieni piccoli e rugosi, sarà che il suo ruolo è quello della anziana saggia che custodisce segreti e misteri... e spade laser!
purtroppo a lei non è stato dedicato lo spazio che meritava: dice di essere in grado di capire le persone guardandole negli occhi, e sembra parecchio incuriosita da rey, anche se non sapremo mai cosa si saranno detti lei e han solo a proposito della ragazza.
sappiamo però che custodiva la spada di luke, che ne conosce la storia e che sa che quella spada è legata a rey: sa che rey ha avvertito qualcosa quando ha impugnato la spada di luke.


le visioni di rey nella cantina della locanda di maz, sono forse la parte più oscura di tutto il film: vediamo lei bambina piangere e chiamare sua madre nel momento in cui viene abbandonata su jakku, l'imminente scontro con kylo ren, e una mano artificiale che spunta da un mantello nero e tocca r2. ecco, io sono convinta che quello non sia luke ma anakin - la mano artificiale di luke si vede bene nell'ultima scena ed è evidentemente diversa da quella che vede rey. ma cosa significa che rey abbia avuto un'esperienza del genere? in fondo anche luke aveva usato la stessa spada, che era stata di suo padre, eppure non aveva visto nulla. è un modo per far intendere che rey è più potente dell'ultimo jedi? a quanto ho letto in giro, si sentono anche le voci di obi-wan e yoda durante la visione, io non sono riuscita a distinguerle: se davvero anche gli antichi maestri jedi hanno comunicato con lei, allora davvero rey potrebbe nascondere più di quanto si immagini.
oltretutto queste non sono le prime visioni che ha rey. quando viene interrogata da kylo ren, lui dice "vedi un enorme oceano con un isola" (cito a memoria, quindi potrebbero essere leggermente diverse le parole), ma in realtà quello non può essere un ricordo di rey, ma solo una visione del futuro: in effetti poi vedrà un enorme oceano e un'isola... ah, abrams e le isole...
in ogni caso, maz non sembra turbata da tutto questo, anzi, parrebbe che non abbia fatto che aspettare la ragazza per poterle spiegare cosa è la forza e come usarla e darle la spada che le spetta di diritto.
ma come ha fatto maz a trovare quella spada? bella domanda, ma non per questo momento. luke la perde durante lo scontro con darth vader, insieme a tutta la sua mano. già solo per questo, la vecchia aliena mi suscita un sacco di curiosità.

l'ho già detto, ma mi va di ripeterlo: alla strafaccia di tutti gli haters che non hanno saputo godersi il film, questo episodio VII è stato davvero fantastico e adesso l'hype per il prossimo episodio è alle stelle! e, come ho ripetuto più volte qui, amo follemente bb-8!
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