venerdì 6 gennaio 2017

my cup of tea 2016

è tempo di tazzine!


come per le passate edizioni (2013 e 2015) è arrivato il momento di my cup of tea, premio ideato da yue lung di say adieu to yue:
Lo scopo del premio "My cup of Tea" è quello di celebrare non le opere più belle dell'anno di riferimento (che siano fumetti, film, libri , serie tv o quant'altro) ma bensì quelle che più vi hanno sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio.
Potete tranquillamente fare premiazioni multiple, una per ogni tipologia (ad esempio un film, una serie tv , un libro e così via) e non è obbligatorio premiare solo cose uscite nel 2016.

e dunque ecco le mie tazzine per l'anno appena trascorso. come per la scorsa edizione, ho deciso di creare più categorie.

 • graphic novel • 


nel corso del 2016 ho letto una quantità industriale di graphic novel, e di questi sono stati pochi quelli che non mi hanno entusiasmata. però di certo, quello sul quale avevo più pregiudizi, sopratutto per via dello stile dei disegni che inizialmente non mi sembrava potesse piacermi, è stato dressing, di michael deforge, edito da eris edizioni. c'ho messo veramente poco a rendermi conto che stavo sbagliando e che mi ritrovavo tra le mani un libro veramente notevole.
nonostante fossi abbastanza scettica all'inizio, mi è piaciuto moltissimo!
(recensione qui)

 • libri • 


quante volte abbiamo scartato un libro dicendoci questo non è proprio il mio genere? ecco, figli della polvere avrei potuto non leggerlo proprio per questo motivo, perché sinceramente non ho mai avuto interesse per i western e perché, a dirla tutta, i cowboy mi sono sempre stati antipatici.
facevo il tifo per gli indiani.
invece il romanzo di colin winnette, edito da clichy, è stato uno dei più appassionanti dello scorso anno, mi ha emozionata e scossa, e mi ha fatto scoprire un modo di raccontare le storie per me completamente nuovo e un po' sconcertante (in bene, ovvio).
(recensione qui)

 • manga (serie) • 


hatsu haru di shizuki fujisawa l'ho provato quasi svogliatamente, mi sembrava uno shoujo un po' da due soldi, la solita commedia scolastica di cui mi sarei dimenticata subito dopo aver letto il primo volume.
invece è stato il manga più sorprendente dello scorso anno. è vero che sono usciti solo due volumi e che forse, almeno per scaramanzia, dovrei smetterla di fargli i complimenti, ma non sempre mi sbaglio così tanto su qualcosa. e non sempre sono così contenta di non essermi fidata del mio giudizio a pelle.
(recensione qui e qui)

 • fumetto occidentale (serie) • 


l'ho detto fino alla nausea, ma mai pensavo che mi sarei appassionata tanto a una serie marvel. non per qualche strano pregiudizio, ma perché non sono una di quelle cresciute a pane e supereroi (pk escluso). ms. marvel è stata una sorpresa più che piacevole. adesso aspetto i cartonati di spider gwen, spero di poter fare il bis!
(recensione qui e qui)

 • autoproduzioni • 


questa è stata difficile, non ho letto fumetti autoprodotti con aspettative negative, ma se proprio devo scegliere un titolo che mi ha sorpresa direi gimkhana, sopratutto perché non lo conoscevo, sono stata contattata dall'autrice che mi ha invitata a leggerlo. quindi direi che più che altro non avevo proprio nessun tipo di aspettativa.
ma gimkhana mi ha sorpresa tanto e, come sempre, ha confermato la mia idea che tra le autoproduzioni si trovano tantissimi titoli che meritano attenzione!
(recensione qui)

 • film • 


anche per animali fantastici e dove trovarli avevo una buona fetta di pregiudizi in testa prima di entrare in sala. pensavo ecco, ora mi sorbirò una versione noiosa di harry potter fatta tanto per spillare qualche altro soldo ai fan.
e invece credo che mi sia piaciuto anche di più dei film di harry potter (non dei libri, ora non esageriamo), e sono diventata una fangirl che cerca di captare ogni notizia possibile sui prossimi film della serie!

 • serie tv • 


non sono una di quelle persone aggiornatissime sulle serie tv, quelle che seguono la roba man mano esce in america, quindi pian piano sto cercando di recuperare qualche serie tv di cui ho sentito parlare bene, ma anche con i recuperi vado piano, perché vedo gli episodi con ale e non tutte le sere ci riesce di metterci insieme davanti al pc a vedere qualcosa. fringe era una serie che volevo vedere da anni, ma non riuscivo a decidermi, avevo paura che il mio stomaco non avrebbe retto davanti a certe scene. invece ho tenuto gli occhi chiusi per molto meno tempo di quanto pensassi, e il mio stomaco si sta allenando, consentendomi di poter vedere altro (tipo stranger things. lo so. non l'ho ancora visto e dovrei vergognarmi). in ogni caso, gran bella sorpresa, non me l'aspettavo. ah, non fateci spoiler! siamo arrivati ancora all'inizio della terza stagione!

 • extra • 


giuro solennemente di non bistrattare mai più una serie rai.
quest'anno, escluso la mafia uccide solo d'estate, sulla quale avevo aspettative altissime che sono state tutte più che appagate (mi è piaciuto un sacchissimo!), la serie tv che più mi ha stupita è stata i medici. non gli avrei dato un centesimo, invece mi sono appassionata tantissimo e non vedo l'ora che arrivi la seconda stagione.
purtroppo mi sono persa il primo episodio e, siccome sono una rincretinita, non l'ho ancora recuperato. aspetto che esca un cofanetto dvd dignitoso e poi me lo rivedo tutto con ale e madre!

vi ricordo che chiunque può partecipare a my cup of tea e vi rimando al post in merito sul blog di yue! se partecipate fatemelo sapere, sono curiosa di sapere cosa premiate dello scorso anno!

mercoledì 4 gennaio 2017

bugie d'aprile 1

a meno di un anno di distanza torno a parlarvi di shigatsu wa kimi no uso, ovvero bugie d'aprile, da oggi in fumetteria per star comics.
quando scrissi (qui) per parlare dell'anime non immaginavo che dopo così poco tempo sarebbe arrivato anche qui da noi. la serie animata mi piacque parecchio, nonostante l'indicibile tristezza della storia, quindi non mi sarei persa il manga per nulla al mondo.

la trama è molto fedele a quella dell'anime (in realtà è il contrario, è l'anime che è ispirato al manga, ma ci siamo capiti), e persino molte inquadrature sono simili, eppure nel manga di naoshi arakawa, per forza di cose, si perde quel tocco più solare e spensierato - che nell'anime era dato principalmente dalle luci e dai colori - e si entra subito nel vivo del dramma.


la storia la conoscete già, ma per i più smemorati faccio un breve riassunto: da un paio di anni kosei arima, un ex bambino prodigio e talentuosissimo pianista, ha smesso di suonare. realizzarsi come musicista era il suo modo di rendere felice la madre malata, e nonostante l'atteggiamento crudele della donna, il piccolo kosei continuava a impegnarsi con tutte le sue forze per raggiungere il successo, fino al momento in cui, per chissà quale motivo, non è più riuscito a sentire il suono del pianoforte quando suonava.
da quel momento la sua carriera è finita e da quel momento, ormai rimasto orfano, vive la sua adolescenza senza entusiasmo.
nonostante il suo carattere cupo, kosei può sempre contare su tsubaki, sua amica d'infanzia e vicina di casa, una ragazza vivace e amante del baseball, e watari, un ragazzo di buon cuore anche se un po' donnaiolo. e sarà proprio grazie a loro due che riuscirà a incontrare, nel più implausibile e imbarazzante dei modi, kaori miyazono, eccentrica, manesca e... violinista.
ma la ragazza, nonostante sia interessata a watari, non risveglierà in kosei solo l'interesse per la musica e i drammi della sua infanzia, ma pare proprio sarà in grado di rendere meno grigia la sua giovinezza...

nonostante alcune scene quasi comiche, bugie d'aprile è fin da subito permeato di malinconia e cupezza: il passato di kosei è così pesante, e il suo trauma legato al pianoforte così importante per lui, da lasciare intendere fin da subito che non ci aspetteranno grandi risate nei prossimi volumi.
anche se questo primo numero è abbastanza introduttivo, e ci lascia intendere qualcosa sui caratteri dei personaggi e su come si svilupperanno i legami tra loro, quella sensazione di essere investiti da un ciclone che kosei avverte dopo l'incontro con kaori è la stessa che ci travolge dalla prima all'ultima pagina, regalandoci un inizio appassionante e coinvolgente.

ve lo avevo consigliato già dopo aver visto la trasposizione animata, ma in ogni caso rinnovo il mio invito a conoscere questa storia, che nei prossimi volumi diventerà sempre più appassionante e coinvolgente, e vi costringerà più volte a tirar fuori la scatola dei fazzoletti!
buona lettura!

venerdì 30 dicembre 2016

fuffa, foto, considerazioni sparse e desideri per l'anno che verrà ♥

non c'è niente da fare, si avvicina la fine dell'anno e si fanno necessari i resoconti, quel tirare le somme che ogni volta mi mette ansia.

da un certo punto di vista, quest'anno non è che poi sia cambiato molto, le cose continuano come sempre e questa volta non intendo cadere nella trappola delle aspettative e dei buoni propositi per il prossimo anno. vada come deve andare.
le liste di cose da fare, gli obblighi autoimposti e tutta questa fuffa che va tanto di moda, l'ho provata, non fa per me. preferisco andare avanti alla giornata e lasciarmi trascinare dall'entusiasmo quando c'è. solo così riesco a fare qualcosa davvero.
l'unica cosa che mi permetto di augurarmi e di ripromettermi è di scovare altre cose belle da leggere e di cui cianciare qui. per tutto il resto, mi lascerò sorprendere.
e spero che siano sorprese positive.

Una foto pubblicata da claudia ⛅ (@unanuvola) in data:

intanto qui si continua a non trovare un lavoro, si continua a tentare di arrangiarsi sbattendo la testa contro gli inevitabili fallimenti che diventano ancora più inevitabili perdite di entusiasmo e paura di sbagliare.
epperò.
sarò pure una sfigata che ancora deve capire cosa farà da grande, ma ho la fortuna di continuare ad essere circondata da bella gente che mi da un sacco di affetto e rende tutto più leggero, e che in qualche modo mi fanno tornare la voglia di provarci anche dopo che tutto è andato per il verso storto: un ragazzo meraviglioso, una famiglia meravigliosa e amici meravigliosi.
e ovviamente, una gatta meravigliosa.
e forse la cosa che più è cambiata è stata proprio la mia consapevolezza di tutto questo.
magari mi serve a qualcosa per il 2017... la consapevolezza e una buona tonnellata di voglia di ricominciare dopo gli errori e i fallimenti.

Una foto pubblicata da claudia ⛅ (@unanuvola) in data:

quest'anno poi, grazie anche al blog e al bbb, ho avuto la fortuna di incontrare - anche se solo virtualmente - persone che, nonostante la distanza, mi fanno sentire in ottima compagnia anche quando mi ritrovo sola davanti al pc.
insomma, non sono brava con queste cose, le esternazioni d'affetto non fanno per me, ma sono grata a tutti quanti e vorrei riuscire a dire grazie nel modo giusto. non lo so fare, ma spero capirete lo stesso.

e a proposito del blog, questo è stato l'anno, da quando ho cominciato qui, in cui claccalegge è cresciuto di più. la mia consapevolezza in merito è cresciuta tanto, e ho capito che se anche questo non è un lavoro vero (nel senso che non ci guadagno nulla) è quello che mi riesce meglio e mi da più soddisfazioni. e non nascondo che vorrei tanto riuscire a trasformare tutto questo in qualcosa di più serio (e sì, magari anche renumerativo, quasi come un lavoro vero) anche se ancora non mi è chiaro come fare. quello che so per certo è che durante l'ultimo anno claccalegge mi ha fatto non solo conoscere nuovi amici grazie ai quali ho scoperto nuovi libri e fumetti, permettermi di chiacchierare con autori che stimo tantissimo, ma mi ha dato anche una bella scossa all'autostima, mi ha dato la prova che anche io posso raggiungere un risultato, e anche se questo non è nulla di più che un blog che viene visitato neanche duecento volte in media in un giorno, è qualcosa che per alcuni conta abbastanza da lasciarsi convincere a provare qualche nuova lettura e che per me conta tantissimo.

Una foto pubblicata da claudia ⛅ (@unanuvola) in data:




Una foto pubblicata da claudia ⛅ (@unanuvola) in data:

comunque, per risollevare i toni, che sto diventando smielosa, vorrei bullarmi un po' di quanto questo dicembre sia stato incredibile!
come di certo avrete visto, almeno per quelli di voi che mi seguono anche su instagram, questo claccaday è stato memorabile. e d'altronde era il trentesimo, poteva non essere così? beh, in effetti poteva, ma ve l'ho detto, sono circondata da un sacco di bella gente che ha reso tutto semplicemente stupendo e perfetto, e, ho detto anche questo, spero di essere capace di dire grazie nel modo giusto.
tra autoregali e sorprese incredibili, mi sa proprio che mi servirà una camera nuova e almeno un mese per smaltire tutta la roba che mi ritrovo da leggere (non è vero, alcune cose le ho già fatte fuori e molte altre le finirò presto e ve ne parlerò prima possibile).
a parte i peluscini nuovi, che nonostante l'età che avanza, rimangono una delle mie passioni, ho ricevuto due libri che desideravo tantissimo - e che a pensarci bene sono diversissimi tra loro - l'antologia viaggi nel tempo, edita da einaudi, e dov'è finita audrey?, mi è arrivato, esattamente il giorno del claccaday, come svanire completamente, che avevo pagato a luglio e che ormai davo per disperso, mi sono arrivati dei libri in omaggio da bao (la mattina dopo, ma vale lo stesso), ricomincia da qui (qui trovate il link all'intervista a ste tirasso che ho fatto qualche giorno fa), la quarta variazione e ti prego rispondi, e poi (arrivati il giorno prima del claccaday, ma vale lo stesso) il celestiale bibendum, che avevo preso sullo shop di eris con la promo che regalava quel bellissimo quadernetto che vedete in foto (e che potete avere ancora per un paio di giorni), qualche numero di kamisama kiss (non so se vi ricordate, ne cianciavo qui, lo sto prendendo usato e adesso mi tocca aspettare la fine della serie per recuperare tutti gli altri numeri che usciranno) e i love you suzuki-kun, che speravo di recuperare da tempo immemore.
tra i regali c'è anche un collage bellissimo della bambolina di toy story 3, realizzato da mia zia (siamo una famiglia di artisti), che però non vedete in foto qui, ma trovate su ig (è carinissimo, andate a vederlo! )
ma la più megacicciosorpresissima di sempre è stato il cofanetto di the complete calvin & hobbes, una roba bellissima che desideravo da anni e anni, che credevo non sarei mai riuscita a recuperare e che mi ha fatta rimanere a bocca aperta



Una foto pubblicata da claudia ⛅ (@unanuvola) in data:

ma come vedete dalle fotografie qui sopra, neanche a natale mi è andata male! ho ricevuto anche una lampada da tavolo bellissima (che non c'è nelle foto) e un paio di sciarpe (classico, ma sempre apprezzato), e una locandina stampata a mano, realizzata da un mio caro amico per un corto prodotto in francia (non chiedetemi altro perché non ho ancora avuto modo di capirne di più), ma le megasorprese sono arrivate sempre da ale, che non contento di aver già fatto il botto con calvin & hobbes, mi ha regalato il libro di benjamin lacombe su frida e il portfolio per festeggiare il ventennale di pikappa (vi ricordate? l'avevo messo nella lista degli acquisti da fare a lucca qui), nonché cose fuffolose e natalizie, che adoro follemente.
e poi c'è il pesce palla, che è una delle cose più buffe e carine che thun abbia mai sfornato!

dovrebbe essere dicembre tutto l'anno!
non solo per i regali, che però sono stati una cosa bellissima, bisogna ammetterlo, ma questo natale mi è piaciuto un sacco. a me piace questo periodo, le decorazioni, le lucine, le serate in compagnia e tutto il resto, e quando mi riesce di passare questi giorni con la gente a cui voglio bene, allora non c'è nulla di meglio!

chiudo con questa foto di camillina, una delle cose più belle che mi siano mai capitate nella vita  anche a lei piace il natale, sopratutto l'albero (e no, non fa quelle cose da pazzi che vedete nei video, scene horror in cui gattini teneri e carini distruggono gli alberi con ferocia inaudita e immotivata), lei al massimo rimane a fissare le lucine o si accuccia sotto ai rami e finge di essere un pacco regalo...
e vi auguro un buon anno che spero sia strapieno di sorprese bellissime (e magari con un po' meno propositi ansiogeni)

Una foto pubblicata da claudia ⛅ (@unanuvola) in data:

giovedì 29 dicembre 2016

rogue one - a star wars story

una nuova speranza, il IV episodio di star wars e il primo film della saga, iniziava raccontandoci che poco prima, un gruppo di valorosi ribelli era riuscita a trovare e rubare i piani del progetto della morte nera, la terribile arma imperiale capace di distruggere interi pianeti. da quel momento, ai nostri protagonisti toccava sfruttare al meglio quelle informazioni per annientare la minaccia.
il resto della storia lo conosciamo da quasi quarant'anni.
ma come è riuscita l'alleanza a ottenere le informazioni necessarie a luke per poter distruggere la morte nera?


rogue one risponde dopo anni a questa domanda, dando finalmente agli eroi che permisero in episodio IV la nascita di una vera speranza di sconfiggere definitivamente l'impero, il giusto riconoscimento: rogue one è il primo spin off della saga di star wars, un film che sa di star wars ma non è ancora star wars, che è uno dei migliori preludi che si potessero immaginare alla trilogia più famosa e amata dell'intera saga, e che al contempo, riesce a contribuire pienamente alla creazione e all'ampliamento di un background solido e coerente.

non è ancora star wars, ma l'universo è quello che abbiamo conosciuto fino a ora.
solo che rogue one si focalizza su qualcosa in particolare, ovvero l'oppressione imperiale nella sua forma più vera e spietata, un impero forte e ambizioso, ben organizzato e letale, che ha ancora poco a che vedere con quello di episodio IV e con i meme sulla mira degli trooper assaltatori. qui si lascia da parte l'elemento fiabesco che ha sempre caratterizzato la saga, preferendo personaggi con background e obiettivi più realistici.
manca insomma quel tocco di epicità che ha reso celebri i sette film precedenti, musica compresa, che è poi quello che mi è piaciuto meno in questo film (sì, parlo della colonna sonora che è un po' sottotono rispetto a quello a cui siamo abituati), a favore di paesaggi spettacolari e un'attenzione maggiore alla questione politica e bellica in cui versa la galassia: insomma rogue one più che un fantasy/fantascientifico è un vero e proprio film di guerra, in cui il confine tra buoni e cattivi è molto meno netto di quanto non sia stato fino ad adesso.

in un certo senso, la storia di rogue one la si conosce già, ed è facile capire, proprio per l'atmosfera di cui sopra, più realistica e meno fiabesca, come finirà la vicenda, ma in ogni caso, se non l'avete ancora visto, fermatevi qui.
da adesso in poi *attenzione agli spoiler!*

l'impero e l'alleanza ribelle


la prima osservazione che ci è venuta spontanea non appena finito il film è stata sui diversi atteggiamenti dell'impero e dell'alleanza ribelle.
il primo appare meglio organizzato e più minaccioso di quanto non sia stato fino ad adesso.
da un certo punto di vista, credo che molto sia dovuto ai budget di produzione. insomma, non c'è molto da stupirsi se i trooper di una nuova speranza sembravano un po' tonti, e l'impero troppo facile da colpire: si tratta pur sempre di un film realizzato nel 1977, con effetti speciali limitati dalla tecnologia dell'epoca, un film che non aveva alle spalle 40 anni di franchising e una schiera di fan sfegatati, né tanto meno chissà quale investimento economico, un film in cui si poteva anche essere ingenui (e forse proprio per questo siamo così affezionati alla vecchia trilogia).
ma c'è anche da dire che in questo momento, durante la storia raccontata in rogue one, l'impero è al massimo della sua potenza: in meno di vent'anni, il potere imperiale è cresciuto a dismisura, interi pianeti sono stati assoggettati e la morte nera, la più potente arma mai creata prima, anche se non è del tutto completata è già funzionante e ha dato prova della sua terribile potenza: è un impero forte e sicuro di sé, un impero che ha ormai estinto l'ordine jedi e che non ha nulla da temere, di certo non l'alleanza ribelle.
o non ancora, almeno.
dall'altra parte l'alleanza è ancora allo stato embrionale: divisa al suo stesso interno, scossa dalla disfatta dei jedi e dall'ascesa dell'impero, non ha compreso qual è la sua forza, il suo potenziale. i ribelli non sono ancora capaci di sognare in grande, di appigliarsi a piccole speranze per affrontare missioni dall'esito improbabile, come quella che vedremo - o meglio che abbiamo visto - in una nuova speranza. ma proprio grazie alla caparbietà della squadra rogue one l'atteggiamento della ribellione cambierà radicalmente.

questo film è il punto di svolta, quello che segna il passaggio da teniamo i piedi a terra a possiamo farcela, in poche parole.
almeno per quello che riguarda l'alleanza ribelle.
se da un lato l'esito della missione da, appunto, una nuova speranza alla galassia, dall'altro, per l'impero, mostra i punti deboli: infiltrati, traditori, spie, tutti frutti del principio fondamentale a cui si ispira - e aspira - l'impero: la brama di potere, la volontà di sopraffazione, a qualunque costo. lì dove manca un obiettivo comune, lì dove gli alleati sono resi tali solo per paura, non ci si può aspettare che traditori e doppiogiochisti.

la squadra rogue one


nonostante i membri della squadra rogue one siano i protagonisti del film e siano tutti personaggi affascinanti - sui quali avremmo voluto sapere di più, fin da subito, fin da prima di capire che se non li abbiamo mai visti negli episodi successivi un motivo c'è - è molto più difficile affezionarsi a loro rispetto, ad esempio, ai nuovi personaggi di episodio VI, e ci si rassegna subito alla conclusione della storia per quella che è, senza troppo coinvolgimento emotivo (o almeno, per me è stato così. non ho sentito mio il dramma di nessuno, forse solo un po' per k-2so, ma c'ho un debole per i robot e sono di parte).
credo che il motivo sia dovuto principalmente a due fattori: il primo, è che nonostante la protagonista sia jyn erso, in realtà nessuno della squadra ha un ruolo predominante rispetto agli altri, nessuno spicca ai nostri occhi.
il secondo fattore, forse ancora più importante, è che nessuno dei personaggi ha un vissuto misterioso, un qualche trauma o privazione infantile che lo ha nobilitato e lo ha reso un eroe senza macchia e senza paura.
nessuno dei membri della squadra rogue one è un eroe: un droide imperiale riprogrammato come ribelle, un monaco a cui è stato distrutto il suo tempio e che vive credendo a qualcosa che non ha mai potuto veramente sperimentare, un assassino senza scrupoli il cui unico interesse è proteggere il suo amico, un pilota disertore e traditore, un ribelle cresciuto come tale che non ha mai conosciuto alternative e ha fatto ogni genere di cose in nome della sua giusta causa, una ragazzina che ha perso la famiglia, che crede che il padre sia un traditore colpevole di essersi arreso a chi ha ucciso sua madre, che ha passato tutta la vita a diventare un soldato, più per rabbia che per un qualche alto scopo.
ecco chi sono i componenti della squadra rogue one. ognuno decide di prendere parte alla missione per un motivo più o meno personale, ma c'è un altro, grande, enorme perché dietro alla loro scelta, ed è semplicemente il fatto che, in fondo, non hanno nulla da perdere.

nonostante il loro essere non-eroi, nonostante si tratti di personaggi che non incontreremo più, i membri della squadra rogue one, dicevo, sono personaggi affascinanti a loro modo: k-2so è il droide con il miglior senso dell'umorismo che abbia mai incontrato nella saga, se si esclude la scena dell'accendino di bb8, il suo design e le movenze da film ghibli lo rendono un bel personaggio e, dicevo anche questo, sarà che sono particolarmente sensibile al fascino dei droidi, è stato uno dei miei personaggi preferiti.
chirrut îmwe, il monaco cieco che combatte come se fosse uscito da un film sul kung fu, è un altro dei personaggi che ho più amato nel film e si potrebbe dire che è quello che rende rogue one un film di star wars: il suo addestramento, fisico e mentale, lo rende un guerriero che ci regala gli scontri più spettacolari del film, abbastanza da non farci rimpiangere troppo lo sfrigolio delle spade laser. chirrut è al contempo il più saggio, quello che più di tutti ha riposto fiducia nella forza. se gli fosse stato dato più spazio, sarebbe entrato a pieno diritto nel mio cuoricino accanto al maestro yoda.
fedele compagno di chirrut è baze malbus, assassino senza troppi scrupoli e guerriero impavido. chirrut gli dice "non mi serve la fortuna, io ho te", ed effettivamente baze si direbbe l'ombra del monaco. il suo modo di combattere è meno spettacolare, di quello della sua controparte, una sorta di indiana jones senza cappello e con una pistola molto più potente, ma l'aria annoiata durante gli scontri è la stessa di quella che l'archeologo tira fuori quando è sicuro di vincere.
bodhi rook è il pilota imperiale disertore: convinto da gareth erso a portare un messaggio di avviso all'alleanza per avvisarli della costruzione di un'arma letale, bodhi è un'ottima risorsa per la missione rogue one. inizialmente, esattamente come cassian andor - nato ribelle, combattente fin dalla più tenera età, è un tipo che esegue gli ordini senza controbattere, almeno fino a che non incontra jyn - non sembra troppo convinto di fare qualcosa di più di quello che è il suo compito, ma pian piano le ragioni della ribellione diventano anche le sue.


infine jyn erso, la vera protagonista del film, di cui conosciamo subito l'infanzia triste, segnata dalla morte della madre e dalla condiscendenza del padre nei confronti dell'impero, che per tutta la vita è stata addestrata come soldato e che è stata liberata da un campo di lavori forzati dai ribelli per via del suo legame con gareth erso, grazie al quale i ribelli sperano di poter accedere alle informazioni sulla morte nera.
jyn ricorda un po' la rey de il risveglio della forza, senza però avere le capacità straordinarie della misteriosa protagonista che ci ha incantati lo scorso anno.
in jyn non scorre potente la forza, quello che la anima è più la rabbia prima e la voglia di vendicarsi contro l'impero che ha distrutto la sua famiglia poi. è una combattente ma non ha capacità mistiche di alcun tipo e come ogni soldato lavora meglio in squadra, quindi niente duelli epici e ansiogeni per lei.
è una tipa tosta, indurita da una vita ingiusta, che, come accennavo, non ha più niente da perdere ma può solo affidarsi alla speranza che per la galassia le cose cambino.
una ragazza che pian piano inizia a capire che la sua vita non è stata distrutta da suo padre, ma dall'impero, che si accorge che tutto il suo addestramento può essere utile a qualcosa, che la vera ribellione non può basarsi solo sulle possibilità effettive di vittoria, ma sulla speranza.
una ragazza che si trasforma in modo incredibile durante la vicenda e alla quale davvero avrei voluto fosse stato dedicato un po' di tempo in più sullo schermo.

dopo leia e rey, jyn è un esempio di quanto star wars sia riuscito a cambiare l'idea che se ci deve essere una donna in un film, deve essere debole, fragile vittima in attesa di qualcuno che arrivi a salvarla, con il quale poi vivere la storia d'amore perfetta, felici e contenti per sempre blabla.
non c'è bisogno di tutto questo per jyn, non c'è nemmeno bisogno di negarlo.
come era successo in il risveglio della forza, nessuno si stupisce se una donna combatte, nessuno tira fuori minchiate insopportabili come "ehi sei forte per essere una ragazza", nessuno si comporta con lei lasciandosi condizionare dal suo essere femmina, ne lo fa lei.
per questo continuo a credere che i film di star wars - sopratutto questi nuovi film - siano fondamentali anche per quello che riguarda la questione circa gli stereotipi di genere e la necessità di abbandonarli per sempre.
ed è anche per questo che amo alla follia star wars.

domenica 25 dicembre 2016

buon natale!

illustration © seo kim

buon natale da clacca, camilla e dal misterioso recensore!