lunedì 4 luglio 2016

figli della polvere

spietato e appassionante.
ecco i due aggettivi perfetti per descrivere figli della polvere di colin winnette, romanzo edito da clichy che mi ha catturata dal primo momento in cui ho visto la copertina e letto qualche riga della trama. a proposito della trama, vorrei precisare che fino ad ora non ho letto in rete nessuna recensione che racconta molto della vicenda, e ho deciso di fare lo stesso, visto che in effetti sarebbe impossibile farlo senza svelare colpi di scena che mi hanno lasciata veramente a bocca aperta, e non voglio rovinare la sorpresa a nessuno.
oltretutto, non sono mai stata un'appassionata del genere western: non conosco i film "classici", non ho mai letto romanzi western e tex mi è sempre stato antipatico. a dirla tutta, l'idea di cow boy mi sta antipatica, quindi non saprei fare dei confronti con altre opere che hanno ambientazioni simili. ma non è questo il punto. ok, è un western, ma è principalmente un romanzo incredibile, profondo, tremendo. quindi se anche voi non siete troppo affascinati da sceriffi, banditi e tagliagole vari, fregatevene allegramente e leggete questo libro.


due fratelli, brooke e sugar, assassini di professione, vagabondi per necessità, una notte, accampati nel bosco durante il viaggio tra un villaggio e l'altro, si risvegliano insieme a un bambino. un ragazzino completamente nudo, addormentato tra loro due, che non ricorda niente di sé, né il suo nome, né da dove viene, né come è arrivato a trovare i due fratelli.
brooke e sugar decidono di prenderlo con loro, gli danno il nome di bird, gli insegnano che la vita è crudele e che la crudeltà, in fondo, è necessaria.
dunque, proverai un certo orgoglio, un senso di realizzazione. ma ti sentirai anche a disagio, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in tutto questo. be', non c'è. è naturale come respirare. quel senso di colpa è tutta paura. paura che un giorno ci sarai tu dalla parte sbagliata della fionda, e desiderio improvviso che nessuno debba mai fare una cosa del genere. puoi sbarazzartene se ti limiti ad accettare quello che ti accadrà in un futuro remoto, e ti adoperi per prevenirlo nel futuro prossimo. non ha importanza chi decidi di risparmiare, perché tanto morirai comunque, ed è probabile che sarà per via di un sasso che ti cade in testa o di una brutta tosse, così come di qualcuno che ti voleva morto. perciò, prima lo accetti, prima passi oltre.
la storia va avanti tra uccisioni e incontri dagli effetti imprevedibili, fino al momento in cui i tre si ritrovano separati. tra le difficoltà del presente, la mancata - impossibile - speranza nel futuro e i ricordi del passato, ci vengono consegnati i ritratti di uomini nati in una terra e in un tempo in cui parole come pietà, giustizia, comprensione, solidarietà non hanno alcun significato, uomini abituati a sopravvivere con qualsiasi mezzo, abituati a uccidere per farlo, abituati a una violenza che poco ha a che vedere con le già dure leggi di sopravvivenza naturale.
il mondo di brooke, sugar e bird è un mondo sporco che non conosce rispetto per nulla se non per la paura, e che affronta le paure con le pistole e i coltelli. un mondo di uomini che hanno come unica legge quella del sopruso e della forza, in cui persino le vittime sono abomini e l'unica forma di compassione è la morte.

il linguaggio di colin winnette è perfetto: asciutto, semplice, senza sentimentalismi né sensazionalismi di sorta. l'autore prende semplicemente atto delle azioni e dei pensieri dei suoi personaggi, senza indugiare in descrizioni né, sopratutto, giudizi di alcun tipo. il risultato è un romanzo fortissimo e straziante, una storia appassionante, e personaggi indimenticabili.

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