lunedì 24 ottobre 2016

non aprite quel pacco! ~ campagna di crowdfunding e intervista a marco tarquini

inizia oggi il crowdfunding per non aprite quel pacco! il primo fumetto di marco tarma tarquini che mischia poliziesco e commedia e ha per protagonista un commissario di polizia dalle fattezze di un... carlino!


nessuno sembra fare caso all'aspetto del commissario harlan de vito, né il suo nuovo assistente, adriano bonetti, né la bella penelope, la cameriera del pub vicino al commissariato dove i due lavorano. e neanche tutti gli altri a dire il vero... per quale motivo?
e sopratutto, chi è il pazzo che semina il terrore a roma riempiendola di pacchi bomba?

per scoprirlo basta sostenere da oggi e per quaranta giorni su eppela il progetto di marco tarquini, che ha passato un po' di tempo con me per raccontarvi al meglio del suo lavoro!
seguitelo anche sulla sua pagina facebook!

buona lettura!



ciao marco e benvenuto su claccalegge!
Ciao Clacca, grazie mille dell'accoglienza!
come è nata l'idea di non aprite quel pacco!? e perché hai scelto di dare al tuo protagonista, harlan de vito, le sembianze di un carlino?
Chi segue i miei social sa che la maggior parte dei miei sketch e dei miei fumetti riguardano un carlino (Ringo). Questo perché sono a contatto con carlini da quando sono piccolo e li trovo estremamente espressivi e buffi, ho infatti il sospetto che credano di essere nostri pari, delle persone e non dei cani. Col tempo la mia visione di loro si è distorta sempre di più arrivando a immaginarli io stesso delle persone che si comportano e comunicano in maniera normale.
Non aprite quel pacco!“ è nato dalla voglia di voler rappresentare e raccontare un personaggio così buffo e apparentemente indifeso come un duro dei film americani, senza paura, il cui aspetto paradossalmente ispira timore in chi gli sta vicino... La storia in particolare è incredibilmente ispirata alla vita di tutti i giorni... ma solo se e quando leggerete tutta la storia capirete il perché.  
leggendo la tua biografia ho scoperto che sei un architetto. come è nata la passione per il fumetto? E come hai deciso di diventare un disegnatore di fumetti?
Sono appassionato di fumetti da quando ero piccolissimo e leggevo topolino, paperino e cominciavo a fare i primi scarabocchi copiando loro e i personaggi dei cartoni animati. Poi crescendo ho cominciato ad appassionarmi ai manga e ai fumetti Bonelli  e per i 5 anni del liceo scientifico ho disegnato tutti i giorni come un matto, riempivo pagine e pagine di block notes, inventavo le prime storie a fumetti che raccontavano di avventure assurde con protagonisti me e i miei amici... Mi mancava una sola cosa: frequentare una scuola che mi insegnasse davvero a disegnare veramente, a imparare le tecniche, sono sempre stato un autodidatta. Al momento di scegliere il percorso universitario ho optato per una scelta (apparentemente) più sicura e prestigiosa dal punto di vista degli sbocchi professionali, la facoltà di architettura, con l'obiettivo però di continuare a coltivare la passione per i fumetti... più facile a dire che farsi. Da una parte il corso di laurea richiedeva molto impegno, dall'altro cominciavo davvero ad appassionarmi all'architettura con il risultato che disegnavo fumetti con sempre meno frequenza, nei ritagli di tempo. A 25 anni (oggi ne ho 30) mi sono laureato e da allora lavoro come architetto ma soprattutto come grafico e negli ultimi anni ho trovato sempre più spazio e voglia di ricominciare a disegnare e, spinto dalla mia ragazza, ho deciso di aprire dei profili social sui quali condividere le mie vignette, giorno dopo giorno sempre con più passione e impegno. Ho studiato e studio tutti i giorni per migliorarmi, per scoprire tecniche nuove e ho tanta voglia di cimentarmi in storie complete e inedite!
quali sono i tuoi autori – di fumetti, certo, ma anche di libri, serie tv, musica, insomma qualsiasi cosa ti ispiri – di riferimento?
Adoro tanti autori di fumetti ma in particolare Paul Pope, Jim Mahfood, Hugo Pratt, Sergio Toppi, Frank Miller, Masanori Morita e boh... sicuramente mi sono dimenticato qualcuno di molto importante. Mi piacciono tanto i film di Tarantino, Shane Black, Nolan e anche lo splatter di Rodriguez. A citarti serie Tv, starei da qui fino a domani ma su tutte Game of Thrones, Breaking bad e la demenzialità di Bojack Horseman e di Rick and Morty. Musicalmente parlando adoro tutto il Rock e la musica indie italiana! Ho lasciato i libri alla fine perché sono un caso a parte: negli ultimi 10 anni ho letto praticamente soltanto saggi e libri su architettura, psicologia, sociologia ecc... ho assimilato storie e narrativa praticamente soltanto da fumetti... devo recuperare.

i personaggi di questa storia, a parte harlan de vito di cui ci hai detto prima, si rifanno a qualcuno – persone o personaggi di invenzione – in particolare?
Gli altri personaggi della storia si rifanno caratterialmente e fisicamente a miei amici o persone che conosco. Per la maggior parte sono mix di diversi soggetti fatta eccezione per il personaggio di Adriano Bonetti che è interamente ispirato, con alcune licenze dovute ad esigenze narrative, al mio amico Teo.
quali sono, secondo te, i vantaggi e gli svantaggi dell'autopubblicazione rispetto alla collaborazione con l'editore?
I vantaggi sono tantissimi, indipendentemente se la strada di finanziamento sia il crowdfunding o meno. L'autore ha la possibilità di esprimere al 100% la propria creatività e il suo metodo espressivo senza essere condizionato dagli altri intermediari, su tutti le case editrici; ma ancora aumentano le possibilità di contatto diretto con il proprio pubblico grazie ai social e al controllo sull'intero processo, dalla produzione alla vendita; oggi è tutto possibile grazie all'evoluzione attuale di internet, 10 anni fa sono sicuro non fosse così semplice. Lo svantaggio è per chi vuole occuparsi solo della fase creativa che dovrà affrontare anche pubblicità, vendita ecc... ma personalmente, per il momento, è una sfida che mi affascina a 360 gradi.
a proposito di questo crowdfunding, puoi dirci quali saranno gli altri perk disponibili per i tuoi sostenitori?
I perk che ho preparato sono divisi in due fasce: i perk base, che includono, a seconda del contributo, il fumetto in versione digitale e cartacea, maglietta e illustrazione originale in bianco e nero. Quelli speciali, oltre a comprendere tutti i perk base, danno la possibilità di diventare personaggi del fumetto, un corso di 20 ore su skype di fumetto e colorazione digitale e persino una cena a Roma con me e Ringo, il carlino che ha ispirato il personaggio di Harlan de Vito!Su eppela ci sono tutti i dettagli.
a prescindere da come andrà questo progetto – ma sono certa che andrà benissimo – pensi che continuerai a lavorare come autore di fumetti? hai già in mente altre storie dopo quella del commissario de vito?
Spero che il progetto vada bene ma, se così non fosse, disegnerò lo stesso la storia e troverò un altro modo di distribuirla. Continuerò senza ombra di dubbio, ho scoperto che è la mia vera passione e ho già almeno altre tre storie da raccontare di cui almeno una ho intenzione di farla diventare un web comic.
ti faccio il mio più grande imboccal… carlino! per non aprite quel pacco! e per tutti i tuoi progetti futuri! grazie per il tempo che hai dedicato ai lettori di claccalegge e a presto!
Grazie a te Clacca della gentilezza e delle splendide domande!

sabato 22 ottobre 2016

commenti randomici a letture randomiche (22)

come promesso qualche giorno fa (qui) ecco la seconda parte del post sulle mie ultime letture randomiche!

aya nakahara torna in fumetteria! mentre aspettiamo che esca amami lo stesso (titolo tremendo, sarà imbarazzante chiederlo al fumettaro) planet ha da poco ristampato lovely complex, che io avevo recuperato anni fa e che avevo inserito tra i miei titoli shoujo preferiti (qui!), e adesso è finalmente arrivato lovely complew two, che aspettavo da anni (non se lo ricorderà nessuno, ma avevo ne avevo parlato qui) che è esattamente quello che speravo potesse essere: uno spin off carino e ben fatto che strizza l'occhio ai lettori di lovely complex permettendo di rincontrare i personaggi della serie, a cominciare dal fratellino di risa, takato koizumi, stanco e innervosito dalla leggerezza di chi si trova accanto (a cominciare da sua sorella direi...) ma il povero takato non sa che prendere la vita con leggerezza non è sinonimo di superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore (evidentemente non ha mai letto calvino, ma è comprensibile), anche se non ci vorrà poi tanto a rendersi conto che in fondo non è poi così male, grazie a una ragazza che somiglia tantissimo - almeno nel carattere e nei gusti - a risa.
poi c'è mimi yoshioka, vicina di casa di otani, da sempre innamorata di lui, odia - ovviamente - risa in modo viscerale ed è una modella. troppo sicura di sé, dopo la batosta amorosa sembra che stia per prenderne una anche sul lavoro adesso che sta per cominciare la sua carriera di attrice...
per finire incontriamo di nuovo kazuko matsubara, la responsabile di sala del ristorante in cui lavora risa, una signora un po' fredda e di certo non troppo avvenente. ripercorrendo la sua storia, dall'adolescenza, scopriamo che in passato aveva avuto un'amica, izumi, a cui,  nonostante fosse il suo opposto - appariscente, bella, senza alcun rispetto per le regole - voleva molto bene. la loro separazione però fu un brusca, perché izumi decise di seguire di punto in bianco un ragazzo di cui si era innamorata e cambiò città. kazuko invece continuò a fare tutto quello che ci si sarebbe aspettato da lei, senza provare a seguire i suoi sogni... eppure non è mai troppo tardi, no?
lovely complex two è un volumino leggero e divertente che ha il pregio di occuparsi di alcuni personaggi lasciati un po' in disparte nella serie principale. mi piacerebbe leggere qualcosa del genere praticamente alla fine di ogni serie!

poi, come faccio troppo spesso, nonostante abbia un sacco di serie da completare, ho preso un nuovo numero uno, quello di hatsu haru. e non me ne sono pentita per niente! me l'ero segnata fin da quando era stato annunciato perché ho un debole per gli shoujo manga che hanno un ragazzo come protagonista, e poi questa copertina mi ispirava tantissimo.
in ogni caso, hatsu haru è stato un primo numero che mi ha piacevolmente stupita. mi aspettavo una mezza sciocchezza, invece è un inizio davvero carino e appassionante.
kai ichinose è un ragazzo tanto bello quanto frivolo: approfittando del suo fascino, passa da una ragazza all'altra come un'ape va di fiore in fiore. eppure non ha mai pensato a quanti cuori spezzati si è lasciato alle spalle, almeno fino a che riko takanashi non glielo fa notare a suon di schiaffi davanti a mezza scuola.
riko è carina ma senza nulla di particolare, nulla di meglio delle ragazze che kai è abituato a frequentare. la cosa non dovrebbe turbarlo poi più di tanto, eppure lo scontro è solo il primo di tante situazioni che porteranno kai e riko ad avvicinarsi, fino che kai non solo scoprirà il segreto che nasconde riko, ma si renderà conto che lui, impenitente dongiovanni, si è innamorato per la prima volta nella sua vita, e si è innamorato della ragazza meno probabile di tutte.
magari così non sembra il massimo dell'originalità, eppure ci sono stati diversi momenti in cui l'autrice mi ha sorpresa (non vi ho detto tutto perché non voglio spoilerare troppo). in generale la storia ha un buon ritmo, non annoia e neanche corre troppo, i personaggi sono delineati bene e mi hanno fatto simpatia fin da subito, per cui sono davvero impaziente di continuare a seguire le loro vicende.

per concludere in bellezza questa bella carrellata, è uscito finalmente il primo volume della disney definitive collection dedicato a le storie della baia.
erano anni che speravo di vedere queste storie in una raccolta ordinata e completa, e finalmente babbo natale panini ha deciso di ristampare queste storie.
(che poi io continuo a chiedermi cosa diamine gridavano a fare allo scandalo e all'orrore quando si annunciò che panini comprava disney. a me è sembrato chiarissimo fin da subito che sarebbe andata a finire così, con tante belle edizioni e ristampe delle storie migliori, roba da collezionisti finalmente, dopo tanti anni di vattelapesca a caso).
tutte e tre le storie presenti in questo primo numero sono state pubblicate su topolino nel 2001 (e se me le ricordo ancora oggi un motivo ci sarà), tutte scritte da alberto savini, l'ideatore di duckport e di tutti i personaggi esclusi moby duck e paper hoog (che poi è paperoga). moby duck (l'ho scoperto cercando le informazioni per scrivere questo post) è stato disegnato per la prima volta nel 1967, dall'americano vic lockman e già sul numero 602 di topolino arriva in italia. io suo successo però lo deve proprio a savini e al suo ciclo di storie ambientato a duckport. tutti i personaggi della serie - tranne come si diceva paper hoog - sono stati creati appositamente per questa serie.
le storie della baia seguono le vicende di duckport e dei suoi abitanti, ma sopratutto di moby duck e paper hoog, accompagnati dal meravigliosamente divertente gabbiano trippa e quasi sempre in contrasto con azimuth van quack, il cattivo senza scrupoli della situazione.
l'amicizia, la collaborazione, l'avventura, l'onestà, la fiducia reciproca sono alcuni dei temi principali della serie, che al momento vanta 20 storie, scritte da savini e da altri sceneggiatori e disegnate dalle matite di autori come stefano turconi, paolo mottura, daniela vetro, stefano intini e altri.
non è consigliato, più che altro è imposto!

venerdì 21 ottobre 2016

book bloggers blabbering | intervista a nereia di librangolo acuto

e finalmente è il mio turno di presentarvi il nuovo progettino che abbiamo creato, io e un sacco di bella gente, che vi terrà compagnia fino al 16 dicembre! cos'è? 11 blogger si raccontano. ogni settimana una di loro verrà intervistata da un'altra blogger e ospitata sulla sua pagina. 11 settimane per scoprire qualcosa di più sui bookblog e soprattutto sulle loro creatrici!
già claudia de il giro del mondo attraverso i libri e carla di una banda di cefali hanno pubblicato le loro interviste, a fine post trovate il calendario completo di tutte quelle che seguiranno! mi raccomando, continuate a leggere tutte le tappe fino alla fine!


oggi su claccalegge ho il piacere di ospitare nereia di librangolo acuto, un blog che mi piace tantissimo, pieno zeppo di belle cose. nereia è anche l'autrice di una delle mie rubriche preferite in assoluto, quella che mi rallegra il lunedì mattina con quella che ho affettuosamente ribattezzato la rubrica delle copertine dimmerda . lo so, sono scurrile, perdonami nereia. ma tanto poi ne parleremo meglio!
questo progettino è nato per caso, da una delle mie idee che però, per una volta, invece di perdersi nel caos della mia testa stupida, ha trovato sostegno da dieci colleghe bravissime. chissà cosa combineremo dopo le interviste...
intanto vi lascio in compagnia di nereia!

ciao nereia e benvenuta su claccalegge!
Ma ciao bellezza! :D
com'è iniziata la tua avventura da lettrice?
Forse dovrei ringraziare mia sorella, che ha sempre letto in vita sua, e l’imitazione. vedendo lei leggere, ho un po’ fatto lo stesso. Avevo 6 anni, più o meno, quando ho letto il mio primo libro. Quell’estate, come tutte le estati fino ai 13 anni circa, la passavamo in campagna. Mia sorella aveva bisogno che mio padre la accompagnasse in biblioteca e lui decise di portare anche me. Fu la prima volta che presi in prestito un libro in biblioteca: si trattava di una copia, dalla copertina arancione, de la carica dei 101. Il libro vero però, non quello della disney. da quel giorno, anche se con tantissimi alti e bassi – e uno di questi bassi lo sto vivendo proprio adesso – non ho mai smesso.
com'è nata l'idea di aprire un blog e condividere le tue letture con un pubblico?
Quando ho pensato di aprirne uno, in realtà, seguivo già altri blog. Sapevo che sarei stata una goccia in mezzo al mare, che non avrei apportato niente di nuovo al panorama letterario. Insomma, i blogger che hanno un certo seguito ci sono adesso, come c’erano anche allora – so’ gli stessi, sempre loro – e io sapevo che non avrei di certo sfondato. Non che sia per mancanza di contenuti o poca fantasia, piuttosto perché non leggo sempre e solo la stessa roba, quindi non ho un vero e proprio target di riferimento. Questo mi penalizza, in merito alle visualizzazioni, ma in realtà non mi importa molto. Chiaro, fa piacere che qualcuno ti legga, e fa piacere soprattutto quando vivi un momento un po’ pesante. Ed è anche vero che io non credo per niente al “scrivo per me stessa”. No, non scrivo sul blog per me stessa; quello che scrivo per me stessa è altro, e non è pubblico. Diciamo piuttosto che ho deciso di aprire un blog perché mi piace scrivere e perché trovo che sia un ottimo modo per tenermi in allenamento (mi piacerebbe scrivere per lavoro e, fino a ora, l’ho sempre fatto), per incontrare persone, per conoscere libri e parlare di letture. L’argomento si è scelto un po’ da solo, mi reputo una persona troppo mediocre per poter scrivere racconti e ho una vita troppo poco interessante per parlare di questa. Quindi: racconti no, vita privata nemmeno, che resta che mi rappresenta molto e di cui posso ciarlare fino alla nausea? I libri!
qual è il tuo libro del cuore e perché ce lo consiglieresti?
Per chi mi conosce è una domanda un po’ inutile. Nel senso, lo sanno pure i muri che la risposta è Jane Eyre. Jane Eyre mi piace, mi è sempre piaciuto, è un libro che adoro follemente – possiedo diverse copie in diverse lingue e ce l’ho persino tatuato sulla schiena – e lo amo perché è semplicemente la perfezione. Lo stile, l’intreccio narrativo, i personaggi, la forza incredibile di jane eyre, la sua passione per la vita e per l’amore. Semplicemente il romanzo perfetto.


dietro le quinte: come si svolge la giornata tipo di una bookblogger?
Oddio, come la giornata di tutti, credo. Solo che mentre una persona normale magari la sera guarda la partita di calcio, io scrivo un post sul blog. Poi adesso non lavoro nemmeno, per cui le mie giornate sono entusiasmanti e intense come le istruzioni dei detersivi per la lavatrice, per intenderci. Quando lavoravo, e facevo un lavoro vero e non come l’ultimo fatto che, vi prego, stendiamo un velo pietoso, scrivevo i post in pausa pranzo. Insomma, il tempo è denaro, quindi quello che puoi sacrificare lo sacrifichi o per leggere o per scrivere sul blog. La mia giornata tipo di adesso è davvero deprimente, ma te la descrivo comunque: mi alzo, latte e caffè, doccia, studio spagnolo, cazzeggio al pc, preparo il pranzo e pranzo, cazzeggio al pc, studio spagnolo, esco per fare la spesa o alle volte con un amico, preparo la cena, cazzeggio al pc, guardo una serie fino a notte fonda, dormo. Come vedi, non ci sono libri nella mia giornata tipo, non so perché. Sento che c’è qualcosa che non funziona bene in me, in questo periodo, ma devo ancora capire cos’è. Magari da domani troverò la voglia di inserire anche la lettura, tra un’attività terrificante e l’altra.  
un vantaggio e uno svantaggio di essere una bookblogger.
Il vantaggio è senza ombra di dubbio quello di poter parlare di libri con qualcuno, qualcuno che ti capisca veramente e non ti guardi come se sprecassi il tuo tempo. È non sentirsi dire “io non leggo mai niente”, “ma la smetti di leggere?”, “esci di più” o anche, molto di moda, “trovati un fidanzato”. Lo svantaggio non è davvero uno svantaggio, ma è quello di vivere alcune volte – e parlo di me, ovviamente – come se il blog fosse un’estensione di noi stessi e di pensare al blog come qualcosa da “dover fare”. Ultimamente mi capita spesso di pensare “domani devo scrivere il post”, e questo è sbagliato. Perché non è un dovere, nessuno mi obbliga. Ci sono però periodi in cui sì, lo vedo più come un dovere. Questo è uno svantaggio che, fortunatamente, dura poco.
se potessi vivere dentro un romanzo, in quale ti piacerebbe trovarti? e in che modo la tua presenza cambierebbe la storia?
Mi piacerebbe vivere dentro il signore degli anelli. E dentro tutta la saga di Harry Potter. mi piacerebbe essere uno hobbit, per festeggiare e vivere felice nella contea. mi piacerebbe essere un quadro in Harry Potter, per conoscere altri quadri, per cambiare ambiente quando il mio mi sta stretto e per poter, alle volte, assaggiare la burrobirra. Mi piacerebbe poter vivere un giorno in un libro fantastico, perché la realtà, spesso, non è così bella come vorremmo. E cosa mai di male potrebbe capitarmi a casa di Bilbo Baggins? Dovrei solo abituarmi all’idea di avere dei piedi orrendi ma, hey, in fondo tutti gli hobbit hanno piedi orrendi!Non cambierei alcuna storia però, non voglio essere un personaggio principale. Meglio stare sullo sfondo e godersi lo spettacolo di quello che accade intorno.
tu viaggi tanto, la domanda banale sarebbe chiederti quale tipo di libri ti piace portarti dietro durante i viaggi (che però mo che l'ho scritto sono curiosa di saperlo), invece volevo sapere se ti è mai capitato di assistere o trovarti in situazioni che vedresti bene dentro un libro, o che ti hanno ricordato di qualcosa che avevi già letto.
Viaggio tanto? Davvero? xD rispondo a entrambe le domande, così ti faccio felice. Banalmente, mi porto dietro il libro che sto leggendo e uno che vorrei leggere, dovessi fare un viaggio tranquillo e terminare il libro in lettura (non si sa mai, meglio essere previdenti). Per quanto riguarda la seconda domanda, invece… clacca, mia cara, in realtà alle volte penso sì di stare vivendo dentro un libro o un film. E mi sono sempre chiesta, in realtà, se le cose che mi succedono sia io a vederle come parti di libri – perché sono pazza – o se sia io a farle accadere proprio come accadrebbero in un libro. Tantissimi momenti che ho vissuto sembravano tratti da un libro; come quando, in compagnia di un ragazzo, abbiamo fatto passare 3 tram prima di prendere ognuno il nostro – in direzioni opposte – perché nessuno dei due aveva davvero voglia di tornare a casa, quella notte, e nessuno dei due riusciva a distogliere lo sguardo dagli occhi dell’altro. E il dialogo, sì, quello sì che sembrava scritto da David Nicholls. Andò più o meno così per circa mezz’ora: “il tram”, diceva uno dei due, “lo so”, rispondeva l’altro. Il tram si fermava, si aprivano le porte, ma nessuno dei due prendeva mai l’iniziativa di salutare l’altro. E il tram ripartiva, ma noi rimanevamo lì, immobili, senza mai smettere di guardarci. O anche quella volta che io e un mio amico abbiamo sentito in testa la stessa canzone nello stesso momento e lui mi ha invitata a ballare. Abbiamo ballato per la strada, in silenzio, con la musica solo nella nostra testa. È stato bello, eravamo soli eppure in mezzo a un mare di gente. Sì, ci sono tanti momenti della mia vita che, in effetti, vedrei molto bene in un libro. E questi momenti, oltre che riviverli sempre nella mia mente, fanno spesso parte di alcuni racconti. Quelli che però scrivo per me stessa. Alle volte, invece, succede che io mi senta in una puntata di Friends o di New Girl, dico davvero. Vivo tantissimi momenti WTF? e non riesco a spiegarmi il perché.

una cosa che mi piace un sacchissimo del tuo blog, è la rubrica photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, paint ti amo, in cui ogni settimana sputtani, con una classe incredibile e un umorismo stupendo, certi libri dalle copertine inguardabili e dalle trame diciamo… particolari. come ti è venuta in mente quest'idea geniale?
che poi, so che newton è il tuo bersaglio preferito del lunedì, ma qual è l'editore che invece ti piace di più per quello che riguarda la linea grafica delle copertine?
Moltissimi blog hanno una rubrica dedicata alle nuove uscite che interessano un sacco alla gente – anche a me, lo ammetto. Ho lavorato per un bel po’ di tempo in agenzie di comunicazione, dove lo sport preferito in pausa pranzo era prendere in giro i lavori in grafica fatti male. Era divertente, era il mio momento preferito della giornata. Si criticavano i lavori fatti da altre agenzie, i copy e i body copy scritti con gli alluci, i ritagli e gli appiccichi fatti da bendati e altre cose di questo tipo. Un giorno – e ricordo molto bene con chi ne parlai, anche se con questa persona ormai non ho più alcun tipo di rapporto – mi venne in mente di unire le due cose: i lavori fatti male e i libri. Questa persona era entusiasta, mi supportò nell’idea, mi disse che sì che poteva funzionare. E tadààà, ecco che nacque la rubrica più amata dal web (e con web intendo me stessa). Il titolo, invece, è un po’ un omaggio a una pagina facebook dedicata ad Alfio Marchini, e chi è di Roma sa perfettamente a cosa mi riferisco.Ci sono diversi editori di cui sono innamorata, uno fra tutti (e forse il mio preferito) è Marcos y Marcos. trovo le loro copertine semplicemente geniali: sono ben fatte, sono curate, sono colorate e, soprattutto, sono mi trasmettono allegria. Confesso che mi piacciono molto anche le copertine di Mattioli1885, Del Vecchio e Gorilla Sapiens.
quanto è importante per te la copertina in un libro? è una cosa che condiziona tanto le tue scelte quando compri qualche libro nuovo? cioè, se trovi un libro che ti sembra bellissimo però ha una copertina oscena e magari te lo vuoi leggere, che so, in metropolitana, che fai? sovracopertina di altro libro o e-reader?
Non lo nego, la copertina ha il suo peso. So perfettamente che l’abito non fa il monaco, ci mancherebbe, ma sono pur sempre una persona con la predisposizione al bello – o almeno all’armonia – molto sviluppata. Mi piacciono le cose ben fatte, mi piacciono i dettagli, le inquadrature giuste, una certa armonia nei colori. Ho però imparato a non giudicare un libro dalla copertina e a lasciarmi convincere piuttosto dalle prime righe. Certo è che se è proprio una copertina oscena e voglio leggerlo comunque passo al piano b: fodero il libro con la carta da regalo o utilizzo lo scaldalibro che ho comprato un paio d’anni fa a Torino. Insomma, vabbè che l’abito non fa il monaco, però manco deve farmi vomitare, ecco.
dato che attualmente ti trovi in spagna, come funziona lì la vita del lettore? si sente un esemplare più unico che raro come in italia? si ritrova in libreria tutti quei libri pieno di  bucce di limoni, foglie di té, spezie varie e disastri meravigliosi con filtri arcobaleno come da noi? vanno anche lì per la maggiore le grandi librerie di catena, in stile supermercato, oppure le piccole librerie indipendenti resistono senza tutti i drammi che vivono qui in italia?
Un po’ e un po’. Mi spiego meglio: in Spagna si legge di più che in Italia. non conosco la percentuale di lettori fissi, ma sono sicuramente più che in Italia. Qui, camminando, vedo un sacco di gente con un libro in mano, che legge su una panchina, in metro, in autobus, dovunque. Le librerie indipendenti soffrono un po’ anche qui, anche se gli spagnoli sono intelligenti e si sono specializzati. Cioè, le librerie piccole e indipendenti spesso vendono solo per generi: la libreria italiana, la libreria inglese, la libreria di viaggi, la libreria di fantasy e fantascienza, la libreria solo di saggi e libri storici – anche romanzi storici eh – e così via. E poi ci sono posti fantastici dove puoi trovare i libri a pochissimo o semplicemente facendo una donazione. Insomma, sebbene i libri nuovi qui costino più che in Italia, la gente legge comunque. Probabilmente perché abituati fin da bambini, non saprei. Quando mi sposo con uno spagnolo e ci preoccupiamo di frequentare gente che ha già figliato, domando e ti faccio sapere xD
cosa ti ha convinta a far parte di questo gruppo di blogger che intervistano blogger? e cosa ti piacerebbe fare, una volta finito questo primo progetto, con il gruppo book bloggers blabbering?
Le iniziative di gruppo mi piacciono sempre, soprattutto se si tratta di cose che altrove non ho ancora incontrato. Il mio sogno è quello di scrivere, un giorno, per una rivista online formata da un bel gruppo di persone. Non posso lanciarla io, una rivista online effettivamente riconosciuta come tale perché non sono giornalista, ma partecipare a eventi in gruppo mi dà già l’idea di farne parte.
Cosa mi piacerebbe fare, dici? Be’, mi piacerebbe lavorare insieme ad altri progetti, magari a rubriche dedicate a libri, autori o argomenti. Sarebbe bello poter far parte di una sorta di tavola rotonda, no?
beh sì, sarebbe bellissimo! e io non vedo l'ora!



ed ecco il calendario!
1 - venerdì 7 ottobre - claudia de il giro del mondo attraverso i libri intervista carla di una banda di cefali
2 - venerdì 14 ottobre - carla di una banda di cefali intervista clacca di a clacca piace leggere
3 - venerdì 21 ottobre - clacca di a clacca piace leggere intervista nereia di librangolo acuto
4 - giovedì 27 ottobre - simona di letture sconclusionate intervista daniela di appunti di una lettrice
5 - venerdì 4 novembre - manuela di impressions chosen from another time intervista erica di la leggivendola
6 - venerdì 11 novembre - daniela di appunti di una lettrice intervista diletta di paper moon
7 - venerdì 18 novembre - erica di la leggivendola intervista camilla di bibliomania
8 - venerdì 25 novembre - fabrizia di il mondo urla dietro la porta intervista claudia de il giro del mondo attraverso i libri
9 - venerdì 2 dicembre - nereia di librangolo acuto intervista manuela di impressions chosen from another time
10 - venerdì 9 dicembre - diletta di paper moon intervista fabrizia di il mondo urla dietro la porta
11 - venerdì 16 dicembre - camilla di bibliomania intervista simona di letture sconclusionate

seguiteci anche l'evento su facebook!

giovedì 20 ottobre 2016

sky doll vol.4 ~ sudra

finalmente, dopo anni di attesa, disperazione, rassegnazione e amarezza è arrivato anche in italia il quarto, bellissimo, desideratissimo e fondamentale volume di sky doll, in uscita oggi per bao publishing: sudra.


dopo gli eventi narrati nel terzo volume (se non conoscete la storia di sky doll tranquilli: bao ripubblicherà i primi tre volumi della serie a inizio del prossimo anno. qui poi, a fine mese, troverete le recensioni dei primi tre capitoli) noa si trova sul pianeta sudra, insieme al fedele roy, a yhala, una delle donne di aqua, a jahu e alla sua nuova - bellissima - fiamma cleopatra. e ovviamente a eliantho, il piccolo scropo resuscitato da noa. si stanno nascondendo da qualcosa che ancora non riescono nemmeno bene a capire, un mistero legato alla papessa scomparsa, agape, e al suo indecifrabile legame con noa.
è proprio noa, grazie alle sua capacità straordinarie, a riuscire a mantenere i suoi amici su sudra, un mondo tanto bello, imponente, opulento e barocco quanto sordido e povero. un mondo in cui all'ombra del lusso e dello sfarzo più incredibili si nasconde la miseria più nera e l'umiliazione della povertà. visivamente, il mondo di sudra ricorda tantissimo le città che alessandro barbucci ha disegnato in ekhö (d'altronde considerando che sta praticamente portando avanti i due progetti in parallelo, le influenze tra uno e l'altro sono inevitabili, e in ogni caso, in fondo è sempre la stessa mano a disegnare), e raggiunge, grazie anche agli inconfondibili colori di barbara canepa (tutti quei rosa e quei verdi!) un livello di spettacolarità da togliere il fiato.

e sudra, così come il resto dell'universo che abbiamo già osservato nel corso dei viaggi di questa combriccola scombinata, è un pianeta in cui la religione e il misticismo sono i punti fondamentali dell'intera società, una società in cui convivono creature geneticamente diversissime tra loro, una vera e propria fiera di razze e di meticci e di ogni sorta di stranezza organica possiate immaginare.
uno scorcio del pianeta sudra

quello che rende così importante questo volume è che finalmente ci viene svelato - almeno in parte - il mistero di noa, quello che riesce a rendere una bambola capace di compiere miracoli, cosa che si era già intuita nel volume zero.
eppure c'è ancora la cosa più importante da scoprire su noa: come fa una bambola ad avere una coscienza? dei ricordi? dei sentimenti?

i quattro look di noa rispettivamente nel quarto, primo, secondo e terzo volume.

non vi dico altro perché non voglio spoilerare quello che è forse il capitolo fondamentale dell'intera serie. di certo, nel prossimo volume, che dovrebbe essere quello conclusivo, almeno secondo le dichiarazioni degli autori fino a questo momento, tutte le domande che ci siamo posti nel corso di questi lunghissimi sedici anni, dovrebbero trovare una risposta.


intanto, mentre noi ci gustiamo il tanto atteso quarto capitolo, è stato già annunciato per il mercato francese un nuovo speciale, che dovrebbe uscire a novembre di questo anno, disegnato da mini ludvin. non so molto altro su questo volume, ma c'è da sperare che anche questo, come gli altri due speciali - spaceship collection e lacrima christi collection - venga pubblicato qui da noi. per saperlo, dobbiamo attendere nuovi annunci da parte di bao publishing.

mercoledì 19 ottobre 2016

anteprima: maison là là

sta per arrivare lucca, quindi sta anche per arrivare la nuova pubblicazione del gruppo manticora! ci hanno fatto penare tantissimo prima di dirci di cosa si trattasse, ma finalmente l'arcano è stato svelato! quest'anno a lucca verrà presentato maison là là, un calendario illustrato che riprende un po' le atmosfere di le piccole morti.

ho chiesto ai ragazzi se volevano scrivere qualcosa per presentare il loro nuovo lavoro, e quindi, in esclusiva su claccalegge (uh, sembra fichissimo detto così!) sette blurb dalle penne manticore, per aumentare la vostra curiosità e il vostro... desiderio!

fronte...

"Un calendario con le tette di cui non vergognarsi."
-Ivan-

"Con questo calendario ci sarà da toccarsi... in tutti i sensi!"
-Lorenza-

"Morire non mai stato così sexy."
-Flavia-

"L'anello di congiunzione fra Edward Gorey e Casa Siffredi!"
-Lucrèce-

... e retro!

"A confronto il calendario Pirelli vi sembrerà l'album della comunione!"
-Ilaria-

"La miglior lettura dell'anno secondo Cardinal Bertone. Amazing!"
-Brian-

"Avrei gradito anche dello yaoi..."
-Anna-

nell'attesa di avere questa nuova meraviglia tra le mani, vi faccio il riassuntone di tutti gli articoli qui pubblicati fino ad ora sul gruppo manticora e sui loro lavori! mi raccomando, a lucca passate dal loro stand e recuperate il recuperabile!