lunedì 16 ottobre 2017

sacred heart

se pensavate che l'esistenza da trent'enne disoccupato che non sa cosa fare della propria vita mentre il mondo intorno a voi si realizza sia la cosa peggiore che poteva capitarvi, evidentemente vi siete dimenticati quale inferno era l'adolescenza (o magari siete stati tra i pochi adolescenti felici a questo mondo, ma non ci credo nemmeno se fate la croce sul cuore).
ma non c'è problema, leggete sacred heart e ogni cicatrice del vostro animo di ex-brufolosi fuori dal mondo tornerà ad aprirsi e sanguinare rabbiosamente: liz suburbia ha preso il meglio del peggio di quell'era di disagio e frustrazioni e l'ha spremuto in un libro che cambia radicalmente il concetto di teen drama, risparmiandoci i luoghi comuni da commedia e catapultandoci in un mondo assurdo in cui l'apocalisse sembra imminente ma di certo meno interessante del prossimo concerto.


le scritte sui muri, la birra onnipresente, le partite di rugby, ma sopratutto la musica punk, i concerti, le feste, i tagli di capelli assurdi, la macchina guidata da sbronzi, i primi amori, la necessità di essere alternativi - ma tutti allo stesso modo, le sigarette fumate di continuo ovunque, il sesso sui divani, la voglia di guardare sempre gli stessi film mangiando schifezze sul divano insieme al tuo migliore amico. questo è il mondo di sacred heart al primo sguardo, un mondo di adolescenti alla scoperta della vita, una città come tante altre fino a che qualcosa non comincia a diventare un po' troppo inquietante...


protagonista della vicenda è ben, una ragazza tosta che ama andare ai concerti, non regge troppo bene l'acool, ha una cotta per il tizio figo&più-grande, pochi amici, un cane di nome john mcclane, la passione per i tatuaggi, un migliore amico un po' creepy a cui però non può non voler bene e una sorella, empathy, a volte troppo riservata.
ben vive ad alexandria, una città come tante altre, piena di ragazzini che vorrebbero diventare grandi presto senza sapere bene come fare, che poi a dirla tutta, diventare grandi sembra un po' uno schifo, quindi tanto vale non pensarci troppo.
tutto normale fin qui, ma dove sono gli adulti? e i bambini? e i vecchi? dove sono tutti i non-adolescenti di alexandria? e poi chi è che va in giro uccidendo ragazzi da qualche mese a questa parte? e perché sembra che a nessuno importi, come se morire assassinati per strada fosse la cosa più normale del mondo? e ancora, cos'è questa sensazione di qualcosa di imminente e definitivo che sta per arrivare?
ai ragazzi di alexandria non piace troppo pensarci, la vita è troppo bella e forse troppo breve per perdere tempo a torturarsi per quello che non c'è, per quello che forse non ci sarà mai, e chi lo fa non lo ammette forse neppure a se stesso.

gli interrogativi sono tanti, ma liz suburbia mantiene il fuoco fisso sui suoi personaggi, soprattutto su ben, e lascia in secondo piano tutto il resto, tutto quello che a una prima lettura non vedrete nemmeno, salterà fuori alla seconda.
tra un concerto e un omicidio, la vita sregolata ad alexandria continua come se non ci fosse un domani (e potrebbe davvero essere così per quello che ne sappiamo), e i riferimenti a questa catastrofe prossima a succedere sono numerosi e sempre più frequenti verso la fine del libro, che, a dette dell'autrice, sarà solo il primo di una serie di quattro.


sacred heart sa essere molto di più di un fumetto sull'adolescenza e molto di più di un racconto distopico: sa dosare sarcasmo e delicatezza per rappresentare senza pregiudizi ma con infinita lucidità quel continuo altalenare tra entusiasmo e sconforto proprio di quell'età, affiancando uno stile di disegno cartoonesco  ma crudo e realistico - la versione più punk e cattiva di brian l. o'malley - che non risparmia e non elogia nessuno, in perfetto accordo con la colonna sonora (i titoli delle canzoni che i ragazzi ascoltano sono segnati come note) di tutta la storia.


nato come web comic, sacred heart ha riscosso immediatamente successo tanto da essere poi stampato - e prima ancora ridisegnato completamente per uniformare lo stile grafico tra i primi e gli ultimi capitoli e per renderlo adatto alla stampa - da fantagraphics, continuando a stupire e a raggiungere un pubblico sempre più vasto ed entusiasta.
a noi non rimane che ringraziare eris per averci fatto scoprire questa artista straordinaria e sperare che il seguito, che - oltre tutto quello che abbiamo già detto - da alcuni dettagli sparsi qua e là nel primo volume sembra essere davvero promettente, non si faccia attendere per troppo tempo.

domenica 15 ottobre 2017

buon compleanno claccalegge! ♥


sei anni di a clacca piace leggere! ogni anno c'è sempre questo momento imbarazzante in cui non so cosa dire, ho paura di essere stucchevole e di ripetermi ogni volta, ma, perdonatemi, in un modo o nell'altro lo devo fare.
e dunque: scrivere questo blog a volta è un po' stressante, mi ritrovo a cancellare e riscrivere lo stesso post dieci volte, mi stupida perché non riesco a dire quello che vorrei, mi sento in colpa perché non riesco a scrivere in tempo anche quando quel tale libro o fumetto mi è stato dato da qualcuno che mi ha detto fammi sapere cosa ne pensi, ci tengo (che poi cerco di consolarmi pensando che magari è una frase di circostanza e in fondo sticazzi si cosa scrivo io, no?), e mi sento piccola rispetto a quei mega siti fichissimi che pubblicano mille aggiornamenti al giorno, che c'hanno pagine fb stracolme di robe e di like, che fanno in un giorno le visualizzazioni che io posso sperare in un mese.
ma.
è una soddisfazione ogni volta che qualcuno mi dice ah ma io lo conosco il tuo blog (ragà, me l'ha detto tito faraci e stavo tipo morendo, ero di un inquietante porpora in faccia, magari c'è passato giusto dieci secondi, ma mi bastano e m'avanzano), è una soddisfazione quando qualcuno mi scrive che ha letto qualcosa che ho consigliato e gli è piaciuto, è una soddisfazione - ed è la più grande - quando qualcuno che incontro qui per caso poi diventa una persona che fa parte della mia vita vera (quella tra un fumetto e l'altro, occupata per lo più dal grosso sedere di camilla che chiede di essere spazzolato e subito) e quando qualcuno mi fa un complimento sincero su tutto questo

claccalegge (che il titolo per intero è troppo lungo e allora alla fine lo chiamiamo tutti così) è un blog piccolino e non credo diventerà mai qualcosa di più grande (e in questo è coerente con la sua autrice, che a volte mi chiedono se ho perso la mamma e poi ci rimangono male quando guardano bene il mio faccione da vecchia stronza), ma continua a essere una gioia per me e, spero!, un posto dove trovare qualcosa di interessante per voi.

e quest'anno per festeggiare voglio proporvi un esperimento un po' social: scegliete almeno uno (in realtà tutti quelli che volete e quando volete non ci sono scadenze) tra libri e fumetti che avete scoperto da uno dei miei post e pubblicate una foto (un selfie, una foto con il gatto, davanti alla vostra libreria, al parco, sul tavolo accanto alla colazione o alla fagiolata, dove e come vi pare insomma) su instagram (taggando @unanuvola) o su facebook (taggando @claccalegge) o entrambe con l'hastag #consiglidiclacca.
però fatelo davvero o ci faccio la figura della povera stronza, eh!
raccoglierò poi tutte le foto in un album sulla pagina facebook, e sarei davvero felicissima se fossero tante

e mentre aspetto, grazie mille a tutti voi che continuate da anni a seguire questo angolo di entusiastici deliri!

mercoledì 11 ottobre 2017

virginia ~ per aspera ad astra ~ intervista a lorenza tonani

da treviso ho portato un bel bottino, ma vi confido che uno dei libri che mi è piaciuto di più è virginia, la biografia illustrata di virginia woolf, scritta da lorenza tonani e illustrata da lucrèce (che ha, tra le altre cose, collaborato anche con il gruppo manticora per maison là là), che fa parte di un progetto più ampio: la collana per aspera ad astra (attraverso le asperità, fino alle stelle), con la quale hop! edizioni propone biografie di donne straordinarie che hanno, con il loro talento e la loro passione, rivoluzionato il nostro mondo e la nostra storia.


virginia, nonostante (come tutte le opere della collana) sia indirizzato anche a un pubblico giovanissimo, non ci risparmia nulla della storia della celebre scrittrice inglese: lorenza, con uno stile semplice ma appassionante, racconta ogni aspetto della complicata esistenza di virginia woolf, da un lato il suo genio, la sua intelligenza fuori dal comune, la sua caparbietà e la voglia di non essere solo una donna, destinata a un'educazione da moglie devota e madre affettuosa.
ci parla del desiderio di virginia di scrivere e della ricerca continua al fine di migliorarsi come intellettuale, ci descrive la storia della sua famiglia, il dolore della perdita, i legami profondi con alcuni dei suoi fratelli e in particolare con sua sorella vanessa, pittrice e sua grande amica.
fuori dalla cerchia dei parenti, la famiglia di virginia saranno i  circoli che creerà con altri intellettuali del suo periodo, e sopratutto suo marito, con cui contrae un matrimonio fondato - più che sulla passione o sull'interesse - sulla comunanza di idee e sul reciproco rispetto di due individui dediti alle lettere, e legati da un affetto sincero.
virginia ha lo sguardo di una donna forte, sa mettere a tacere chiunque tenti di metterla in difficoltà, non ha paura di come la gente possa giudicarla in quanto donna fuori da ogni schema, ma ha un animo fragile, al contempo così grande e potente che sembra quasi non poter essere contenuto in quel corpo magro e pallido che lucrèce ha saputo rappresentare con incredibile eleganza e malinconia, regalandole i toni delicati di un bosco autunnale.


entrambe, con queste pagine in cui testo e illustrazioni si fondono in un tutto indivisibile e simbiotico, ci consegnano una virginia dagli occhi intelligenti, spalancati su quel mondo che vuole osservare e raccontare, forte abbastanza da rovesciare l'idea stessa di educazione femminile, da superare pregiudizi e cattiverie, da rifiutare le più comuni imposizioni sociali, ma al contempo debole e disperata davanti alle perdite, al dolore, alla paura di non riuscire a raggiungere e superare le proprie ambizioni: un genio rivoluzionario e insieme una donna incline alla tristezza, virginia ci rimane impressa nel cuore per sempre.


insomma, penso sia chiaro che questo libro mi ha entusiasmato tantissimo, non vedo l'ora che escano i prossimi due titoli (sopratutto frida, mi piace moltissimo!), ma spero di riuscire a recuperare anche gli altri già usciti, così da scoprire qualcosa di più su queste donne straordinarie.
intanto vi lascio alle parole di lorenza che ci racconta qualcosa di più su questa collana e sui progetti futuri! buona lettura!

ciao lorenza e benvenuta su claccalegge!
ci racconti la genesi della collana per aspera ad astra?
Buongiorno a te Claudia e ai lettori.
Come spesso mi succede nella progettazione di una collana, parto da un'intuizione, qualcosa che mi colpisce e vedendo la quale inizio a immaginare nuovi scenari. Come sai Hop! è una casa editrice a vocazione "femminile", intendendo con questa espressione non necessariamente rivendicazioni femministe estreme, ma semplicemente una sensibilità a tematiche più vicine alle donne, che le donne possono "raccontare" con particolare attenzione e cura. Nella creazione della collana #Perasperaadastra sono partita guardando Lei. Vivian Maier di Cinzia Ghigliano, pubblicato da Orecchio Acerbo. Ho pensato che avrei voluto raccontare per immagini la storia di un'altra fotografa, Diane Arbus, ma non in 32 pagine, bensì in molte più tavole e con più testo.
Creare insomma una nuova frontiera del picture book, per un pubblico un po' più adulto, dai 12 anni in su, che potesse approfondire la storia del personaggio per testo e immagini. Quello che ne è poi derivato è una collana di picture book per adolescenti che piace agli adulti, i quali considerano questi libri come degli art book da sfogliare e risfogliare per la bellezza delle immagini.
Le illustratrici sono state straordinarie.
ne avevamo già parlato al tcbf, ma vorrei riprendere il discorso anche qui: sulle copertine di questi libri è presente sempre solo il nome dell'illustratrice, mentre il tuo è scritto solo dentro, tra i credits dell'opera. è una scelta sicuramente fuori dal comune, ci spieghi come mai hai preso questa decisione?
Sì, è vero, ma è una diretta conseguenza della scelta editoriale. Come specificato nella quarta di copertina sono vite illustrate. I testi, di cui sono autrice, sono al "servizio" delle immagini che giocano la parte del leone. L'emozione passa attraverso le immagini e, per questo, alla bravura delle illustratrici è riservato il posto d'onore. Ho anche voluto rovesciare un cliché che circolava anni fa: nel caso di biografie romanzate con illustrazioni o in generale di romanzi per ragazzi con illustrazioni, spesso il nome dell'illustratore era citato solo nel colophon o nel frontespizio e il nome dell'autore dei testi in copertina. Avendo rovesciato il rapporto di rilevanza testo/immagini, ho pensato di rovesciare anche quella tradizione.
le donne di cui ci parli vengono da mondi e tempi diversi: attrici, cantanti, scrittrici, stiliste, pittrici... qual è il criterio di selezione che ti ha portato a scegliere proprio loro?
Certo guardando i titoli della collana, può sorgere spontanea la domanda: cosa lega Madonna a Virginia Woolf? La risposta è proprio il #Perasperaadastra. Tutte queste donne sono entrate nella storia per aver portato importanti innovazioni nel loro ambito professionale: Madonna è la prima vera popstar, la Callas ha cambiato il melodramma con la sua interpretazione attoriale drammatica, Audrey Hepburn ha sgominato le pin-up anni Cinquanta nel cinema americano, Virginia Woolf ha cambiato il romanzo sostituendo alla trama le impressioni, Frida Kahlo è stata la pittrice che ha introdotto l'autobiografismo come materia privilegiata, trattandolo con uno stile unico, Coco Chanel ha cambiato il concetto di eleganza. Tutte, tutte indistintamente, hanno avuto un'infanzia minata da fatti davvero tragici, spesso sconosciuti ai più, e, dopo tanta sofferenza, hanno riversato tutto il loro impegno nella realizzazione personale, professionale. Solo con una dedizione costante, indefessa, tra ascese e cadute, sono diventate veri e propri miti. Mi piacerebbe che le tredicenni, le quindicenni, le ragazze insomma, leggessero queste storie e che, proprio guardando queste immagini evocative ed empatiche, si affezionassero a figure tanto esemplari.
e invece come sono state scelte le illustratrici che hanno dato vita volume per volume alle storie che ci racconti?
Forse la parte più bella del mio lavoro, in una casa editrice che raramente pubblica manoscritti che riceve ma che invece costruisce progetti puntando sulla collaborazione con gli illustratori, è proprio cercare le persone giuste al momento giusto. Come già successo per La fine dell'amore. Graphic short stories, progetto per il quale gli autori delle tredici storie erano stati scelti sulla base dell'affinità stile personale/racconto da interpretare, anche in questo caso sono andata a caccia di chi secondo me poteva meglio rappresentare quel particolare personaggio per vocazione, temperamento artistico, formazione. Lucrèce è Virginia, Roberta Zeta è Audrey, Sylvia K è Madonna, Amalia Mora è la Callas. Cambiando i fattori il risultato sarebbe sicuramente cambiato, molto in peggio! Sono molto soddisfatta degli esiti. Parlando con le autrici, poi, ho potuto riscontrare come ognuna, lavorando al personaggio, si sia veramente lasciata coinvolgere dalla storia da rappresentare e dall'essenza di queste figure.
è successo che, al contrario, un'illustratrice ti abbia contattato per realizzare uno di questi libri, magari raccontando di un personaggio che ammirava in modo particolare?
La collana ha portato attenzione alla nostra casa editrice e ricevo diverse proposte di portfolio che sono in qualche modo correlabili al progetto. Ho ricevuto una proposta per un personaggio in particolare, ma ancora non so se mi convince fino in fondo in connesione a questa collana.
Non mancano suggerimenti in rete e richieste del pubblico. Poi bisogna valutare tutta una serie di aspetti, come i numeri complessivi da realizzare per questo progetto (che vorrei infiniti naturalmente), il possibile impatto del personaggio sul pubblico etc.
tu ti occupi, oltre che del coordinamento della collana, anche della scrittura dei testi, ma collabori anche con le illustratrici sulla scelta del mood dei vari volumi (ad esempio la scelta delle palette cromatiche o di quali momenti particolari della vita di queste donne straordinarie rappresentare)?
Per diversi anni sono stata curatrice di mostre d'arte e mi sono abituata a creare percorsi espositivi che avessere un senso compiuto, un fil rouge che legasse le opere nelle diverse sezioni, e a immaginare per la didattica in mostra dei focus su singole opere. Ho allora lavorato, anche in questo caso, alla costruzione delle storie immaginando 40 momenti fondamentali nella vita di queste donne, i momenti da rappresentare, e concependo i testi come didascalie lunghe che servissero a entrare in legame con l'immagine, da leggere a piacere, prima o dopo rispetto al momento in cui lo sguardo si sofferma sui dettagli della tavola. Ho quindi consegnato alle autrici i testi con le 40 tappe da rappresentare.  Le autrici mi hanno fatto le loro proposte, attraverso storyboard o bozze singole, su come intendevano raffigurare quei momenti. Ho lasciato alla loro ispirazione molta libertà, correggendo solo le intenzioni quando mi sembravano troppo lontane dal testo o da quello che secondo me era necessario rappresentare per far comprendere davvero il personaggio in  quella fase della vita. Ma è successo davvero poche volte. Totale libertà invece su scelte cromatiche e organizzazione della palette.
nella collana sono già state pubblicate le biografie di madonna, audrey hepburn, maria callas, virginia woolf e a breve usciranno quelle di frida e coco chanel: sai già quali altri personaggi arricchiranno la collana in futuro? e magari con quali disegnatrici vorresti collaborare?
Non ti svelo tutto ma sicuramente non mancherà la zia Jane (Jane Austen) e mi piacerebbe molto lavorare alla biografia di Marina Abramovic. Tra le illustratrici corteggio Monica Barengo: vedremo perché è molto impegnata in questo periodo. Sto tenendo d'occhio Nadia Sgaramella. 
possiamo dire che, anche se in modi diversi, tutti i titoli di hop! edizioni esplorano una realtà prettamente femminile, a volte con ironia (ad esempio con la trilogia di joséphine), altre volte - ed è questo il caso di per aspera ad astra - in modo più "serio". come definiresti la tua casa editrice nell'ottica di questa rinascita della coscienza femminista nell'epoca di internet e dei social?
Come dicevo in apertura di intervista non è nostra intenzione fare pura rivendicazione di genere. Intendo il "femminile" di Hop! molto più vicino ad alcuni concetti espressi nel saggio di Virginia Woolf Una stanza tutta per sé. La rivendicazione tout court può essere fonte di un'animosità ben lontana dalle nostre corde. Viceversa è innegabile che tra uomini e donne la sensibilità sia diversa e il risultato narrativo anche. In Hop! siamo attente a tematiche che riguardano le donne: che si tratti del make up (e i suoi cliché visti in modo ironico) o di tematiche serie come l'aborto clandestino di Sotto, la violenza contro le donne di 7° Piano e ancora la faticosa affermazione professionale raccontate nella collana #Perasperaadastra, è sempre l'universo femminile che ci piace raccontare. Fatto che non vieta che siano anche autori uomini a lavorare per noi, quando riteniamo che il tema sia meglio affrontabile da un punto di vista maschile. Per esempio nella prossima uscita La Casa Tellier, sulle case chiuse ottocentesche, uno sguardo un po' alla Toulouse Lautrec un po' alla Fabrizio De André, era preferibile.
c'è un personaggio femminile - storico o attuale - più "difficile" di cui vorresti scrivere la storia? ed eventualmente da quale artista ti piacerebbe venisse illustrata la sua biografia?
Sì, ne ho già accennato: Diane Arbus. Il personaggio è difficile. Rimane lì, a bagnomaria. Vedremo. 
so che in questa collana verranno pubblicate solo storie di persone realmente esistite o esistenti, ma se dovessi scegliere di scrivere la biografia di un personaggio inventato, rubato alla letteratura o al cinema (ma anche all'opera, ai fumetti, alle serie tv eccetera) di chi vorresti raccontarci?
Allora... un'idea c'è ma è top secret. Vorrei raccontare un personaggio di una serie TV giocando tra ruolo interpretato e attrice protagonista. Sono strettamente legate. Tempo al tempo e se sarà lo saprai in anteprima.
ti ringrazio tantissimo per il tuo tempo e mentre aspetto con impazienza la biografia di frida (che adoro follemente!) ti faccio tutti gli imboccallupo possibili per questo meraviglioso progetto! ♥
Grazie mille a te!

lunedì 9 ottobre 2017

book blog tour "aiuto! - fratelli" III tappa ~ recensione

terza tappa di questo blog tour organizzato da bao publishing che vi permette di provare a vincere una copia di aiuto! - fratelli, il nuovo libro di isaak friedl e yi yang e il vostro ritratto realizzato appositamente dagli autori.
(definire un mio commentino recensione è una cosa che mi fa un po' spavento e ansia, ma spero di andare bene lo stesso...)


vi ricordo che per partecipare al giveaway dovete:
- mettere mi piace alla pagina facebook bao publishing;
- diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti (trovate la lista alla fine del post);
- commentare tutte le tappe del blog tour;
- compilare il form con i dati (per il givaway, anche questo in fondo al post);
- condividere il blog tour sui social;

in bocca al lupo a tutti i partecipanti! e state attenti ai cacciatori...


un bosco e quattro cacciatori, l'insensata crudeltà della caccia, un cucciolo d'orso rimasto orfano, i fucili contro denti e artigli, la vendetta, la lotta per rimanere vivi.
questo - e svariati fiumi di sangue - è quello che isaak friedl e yi yang ci avevano presentato nel primo volume di aiuto!, una storia cruda e feroce che senza troppe parole ha saputo parlare di amicizia, di alleanze, ma sopratutto di vita e di morte.

i due autori sono tornati in quel bosco per raccontarci, in un libro - aiuto! - fratelli - che è un po' un prequel e un po' un sequel, tutto quello che ruota attorno a quella tremenda battuta di caccia, riallacciandosi al capitolo finale in cui scopriamo che il padre dei quattro cacciatori, nonostante sia malato e costretto a letto, assistito da un'infermiera e dal suo servile maggiordomo, è pronto a prendersi la sua vendetta.

mentre nel bosco gli animali onorano le ultime vittime dei fucili dei quattro uomini, il padre dei cacciatori è pronto, nella sua casa piena di trofei di caccia, a imbracciare di nuovo le armi, e più che la vendetta sembra spingerlo un incontenibile odio verso qualsiasi creatura non sia un essere umano.
catturati i tre che erano stati i protagonisti del primo volume - il cucciolo di orso, uno scoiattolo e una piccola scimmietta bianca - il vecchio decide di non ucciderli subito, ma di ingabbiarli e portarli con sé in casa. così scopriamo che la sua infermiera, al contrario, è un'amante degli animali, e che di nascosto ha denunciato il suo assistito a un'associazione animalista affinché possa liberare le tre povere bestie. viene organizzato un blitz in quella casa di animali impagliati e altri trofei grotteschi, ma qualcosa va storto, il cacciatore se ne accorge e - durante la colluttazione - riconosce uno degli attivisti. cosa potrà mai legare un uomo feroce e crudele che ama uccidere qualsiasi cosa si muova e uno che spende la sua vita per la tutela delle altre forme di vita?
la risposta è - ovviamente - già nel sottotitolo, ma per spiegarci le differenze tra i due e l'astio che sembrano nutrire uno nei confronti dell'altro, sarà necessario andare oltre la copertina e goderci le spettacolari tavole di yi yang.

alternando pagine piene di quei colori brillanti che avevamo già avuto modo di conoscere a quelle in bianco e nero, i due autori ci raccontano di un'infanzia felice, di una famiglia unita e allegra, piena di amore e di risate, di un padre attento e scherzoso, di una madre affettuosa e dolce e di due fratelli che, nonostante i dispetti e qualche baruffa, si vogliono bene.

se la storia può sembrare fin troppo prevedibile e lineare, il vero punto di forza di aiuto! - fratelli sta nella regia e nella capacità di lasciar crescere la tensione come se una qualche musica angosciante suonasse in sottofondo tra le pagine: osserviamo quei momenti felici, quei ricordi sbiaditi e sentiamo il brivido di qualcosa di terribile pronto a colpirci da un momento all'altro, sconvolgendo e sovvertendo ogni cosa. e il terrore arriva, in una delle sequenze meglio rese che si possano immaginare, lento, inesorabile, crudele e spaventoso, arriva, travolge ogni certezza e ci lascia impotenti, addolorati e sconvolti.
ed è questo il momento che segna la scissione - forse non troppo chiara - tra i due fratelli: da un lato la vendetta cieca e mai appagante del cacciatore - vendetta istillata poi anche nei figli, dall'altro la volontà di segnare un netto confine tra umano e animale, non solo non piegandosi alla violenza, ma anzi allontanandosi da quel mondo di sangue e morte diventando un salvatore.


aiuto! - fratelli è una storia che sa colpire con violenza, che sa farsi dire amara e triste ma che lascia un retrogusto malinconico e dolce, forse perché - già preparati dopo il primo volume - ci feriscono di meno le immagini spesso fin troppo esplicite e cruente.
una perfetta chiusura del cerchio, la risposta a quei tanti perché? che erano sorti spontanei dopo il primo volume, e che nasconde dietro un'apparente semplicità la capacità di lasciarsi comprendere profondamente a livello emotivo e viscerale, perché nulla può esserci di più profondo, emotivo e viscerale di quei sentimenti universali che sono la voglia di difendere chi si ama e l'odio per chi ci ferisce.
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tappe del blog tour:
4 ottobre ~ oh ma che ansia: introduzione al graphic novel e annuncio giveaway
6 ottobre ~ ever pop: intervista all'autore isaak friedl
9 ottobre ~ a clacca piace leggere: recensione
11 ottobre ~ galassia cartacea: videorecensione
13 ottobre ~ agny innocente: videorecensione

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