venerdì 28 aprile 2017

cinque titoli da non perdere a napoli comicon!

per la serie meglio tardi che mai, ecco una velocissima lista di cose che se siete al comicon di napoli dovreste recuperare assolutamente! e visto che devo recuperarli anche io, che al comicon non ci vado, per questo mese questo post fa un po' le veci della rubrica wishlist.

in primo luogo assolutamente il nuovo romanzo a fumetti di nicolas de crécy (autore de il celestiale bibendum e la repubblica del catch), sempre edito da eris edizioni: diario di un fantasma, a metà tra il racconto autobiografico e una raccolta di riflessioni sulla ricerca artistica dell'autore.


al comicon esce anche in anteprima il nuovo lavoro di simone prisco, che dopo vita e irene, torna - sempre grazie a douglas edizioni - con immortali, un fumetto che si promette più maturo e duro dei precedenti e che già dalle anteprime sembra assolutamente meraviglioso! se volete saperne qualcosa in più, ne ha parlato una banda di cefali qui.


dell'artbook dedicato a gimkhana - colors of lust - di ornella savarese ve ne avevo parlato qui, ma vi rinfresco la memoria perché in questi giorni lo trovate disponibile in anteprima (al comicon, certo).


poi passate dallo stand di shockdom perché continua la pubblicazione dei fumetti del collettivo mammaiuto (su claccalegge vi ho parlato di un ragazzo parte per un viaggio ferisce qualcuno non torna più a casa), questa volta con mooned!


dulcis in fundo i fortunelli che si trovano al comicon potranno leggere in anteprima il secondo episodio de il marchio di moldrock. il primo episodio invece lo trovate su topolino 3205 del 26 aprile (è ancora in edicola, quindi, se non riuscite ad andare a napoli, consolatevi così!)


e adesso aspettiamo i nuovi annunci, incrociando le dita e sperando in un sacco di belle novità!

mercoledì 26 aprile 2017

commenti randomici a letture randomiche - parte XXXIII

oggi, nella rubrichina più randomica del web, vi parlo di un sacco di cose bellissime, quindi pronti a riempire i carrelli di amazon (o a fare un giro in libreria).

cominciamo da yuri - asa nisi masa, edito qualche mese fa da coconino press, o meglio, si tratta di una riedizione, visto che per la prima volta era stato pubblicato nel 2003.
gran bella idea quella di ristamparlo, perché - almeno io - altrimenti me lo sarei perso e sarebbe stato un peccato.
yuri è un fumetto abbastanza atipico, anche nella sua storia editoriale: uno dei più grandi editori giapponesi, kodansha, decise di proporre al suo pubblico un manga realizzato da un autore occidentale. quell'autore è igort e yuri è il piccolo capolavoro che ha realizzato, tornato poi in italia grazie a quella che - all'epoca e fino a poco tempo fa - era la sua casa editrice.
abituati ai manga che leggiamo ogni giorno, yuri è qualcosa di completamente diverso: non solo una meraviglia visiva come se ne trovano raramente, ma è anche un perfetto esempio di come due modi di fare fumetto, a prima vista completamente diversi, come quello nipponico e quello italiano, se ben miscelati tra loro, riescono a dare vita a qualcosa di unico e bellissimo.
yuri è una favola cosmica, letteralmente: racconta i viaggi stellari a bordo dell'astronave green kangaroo del piccolo yuri, cosmonauta in cerca della sua mamma accompagnato e accudito da uba, una tata-robot di legno.
il piccolo astronauta esplora pianeti e mari alieni, incontra creature a volte spaventose, a volte gentili, a cui chiede aiuto per riuscire a ritrovare la madre.
i racconti sono brevi, introdotti da leggende spaziali e filastrocche, che aiutano a rendere al meglio il tono infantile e poetico delle storie, perfetto per il pubblico di riferimento, che è appunto quello dei bambini. le vignette sono molto grandi, spesso una sola scena occupa metà o tutta la tavola e l'azione non è molta, ma la bellezza della storia sta tutta nella dolcezza del giovanissimo protagonista e nel modo in cui si relaziona agli alieni che incontra, e sopratutto nel suo desiderio di riabbracciare sua madre, che è il vero motore dei suoi viaggi.
igort disegna scenari dettagliatissimi, colorando ogni tavola e rendendo yuri un po' un ibrido tra fumetto e libro di illustrazioni. consigliatissimo.

passando ad uscite più recenti, io spero che tutti abbiate preso il primo volume di our little sister di akimi yoshida (qualche millennio fa ho parlato del suo - bellissimo! - banana fish), uno di quei titoli che mai e poi mai mi sarei sognata di vedere in italiano e invece è in corso di pubblicazione per star comics.
se avete visto il film omonimo - little sister - ispirato al manga (ve lo consiglio, è molto carino e le attrici sono davvero bravissime), probabilmente conoscete già l'inizio della storia: yoshino, chika e sachi, le tre sorelle koda, abitano insieme in una grande casa e antica casa a kamakura. i genitori le hanno lasciate sole da parecchi anni, ma le tre sono riuscite sempre a vivere bene insieme, e adesso che sono adulte, vivono le loro vite senza sentire più di tanto la mancanza della madre e del padre. la loro vita continua tranquilla e serena, tra qualche battibecco, i fidanzati sbagliati e il lavoro, tra quelle mura piene dei ricordi della loro infanzia, fino al giorno in cui non arriva la notizia che il loro padre è morto.
nonostante non lo vedano da quindici anni, nonostante lui abbia sposato altre donne e avuto altri figli, decidono lo stesso di partecipare al funerale,
arrivate al paese in cui il padre, alla stazione conoscono suzu, la loro sorellastra, una ragazzina che fin da subito mostra un'indole dolce e decisamente più matura di quella che solitamente ha una ragazza della sua età. nonostante il soggiorno sia breve, le tre sorelle si affezionano subito a suzu e, considerato che ormai sia sua madre (la seconda delle tre mogli del padre) che suo padre non ci sono più, le chiedono se vorrebbe venire a kamakura con loro. suzu accetta senza pensarci troppo e dopo pochi giorni arriva nella grande casa delle koda.
inizia quindi questa nuova convivenza a quattro, e alla vita delle tre giovani donne si intreccia quella di un'adolescente alle prese con la scuola, la squadra sportiva, le amicizie, e insieme alle loro vicende e ai loro piccoli drammi, quelle degli altri abitanti del piccolo paese.
our little sister è un manga corale che parte benissimo, raccontando il presente e il passato di una famiglia, la vita di un piccolo paese sul mare, e sopratutto tratteggia senza troppi fronzoli la storia di quattro giovani donne. se proprio vogliamo trovargli una pecca, credo che lo stile di disegno non sarà troppo apprezzato dal grande pubblico, cosa che, in accordo con il suo essere uno slice of life, non mi fa pensare che possa diventare un best seller.
ma fidatevi di akimi yoshida e un po' anche di me, e provate a fare un giro anche voi a kamakura. vi assicuro che ne vale la pena!

un po' meno entusiasmo me l'ha regalato il primo numero della nuova edizione di lamù. in buona sostanza il punto è questo: il pregio e il difetto di questo esperimento (star comics ha proposto un'antologia in due volumi per valutare la reazione del pubblico prima di decidere se ristampare tutta la serie) coincidono. mi spiego meglio: bella l'idea di fare un'antologia, sopratutto considerando che si tratta di una storia ad episodi - tipico di rumiko takahashi - che funzionano anche autonomamente, e considerando pure che un gran numero di volumi tutti così probabilmente fanno più gola ai fan della vecchia generazione in preda alla nostalgia che ai lettori più giovani. ma il problema, a mio avviso, è stata la selezione delle storie. pensavo che almeno il primo capitolo ci fosse, o che avremmo trovato episodi completi, invece l'inizio manca e alcuni episodi sono capitoli di storie più lunghe.
quindi sì, bella l'edizione a colori e in grande formato, bella l'idea di riportare in libreria un titolo di tanti anni fa, bella anche l'idea dell'antologia, ma la selezione dei capitoli poteva essere diversa, sopratutto a beneficio di chi - come la sottoscritta - non ha ricordi del vecchio manga o dell'anime.
un buon prodotto per i fan e i nostalgici, ma se non conoscete almeno un po' la storia, è difficile capirci qualcosa. peccato, speravo in qualcosa di diverso e più leggibile per tutti.

penultimo volume per romantica clock, che mi sta mettendo addosso un'ansia tremenda e voglio assolutamente sapere come va a finire!
avevamo lasciato akane deboluccia ma in fase di ripresa, adesso è arrivato il momento dei tanto sospirati esami di ammissione e lei, nonostante tutto, si è impegnata come una pazza per riuscire a superarli, per poter frequentare la stessa scuola di suo fratello aoi.
ma tutto questo stress non le fa affatto bene, e subito dopo l'esame akane ha un altro malore, per cui finalmente decidono di sottoporla ad esami più approfonditi, per scoprire che ha una non meglio identificata malattia del sangue e che le servirà un non meglio specificato trapianto.
in ospedale akane fa amicizia con un sacco di bambini ricoverati con lei, mentre i suoi amici, che non possono entrare nemmeno per farle visita (si tratta pur sempre di ospedali pediatrici e di ragazzini troppo piccoli per poter essere ammessi nei vari reparti), cercano di farsi forza tra loro e di prepararsi al suo ritorno. solo shin, il più grande per età, riesce ad incontrarla e passare un po' di tempo con lei.
la guarigione di akane sembra possibile, perché aoi, in quanto gemello, è un donatore compatibile, ma in ogni caso richiede tempo, ma alla notizia che è stata ammessa alla scuola dei suoi sogni ogni dubbio e paura spariscono per far ritornare il suo ottimismo più forte che mai.
dubito che ci sarà un finale triste (già qui il momento lacrimuccia c'è stato e per quello che mi riguarda è stato anche troppo per una storia così), ma in ogni caso mi sento davvero in ansia per quale sarà l'esito della vicenda.
insomma, certe serie non dovrebbero essere bimestrali, o almeno non per tutta la durata della pubblicazione! datemi il finale adesso!!!

in ultimo la grande gioia di questo giro: il volume tre di himitsu! personalmente ci avevo già messo una croce sopra, visto che goen ci ha fatto aspettare quasi un anno per vederlo (e sì, c'è già chi ha letto il numero quattro, mannaggia!), e invece eccoci qui.
si accettano scommesse sulla data di uscita del quinto. se poi penso che sono d o d i c i volumi mi sento male...
ma dunque, dicevamo, himitsu!
in questo terzo volume continuano le (dis)avventure del nono, mettendo un po' da parte i due protagonisti, maki e aoki, lasciandoci concentrare del tutto sul caso in corso: il ritrovamento di un corpo completamente scuoiato, un omicidio ributtante e un cervello intatto, lasciato quasi apposta perché la polizia, in possesso della tecnologia capace di leggere i ricordi impressi nei cervelli anche dopo la morte, scoprisse il motivo di un tale delitto.
da qui prende le mosse un caso che risale in realtà a cinque anni prima e che coinvolge dei ragazzi allora appena diplomati, uno spietato assassino e delle vittime innocenti...
quasi tutto il volume è dedicato a questa storia, quindi non andrò oltre a svelarvi la trama, ma bisogna ammettere che reiko shimizu è davvero brava a mantenere alta la tensione fino alla fine.

lunedì 24 aprile 2017

l'occupazione

 [...] gli stati uniti furono occupati dall'europa unita, anzi da un'entità che si definiva paesi uniti d'europa, di cui faceva parte anche la russia  che aveva sostituito l'europa unita e gli stati membri, contestualmente all'occupazione degli usa. a quanto pare questi due eventi epocali si erano verificati senza alcun preavviso e nello stesso momento.  
[...] dopo un'ora, sul san francisco chronicle online comparve un articolo che parlava non dell'occupazione, ma del fatto che molti giornali ne avessero riportata la notizia, aggiungendo che era del tutto falsa, e che però la diffusione della stessa non era una burla ma qualcosa di pericoloso e sinistro. verso l'alba l'informazione era divisa.

siamo a manhattan, in un anno imprecisato ma che si direbbe non troppo lontano nel futuro, l'occupazione è in corso a quanto pare, ma la cosa non preoccupa più di tanto nessuno nel mondo, sopratutto non andreas e jacob, due amici - entrambi programmatori (che si direbbe essere il lavoro più importante nella loro realtà, se mi passate il termine) - che hanno altri problemi tra le mani: andreas viene improvvisamente e senza alcun motivo abbandonato da nora, la sua fidanzata, la quale scompare senza lasciare traccia né dare nessuna giustificazione, mentre jacob è ossessionato da tokyo, o meglio dalla persona che si nasconde dietro il nick tokyo e che si diverte a distruggere jacob non solo durante le partite di go online, alle quali partecipano entrambi, ma anche e sopratutto con messaggi di pura e gratuita cattiveria che lasciano intendere che lui - tokyo - lo conosca parecchio bene. insomma, l'occupazione c'è ma non si vede, non cambia niente nella vita di tutti i giorni, non ci sono invasori per strada, non c'è nulla che somigli anche solo lontanamente a una guerra e alla gente non viene chiesto di cambiare nulla della propria routine.
senza svelarvi troppo, la trama verterà principalmente su questi due percorsi di ricerca, rispettivamente nora e tokyo, ma dilungandosi in digressioni (apparentemente) sconclusionate e fuori contesto: dagli incontri con personaggi improbabili e organizzazioni assurde, alle descrizioni di inguardabili serie tv, mantenendo sempre sullo sfondo l'occupazione.

ora, il punto è che non è facile parlare di questo libro senza fare spoiler o senza togliervi il gusto di scoprire in cosa consiste veramente l'aspetto distopico, che c'è ed è anche interessante, quindi mi limiterò a una domanda: se un fatto enorme come l'occupazione degli stati uniti d'america da parte dell'europa è qualcosa di cui non si riesce a trovare conferma tramite qualsiasi fonte di notizie, più o meno valida che sia, su quali informazioni abbiamo davvero il controllo?
e qual è la distanza tra la nostra realtà e quella in cui i media danno notizie contraddittorie e non verificabili, i rapporti tra la gente si fondano principalmente sui messaggi e le e-mail (o i party aziendali, pieni di gente che sta lì perché ci deve stare e non perché ha davvero voglia di farlo), e la cultura pop sforna porcherie abominevoli che nonostante tutto diventano dei must che ci tolgono il sonno?

l'occupazione è un romanzo fatto principalmente di distrazioni e di eventi fondamentali, tutti così strettamente collegati tra loro che è quasi impossibile distinguerli o almeno metterli al loro posto in una scala di "importanza", la rappresentazione di una distopia in cui non ci sono grandi fratelli o governi invasivi a controllarti, ma solo il caos di mille imput che riempiono le vite dei personaggi, riempiendole di fuffa e svuotandole delle cose importanti, cosa che ricorda fin troppo da vicino le nostre esistenze, con la sola differenza che alessandro sesto è un narratore migliore di quello che a volte ci capita, capace di farci sorridere anche in mezzo a questo tragicomico caos e di tenerci incollati alle pagine per il puro gusto di leggere, di seguire le vicende di andreas e jacob, anche col dubbio che forse non ne verremo mai a capo.

venerdì 21 aprile 2017

visione ~ un po' peggio di un uomo | un po' meglio di una bestia

premessa per chi si fosse perso le puntate precedenti: io non sono una appassionata né una grande conoscitrice dell'universo marvel. visione l'avevo visto (ugh) solo in qualche film degli avengers, quindi la mia conoscenza del personaggio è pari a zero, ma i commenti che ho letto sulla miniserie visione (si è conclusa di recente con il secondo volume, per un totale di dodici episodi), mi ha convinta che avrei dovuto leggerla a tutti i costi, cosa di cui non mi pento affatto, ma temo di non essere riuscita a godermela appieno come è stato per chi conosceva già il sintezoide protagonista della vicenda.


una famiglia, una casetta uguale a tante altre, un quartiere uguale a tanti altri, una tranquilla, normale, ordinaria e anonima vita medio-borghese senza troppi problemi. esattamente come quella degli esseri umani.
questo è quello che sogna visione,  creatura sintetica, membro degli avengers e trentasette - più o meno - volte salvatore della terra.
a dire il vero, visione aveva già avuto una famiglia, ma non era andata proprio come sperato (chi legge marvel da tanto lo sapeva già, per gli altri c'è il flashback a inizio del secondo volume di questa serie), però questa volta tutto sembra decisamente meglio: sia sua moglie virginia che i suoi figli gemelli viv e vin sono sintetici, creati per essere la sua famiglia.
insomma, tutto perfetto, no?

beh no.

visione è una miniserie che, sebbene parli di supereroi, si stacca completamente da quel filone di fumetti fatti principalmente di assurdi costumi attillati e combattimenti a super cazzottoni, a favore di una delle tematiche più interessanti quando abbiamo a che fare con esseri sintetici: qual è il vero significato di umanità? di normalità? qual è il modo per arrivare alla felicità?

tom king scrive uno slice of life cupo, a tratti angosciante, che sebbene riprenda lo stra-usato tema dell'androide che cerca di capire la sua natura e di avvicinarsi agli esseri umani, lo fa prendendo come protagonista non un singolo personaggio, ma una famiglia intera, con le sua già complesse interazioni interne, calata in una realtà in cui gli eroi - mascherati e no - non sono poi così strani da vedere, ma nella quale non è comunque facile integrare perfettamente un nucleo familiare così fuori dalla norma.


mentre la famiglia visione, sopratutto viv e vin, che oltre ad essere androidi sono anche due adolescenti, cosa che già di per sé crea un sacco di problemi, cerca di ambientarsi senza riuscirci al meglio, c'è da tenere in conto che in un mondo in cui sintezoidi, avengers e supercattivi sono la norma, ci si può aspettare minacce ben più gravi di qualcuno che non vede di buon occhio avere dei vicini metallici.

visione è una storia leggibilissima per chi non segue le testate marvel, non tanto perché non serve avere grande conoscenza del background dei personaggi per riuscire a seguire la trama, ma perché più che la trama è tutto il resto che ha portato questo fumetto a essere uno dei titoli più discussi degli ultimi tempi: il concetto stesso di umanità, quello status a cui i sintezoidi cercano di arrivare ed adeguarsi per sentirsi normali, viene analizzato e sviscerato da più punti di vista nei dialoghi dei membri della famiglia visione, e nel tentativo di comprendere le nostre contraddizioni e le assurdità a cui ci aggrappiamo, ci danno modo di riflettere sulla nostra natura almeno tanto quanto loro.

e anche questa volta, come per ms. marvel, vi consiglio di leggere questa miniserie, indipendentemente dal fatto che i supereroi vi piacciano o meno, anzi, magari è l'occasione buona per rivalutarli. io, dal canto mio, mi auguro che la marvel continui a sfornare titoli del genere.
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