mercoledì 22 marzo 2017

orlando curioso e il segreto di monte sbuffone

in attesa di non stancarti di andare, tosca dei boschi - entrambi prossimamente per bao publishing -  e l'adattamento per la disney di orgoglio e pregiudizio, stefano turconi e teresa radice ci regalano ancora una volta una piccola meraviglia con orlando curioso e il segreto di monte sbuffone, edito recentemente per bao publishing.


dopo il successo de il porto proibito i due tornano a rivolgersi ai più piccoli, così come era stato con viola giramondo e con le tante storie scritte per la disney (tra le più recenti, la saga di pippo reporter, che si è da poco conclusa nell'edizione definitive collection e che vi consiglio taaantissimo), con un racconto breve, semplice e ricco di magia e poesia come solo loro due sanno fare.


orlando vive con mamma e papà - sempre impegnatissimi a scrivere i loro libri - su una piccola isola, in una casetta ai piedi della montagna vicina a un villaggio di pescatori. anche se non ha fratelli e sorelle, orlando non si annoia mai, perché nel villaggio conosce tutti, gioca con gli altri bambini, accoglie i turisti che arrivano al porto, segue con attenzione il lavoro dei pescatori e se serve fa da assaggiatore per le nuove ricette della locanda.

ma quando il monte sbuffone si sveglia dal suo lungo sonno e ricomincia a... sbuffare, il villaggio inizia ad agitarsi e tutti decidono di andare via, spaventati dal vulcano. tutti tranne la mamma e il papà di orlando, che pensano che non ci sia alcun pericolo così imminente da dover abbandonare la loro bella casetta e sopratutto il loro lavoro...

così orlando rimane solo e annoiato, almeno fin quando, in barba alle raccomandazioni dei suoi genitori, non decide di andare a vedere cos'è che fa sbuffare il monte...


quella di orlando curioso è una storia breve e semplice, la trama è lineare e senza grandissime sorprese per i lettori più adulti - mancano ad esempio i tanti riferimenti a personaggi famosi che si trovano spesso nelle storie disney o che erano fondamentali in viola giramondo - una storia scritta proprio per un pubblico giovanissimo, facile da leggere e da seguire, eppure i due autori sanno sempre emozionare anche se chi legge ha più di almeno quattro anni.
di sicuro una certa trentenne si è davvero entusiasmata a scoprire cosa nasconde il monte sbuffone!

in poche pagine teresa radice ha scritto un'avventura divertente, che parla di amicizia, di coraggio e di scoperte e stefano turconi ha dato vita a un paesaggio che odora di mare, di sole e di limoni, stradine e vicoletti che ricordano i paesi del meridione, con la loro luce dorata, le voci e i profumi che dalle cucine invadono le strade, disegnando tavole ricchissime di dettagli e particolari che rendono il mondo di orlando ancora più vivido e reale.
e se i più piccoli apprezzeranno l'intrepido, curioso orlando, a noi grandicelli rimane - e non è certo poca cosa! - di tornare bambini intrepidi e curiosi, pronti a esplorare il mondo e scoprire quanto possano essere divertenti i suoi segreti!

lunedì 20 marzo 2017

campagna di crowdfunding e presentazione di "melagrana" di attaccapanni press

attenzione attenzione! oggi pomeriggio alle 15:00 inizia il nuovo crowdfunding di attaccapanni press, che abbiamo già conosciuto con grimorio qualche tempo fa (e ne abbiamo parlato qui e qui): il nuovo progetto, che ha coinvolto tantissimi fumettisti e illustratori italiani, è melagrana, un'antologia in cui l'eros sarà il protagonista indiscusso dei racconti...

volantino promozionale ~ Flavia Biondi

in attesa di avere il libro tra le mani, ho chiesto agli autori delle storie di presentarci il loro lavoro rispondendo per noi alla domanda perché lasciarsi sedurre da melagrana? ed ecco le loro risposte, in puro stile blurb e qualche anteprima. bello vero? allora tra un po' tutti su indiegogo a finanziare questo progetto perché qui non si vede l'ora di poterlo leggere!
Perché ce n'è per tutti i gusti e per tutti gli stili! Ogni chicco ha qualcosa di diverso e inimitabile, e insieme fanno un frutto da sfogliare dolce, accattivante e inaspettato.
Laura Guglielmo
Perché la melagrana è antiossidante, e anche del sesso si dica mantenga giovani. Figuriamoci l'effetto di leggere Melagrana, quindi…
Ariel Vittori
Perché la mela come frutto proibito era banale 
Flavia Biondi

Jessica Cioffi

Chi ha detto che la banana è l'unico frutto dell'amor?
Giopota
Perché con Melagrana puoi avere bellissimi fumettini + storie di culo insieme, invece di continuare a leggere quelle storiacce di culo disegnate male nell'angolo più recondito del deep web
Vittoria Macioci
Perché siamo lascivi ♥
Giulio Macaione

Greta Xella

Perché già solo le anteprime fan venire caldo alle orecchie!
Ilaria Urbinati
Perché tanto lo sappiamo tutti che avete un solo chiodo fisso, e noi ve lo serviamo rilegato e in HD
AlbHey Longo

Ilaria Urbinati

ecco la lista completa degli autori:
albhey longo, ariel vittori (introduzione), lonnom bao, claudia 'nuke' razzoli, eleonora bruni & beatrice zeo bovo, fabio mancini, flavia biondi, giopota, giulio macaione, gloria pizzilli, greta xella, ilaria urbinati, jessica 'loputyn' cioffi, laura 'la came' camelli & giorgio trinchero, laura guglielmo, martina andrea batelli, serena ferrero, vittoria macioci, matteo de longis (illustrazione) e lorenzo fornaciari (copertina).

per rimanere aggiornati sul progetto e sulla campagna di crowdfunding vi invito a seguire la pagina facebook di attaccapanni press!

venerdì 17 marzo 2017

commenti randomici a letture randomiche - parte XXXI

marzo 2017 sarà ricordato come il mese della sfiga, dell'influenza e dei malesseri. anzi, ad essere precisi, credo proprio che qualcuno mi abbia fatto una macumba, perché ok i malesseri stagionali, ma non ho mai avuto un'influenza così infame e duratura.
ma siccome si sa, io sono una personcina ottimista, ho approfittato di questi giorni di solitudine (stai lontana che mi contagi!) e noia per lavoricchiare e leggere tutto quello che il mal di testa semiperenne mi ha consentito di leggere, ovvero non tutto quello che avrei voluto ma abbastanza da poter tornare a fare un post di randomica fuffosità.

il più fuffoso e adorabile dei libri letti di recente è ovviamente la seconda raccolta di vignette di sarah anderson, un grosso morbidoso bozzolo felice, dove continuano le avventure dell'alter-sarah tra paranoie, scazzi sovrumani, maglioni rubati, lotte senza speranza con il proprio utero e sociopatia portata fino al limite massimo.
come nel primo volume, si tratta di episodi brevissimi, in media di quattro/cinque vignette ciascuno, che raccontano momenti quotidiani della vita da tutto-vi-prego-ma-non-chiedetemi-di-essere-davvero-un'adulta, filtrati dallo sguardo della protagonista/autrice, capace di rendere le situazioni più banali un capolavoro di comicità tragica.
le vignette di sarah anderson, quando non ti piegano in due dalle risate, ti fanno inevitabilmente esclamare ehi, ma quella sono io! e se non vi è mai capitato di pensare questa cosa nemmeno una volta, allora molto probabilmente non conoscete nemmeno sarah anderson, né il suo libro, né la sua pagina facebook (e sicuramente non siete qui a leggere questo post) perché siete troppo impegnati da cose tipo - ugh! - vivere la vita vera.
mollate tutto, recuperate questo libro (e anche crescere che palle!), raggomitolatevi sotto una coperta con una mega felpa addosso e una pizza accanto ed eccovi risolti tutti i problemi, anche quelli a cui non avete ancora pensato.

ma in realtà noi millennials (ho scoperto l'esistenza di questa definizione da poco e mi ha gasato, era da tanto che non trovavo un gruppo in cui inserirmi, e qui, per forza di cose, ci rientro appieno, quindi ora faccio come i bambini che imparano parole nuove e le usano ogni volta che possono farlo) abbiamo tanti modi di convivere con la vita, l'universo e tutto quanto (cit.), cosa che diventa incredibilmente più complessa se vi capita di nascere femmine.
pénélope bagieu ci racconta in una sorta di diario a fumetti - la mia vita è assolutamente affascinante - la sua storia che, anche qui, è un po' lo specchio di una generazione, una generazione che davanti al no future dei punk degli anni ottanta si fa matte risate mentre cerca di sopravvivere tra stage, contratti a tempo determinato, le aspettative su cosa dovrebbe essere/fare/dire una ragazza perbene, lo shopping compulsivo (è uno dei mali più diffusi a quanto pare, consolatevi), famiglia, fidanzato, amiche, colleghi e incontri fortuiti per strada.
un po' come in joséphine, pénélope bagieu disegna piccoli momenti quotidiani per mostrare le contraddizioni, le assurdità e le isteriche convenzioni di una società tutta basata sulla forma più che sulla sostanza.
e vi ricordo che lo trovate nel pack promo sul sito di hop edizioni (qui), quindi proprio non avete scuse per rimandare ancora l'appuntamento con questa autrice!

in ultimo due parole le voglio spendere per il trentunesimo episodio di monster allergy, domulacrum, che poi sarebbe il primo della nuova serie.
da un lato mi ha entusiasmata rivedere i vecchi personaggi di una serie di quando ero ragazzina, ritrovarli cresciuti e però di nuovo alle prese con quel mondo fatto di mostri, domatori, rifugiatori e misteri, di nuovo in missione, insieme zick ed elena, proprio come ai vecchi tempi.
dall'altro lato mi è sembrato che tutto spingesse un po' troppo sul tasto nostalgia, che fosse tutta una bella, affascinante, ben strutturata trappola per i vecchi lettori che non volevano lasciar andare i personaggi di una serie amata, che però, in fondo, non sono più quelli di un tempo: mi sono chiesta parecchie volte, durante la lettura, ma se io non fossi stata una fan della vecchia serie, questa storia qui mi sarebbe piaciuta lo stesso? e boh, mi sa proprio di no.

va bene che è il primo episodio di una nuova serie, che in qualche modo doveva collegare quello che è stato fino ad ora con quello che sarà, va bene che è scontato che i primi episodi sono sempre un po' introduttivi e quindi ci sta che non appassionino poi più di tanto, va bene che io ormai non sono più quella che ero quando leggevo monster allergy (che però i vecchi volumi mi gasano ancora come ai tempi), però questo mi è sembrato un po' moscio rispetto a prima, e i nuovi zick e elena, così cresciuti, mi stanno meno simpatici di quello che erano all'inizio, quando erano solo due bimbetti casinisti e buffi.
è stato un po' come se quello fosse andato via per sempre, rimpiazzato da qualcosa che - magari perché i cambiamenti all'inizio non piacciono mai a nessuno - non riesce a reggere il confronto.
non so esattamente cosa, forse semplicemente non è stato abbastanza divertente e un po' troppo affrettato: in effetti, a fine lettura, la sensazione è che questo primo episodio può tranquillamente anche essere l'ultimo, non mette nessuna voglia di sapere cosa succederà dopo, e non mi sembra proprio il massimo per iniziare.
come se questo domulacrum fosse un modo molto garbato e anche un po' timido di dire a noi trentenni allora che si fa? volete continuare a leggere le storie di zick ed elena? pensateci con calma, eh, ormai non è più il tempo di passare ogni giorno in edicola a chiedere se è uscito il nuovo numero.
e d'altra parte, un volumino che costa un accidenti perché wow è cartonato! e wow lo trovi solo in libreria, mica in edicola come ai vecchi tempi quando eri ancora un bimbetto! a chi dovrebbe essere destinato se non ai vecchi nostalgici?

e quindi sì, sono una vecchia nostalgica che voleva tornare ai bei tempi andati in cui leggevo le storie di un ragazzino allergico ai mostri e della sua amica buffa e simpatica e che per farlo è dovuta scendere a patti, accollandosi un ragazzino che non tiene più l'inalatore in mano una vignetta sì e una no, l'amica buffa che ora è una strafiga, i mostri che quasi non ci sono, niente sfruscio, i cattivi che dove diamine sono finiti i pirati fantasmi e tutte quelle altre cose spaventosamente fighe? e un volumino cartonato che costa quasi quindici euro perché ormai gli spillatini sono da sfigati e noi vogliamo solo i graphic novel in bella mostra alla feltrinelli.
delusa? beh, mentirei se dicessi di no. ma mentirei pure se dicessi che non mi frega niente di sapere come andrà avanti la storia (ma con calma, e sopratutto che mai e poi mai zick ed elena finiscano insieme o ritorno a credere che la serie sia finita con il ventinovesimo episodio, altro che la nuova trilogia non esiste), so che al prossimo numero cincischierò un po' e poi cederò di nuovo, anche se per me questa roba non è - almeno non è ancora - monster allergy.
consigliato? solo se vi avanzano quindici euro e volete soffrire un po' anche voi.

mercoledì 15 marzo 2017

joséphine

è pallida, ha i fianchi troppo larghi e il seno troppo piccolo, ha un gatto di nome bradpitt, amici senza troppi peli sulla lingua ed è disperatamente single: joséphine, nata dalla matita di pénélope bagieu, è la cugina parigina di bridget jones (quella dei film, ché il libro non mi è piaciuto per niente) e di lucrezia.


joséphine è l'esempio perfetto della trentenne single di oggi: stressata da un lavoro poco soddisfacente, ossessionata dallo shopping compulsivo, tampinata da chi non fa che ricordarle che alla sua età non ha uno straccio di uomo, disperata dentro jeans troppo stretti, con un pessimo rapporto con l'abbonamento della palestra e con la famiglia, che non smette un attimo di paragonarla alla sorella, moglie di un ricco chirurgo, mamma di due adorabili pargoli (alla tua età non hai ancora figli?) e con un lavoro molto più serio del suo.

all'inizio la storia di joséphine è raccontata in episodi brevi - anche di solo una pagina - slegati tra loro, squarci di - tragicomica - vita quotidiana in cui, ammettiamolo, non è poi così difficile ritrovare qualcosa di proprio, ma sono episodi che, pian piano, iniziano a formare un quadro unico, una sola storia fatta sfighe e piccole frustrazioni fino a che non si compie il più agognato dei miracoli e... arriva un fidanzato! e adesso che si fa?

ecco, lì allora bisogna cominciare con quelle piccole paranoie, che diventano man mano sempre più esasperanti, che i luoghi comuni - ai quali joséphine si attiene con millimetrica precisione - vogliono tipiche delle donne: e quindi gelosie per nulla, dialogo zero, pianti di nascosto e mille e mille dubbi.
e sappiamo benissimo come va a finire poi un rapporto basato sul sospetto, vero?


nel secondo volume dedicato alle sue avventure joséphine (joséphine 2 - va tutto bene) torna più matura e arrabbiata, come leggiamo in quarta di copertina, ok, ma di certo non ha perso la sua capacità di cacciarsi in situazioni imbarazzanti e disastri cosmici, questa volta - tra le vaschette di sushi dimenticate mezze piene nei cassetti della scrivania mentre è in vacanza e le crisi per colpa di una nuova, giovanissima, carinissima, dolce e gentile collega - arrivando a trovare il peggiore degli uomini possibili: quello già sposato!
insomma, non c'è pace per joséphine, e mentre la sua vita continua ad andare a rotoli a tutto gas e canticchiando allegra, il suo ex si sposa e la invita al matrimonio, le sue amiche hanno adorabili rosei e morbidi bambini e traslocare in un nuovo appartamento diventa indispensabile (leggendo capirete perché). insomma, nessuna buona nuova?
no, in realtà qualcosa di incredibilmente positivo sembra profilarsi all'orizzonte, proprio all'ultima pagina di questo volume... e io non ho ancora il terzo!!! sigh! devo recuperarlo al più presto perché ora sono davvero curiosa di sapere come andrà a finire...

le amanti di bridjet jones - già detto - o dei romanzi di sophie kinsella non possono assolutamente perdersi questa trilogia: joséphine è la rappresentazione del quotidiano imbarazzo nello scontrarsi ripetutamente con una società in cui l'apparenza e gli obblighi imposti contano più di ogni altra cosa e forse, rispecchiandoci in questa ragazza dai fianchi larghi e dalla lingua tagliente, possiamo ritrovarci e darci una mano a uscire dal tunnel delle nostre paranoie, o almeno continuare a percorrerlo facendoci una risata quando serve!


ah, vi segnalo che in questi giorni, sul sito di hop edizioni, trovate il pack con i primi due volumi di joséphine e la mia vita è assolutamente affascinante, della stessa autrice, a un prezzo scontatissimo!
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