venerdì 24 febbraio 2017

Verdad di Lorena Canottiere

Se ci si fermasse un attimo a riflettere, ci si accorgerebbe indubbiamente di come qualsiasi Stato abbia avuto il suo periodo storico nero, forse da dimenticare per alcuni, sicuramente da ricordare al fine di non commettere gli stessi (o)errori per altri.
Prima di addentrarci nel merito del fumetto di cui oggi si parlerà, è bene sapere che è ambientato durante quella che noi conosciamo come Guerra di Spagna, la guerra civile che imperversava in territorio iberico agli inizi del secolo scorso e che vedeva messa in discussione la Seconda Repubblica a scapito di una dittatura, poi affermatasi, di stampo fascista, portata avanti dal generale Francisco Franco (da ciò "franchismo"). Nazionalisti e repubblicani si batterono per anni, in una cruenta carneficina, per appoggiare o respingere quello che fu poi il destino della Spagna fino al 1975.

Altro cardine su cui focalizzarsi è l'esistenza di un luogo. Non un luogo come qualunque altro, ma dalle caratteristiche altamente ideali: conosciuto come Monte Verità, una collina situata sopra Ascona, nel Canton Ticino in Svizzera. Tale luogo fu scelto come fulcro per la creazione di una comunità rivoluzionaria, composta da persone molto eterogenee tra loro, dedite all'auto sostentamento a basso impatto ambientale, al veganesimo, al naturismo, una comune libertaria, che ha come fulcro una cultura matriarcale accompagnata dalla voglia di trovare un ambiente che avesse un forte impatto sul corpo e lo spirito. Questa si rivelò meta per moltissime personalità di fama internazionale tra cui Carl Gustave Jung, Filippo Franzoni, Hermann Hesse, che vi risedettero per tempi più o meno lunghi.

Solo a questo punto possiamo addentrarci nella discussione su Verdad di Lorena Canottiere, edito da Coconino Press.


Alla luce di quanto detto prima, già il titolo ci fornisce un valido indizio: Verdad è il nome della protagonista del romanzo e, se non fosse abbastanza intuitivo da solo, significa proprio Verità in spagnolo.
Perché proprio questo nome? E qual è il modo per far quadrare il cerchio per le informazioni fino ad ora sciorinate? Bene, il punto è che la madre della nostra protagonista fece parte della rivoluzione e fu poi membro attivo della comune di Monte Verità. Ritenne dunque che il nome migliore per sua figlia non potesse essere diverso da quello scelto e, in effetti, così è.


Verdad crebbe lontano dalla madre, in un piccolo paesino retrogrado e bigotto di poche anime, insieme alla nonna. Nonostante l'odio e la reticenza che la vecchia cercasse di inculcarle circa la madre e la sua mancanza e, in generale, per un luogo inconcepibile e peccaminoso agli occhi di tutti - come Monte Verità appunto - Verdad sviluppò una personalità curiosa e forte al contempo. Imparò presto come esistessero predatori e prede e come si uccidessero mentalmente tra loro in maniera subdola.
Tutto questo le stava stretto, una volta presa coscienza.
Tutto questo la tediava terribilmente.


Sono le discussioni sorte in una bar bettola, insieme ad altri attivisti antifascisti a darle una strada:
"Facci caso: chi ha la verità? I preti, i capi, i padroni. Tutti quelli che ti vogliono cambiar la vita! D'altronde a qualcuno la devono pur vendere 'sta verità!Per me se hai la verità sei fregato. [...] sei schiavo."
Verdad deciderà dunque di unirsi alla causa della rivoluzione, combattere il franchismo con l'idea che, una volta sconfitto, potesse raggiungere il luogo amato dalla madre e a lei precluso. Sarà l'esito della sua prima missione da sabotatrice a sancire l'atto cruciale della sua esistenza e a renderla una donna forte, senza timore, rifugiata tra i Pirenei a soli ventisei anni, a contatto con una natura che la accarezza e, allo stesso tempo, la ferisce, la irrobustisce mentalmente e moralmente. Lei non scapperà dal fallimento, lei sarà una roccia.
Il resto è storia.

La bravura della Canottiere emerge non soltanto per il modo in cui narra, con un linguaggio semplice e diretto, per il ritratto della Donna o, di una frangia cospicua di personalità racchiudibili in tale concetto (Verdad non è infatti la sola Donna, forte e decisa, senza alcuna possibilità di domarla, ma ne sono citate altre - benché la loro presenza si senta in quasi tutto il racconto - come la stessa madre, o la vecchia di una leggenda inserita tra le pagine, che come la nostra protagonista si ritira a vivere lontano dalla società), per l'essere riuscita a riassumere in maniera minimale un periodo storico per niente facile, ma soprattutto per le caratteristiche grafiche scelte nella realizzazione della sua opera: linee morbide di colori quasi tutti appartenenti alla tavola dei colori primi, che conferiscono un certo lirismo e un forte impatto visivo alla narrazione e delineano i personaggi in maniera suggestiva.


Per rendere la lettura del romanzo ancora più suggestiva, la si può accompagnare con l'ascolto di una playlist realizzata da Stefano Risso, qui.
Concludendo, un altro ottimo prodotto targato Coconino, con un'edizione ben fatta e accattivante nella sua semplicità, consigliata a chi abbia voglia di entrare a far parte del mondo di una giovane donna anticonformista e idealista e con uno scenario storico, quale la guerra civile spagnola, proposto in maniera autentica e cruda.

Buona lettura.
R.

mercoledì 22 febbraio 2017

non sei mica il mondo

ci avevano detto che sei un campione!
ma tu batti tutti i record.

è il periodo del carnevale, bené ha otto anni ed è appena stato iscritto dalla sua mamma nella sua nuova scuola. la nuova direttrice lo sa che lui è un bambino un po' problematico, che è stato espulso da scuola tante volte perché troppo violento, che non sa ancora leggere, ma ha fiducia nella sua capacità di cambiare e, sopratutto, nella maestra valentine.

per un bambino come bené non è facile fare amicizia, e non è facile seguire le lezioni.
un padre assente, una madre troppo impegnata e forse troppo giovane, di certo incapace di dare al figlio le attenzioni che servono, un percorso scolastico probabilmente non adeguato, lo hanno trasformato in un piccolo irascibile, chiuso nel suo mondo.

l'insistenza di valentine, i rimproveri, le punizioni, i rientri pomeridiani permetteranno a bené di crescere, di imparare ma sopratutto di avere una vita sociale più normale.
ma i suoi incubi continuano, il suo io ferito e solitario rimane lo stesso, esattamente come la maschera, un po' inquietante, che porta sempre con sé, una maschera che più che nascondere, svela la propria essenza, uno degli oggetti - quasi un simbolo - più importanti della storia.


raphaël geffray nel suo fumetto d'esordio non sei mica il mondo racconta con schiettezza e senza interferire con i personaggi, quasi come se si trattasse più di un docu-film che di un romanzo vero e proprio, la storia di un bambino con un passato difficile e della sua disperata ricerca di un punto fisso, di un faro che lo guidi, di qualcuno che possa essere il (suo) mondo.

lo stile grafico di geffray è veramente notevole sia nelle tavole a penna che in quelle acquerellate, i tratti quasi caricaturali - a volte decisamente inquietanti - dei personaggi contrastano con un realismo a volte quasi fotografico, mentre forse un po' troppo si perde nella narrazione che, plausibilmente per non cadere nel didascalismo (il modo più elegante che mi viene in mente per riempire tutto di pipponi interminabili), pecca dall'altra parte per affidare tutto soltanto ai personaggi, alle loro voci e alle loro azioni, senza mai neanche lasciarci conoscere i loro pensieri e senza alcun intervento dell'autore.
il risultato, dicevo, sembra simile a un mix tra film e documentario, qualcosa che riesce a essere al contempo tanto forte quanto distaccato: sarà anche per questioni puramente anagrafiche, ma è impossibile sentirsi vicini a bené, e ancora più difficile avvicinarci a valentine, di cui sappiamo e conosciamo ancora meno, eppure, leggendo questa storia e piano piano scoprendo il passato e il presente di bené, è inevitabile lasciarsi coinvolgere in qualche modo dalla vicenda.
una storia per bambini che sa parlare benissimo anche ai grandi, che racconta l'infanzia e che ci ricorda che non sempre e non per tutti i primi anni sono i più felici e spensierati.

troppo facile sarebbe utilizzare questa storia come esempio per parlare dell'inefficienza di un sistema educativo e scolastico che non sa focalizzarsi sul singolo, sopratutto quando ha bisogno di aiuto, sia che si tratti di un bambino difficile che di una madre sola.
e infatti geffray non si abbandona a sterili recriminazioni né a banali generalizzazioni, ma ci lascia liberi di riflettere su quello che è il difficilissimo rapporto tra adulti e bambini quando non sa instaurarsi nei tempi e nei modi giusti, e sopratutto su quello che rappresenta la scuola - intesa come società e non solo come l'insieme delle nozioni date e apprese - per loro.

bené non vuol aprirsi al mondo, affida ai suoi sguardi tutta la sua rabbia e il suo bisogno di aiuto e a noi lettori non rimane che provare a interpretare quelle occhiate senza riuscire ad avvicinarci un passo in più.

lunedì 20 febbraio 2017

saga ~ volumi 1/6

"è una storia d'amore! il mostro e la ragazza si incontrano ma, invece di uccidersi a vicenda, stanno insieme, fanno giochi da tavolo e ogni tanto lasciano l'appartamento per andare a mangiare panini al cinema."


so che può sembrarvi assurdo, ma saga, una delle più belle storie che potreste mai leggere prende il via proprio da... un romanzo rosa.
esattamente. uno di quei romanzi con le copertine orribili, titoli smielosi e font arricciolati.
eppure, in quel romanzetto c'è il messaggio più importante per alana e marko, un messaggio che parla della possibilità di amarsi anche quando si appartiene a due mondi diversi e in conflitto tra loro.


ed è proprio questa la realtà in cui i due si ritrovano loro malgrado a vivere: nati da due razze diverse, su due mondi diversi - wreath e landfall - in guerra tra loro da un periodo interminabile, si sono ritrovati insieme, innamorati e decisi ad ogni costo a riuscire a vivere una vita il più possibile normale insieme alla loro figlia, la piccola hazel, che ha preso le ali dalla mamma e le corna dal padre, unica meticcia tra due razze che si odiano e che immaginano l'unione tra loro come un imperdonabile abominio.
wreath e landfall: il primo è una luna del secondo, da secoli sono però in guerra tra loro, una guerra così lunga e stancante che si è dovuta spostare su altri pianeti dell'universo, che ha coinvolto altre razze, ha costretto tutti a schierarsi con una delle due fazioni, alimentando e fomentando l'odio, di generazione in generazione. marko è all'inizio prigioniero di alana. costretto ai lavori forzati mentre lei legge ad alta voce il romanzo che racconta di un amore - di una pace - neanche immaginabile, tra i due si crea un legame così forte da convincerli che possono mettersi da soli contro il resto dell'universo.
e così fanno, sposandosi e mettendo al mondo la prova vivente di una pace non solo auspicabile ma anche possibile, ossia hazel.

da quel momento i due non sono più solo colpevoli uno di evasione e l'altra di diserzione, ma sopratutto di aver generato una bambina la cui esistenza più sconvolgere tutto l'universo: mostrando possibile l'unione, l'amore tra i due popoli, a tutte le razze dell'universo non rimarrebbe che interrogarsi su quale sia stato il valore dei loro sacrifici, scoprendo facilmente che tutta la sofferenza si sarebbe potuta evitare.
braccati e costantemente in pericolo, alana marko e hazel iniziano un viaggio che li porterà a incontrare e a scontrarsi - sopratutto - con personaggi di un sacco di razze diverse, tutti in qualche modo coinvolti in questa assurda guerra, dal popolo robot, rigidamente divisi tra nobili e plebei, ai freelance, spietati killer assoldabili tramite una speciale agenzia, passando per giornalisti gay provenienti da un pianeta omofobo e interessati allo scoop del millennio, ad adorabili foche contadine.

saga, con le sue tante razze, le astronavi e i complessi legami tra i vari pianeti, è in qualche modo il perfetto punto di incontro tra fantascienza e fantasy, ma è anche il perfetto esempio di favola moderna, una favola che se da un lato racconta di un amore quasi shakespiriano tra due ragazzi appartenenti a mondi in lotta tra loro, di una bambina simbolo vivente di una pace agognata da troppo tempo, dall'altro mantiene toni decisamente più adulti: violenza, sesso, droga e parolacce a gogò così come le allusioni più o meno chiaramente esplicite a problematiche sociali e politiche, senza tralasciare momenti di grande dolcezza e tenerezza, e senza risparmiarsi un po' di ironia, creando un universo che - al di là delle apparenze - è un vastissimo e accurato specchio della condizione umana.

il risultato è una storia formidabile, appassionata e appassionante, che riesce a mantenere insieme diverse fila narrative, tutte abilmente intrecciate tra loro, creare personaggi che nelle loro assurde fisionomie risultano veri e vividi, e che, inevitabilmente, trascina il lettore e si lascia amare alla follia fin dalla prima pagina.


vorrei continuare a scrivere tantissimo su saga, mi ero ripromessa di leggere i primi tre volumi a febbraio (qui, vi ricordate?) e pensavo di riprendere poi a marzo, per riuscire a sopportare meglio l'attesa per il settimo (sì, la serie è ancora in corso, quindi, se volete cominciare - e so che volete farlo - a leggere questa meraviglia, mettetevi l'anima in pace e rassegnatevi alla sofferenza), e invece me li sono sciroppata tutti di fila, come se fossi una tossica. saga è veramente una serie immancabile nella libreria di qualsiasi appassionato di fumetto, ma non voglio spoilerare niente, perché è davvero una lettura imperdibile, che va goduta pagina per pagina - le sorprese e i colpi di scena saranno parecchi! - e perché se non siete ancora entrati nel tunnel non vi resta altro da fare che tuffarvici immediatamente e diventare dipendenti

venerdì 17 febbraio 2017

artiste ~ campagna di crowdfunding e intervista a flavia e irene luglioli

dopo qualche giorno di meritata (?) vacanza, sono tornata a casa e al blog, e il primo post che ritorno a scrivere è su un progetto che sto seguendo da qualche mese e che non vedevo l'ora di presentarvi qui: si tratta di artiste, un'antologia collettiva che racconta di artiste, dalla preistoria fino a metà del 1800 (potrebbe esserci un secondo libro dedicato ad artiste di epoche più recenti, ma al momento non c'è alcuna notizia certa, solo qualche commento che lascia ben sperare sulla pagina facebook) più o meno dimenticate scritto e illustrato da... artiste, fumettiste e illustratrici, contemporanee.
seguo molte delle autrici di questo libro e da quando ho scoperto che stavano lavorando tutte insieme a un progetto così interessante, ho iniziato a stalkerare la pagina facebook del progetto, che vedrà la luce su indiegogo lunedì prossimo.

in attesa di avere tra le mani il libro - non ho alcun dubbio sull'esito della campagna, alla faccia della scaramanzia - ho fatto due chiacchiere con irene e flavia luglioli, le curatrici del progetto, che ci svelano qualche dettaglio e qualche retroscena su artiste.

buona lettura!


ciao flavia, ciao irene e benvenute su claccalegge! è un piacere avervi qui a raccontare di artiste, un progetto che ho seguito fin dal primo giorno in cui è stata creata la pagina facebook (link) e che finalmente il prossimo lunedì sarà possibile sostenere anche su indiegogo.
cominciamo subito parlando proprio della campagna, che, visto il successo che avete avuto fin da subito sui social, immagino sia attesa da tanti: ci anticipate qualcosa sui perk disponibili per i vostri sostenitori?
Ovviamente il libro! Poi ci saranno dei premi speciali ed esclusivi disegnati dalle autrici di "Artiste", e quaderni rilegati a mano. Questi ultimi saranno creati da noi attraverso La Mandragola, il nostro studio di legatoria artistica e illustrazione. Saranno quaderni pensati per gli artisti, con carte speciali. 
cosa ci aspetta tra le pagine di artiste?
Possiamo anticipare che ci saranno 10 storie a fumetti e 17 ritratti illustrati che racconteranno le storie di artiste dalla Preistoria fino a Suzanne Valadon. Le autrici di questo libro saranno: Erika Lerma, Anna Ferrari, Camilla Garofano, Alessia Feraciti, Serena Ferrero, Alice Girlanda, Ambra Garlaschelli, Chiara Fazi, Sara Olmos, Luana Vecchio, Sumiti Collina, Ilaria Guarducci, Alessandra Centi, Silvia Beneforti, Martina Naldi, Laura Proietti, Silvia Ballardini, Elena Bia, Rosaria Battiloro, Enrica Trevisan, Jessica Palumbo, Flavia Luglioli, Alma Federico, Esther Cristofori, Cristina Sestilli, Elena Guidolin, Silvia Rocchi.
a proposito del libro: ci raccontate com'è nata l'idea di far raccontare ad alcune tra le più bravi artiste italiane di oggi le storie di artiste del passato, spesso – purtroppo – sconosciute e neanche nominate nei libri di storia dell'arte?
L'idea di far raccontare a illustratrici e fumettiste le artiste del passato è nata da una semplice considerazione: volevamo far conoscere queste storie a un pubblico più trasversale possibile e il fumetto e illustrazione ci è sembrato il metodo migliore e immediato. 
quale è stato il criterio di selezione delle disegnatrici che hanno partecipato al progetto?
Principalmente per lo stile riconoscibile e estremamente personale.
ognuna delle disegnatrici che partecipa al progetto, si occuperà di un'artista del passato: sulla base di cosa sono state decise queste coppie?
Alcune di loro sono state affidate in base alla affinità di stile, mentre altre le abbiamo scelte perché erano esattamente l'opposto. Le accomuna uno stile molto personale e facilmente riconoscibile e questo ci ha spinto a sceglierle per raccontare queste storie.
artiste si propone di raccontare le storie di artiste dimenticate: ci raccontate il lavoro di ricerca su questi personaggi così importanti?
La ricerca è partita da un libro (“Artiste – dall'impressionismo al nuovo millennio” di Martina Corgnati), da un articolo di Virginia Hughes del National Geographic su le mani autografe nell'arte rupestre, da i cataloghi dei musei, da moltissimi articoli di riviste specializzate, dagli archivi delle Guerrilla Girls e da un pizzico di ricerca su internet.
ci sono pittrici, come frida kalho o tamara de lempicka, che sono diventate non solo famosissime per le loro opere, ma sono state trasformate un po' in vere e proprie icone, tanto per il loro lavoro che per la loro personalità. però si tratta di artiste vissute in tempi recenti: come e perché, sopratutto, è cambiato il ruolo della donna nella storia dell'arte? e quanto ancora dovrà cambiare perché vi sia una vera ed effettiva parità in ambito artistico tra uomini e donne?
Il ruolo della donna nell'arte è stato molto importante fino alla rivoluzione francese, da quel momento è nata l'idea che il ruolo della donna doveva essere principalmente quello di moglie e madre, essere una donna artista era considerato "estremamente disdicevole per una signorina dabbene". Il ruolo della donna nell'arte è cambiato, si, ma non del tutto. C'è stato un processo di semi integrazione all'interno dell'industria dell'arte grazie alla presenza sempre più massiccia di curatrici e direttici donne. Il processo, purtroppo, è ancora lungo e dobbiamo ringraziare soprattutto il grande lavoro che stanno facendo da 30 anni le Guerrilla Girls che con il loro movimento stanno cercando di dare sempre più visibilità alle donne artiste.
artiste è un progetto singolare, nasce da un'idea tanto originale quanto importante, ovvero quella di rendere giustizia a tante donne il cui lavoro e la cui stessa esistenza sono stati – quasi – dimenticati: è per questo che avete scelto di produrre il libro in crowdfunding?
Soprattutto per questo: volevamo dare una voce a delle artiste che sono state profondamente importanti per la storia dell'arte ma che sono state spesso dimenticate.
ormai da qualche anno siamo abituati a trovare opere di altissimo livello tra le autoproduzioni, il concetto stesso di autoproduzione si sta staccando sempre più da quello di "dilettantistico" (ad esempio, molti autori già affermati scelgono spesso di realizzare opere autoprodotte, o di partecipare ad antologie insieme ad esordienti).
con le autoproduzioni il contatto con il pubblico è sicuramente più immediato e diretto, ed è forse più facile creare un gruppo di lettori fedeli e affezionati, proprio per quella possibilità di interazione, sopratutto sul web, con l'autore che fino a qualche anno fa sembrava impossibile.
ma per il lettore più distratto, quello che magari non segue le varie pagine social, siti di informazione specializzati in fumetto eccetera, può rimanere sempre il dubbio di acquistare qualcosa che non ha "superato i test".
quali sono, secondo voi, i valori aggiunti di un'autoproduzione? e quali i rischi?
Li hai elencati perfettamente nella tua premessa. I vantaggi sono, se si utilizzano i social, di capire a quale pubblico è indirizzato il lavoro e di interagire con loro con un feedback immediato. Trovare il target e la propria nicchia di appassionati è la cosa più importante da fare, è quello che permette al progetto di prendere vita. Un altro vantaggio è la libertà del controllo completo della produzione; d'altronde questo può essere visto anche come uno svantaggio perché si può perdere obbiettività nel lavoro.
tra poco inizia la lunga stagione delle fiere: dove sarà possibile trovare artiste e... le artiste che le hanno raccontate?
Intanto ci troverete il 18 e 19 marzo al Varchi Comics di Montevarchi, il 18 marzo verrà presentata anche una piece teatrale creata insieme al gruppo Kantestrasse e al Festival Diffusioni ispirata ai racconti che troverete all'interno del libro e, se il crowdfunding andrà a buon fine, ci troverete anche al Lucca Comics, seguiteci sulla nostra pafgina FB e IG per saperne di più. Invitiamo tutte le persone a supportarci sulla pagina di Thunderclap, questo ci aiuterà a far conoscere la nostra campagna crowdfunding.
vi ringrazio tantissimo di aver dedicato a claccalegge il vostro tempo, vi faccio i migliori auguri per la campagna (so già che sarà un successone!) e sopratutto i complimenti per il progetto: avevamo davvero bisogno di ricordare l'importanza delle donne in ambiti solitamente considerati esclusiva maschile! 
non vedo l'ora di leggere il vostro libro! ♥
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