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mercoledì 22 novembre 2017

i romanzini di viola giramondo: le note dell'amicizia

ricorda: anche la notte più buia cela in sé la promessa dell'aurora


eccola a new york la nostra viola, sempre alla ricerca del suo vero talento e sempre in giro per il mondo con la sua coloratissima, allegra, entusiasmante folle famiglia allargatissima, il cirque de la lune, che riunisce artisti di tutti i quattro angoli del pianeta e porta meraviglia e stupore in giro sui suoi carrozzoni colorati.
questa volta tocca a lei stupirsi per uno spettacolo nuovo: ha accompagnato suo padre, entomologo prestato al circo per amore della bella e burrosa amelie come domatore di insetti, ad assistere all'esibizione di uno scienziato che sa trasformare in magia la scienza, il grandissimo nikola tesla, capace di trasformare l'energia elettrica in un gioco pirotecnico di luci e scintille.
con lei ci sono l'inseparabile samir, amico di viola dal primo momento in cui è approdato al cirque de la lune, e sinbad, il gibbone che lo segue come un'ombra.

come in ogni avventura che si rispetti, arriva quel momento in cui tutto quello che sembrava andare liscio come l'olio in un attimo scarta dal binario e finisce per prendere una strada che nessuno avrebbe considerato. e chi se lo aspettava infatti che quel black-out non facesse parte dello spettacolo? tesla è sparito, la polizia minimizza abituata alle stramberie dello scienziato, ma anche samir e sinbad non si trovano più e viola è sicura che ci sia sotto qualcosa: deve ritrovare i suoi amici al più presto, che la polizia voglia collaborare o no.

nel frattempo le strade di new york si colorano del verde dei trifogli di san patrizio: la comunità irlandese festeggia infatti il suo patrono e la violinista del cirque, sinead è in preda all'entusiasmo, non solo per la festa, ma anche perché sembra che qualsiasi irlandese lì sia in qualche modo un cugino, una zia o un bisnipote. dall'altra parte dell'oceano, nel cuore dell'america, sembra esserci tutta l'irlanda a ballare, bere e cantare per le strade.
certo, il caos dei festeggiamenti non è l'ideale per cercare una persona scomparsa, ma viola fa parte della famiglia di sinead tanto quanto tutti i suoi ritrovati cugini dai capelli rossi e il gomito alto. e si sa, in famiglia ci si aiuta sempre...

a questa scena sono esplosa a ridere in autobus (che per fortuna era troppo affollato perché qualcuno se ne accorgesse)

ogni volta con viola viaggiamo attraversando paesi e città, con il privilegio però che pochi altri viaggi potrebbero concederci: quello di guardare il mondo con gli occhi di una bambina pronta a nuove avventure e a nuove amicizie. incontriamo personaggi famosi, grandi nomi che hanno cambiato il mondo, ma anche le persone semplici che, se pure non finiscono sui libri di storia, rimangono nel cuore dei tanti che incrociano il loro cammino.
e nel frattempo viviamo le città non come turisti, a caccia dello scatto-cartolina, ma come cittadini del mondo, capaci di trovare casa in ogni posto e accanto a ogni nuovo amico ma sempre in grado di riprendere il cammino verso nuovi incontri.

lunedì 28 agosto 2017

commenti randomici a letture randomiche (40)

beh, sinceramente speravo di fare un post su un solo titolo, qualcosa di più serio della mia solita accozzaglia di titoli, ma ho così tanta roba di cui parlare che finirei a dicembre, quindi mi sa che è meglio darsi una mossa.

ero sicura di aver già scritto qualcosa su lo zoablatore - scritto e disegnato da sergio olivotti e pubblicato da lavieri - invece l'ho ripescato nel casino immane della mia scrivania (io sono il demonio del disordine, sappiatelo) e mi è venuto in mente che ancora dovevo dedicargli qualche riga.

sapete che io sono dell'idea che la dicitura per bambini non implica il fatto che un libro non sia godibile superato il decennio di esistenza (del lettore), e questo mi ha permesso di godermi gioiellini fantastici, proprio come lo zoablatore, uno dei racconti più divertenti che mi è capitato di leggere negli ultimi mesi, l'ho recuperato all'arf di roma (se vi va di rivedere il resoconto o se ve lo siete perso, lo trovate qui) e con la scusa ho conosciuto pure gli editori (che ho rivisto pure a una marina di libri e mi ha fatto un sacco di piacere vedere che si ricordavano di clacca) che sono personcine adorabili.
lo zoalblatore è quasi un trattato storico, completo ed esaustivo, sulla macchina più geniale che sia mai stata creata, capace di cambiare radicalmente la nostra vita. nel 1954, dopo cento anni trascorsi a credere che si trattasse solo di una leggenda, il professor beland ritrova il codex moclob, il trattato di pico de articiocus, inventore dello zoablatore, e riesce finalmente a ricostruirne uno.
finalmente il mondo può cominciare - o meglio ricominciare - a parlare con gli animali!

infatti la definizione letterale della macchina dice: chiamasi zoablatore ognni dispositivo atto a tradurre bidirezionalmente da una lingua umana ad una animale e viceversa.
da questo momento, il mondo intero conosce una rivoluzione senza precedenti, e il libro di olivotti riporta non solo le informazioni storico-scientifiche circa gli esperimenti atti a migliorare la straordinaria macchina, ma dipinge anche il quadro sociale post-zoablatore.
riuscendo finalmente a farsi capire dagli uomini, gli animali possono non solo comunicare al meglio i loro bisogni e desideri, ma chiedere maggiori diritti, darsi all'arte e alla politica.

un saggio/romanzo divertentissimo, arricchito dalle illustrazioni meravigliose e buffissime di olivotti (sono loro che mi hanno conquistata già a qualche metro dallo stand dell'editore), da leggere in compagnia di qualche mostriciattolo con i denti da latte o - se dotati dell'opportuno apparecchio - di un ascoltatore a quattro zampe.

un altro libro letto un po' di tempo fa e che mi è piaciuto parecchio è i racconti dei vicoletti, di nie jun, il primo della collana di bao publishing dedicata ai fumetti cinesi (del secondo, reverie, ne ho parlato qui), una raccolta di quattro racconti che hanno per protagonista la piccola yu'er e suo nonno doubao.
yu'er è una bimba piccola, minuta e con un problema che le impedisce di camminare, mentre nonno doubao e grande, grosso e morbido, ma sopratutto è un'instancabile fonte di storie e racconti. è sempre accanto a yu'er, la porta a spasso in uno speciale carretto che ha costruito per lei e che ha attaccato alla sua bicicletta e intrattiene con le sue favole i bambini del vicoletto, amici della nipotina.

è lui che con la sua fantasia e l'amore infinito per la bambina le permette di vivere un sacco di avventure: costruisce un'altalena speciale per insegnarle a nuotare anche senza entrare in piscina, le racconta della nonna scomparsa, e sopratutto le mostra ogni giorno la bellezza senza tempo, piena di vita, di colore e di folklore dei piccoli vicoletti di pechino, una periferia lontana dalla frenesia delle città, a cui non interessa la tecnologia, che esplode del verde degli alberi e della luce dorata che rischiara le case, piena di biciclette e cassette della posta, che a ogni angolo svela antichi e preziosi ricordi e gatti che si leccano la pelliccia al sole.

i racconti dei vicoletti sono semplici e intrisi di quell'amore irripetibile che si vive solo nell'infanzia, l'amore per le scoperte, per la bellezza delle cose, per i pomeriggi di giochi sotto il sole e per i racconti che escono dalla bocca di un nonno che sa inventarsi ogni ruolo possibile - amico, genitore, complice, saggio consigliere, anche spericolato eroe! - per far sbocciare sul viso della sua nipotina un sorriso.

il tratto di nie jun è semplice e un po' cartoonoso, i suoi personaggi sono gommosi e incredibilmente teneri ed espressivi, ognuno ben caratterizzato - graficamente e psicologicamente - e da il massimo nella raffigurazione degli scorci dei vicoletti, con le loro casette piccole con i tetti spioventi, gli alberi nodosi e verdissimi, gli angolini nascosti del quartiere belli come dipinti impressionisti.
non conoscevo affatto questo autore, ma dalle prime pagine me ne sono innamorata follemente!

e per finire, poteva mancare la mia avventuriera preferita?
è uscito da un po' il quarto romanzino dedicato ai viaggi di viola giramondo - il soffio del deserto - che questa volta ci accompagna in egitto, tra sabbia, piramidi, misteriose maledizioni e... qualche farfalla nello stomaco!

il cirque de la lune si trova infatti nella terra dei faraoni e delle piramidi, una tappa un po' improvvisata nel suo solito girovagare per il mondo, e grazie all'insistenza del papà di viola ha fatto una sosta culturale all'ombra delle mastodontiche piramidi. ma pensate che viola possa annoiarsi più di tanto con le parole di una guida turistica? ovviamente no, lei sembra una specie di calamita per le avventure e infatti a interrompere la litania di spiegazioni su chi e come costruì quei giganti di pietra arrivano urla e panico da uno scavo archeologico vicino.
mentre tutti scappano allarmati, la compagnia del cirque si avvicina incuriosita per cercare di far luce sul mistero: la causa di tanta agitazione è una piccola statuetta a forma di cane, con un insetto azzurro sul petto. insieme a sir william, un archeologo inglese a capo degli scavi, c'è howard, un ragazzo dal sorriso smagliante e gli occhi blu, che spiega a viola e al resto della compagnia che quel cane in realtà è il dio dei morti anubi e che lo scarabeo rovesciato sul suo petto è un segno di sventura e catastrofe.
cosa che a viola importa davvero poco visto che è rimasta completamente affascinata e rapita dal giovane, l'acquarellista della compagnia.
chiacchierando rapita con il giovane - disegnatore che però sogna di diventare lui stesso un avventuroso archeologo - e sempre alla ricerca di quella che è la sua strada, viola inizia a chiedersi se è davvero nel cirque il suo futuro. e se stesse sbagliando? se la vita da circense non facesse davvero per lei? il tempo per pensarci c'è tutto, perché zio arsène, che non ha certo nessun problema con le credenze e le superstizioni legate alla statuetta, decide di sostituire gli operai fuggiti dallo scavo e accompagnare sir william nella sua prossima tappa: un'oasi nel deserto, in cui continuerà le sue ricerche.
inizia un viaggio che metterà a dura prova tutti gli artisti dei cirque, tra tempeste di sabbia e cammelli ammalati, ma sopratutto che farà riflettere viola non solo su quello che è e che diventerà, sull'importanza della sua strampalata e meravigliosa famiglia che è il cirque, sulla sua amicizia con samir, ma anche su dei sentimenti che non aveva mai conosciuto...

come andrà la spedizione e cosa succederà nel cuore di viola vi invito a scoprirlo leggendo questo romanzo (vi ricordo che dei primi due ho parlato qui e del terzo qui), però voglio condividere una delle tante belle lezioni di nonno tanzin, la guida spirituale di tutta la compagnia, il porto in cui viola va a rifugiarsi quando il suo animo è in tempesta e le risposte alle sue domande sembrano perse in luoghi irraggiungibili:
la vita non è un mistero da risolvere, bambina mia. non è una domanda a cui trovare una risposta. la vita è un mistero, sì, ma da contemplare, da assaporare passo dopo passo: ogni giorno un orizzonte nuovo, strade inedite da tracciare. è camminando che si fa il cammino, sai? la vita va mano nella mano con il cambiamento.

martedì 2 maggio 2017

i romanzini di viola giramondo: il ritratto della felicità

ci sono poche cose buone come una storia per risollevarsi il morale, e quando poi questa storia è scritta e disegnata da due dei più bravi autori italiani, allora siete assolutamente al sicuro.
il ritratto della felicità è il terzo romanzino della serie di viola giramondo, storie scritte da teresa radice e illustrate da stefano turconi (ed edite da il battello a vapore) che si svolgono prima delle avventure raccontate nel fumetto edito qualche tempo fa (lo consiglio spesso, e continuo a farlo ancora, è uno dei miei preferiti in assoluto e ne ho parlato qui. per rinfrescarvi la memoria sui primi due romanzini di viola invece andate qui).

questa volta viola e i suoi amici incontreranno due grandi personaggi storici e vivranno un'avventura memorabile a partire da... una spaventosa tempesta!


il cirque de la lune sta per affrontare la sua tournée in inghilterra e per viola arriva il momento di un bel viaggio in piroscafo: partendo dalla francia, attraverseranno la manica per giungere a destinazione. come sempre, la nostra eroina è alla ricerca del suo speciale talento, quel qualcosa di unico che la aiuterà a capire qual è il suo posto nel cirque (e nel mondo), e questa volta ha deciso di mettersi alla prova come domatrice d'insetti, cosa che però non sembra riuscirle troppo bene.
ma uno dei suoi innegabili talenti è quello di riuscire a fare amicizia facilmente e con chiunque, così si avvicina subito, una volta a bordo, a una coppia di singolari vecchietti, finendo per incontrare niente poco di meno che nadar e jules verne, due uomini pieni di entusiasmo come lei per il viaggio che sta per iniziare e con gli occhi colmi di ricordi di avventure già vissute e di gioia per quelle che verranno.
ma durante la notte, mentre suo papà konrad, che non sta nella pelle all'idea che il suo scrittore preferito stia viaggiando sul suo stesso piroscafo, le racconta una delle storie di verne, una violentissima tempesta si abbatte sulla nave, rompendo gli strumenti di navigazione e lasciando i passeggeri al mattino successivo scossi e disorientati in mezzo al mare.

indovinate cosa potrebbe succedere in una situazione simile se uno scrittore d'avventura, un fotografo con la passione per l'aerostatica e una ragazzina tutto pepe con mille idee sempre in testa si mettono insieme a cercare una soluzione, incoraggiati da un nonno saggio e da tanti amici sognatori?


teresa radice e stefano turconi firmano un'altra appassionante e divertente avventura, ci permettono d'incontrare, com'è ormai consuetudine, affascinanti personaggi storici e ci regalano sempre momenti di poesia e ottimismo che sembrano un respiro a pieni polmoni in riva al mare, senza contare le illustrazioni che riescono - sopratutto quando c'è di mezzo simbad - sempre a strapparci più di un sorriso.

ho appena finito di leggere questo viaggio e sono già curiosa da morire di scoprire in quale paese si ritroveranno viola e il cirque la prossima volta!

mercoledì 12 aprile 2017

supersorda!

da piccola ero normalissima. giocavo con le cose di mia mamma. guardavo la tv con il mio fratellone ashley e la mia sorellona sarah. correvo in bici nel sellino dietro papà. cercavo i bruchi con la mia amica emma. e cantavo.
ma poi tutto cambiò.

cece ha quattro anni quando, per colpa di una brutta malattia, perde improvvisamente l'udito.
sono gli anni settanta e gli apparecchi acustici non sono certo quelli di adesso.
l'apparecchio di cece è una scatoletta piuttosto ingombrante che si porta appesa al collo, con due cuffiette collegate. usarlo a casa non è un problema, e anche all'asilo la cosa è più facile del previsto, perché nella sua classe ci sono un sacco di bambini come lei, tutti con la loro scatoletta e le loro cordine. ma quando iniziano le elementari, cece e la sua famiglia si trasferiscono in un nuovo quartiere.
sta per iniziare la scuola, una scuola nuova piena di bambini sconosciuti e per cece iniziano i dilemmi: da un lato, teme che di sembrare brutta, strana, diversa con quelle cuffiette e la scatolina che si intravede da sotto la maglietta, ha paura di non riuscire a fare amicizia con nessuno, dall'altro, la sua fervida immaginazione corre a trasformare la sua scatolina, l'orecchio fonico (nome decisamente suggestivo!), nel suo superpotere, in quel qualcosa in più che la rende sì diversa, ma davvero speciale e super: una meravigliosa e strabiliante supereroina, supersorda!


supersorda! è un fumetto davvero strabiliante che mi ha sorpresa fin dall'inizio.
si rivolge a un pubblico giovane (e certo l'espediente di disegnare tutti i personaggi come coniglietti aiuta in tal senso) ma non fatevelo scappare per questo, perché difficilmente sentirete parlare così di diversità.

cece bell racconta la sua storia - la cece del fumetto è lei da bambina - con assoluta sincerità, sapendoci divertire e commuovere al contempo, senza nascondere o edulcorare i momenti più difficili, e senza mai diventare pesante, autocommiserante o noiosa: la vera protagonista di questa storia è l'infanzia, quella dei giochi in giardino, delle amicizie importantissime e sincere, delle paure e delle speranze.

cece vive la sua sordità con l'ingenuità di una bambina: non si sente diversa perché sorda, si sente diversa per via della macchinetta appesa al petto, quel qualcosa in più che potrebbe far allontanare gli altri, e immediatamente, come fanno i bambini quando non sono condizionati da comportamenti idioti e sbagliati appresi dagli adulti, comincia a fantasticare su come il suo essere diversa può diventare qualcosa in più, si trasforma in una bambina super, con la sua canottiera con la rosellina carina e l'orecchio fonico in grado di sentire quello che gli altri non sentono, una bambina superspeciale in grado di affascinare e far meravigliare tutti dei suoi straordinari poteri.


supersorda!, attraverso quelle dinamiche infantili che determinano i rapporti tra normale e diverso, parlando di amicizia, prime cotte e bullismo, manda il messaggio importantissimo che accettarsi per quello che si è non è rassegnarsi all'autocommiserazione, ma prendere coscienza delle straordinarie e personali capacità e doti di ognuno, per imparare a diventare, ciascuno di noi, super.

sabato 29 ottobre 2016

i romanzini di viola giramondo: il momento per volare ~ il re della magia

non c'è nulla di più bello, per un lettore, che avere la possibilità di incontrare ancora e ancora un personaggio che ha amato tanto in nuove storie.
per tutti quelli che si sono lasciati incantare dalla strampalata compagnia del cirque de la lune, per tutti quelli che hanno riletto più volte viola giramondo per rimediare alla nostalgia della piccola protagonista, ci sono in libreria due romanzini dedicati alla piccola vermeer: il momento per volare e il re della magia, entrambi scritti da teresa radice e disegnati da stefano turconi.

ambientato ad amsterdam, prima dei fatti raccontati del fumetto, il tempo per volare è il primo dei romanzini dedicato a viola giramondo e alla compagnia del cirque de la lune.
viola non ha ancora dieci anni ma ha viaggiato per il mondo nel suo carro-cameretta, guardato il cielo da un migliaio di posti diversi, conosciuto un sacco di gente, collezionato milioni di ricordi, sempre in compagnia del suo fedele amico samir e del gibbone sinbad.
incontriamo anche tutti gli altri personaggi della serie, da papà konrad e mamma amélie, il primo domatore di insetti, la seconda donna cannone dal cuore di burro, fatima, la sorella maggiore di samir, come lui acrobata, il direttore del circo, zio arsène, un po' burbero alle apparenze, ma con un debole per la nipotina viola, e poi noce moscata, la vecchia cuoca e toussaint, il pasticcere, laszlo, l'uomo forzuto, sinead, la violinista dell'orchestrina del cirque de la lune, e per finire nonno tanzin, il buon vecchio nonno tanzin che mi aveva fatto commuovere come una scema nel volume a fumetti e che, a ritrovarlo qui, mi ha fatto sobbalzare il cuoricino.

qui ad amsterdam, proprio nel momento in cui il cirque de la lune si prepara ad allestire il suo spettacolo, sono aperte le iscrizioni per una gara scientifica, dove ogni scienziato - o aspirante tale - potrà presentare le sue più interessanti e nuove scoperte.
per konrd vermeer non poteva esserci notizia migliore: non solo è tornato nella sua città natale, ma potrà far conoscere al mondo intero golia, lo strano coleottero a strisce che ha trovato nella foresta pluviale. chi ha letto il romanzo a fumetti, sa già che konrad è in realtà un entomologo, quindi è facile intuire l'entusiasmo che può provare all'idea di godersi, almeno per un giorno, la sua vecchia vita da studioso. quando tutto sembra andare per il meglio però, ai vermeer tocca una bruttissima sorpresa: golia è stato rubato, o meglio rapito, e viola non ci pensa due volte a cercare il colpevole e provare a far vincere suo papà prima che scada il termine delle iscrizioni.
e mentre viola svolge le sue indagini, continua a rimuginare sul suo futuro: lei è la più giovane della compagnia del circo ed è l'unica a non aver ancora trovato la sua strada. quale sarà il suo futuro? e se nonno tenzin le insegnerà ad avere la pazienza di aspettare e provare a capirsi, papà konrad darà a tutti una lezione importante sul valore dell'amicizia.

il secondo racconto, il re della magia, invece è ambientato nella vivace e colorata spagna, dove viola e samir, scortati in compagni di laszlo, si ritroveranno a curiosare in un negozio di articoli da illusionista, dove conosceranno un talentuosissimo mago.
ma non sono solo i trucchi magici ad animare questo viaggio: una leggenda vuole che il più importante libro di trucchi di magia di tutti i tempi sia stato nascosto proprio a barcellona... e ovviamente i due ragazzini riusciranno subito a lasciarsi coinvolgere in questa nuova avventura.

in questi racconti si perde un po' la poesia e la malinconia che permeavano il fumetto, a favore di una narrazione più semplice (necessaria, vista l'età dei lettori a cui questi due romanzi sono destinati), ma ciò non compromette la qualità dei racconti, che comunque mantengono, anche se in modo più leggero e scanzonato, l'atmosfera della storia principale.

oltretutto le edizioni sono curatissime, piene di illustrazioni, realizzate proprio per queste storie, di turconi (che sono meravigliose), con copertina cartonata e i risvolti interni in cui sono stampate le schede dei personaggi, così da rendere più facile la lettura a chi non conosce il fumetto, e a chi vuole rinfrescarsi la memoria, senza dover temere che ogni volta, nei testi, siano ripetute le stesse informazioni sui membri del cirque.

questa serie di romanzini, che non vedo l'ora vada avanti, ripaga della nostalgia che prende a finire di leggere l'ultima pagina di viola giramondo, e ci permette di conoscere qualcosa di più sul cirque de la lune e sui viaggi di viola.