giovedì 16 ottobre 2014

commenti randomici a letture randomiche (1)

dunque, per ora che sono in astinenza da fumetti, mi sono buttata senza dignità a leggere libri come se non ci fosse un domani, divorando pagine su pagine.

*attenzione! questo post contiene spoiler e una massiccia dose di sputtanamento e lamentazioni*


tipo ho scoperto la mastrocola, di cui avevo che animale sei? che languiva in libreria dai tempi di anobii, ricevuto tramite qualche scambio e preso senza troppa convinzione.
male, perché me ne sono innamorata subito dopo le prime due pagine e mi è piaciuto fino alla fine, nonostante per tutta la lettura avessi il panico da adesso so che succede qualcosa che non mi piacerà. invece non c'è stato nulla che non mi sia piaciuto di questo libro. è una bella storia sul trovare il proprio posto tra gli altri e nel mondo e blabla, ma senza nessuna retorica da due soldi. un'anatra che ha per mamma una pantofola (questa cosa mi ha fatto sciogliere. perché lei vuole bene davvero alla sua mamma pantofola. anche se è una pantofola. perché è la sua mamma, l'ha scaldata, l'ha cullata, l'ha abbracciata quando non c'era nessuno e l'ha fatto anche essendo solo una pantofola. quanto è bello?) che cerca di capire chi è, passando tra assurde città di castori ingegneri e pipistrelli politicanti. e quando scopre finalmente di essere un'anatra e prova a stare con i suoi simili, si rende conto che appartenere semplicemente a una stessa specie non basta a farla sentire a casa. e che il suo posto è quello più inverosimile e impensabile del mondo.
e insomma niente. sciolta, completamente, come un panetto di burro dimenticato fuori dal frigorifero.

mentre una barca nel bosco mi ha lasciato molto amaro in bocca. non per la storia in sé, ma per come la storia è stata scritta. l'idea di base non mi spiace. un ragazzo, nato e cresciuto su un'isola, plausibilmente al sud italia, molto intelligente, ingenuo e studioso, va a fare il liceo a torino, scontrandosi con i gggiovanidicittà, accompagnato dalla madre e ospitato dalla zia. ora. poteva anche essere carino. poteva.
ma l'esasperazione a volte insopportabile dei personaggi mi ha dato così ai nervi che ho quasi odiato il libro, per quanto l'abbia divorato in pochi giorni.
va bene essere ingenui. ma completamente idioti no. va bene essere timidi, va bene essere modesti, ma ci sono dei limiti oltre i quali nessuna persona si spingerebbe. e va bene anche essere provinciali da un lato e cittadini dall'altro, ma la differenza tra l'isolano e i ragazzini di città è al limite del grottesco. lui sembra uscito dal dopoguerra e i suoi nuovi compagni sono dei truzzi rincoglioniti come se il peggio dei licei d'italia si fosse concentrato in due persone sole.
e va bene che ci sono professori che la prendono alla leggera, ma come è descritto qui sembra davvero una barzelletta.
e insomma niente. a me non è piaciuto come un ragazzo timido e intelligente sia diventato una specie di demente in un pianeta di cretini incapaci di parlare se non come un ottantenne degli anni cinquanta imiterebbe un paninaro di vent'anni fa.
deludente. eppure ci sono delle uscite geniali. la casa bosco...
che peccato che questo libro sia uscito così. davvero davvero un peccato.

adesso mi serve un terzo libro per capire se la mastrocola è quella delle anatre adorabili o dei tonti patologici.

sulla scia delle lamentazioni ci finiscono anche stargirl e il diario di bridget jones.
il primo non mi stupisce tanto. ok no. in realtà dopo averne tanto ben sentito parlare mi aspettavo qualcosa che uao, mi rimescolasse come un caffellatte tra le mani di un barista. e invece niente.
ragazza stramba in classe di stereotipati, amorazzo adolescenziale ma lui non accetta le stranezze di lei per paura che il gruppo non se lo fili. blabla.
solito racconto con morale su quanto i ragazzi siano stupidi a stereotiparsi. il gruppo blabla.
ma dico, un pochinino più di provare a capire il perché a una certa età appartenere ai gruppi sia sacrosanto, meno banalizzazioni e un po' più di pensiero critico. ok, sii te stesso. ma quando ancora non sei niente non è facile, non sai dove andare, cosa fare, cosa pensare, come vestirti, come parlare, con chi stare eccetera eccetera e isolarsi e farsi isolare solo in nome di una miticamente decantata necessità di originalità e unicità mi sembra l'apoteosi del banale.
ecco, banale e superficiale.
grande, grande delusione.

idem il diario. cioè, io mi aspettavo bridget come la sorella grande di becky. una roba kinselliana da piegarsi dalle risate condita in salsa austeniana, con meno soldi e più disperazione legata al sovrappeso.
sul sovrappeso c'ero.
ma la noia. non c'è nulla che mi abbia fatto fare più di un risolino di compatimento, niente che mi abbia coinvolta più di tanto e men che mai sorpresa a parte la totale idiozia a cui i personaggi arrivano, senza neanche avere il buon gusto di essere divertenti.
il peggio è che il riferimento spudorato a orgoglio e pregiudizio mi ha anche urtata parecchio. perché andare a scomodare darcy ed elisabeth quando si poteva comunque tirare fuori una roba mediocre anche da soli?
niente, proprio niente. essì che il film me lo ricordo carino. sarà che c'era hugh grant?

e ora sparatemi pure ♥

mercoledì 15 ottobre 2014

buon compleanno!


ebbene sì.
al resto ci sto lavorando.

e siccome si va verso le 160.000 visualizzazioni, ne approfitto per un grazie. ♥

domenica 12 ottobre 2014

dove eravamo rimasti?

dicevo.
dove diamine sono finiti tutti i miei cavolo di soldi? non vado in fumetteria da giugno, praticamente non passo neanche in edicola, mi sono persa a che diamine di numero sono arrivate le serie che seguo (sakamichi è finito, vero? e natsume? e arrivare a te? e i vari maki usami? e blabla) e la lista di graphic novel che volevo recuperare si allunga a dismisura e non ho ancora depennato nemmeno un titolo.
e poi, devo essere sincera, dopo tanto tempo, ci ho un po' perso la mano, la testa, quello che vi pare, a scrivere. e quindi questo post farà schifo. me ne duole tornare così, ma che ci posso fare?
ah sì. dicevamo, il ritorno al blog. ad agosto avevo detto che sarei tornata a breve. ad agosto.
siamo a ottobre... chiedo venia, ma credo che siate riusciti a sopravvivere meravigliosamente anche senza di me, no?
in ogni caso, a parte aver dato una svolta davvero bella e meravigliosa alla mia vita, cosa di cui non vi può fregar di meno, e a parte i piagnistei sulle mie serie di fumetti bloccati per carenza pecuniae, una cosa davvero cicciofigosa degli ultimi tempi è che ho scoperto bookmooch.


già.
cos'è bookmooch? se mi seguite su facebook o instagram lo sapete già, ma in ogni caso lo spiego anche qui, così facciamo finta che questo post abbia un senso.
bookmooch è una community che permette di regalare i propri libri ad altri lettori. no, fermi, non chiudete la pagina! ovviamente, potete chiedere in regalo dei libri anche voi.
funziona grosso modo così: vi registrate e create una lista di titoli disponibili (cercandoli nel database tramite titolo o isbn - che è la cosa migliore, così beccate subito l'edizione giusta). per ogni libro che mettete disponibile ricevete 0,1 punto.
qualcuno, a questo punto, vi chiederà dei libri. per ogni libro che vi viene richiesto e che spedite, vi viene assegnato 1 punto.
i punti servono a richiedere libri, ogni libro vi costa 1 punto. semplice no?
oltre a liberarvi la libreria dalla fuffa inutile, non dovete neanche stressarvi tanto a cercare chi ha quello che cercate e che cerca quello che volete dar via voi, il che è una grandissima comodità, almeno per me, che ho ancora il panico di sta cosa dai tempi - grazie a dio andati - di anobii.
ah, cosa non di scarso interesse, c'è un sistema carino di feedback, perché - si sa - i furbini sono dappertutto. quindi avete modo di controllare prima di chiedere un libro se la persona in questione non risponde alle richieste eccetera.
e poi girellando ho scoperto anche dei librini carini, e sopratutto sono piena di robe da leggere senza aver speso quasi nulla. ah sì, potete inserire anche i fumetti (ovvero: come mi son tolta il peso di genius family company!).
quindi, andate subito a registrarvi e aggiungetemi agli amici (il mio profilo è qui)
e intanto per farvi venire un po' di voglia (e anche per allungare il brodo e poi perché mi va e basta) vi faccio vedere le foto dei libri che mi sono arrivati.






e ora c'è solo da sperare che il prossimo post non arrivi tra tre mesi!

domenica 10 agosto 2014

sono ancora viva, sì.

mi sono presa una mega pausa dal blog e dalle recensioni. e dai fumetti anche ad essere sincera.
giro per libri in questi giorni, a riscoprire storie sepolte da qualche parte nella memoria o a leggerne di nuove.
l'ultimo mese è stato come un film. o un romanzo, se preferite.
la mia vita si è stravolta in modo tanto incredibile che a volte mi chiedo ma davvero?.
sì davvero.
se ve lo state chiedendo, sì, va tutto bene, va più che bene, sì, sono felice, più che felice.
e sono sorpresa da tutto quanto. perché credevo che ogni giorno sarebbe stato uguale a quello precedente e non volevo pensare a quello successivo. perché non avevo nessuna voglia di andare avanti, di iniziare una nuova giornata. e adesso invece è tutto diverso. e infinitamente più bello.
e ho una voglia infinita di andare avanti, di sorprendermi ancora ogni momento, di sorridere ogni giorno e dire sono felice, più che felice.

torneranno i post, le recensioni e tutto il resto, almeno credo.
in ogni caso, grazie mille ancora una volta a chi continua a passare da qui.

martedì 10 giugno 2014

jammin' apollon 7, love button 11, love*sign 4


con il numero sette di jammin' apollon siamo entrati nella fase conclusiva della storia. ma quello che più di tutto mi ha fatto male di questo volume è che non c'è la folle storiella finale che la kodama ha messo in coda a tutti gli altri numero precedenti!
*attenzione agli spoiler!*
il rapporto tra kaoru e ricchan finalmente si è sbloccato! dopo aver ricevuto i guanti - e in preda alla febbre - kaoru riesce in una delirante seconda dichiarazione a ricchan che finalmente accetta i suoi sentimenti. l'amicizia tra lui e sentaro sembra sempre più forte e i due si stanno preparando a una nuova esibizione a scuola.
eppure, come sempre, il destino o le autrici sadiche, non permettono che il barlume di felicità che si inizia a intravedere possa diventare un'immagine nitida abbastanza da godersela appieno.
così sul rapporto tra ricchan e kaoru viene messo in pericolo dall'imminente iscrizione dei due a università diverse, in città diverse, mentre a casa di sentaro ci si prepara al ritorno del suo patrigno, cosa che lo spinge addirittura a scappare senza riuscire neanche a scrivere una lettera d'addio a kaoru. cosa ci dobbiamo aspettare negli ultimi due volumi? un finale strappalacrime dove tutti e tre si troveranno divisi e lontani? io, nel dubbio, preparo i fazzoletti.

e poi siamo quasi alla fine di due serie che mi rendono una vera quindicenne fangirleggiante: love button e love*sign.
anche qui, *state attenti agli spoiler!*
in love button ci si prepara a un mielosissimo happy end, con nina che inizia con le crisi circa l'università, la scelta da fare per quello che sarà la sua vita dopo il liceo, il dover fare bella figura con il padre di koga che dal canto suo le da la gran mazzata di rivelarle che il figlio vuole andare all'estero a studiare, e - proprio quando sta toccando il fondo di tristezza e depressione - arriva koga a chiederle di partire con lui. bum! cuoricini da tutte le parti! vai nina, parti! vai dall'altra parte della terra e diventa la mogliettina che sogni di essere! ahhh, beata gioventù!
insomma, datemi subito questo ultimo numero perché sto friggendo dalla voglia di vedere quei due piccioncini con la scritta sotto e vissero per sempre felici e contenti.

e anche mega spoileroni per love*sign! finalmente si scopre qual'è il trauma che turba koki, ed è mica roba da poco visto che da bambino è stato quasi ucciso da sua madre che ha tentato di strangolarlo e affogarlo. insomma, proprio quando tra lui e ichigo stava per finire, i due si avvicinano di più... e davvero tanto! (ma perché negli shoujo certe scene di sesso sono così tristi? insomma, ragazza, dovresti essere contenta, non piangertela!).
a scuola koki è sempre più appiccicoso e tenero, e la cosa non si capisce se metta ichigo in difficoltà o le faccia piacere.
quel che è certo che lei si becca la febbre proprio durante quello che doveva essere il loro primo natale insieme, e lui da bravo cavaliere passa a trovarla.
ma la febbre non è neanche l'ultimo dei mali, perché, assolutamente a sorpresa, pare che sia tornata in giro la madre di koki.
ma perché questi fantasmi del passato tornano così senza motivo alcuno a rompere le uova nel paniere e a cercare di distruggere la felicità degli altri, così, giusto per sport.
beh, in ogni caso non è di certo il mio titolo preferito di maki usami questo, anzi forse è quello che mi ha presa in assoluto di meno, quindi il fatto che manchi solo un numero a farlo finire mi rende davvero contenta!