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mercoledì 29 maggio 2013

ooku 6, 7 e 8

sappiate che quanto sto per dire farà incacchiare molti fan della serie. siete avvisati, se non vi va, skippate pure.
dunque. ho letto gli ultimi tre numeri di ooku (non proprio gli ultimi, credo sia già uscito il nono, ma non ho avuto ancora modo di recuperarlo) e.
e.

e mi sono annoiata quanto non si può dire. insomma, all'inizio era interessante, quantomeno perché era diverso dal solito. però adesso è un continuo ripiegarsi su se stesso, ripetere all'infinito le stesse cose, cambiando nomi e - poco - le facce dei personaggi.
continuano i resoconti delle varie dinastie di shogun.
chi si accoppia con chi.
chi fa ammazzare/torturare chi.
chi ama chi.
bla bla.

quello che manca a questa storia è una qualche linea di continuità. la presenza di un protagonista, insomma. seguiamo mille storie di mille personaggi, tutte simili e tutte squallidissime.
esistenze che vengono vissute perché devono essere vissute, e devono essere vissute in quel modo lì.
poi? ah beh sì, l'interessantissimo excursus storico e para-culturale su un ipotetico passato giapponese. del quale non me ne potrebbe fregare di meno.

la parte più intrigante della storia, la comparsa di questa misteriosa malattia, è stata bellamente accantonata.
sicuramente finirò di leggere la serie, più che altro perché ho ancora l'insana speranza che possa migliorare verso la fine, ma se continua così, è altrettanto sicuro che rivenderò tutto. che soldi e spazio scarseggiano e non rileggerei una roba così neanche se fossi davvero disperata.

lunedì 10 dicembre 2012

ooku 3, namida usagi 6, strobe edge 6

pensavate che fossi sparita? vi sono mancata? son stata colta da un periodo di inaspettata e insperata ispirazione creativa, se passate ogni tanto da (ancora)unanuvola sapete di che parlo. però non mi sono dimenticata di questo blog, anche se non ho avuto un attimo di tempo libero e anche ora ho un lavoro da finire prima di partire. sì, parto mercoledì, vado un paio di giorni a roma, dove spero di riuscire a comprare il catalogo di ciou in hell (prima o poi faccio un post su di lei) e un po' di libri che vorrei da tempo, e poi torno dal mio amoruccio, quindi aspettatevi succulenti quanto poco certi - a causa dell'incerta connessione - post ischitani.
intanto parliamo delle quasi-ultime letture, che son quelle che dovevano completare l'ultimo post che ho scritto. tanto per cambiare, anche se sono in ritardo ormai, vi ricordo di stare *attenti agli spoiler!*

nel terzo volume di ooku si continua il viaggio indietro nel tempo per scoprire cosa ha ridotto il giappone al paese di cui si è parlato all'inizio: le prime epidemie di vaiolo dalla faccia rossa ma sopratutto la nascita della prima shogun donna riconosciuta come tale. tra amori impossibili e altri di convenienza, iemitsu dovrà affrontare ancora patimenti e dolore, allontanata a forza da arikoto, il quale non riesce a darle il figlio che è richiesto da kasuga no tsubone, deve accettare di giacere con altri uomini per poter restare incinta dell'erede maschio che possa legalmente e a pieno titolo prendere il suo posto. ma un'altra epidemia fortissima di vaiolo uccide senza speranza, mentre anche kasuga no tsubone, della quale conosciamo tutta la tragica storia, muore di vecchiaia, lasciando il controllo dell'ooku in mano ad arikoto. l'unica soluzione, per lo shogun e per il paese tutto, è accettare e regolamentare il nuovo ruolo che le donne ricoprono nella società. iemitsu è il primo shogun donna del giappone, libera finalmente di essere se stessa e di non doversi fingere un uomo.
 la storia prosegue lenta ma poco alla volta, senza che la cosa pesi al lettore,o almeno a me, si va sbrogliando una trama che sembra promettere sempre di meglio. sinceramente questa serie potrebbe tranquillamente essere bimestrale e non avrei nessun ansia ad attendere il numero successivo. non che non sia accattivante, ma il coinvolgimento emotivo è davvero bassissimo, e per quanto la storia sia bella e ben narrata, sembra di assistere a un documentario. l'unico personaggio per cui ho avuto un momento di affetto è stata la gatta del secondo volume... e si è vista la fine che ha fatto. per il resto, potrebbero morire tutti e non avrei alcun problema. in giappone in questi giorni è uscito il numero nove, quindi potremo gioire di un volumetto in più prima dell'inevitabile pausa.

in namida usagi 6 il carico di pucciosità rischia di superare il massimo consentito. i nostri due piccioncini stanno insieme felici e beati, ma si creano tante di quelle paranoie idiote da richiedere una perizia psichiatrica a entrambi. così neanche una vacanza al mare ci riesce a sbloccare un po' la libido di entrambi e prima di darsi un bacio ci vogliono interminabili considerazioni, ripensamenti, incomprensioni e sensi di colpa.
e - colpo di scena - salta fuori un altro terzo incomodo che sembra mirare a momoka e che a quanto pare è cielo!!! e io che fino ad adesso ero certa che cielo fosse narumi... ci sono rimasta un po' male e mi sembra vagamente forzata questa cosa, non è che è stata cambiata all'ultimo momento per allungare il brodo? beh, chissene, continua a essere una delle mie letture preferite e poi ormai siamo al giro di boa, quattro volumetti alla conclusione e io non vedo l'ora di leggerli tutti! ♥

sesto volumetto anche per strobe edge che continua alla grande a essere uno dei migliori shoujo-cliché del decennio. ando che continua disperatamente a provare di sedurre ninako, ninako che va in paranoia perché ren si è lasciato e pensa che starà male perché pensa alla sua ex e ren che sta male perché è cotto di ninako che è troppo scema per capirlo. una bella farcitura delle solite scene in sakisaka-style fanno tornare a galla la quindicenne isterica che è in noi e causano una liberazione di urletti non indifferente, tra capelli impigliati che per liberarli bisogna fondersi insieme e sorrisi con occhio da triglia capaci di sciogliere il cuore della più acida delle donne.
alla fine del volumetto c'è una ministoria, colorless dreamer, che è a dir poco deliziosa: lui e lei vivono insieme e si mantengono con lavoretti part-time e con il lavoro di lui di musicista. però lei viene licenziata dopo nemmeno una settimana di lavoro ogni volta ed è incapace di far la spesa con giudizio, è la tipica immatura dal cuore d'oro che vorrebbe far di tutto per l'uomo che ama ma che causa solo guai. quando se ne accorge decide di sparire dalla sua vita, certa che lui non le chieda di togliersi dai piedi solo per pietà e gentilezza.
zucchero come se nevicasse, a me questa storia è piaciuta tantissimo! sakisaka mon amour! dopo strobe edge portateci aoharaido o impazziamo tutte!

giovedì 15 novembre 2012

ooku 2, lindbergh 4, vinland saga 8 e 9, arrivare a te 2 e my little monster 5

finalmente un post sulle ultime letture! ci voleva proprio una bella carrellata sugli ultimi fumetti, che poi son quelli (non tutti) che vi ho fatto vedere la volta scorsa...

come sempre *state attenti agli spoiler* se non li avete ancora letti!

il secondo volumetto di ooku continua a raccontarci la tragica vicenda di un giappone vessato da una malattia terribile, il vaiolo dalla faccia rossa, che colpisce solo i giovani uomini e che ben presto porta la popolazione maschili a un quarto di quella femminile. tutto questo accade nell'arco di poco tempo, ma l'effetto sulla società del paese è ancora più immediato e repentino.
un giovane bonzo viene invitato a recarsi alla dimora della famiglia tokugawa in occasione della sua nuova nomina a priore. i tokugawa sono lo shogunato di edo e nascondono anche loro un segreto legato alla malattia che sta rovesciando la realtà del giappone.
se all'inizio il giovane priore viene trattato con tutti gli onori del caso, pian piano la sua ospitalità comincia a prendere le sembianze di una prigionia fino al giorno in cui la nutrice dello shogun gli rivela di essere effettivamente bloccato lì per sempre e lo costringe ad abbandonare la via del buddah per diventare paggio del signore all'interno dell'ooku.
come era facile immaginarsi, lo shogun è in realtà una donna, la figlia del precedente signore morto sei anni prima. lei, iemitsu, è la figlia illegittima ma anche l'unica in cui scorre il sangue dello shogun. dopo essere stata brutalmente strappata dalle braccia della madre, viene condotta dalla nutrice nel palazzo e da lì in poi costretta a vivere seminascosta per non rivelare la sua identità di donna e a vestirsi e atteggiarsi il più possibile da uomo. dopo anni di vita infernale riesce a intrecciare un rapporto di quasi-amicizia con il nuovo arrivato, che non tarda a trasformarsi in qualcosa di decisamente più forte.
questo numero riesce ad essere ancora più angosciante e malinconico del precedente, pieno di queste figure dal destino amaro, potenti eppure incapaci di decidere della loro sorte. ci sono parecchie scene crude, ma sinceramente quella del gatto mi ha turbata molto più di tutto il resto. mi auguro che la yoshinaga non faccia mai più niente del genere. se riuscite a reggere tutta la sequela di tragedie familiari, drammi interiori, violenze fisiche e psicologiche di questo volumetto qui allora vi piacerà.
io personalmente, gatto a parte, sono sempre più affascinata da questa storia. sono davvero curiosa di sapere se la yoshinaga ci dirà qualcosa in più sulla natura e l'origine del morbo misterioso, ma sopratutto spero che le vicende narrate fino ad adesso vengano raccontate fino alla fine. adesso abbiamo due storie in sospeso e io friggo di curiosità.

in lindbergh 4 l'autore (autrice? ogni tanto mi viene il dubbio, ma il tratto mi pare decisamente maschile) mette un bel po' di carne sul fuoco: conosciamo i moschettieri della rosa nera, soldati al servizio della regina, ai quali viene affidato il compito di liberare la principessa tilda presa in ostaggio da shark. che poi shark avesse avuto a che fare in passato con la regina l'avevamo capito, ma a quanto pare era anche una vecchia conoscenza dei moschettieri e guidava la squadra con il grado di comandante. tra i sette moschettieri spicca kirio, un tempo pupillo di shark e adesso gelosissimo delle attenzioni che quest'ultimo dedica a knit. kirio è incredibilmente abile con i lindbergh perché riesce a capirne i sentimenti, ma per qualche motivo shark ha poi perso fiducia in lui, cosa che il ragazzino non riesce a perdonargli ancora. in uno scontro tra kirio e knit plamo riesce a salvare il suo padrone svelando le sue ali e rende inoffensivi tutti gli altri lindbergh. quella che sembrava essere solo una leggenda per bambini viene improvvisamente rivelata come realtà: i lindbergh un tempo erano creature alate e plamo è l'unico superstite di quella razza antica.
manco a dirlo, prevedo un altro bel carico di azione nel prossimo volumetto. intanto bakaupdates segna che l'ultimo volumetto uscito è il sesto, e la gp - manco a dirlo - non dice un bel niente circa il calendario delle uscite.


ieri pomeriggio sono riuscita nella missione scambio: il mio fumettaro si è ripreso pandora hearts e silver spoon (più una copia del numero 13 di dragon ball che mia madre ha preso doppione a mio cugino) e sono riuscita a prendere due volumetti di vinland saga! i numeri 8 e 9 per la precisione. ormai manca pochissimo per mettermi in pari con le uscite.
la lettura è stata davvero una botta sulla testa (qui più che mai attenti agli spoiler!)
askeladd è sempre più interessato ad aiutare il principe canuto a salire sul trono, per riuscire a garantire la pace nel galles, suo paese natale. ma quando si trova davanti al re, questo lo mette davanti a una scelta: o la testa di canuto o la guerra in galles. non avendo previsto la mossa del re e non potendo scegliere, askeladd taglia la testa al re dopo averlo pubblicamente insultato e fa fuori mezza corte davanti agli occhi del principe, di thorkell e degli altri uomini. costretto dalle circostanze canuto uccide askeladd.
thorfinn, che ha passato quasi tutta la sua vita cercando vendetta per l'uccisione di suo padre, si vede morire tra le braccia l'uomo al quale ha giurato e promesso la morte per mano della sua spada. senza più un obbiettivo nella vita sembra quasi impazzito e ferisce canuto. il principe gli risparmia la vita ma per punizione viene venduto come schiavo.
del destino di thorfinn dopo la morte del re ne abbiamo notizia qualche anno dopo seguendo uno schiavo di nome einar che viene comprato da un fattore di nome ketil. il padrone in fondo è un uomo onesto e gli propone di comprare con il suo lavoro la libertà. einar conosce qui uno schiavo piccolo e dallo sguardo spento, che altri non è che thorfinn, ormai privo di qualsiasi ragione per vivere.
einar nota fin da subito che nonostante la bassa statura il suo compagno è un tipo singolare, ma quando poi, durante una zuffa con altri servitori, thorfinn schiva un attacco con una destrezza fuori dal comune, einar capisce che si trova davanti a un ex-guerriero, proprio lui che odia da sempre tutto ciò che ha a che fare con le guerre, la causa della morte della sua famiglia e della sua attuale condizione di schiavo.
nel frattempo canuto acquista sempre più potere, anche se oltre a lui, un altro uomo, ethelred, si dichiara re di tutta la britannia. con cautela e facendo le giuste mosse, evitando gli scontri diretti e esercitando il potere sui propri uomini con fermezza ma senza inutili crudeltà, canuto si libera in pochi anni di tutti i suoi nemici e riesce finalmente a ottenere la corona.
vinland saga si conferma una serie bellissima, con una trama scarsamente prevedibile e sopratutto dei personaggi meravigliosamente caratterizzati. lo sguardo di thorfinn dopo la morte di askeladd fa gelare il sangue. se ancora non l'avete recuperata, fatelo!

passando a letture un po' più da femminucce: arrivare a te continua con le cattiverie ai danni di sadako. questa volta le solite idiote anonime hanno sparso pettegolezzi parecchio acidi su yano e yoshida, convincendo sadako che se non si avvicina più a nessuno è meglio per tutti. e ovviamente lei si lascia persuadere della cosa fino a che quel santo di kazehaya non le spiega che sta sbagliando tutto.
insomma, la solita trafila di incomprensioni, equivoci eccetera condita con tanto zucchero e miele.
sono certa che non è una lettura che piacerebbe a tutti ma a me piace parecchio e non vedo l'ora che si entri un po' più nel vivo!

continua a piacermi pure tanto my little monster. chissà perché quando è stato annunciato me l'ero segnata non troppo convinta... beh, in ogni caso, mentre quei due idioti di mitti e haru continuano a girare intorno ai loro sentimenti mentre natsume riesce finalmente a dichiararsi a micchan con scarso rendimento.
e poi finalmente si comincia a conoscere un po' del passato tristissimo di haru e di quello vagamente più tragicomico di natsume. e... sasayasan mi sa che nasconde qualcosa dentro al cuoricino che inizia con n... e finisce con atume!
beh, in ogni caso, spero soltanto che andando avanti si diano tutti quanti una bella smossa, è ora di smetterla con le menate mentali! su su su!

domenica 7 ottobre 2012

(finalmente) ooku 1

finalmente dopo tanto cianciare anche clacca è riuscita ad avere ooku!
ovviamente, dopo le avversità da superare per ottenere la mia copia (l'ultima che aveva la fumetteria) riuscire a leggerlo è stato un casino... specie con camilla che voleva giocare a farmi gli agguati da dietro tutti gli spigoli e le porte di casa. posso mai dire no a mia figlia? guardate quanto è bella, vi regalo una foto del suo pancino all'aria!


dicevo, a leggere ooku mi ci è voluto quasi un giorno, ma ce l'ho fatta! la prima cosa che mi viene da dire è che è una figata devastante. giusto perché sono una persona professionale... no, questo posto qui è un luogo di fancazzismo e la professionalità va a farsi benedire (tanto comunque non ce n'è), però a modo mio ve ne parlo lo stesso. *state attenti agli spoiler se non l'avete ancora letto, ma sopratutto compratelo, leggetelo e spargete il verbo!*
la storia è ambientata nel periodo edo, del quale la sottoscritta non sa nulla, ma ci sono le note storiche nel volumetto, quindi è facile, che corrisponde più o meno agli anni che vanno dal 1600 al 1800, un periodo dove alle guerre si sostituirono gli intrighi di corte e in cui i samurai, che dovevano annoiarsi non poco, tanta fu la noia che diventarono la classe burocrate del giappone. fu un periodo fiorente per la cultura e le arti (alla fine del periodo edo, per citare alcune figure artistiche ultramega conosciute e commercializzate ci sono hokusai e hiroshige. non so se avete mai sentito parlare di come funzionava la stampa d'arte giapponese del periodo, ma è la roba più bella, raffinata, elegante e sopratutto complessa e tecnicamente impossibile che abbia mai visto), ed effettivamente anche leggendo il fumetto della yoshinaga ci rendiamo conto che abbiamo a che fare con una popolazione estremamente raffinata, sopratutto per quello che riguarda la classe alta.
insomma, la ricostruzione storica è decisamente molto accurata, tranne per un dettaglio non tanto trascurabile: la yoshinaga immagina un periodo edo "parallelo" in cui insomma le cose non sono andate esattamente come nella realtà, ma nel quale esiste un misterioso morbo che colpisce soltanto gli uomini. il primo volume infatti si apre con una misteriosa epidemia scatenatasi dopo la morte di un bambino aggredito da un orso. nel giro di poco tempo i fratelli, il padre, poi i vicini di casa e via così il villaggio e quelli vicini, insomma tutti gli uomini cominciano a morire dopo una terribile malattia che improvvisamente li sfigura e li uccide dopo pochi giorni.
nel giro di ottant'anni la situazione si è stabilizzata ma gli uomini sono ormai soltanto un quarto delle donne. la forza lavoro, la classe politica e tutti i compiti di una certa importanza sono svolti dalle donne, mentre gli uomini sono considerati una risorsa preziosa tanto che sposarsi è difficile e dispendioso e persino pagare un uomo per poter concepire dei figli è un lusso che non tutte le donne possono permettersi. molte famiglie vendono i proprio figli alle donne più facoltose o direttamente alle case di piacere, dove ovviamente, i ruoli si sono invertiti.
in questo periodo vive mizuno, un giovane bello e aitante che per non pesare sulla famiglia, un tempo un'importante famiglia di guerrieri e che si è sempre rifiutata di farlo prostituire, svolge lavori pesanti e spesso si concede alle donne più povere che non possono pagare un amante per avere un figlio. innamorato da sempre della sua compagna d'infanzia onobu, la quale non può sposarlo per motivi economici, per rifiutare il matrimonio imposto dalla madre decide di entrare nell'ooku, quello che potremmo definire l'harem dello shogun. ovviamente anche l'ooku è davvero esistito, ma se nella realtà era occupato da donne (le mogli, le figlie e le amanti dello shogun), adesso è pieno di uomini, tutti a servizio della shogun che è ovviamente è una donna. una volta entrati nell'ooku non si può più uscirne e si diventa assoluta proprietà della shogun.
una volta dentro l'ooku mizuno si ritrova in una situazione abbastanza difficile da gestire: l'ooku è organizzato in una gerarchia piuttosto complessa e rigida, e le cattiverie e i sopprusi verso i nuovi arrivati sono all'ordine del giorno. e poi dicono che le donne sono cattive... nel momento in cui mizuno entra nell'ooku l'attuale shogun è una bimba di sette anni, che però muore dopo poco tempo lasciando il potere nelle mani della rivoluzionaria, se mi passate il termine, tokugawa yoshimune: la nuova shogun odia gli sprechi e comincia a dettare nuove leggi all'interno dell'ooku stesso per moderarne gli sprechi. è infatti convinta che tenere ottocento e più uomini rinchiusi mentre la popolazione decresce sempre di più perché le donne del paese non riescono ad avere figli sia uno spreco inaccettabile. allo stesso modo impone che tutto, dagli abiti ai pasti, sia reso meno sfarzoso. quando finalmente si decide a scegliere il suo amante, nota mizuno, che in pochissimo tempo ha "fatto carriera" ed è stato ammesso a conoscere lo shogun, proprio per via del suo abito nero, l'unico tra i tanti coloratissimi che usano gli altri uomini dell'ooku.
purtroppo però, mizuno accetta di diventare l'amante della nuova shogun senza conoscere un'antica regola che prevede che il primo amante di una shogun non sposata debba morire, poiché ha violato l'integrità della sua signora. ormai è in una morsa di ferro: sia che si rifiuti, sia che accetti, deve morire.
la notte con la shogun mizuno chiede la grazia di poterla chiamare onobu, il nome della donna che ha sempre amato senza averla mai neanche sfiorata. il giorno della condanna di mizuno la shogun lo grazia, chiedendogli tacitamente di mantenere il segreto circa la notte passata insieme e la stessa sua permanenza nell'ooku. mizuno riesce così a sposare onobu e tutto è bene ciò finisce bene.
nel frattempo però la shogun da il via a quello che credo sia il punto focale della storia. facendo svariate ricerche e pensando a lungo sull'attuale situazione, alla nobildonna comincia a sorgere il dubbio che il giappone non sia stato sempre così come lo conosce lei. quando poi dall'occidente giunge una delegazione composta da soli uomini, il dubbio si fa sempre più forte: davvero gli uomini sono sempre stati così pochi? è così anche negli altri paesi? perché nelle occasioni ufficiali le donne vestono con gli antichi abiti cerimoniali maschili? e sopratutto perché molte donne, sopratutto le primogenite delle famiglie più importanti vengono registrate all'anagrafe con nomi maschili?
chi può darle le risposte è un vecchio, uno dei segretari di corte, murase. lui ha vissuto abbastanza da conoscere quello che per lei è solo un' antica leggenda.

manco a dirlo sto impazzendo dalla curiosità di leggere il resto. come avrete intuito la storia è bellissima e molto complessa e intrigante. dal punto di vista grafico poi è davvero un capolavoro: le atmosfere sono rese perfettamente da un tratto elegante e pulito, senza troppi fronzoli ma che sta attento alle decorazioni e ai dettagli. seppur in chiave moderna, si può tranquillamente mettere a paragone il tratto della yoshinaga agli xilografi dell'ottocento. qui sotto ho messo a confronto una stampa di tsukioka yoshitoshi e un'illustrazione del manga.


anche l'edizione, benché ci sia chi se n'è lamentato, la trovo molto bella: la sovracoperta è fatta della stessa carta di quella di buonanotte punpun, il formato rende benissimo le tavole, la copertina è stata stravolta il meno possibile, anzi, tra le edizioni occidentali è quella più fedele all'originale. la carta all'interno mi pare perfetta, il colore non se ne va via, le pagine a colori sono ben stampate e manco a dirlo non ci sono errori di battitura eccetera. un ottimo lavoro che a mio avviso vale tutti i sette euro e cinquanta, sia per l'edizione, sia e sopratutto per la bellezza della storia che andate a leggere. non fate i tirchi, tagliate altre spese, ma questo non lo si può non leggere solo perché costa un paio di euro più della media. si tratta di un caffè in meno al mese. se lo consiglio? assolutamente sì, a tutti: che vi piacciano o meno le ambientazioni storiche (a me non fanno impazzire ad esempio) la storia è tanto bella che si passa sopra a tutto. l'unica fatica che ho fatto è stato memorizzare i nomi dei personaggi, ma considerando che a me succede pure quando si chiamano nina, kira o cose così, magari è solo un problema mio.