domenica 11 novembre 2012

kaoru mori scribbles ♥ considerazioni random e qualche foto

per la gioia dei vostri occhi!
qualche foto fatta al kaoru mori scribbles vol. 3 che yue mi ha gentilmente preso a lucca!
peccato non avere anche gli altri. i disegni della mori, sopratutto allo stadio non definitivo, sono bellissimi. la morbidezza della matita esalta la sensualità del tratto, le donne disegnate in questo libretto sono il massimo della femminilità e dell'eleganza: forme piene, sinuose e abbondanti, sorrisi invitanti, sguardi dolcissimi, abiti raffinati... il tripudio dell'essere femmina!
questo albetto è capitato proprio a fagiolo visto che qualche giorno fa con anna parlavo proprio della questione femminilità/femminismo eccetera.
diteglielo alla mori che per essere femministe bisogna vergognarsi di essere femmine e voler essere maschi a tutti i costi. ditelo a lei che disegnando queste figurine da più lezioni di classe di quanto riesca a fare un'enciclopedia di bon ton.
poche pagine ma un vero e proprio gioiellino!





pandora hearts 1 e silver spoon 1 ovvero: roba da evitare!


ecco qui il mio kaoru mori collection speditomi da yue con altri due regalini carini carini!
mentre sotto vi faccio vedere la pila devastante di roba letta/da finire di leggere/da cominciare a leggere che staziona sulla mia scrivania e che in buona sostanza è tutto quello di cui vi parlerò nei prossimi post... anzi, cominciamo adesso!


mi avevano consigliato pandora hearts come un gran capolavoro, ho letto dappertutto commenti entusiasti del tipo "è il manga della mia vita" e ho deciso di provare il primo volumetto certa di avere tra le mani un nuovo caso editoriale, una figata estrema, una genialata totale.
risultato? per me non vale manco lo spazio che occupa sullo scaffale.
i disegni non mi sono piaciuti per nulla, sono rozzissimi e in buona sostanza si tratta della solita fuffa da shounen. immaginatevi le clamp che disegnano male, o più o meno qualsiasi roba trovate in fumetteria per un pubblico di quattordicenni.
la storia? un ragazzino sta per compiere un rito tipo entrata nell'età adulta per il suo quindicesimo compleanno, quando si vede spedito in una dimensione altra che a quanto pare è una prigione dove vengono mandati quelli che si sono macchiati di un grave peccato. il punto è che lui non ha fatto niente. ma a quanto pare il suo peccato è essere venuto al mondo. e già qui c'è da mettersi a piangere per la totale prevedibilità della cosa. magari potrebbe essere interessante l'idea del peccato di cui non si ha memoria, ma così...
qui cominciano a cicciare fuori mostri vari, una ragazzina che pare cattiva e poi si rivela buona, un'altra che pare buona e in realtà è un mostro, altri personaggi stupidi e inutili e banali che non si capisce se lo vogliono aiutare o meno. per il resto, non si capisce un cavolo.
il primo numero si fa fatica a seguirlo, noiosissimo, confuso, sembra fatto da chi non ha la più pallida idea di come gestire i tempi e gli spazi grafici e narrativi e plausibilmente è così. se dovesse migliorare tendendo al clampico andante - ed è lì che vuole andare a parare - allora si conferma la scemenza che è parsa a me fin da subito. ma di certo non sono disposta a spenderci più un euro. anzi, spero di potermi liberare del primo numero prima possibile, ergo se qualcuno vuole leggerlo cedo volentieri la mia copia. plausibilmente può piacere molto a un pubblico più giovane (?) e forse con meno letture alle spalle, per essere meno gentile e velata a chi non ci capisce un cazzo e vuole il protagonista carino e biondo affrontare situazioni senza capo né coda ma con un sacco di linee cinetiche, ma per quello che mi riguarda è no secco e perentorio. c'è decisamente di meglio in giro e i propri soldi è consigliabile investirli in altro.

altra roba altrettanto osannata e per me altrettanto da evitare è silver spoon. la delusione qui è stata massima. da pandora me l'aspettavo una bimbomikiata, ma da questo, che tutti portavano sul vassoio d'argento come seinen-rivelazione, beh, non me l'aspettavo proprio. anzi, avevo grandi aspettative su questo manga.
una delle cose che più mi ha fatto innervosire sono stati i disegni. ora, dopo che sento dappertutto criticare disegni bellissimi, leggere che questi non sono tanto male... ma che avete sugli occhi? fette di salame spesse due dita come minimo! non ho idea di come questa tipa possa essere considerata una mangaka famosa e meritevole se disegna sempre così. volti sbagliati al limite del grottesco o del disegno di fanzine da terza media, figure statiche e legnose, anatomie inesistenti... cosa ci trovate?
passando alla storia: penosa. un idiota si iscrive in una scuola agraria piena di personaggi al limite della deficienza mentale grave, tutti i suoi compagni stanno lì per continuare le attività dei genitori (allevamento di bestiame, produzione di formaggi e altre amenità del genere) mentre lui non sa che cacchio ci sta a fare. il leit motif è non ho nessun sogno, e la cosa viene ripetuta tante di quelle volte che la tentazione di strappare il volumetto mandandolo a fanculo è forte.
l'editore parlava di vita di campagna e amore per gli animali... amore? come scena divertente c'è la decapitazione di un pollo. e dovrebbe far ridere. poi mi dite chi è che ha riso, così gli consiglio uno psicologo. non ricordo quante pagine sono state dedicate al trauma del protagonista nello scoprire che le galline hanno un solo buco per le uova e per la cacca. ma stiamo scherzando? davvero esiste gente che non sa da dove escono le uova? davvero questa roba dovrebbe essere divertente? gli animali sono trattati come prodotti più o meno puzzolenti e rompiscatole, di amore non ce n'è manco a cercarlo. persino i cavalli, dei quali si parla con un pelino più di decenza, sono ridotti a delle bestie stronze e capricciose.
brutto, stupido, illeggibile, con personaggi a un passo dal nauseabondo, trama inesistente, valori zero: nessun sogno, nessun amore per gli animali, niente di quanto promesso. sinceramente non sono nemmeno riuscita a finire di leggerlo. penoso. adesso so che recuperare fma non vale la pena neanche a pensarci.

domani vi dico due parole su quello che invece merita di essere letto e amato!

giovedì 8 novembre 2012

banana fish

uno shoujo fuori dagli schemi o anche pensavate che tutti gli shoujo fossero solo occhini fiori e batticuori ma anche uno shoujo senza ragazzine e sogni d'amore dovrei iniziare così?
no. perché c'è un grande, grandissimo fraintendimento sulle classificazioni dei manga e vorrei approfittarne per chiarire il concetto. shoujo, shounen, seinen eccetera non sono generi.
per genere abbiamo il romance, lo slice of life, l'avventura, il sci-fiction, lo storico eccetera.
quando invece si parla di shoujo o tutto il resto di cui sopra, ci si riferisce a un altro tipo di classificazione che qui in italia è difficile da afferrare semplicemente perché non esiste. infatti la distinzione tra shoujo, shounen eccetera si basa esclusivamente sulle riviste che ospitano gli episodi dei vari manga e sul loro target.
in giappone una determinata rivista contenitore è destinata a un determinato pubblico. quindi gli shoujo per le ragazzine, josei per le giovani donne, shounen per i maschietti, seinen per i lettori più adulti. necessariamente le storie che vi vengono pubblicate vengono scritte per essere apprezzate per quella specifica fascia di lettori, ecco perché ricorrono degli elementi canonici in alcune serie che le rendono immediatamente classificabili anche da noi, dove i manga arrivano direttamente in monografico.
però questa non è una regola assoluta. yotsuba& è un seinen, così come chii's sweet home o aria. eppure in italia la storia di un gattino verrebbe subito classificata "per bambini" e amen. e banana fish è uno shoujo. è inutile paragonarlo ad altri shoujo perché è davvero nettamente fuori dagli schemi, ma ricordiamoci la differenza tra target e genere prima di usare questa espressione. giusto per non fare casino e sparare cazzate tipo che my girl è uno shoujo, come sostiene l'editore italiano, tanto per dirne uno. si tratta di un seinen, anche se la storia attirerà principalmente - almeno in italia, dove siamo abituati a dividere tutto in "per femmine" e "per maschi" - un pubblico di lettrici donne, se l'autrice è una donna e se la protagonista è una bambina.
ho letto che qualcuno lo definisce un falso shoujo, altri uno dicono che in fondo è uno shounen, altri ancora che è uno shounen-ai non riuscito.
tutte minchiate. è stato pubblicato su una rivista di shoujo quindi è uno shoujo. anche se si pestano a sangue e non ci sono fiorellini sullo sfondo. per favore, prima di far finta di essere ferrati sull'argomento, sappiate almeno il significato dei termini che usate.

dopo questa piccola, arrogante introduzione, che ritengo necessaria dato che dopo tanti anni (quanti sono? una trentina almeno?) che in italia si leggono manga come fossero topolino molto spesso il concetto non è chiaro, andiamo al sodo. banana fish è uno shoujo fuori dal comune. un manga fuori dal comune. un fumetto fuori dal comune. principalmente per il suo altissimo livello narrativo che è di molto al di sopra della media di quello che normalmente passa il convento. ragion per cui è stato così poco apprezzato ed è diventato uno di quei simboli di intellettualismo nerd (concedetemi il termine) nonché uno dei baluardi dei veri intenditori blabla. plausibilmente il suo scarso successo si deve sopratutto, a mio modestissimo avviso, a) al periodo in cui è stato pubblicato (dieci anni fa, periodo in cui ci si stava ancora barcamenando in un universo letterario abbastanza nuovo, di cui facevano parte, come pezzi forti, titoli decisamente più facili e commerciali, aiutati sopratutto dalle versioni animate) b) al prezzo alto per quel periodo (4,50€/5,00€ quando ranma te lo tiravano in testa a un euro al volumetto), c) alla pessima pubblicità e alla scarsissima attrattiva della copertina, che pare quella di un giallo da spiaggia da quattro soldi. chiunque abbia scelto quella font spero possa giustificarsi spiegandoci che al periodo faceva uso di allucinogeni, d) allo stile di disegno abbastanza fuori dal comune che forse ha allontanato non pochi lettori abituati al fatto che nei manga gli occhi occupano almeno una parte del viso, altrimenti che minchia è? tex?
nella cerchia di chi non lo comprò all'epoca mi ci metto pure io. a mia discolpa posso dire che dieci anni fa avevo appena iniziato a leggere manga, non avevo ancora un computer in casa e non ricordo neanche di aver mai visto un volumetto di banana fish in fumetteria. venni a sapere molto dopo della pubblicazione di questo manga, tramite il solito forum, ma già era difficile recuperare i volumetti e poi ero decisamente una bimbominkia di quindici anni che leggeva ccsakura. perdonate e poi sparatemi, per citare uno che l'aveva capita a pieno la situazione.

ultima premessa. mai mi è venuto così difficile scrivere un post come questa volta. parlare di banana fish è quasi impossibile senza cadere nel banale. ci provo, ma perdonate se non sarò all'altezza.
la storia di banana fish si svolge nell'america degli anni '80, ma in realtà prende il via poco più di dieci anni prima in vietnam: un soldato sotto effetto di uno strano allucinogeno spara all'impazzata sui compagni ripetendo soltanto due parole senza significato apparente, ossia quel banana fish che da il nome alla serie.
a distanza di dodici anni da quel giorno, un giovane boss di una band di ragazzini, ash linx, si ritrova davanti un uomo che, ferito da un colpo di pistola e ormai in punto di morte, gli da un piccolo contenitore e gli indica un indirizzo, chiedendogli di cercare banana fish.
ash è un personaggio semplicemente indimenticabile. se all'inizio potrebbe sembrare giusto il capo di una piccola banda di ragazzi di strada, si rivela uno di quei protagonisti da film d'azione americano a cui chuck norris potrebbe tranquillamente fare una sega: bellissimo, abilissimo nei combattimenti, leader carismatico, dotato di un q.i. di oltre 200. ash si ritrova invischiato in uno dei più grandi intrighi di mafia della storia.
*attenzione agli spoiler*
le parole banana fish sono le uniche che il fratello di ash, ridotto in stato vegetativo da dopo la guerra in vietnam, riesce a pronunciare. cercando di svelare il mistero che si lega dietro la follia di suo fratello, ash si mette sulla pista di questo misterioso personaggio che risponde al nome di banana fish. dietro l'omicidio, compiuto dai suoi stessi ragazzi, ci sta una sua vecchia conoscenza, uno dei più potenti capi mafia americani, dino goldzine, ai tempi suo addestratore e carnefice e adesso interessato ad ash per farne il suo legittimo successore, un uomo crudele e senza scurpoli, che oltre ai soliti traffici di droga e armi, si dilettava anche nei giri di prostituzione minorile, vendendo ragazzini di strada come ash anche a influenti e famosi uomini politici.
si ritrovano coinvolti nella vicenda anche max lobo, un giornalista che ai tempi era compagno d'armi del fratello di ash, e il suo amico shunichi ibe con il suo giovanissimo assistente eiji okumura, che si trovano in america per un servizio sulle band giovanili della malavita americana.
eiji e ash, diversi praticamente come il giorno e la notte, si ritroveranno ben presto legati da un legame forte oltre ogni immaginazione. nonostante ash sia dichiaratamente gay e i personaggi femminili nella storia siano praticamente inesistenti (ce n'è sono... tre?) scordatevi le scenette smielate da shounen-ai o i culetti al vento da yaoi. non c'è posto per il romanticismo da due soldi in banana fish, né per le scenette da autocompiacimento. chi sperava in batticuori e bacini tra bei ragazzi ha sbagliato titolo.
il rapporto tra i due ragazzi va al di là dell'amicizia, dell'amore, della lealtà, dell'ammirazione, del rispetto. ash vede in eiji la purezza che lui non ha mai avuto neanche da bambino e vorrebbe far di tutto per non macchiarla, ed eiji vuole far di tutto per salvare ash dal mondo di violenza feroce che vuole sbranarlo e distruggerlo.
il sesso è nudo e crudo, molto spesso esclusivamente uno dei tanti modi per fare violenza su qualcuno.
gli eventi si susseguono senza un attimo di tregua, entrano in gioco nuovi personaggi, come gli indimenticabili yue lung e blanca, e si scopre la vera identità di banana fish. non è una persona, come si voleva far credere all'inizio, ma una potentissima droga, sintetizzata per sbaglio da alcuni - all'epoca - studenti universitari, che riduce chi l'assume in uno stato tale per cui il soggetto drogato può essere controllato e costretto a fare qualsiasi cosa da chi lo controlla.
la trama si sviluppa a ritmo serratissimo, in un continuo braccio di ferro tra dino goldzine e ash mentre nel frattempo all'intreccio si vanno aggiungendo le storie degli altri personaggi: il passato della casata lee, il rapporto tra eiji e ash, la storia di max lobo e del fratello di ash, intrighi politici, macchinazioni, trappole, sparatorie, inseguimenti e chi più ne ha più ne metta.
il merito più grande però di questo manga è, a mio modestissimo parere, riuscire a conciliare l'azione frenetica a un'attenta introspezione psicologica dei personaggi e sopratutto alla creazione di un background per ciascuno capace di renderli tutti figure a tutto tondo e non semplici macchiette.
tutti sono, nella loro specifica straordinarietà, assolutamente realistici e plausibili. tutti vengono da un passato terribile e tutti mirano a una qualche redenzione. nati nel sangue, non possono che continuare il loro percorso nella violenza fino alla propria personale salvezza. yue lung è, in questo senso, un personaggio di una bellezza rara, una creatura nata dalla mente di un tragediografo greco e finita per sbaglio in una storia di qualche secolo più tardi.
nonostante ash sia inverosibilmente figo, i racconti sul suo passato rendono credibile ogni cosa. ash non è così per volontà dello spirito santo o per una fortunata disposizione delle stelle al momento della sua nascita, e questo ci tengo a sottolinearlo perché la pelle dura di ash è stata una delle critiche più forti fatte a questo manga.
dopo aver vissuto un'infanzia come la sua, o veniva fuori un demone come ash, o uno zombie ebete incapace persino di pronunciare parola. la straordinaria forza d'animo di questo giovane ha creato una figura magnifica e terrificante al contempo.
il complesso sistema di rapporti tra i vari interpreti di questo dramma è perfettamente realistico e funzionale: odio, amore, tradimenti, amicizia, lealtà, tutto contribuisce a far muovere gli eventi, in una spirale continua che arriva all'ineluttabile e per nulla deludente finale. nulla poteva essere diverso da quello che è stato. non mi è mai capitato di leggere una storia così "perfetta". in banana fish non c'è neanche una virgola da cambiare, nessuna incoerenza, nessuna perdita di senso o di tensione.
dal punto di vista puramente grafico, il tratto un po' troppo anonimo dei primi volumetti prende carattere con l'andare avanti del racconto.


personalmente ritengo lo stile di disegno perfetto per la storia e in generale molto elegante e personale. espressivo e funzionale come deve essere il disegno in un fumetto, il tratto della yoshida sarebbe perfetto anche in un'affiche vecchio stile.
regia, composizione delle tavole, gestione degli spazi grafici e dei tempi assolutamente perfetti. dieci e lode.
in definitiva qui sì, c'è da urlare al capolavoro. se ve lo siete persi, recuperatelo. a qualsiasi costo.

mercoledì 7 novembre 2012

001 edizioni presenta hikari a lucca c&g 2012

sul sito dello smo ci sono finalmente i dettagli riguardo a hikari, la nuova collana presentata a lucca da 001 edizioni.
il progetto partirà effettivamente nel 2013 anche se è già uscito, proprio in occasione della fiera, il primo volume firmato da araki.

hikari sarà una collana - secondo quello che leggo - di qualità: pochi titoli all'anno, attualmente stimano 5 o 6, solo volumi unici o al massimo opere di pochi tankobook raccolte in un unico tomo, nessuna serializzazione e la distribuzione, oltre che in fumetteria, anche nelle librerie di varia, edizione curata, formato grande eccetera.
nel catalogo di hikari avranno ovviamente posto anche autrici donne e opere pensate principalmente per un pubblico femminile (e qui tutti pensarono a sakuran) e questo è quello che personalmente aspetto con maggior entusiasmo.

finalmente si realizza un sogno! una collana curata per bene, che non mira al riempimento delle fumetterie ma alla soddisfazione dei lettori, che promette buone edizioni e titoli di qualità senza farci entrare nel panico delle serie interrotte. e personalmente ho un debole per i volumi unici!

non appena si saprà qualcosa di più vi aggiorno!

martedì 6 novembre 2012

métamorphose in italia per bao publishing

eccoci qui, all'annuncio più succoso di tutta lucca 2012, che decisamente merita di essere approfondito.
métamorphose è un progetto editoriale abbastanza recente avviato negli ultimi anni da barbara canepa (witch, sky doll, end) in francia.
un'etichetta che ha pubblicato dai nostri vicini francesi dei gioiellini di rara bellezza e che finalmente sbarca anche in italia, dal 2013, per merito di bao publishing.
copincollo dall'ultima news sul loro sito (la trovate qui)
- A inizio 2013 arrivano in Italia i titoli della linea francese Métamorphose, curata da Barbara Canepa. I primi a uscire saranno Yaxin – Il fauno Gabriele e Billy Nebbia – Il dono della vista confusa (del genialeGuillaume Bianco). Altri annunci in primavera.
questi due sono miei senza nemmeno pensarci, visto che progettavo di prenderli in francese. e saranno miei tutti i prossimi annunci di questa etichetta.
billy brouillard in francia è arrivato in questi giorni al terzo volume!
credetemi, ne vale la pena, già solo per la gioia degli occhi. guardate un po'...