giovedì 5 aprile 2012

la quinta camera

nell'italia di oggi (o magari di qualche tempo fa...) quattro ragazzi vivono insieme in un appartamento che ha una stanza in più, la quinta camera, che viene periodicamente affittata a studenti che provengono da altri paesi. la prima ad arrivare sarà una ragazza danese, poi un ragazzo giapponese, un americano, una vecchietta (inglese forse?)...
nel manga di natsume ono, l'appartamento è lo sfondo di amicizie e delle storie dei personaggi, degli avvenimenti comuni di ogni giorno.
in pochissime pagine i quattro ragazzi e i loro ospiti sanno catturare un angolino di cuore e le pagine scorrono veloci anche se non vuoi e alla fine viene la malinconia anche a te. i disegni sono semplicissimi ma espressivi, chi con poche linee sa dire così tanto per me è un mago della matita. spero che arrivi altro di quest'autrice in italia, dopo questa lettura sono certa che nulla di suo potrebbe deludermi.
è una bella fortuna che questo genere vada tanto di moda per ora, adoro le storie che parlano di gente normale, di vite normali, di giorni normali, con tutto quello che di speciale e meraviglioso può esserci dietro la cortina del giornaliero...

una bella tirata d'orecchie però va all'editore, la j-pop. dai, non si può usare quella cartaccia! è trasparente e si intravede il retro della pagina. peccato, perché il colore usato per stampare le pagine è bello, la copertina è ben fatta, però quella carta è proprio orribile.
spero che sia servito a fargli togliere il vizio di sperimentare in tipografia...

(ho molto ma molto lollato per un'illustrazione di inizio capitolo... quel pacchetto di ritornelli della mulino bianco! è incredibile vedere una roba del genere in un manga! che meraviglia!)

mercoledì 4 aprile 2012

aggiornamento sull'edizione italiana di sky doll

oggi non mi va di scrivere e quindi copio preciso preciso dalla pagina fb di bao publishing:
Tanto per cominciare... Ai primi di ottobre. Sky Doll Decade. 232 pagine. Contiene i primi tre volumi della serie, più Doll's Factory, Heaven Dolls e trentadue pagine di strepitosi omaggi da parte di grandi autori. E sì, è davvero bello come sembra.

quindi arriva il decade OO>1O pure da noi. se non l'avessi già in francese... questa nella foto ovviamente è l'edizione soleil, conoscendo bao penso proprio che manterranno la stessa grafica.
bellissimo, consigliatissimo eccetera. andate a prenotarlo, forza.

martedì 3 aprile 2012

sunny (anteprima e considerazioni sparse)

nel 2005 la kappa edizioni propose una nuova collana, la compianta manga-san. all'epoca la cosa mi riempì di gioia, benché i miei gusti di allora fosse ben più bimbominkiosi di quelli odierni, avevo la sensazione che sarei riuscita a leggere qualcosa di diverso dal solito, qualcosa di innovativo, di underground, di non-commerciale. non ero una bimbominkia ma avevo il terrore di diventarlo, e oltretutto muovermi nelle acque melmose delle millemila pubblicazioni italiane non era facile. cercavo qualcosa di più sentito e valido dei fumetti che fino ad allora avevo letto, roba scritta e disegnata non solo per compiacere un pubblico di ragazzini e fanciulline, ma principalmente per il gusto di scrivere e disegnare. ero parecchio gasata all'idea, e il mio entusiasmo fu ripagato: what a wonderful world, la città della luce, questo non è il mio corpo, il castello del drago, witches, bokurano, i tre titoli della yamaji - love my life, indigo blue e free soul (che non è più tornata nelle librerie italiane da allora)... tutti bellissimi titoli. certo, ci furono pure delle ciofeche tipo gridare amore dal centro del mondo o crazy smile e robe simili, ma pensavo che con il tempo i kappi avrebbero potuto selezionare roba fiQa senza doverci infilare in mezzo quelle robacce.


poi però la pacchia finì. e finì lasciando tekkon kinkreet pubblicato fino al primo volume (oltretutto introvabile in libreria/fumetteria, mai acquistato perché già giravano le voci della fine imminente ed ero certa, e avevo ragione, che non avrei visto mai la fine) e bokurano a metà serie. dopo questo esperimento l'andazzo tornò quello di sempre. molta fuffa e poca roba buona, ma a quei livelli quasi nulla per anni.
ultimamente le cose son cambiate, e in bene. la fuffa resta eccome, ma trovare roba valida adesso è abbastanza facile. almeno rispetto a quasi dieci anni fa. però fino ad adesso non c'era stato nessun annuncio che mi aveva dato quella speranza di poter riempire i miei scaffali di roba fiQa (in italiano s'intende) fino a qualche giorno fa, quando quei simpaticoni di j-pop hanno annunciato sunny (accanto a robe che non hanno niente a che vedere con, ma sicuramente venderanno per dieci volte tanto).
questa roba si muove?
sì, con la forza del pensiero!
questa macchina è il nostro fortino e gli adulti non sono ammessi!
chiudi gli occhi pensa a un posto dove vorresti essere, lei ti ci porterà!
leggiucchiato il primo capitolo di sunny. ammetto che è più convincente di mille recensioni. un gruppo di bambini di un orfanotrofio e una vecchia macchina che non funziona più. la possibilità di viaggiare ovunque con la mente, di essere chi si vuole, di tornare a casa dalla mamma o di fuggire inseguiti dalla polizia. non voglio andare avanti perché non ho intenzione di guastarmi la lettura del volume quando uscirà in italiano, ma la tentazione è forte!
insomma, mi sembra qualcosa di nuovo e diverso. e visto che io adoro le storie raccontate dal punto di vista dei bambini, questa non può non piacermi, sopratutto perché questi sono bambini veri e non adulti in formato tascabile. piccoli bastardelli che rubano occhiali da sole per sentirsi grandi e ridacchiano davanti alle riviste porno. li adoro.
niente patetismi, niente buonismi, niente moralismi. niente cazzate in -ismi. perfetto.


*attenzione. il resto di questo post contiene parolacce, rabbia e offese più o meno vaghe. poi non dite che non ve l'avevo detto.*

ora, c'è un problema. perché leggo in giro tantissimi commenti entusiasti per - lo cito giusto perché è stato annunciato in contemporanea - ikoku meiro no croisée e non per sunny? ve lo dico io. perché voi, 90% dei lettori italiani (la percentuale dei lettori di questo blog sarà sicuramente più bassa lo so, ma fatemi sfogare, tanto voi che leggete qui siete gli stessi che hanno gioito per sunny...) non siete abituati ad avere un occhio critico. non sapete valutare un prodotto grafico o pittorico. non ci capite assolutamente un cazzo. ergo, arrivano le clamp con i loro disegnini inutili, pieni di ghirigori e immediatamente appaganti, e allora vi piace. perché wow cioè guarda che sfondi, guarda che capelli, guarda che occhi. questo è tutto quello che vi interessa. il disegnino accademico, pulito, con i fiorellini e tutti gli orpelli del caso, con prospettive assurde e anatomie improbabili, che però rispettino quelle tre quattro regoline che rendano il tutto abbastanza armonico senza discostarsi troppo dai canoni dettati esclusivamente dall'abitudine del prodotto commerciale medio, quello vi piace un casino. nulla di sbagliato nell'apprezzare questo genere di cose, dio non voglia che si capisca questo, però che si provi almeno un po' a riconoscere la differenza tra carino e bello. che si provi, ogni tanto, a imparare a leggere immagini fuori dalla media dei disegnini che ci propinano a ogni nuova serie.
personalmente penso che i disegni di matsumoto siano semplicemente meravigliosi. funzionano, punto per punto, tratto per tratto, sia come semplici elementi grafici, sia come mezzo espressivo, come illustrazione e come mezzo narrativo. e scusate se è poco. sono bellissimi. e se non vi piacciono, scusate se ve lo dico, ma non ci capite niente proprio.


i capelli di questa ragazzina mi hanno fatta impazzire. quei capelli non sono capelli al vento, quei capelli sono il vento.


ok, mi sono sfogata. potete pure dirmi ma come ti permetti, tu non capisci un cavolo, sei solo una spocchiosa arrogante. sicuramente lo sono, ciò non toglie che tutto quello che ho detto è sacrosanto. e non parlatemi di gusto. l'arte e il gusto non hanno niente a che vedere, il gusto va bene per le tendine da appendere in cucina. e in ogni caso i vostri gusti vi sono soltanto stati inculcati. siete solo stati abituati a vedere certe cose in un certo modo.
e poi, dateci un'occhiata a 'sto sunny e vediamo quanti attimi ci state a portarlo alla cassa della fumetteria e a dirmi clacca, miseria ladra, avevi ragione.

ps. mentre cercavo qualche immagine per il post ho scoperto che in giappone è uscito il secondo numero di sunny! ecco la cover ♥

lunedì 2 aprile 2012

la bicicletta rossa

il poeta lascia sempre nella sua cassetta una lettera scritta a mano indirizzata a me, in segno di gratitudine per le lettere che gli consegno.
prima di tornare a casa mi fermo sotto il fusto di un vecchio albero e comincio a leggere il contenuto di quel foglietto, emozionato come se avessi appena ricevuto una lettera d'amore.


corea. yahwa è uno sperduto villaggio di vecchi contadini, completamente immerso in una natura fuori dal tempo. e un giovane postino, in sella alla sua bicicletta rossa, che ogni giorno porta le lettere nel villaggio.
ora potreste pensare "che palle, quattro volumi interi per raccontare la storia di un postino?" no, non è così.
il postino è un pretesto, un osservatore esterno qualsiasi, e possiamo dire che una storia nel senso stretto del termine non c'è. kim dong-hwa usa il piccolo villaggio e i suoi abitanti soltanto per dare uno scenario e degli attori alle sue poesie. così, per bocca dei vecchietti di yahwa, l'autore torna sui temi che gli erano cari anche in storia color terra: la natura, la famiglia, l'alternarsi delle stagioni, l'allontanamento dalle persone care, il tempo che passa cambiando le cose intorno a noi e cambiando noi stessi.
i vecchietti di yahwa passano il tempo nei campi coltivando verdure e ortaggi, pensano ai figli lontani, alcuni sono vedovi altri continuano a bisticciare con la consorte come farebbe una coppia di sposini. vivono in casette fatte di mattoni e di affetti, senza il bisogno di nomi di strade né numeri civici, perché in un piccolo paese non è come in città, ogni casa, come ogni persona, ha il suo nome, e tutti conoscono tutti.
il giovane postino ha tanto da imparare ogni volta chiacchierando con questi vecchietti ricolmi di saggezza e di nostalgia e di amore e di forza. impara che il lavoro nei campi da la stessa gioia che dona avere dei buoni figli, che l'amore vero non ha età e che anche con i capelli bianchi si può sorprendere la propria moglie con un mazzo di fiori di campo. impara la generosità e la calma, il rispetto e l'attenzione per i messaggi che la natura può mandarci. un rosario di scene, dalle più malinconiche a quelle più buffe, passando per una gamma di emozioni praticamente infinite. non c'è una storia ma ci sono tante storie, raccontate in silenzio da mani sporche di terra.
tavole bellissime, meno eleganti di quelle di storia color terra, ma più dedite alla rappresentazione dei bellissimi paesaggi della campagna, questa volta tutte a colori. certe vignette sono dei quadri veri e propri.
insomma, costa un botto ma ne vale la pena.

domenica 1 aprile 2012

the earl and the fairy 1 & lindbergh 1, ovvero: dovrei smetterla di iniziare nuove serie

è più forte di me. anche se mi dico prima completo *inserire titolo a random qui* e poi comincio qualcosa di nuovo, puntualmente compro più numeri uno che altro in questo periodo. così ieri, incazzata come una biscia perché mancava tutto quello che speravo di trovare (after the tempest, strobe edge, namida usagi, hitsuji no uta, devil and love song, happiness e supplement... ma tanto chi aveva i soldi per tutta questa roba?) ho preso il primo numero di the earl and the fairy (che era segnato tra quelli da prendere già da un pezzo) e poi il numero uno di lindbegh, che non avrei mai neanche considerato non fosse stato per il consiglio del livio stellato sul forum. consiglio apprezzatissimo per altro.


andiamoci con ordine. per quanto riguarda the earl and the fairy, primo numero che promette bene ma si ferma qui. mi è venuto difficile essere sicura che in quattro numeri la storia avrà una qualche sorta di compiutezza, ma stiamo a vedere. in ogni caso mi è piaciuto abbastanza. la nostra bella, capace di parlare con i folletti, riesce in poche pagine a farsi rapire due volte da due tizi diversi, trovandosi coinvolta in un casino riguardo una spada incantata perduta che solo lei - forse - può ritrovare. e pensare che voleva soltanto andare a trovare suo padre... disegni bellissimi a parte, stiamo a vedere come continua la storia.

molto più interessante invece il primo numero di lindbergh! ambientato in un paese isolato dal resto del mondo e sospeso nel cielo, racconta di knit, il povero ragazzino sfigato di turno che sta per vivere una meravigliosa avventura (effiguriamoci!). knit è un orfanello che fa il pastore e viene cordialmente detestato, o ben che gli vada ignorato, da tutti perché suo padre, merius, è morto infrangendo una delle leggi più importanti di eldora: ha provato a volare. a quanto pare a volare ci è anche riuscito, il problema è stato l'atterraggio... in ogni caso, a eldora è proibito volare, anche soltanto il pensiero di farlo è un offesa nei confronti del re (il solito faccia-di-cazzo da cattivo shounen) e dell'intera casata reale.
knit conserva di nascosto ancora delle ali fabbricate dal padre, e vive con uno strano animaletto, plamo, che è sempre vissuto con lui (davvero? com'è che davvero l'ha trovato?). un bel giorno, tra un simpatico sopruso e l'altro, a eldora arriva, o meglio si schianta, uno sconosciuto in groppa a un enorme mostro volante. immaginatevi il casino. knit riesce a salvare l'uomo e a nasconderlo (ovviamente dove si trovano le ali costruite da suo padre) ma non riesce a salvare lo stranissimo animale che viene brutalmente ucciso dalla schiera di facce-di-cazzo di re/principe/soldati (no, sul serio, ok che sono stupidi e cattivi, ma è necessario disegnarli così tanto ributtanti?). incazzato come una iena e praticamente in trappola shark, il tipo che si era schiantato eccetera, si rende conto che plamo è un lindbergh, ovvero un cucciolo di quella strana bestia con il quale è sfortunatamente giunto a eldora.
dopo una serie di casini atti esclusivamente a far rodere il culo al sovrano, shark e knit riescono a fuggire da eldora grazie a plamo, che davvero riesce a volare!, e alle ali di merius.
primo numero molto ma molto introduttivo, ma mi è davvero piaciuto, ora sono ben curiosa di andare avanti... forse dovrei smettere di sottovalutare gli shounen? bah... i disegni non mi fanno impazzire, un po' troppo confusionari, però hanno un tocco di pupazzoso che mi piace. qualcuno ha idea di quando uscirà il secondo numero? ho letto che la serie è arrivata in patria al quinto volumetto e che è ancora in corso (effiguriamoci ancora!).

consigli? più il secondo che il primo ad essere sincera, cosa strana visto tutto l'entusiasmo per the earl and the fairy, mentre di lindbergh, come ho detto, me ne sono accorta per puro caso.
circa le edizioni: nulla da dire per quello che riguarda flashbook, tutto sempre ottimo, bellina anche quella di lindbergh, anche se il volumetto è più piccino del formato standard io non ho avuto nessunissimo problema a leggerlo (anche se ho letto di chi si è lamentato...)

ormai aspetto pasqua per una razzia in fumetteria degna di questo nome... speriamo di ricevere qualche uovo... magari di carta, rettangolare e con un bel 50 stampato sopra...