il poeta lascia sempre nella sua cassetta una lettera scritta a mano indirizzata a me, in segno di gratitudine per le lettere che gli consegno.prima di tornare a casa mi fermo sotto il fusto di un vecchio albero e comincio a leggere il contenuto di quel foglietto, emozionato come se avessi appena ricevuto una lettera d'amore.
corea. yahwa è uno sperduto villaggio di vecchi contadini, completamente immerso in una natura fuori dal tempo. e un giovane postino, in sella alla sua bicicletta rossa, che ogni giorno porta le lettere nel villaggio.
ora potreste pensare "che palle, quattro volumi interi per raccontare la storia di un postino?" no, non è così.
il postino è un pretesto, un osservatore esterno qualsiasi, e possiamo dire che una storia nel senso stretto del termine non c'è. kim dong-hwa usa il piccolo villaggio e i suoi abitanti soltanto per dare uno scenario e degli attori alle sue poesie. così, per bocca dei vecchietti di yahwa, l'autore torna sui temi che gli erano cari anche in storia color terra: la natura, la famiglia, l'alternarsi delle stagioni, l'allontanamento dalle persone care, il tempo che passa cambiando le cose intorno a noi e cambiando noi stessi.
i vecchietti di yahwa passano il tempo nei campi coltivando verdure e ortaggi, pensano ai figli lontani, alcuni sono vedovi altri continuano a bisticciare con la consorte come farebbe una coppia di sposini. vivono in casette fatte di mattoni e di affetti, senza il bisogno di nomi di strade né numeri civici, perché in un piccolo paese non è come in città, ogni casa, come ogni persona, ha il suo nome, e tutti conoscono tutti.
il giovane postino ha tanto da imparare ogni volta chiacchierando con questi vecchietti ricolmi di saggezza e di nostalgia e di amore e di forza. impara che il lavoro nei campi da la stessa gioia che dona avere dei buoni figli, che l'amore vero non ha età e che anche con i capelli bianchi si può sorprendere la propria moglie con un mazzo di fiori di campo. impara la generosità e la calma, il rispetto e l'attenzione per i messaggi che la natura può mandarci. un rosario di scene, dalle più malinconiche a quelle più buffe, passando per una gamma di emozioni praticamente infinite. non c'è una storia ma ci sono tante storie, raccontate in silenzio da mani sporche di terra.
tavole bellissime, meno eleganti di quelle di storia color terra, ma più dedite alla rappresentazione dei bellissimi paesaggi della campagna, questa volta tutte a colori. certe vignette sono dei quadri veri e propri.
insomma, costa un botto ma ne vale la pena.











