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venerdì 8 marzo 2024

gateball park

«che cosa se ne fa di tutti questi spazzolini, dottore? terrà un incontro sull'igiene orale?»
«li porto in regalo al gb»
«di solito si portano dei dolcetti...»
«appunto per questo»

il gateball è uno sport inventato in giappone dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947, che si ispira al croquet, divenuto velocemente molto popolare. può giocare chiunque, indipendentemente dall'età e dal sesso. e in effetti il cast di personaggə di gateball park di natsume ono è ampio e variegato: dieci persone diversissime tra loro accomunate dalla passione per il gateball che si incontrano ogni giorno - dal lunedì al sabato, dalle 8:00 del mattino alle 11:30 - per allenarsi insieme.
o meglio, per stare insieme, per staccare dalla routine quotidiana del lavoro, per prendersi una pausa dagli impegni familiari o, per chi è già in pensione o non è ancora abbastanza grande da iniziare la scuola, semplicemente per riempire le proprie giornate.

gli allenamenti diventano un po' una scusa per mangiare insieme - ed è per questo che il dottor takuzo, dentista fin troppo rigoroso nel suo lavoro, va alle riunioni portandosi dietro spazzolini per tuttə - per chiacchierare, persino per innamorarsi! il parco degli allenamenti di gateball diventa il teatro di scontri e incontri, di amicizie, di simpatie e di antipatie, insomma di quella che è la vita quando persone così diverse tra loro decidono di ritrovarsi tutte insieme ogni giorno e di mescolare le proprie quotidianità.
c'è, ad esempio, matsuko che, nonostante la paura di ingrassare, cucina ogni giorno per la squadra e assaggia tutto quello che portano anche lə altrə, come i dolcetti di saotome, una signora di mezza età che sembra essere un'eterna adolescente. saotome ha una cotta per nishi, pacato pensionato che si fa notare poco sul campo ma che cambia completamente carattere quando scopre l'hobby del giardinaggio. e poi c'è la giovane michi, una vera e propria promessa del gateball tanto quanto la piccolissima sora, una bimbetta deliziosa tutta occhioni che ha appena iniziato l'asilo e che ha la stoffa per diventare una vera campionessa.

gateball park è un fumetto leggero e rilassante, lontano anni luce da not simple, più simile ad altre opere dell'autrice come, ad esempio, la quinta camera. uno slice of life in cui la vita di provincia è la vera protagonista, dove i momenti personali della vita di ognunə si susseguono come perle di una collana, contrapponendosi e completandosi a vicenda.


lo stile dei disegni è quello secco, veloce, espressivo e cartoonoso tipico di ono, che abbiamo già avuto modo di apprezzare più volte, perfetto per caratterizzare ciascun personaggə, per tratteggiare la sua personalità unica e inconfondibile.

una lettura godibile e leggera per quanto, personalmente, apprezzi i lavori più drammatici di questa autrice ma che sicuramente piacerà allə fan di natsume ono e allə appassionatə di slice of life.

martedì 19 dicembre 2023

il viaggio di shuna

non si sa con certezza quando avvennero queste vicende: forse in un passato lontano ormai incerto, o forse in un futuro remoto. c'era una volta, sul fondo di un'antica valle scavata da un ghiacciaio, un minuscolo regno dimenticato dal tempo.

l'idea alla base de il viaggio di shuna è stata ispirata da una leggenda tibetana, il principe che divenne cane, che miyazaki aveva immaginato come un film. la realizzazione di un lungometraggio animato così "semplice e privo di fronzoli", come dice lui stesso nella postfazione del libro, non ebbe però troppo successo e l'idea venne riconvertita in un racconto ibrido, a metà tra il fumetto e il romanzo illustrato, ovvero quello che abbiamo avuto modo, quarant'anni dopo la sua prima pubblicazione, di leggere oggi.

è facile riconoscere nei tratti di shuna e della sua cavalcatura quelli che poi saranno i protagonisti de la principessa mononoke, il principe ashitaka e yakkuru, una somiglianza che però non si riduce solo all'aspetto esteriore: sono entrambi principi, entrambi coraggiosi e nobili d'animo, impegnati a salvare il loro popolo, pronti al sacrificio ed entrambi, durante il loro viaggio, si innamorano di una ragazza per la quale sono disposti a lottare.

dentro il viaggio di shuna c'è tutto quello a cui miyazaki ci ha abituatə negli anni, a partire dal ruolo predominante della natura e dei paesaggi, che riescono sempre a essere molto più che semplici sfondi e ambientazioni, diventano protagonisti stessi del racconto ed è, infatti, proprio intorno all'idea di una natura ostile e di un paesaggio poco ospitale che si sviluppa il racconto.


shuna è il principe di un popolo povero, schiavo della fame e di una terra sterile e fredda su cui il sole arriva a fatica, nascosto dai monti. un giorno, shuna trova un vecchio viandante ridotto allo stremo delle forze, lo soccorre e lo porta al villaggio per curarlo e, per ringraziarlo, lui gli mostra dei semi sconosciuti, frutto di piante che, stando alle sue parole, crescono rigogliose e numerose in campi lontani e sono capaci di nutrire popoli interi. così inizia il viaggio di shuna alla ricerca di quei semi dorati e nutrienti, un viaggio difficile in una natura magnifica e spietata. ma se la terra non concede alcuna comprensione agli esseri umani, sono questi a essere però davvero crudeli: shuna incontra uomini che vendono e comprano altre persone, vede città prospere che basano la loro grandezza sulla schiavitù e decide che - se non può stravolgerne le regole - può almeno salvare due sorelle, le uniche che accettano di correre il rischio di essere libere.
tra la maggiore, thea, e shuna, nasce un sentimento che va oltre la riconoscenza e sarà proprio l'amore di thea, nel momento più difficile del viaggio, a fare la differenza per shuna...

la storia è, proprio come dice miyazaki, senza fronzoli e molto lineare ma - insomma, è miyazaki! - riesce ad essere comunque avvincente e bella come sanno esserlo i film dello studio ghibli, un po' per il carisma dellə personaggə, un po' per le atmosfere a metà tra i paesaggi incantati da fiaba e la maestosa spietatezza della natura. c'è tutta la grandiosità del mito in questa storia, ed è proprio nella sua semplicità che si trova il suo punto di forza.

giovedì 16 febbraio 2023

not simple

"la tua vita è incredibile. non esistono film del genere al giorno d'oggi. un film che raccontasse una storia simile sembrerebbe falso. voglio scrivere un romanzo su di te. ma inizierò a scriverlo tra un anno. quando incontrerai la donna dell'appartamento. che ne dici?"

tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo, diceva tolstoj all'inizio di anna karenina.
la famiglia di ian è una famiglia infelice, tutta la sua vita è infelice. quella di ian è un'esistenza che si è sviluppata affastellando una sfortuna dopo l'altra e che finisce solo dopo l'ennesimo, sfortunato incontro. una ragazza lo scambia per un barbone e lo invita a mangiare con lei in un ristorante solo per farsi vedere in sua compagnia: suo padre le ha promesso che ucciderà il suo fidanzato ma lei non ci crede davvero. per precauzione però, decide di farsi vedere insieme a un barbone qualsiasi per ingannarlo. ian però non è un barbone, sta girando l'america a piedi in cerca di sua sorella. non è la prima volta che una sconosciuta lo invita a pranzo convinta che lui sia un senza tetto: tre anni prima, una donna ha fatto la stessa cosa. ian e lei hanno parlato delle loro vite, delle loro famiglie, dei loro desideri. si erano dati appuntamento dopo tre anni esatti e quando incontra la ragazza manca un solo giorno all'appartamento.
ian viene ucciso dagli scagnozzi del padre di quella ragazza proprio mentre lei scopre che la donna di tre anni prima è sua madre.
ad assistere a tutto questo c'è jim, uno scrittore amico che di ian che promette di raccontare la sua storia in un libro.
così inizia not simple, così finisce la storia di ian, ma per sapere come è cominciata bisogna girare pagina e prepararsi a ingoiare bocconi ancora più amari di questo, perché se la sua fine è tragica, anche tutto quello che gli è successo prima, da quando è nato, è incredibilmente triste e ingiusto.


natsume ono ci pungola così con le parole di jim, ci mette subito voglia di sapere cosa è successo di tanto terribile nella vita di questo povero ragazzo. dopo questo prologo spiazzante e velocissimo, ricomincia dall'inizio e ci racconta di ian dagli anni della sua infanzia, ci presenta la sua famiglia crudele che sembra nasconderci qualche segreto inconfessabile.
suo padre è un uomo orribile, un narcisista pieno di sé che abbandona la famiglia senza rimorsi, sua madre è un'alcolizzata che lo odia e solo sua sorella kylie sembra provare un po' d'affetto per lui.

svelandoci un segreto per volta, andando avanti e indietro tra i ricordi e il presente, ono ci mette davanti alla straordinaria purezza di un ragazzo nato e cresciuto tra l'odio e il disprezzo, un personaggio quasi da tragedia greca, nato sotto una cattiva stella, il cui destino è segnato fin dalla nascita. nonostante tutto il male subito, ian rimane un puro: sembra incapace di provare rancore, di desiderare vendetta. c'è come una luce dentro di lui che si accende a ogni sorriso, una luce che è sopravvissuta agli abusi, alla mancanza d'amore e di tenerezza.

not simple è un romanzo intricato in cui ogni fatto sembra esistere solo per poter rimandare a qualcos'altro, una storia così incredibile da sembrare impossibile, finta.
i disegni di natsume ono sono inconfondibili, il suo tratto spigoloso, il modo in cui reinventa le anatomie per dare un volto ai suoi personaggi, tutti occhi e bocca, essenziali e fortemente espressivi, quasi delle maschere.
il suo disegno, dietro l'apparenza un po' naïf, è molto studiato e riesce a restituire delle ottime scelte di regia, dando a tutta la storia un assetto quasi cinematografico.


not simple è un manga dalle tematiche forti che meritava un trigger warning grosso come un elefante in copertina, decisamente inadatto a un pubblico di giovanissimi che potrebbero lasciarsi ingannare dai disegni e un po' dalla quarta di copertina.

*trigger warning (spoilero il meno possibile ma...)*
dentro c'è di tutto (anche se non ci sono scene esplicite, i fatti vengono raccontati, non mostrati, smorzando un po' l'effetto sullə lettorə): abusi sessuali, incesto, alcolismo, prostituzione minorile, famiglie disfunzionali.
***
personalmente l'ho trovato un'ottima prova di scrittura.
natsume ono riesce a gestire una storia così difficile senza scadere nel patetismo e senza renderla inverosimile, facendo di not simple un dramma contemporaneo che varrebbe la pena trasformare in un film o in un'opera teatrale.

lunedì 2 marzo 2020

commenti randomici a letture randomiche (72)

non so come cominciare a scrivere questo post. ammetterlo mi sembra un ottimo modo per rompere il ghiaccio e cercare di scrollarmi di dosso la sensazione di essere un'intrusa persino qui.
dunque, sono sparita per un po', non del tutto, ok, ho continuato a condividere qualcosa sulla pagina e a mettere roba su instagram ma...
sono stata travolta da una sessione infernale che mi ha lasciato pochissimo tempo per scrivere e per leggere. accanto al letto ho ancora fumetti usciti a lucca che aspettano e mi guardano malissimo, altri che aspettano da ancora prima che mi decida a scrivere qualcosa.
mi sento pessima, non so nemmeno a chi chiedere scusa prima, ai fumetti per averli solo spolverati negli ultimi mesi, al blog per averlo abbandonato o a quei tre/quattro lettori del blog che ormai probabilmente non si ricordano nemmeno di me.
provo, dopo questa inutile e noiosa introduzione che non serviva a nessuno, a riprendere a scrivere qualcosa. probabilmente nei prossimi post non vi parlerò di uscite recentissime ma grazie al cielo i libri e i fumetti non scadono mai e magari recuperate (o evitare) qualcosa che vi eravate persi qualche tempo fa.

non so bene il perché, ma questa città è piena di tipi strani.
chinami ha undici anni, non le piace andare a scuola, fare i compiti e non le piacciono nemmeno i tipi strambi che incontra nel suo quartiere.
anzi, sembra quasi che nel quartiere non ci sia altro che gente assurda che fa cose assurde, chi si improvvisa architetto e tira su palazzi surreali e di pessimo gusto, chi rincorre alieni sperando di incontrarli prima che tornino nel loro pianeta, chi va in giro dormendo e rischiando di lasciarsi coinvolgere in ogni tipo di incidente possibile e poi gente che vede il futuro o che è capace di mettere a repentaglio la propria vita per salvare il ricordo del passato.
chinami potrebbe semplicemente ignorarli, guardare altrove, concentrarsi sulla sua vita e invece sembra che non possa fare a meno di trovarsi invischiata nelle loro vicende, cercando ogni volta di mostrar loro quanto siano strambi, assurdi, folli e quanto strambe, assurde e folli siano le loro avventure. eppure, anche se arrabbiata e carica di pregiudizi, chinami sa ascoltarli e finisce per comprenderli, per vedere la logica nascosta dietro l'insensatezza di quello che di volta in volta si sono messi in testa di fare.
le storie, che inizialmente sembrano scollegate tra loro, cominciano a mostrare un patter unico e chinami, da accompagnatrice dei suoi strambi concittadini, diventa protagonista della sua storia, forse strana quanto quelle che tanto detesta, la storia di una ragazzina spaventata dall'incertezza del suo futuro che scopre il suo talento, quello di saper scoprire, nell'apparente monotonia quotidiana di un tranquillo e anonimo quartiere, la meraviglia e l'unicità che ognuno, con i suoi desideri, sogni, idee e certezze, cela dentro di sé.
fino a ora i paesaggi di chinami è forse uno dei titoli più belli della collana aiken. sono curiosissima di scoprire i prossimi.

il più delle volte preferisco assecondare le aspettative degli altri, pur di non deluderle. e così finisco per annullarmi, per non essere niente di quello che vorrei davvero. ho sempre dato modo agli altri di definirmi... mi sono sentito dire così tante volte che ero in un certo modo, che lo sono diventato  davvero.
inni alle stelle mi ha sorpresa tantissimo. lo stile dei disegni (per essere più precisi sono i colori che proprio non riescono a piacermi, sempre troppo simili e poco adattati ai cambi di atmosfera), non so bene nemmeno io il perché, mi aveva lasciato un po' col naso storto alla prima volta che l'ho sfogliato, poi andando avanti con la lettura mi sono abituata e mi sono lasciata trascinare dalla storia, da inni e dalla sua avventura che, come tutte le favole che si rispettino, comincia con un ragazzo che è solo un ragazzo che parte da casa, si lascia alle spalle le sue certezze e si immerge in un mondo nuovo e pieno di sorprese.
inni è un ragazzo senza grandi progetti e aspettative, invischiato in un fidanzamento combinato e destinato a lavorare nell'attività di famiglia, senza nulla di grandioso ad aspettarlo fino al giorno in cui, seguendo le orme del cugino giramondo, non decide di partire e, per ottenere l'approvazione della famiglia religiosissima, di andare in pellegrinaggio. in realtà, poco gli importa del santo e del suo tesoro, vuole scoprire qualcosa del mondo e di  se stesso.
il racconto si fa subito serratissimo, a metà tra fantasy - una non meglio definita guerra che vede coinvolte figure magico-mitologiche da ambo le parti, leggende e predizioni - e sopratutto racconto di formazione.
viaggiando accanto ai suoi compagni, inni scopre per la prima volta chi è e cosa desidera veramente, si rende conto di quali siano i suoi talenti, lui che è sempre stato convinto di non averne.
durante il suo cammino si spoglia dei pregiudizi che gli altri hanno sempre avuto nei suoi confronti, cresce - anche graficamente, perdendo le fattezze morbide e infantili delle prime tavole per acquistare un'aria più matura andando avanti nella storia - e impara a non essere più soltanto quello che gli altri si aspettano da lui.
giopota rivela però non solo il vero io di inni, ma stravolge le carte in tavola quasi per tutti i personaggi, come a voler sottolineare che la prima impressione - e spesso anche la seconda e la terza - non sia mai per forza quella corretta.
la trama è ricchissima di eventi, forse anche troppo, come se ci fosse la paura di annoiare il lettore, cosa che comunque non sarebbe successa nemmeno se si fosse lasciato un po' più di spazio alle riflessioni e alla crescita interiore dei personaggi, che sono più che altro affidate a scene un po' troppo artificiose, dense di belle frasi a effetto ma forse troppo forzate.
resta comunque una storia avvincente ed emozionante, un ottimo esordio da autore unico. sono curiosissima di leggere il prossimo lavoro (e ammetto che a fine lettura questi ragazzi-orso mi hanno conquistata più di quanto non avrei creduto all'inizio)

nessuno sapeva che farsene di me, ma sapevo di essere capace in qualcosa.prendere ciò che vedevo e metterlo su un pezzo di carta.
cosmica delusione per jane, che promette di essere una rivisitazione in chiave moderna di jane eyre e invece riesce a essere poco più di uno di quei romanzi rosa che trovate negli scaffali dei supermercati. la cosa migliore, in questo libro, sono i disegni e la prima, frettolosissima parte.
dopodiché, il nulla cosmico, o peggio, una storia d'amore malsana, raccontata male e spacciata per un'imponente tragedia sentimentale.
jane è rimasta orfana, sola, trattata male dalla famiglia della zia presso cui va a vivere, lavora duramente per potersi permettere un'esistenza diversa, coltiva il suo talento d'artista ogni momento che può e non si lascia mai abbattere.
tutto questo ve lo raccontano in sei pagine.
sei.
dopodiché riesce finalmente a trasferirsi, da un paesino del new england a new york, a iscriversi all'accademia di belle arti, a trovare un lavoro molto ben pagato in circa dieci minuti (miracoli delle sceneggiature) e a farsi immediatamente accettare come tata (questo il lavoro misterioso, per il quale firma in un contratto senza nemmeno chiedere informazioni, ovvio) da adele, una bambina che ha perso la madre e che ha per padre uno stronzo arrogante - rochester, ovvio - pieno di soldi che la ignora totalmente e la affida alla prima tipa che capita e che si offre come badante. la bimba, nonostante i traumi vissuti per tutta la sua giovanissima vita, è un frugoletto adorabile che impazzisce per jane dopo circa tre secondi che si sono presentate e da allora non farà altro che essere adorabile con lei. tutto molto sensato.
in barba al grande sogno di diventare un'artista, che coltiva da tutta la vita (le sei pagine di prima), jane si innamora del vecchio riccone arrogante in dieci secondi netti, e per amor suo non tocca un pennello o una matita se non in un paio di vignette (in cui comunque pensa solo a rochester, sia mai che nella sua mente ci sia altro), passando il tempo a fare da mamma ad adele e ad accettare ogni capriccio di suo padre che, non si capisce bene perché, la ama ma è stronzo e quindi la tratta in modo schifoso.
situazioni al limite della telenovelas del dopopranzo, buchi di sceneggiatura più grandi del traforo del frejus (la prof di pittura di jane prima la schifa, poi improvvisamente adora le sue tele - dipinte chissà quando; gli amici di jane sono tizi con cui ha parlato tipo mezza volta ma si comportano come se fossero cresciuti insieme dai tempi dell'asilo) e personaggi secondari ridotti a poco più che macchiette.
davvero: perché?
oh, i disegni sono belli eh, sopratutto quelli della prima parte, ma non si può reggere un libro solo su questo.

mercoledì 31 luglio 2019

commenti randomici a letture randomiche (68)

se la sai ascoltare, la città bisbiglia storie. nello scricchiolio delle assi di legno. nei refoli di vento tra gli alberi. nello sciabordio di acqua sotto ai ponti.
dopo fiori di biscotto e henshin, la collana aiken di bao publishing si arricchisce di un altro volume antologico, i doni di edo, questa volta ambientato nell'antica capitale giapponese, edo appunto, destinata poi a diventare - nella seconda metà dell'800 - tokyo.
koichi masahara con queste brevi nove storie ci lascia intravedere un periodo storico fortemente tradizionalista, quello di un paese chiuso al resto del mondo, in cui le vite dei suoi abitanti sono plasmate da regole e usanze impossibili da aggirare.
eppure, per quanto lontane queste vite di quasi cinque secoli fa possano essere, per quanto diversa sia la cultura del giappone feudale dalla nostra, masahara riesce a farci sentire vicini i giovani uomini protagonisti delle sue storie.
sono brevi scorci di vita quotidiana in cui a quei valori che non riusciamo a comprendere del tutto si intrecciano affetti, sogni e desideri che non vengono trasformati dal tempo e dallo spazio.

ammetto di non essere una grande appassionata di storie ambientate nel giappone del passato, di non subire il fascino dei racconti di samurai e geishe, ma questo volume, così delicato e per nulla didascalico, così ricco di vita quotidiana e di sentimenti ed emozioni universali, mi ha piacevolmente sorpresa.
quell'immagine di mio padre che i miei occhi non percepivano ora riesco a vederla attraverso gli occhi di tutti.
e così mi sono reso conto che mi attende più avanti, da molto tempo. fermo in quell'istante, ad aspettarmi per sempre, sulla terra.
ecco perché ci andrò.
continua anche dosei mansion, sempre per la collana aiken di bao. questo secondo volume serve quasi ad allargare la storia, a mostrarci più nel dettaglio il mondo di mitsu.
continuiamo a conoscere gli abitanti dell'anello, le storie di chi vive nei tre livelli di questa colonia orbitante intorno alla terra, e sopratutto quelle dei nuovi colleghi di mitsu, gli altri lavavetri, un tempo compagni di suo padre, scomparso da tempo.
è un'assenza-presenza la sua, resta nei racconti dei suoi vecchi amici, nei loro aneddoti e ricordi, ed è sempre più presente nell'immaginario di mitsu: più passa il tempo, più lui è certo che riuscirà a scendere sulla terra ormai proibita, a incontrare suo padre e a scoprire qualcosa di più di quel mondo che un tempo apparteneva alle persone e che adesso è visibile solo da lontano.
è un secondo volume che forse aggiunge poco alla trama strettamente intesa ma che ci lascia avvicinare ancora di più alla vita nell'anello e che aumenta le aspettative sul proseguimento della storia.

lunedì 6 maggio 2019

commenti randomici a letture randomiche (66) ~ speciale aiken

dopo la collana dedicata al fumetto cinese, bao publishing si dedica anche ai manga con la già conosciutissima, apprezzatissima e instagrammatissima (ma si può dire?) collana aiken, presentata in anteprima qualche giorno fa al comicon di napoli.

i primi tre titoli vengono dalla rivista giapponese ikki (facendo una ricerchina online veloce la rivista è stata pubblicata per 11 anni - dal 2003 al 2014 - ed è nota come una delle migliori riviste contenitore di seinen alternativi e underground, è stata casa per autori come daisuke igarashi, taiyo matsumoto, mohiro kitoh e natsume ono, giusto per citarne alcuni già conosciuti e apprezzati anche in italia) e uno è di una vecchia conoscenza di casa bao, ken niimura, autore del mai abbastanza consigliato i kill giants (è bellissimo, davvero, ne avevo in qualche modo parlato qui, praticamente agli esordi del blog), mentre gli altri due sono di hisae iwaoka, di cui proprio durante il comicon è stato già annunciato un altro volume di storie brevi.

personalmente mi è sembrato un inizio col botto e molto in linea con tutto il lavoro di bao degli ultimi dieci anni: manga non commerciali ma apprezzabili da un grande pubblico, roba pop ma di grande qualità, e una bella veste grafica che lascia spazio al titolo originale in giapponese e che da un lato richiama le classiche costine bao e dall'altro si reinventa con il nuovo logo.

fiori di biscotto è il primo dei tre che ho letto, ne avevo beccato non so più nemmeno come la copertina millemila anni fa senza avere idea di cosa fosse e me ne ero già innamorata.
si tratta di una raccolta di storie brevi tutte collegate tra loro dall'ambientazione: la stessa scuola, diverse vite che si sfiorano e a volte si intrecciano, che hanno vissuto in quell'edificio anni prima o che ci trascorrono le loro giornate adesso, alunni o insegnanti.
nonostante si tratti di storie molto leggere che hanno per lo più protagonisti dei bambini o ragazzini coinvolti in situazioni ordinarie e quasi banali - accudire un coniglietto o scegliere un club scolastico a cui iscriversi, ad esempio - o adulti che vivono una vita tranquilla e una routine sempre uguale da anni, si intuiscono tematiche carissime al fumetto giapponese: la difficoltà di integrarsi in una società rigidissima e piena di aspettative e quindi la solitudine, il senso di sconfitta quando non si riesce a tenere il passo con tutti gli altri, la nostalgia per una vita vissuta troppo in fretta o il rimorso per qualcosa di non detto per tanto tempo.
la dolcezza di queste storie non è soltanto nel tono pacato e tranquillo della narrazione ma anche - e forse sopratutto - nello stile di disegno: personaggi pupazzosi e teneri che abitano un mondo delicato e fragile in cui il tempo scorre tranquillo e la vita è scossa appena da emozioni leggere.
c'è un senso di malinconia dolceamara indescrivibile e tipicamente giapponese dalla prima all'ultima pagina.
dei tre titoli è il più consigliato per gli appassionati di slice of life.

se fiori di biscotto vi ha conquistati allora potete lanciarvi tranquillamente su dosei mansion 1 (saranno sette volumi in totale, a cadenza bimestrale). ambientazione, struttura e trama completamente diversi ma lo stile dell'autrice è inconfondibile e funziona benissimo anche qui, in una storia ambientata a più di trentacinquemila metri dalla terra e che vede protagonista un ragazzino che ha appena finito la  scuola ed è al suo primo giorno di lavoro come lavavetri.
beh sì, il lavoro di mitsu è quello di pulire finestre, ma si tratta di qualcosa di molto diverso da quello che state immaginando.

siamo in un futuro non si sa quanto lontano (a dirla tutta, se le cose continuano così non troppo lontano) e gli esseri umani si sono spostati in una gigantesca struttura spaziale a forma di anello che circonda il pianeta.
a nessuno è concesso di tornare sulla terra che, a un passo dal disastro ambientale, è stata dichiarata oasi naturale protetta.
l'anello è formato da tre strati ma spostarsi tra i livelli è difficilissimo, senza permessi praticamente impossibile e questo ha generato una rigidissima divisione sociale tra gli abitanti, ovviamente a svantaggio di quelli del livello inferiore dove, tra gli altri, vive mitsu.
mantenere pulite le vetrate dell'anello è dunque l'unico modo per poter godere della luce naturale, ma l'operazione è difficile e costosa e solo gli abitanti del livello superiore - con qualche eccezione - riescono a permettersi un servizio simile. la mancanza di luce naturale, oltre a un senso di squallore e tristezza, porta con sé anche indebolimento e malattie e così la possibilità di vivere al livello superiore non è più soltanto una questione di status symbol ma riguarda anche la qualità della vita.

il lavoro di lavavetri è difficile e pericoloso e infatti da poco il papà di mitsu è morto proprio mentre svolgeva il suo compito. mitsu ha avuto poche occasioni di parlare con lui, di conoscerlo, ma adesso che lavora con quelli che sono stati i suoi colleghi comincia a farsi sempre più chiara in testa l'idea di  che uomo fosse suo padre, quali erano i suoi pensieri e i suoi desideri.
mentre mitsu impara a conoscere suo padre, incontra i suoi clienti, ognuno con la sua storia e i suoi sogni: tutti hanno lo sguardo rivolto a quel mondo in cui è proibito tornare, tutti cercano di poter godere dei raggi del sole che i detriti spaziali inesorabilmente schermano e sicuramente anche suo padre, dalla posizione privilegiata che solo un lavavetri all'esterno dell'anello può avere, avrà rivolto tante volte lo sguardo verso la vecchia casa e avrà sognato di poterla vedere... esattamente come è successo a mitsu.

un primo volume molto intenso e poetico che mescola fantascienza allo stile tranquillo e quasi antologico dello slice of life e un mistero che si intravede all'orizzonte.
dei tre volumi, questo è stato in assoluto il mio preferito e non vedo l'ora di poter continuare a leggere questa storia!

henshin è un'altra raccolta di storie brevi scritte e disegnate, come dicevo sopra, dall'autore di i kill giants. il tono qui è decisamente meno drammatico, a tratti anche comico.
il formato è più grande di quello scelto per i due titoli della iwaoka (i primi due sono più o meno della stessa dimensione di un manga standard, questo è più simile alle nuove edizioni dei manga di tezuka  per intenderci) e si tratta anche di un volume un po' più corposo, il che giustifica pienamente il prezzo più alto.
ah, ed è consigliatissimo a tutti gli amanti dei gatti.

le storie presentano varie scene di vita quotidiana - dalla ragazzina bullizzata che cambia città e va a vivere dallo zio alla famiglia che organizza un pranzo per far colpo sul capo del papà fino al ragazzo che sogna di avere un gattino tutto per sé - ma tutte condite con qualche elemento assolutamente imprevedibile e a volte surreale: così lo zietto si svela essere un criminale (ma pur sempre molto affettuoso con la nipote), la famiglia tanto borghese e banale in realtà ha delle capacità decisamente fuori dalla norma e il dispettoso gatto che visita ogni giorno la casa del ragazzo ha il dono dell'invisibilità!

niimura fa divertire il lettore con scenette comiche e inaspettate ma questa è molto più di una raccolta di storielle divertenti, alternando velocissimamente i momenti più buffi con quelli più dolci, commoventi, malinconici, spaventosi, racconta la complessità e l'imprevedibilità della vita e la sua bellezza.

i primi tre titoli aiken e i gadget distribuiti al comicon di napoli (altre foto qui)

tutti e tre i volumi saranno disponibili online e nelle fumetterie/librerie dal 9 maggio.

domenica 28 aprile 2019

comicon 2019 ~ riassuntone degli annunci (manga)

mi sono ripromessa mille volte di rallentare un po' con i manga: seguo un sacco di serie tutte insieme e molte, passato l'entusiasmo iniziale, si rivelano delle mezze delusioni.
poi però, come ben sapete, negli ultimi tempi alcune case editrici che non si occupavano soltanto di fumetto giapponese hanno cominciato delle collane dedicate ai manga, quel tipo di titoli che 15 anni fa nessuno si sarebbe sognato di vedere in italia. e al contempo gli editori di manga più mainstrem hanno anche loro cominciato a guardare a quei titoli considerati più di nicchia (o semplicemente non pubblicati su shounen jump). risultato? come diamine dovrei fare a rallentare con i manga?
certo, ne leggo molti meno rispetto a prima, sono molto più selettiva e mi concedo poca roba fuffosa giusto perché ogni tanto mi va.
e poi a ben vedere, adesso che finalmente la qualità sta cominciando ad alzarsi sempre di più, vengono meno le motivazioni che mi avevano portato a cercare di comprarne meno.


insomma, tutta questa mega introduzione perché dopo gli annunci del comicon di questi giorni non so se essere felice o disperarmi. e ormai mi sono anche arresa all'idea di essere sempre senza un centesimo in tasca perché spendo tutto in fumetti, ma ho serissimi problemi di spazio ormai! le librerie stanno esplodendo, ogni superficie di camera mia è ricoperta di pile di fumetti e libri e... ok, ci siamo capiti.

la colpa è principalmente di bao publishing e della sua nuova collana aiken (vi parlerò prestissimo dei suoi primi volumetti) di cui mi sono segnata quasi tutti i titoli.
rispetto alla maggior parte della roba giapponese che arrivano qui in italia bao sta scegliendo volumi diversi: storie quotidiane, racconti brevi, disegni lontanissimi dallo stile grafico di shoujo/shounen di punta.
cioè tutto quello che a me piace un sacco e che per anni pensavo che non avrei mai letto.


nuvole bianche di hisae iwaoka e i paesaggi di chinami di akiteru nomoto sono due raccolte di storie brevi che comprerei a occhi chiusi già soltanto per le copertine. per quel pochissimo che è stato detto (qui un riassunto della conferenza) e - cosa non da poco - per la fiducia che ispira un editore come bao, non posso lasciarmele scappare.
il terzo è dien bien phu, un manga in 10 volumi più 3 di sequel, ambientato durante la guerra in vietnam. ammetto di non aver capito ancora benissimo quale dovrebbe essere la trama, ma mi sono innamorata dei disegni. ah, il numero di volumi mi aveva messo un po' di timore, ma verrà pubblicato alla conclusione di donsei mansion, quindi non dobbiamo tirare fuori miliardi tutti in una sola volta.


mi hanno incuriosita meno i due volumi di kouichi masara - il dono di edo e interludio di sentimenti - ma è colpa mia che dopo la cosmica delusione di ooku storco il naso ogni volta che vedo roba con un ambientazione simile. ma ovviamente gli darò un'occhiata, non voglio perdermi qualcosa di bello per un pregiudizio stupido.

ah, vorrei lanciare un appello alle altre case editrici che si sono buttate sul manga di qualità: non è necessario fare queste mega edizioni grosse come quaderni delle elementari e poi farcele pagare 20 euro a volume. sono pure scomode da incastrare in libreria. prendete spunto da questi formati e sopratutto da questi prezzi, così magari siamo un po' più invogliati a leggere qualcosa di cui non sappiamo niente. non è facile prendere a scatola chiusa qualcosa a quel prezzo (riferimenti a dynit e coconino sono del tutto casuali assolutamente voluti).

da star comics mi aspettavo qualche novità sulla collana wasabi e invece niente.
si è solo accennato a un qualche titolo che potrebbe piacere ai fan dello stile della yazawa, ma potrebbe dire tutto e niente: si parla di forma o di contenuti? perché non basta mettere delle tipe anoressiche alte tre metri con dei vestiti fichissimi per avvicinarsi allo stile della yazawa, per quanto la forma esteriore sarebbe quella... comunque, aspetto con discreta curiosità (ma oh, la yazawa è insuperabile, non scherziamo).

non hanno fatto tantissimi annunci e tutta roba fuori dalle mie corde a esclusione di io sono shingo che, nonostante il genere horror non mi sia mai piaciuto e non ami enormemente questo stile così vintage, mi ispira parecchio, probabilmente per colpa di un articolo di fumettologica in cui se ne parlava molto bene.

ah, se vi siete persi sailor moon (nonostante le millemila edizioni già fatte di recente) sappiate che finalmente sta per uscire la eternal edition (io mi accontento dei miei brossuratini cheap della estinta e non troppo compianta - per niente - gp).


inaspettatamente però la roba più sorprendente e che mai mi sarei aspettata è gunslinger girl, annunciato da planet manga.

non ho mai letto questo manga e ho perso il conto degli anni che ho passato a sperare che qualcuno lo pubblicasse per intero così da poterlo recuperare, e finalmente eccolo qui. questo forse è il titolo per cui sono più contenta.

per il resto hanno fatto una tonnellata di annunci, riassumibile in: shounenazzi, facce macchiate di sangue, tette giganti, altri shounenazzi ma in salsa western, altri shounenazzi ancora ma con tizie seminude che si menano, titani, il nuovo naruto, roba fantasy già vista... e quindi no no no eccetera.
ma: la ristampa di cortili del cuore me la prenderei volentieri non fosse che mi sembra proprio un peccato spendere soldi per qualcosa che ho già (ok, in sottilettine rovinatissime e vecchissime, ma sono ancora lì con tutta la storia dentro e io non ho mai visto i fumetti come soprammobili, poco mi cambia se sono belli o brutti da tenere su uno scaffale) e anche quella de l'immortale, non costasse 15 euro a volume.
di kutei dragons mi avevano incantato le copertine, ma parla di caccia - ok, contro draghi, ma sempre caccia è - e no, non voglio leggere una storia incentrata su gente che uccide animali - no, nemmeno se lo fa per sfamarsi, non me ne frega niente, coltivassero pomodori e melanzane.
e quindi passo alla grande. anche se mi spiace perché i disegni sono davvero bellissimi e io adoro i draghi (non ridotti in sashimi però!) e le storie con i draghi.

anche j-pop (che ha fatto gli annunci a sorpresa) ha tirato fuori un sacco di roba, e anche qui per me non c'è assolutamente nulla di interessante (ragà c'è una roba su cleopatra così trash che non riesco nemmeno a guardare le copertine senza sentirmi male) a parte gogo monster di taiyo matsumoto, sperando non costi un patrimonio come tekkon kinkreet che non sono ancora riuscita a recuperare proprio per il prezzo decisamente poco accessibile.
a quanto pare hanno annunciato una collana dedicata a moto hagio ma - so di andare contro *tutti* - la cosa mi lascia completamente indifferente, ho letto un paio di suoi manga e non mi hanno entusiasmata affatto, ma sono comunque contenta per chi ci sperava da un sacco di tempo.

insomma, una selezione era necessaria, e penso di aver segnato esattamente quello che fa per me, senza rimanere delusa.

e voi? avete seguito gli annunci? c'è qualche titolo in cui speravate o qualcosa di nuovo che vi incuriosisce? qualcosa che vi aspettavate e invece non è arrivato? (io continuo a sperare che prima o poi qualcuno porti yokohama cafè e che quel qualcuno non sia dynit altrimenti dovrò vendermi un rene per comprare tutti i volumi)