martedì 12 giugno 2018

macerie prime ~ sei mesi dopo

lì non dovrebbe esserci nessuna casa.
è isolata.
lontana dall'insediamento.
è pericoloso.
stanno sbagliando tutto.

che questo libro sia la seconda parte di una storia, ambientato - e pubblicato - sei mesi dopo la prima parte (di cui, se vi volete rinfrescare la memoria, ho parlato qui), lo sapete già. e se non lo sapevate, ve lo spiega zerocalcare fin dal principio, sta tutto nella seconda di copertina (quella in cui di solito non c'è mai niente). e insomma, si chiama macerie prime - sei mesi dopo, qualcosa vorrà pur dire.

sei mesi fa avevamo lasciato zerocalcare-personaggio e i suoi amici divisi dopo la lite che si era creata a proposito di un bando regionale che, se vinto, avrebbe potuto cambiare le loro vite.
zerocalcare aveva anche perso il suo armadillo, soppiantato dallo strafottente e menefreghista panda, ed era diventato meno paranoico ma decisamente stronzo, secco era in attesa di una sentenza che gli sarebbe potuta costare il posto di lavoro, katja e deprecabile stavano in crisi nera, cinghiale stava per diventare padre e sarah era gonfia di veleno per via di quell'infinita attesa della svolta che le avrebbe permesso di vivere la vita che voleva.
ora, trascorsi questi sei mesi senza contatti, la situazione non sembra poi migliorata di molto, se non che la cinghialotta è nata e il risultato del bando sta per arrivare, insieme alla sentenza di secco.
è in questo momento che il gruppo si riunisce, un gruppo di gente con i nervi tesi, sulla difensiva, imbruttita da tonnellate di cazzi amari e problemi che la vita ti scarica addosso come fossero frigoriferi per strada in piena notte, con assoluto menefreghismo e nessun rimorso, un microcosmo distrutto e sparato in orbita in uno spazio fatto di vuoti insormontabili. sono lì, tesi come corde di violino, pronto a esplodere di gioia, tutti pieni di speranze per questo bando che se lo vinciamo finalmente la vita potrebbe cambiare, finalmente potrei realizzare quel sogno, finalmente smetterei di vivere sempre in un costante e disperato status di precarietà, senza nemmeno avere il coraggio di ipotizzare quello che sarà se va tutto male.
all'appello manca solo giuliacometti, che sembra sparita nel nulla e alla quale, a dirla francamente, nessuno ha il tempo di pensare.

nel frattempo, qualcosa sta succedendo anche in quella dimensione parallela in cui vivono i mostri che creiamo con le nostre azioni e le nostre scelte, un mondo fatto di macerie e paure, di baracche misere, un mondo in cui tutto sembra tornato a una condizione brutale e animalesca in cui l'unica cosa che conta è mettersi al riparo e cercare di superare una giornata alla volta (se vi sembra una roba familiare, tranquilli, non è paranoia, non siete esagerati, è proprio così).
i mostri diventano sempre più forti, fanno male, strappano a qualcuno un pezzo dal petto, uno di quei tanti pezzi di cui, anche se non lo sappiamo, siamo fatti, quelli che si tengono insieme con lo sputo.

zerocalcare mette in scena tutti i suoi cavalli di battaglia, tutto quello che lo ha reso una specie di simbolo della nostra generazione: l'amicizia, lo spirito di sacrificio, l'onestà, l'abnegazione, tutto quel carico di valori presi dai cartoni animati degli anni '80, valori che abbiamo tradito e continuiamo a tradire, facendoci buttare fumo negli occhi, piegandoci a chi ci vuole vedere scannarci tra di noi anziché fare fronte comune e lottare insieme per i diritti di tutti, a chi ci vuole sempre più disperati, sempre più divisi, sempre più incattiviti, rancorosi e rabbiosi.
ed è una rabbia che ci sta tutta in una generazione cresciuta con l'idea che l'impegno e la perseveranza ti avrebbero portato a un futuro felice e che ora si vede trascinata da uno stage sottopagato all'altro, una rabbia che l'unico che ti può spiegare che non serve a meno che nulla è il più improbabile dei maestri, quello che hai sempre definito un cazzone senza speranza e che forse per questo il callo a non avere speranza ce l'ha fatto al punto tale che sa analizzare tutto con freddezza e lucidità, e può insegnarti che forse in fondo, anche se non si può negare che siamo nella merda fino al collo e il livello non fa che alzarsi, forse l'unica cosa che conta è che quella rabbia devi indirizzarla nel verso giusto, devi usarla per andare avanti e non peggiorare le cose.

macerie prime - sei mesi dopo a me ha fatto male come se fossero usciti venti tizi grossi e cattivi dalle pagine e m'avessero preso a calci e pugni.
perché zerocalcare c'ha questa capacità bellissima e tremenda di saper descrivere esattamente quella che è la situazione della nostra generazione, di saperne parlare facendo finta di essere leggero ma andando a beccare esattamente i punti deboli di un sistema che ci ha ridotti a essere quelli che riescono a campare bene se non ci pensano troppo, nella migliore delle ipotesi.
è un libro che sa far ridere, come sempre, che diverte, ma che sopratutto ti lascia un attimo - e anche di più - fermo a ragionare su quello che ci sta succedendo, un libro che mette al centro di tutto il più importante di quei valori che anni e anni di ken il guerriero e i cavalieri dello zodiaco e buona parte della produzione animata di ormai quasi 30 anni fa ci ha insegnato: l'amicizia. quel legame che ti tiene saldo alle persone importanti che fanno della tua vita qualcosa di più di un disperato tentativo di sopravvivenza, quelle persone che sono la tua rete di sicurezza, il tuo porto sicuro, la tua squadra.
lezione numero uno: non si scappa dalle cose feroci
lezione numero due: le cose feroci si possono colpire
lezione numero tre: se puoi abbi cura di chi ti sta vicino
questo è un libro forse più serio e severo dei precedenti, che lascia l'amaro in bocca ma che sa farti accettare che se le cose non sono andate come sognavamo, in fondo è anche normale, può succedere, succede a tanti e quello che conta, a questo punto, è continuare ad andare avanti, ricalcolare il percorso e continuare la strada con accanto quelli a cui vogliamo bene.
e se già zerocalcare un po' ce lo immaginavamo amico nostro, vicino alla nostra realtà, capace di capirci e di parlarci di quello che siamo, adesso forse lo è ancora un po' di più.

2 commenti:

  1. Due libri bellissimi, che fanno male perché parlano di noi, della nostra generazione di sconfitti costretti a inghiottire m*rda per sopravvivere. E sì, se siamo fortunati riusciamo a gestirli quei mostri che ci azzannano da tutti le parti... altrimenti si finisce come giuliacometti. Maria, che angoscia.

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    1. angoscia a chili! però in qualche modo dobbiamo pure andare avanti, e meno male che nel frattempo possiamo leggere i fumetti di zerocalcare XD

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