Visualizzazione post con etichetta associazione culturale double shot. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta associazione culturale double shot. Mostra tutti i post

mercoledì 7 agosto 2013

macanudo 5 e tante, troppe, amare riflessioni sull'editoria a fumetti in italia

ho letto e adorato dalla prima all'ultima pagina del quinto numero di macanudo.
vi avevo già parlato di macanudo (qui), vi avevo già detto di quanto fosse un fumetto di bellezza e profondità rara, di inusuale poesia, di genio fuori dalle regole.
eppure.
quando ho chiesto notizie del sesto numero, l'editore mi ha detto che non aveva risposte. che macanudo non vende. che più di un volume all'anno...

le osservazioni da fare, a questo punto, sono innumerevoli.

basta che la sottoscritta stia qui a dirvi di comprare e leggere questo capolavoro, di consigliarlo ai vostri amici, per aumentare sensibilmente le vendite? ovviamente no.

si può sperare che un prodotto di nicchia, delicato, poetico, fuori dagli schemi, decisamente non per tutti, faccia il botto nelle classifiche di vendita e si affianchi alle cinquanta sfumature? ovviamente no.

sarebbe il caso che l'editore facesse un briciolo di pubblicità al suo prodotto? ovviamente sì.

è concepibile l'idea che un editore, che per inciso è un'associazione culturale, e non un editore/imprenditore, faccia soltanto i conti in tasca, senza credere neanche un po' a quello che fa, al punto che se qualcuno vuole acquistare questo fumetto deve per forza farlo su internet dopo un sacco di ricerche perché non si trova neanche su amazon, figuriamoci in libreria? ovviamente no.

è ovvio credere che se nessuna libreria ha quel prodotto, non ci si può aspettare che venda tanto? (perché, ebbene sì, ci sono ancora quelli che entrano in una libreria, acchiappano qualcosa, lo sfogliano, dicono wow bello! e decidono di comprarlo. si faceva così fino a qualche anno fa.) ovviamente sì.

ora io mi chiedo, cara double shot: vi lamentate che le vendite non sono abbastanza. il vostro sito non viene aggiornato da mesi? anni? la pubblicità che fate delle vostre pubblicazioni è pari a zero. mai una promozione né un'offerta. non vi si trova nei bookstore online. cosa diamine credete? che sia colpa della "scarsa sensibilità" dei lettori? o che non funziona affatto un simile atteggiamento, sopratutto se mirate tanto in alto con opere di questo livello?

sto cominciando a pensare di recuperarlo in spagnolo, a costo di imparare lo spagnolo per riuscire a leggerlo. mi spiace, tutti devono campare, ma il mercato editoriale italiano non può gravare sulle spalle dei lettori che credono nella qualità delle opere mentre gli editori se ne fregano completamente, delle opere come dei lettori, che ormai sono considerati soltanto come gli stupidi disposti ad uscire i soldi dalle tasche, e non persone che meritano quantomeno di conoscere le informazioni basilari sulla serie che hanno deciso di sostenere (anche dal punto di vista economico), tipo quando uscirà il prossimo numero e quanti ne sono stati pubblicati nel paese di origine (cosa che non potete non sapere, dannazione! da chi li comprate i diritti? come ho fatto ad arrivarci io al sito dell'editore argentino e non voi, che pubblicate macanudo in italia?).
è la solita vergogna inenarrabile.

provo rabbia e vergogna, anche se si tratta solo di un fumetto, perché i fumetti sono uno degli specchi della situazione della cultura in questo paese. conoscere e godere di un prodotto artistico valido è sempre più difficile, mentre le sfumature vanno a cinque euro pure in salumeria. mi illudevo, sbagliando, che un editore credesse fermamente in quello che è il suo lavoro, negli autori che decide di pubblicare, nei titoli che propone, cercando di arrivare al più ampio pubblico possibile.
invece a quanto pare non è così. lanciano una mezza esca, neanche il verme per intero. poi si siedono, e aspettano di vedere se e quanti pesci abboccano.
speravo nella passione per l'arte, invece vedo soltanto un desiderio - corredato da una sana dose di scarsa capacità - di fare soldi, e in culo tutto il resto. e mi riferisco a macanudo, come alla gp, che sarebbe pregata di farci sapere che fine hanno fatto lindbergh e gisèle alain, a j-pop con ciel, a starcomics e planet che vomitano cagate a raffica, alla fine che ha fatto davvero, alle ristampe richieste e mai arrivate, alla quasi defunta dynit e allo sfregio fatto a yotsuba&!, al tienili sulla graticola.
mi viene sempre più voglia di boicottarvi tutti.

ps. se qualche rappresentante delle sopracitate case editrici passasse per caso da qui e si sentisse offeso dal mio sfogo, ne approfitti per pensare a quanto si sentono offesi i lettori, privati di trasparenza, di informazioni, persino spesso di un briciolo di gentilezza nelle risposte che date quando chiediamo informazioni sulle serie che abbiamo iniziato a seguire e che bloccate senza dare neanche un avviso, figuriamoci chiedere scusa.
per me, atteggiamenti del genere, oltre che mancare di professionalità, denotano uno scarsissimo rispetto per il lettore come cliente e come individuo.

venerdì 1 giugno 2012

canta "yesterday" per me 3, supplement 2, macanudo 4

già dal titolo, ottime letture negli ultimi due giorni, il che mi ha aiutato a superare lo scazzo, la noia, la pesantezza e tutto il resto. per dirla in breve, non ne va bene una.
ma passiamo ad argomenti più piacevoli. (sempre attenti agli spoiler!)

canta "yesterday" per me 3 continua sulla scia dei primi due: rikuo conosce la sorellina del suo collega kinoshita, takako, che insieme ad alcuni compagni del liceo sta girando un film. il nostro scazzatissimo protagonista riscopre, grazie a questi sognatori adolescenti, la vecchia passione per la fotografia, si trova un nuovo lavoretto part time (è decisamente facile in giappone trovare lavori part time. quasi quasi mi trasferisco...) ed incontra minato, aspirante fotoreporter più giovane di lui, un tizio con la puzza sotto il naso che a quanto pare conosce haru e pare decisamente interessato a lei...
nel frattempo la professoressina santa, shinako, è tornata nella vecchia casa del suo ex, morto ormai da sei anni, e pare abbia idea di cominciare a staccarsi dal suo ricordo. ma non mi sembra che per rikuo ci sia qualche possibilità... staremo a vedere. le vicende tra i personaggi intanto si intrecciano sempre di più, senza sforzi né assurdità, kei tome riesce benissimo a mettere insieme tutte le tessere del puzzle, come sempre, con leggerezza e senza fretta, facendo di canta "yesterday" per me una bellissima commedia/slice-of-life piacevolissima e non banale. come tutti i lavori di questa autrice, anche questo è ultraconsigliato. ascoltate la zia clacca.

altrettanto bello, ma decisamente meno rilassante il secondo numero di supplement. a parte il fatto che i disegni della okazaki mi sembrano diventare più belli di tavola in tavola, la storia mi sta coinvolgendo oserei dire da un punto di vista quasi personale. supplement è la storia di qualsiasi donna arrivata a un punto particolare della sua vita: non più giovanissima, non ancora matura, muove da poco i suoi primi passi nel mondo del lavoro trovandosi accanto altre donne che le mettono paura o invidia. e necessariamente questa donna si porrà la domanda cosa ne sarà della mia vita? il lavoro mi basterà? sopratutto quando l'amore tarda ad arrivare e se arriva gioca i soliti brutti scherzi, sopratutto quando la femminilità e il fascino diventano armi indispensabili non per attirare l'oggetto dei nostri sentimenti, ma quando sono necessari per fare carriera. fujii si rende sempre più conto di quanto sia difficile lavorare per una donna, mantenere una certa posizione nella ditta senza per questo avere cori di cattiverie alle spalle, risultare sempre elegante, perfetta e impeccabile in qualsiasi occasione, essere al contempo un impiegato modello e una donna di classe esemplare, essere insomma maschio e femmina insieme. allo stress del lavoro che non da un attimo di tregua, si aggiungono i primi ticchettii udibili di quel famoso orologio biologico che solo noi donne abbiamo dentro, quella vocina terribile che già a venticinque anni ti sussurra all'orecchio attenta, stai diventando vecchia e peggio ancora i dubbi e le paranoie tardoadolescenziali su un amore che sembra un fallimento in partenza con il suo collega ogihara.
una storia femmina in ogni sua parte, dalla grafica elegantissima che fa molto "rivista di moda" fino al modo preciso e perfetto in cui viene raccontata la storia normalissima di una giovane donna che tenta di tenere a bada le mille imposizioni della società in cui vive. se è difficile vivere una vita in cui c'è solo il lavoro, figuriamoci una dove manca anche quello...

e per finire con una nota di poesia, oggi il corriere mi ha portato macanudo 4 (insieme all'ultimo cofanetto della limited edition di madoka, per il quale sinceramente mi scoccia un po' fare la solita foto, chiedo venia).
su macanudo è davvero difficile scrivere qualcosa. è come voler parlare di una poesia, si finisce sempre per farla sembrare stupida e banale. e macanudo è quanto di meno stupido e banale ci si possa aspettare da un libro.
anche questo quarto volume raccoglie le strisce dei soliti personaggi di liniers, dai folletti ai pinguini, passando per il misterioso uomo in nero e gli immancabili (e assolutamente adorabili) enriqueta e fellini, il robot sensibile, picasso eccetera. poesia, bellezza, cinismo, umorismo intelligente e sottile, grafica unica ed espressivissima. da leggere, rileggere e tenere sullo scaffale dei capolavori.

giovedì 27 ottobre 2011

fantastico macanudo!


macanudo è una delle migliori raccolte di strisce che potete trovare in libreria (accanto a calvin e hobbes, i peanuts e mafalda, per intenderci). le strisce di macanudo iniziano a uscire quotidianamente nel 2002 su un giornale argentino (e l'argentina è la terra di liniers), la nación e poi una a settimana in spagna.
rapidamente il successo si diffonde in europa e vengono stampate delle raccolte. qualche tempo fa, l'associazione culturale double shot, ha avuto la splendida idea di editarle in italiano. in questi giorni infatti sul loro sito è possibile ordinare il quarto volume.



cosa c'è di tanto bello in macanudo? (ah, a proposito. macanudo vuol dire "fantastico", sia come aggettivo che come semplice esclamazione va benissimo per le strisce di liniers!)
liniers racconta la vita normale, quella banale di ogni giorno. ma lo fa da punti di vista inaspettati e privi di qualsiasi pregiudizio, non infantili né troppo adulti/cinici. fa scoprire mondi inaspettati dietro la banalità del quotidiano.tutte le strisce sono in qualche modo tematiche: i pinguini, i folletti, la gente che va a spasso, enriqueta e il suo gatto. tutte hanno un universo a se eppure tutte si completano perfettamente in quella chè è la totalità della poetica di liniers.



macanudo fa ridere ma più che altro sorridere, fa spuntare qualche lacrimuccia di commozione e lascia un gran senso di soddisfazione mischiato a un po' di malinconia quando si chiude l'ultima pagina.

Chiunque può disegnare un gatto, una bambina o un uomo col cappello, però non tutti riescono a far sì che quel gatto, quella bambina o quell’uomo col cappello siano diversi da tutti quelli che abbiamo visto prima e diventino parte del nostro mondo, come se li conoscessimo di persona. Liniers disegna personaggi, e i suoi personaggi sono “macanudos” (“fantastici”, in spagnolo). Li disegna così bene che sono tutti belli, al punto che i brutti sono così perfettamente brutti da diventare belli. Solitari, con una innocenza pop a volte un po’ perversa, si muovono con eleganza tra la tristezza e lo stupore, come anonimi attori di piccoli film artigianali di serie B. Matite, chine e acquerelli confluiscono virtuosamente nella poesia e nell’assurdo, in un mondo pieno di sorprese. In “Macanudo” può succedere di tutto.

il mio consiglio spassionato appassionatissimo è andate a comprare di corsa i primi tre numeri usciti fino ad adesso e anche il quarto che è stato finalmente pubblicato e che personalmente non vedo l'ora di trovare! ♥