vi avevo già parlato di macanudo (qui), vi avevo già detto di quanto fosse un fumetto di bellezza e profondità rara, di inusuale poesia, di genio fuori dalle regole.
eppure.
quando ho chiesto notizie del sesto numero, l'editore mi ha detto che non aveva risposte. che macanudo non vende. che più di un volume all'anno...
le osservazioni da fare, a questo punto, sono innumerevoli.
basta che la sottoscritta stia qui a dirvi di comprare e leggere questo capolavoro, di consigliarlo ai vostri amici, per aumentare sensibilmente le vendite? ovviamente no.
si può sperare che un prodotto di nicchia, delicato, poetico, fuori dagli schemi, decisamente non per tutti, faccia il botto nelle classifiche di vendita e si affianchi alle cinquanta sfumature? ovviamente no.
sarebbe il caso che l'editore facesse un briciolo di pubblicità al suo prodotto? ovviamente sì.
è concepibile l'idea che un editore, che per inciso è un'associazione culturale, e non un editore/imprenditore, faccia soltanto i conti in tasca, senza credere neanche un po' a quello che fa, al punto che se qualcuno vuole acquistare questo fumetto deve per forza farlo su internet dopo un sacco di ricerche perché non si trova neanche su amazon, figuriamoci in libreria? ovviamente no.
è ovvio credere che se nessuna libreria ha quel prodotto, non ci si può aspettare che venda tanto? (perché, ebbene sì, ci sono ancora quelli che entrano in una libreria, acchiappano qualcosa, lo sfogliano, dicono wow bello! e decidono di comprarlo. si faceva così fino a qualche anno fa.) ovviamente sì.
ora io mi chiedo, cara double shot: vi lamentate che le vendite non sono abbastanza. il vostro sito non viene aggiornato da mesi? anni? la pubblicità che fate delle vostre pubblicazioni è pari a zero. mai una promozione né un'offerta. non vi si trova nei bookstore online. cosa diamine credete? che sia colpa della "scarsa sensibilità" dei lettori? o che non funziona affatto un simile atteggiamento, sopratutto se mirate tanto in alto con opere di questo livello?
sto cominciando a pensare di recuperarlo in spagnolo, a costo di imparare lo spagnolo per riuscire a leggerlo. mi spiace, tutti devono campare, ma il mercato editoriale italiano non può gravare sulle spalle dei lettori che credono nella qualità delle opere mentre gli editori se ne fregano completamente, delle opere come dei lettori, che ormai sono considerati soltanto come gli stupidi disposti ad uscire i soldi dalle tasche, e non persone che meritano quantomeno di conoscere le informazioni basilari sulla serie che hanno deciso di sostenere (anche dal punto di vista economico), tipo quando uscirà il prossimo numero e quanti ne sono stati pubblicati nel paese di origine (cosa che non potete non sapere, dannazione! da chi li comprate i diritti? come ho fatto ad arrivarci io al sito dell'editore argentino e non voi, che pubblicate macanudo in italia?).
è la solita vergogna inenarrabile.
provo rabbia e vergogna, anche se si tratta solo di un fumetto, perché i fumetti sono uno degli specchi della situazione della cultura in questo paese. conoscere e godere di un prodotto artistico valido è sempre più difficile, mentre le sfumature vanno a cinque euro pure in salumeria. mi illudevo, sbagliando, che un editore credesse fermamente in quello che è il suo lavoro, negli autori che decide di pubblicare, nei titoli che propone, cercando di arrivare al più ampio pubblico possibile.
invece a quanto pare non è così. lanciano una mezza esca, neanche il verme per intero. poi si siedono, e aspettano di vedere se e quanti pesci abboccano.
speravo nella passione per l'arte, invece vedo soltanto un desiderio - corredato da una sana dose di scarsa capacità - di fare soldi, e in culo tutto il resto. e mi riferisco a macanudo, come alla gp, che sarebbe pregata di farci sapere che fine hanno fatto lindbergh e gisèle alain, a j-pop con ciel, a starcomics e planet che vomitano cagate a raffica, alla fine che ha fatto davvero, alle ristampe richieste e mai arrivate, alla quasi defunta dynit e allo sfregio fatto a yotsuba&!, al tienili sulla graticola.
mi viene sempre più voglia di boicottarvi tutti.
ps. se qualche rappresentante delle sopracitate case editrici passasse per caso da qui e si sentisse offeso dal mio sfogo, ne approfitti per pensare a quanto si sentono offesi i lettori, privati di trasparenza, di informazioni, persino spesso di un briciolo di gentilezza nelle risposte che date quando chiediamo informazioni sulle serie che abbiamo iniziato a seguire e che bloccate senza dare neanche un avviso, figuriamoci chiedere scusa.
per me, atteggiamenti del genere, oltre che mancare di professionalità, denotano uno scarsissimo rispetto per il lettore come cliente e come individuo.







