lunedì 8 agosto 2016

la città dei libri sognanti

sono più o meno miracolosamente riuscita a non sciogliermi.
questi giorni sono insopportabili e non solo per il caldo, sembra che l'universo cospiri contro di me per non farmi riuscire a fare nulla di costruttivo: non riesco a portare a termine nessun progetto, non riesco neanche a mettermi davanti al pc senza ridurmi a saltellare da una pagina all'altra senza un vero obiettivo e senza concludere nulla, ritrovandomi alle quattro del mattino a leggere trame di film o descrizioni di malattie su wikipedia. senza ovviamente ricordare come sia riuscita ad arrivarci.
l'unica cosa che mi riesce di fare è leggere. sto leggendo un sacco di libri in questi mesi, cosa che non facevo più da parecchio tempo. un mese fa - circa, ma non fidatevi, io non ho assolutamente il senso del tempo, non capisco quando passano dieci minuti o una settimana - ho comprato, tra gli altri, l'unico libro di walter moers che non avevo recuperato ancora.
sempre ricordandovi che non riesco a capire quanto tempo passi, penso di poter dire con buona certezza che ho letto i libri di moers durante il periodo del ginnasio/liceo, quindi i primi anni duemila. il libro che ho recuperato è il labirinto dei libri sognanti, sequel de la città dei libri sognanti.
manco a dirlo, appena ho iniziato a leggere le prime pagine mi sono resa conto che non mi ricordavo nulla del libro precedente. così l'ho tirato fuori dalla libreria e mi ci sono letteralmente tuffata dentro.


sì perché quando leggi un libro di walter moers non è che leggi un libro, ti ritrovi più che altro a compiere insieme ai suoi protagonisti viaggi incredibile nell'altrettanto incredibile - e meraviglioso - mondo di zamonia. il primo libro che lessi, le tredici vite e mezzo del capitano orso blu (che rileggerò perché qui non ne ho mai parlato e voglio farlo assolutamente), mi trascinò talmente tanto dentro la storia che finii di leggerlo tutto in una sola giornata, praticamente me lo portavo dietro pure quando andavo a fare pipì. non puoi staccare gli occhi una volta che cominci a leggere.

moers è un genio assoluto per quello che mi riguarda. ha creato zamonia, un mondo in cui tutto è possibile tranne la noia, ha dato vita a personaggi indimenticabili e tanto vero quanto improbabili, ha creato uno stile tutto suo, un modo di scrivere che rende la lettura dei suoi racconti un'esperienza unica. la scrittura di moers è un vero e proprio monumento alla fantasia e all'arte di raccontare storie.
è stato ghettizzato nel reparto letteratura per ragazzi ma, fatevi un favore, non fate caso alle etichettature, non perdetevelo.

la città dei libri sognanti è il quarto romanzo ambientato a zamonia, ma niente paura, anche se non avete letto i tre precedenti (le tredici vite e mezzo del capitano orso blu, ensel e krete e rumo e i prodigi dell'oscurità) non avrete comunque nessuna difficoltà a seguire la trama. anzi, forse la sorpresa di trovarvi a zamonia sarà ancora più grande.

in questo libro, moers si firma come traduttore dallo zamonico e illustratore dei primi due capitoli della biografia in venticinque volumi, diario di viaggio di un dinosauro sentimentale, di ildefonso de' sventramitis, autore e voce narrante - ovviamente - della storia.

ancora giovanissimo, ad appena settant'anni circa, ildefonso de' sventramitis si ritrova al capezzale del suo padrino poetico, danzelot lo spaccasillabe, ormai morente. il vecchio vermicchione lascia allo sventramitis un manoscritto di così rara bellezza da averlo indotto a fermarsi dopo il primo libro, sicuro di non poter scrivere abbastanza bene, e chiede al suo giovane pupillo di recarsi a libraria, dove lo stesso danzelot aveva mandato il talentuosissimo scrittore, per cercare quell'individuo di cui danzelot non conosce nemmeno il nome.
senza più il suo padrino poetico e con una disponibilità economica parecchio ridotta, ma con il più sensazionale manoscritto di tutti i tempi in tasca e con la voglia di realizzare l'ultimo desiderio di danzelot, il giovane e ancora sconosciuto (*) ildefonso parte da forte vermicchio, quella che fino ad adesso era stata la sua casa (forte vermicchio è la patria di tutti i vermicchioni, ovviamente) per recarsi a librandia.

librandia è la città più strana che possiate immaginare, il più pericoloso dei paradisi per chiunque ami la letteratura e i libri: tutto, a librandia, si basa sul mercato dei libri, sulla lettura, sulla scrittura, sull'editoria eccetera: la città è piena di botteghe di antiquariato libresco, di editori, di agenti letterari, ma anche di tipografie, di cartiere, e a essere più precisi anche i ristoranti, gli alberghi, le trattorie, tutto insomma, si presenta rimandando sempre al mondo dei libri.
spaesato e senza nessuna traccia da seguire, ildefonso conoscerà alcuni personaggi singolari, che saranno fondamentali per lo svolgersi della vicenda: giromilò lo sbircio e inazea anazazi, un tenebrone (i tenebroni sono creature intelligentissime dotate di più cervelli che pensano meglio immersi nell'oscurità) e una shokkia (una bruttissimissima razza di streghe capaci di fare predizioni, ma non sono mai prese troppo sul serio), entrambi antiquari ed entrambi per nulla interessati a dare una mano al nostro vermicchione. e poi claudio ariarpista, un cinghialoide che, nonostante non sappia valutare il valore di un'opera, fa l'agente letterario. e infine - almeno per il momento - phistomephel smeik, uno squalombrico, estimatore di libri e proprietario della più grande, ricca e preziosa biblioteca di librandia.
nonché la fonte di tutti i guai di ildefonso de' sventramitis: letto il manoscritto che il giovane vermicchione gli ha mostrato per cercare di rintracciarne l'autore, il perfido, viscido e odiosissimo smeik, dopo aver rivelato i suoi piani folli e malvagi (che prevedono un mercato libresco saturo di prodotti di bassa qualità e per questo vendibili. non so se vi ricorda qualcosa...), avvelena il nostro e lo sperde nelle profondità del terribile labirinto delle catacombe di librandia, un luogo pericolosissimo, pieno di mostri leggendari e creature abominevoli, regno dei cacciatori di libri, loschi figuri pronti a tutto pur di mettere le mani su qualche tomo raro e ben quotato.
se state pensando eh ma clacca sei una stronza, ci hai spoilerato tutto così, state tranquilli: questo è solo l'inizio! avrete modo di seguire il giovane sventramitis per il viaggio più assurdo e pieno di pericoli che possiate immaginare, un viaggio in cui incontrerete personaggi indimenticabili come i librovori tremendi e colofonio lucorumido, scoprirete leggende spaventose, come quella sul re delle ombre e imparerete che a zamonia i libri possono davvero essere pericolosi!
e, tranquilli, non vi ho spoilerato proprio nulla di più di quello che potete trovare in giro cercando qualche informazione sul libro (non andate su wikipedia che lì sì che è pieno di spoiler!)
insomma, in questo romanzo ci sono così tante idee, e tutte così geniali, che qualsiasi altro autore le avrebbe usate per scrivere almeno sei romanzi diversi. ma non moers. lui sembra avere la mente così piena da dover immediatamente buttarle sulla pagina. per dirla alla sventramitis, è davvero toccato dall'unza! e il lettore non può fare altro che rimanerne incantato e seguire la vicenda dalla prima all'ultima pagina.

meravigliose le illustrazioni (qui sotto un ritratto dello sventramitis duecento anni dopo l'avventura narrata ne la città dei libri sognanti), sempre opera dell'autore che in germania è famoso anche come autore di fumetti, mentre qui in italia non abbiamo mai visto nulla di questa parte della sua opera. ed è davvero un peccato!


(*) è noto a chiunque conosca i romanzi di moers che ildefonso de' sventramitis è uno dei più grandi, importanti, conosciuti e apprezzati - nonché prolifici - scrittori di tutta zamonia.

un piccolo ps: sul sito zamonien.de, il sito ufficiale dello scrittore dedicato ai romanzi ambientati a zamonia, mi sembra di capire (è tutto in tedesco, quindi mi affido a google translator, per quanto inaffidabile sia) che sia in corso d'opera un romanzo che potremmo tranquillamente collocare come terzo capitolo della saga di librandia, ovvero il castello dei libri sognanti.
girellando su internet ho trovato pochissime informazioni e tutte risalenti allo scorso anno, per cui credo ci sarà parecchio da aspettare prima di tornare a leggere qualcosa di nuovo.
nel frattempo, vi invito a recuperare i romanzi pubblicati in italia (tutti da salani), promettendomi di rileggerli tutti e parlarvene anche qui:
- le tredici vite e mezzo del capitano orso blu
- ensel e krete, una storia di zamonia
- rumo e i prodigi dell'oscurità
- la città dei libri sognanti
- l'accalappiastreghe
- il labirinto dei libri sognanti
e il libro non-zamonico, folle viaggio nella notte.

2 commenti:

  1. No davvero, seriamente, ma com'è che non conoscevo questo libro e chi l'ha scritto? Sono imperdonabile lo so! Recupero!

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    Risposte
    1. purtroppo moers non è conosciutissimo, almeno non quanto meriterebbe! ma sì, recuperalo assolutamente! e fammi sapere poi cosa te ne pare ^^/

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