letti i primi cinque libri della serie di
i love shopping (che è davvero una serie geniale, divertentissima, ben scritta e che merita molto più di quanto non sembri a prima impressione) e mentre aspetto il sesto che arriverà prima o poi a casa, ho letto un altro romanzo della kinsella extra-saga (ma si può dire?):
la regina della casa.
anche se sta mezzo gradino sotto la serie di i love shopping è indiscutibilmente un romanzo allegro, divertente e con una protagonista alla quale non si può voler bene in tipica salsa kinsella solo un po' intiepidita.
*attenzione agli spoiler* samantha sweeting è una ventinovenne in carriera, avvocato di successo e lavora in uno dei più famosi e importanti studi legali di londra. samantha è anche, in un certo senso, l'anti-becky: se la protagonista di i love shopping trascurava il suo lavoro di giornalista e svolgeva il suo ruolo in modo annoiato e superficiale, samantha è una donna che mette il suo lavoro al primo posto, anche a discapito della sua salute, del suo aspetto, della sua vita sociale, familiare e sentimentale. anche troppo, visto che, secondo sua stessa ammissione, non ha un fine settimana libero da quando aveva dodici anni, lavora spesso e volentieri anche la notte, fa l'amore in sei minuti netti ed è assolutamente estranea a qualsiasi cosa non riguardi il suo studio legale.
manco a dirlo, è totalmente incapace di cucinare, pulire, stirare, spolverare, fare il bucato, usare un ferro da stiro o una lavatrice. paga una donna per tenerle la casa in qualche modo pulita e mangia per lo più cibo precotto o va al ristorante.
tutto nella sua vita è esattamente come aveva previsto: ottimi studi, università eccellenti, il posto in uno dei migliori studi legali eccetera, e non per ultimo essere diventata un avvocato di successo ed essere in lizza per il ruolo di socio nello studio. proprio il giorno in cui le è stata accordata la nomina però samantha si è resa conto che ha commesso un errore imperdonabile: per non aver registrato un documento in tempo uno dei clienti più importanti rischia di perdere, o meglio perderà sicuramente, cinquanta milioni di sterline!
un errore banale e superficiale oltre ogni limite eppure gravissimo, presa dal panico samantha fugge dallo studio, prende un treno a caso e si ritrova a scendere in una stazione della campagna inglese, confusa, demoralizzata e vagamente ubriaca (troppo ubriaca!). vaga fino a una casa enorme ed elegantissima per chiedere un bicchiere d'acqua e viene scambiata per... un'aspirante governante!
i padroni di casa, due tizi assurdi, stupidi, pieni di soldi e di cattivo gusto ma in fondo due brave persone, la accolgono e la assumono in seguito a una serie di fraintendimenti, e così samantha si ritrova a doversi improvvisare governante, cuoca, cameriera e tutto il resto.
pensa di confessare tutto e fuggire, ma poi si impone una sfida con se stessa: è stata una brillante legale, ha sempre ottenuto i migliori risultati in tutto, figuriamoci se non è capace di imparare a cucinare e stirare una stupida camicia! oltretutto nathan, il giovane, bello, muscoloso e decisamente affascinante giardiniere è un ottimo motivo per restare.
tra i due fin da subito nasce un interesse reciproco che ci metterà poco a diventare amore. il primo amore di samantha, che fino ad ora si è sempre accontentata di storie superficiali con qualche collega senza alcun coinvolgimento emotivo.
la madre di nathan le insegna, poco alla volta, a cucinare fino a fare di lei una cuoca accettabile, grazie alle straordinarie capacità di apprendimento di samantha (non per nulla ha un quoziente intellettivo altissimo!) e in meno di un mese la sua vita è cambiata, dandole quello che in quasi trent'anni non aveva mai provato: l'amore, una quasi-famiglia di certo più affettuosa della sua, un lavoro nuovo che la soddisfa in modo che non credeva possibile, degli amici, un aspetto più sano e vitale e certamente più bello. una vita diversa di cui finalmente si sente protagonista, da gestire con tempi più tranquilli e rilassati. samantha finalmente si sta riscoprendo una donna, ma di certo non dimentica l'errore che ha fatto e che le è costato la fine della sua vecchia vita.
scoprirà che in effetti non è stata colpa sua e che è stata ingannata per una losca questione di conflitti di interessi e di una macchinazione ordita ai danni dello studio, svelerà l'inganno con l'aiuto del vecchio capo che odiava e si vedrà recapitare le scuse ufficiali e la richiesta di tornare a londra in veste di avvocato.
tra tentennamenti e vari sì potrei ma forse non dovrei eppure... decide inizialmente di tornare alla sua vecchia vita, dopo aver scatenato uno scandalo: famoso e brillante avvocato preferisce pulire gabinetti e preparare biscotti, e poi... beh, la scelta, in un libro della kinsella, era inevitabile. samantha manderà ancora una volta a quel paese londra, il lavoro e lo stress per vivere la sua tranquilla vita insieme a nathan.
le critiche finto-femministe vengono citate dalla stessa kinsella: come osa rinunciare alla carriera per spignattare e spolverare? è un'offesa al femminismo, alla dignità della donna eccetera. perché è ovvio, no? godersi la vita, accudire una casa, dedicarsi al buon cibo, amare ed essere amati, vivere in campagna senza stress... questo è notoriamente antifemminista.
sono certa che molte non approveranno la scelta di samantha e credo che per la kinsella non sia stato facilissimo far prendere a un suo personaggio una decisione del genere, però davvero, certe stronze frigide tutte ufficio e veleno, dovrebbero leggerlo e capirlo.
personalmente l'ho trovato un bel romanzo, con dei personaggi adorabili, sopratutto la protagonista che è la precisa icona del femminismo come lo vedo io. niente se non la possibilità di scegliere e di essere felice, essendo la donna che si vuole essere, e non quella che gli altri desiderano. mi sarebbe piaciuto sapere di più, leggere un seguito, ma forse i love shopping mi ha abituata male. beh, l'unica cosa da dire è leggetelo!