hitsuji no uta si avvia alla conclusione con un penultimo volumetto denso come il barattolo della nutella a dicembre. *attenti agli spoiler!*
chizuna, dopo aver rifiutato minase, è tornata a casa, cercando di nascondere al fratello che le sue condizioni sono sempre più gravi e che continua a prendere di nascosto la fantomatica medicina contro i suoi attacchi. conosce kazami shinobu, l'infermiera che lavorava con suo padre fino a poco tempo prima che si suicidasse. dopo un lungo periodo vissuto in un'altra città, kazami è tornata alla clinica takashiro per salutare il suo vecchio datore di lavoro, per il quale aveva evidentemente un debole, e ha saputo della sua tragica morte. nessuno però sa spiegarle il perché di quel gesto, così kazami prova a chiedere alla figlia.
anche sulle tombe del padre e della madre dei due fratelli c'è una folta coltre di mistero, che si spera verrà svelata nel prossimo numero.
gli attacchi di chizuna sono accompagnati da frequenti incubi su sua madre, la bella dolce mamma che dovrebbe portarle serenità almeno in sogno e che invece le lascia sempre addosso un forte senso di ansia e malessere, come se avesse dimenticato qualcosa di importante e poco piacevole.
incoraggiato dai miglioramenti e dal fatto che gli attacchi sono sempre più sporadici e controllabili, kazuna si sta pian piano convincendo che è possibile guarire. ma è davvero così? non ha ancora incontrato yaegashi e in fin dei conti è lei il suo punto debole...
chizuna alla fine è quella che più sta soffrendo in questo momento. una sconosciuta che viene a rispolverare il ricordo del suicidio di suo padre, gli incubi su sua madre e i dubbi sul perché non è mai stata portata alla sua tomba e nessuno sappia dove si trova, le insicurezze del fratello, il corpo che regge sempre meno proprio adesso che sta iniziando a riscoprire quanto è piacevole stare a scuola a chiacchierare con delle amiche...
sento che al prossimo numero piangerò.
e - come al mio solito - prima ancora di terminare una serie ne ho iniziata un'altra, ma questa volta sono giustificata, almeno con la mia coscienza, perché aspettavo di poter leggere questo manga da un bel po' di tempo. e l'attesa è stata ampiamente ripagata. sto parlando di little butterfly, della cara takanaga. se per ora non posso permettermi il tiranno e magari proverò a recuperarlo più in là contando su qualche sconto, mi consolo alla grande con questo manghino pucciosissimo, che ha risollevato il livello generale di gradimento del filone shounen-ai.
state anche qui *attenti agli spoiler!*
la trama è molto semplice e parte da uno dei soliti stereotipi da shoujo manga (anche se è uno shounen-ai, penso valga lo stesso, ma non ho troppa esperienza in merito, quindi tenetevi il mio parere per quello che è e amen): kojima e il tipico ragazzo solare, amico di tutti, sempre buono e vagamente ingenuo. comincia a essere incuriosito da nakahara, un tipo che al contrario di lui è sempre solo e taciturno, isolato il più delle volte dai suoi compagni.
incapace di pensare che una persona possa starsene bene per fatti suoi, kojima cerca in tutti i modi di diventare amico di nakahara e di farlo integrare al gruppo dei compagni di classe.
quale migliore occasione di stringere amicizia che una gita scolastica? kojima inserisce a forza nakahara nel suo gruppo, con scarso entusiasmo di tutti. alla prima occasione nakahara si allontana dal gruppo senza avvisare nessuno e kojima non perde un attimo di tempo e corre a cercarlo. lo trova che sta per salire su un autobus e senza pensarci due volte sale con lui. ci mettono poco prima di farsi buttare a terra perché non hanno il biglietto e finalmente nakahara si confida con kojima: voleva scappare da casa, lontano dai suoi genitori con i quali da sempre ha un sacco di problemi, e questa volta aveva finalmente abbastanza soldi e una scusa (la gita scolastica) per portarsi dietro un borsone senza dare troppo nell'occhio.
i due, che durante il breve ma rocambolesco viaggio sono ormai diventati amici, al ritorno in albergo vengono felicemente cazziati dai professori, ma sono troppo divertiti per dar peso alla vicenda.
al ritorno a scuola però ricominciano i problemi: adesso che si è avvicinato a nakahara, anche kojima viene sempre più evitato dai suoi compagni, che in fondo sono gelosi del rapporto che si sta creando tra i due.
il modo in cui la vicenda si risolve e nakahara si fa accettare dal gruppo è talmente buffo che non ve lo racconto neanche, dovete leggerla questa cosa assurda e pensare che in fondo si tratta pur sempre di ragazzini in piena adolescenza!
il rapporto tra kojima e nakahara si fa pian piano sempre più stretto fino a quando nakahara si dichiara. kojima è abbastanza confuso dai sentimenti di nakahara, ma quando quest'ultimo gli mostra il liceo che vuole frequentare l'idea di una separazione gli schiarisce del tutto le idee.
insomma, non è che la trama sia il massimo dell'originalità, ma è una storia così dolce e carina che non importa proprio a nessuno quanto possa essere tutto prevedibile. non sto friggendo dalla voglia di leggere gli altri due volumi, ma di certo non me li faccio scappare!
c'è qualche altra serie breve/autoconclusivo della takanaga su questo genere che mi consigliate?
state anche qui *attenti agli spoiler!*
la trama è molto semplice e parte da uno dei soliti stereotipi da shoujo manga (anche se è uno shounen-ai, penso valga lo stesso, ma non ho troppa esperienza in merito, quindi tenetevi il mio parere per quello che è e amen): kojima e il tipico ragazzo solare, amico di tutti, sempre buono e vagamente ingenuo. comincia a essere incuriosito da nakahara, un tipo che al contrario di lui è sempre solo e taciturno, isolato il più delle volte dai suoi compagni.
quale migliore occasione di stringere amicizia che una gita scolastica? kojima inserisce a forza nakahara nel suo gruppo, con scarso entusiasmo di tutti. alla prima occasione nakahara si allontana dal gruppo senza avvisare nessuno e kojima non perde un attimo di tempo e corre a cercarlo. lo trova che sta per salire su un autobus e senza pensarci due volte sale con lui. ci mettono poco prima di farsi buttare a terra perché non hanno il biglietto e finalmente nakahara si confida con kojima: voleva scappare da casa, lontano dai suoi genitori con i quali da sempre ha un sacco di problemi, e questa volta aveva finalmente abbastanza soldi e una scusa (la gita scolastica) per portarsi dietro un borsone senza dare troppo nell'occhio.
i due, che durante il breve ma rocambolesco viaggio sono ormai diventati amici, al ritorno in albergo vengono felicemente cazziati dai professori, ma sono troppo divertiti per dar peso alla vicenda.
al ritorno a scuola però ricominciano i problemi: adesso che si è avvicinato a nakahara, anche kojima viene sempre più evitato dai suoi compagni, che in fondo sono gelosi del rapporto che si sta creando tra i due.
il modo in cui la vicenda si risolve e nakahara si fa accettare dal gruppo è talmente buffo che non ve lo racconto neanche, dovete leggerla questa cosa assurda e pensare che in fondo si tratta pur sempre di ragazzini in piena adolescenza!
il rapporto tra kojima e nakahara si fa pian piano sempre più stretto fino a quando nakahara si dichiara. kojima è abbastanza confuso dai sentimenti di nakahara, ma quando quest'ultimo gli mostra il liceo che vuole frequentare l'idea di una separazione gli schiarisce del tutto le idee.
insomma, non è che la trama sia il massimo dell'originalità, ma è una storia così dolce e carina che non importa proprio a nessuno quanto possa essere tutto prevedibile. non sto friggendo dalla voglia di leggere gli altri due volumi, ma di certo non me li faccio scappare!
c'è qualche altra serie breve/autoconclusivo della takanaga su questo genere che mi consigliate?

