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sabato 19 gennaio 2013

barba di perle

ok, non vi aspettate un commento figo, serio, ben scritto e illuminante, non fatevi aspettative di alcun tipo altrimenti mi imbarazzo, vado in panico, mi impapero e poi finisce che ci faccio una figura di cacca.
detto questo, barba di perle di flavia biondi, è una bellissima lettura. bellissima e necessaria, che siate etero, gay, frastornati, confusi, insicuri o altro. necessaria se volete vedere cosa vuol dire talento a raccontare, a disegnare, a fare fumetto. perché se flavia esordisce così vorrei proprio andare avanti nel futuro fino a tra dieci anni per vedere a cosa arriverà.

santo è un ragazzo che come tanti lavora per pagarsi gli studi. vive a firenze, ha un non-fidanzato di nome davide e la brutta abitudine di rubare bigiotteria da donna.
nasconde questi oggetti in un cassetto, fa di tutto affinché i suoi coinquilini non si facciano strane idee in merito al suo rapporto con davide, in poche parole rifiuta se stesso e i suoi desideri.
in uno scatto di rabbia davide lo definisce un "frocio omofobo" e fa male leggerlo come fa male a santo sentirselo dire: froci omofobi lo siamo tutti quando nascondiamo le nostre passioni più folli, i desideri che ci sentiremmo ridicoli a confessare, i sogni che abbiamo paura di rivelare per non permettere a nessuno di dire che tanto non ce la farai mai. il bello di barba di perle è che funziona come un esempio, è una storia elastica che si adatta al corpo di chiunque, è vera dalla prima all'ultima pagina.
le perle non stanno bene con la barba. così come una ragazza grassa non può fare la modella e uno senza gambe non può correre.
ci sono cose da uomini e cose da donne, cose da belli e cose da brutti.
ma questo, dice nathanielle con una saggezza che fa stupore e incanto per una ragazza di ventiquattro anni, lo decidono gli altri, quelli che incontriamo per caso e forse una sola volta nella vita, lo decide la folla che ti guarda cattiva, critica, si gira e si dimentica di te.
quello che conta davvero, lo pensa quella persona che ti guarda a lungo quando sei davanti a uno specchio a domandarti chi sei davvero.


santo è un ragazzino spaventato da desideri che non sono convenzionali secondo il resto della gente, vorrebbe omologarsi ma non può, viene ferito dai discorsi colmi di cattiveria che gli vengono sputati in faccia da quattro idioti che gli danno del malato così come dalla signora per bene che senza neanche sapere si crogiola nei luoghi comuni. non può neanche provare a gettare la maschera perché sa che il mondo è pronto a prenderlo a calci e pugni, però poi...
poi arriva la tabaccaia forse uomo forse donna sicuramente una bella persona, il deus ex machina della personalissima commedia di santo, che dice quello che chiunque ha bisogno di sentire: fregatene degli altri. pensa a te stesso. parole semplici e micidiali.
flavia biondi ha regalato agli occhi di questo personaggio un'espressione così malinconica, reale, dura, sincera e sofferente da farne per tutti i suoi lettori lo specchio della verità, l'entità davanti alla quale mentire è impossibile perché conosce tutte le menzogne e sa tutte le verità e vuole solo insegnarti a pronunciarle.
il quasi-ragazzo di santo, davide, è una di quelle persone che è bisogna avere accanto, leale, sincero, senza paura di essere se stesso e pronto a dare tutto il suo sostegno a chi ama, chiedendo poco e a volte anche nulla.
i personaggi di barba di perle sono personaggi reali, vivi, veri. c'è chi ha paura, chi ama, chi fa male, chi ha avuto paura, ha amato e ha capito che fare male non serve a nulla. la storia di barba di perle è una storia universale, come le vecchie favole ha una morale che ti fa sollevare gli occhi dalle pagine certo che dopo sarai più forte, sarai migliore, sarai l'eroe della tua storia e ti sorriderai allo specchio.

dal punto di vista puramente grafico possiamo tranquillamente dire che per essere il primo albo pubblicato da una giovanissima autrice, siamo davanti a un capolavoro.
bellissimo stile, personale ed espressivo, tratto pulito, elegante, modulato con leggerezza e sicurezza. le tavole sono tutte ben gestite, il ritmo accelera o si calma per meglio descrivere i tempi come in un film, le inquadrature sottolineano gli sguardi al momento in cui la tensione emotiva è più forte e si allargano a campi interi per le scene più movimentate.

nessun patetismo para-sentimentale, niente scene facili strappalacrime, flavia con discrezione lascia i due amanti soli quando serve. c'è tutto quello che serve e solo quello.
per me questo volumetto prende il massimo dei voti su tutto. bravissima flavia, un esordio più che magistrale, bravissimi renbooks che hanno scovato e riconosciuto un così grande talento.

e poi un grazie speciale a nino giordano che mi ha fatto una sorpresa enorme e incredibile. chiedo perdono per l'orribile disegno!