sabato 17 marzo 2018

reincarnation blues

“vai” disse ma’. “combatti il male. fallo in maniera perfetta. poi torna e vedremo cosa si può fare”. 
stronzate, pensò milo. 
ma andò. in fin dei conti, era reduce da un mezzo milione di lunedì mattina.

novemilanovecentonovantacinque vite.
davvero niente male, anzi, questo fa di milo una delle anime più antiche e sagge del mondo: uomo, donna, etero, gay, animale, insetto, pianta, ricco, povero, criminale, saggio, eroe, milo è stato tutto questo e anche di più. certo, non sono state tutte facilissime, vivere non è sempre una passeggiata ma sicuramente è più affascinante di quello che rischia: ha solo cinque vite per raggiungere la perfezione, il nirvana, il tutto o come vogliate chiamarlo, ma se non riesce a diventare un'anima illuminata svanirà nel nulla cosmico e fine dei giochi.
milo in realtà preferirebbe continuare a vivere, magari in modo imperfetto, ma continuare a sentire, emozionarsi, arrabbiarsi, innamorarsi, essere una persona in carne e ossa, fallace e destinata alla morte, ma viva, reale, tangibile, dotata di una sua identità.
e gli va anche bene continuare a morire, visto che solo così può passare un po' di tempo con suzie, la donna che ama da ottomila anni.
in ogni caso, al grande boa dell'universo gliene frega veramente poco di quali siano i desideri di milo o di chiunque altro, il tempo stringe e milo assolutamente inventarsi qualcosa...

michael poore arriva per la prima volta in italia con reincarnation blues - che è in realtà il suo secondo romanzo, ci auguriamo adesso di poter leggere al più presto anche il primo - e, a mio modestissimo e non troppo elegante avviso - fa il botto fin dalle primissime pagine: ironico, irriverente, profondo, delicato, sarcastico, cruento, comico, romantico, lo stile di poore è un caleidoscopio di toni, e se già una vita riesce a offrire un'immensa varietà di situazioni e sensazioni, figuratevi cosa succede in diecimila esistenze vissute nei posti e nei tempi più disparati dell'universo.

la storia va avanti e indietro nel tempo, nel passato più remoto - come quando milo ha vissuto come discepolo del buddha - o nel futuro meno auspicabile, quello in cui la terra non esiste più, l'umanità vive su enormi astronavi-continente, i beni essenziali sono gestiti da cartelli senza scrupoli e la giustizia è più sommaria che mai - come quando, ragazzino prodigio, si ritrova incarcerato per un crimine che non ha commesso, costretto a sopportare inenarrabili e orrendi soprusi, diventa una sorta di messia per gli altri criminali.
poore è geniale nell'immaginare futuri distopici che sanno regalare una buona dose di ansia e brividi lungo la schiena, divertentissimo a sdrammatizzare e desacralizzare il passato - in alcuni momenti mi ha ricordato l'atmofera de il vangelo secondo biff - ma, abilmente mescolato a tutto questo, affronta in modo interessante dilemmi esistenziali, problemi etici e spirituali e quell'ancor più grande casino che è l'amore.

cover dell'edizione originale... ammetto che invidio un po' gli anglofoni!

reincarnation blues è un romanzo che è difficile incasellare in una qualche categoria: racconto di formazione, romanzo umoristico, distopico, romantico, fantascientifico, forse anche filosofico e spirituale, è un po' tutto questo ma è anche molto di più, una lettura appassionante e divertente che mi ha tenuta incollata dalla prima all'ultima pagina, che non mi ha annoiata un solo secondo e che ha superato tutte le aspettative.
se vi sono piaciuti i romanzi di christopher moore e adam douglas, mi sa che avete trovato il vostro prossimo libro preferito.

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