lunedì 2 ottobre 2017

commenti randomici a letture randomiche - XLII

(oggi fate gli auguri al misterioso recensore che fa il compleanno e a me che torno all'università!)
e dunque, eccoci con la prima carrellata di randomicità, direttamente - o quasi - dal tcbf. in questi giorni mi è completamente passato il blocco del lettore, ho ripreso i vecchi ritmi e sto facendo il pieno di bella roba (così magari trovate qualche spunto per dilapidare soldini anche voi)

il primo titolo è stata la mega sorpresa del tcbf. mentre il misterioso recensore si faceva ritrarre da gilbert sulla sua copia de la saggezza delle pietre, io chiacchieravo con i ragazzi di diabolo edizioni, che mi hanno regalato un libro che non conoscevo assolutamente ma che mi è piaciuto parecchio: non piangere di lance hansen è una raccolta di storie legate all'infanzia un po' particolare.
come spiega lui stesso nell'introduzione, il progetto iniziale voleva essere quello di raccontare episodi della sua infanzia, magari anche divertenti e leggeri, un po' come sono sempre le storie che parlano di bambini. ma mentre rivangava i suoi ricordi, hansen si è reso conto che in realtà anche l'infanzia più tranquilla e felice viene sminuita se viene rappresentata da bambini stereotipati, se ci si concentra solo sugli aspetti buffi, sulle monellerie o sui momenti comici.
in effetti, la vita interiore dei bambini - che come dice l'autore, spesso non viene analizzata a fondo - non è poi così semplice, lineare e superficiale, e anche il più tranquillo dei pargoli spesso nasconde pensieri che vanno ben oltre le birbanterie da giornalino di gian burrasca: i bambini si interrogano su tutto, e spesso il dialogo con gli adulti, che hanno il pessimo vizio di liquidare tutto con un sei troppo piccolo per capire, non aiuta a darsi delle risposte.
lontano anni luce dalle noccioline di schulz, dalle contestazioni di mafalda o dalla fantasia sfrenata e solitaria di calvin, protagonista di non piangere è francis, insieme al suo fratellino minore nicky. è un bambino come tanti, e come tanti bambini a volte fa fatica a capire e interpretare il mondo che lo circonda. basta un film o le notizie del tg a istillare la paura e un rimprovero  - unito all'incredibile egocentrismo dei bambini - a fargli credere che ogni cosa brutta che possa accadere sia colpa dei suoi capricci.
con uno sguardo oggettivo e senza filtro di alcun tipo, lance hansen racconta dei primi innamoramenti, della difficoltà di imparare a giudicare gli altri nel modo corretto, della cattiveria infantile e dei sensi di colpa che forse a quell'età sono tra i più forti e distruttivi di tutta la vita, parla di amore fraterno e di amicizia, del confine a volte non troppo netto tra infanzia e adolescenza, dell'impossibilità di capire e di accettare la morte, delle scoperte - spesso scioccanti - sul sesso, sulla cattiveria, sul dolore che portano passo dopo passo all'età adulta.
l'età che vive francis è l'unico momento della vita in cui si è liberi dal cinismo, nel bene e nel male, l'età meravigliosa in cui un pezzo di vetro arrotondato dal mare può essere un tesoro e quella terribile in cui ogni piccola ferita dell'animo ci mette un'infinità di tempo a cicatrizzarsi, senza forse riuscire a chiudersi mai.
una lettura veloce ma che sa ricondurre il lettore ai primi anni, al suo personale libro di ricordi, e che forse può aiutare a conoscere un po' meglio il bambino che siamo stati.

recupero posticipato da secoli - speravo di farmelo autografare dall'autore che doveva essere in fiera ma all'ultimo minuto non è riuscito a essere presente - safari honeymoon di jesse jacobs ed edito da eris edizioni, è stato fino ad adesso il libro più allucinato e allucinante (vabbè, ma con jacobs è tipo ti piace vincere facile?) letto negli ultimi tempi.
lo stile grafico dell'artista canadese è inconfondibile anche per chi ha solo visto qualche disegno, stilizzato, pulito, lineare e geometrico, le vignette sono regolari, quadrate, perfettamente organizzate nella pagina, i colori si limitano a tre - bianco nero e verde - e tutta questa apparente semplicità visiva è il perfetto contrappunto per le follie che lui ama narrare.
in questo breve racconto, una coppia si trova in luna di miele in una giungla feroce e pericolosa, piena di bestie assassine e affamate, di parassiti velenosi e piante tossiche.
aiutati da una guida esperta e attenta, i due tenteranno di godersi il più inusuale dei safari, pronti a portarsi in casa trofei di animali che sfuggono a qualsiasi tipo di catalogazione.
l'immaginazione visionaria di jacobs non si limita solo a forme di vita ibride e in qualche modo grottesche, ma intreccia, con un ritmo che si fa via via più concitato, una storia che trasforma un viaggio emozionante e romantico in un incubo a occhi aperti, in cui è impossibile tirare a indovinare cosa succederà nella pagina seguente.
innamoramento immediato.

per finire, anche se non c'entra nulla con il tcbf ma l'ho recuperato tramite bookmooch qualche tempo fa, volevo consigliarvi assolutamente di recuperare io e te su naboo, di mabel morri, edito la bellezza di otto anni fa da kappa edizioni (ai bei tempi in cui kappa edizioni faceva bei fumetti).
io e te su naboo è il primo romanzo lungo di mabel morri, una storia dolceamara che parla d'amore e di perdite, di manu e di federico, di lei che rimane e di lui che se ne va via all'improvviso, dopo una sera come tante, in un incidente d'auto.
passando dai ricordi al presente, manu racconta di come è nata prima l'amicizia e poi l'amore tra lei e federico, proprio in quel momento in cui da adolescenti improvvisamente ci si rende conto che si sta diventando adulti. nel passato di manu c'è federico, e con lui c'è la sua passione sfrenata per star wars - e il titolo ne è un chiaro riferimento - che condivide con il fratello gemello emiliano, il loro rapporto viscerale e inaccessibile, l'amicizia con diana - la ragazza di emi, la prospettiva di un futuro felice sempre insieme, tra l'ennesima visione dello stesso  film, una partita a yatzee e la vita che continua ad andare avanti spensierata.
nel presente però a posto di tutto questo c'è solo un buco pieno di dolore e disperazione, un senso di impotenza e disorientamento, sentirsi persi, abbandonati, soli, vittime da un lato e dall'altro colpevoli di essere rimasti, ma c'è anche la voglia - e il dovere - di continuare a vivere senza limitarsi a sopravvivere, e tutta la difficoltà di riuscire ad andare avanti.
e la salvezza arriverà all'improvviso, con un incontro tanto inaspettato da farti saltare in aria o una racchetta rubata nella più strana e inspiegabile delle circostanze.
mabel morri ha un tratto straordinario, forte, graffiante e al contempo elegante e quasi fragile e sa regalare ai volti dei suoi personaggi tutto lo spettro di emozioni che ci lascia vivere durante il racconto, miscelando con talento dolcezza e tristezza, allegria e malinconia, affrontando un tema difficile con delicatezza e saggezza.
se come me ve l'eravate  perso, è giunto il momento di rimediare.

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