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venerdì 20 marzo 2026

pk - l'esperimento abominio

le cose iniziano, le cose finiscono. tutto quello che c'è nel mezzo, rimane.


io non volevo essere polemica su questa cosa. davvero, non volevo.
quest'anno è il trentennale di pkna, uno dei fumetti più importanti per me, uno tra quelli che hanno fatto nascere il mio amore per i fumetti e per le storie in generale. pkna mi fa sempre l'effetto madeleine proustiana, mi riporta alla mia prima adolescenza, ai pomeriggi passati nella cucina in casa di mia nonna, a quella persona che ero e che non posso essere più, a una delle versioni di me che mi mancano di più.
penso che sia così un po' per tuttə quellə della mia generazione perché pkna non ha soltanto rivoluzionato il fumetto disney, ma ha stravolto l'approccio che moltə di noi - quellə che magari leggevano soprattutto e quasi esclusivamente disney da sempre - avevamo al fumetto e alle storie in generale.
pkna ci ha insegnato che anche un papero sfigato può farci raccontare storie complesse e profonde, e che quello che ci stringeva lo stomaco e faceva venire i lucciconi agli occhi non era facile tradurlo in parole. era un papero in un universo di animali antroporfizzati e creature aliene, eppure ci ha fatto esplorare tanta di quell'umanità che ancora oggi, dopo trent'anni, ripensare a certi episodi ci fa venire la pelle d'oca (sì, xadhoom, certo che penso a te. sempre).

immaginatevi quindi quanto ero felice di sapere che stavano per uscire nuove storie. pensavo che sarebbe andata meglio degli esperimenti più recenti, che mi avevano lasciato un'impressione un po' tiepida e sembravano (coff) pensati giusto per tirare fuori qualche cartonato a prezzi improbabili.
insomma, almeno con la storia pubblicata su topolino è andata male.
meno un all'alba, lo spillato, invece, non ho ancora potuto leggerlo perché - chi l'avrebbe mai detto? - panini ogni volta "sembra che" stampi di proposito poche copie per fare il gioco dei reseller e dellə collezionistə, e non per lə lettorə.

ma, dicevamo, l'esperimento abominio su topolino sì, ed è stata un po' una delusione, soprattutto nella seconda parte: in breve - perché a livello di trama non c'è molto su cui dilungarsi, è chiaramente un'introduzione a un nuovo ciclo focalizzato sulla famiglia ducklair (personalmente, uno dei filoni che io amo di meno, essendo sempre stata una grande fan del razziatore, degli evroniani e, ovviamente!, di xadhoom) e in quanto introduzione a un nuovo ciclo di storie che rimandano a quelle di trent'anni fa, da un lato strizza l'occhio allə vecchiə lettorə, dall'altro cerca di spiegare abbastanza anche allə nuovə così che possano ambientarsi in questo universo - spoiler! che ci dovremmo fare di questa sequenza infinita di pk che fa la morale a ducklair e di un everett che risolve tutto il suo essere un personaggio estremamente complesso e ambiguo in un "ah, ok, adesso che me lo dici tu sarò buono"?

e tutto questo mi porta al vero tema che sta al centro di ogni mia paura e delusione (e che va molto oltre pk), e cioè che sempre di più i prodotti-che-dovrebbero-essere-culturali si stanno trasformando in pappette già masticate e rivomitate, idee omogeneizzate in comode monoporzioni, robe semplici e lineari, schemini attraverso cui è impossibile confondersi, avere dubbi, vacillare e dover rimanere un momento a pensare, a riflettere.

everett ducklair era la mente geniale che non riusciva a controllare il potenziale distruttivo delle sue intenzioni, tormentato da una vita lunghissima e da una storia personale - e da un rapporto con le sue figlie - estremamente complicati. combatteva con la parte più oscura del suo ingegno e ragionava pensando alle sue creazioni calate in un mondo che andava molto oltre al suo orizzonte. un mondo, anzi un universo, complesso, in cui anche le migliori intenzioni e motivazioni di un individuə potevano significare dolore, perdita e disperazione per moltə altrə.

tutto questo, in questa nuova storia, non solo non si vede e non si sente, ma sembra volontariamente rimosso: non più everett e pk calati nel vasto universo e chiamati a mantenerlo in un equilibrio tanto delicato quanto necessario a tutte le creature che lo abitano, ma everett e pk su un palcoscenico vuoto, che si rimirano l'ombelico e riflettono su un'etica autoreferenziale e indifferente a tutto il resto.

oh, poi può anche essere semplicemente che la mia memoria ha magnificato pkna (la prima serie, sì, perché le altre, per quanto belline, non erano di certo all'altezza), ma non più di tanto. qui, di tutto quello che mi piaceva di pk, c'ho trovato poco.
insomma, poteva andare meglio.

in realtà mi sto odiando in questo momento perché mi sento il tipo di persona che ho sempre detestato e schifato: la vecchia che si lamenta dei reboot e dei sequel perché quello di prima era meglio. è probabile che la cosa migliore che c'era prima era una mia versione meno rompipalle, ma c'è anche qualcosa che mi è piaciuta moltissimo in l'esperimento abominio e che ha mitigato un po' la mia delusione, facendomi tornare davvero indietro a quel tempo in cui le storie erano bellissime e indimenticabili (come è possibile che ricordo cose che ho letto quando andavo in terza media e ho quasi dimenticato l'inizio di questo episodio, che ho letto circa una settimana fa? *domanda retorica*), e cioè i disegni di lorenzo pastrovicchio, che è sempre stato il mio disegnatore preferito per le storie del papero mascherato, quello che più ha costruito l'epicità e la grandiosità dell'immaginario pikappico e che meglio ha reso l'alterità di questa dimensione rispetto a tutto il resto della produzione disney.

le cose iniziano, le cose finiscono e tutto quello che c'è nel mezzo rimane, ma di questa storia, temo, rimarrà davvero poco, se non la sensazione che un anniversario così importante avrebbe richiesto un po' di coraggio in più (o uno sceneggiatore diverso. con tutto il rispetto, ma non è la prima volta che resto delusa da una storia di artibani).
spero che meno uno all'alba sia riuscito a fare di più. se lo trovo (in fumetteria, con buona pace dei furbini di ebay) ne riparliamo qui.

domenica 18 dicembre 2011

xadhoom!

c'era un tempo lontano e felice in cui ogni mese in edicola usciva un volumetto sottile, uno spillato tutto a colori che era la piccola gioia del mese. un tempo felice dove ti portavi con pochi spicci a casa un vero e proprio capolavoro. ogni mese, non ne saltava uno. in quel periodo felice io andavo alle medie e il capolavoro in questione di chiamava pk news adventures. e lo adoravo. e lo adoro ancora, pure tanto. il capolavoro era un capolavoro perché, oltre a raccontare storie sempre bellissime, aveva dei personaggi stupendi. molto più belli e profondi di quelle robe che si danno tante arie in libreria, con le sovracoperte e i formati esagerati. se ne stavano lì in edicola, nelle paginette colorate tra le copertine leggere e aspettavano di essere notati. quanti si sono persi questa serie che è in assoluto tra le più belle che abbia mai letto? mi sa tanti.
dunque, dicevano, ogni mese su pk c'era una storia-capolavoro, e dicevamo anche che i personaggi blabla. c'era da innamorarsene ogni volta: lyla o il razziatore, chi se li dimentica? ma più di tutti, IL PERSONAGGIO che va tutto maiuscolo perché se lo merita è xadhoom. me la ricordo dalla prima volta che è arrivata, era stupenda, magnifica. una mutante venuta da un pianeta lontano che perlustra da sola l'universo per un solo, unico motivo: vendetta. già questo può bastare a renderla adorabile.
xadhoom è folle di rabbia ma è anche lucida e fredda scienziata, impietosa con i nemici e dolce con gli alleati, persegue ferocemente il suo unico obbiettivo con una tenacia totale e quasi ingenua.
inizialmente appariva a lato di pk quando le loro missioni contro gli evroniani si "intersecavano", uno per difendere la terra, l'altra per vendicarsi. la storia di xadhoom era raccontata da lei stessa sommariamente a pk e la sua presenza nelle storie era per lo più di preludio a qualche incredibile esplosione o distruzione di massa dei vampiri alieni.
poi finalmente, gli autori di pkna decidono di dedicarle finalmente una bella fetta della storia, una trilogia che mi strappò le lacrime dagli occhi e che mi accese in mente l'idea di quanto possano essere incredibilmente belli, emozionanti e profondi i fumetti.
la trilogia dedicata a xadhoom racconta, finalmente, la storia dell'aliena mutante e del suo pianeta.

- clandestino a bordo

 

lo sport preferito di pk? mettersi nei guai, ovvio. ma la proverbiale sfortuna di paperino sembra dissolversi quando si trasforma nel piumato e altrettanto famoso supereroe. mentre si diverte a giocare a guardie e ladri con una banda di contrabbandieri, scatta l'ennesimo allarme evron, e ovviamente non può che esserci xadhoom a far ballare i vampirelli spaziali. l'idea - geniale! - di pk è di salire su una delle navi evroniane per sabotarla, rompendo un po' le scatole agli invasori. però la cosa non è semplice come sembra, e si ritrova isolato sulla nave, senza alcun contatto con uno. a quanto pare però il clandestino fa comodo ai comandanti evroniani, che sulla nave nascondono una trappola per xadhoom, una bella cameretta dove rinchiuderla e trasformarla in una bella scorta energetica per l'impero. pk, nel caso in cui venisse notato dalla vendicatrice, sarebbe un'ottima esca, e quindi viene lasciato abbastanza libero di gironzolare. fortuna vuole che riesca a sabotare la trappola, l'enthropion, e la nostra focosa bellezza riesce a salvarsi.
idea decisamente troppo sofisticata per le menti evroniane, questo simpatico scherzetto ai danni di xadhoom in realtà è stato preparato da una figura abbastanza inquietante: un collaboratore non evroniano, dai lineamenti familiari e con un nome che suggerisce qualcosa...: xari.

andiamo un attimino indietro a rinfrescarci le idee:

- evroniani e la fine del mondo

 

prime pagine nel numero zero: navi evroniane, un pianeta pacifico invaso e distrutto e una sola superstite... quello era xerba e l'ultima figura in basso era proprio xadhoom. le vicende precedenti a quelle poche pagine sono raccontate nello speciale 99: i pacifici xerbiani accettano l'atterraggio sul loro pianeta delle navi evroniane.
xerba è un pianeta pacifico e abitato da una razza particolarmente intelligente, non a caso tutti sono scienziati. l'unico problema di xerba è la produzione di energia. la dottoressa xado (non è difficile capire chi sia, no?) proprio mentre si discute di allacciare o meno i rapporti con evron sta lavorando a un progetto che potrebbe risolvere la questione delle provvigioni di energia, ma non è ovviamente questo al momento l'oggetto dell'interesse degli xerbiani, quanto l'atterraggio di navi evroniane sul loro pianeta. in realtà non tutti sono d'accordo, ed è sopratutto una coppia a dividersi davanti a questa decisione: xari è contrario e teme l'arrivo degli alieni, mentre xado appoggia l'apertura al nuovo popolo. il giorno dello sbarco xado è l'unica lontana dal pianeta, si trova, in segreto, vicino al loro sole per tentare di scoprire una nuova fonte di energia. al suo ritorno, non ci sarà la folla festante che si aspettava ad accoglierla, ma solo distruzione e il suo bruciante desiderio di vendetta.
il suo nuovo nome, xadhoom, infatti significa creditore. e non sarà un piacere doverle qualcosa...
benché lei non ne sia a conoscenza, un piccolo gruppo di xerbiani è riuscita a sfuggire al tradimento di evron, capeggiati da xari, e tenta adesso di costruire un nuovo futuro per la loro gente. di xado non si sa nulla. sparita completamente, xari non rinuncia a cercarla...


- lontano lontano

 

non è solo pk ad essere lontano da casa. aiutato dalla navetta con cui... ha stretto amicizia (eh beh... sì!), è riuscito ad atterrare su un pianeta vagamente ospitale. un pianeta abitato da xerbiani. a quanto pare sono riusciti a creare una nuova colonia, ma evron non sembra affatto intenzionato a dare loro un po' di tregua. hanno promesso a xari la libertà per lui e la sua gente se li avesse aiutati contro il loro nemico (manco a dirlo, xari non ha idea di chi sia in realtà xadhoom), ma non c'è mai da fidarsi di quei bestioni... e pk si ritrova per l'ennesima volta a menare gli evroniani mentre per i superstiti xerbiani, invasi anche nella loro nuova colonia, pare che sia giunta la disfatta definitiva.

- sotto un nuovo sole


con tutti i superstiti xerbiani in ostaggio, non è difficile convincere xadhoom alla resa, fino a farla entrare da sola nell'enthropion. nel frattempo, con l'aiuto di pk, i ribelli riescono a decoolflamizzare una buona parte di schiavi e a fare il culo a strisce agli evroniani, mentre xadhoom resiste con tranquillità alla trappola che avrebbe dovuto distruggerla.
un lieto fine che si rispetti avrebbe dovuto rivederla congiungersi con la sua gente, ma xadhoom non è più una xerbiana ormai. e l'unica cosa che manca ormai alla nuova xerba è un sole in grado di fornire abbastanza energia per poter finalmente vivere tranquilli lontani dalla minaccia evroniana (non hanno fatto una bella fine con xadhoom così incacchiata, eh).
l'ultimo regalo della dottoressa xado.


la storia di xadhoom è bellissima anche se triste. promettente giovane scienziata, si impegna giorno e notte per le sue teorie sperimentali circa la ricerca di una nuova fonte di energia per xerba. proprio quando sta per realizzare il suo progetto qualcosa va storto: lei diventa una mutante, una creatura fortissima, in grado di manipolare la materia e di immagazzinare e far esplodere quantitativi incredibili di energia.
nel contempo, il suo pianeta viene distrutto, la sua gente ridotta in schiavitù.
la vendetta è l'unica cosa che le rimane ormai.
xadhoom diventa la grande nemica di evron, perennemente in corsa per tutto l'universo nel tentativo di annientare l'impero che ha distrutto il suo mondo, trovando in pk un valido alleato, capace di tenere un po' a freno la sua ira e di riuscire a volte a stabilire delle strategie.
l'amore incondizionato per il suo pianeta la spingono prima ad arrendersi agli evroniani e poi a tramutarsi in un sole, riuscendo finalmente a realizzare l'unico suo obbiettivo: rendere migliore la vita degli xerbiani.
xadhoom è in definitiva uno dei personaggi più "forti" dell'universo di pkna, molto ben caratterizzato e con una bel background alle spalle. inevitabilmente, risulta un character molto affascinante e a lei sono dedicati parecchi episodi. purtroppo, in vista della conclusione della serie, xadhoom è la prima ad andarsene.
ricordo che mi dispiacque molto leggere la conclusione di sotto un nuovo sole, ma in ogni caso, anche senza di lei, che rimane il mio personaggio preferito della serie, pkna continuo a considerarlo una delle migliori serie mai lette. non mi dispiacerebbe che i nostri autori e disegnatori, anche indipendentemente da mamma disney, riuscissero a mettersi a lavoro su qualcosa di questo livello.
attendiamo con ansia (ma da parte mia senza troppe speranze...)