chi ha rivolto per primo la parola all'altro? non me lo ricordo. quello che so è che lei era di una bellezza sconvolgente.poi, senza un minimo di esitazione o errore, aveva puntato dritto a me.e aveva raggiunto il suo obiettivo.
mizorogi shun è uno scrittore di successo, un uomo di mezza età elegante e rispettato per il suo lavoro, apprezzato per il suo stile e per le sue storie sensuali e decadenti, nonostante la sua vita tranquilla e morigerata, quasi esemplare, divisa solo con una giovane nipote che ospita in casa per permetterle più agevolmente di seguire un corso di studi. come capita almeno una volta nella vita a ogni artista, ha attraversato un periodo di crisi creativa, ma ne è appena brillantemente uscito grazie al successo ottenuto con il primo capitolo del suo nuovo romanzo, utsubora. i suoi fan sono entusiasti: lo stile del maestro sembra sia finalmente tornato agli antichi splendori.
ma l'esistenza monotona di mizorogi viene improvvisamente sconvolta da una telefonata della polizia: è stato ritrovato il cadavere di una giovane ragazza che si è lanciata da un palazzo. non ha con sé documenti o altro che possa aiutare a risalire alla sua identità, solo un cellulare che contiene il numero dello scrittore e quello di un'altra ragazza che dice di essere la sorella gemella della vittima.
convocato all'obitorio per il riconoscimento del cadavere - che dovrebbe essere quello di aki fujino - mizorogi non riesce a identificarlo con certezza, l'unica parte del corpo rimasta intatta sono le gambe, ma l'incontro con sakura miki, la gemella di aki, non lascerebbe adito a dubbi: escluso il taglio di capelli, le due sono assolutamente identiche, quasi in modo inquietante.
benché non ci è dato di leggere i romani di mizorogi, sembra che lo scrittore sia stato catapultato proprio all'interno di uno dei suoi racconti: il misterioso - e al momento immotivato - suicidio di una ragazza giovanissima e di sconvolgente bellezza, l'apparire improvviso della sua gemella, il loro legame con un uomo che sembra nascondere, sotto l'apparente morigeratezza, parecchi segreti, e poi la sparizione di un'altra ragazza il cui nome ricorda moltissimo quello di aki, i drammi di un giovane poliziotto inseguito dai ricordi del passato e il rapporto, sempre più stretto, tra la nipote di mizorogi e l'editor che si occupa della pubblicazione di utsubora, il romanzo che sembra essere la chiave di volta che tiene in piedi la complessa struttura della vicenda.
con utsubora - che si concluderà nel secondo volume, in uscita in italia a ottobre - asumiko nakamura realizza un thriller elegante che lascia spazio a un raffinato e mai esagerato erotismo, carico di misteri che si esplicitano più nei giochi di sguardi e nelle parole non dette che negli eventi stessi.
il tratto è raffinatissimo, le figure femminili sottili e allungate, occhi grandi e magnetici, nessun indugio su riempitivi inutili: quasi tutto è ridotto all'essenziale, al gioco di contrasti nettissimi tra bianco e nero, alle linee pulite e regolari senza traccia di sbavatura che amplificano l'atmosfera di mistero legata alle due gemelle, proprio come esemplare, freddo e senza errori è l'intreccio della storia, un sommarsi di misteri che si moltiplicano come in un gioco di specchi, svelando a ogni diversa angolazione un dettaglio in più, senza lasciar capire se sarà quello decisivo per risolvere gli enigmi scatenati dalla morte di aki, o se si tratterà dell'ennesimo inganno.

